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Il Guerriero, impassibile nella gioia e nel dolore

a cura di Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it

 

Sword of peace

 

Urusvati conosce, come tutti, la gioia e il dolore. Ma l’aureo Mezzo li bilancia, perciò il Saggio insegnò la Via mediana.

Gli uomini però non riconoscono dove stanno l’una e l’altro. Sovente persistono nel timore e nella pena quando la freccia del dolore è ormai passata e mentre la gioia già declina cercano di prolungarne l’incanto.

Non intendiamo certo inculcare l’insensibilità, che sopprimendo il dolore cancella anche la gioia. Non esortiamo mai all’indifferenza, simile alla morte. Al contrario insistiamo sempre sulla Vita, ma mettiamo in guardia contro i fantasmi.

Consigliamo perciò la piena coscienza sia delle fitte del dolore sia del fresco respiro della gioia suprema. In Terra come nel Mondo sottile bisogna saper superare quello e accettare questa.

Si dice che il Guerriero resta impassibile nella gioia e nel dolore, nella sconfitta e nella vittoria.

Questa però non è indifferenza, ma una tensione tale che, con la rapidità del moto, previene la percezione degli estremi. Sovente parlando di una brutta esperienza ne intendo anche la gioia.

Il veloce pellegrino scavalca i monti e gli abissi. Tanto è assorto nella sua missione che il fervore lo eleva oltre gli ostacoli sulle ali del successo.

Del pari la Nostra tensione Ci trasporta, con nuove misure di tempo e di eventi.

Il Pensatore, intento ai suoi lavori, pregava: “Che il dolore non mi arresti e la gioia non mi accechi.”

 da Sovramundano II

 

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