Argomento:Massoneria


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Il Viaggio attraverso la Grande Opera /2.2

di Athos A. Altomonte

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Archetipi, Canoni e Regole

Che l’uomo abbia raggiunto la mezza Luce è un termine simbolico ancora in uso nello psicodramma iniziatico, per indicare com’egli abbia raggiunta con la propria ragione, un’interpretazione fisica d’una visione misterica (cioè non comune), proveniente dalla sfera superiore della propria Gerarchia interiore. Gli ermetisti ed i Rosa Croce si riferiscono a questa Gerarchia interiore, di valori spirituali, chiamandola il Corpo di Luce (dell’Iniziato).

Questa "Trasmissione luminosa", impeccabilmente riportata anche nella tradizione massonica, avviene per quel Ponte o scala gerarchica (l’Arco Reale dello scozzesismo) per cui, l’archetipo viene interpretato e ridotto a Canone,* questi si trasmette ai livelli inferiori (di comprensione) in concetti ed idee, queste poi, rifluiscono verso la base dell’ordinamento interiore (i livelli di coscienza fisica) in pensieri fluidi e mercuriali le cui forme relative però, nulla hanno più di atemporale, di esatto e di costante.

Una chiara visione, dunque, limitata, però, a quell’area della mente che può essere raggiunta dalla propria Triade (supercosciente), con il relativo risveglio di quell’elemento percettivo, chiamato coscienza ordinaria.

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* Canone - L’Archetipo Uno è l’Archetipo d’ogni Forma (Archetipo d’ogni forma energetica, è chiamato per questo il Grande Architetto dell’Universo). Esso s’emana proiettando il riflesso speculare della propria essenza, andando così a costituire coi frammenti di Sé stesso, gli archetipi di tutte le Forme a Lui sottoposte nella Gerarchia della Sua manifestazione. Dalle Forme pensiero più alte (in intensità vibratoria) sino a quelle materiali.

Anche la Forma umana ha un suo archetipo minore, che riproduce perfettamente, riflettendolo, l’Archetipo Uno; questo archetipo è la Monade dell’uomo («il Figlio, fatto a immagine e somiglianza del Padre Suo», anche denominato il «seme igneo»). Concepire gli archetipi minori, sulla Via iniziatica è possibile attraverso la comprensione, interna, dei simboli della Tradizione. Aprendoli ed estroflettendone il contenuto, d’essenza tridimensionale, questi rivela il concetto ed il suono, e per l’Adepto non è difficile cogliere la "nota fondamentale" conservata al suo interno. Molti archetipi maggiori e minori furono trasmessi dalla loro sede naturale (il livello divino i primi e quello metafisico i secondi) a quella del pensiero fisico, per opera dei primi Grandi Iniziati che, raggiuntili, vollero porgere così un aiuto ai Fratelli che l’avrebbero seguiti sul Sentiero. Furono costituiti e resi noti i Canoni, composti d’essenza mentale ma riflettenti nei propri concetti, "la luce spirituale" di quegli archetipi. Nella Dottrina esoterica, arcaica e moderna, i Canoni sono chiamati: Leggi o Leggi del Gran Libro di Natura. I Canoni derivano a loro volta dalle Leggi cosmiche.

Il senso di queste Leggi sarà riportato in queste note che, saranno fatte sorgere lungo tutto il nostro percorso, come le città affiancano un’autostrada. Queste brevi illustrazioni già appaiono via via che se ne presenta l’occasione, purtroppo però, non sarà possibile citare tutte quelle Leggi che non sono collegate con i nostri argomenti.

Ritengo sia essenziale, che il ricercatore comprenda immediatamente l’uso ch’è possibile fare delle Leggi ed i vantaggi che derivano dal loro uso corretto. I Canoni come gli archetipi minori (attenzione, solo questi e non i maggiori), vivono una intelligenza perfetta ma limitata, sono del tutto privi di quelle emozioni che così tanto effetto hanno sulla mente umana (astrale ad es.) quindi, (margine d’) errore e tolleranza (alla rottura) sono per quelle intelligenze, inconcepibili e quindi semplicemente inesistenti. Ecco, una modesta spiegazione, di come l’Onda di Vita ch’è mossa dai Canoni, può schiacciare quanto (o quanti) non è armonico col proprio moto.

Il destino non opera con quella "determinazione" che tutti ben conosciamo, perché insensibile o crudele, come si crede nella superstizione popolare, ma solo perché insensibile all’ostacolo posto in essere dall’errore che non riconosce e che quindi, per esso, non esiste. L’Onda di Vita nel "destino" umano, riconosce e di conseguenza si muove solo nella simmetria di quella "armonica cosmica", conosciuta come la Legge di Causa-Effetto.

Per capire la "vita" degli archetipi e dei Canoni sino a giungere ad armonizzarvicisi, sono sorte le Leggi ma, anche queste, per l’ignaro, parrebbero "stare dalla parte del più forte". Ecco sorgere in aiuto dell’uomo le Regole (canoniche). Queste hanno la caratteristica, se comprese ma soprattutto se applicate, di difendere l’ignaro (del Moto della Vita) da urti e contraccolpi di quelle energie.

Le Regole, detto in poche parole, possono essere usate in tre modi con tre diversi risultati e questo dipende, solo, dall’abilità e dall’esperienza dell’Adepto. Con il primo metodo si cerca di tracciare una linea di percorso improntata sulla massima adattabilità (per meglio raggiungere lo scopo), ciò significa conoscere ed "obbedire" alle Regole, come ovviamente farebbe ogni buon timoniere, non da competizione. Questo comporta il potersi muovere sapendo in anticipo, esattamente, cosa non fare e cosa dover evitare. Nel raggiungere la soglia del secondo metodo, appare del tutto naturale concepire come ogni Regola ha in sé, una forza implicita, trainante, perché segue, essendone il riflesso, l’Onda di Vita che permea i Canoni (le Leggi). Per darne una seppur breve descrizione, potremmo usare questa formula letterale: aderendo al "ritmo" della Regola (il modus operandi) l’Iniziato ha il vantaggio di operare con quella "forza" a favore. Ecco come tutto, nell’Opera dell’Iniziato, può divenire naturale e semplice. Molti credono che, quella facilità d’esecuzione, sia frutto di formule magiche o di strani cerimoniali. Nulla di più puerile.

L’Iniziato è in grado di muoversi "a favore" di quella forza che, espressa dai Canoni, muove il corso dei cicli-cadenze-ritmi della Natura, manifesta e immanifesta, che sono appunto detti l’Onda di Vita. Questa "appare" come appianargli la Via, quasi che lui "la possa mettere al suo servizio", ma anche questa è un’altra umana illusione.

In realtà tutto avviene perché l’Iniziato, usa, con la propria condotta, una linea convergente a quella del proprio archetipo. Da qui nasce quella che viene definita, pittoricamente, un’alleanza o più tecnicamente un’assonanza armonica tra l’intento del generatore (l’archetipo) e quello del conduttore (la Personalità).

Questo secondo metodo produce un’accelerazione notevole in tutto ciò che è e che fa quell’uomo che usa quella forza, ma, è necessaria una costante attenzione perché, quella forza, arrivando "in eccesso" non rischi di capovolgere la situazione e questa volta a svantaggio dell’operatore.

Prima di affrontare il terzo metodo è bene sottolineare di nuovo l’essenza d’un Canone di primaria importanza.

La forza il cui moto permea tutta la manifestazione è composta da altri due aspetti superiori ed impercettibili, se non attraverso il moto stesso. L’aspetto magnetico e l’aspetto dinamico. Assimilare attraverso la propria percezione, la realtà fluida (impermanente, dove tutto muta e nulla mantiene le proprie caratteristiche esteriori, il regno dell’illusione, per chi crede nella stabilità di quella realtà dove l’unico elemento reale invero è solo quel moto) di quel moto (perpetuo) significa, per riflesso, poter giungere a compenetrarsi nella diluizione psichica con la realtà armonica permanente dell’aspetto magnetico. Di questa forza magnetica, la mente dell’Iniziato percepisce ed interpreta, nel suo linguaggio, il senso attrattivo che da essa emana, riducendolo alla sua dimensione con il sentimento "amore" ma, del modello più alto ed impersonale ch’essa sappia concepire (raccomando al ricercatore di ricordare questa nota quando sarà condotto a considerare la Legge d’Amore).

Ecco come una qualità energetica cosmica, possa ridursi ad una caratteristica emotiva. Rimane da ricordare l’aspetto dinamico che, in quella forza, non è il moto bensì l’elemento che lo produce. Anch’esso può essere ridotto dalla mente dell’uomo ad una caratteristica emotiva, divenendo così "volontà". Naturalmente è impensabile, il poter trasmettere "la chiave" d’un insegnamento esoterico, attraverso i pochi elementi affidati alla brevità d’una nota; ciò nonostante per indirizzare la "ricerca personale" dello studioso, l’elemento centrale è indicato, anche in questo caso, con la massima esattezza consentita.

Il terzo metodo supera la somma della conoscenza degli ultimi due aspetti dimostrati. L’elemento centrale rispetto ai due sistemi precedenti, si può caratterizzare con un unico termine, precursione. Con questo termine s’intende la capacità, dell’Iniziato, di anticipare, prevenendoli, tutti quei nodi che concorrono a creare, nel mondo degli effetti, eventi e panorami non graditi sia per qualità che per difficoltà. Questo significa, al fine, operare economicamente (sotto la Legge d’Economia), ma non basta, vi è molto di più; la possibilità d’indirizzare gli eventi, e di muovere gli elementi comprimari che in essi partecipano.

Coloro che precorrono la relatività degli eventi, ricorrono al terzo metodo che è quello di predisporre in anticipo "la forma" dei propri piani e la "qualità" delle proprie azioni per approfittare così, delle confluenze "future" di quella forza (triplice) nel mondo degli effetti. Costoro, possono anche determinare, il "volume della qualità" (conosciuta anche, come colorazione energetica) confluente in quei nodi, energetici spazio-temporali chiamati "gli eventi", dell’aspetto magnetico (attrattivo) oppure di quello dinamico (distruttivo) ed allora, di conseguenza, riconoscerete in questo, il saper attrarre irresistibilmente per poi distruggere inesorabilmente, di quell’arte di guerra che veniva chiamata, dai Sacerdoti-guerrieri, l’arte di combattere da fermi.

Con quest’arte, "l’Iniziato-guerriero" non combatte fisicamente l’avversario o l’ostacolo ma, modifica col suo intervento "le caratteristiche dell’evento" che quell’avversario o quell’ostacolo contiene e trasporta(per questo la precursione degli eventi confonde la mente dell’avversario, che vive solo della visione degli effetti ed è creduta per questo, un’opera invisibile), col risultato che questi verranno, necessariamente, a modificare la loro stessa azione "che d’altronde, l’operatore aveva già preveduta. Questo è precorrere con le proprie azioni quel moto dell’Onda di Vita che, "toccando" il Mondo delle Forme (il Mondo degli effetti), crea gli eventi. Questo consente, non potendo evitare gli eventi, di poter agire a proprio giudizio per condizionarne le traiettorie sino a modificare "i panorami" ed i comprimari che li manifestano.

E questa non è ancora né chiaroveggenza, né magia, né potere rituale, ma semplicemente un potere "ancora poco apprezzato" della mente. Tratteremo assieme, alcuni particolari di questo metodo, nel capitolo conclusivo dedicato al potere della Psiche.
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