Argomento:Letture d'Esoterismo


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Esoterismo della parola

di Athos A. Altomonte

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Comincerei col fare una prima considerazione. Esaminare la Regola del Silenzio come un concetto a sé stante, sarebbe sbagliato e fuorviante. Ossia, un tipico procedere exoterico.
Invece, come sempre avviene in ambito iniziatico, anche questo Precetto va preso come una parte di un paradigma maggiore e assai più ampio. Che se venisse riconosciuto per intero, nel suo complesso porterebbe a conclusioni assai diverse da quelle che scaturiscono dalla sua semplice “singolarità”.

Come ogni altra idea iniziatica, anche questo argomento si sviluppa su 4 livelli. E da questi “dislivelli” nasce la differenza tra exoterico, etico, esoterico ed iniziatico.
Questi dislivelli, poi, si evidenziano nel “corpus” di quelli che la Dottrina segreta chiama Misteri minori e Misteri maggiori.
Così vedremo che, anche da un argomento dall’apparenza semplice, come parrebbe quello del «dire o non dire», se considerato da un’angolazione del particolare, può spaziare fino a raggiungere i confini del “sacro” (sacrum facere). Perché, ad esempio, la verbalizzazione di un’idea archetipa (precipitazione psichica che avviene con l’uso della parola), nella visione iniziatica corrisponde ad una incarnazione dell’idea.
Quella d’incarnare l’Idea è una delle prerogative esoteriche nell’uso iniziatico della parola. Che, se venisse usata da chi conosce e sa mantenere il giusto rapporto tra il valore archetipo dell’idea e la qualità della parola che la trasmette (v. vibrazione e modulazione energetica), il Dire o non Dire diventa uno strumento assai potente a disposizione dell’Iniziato.
E qui, naturalmente, non ci si riferisce alle rappresentazioni simboliche, ma a veri Iniziati.

Dal teorema a cui abbiamo appena accennato, nasce il principio delle Parole di Potere.
La Parola di Potere e la Parola sacra vengono fatte ri-suonare per diversi scopi. Tra quelli sacri, ricordiamo quelli cerimoniali (v. teurgia e cerimoniale iniziatico), che non abbiano origine popolare o mero carattere rappresentativo.
Per comprendere il potere effettivo della parola, bisogna partire dall’assunto che la parola non è solo la materializzazione di un’Idea, ma è soprattutto suono. E che entrambi gli aspetti vanno considerati.
Nel “complemento suono” (v. il termine modulare) della parola, va considerata l’equazione di: emissione, pausa, emissione, silenzio. Ed anche se silenzio appare come “buon ultimo”, non per questo andrà valutato come un componente minore.
Gli aspetti meno evidenti dell’equazione sono i cicli-cadenze e ritmi, che compongono la struttura sonora (v. l’articolo Figure Sonore) dell’emissione.
I cicli-cadenze e ritmi del suono, e della parola, sono analoghi ai cicli-cadenze e ritmi che determinano il moto del Gran Libro di Natura (vedi articolo).
Poi emissione, pausa, emissione e silenzio, non sono solo una massima da utilizzare nell’arte discorsiva, ma discendono direttamente dal principio dell’Armonica sonora (Pitagora) di: tono-intervallo-tono (v. legge dell’Ottava).

No va dimenticato che il suono, e perciò anche la parola, è un aspetto dinamico tanto creativo che distruttivo. Mentre il Silenzio è la sua terra. Che può anche coprire e nascondere, ma è solo lì, nel silenzio, che può germinare (nascere) l’idea inconscia o superconscia (spirituale), fino a realizzarsi in una dimensione tangibile anche dalla mente fisica.
E questo è il vero segreto iniziatico.
Credo, quanto detto finora sia una presentazione sufficiente al tema trattato più specificamente nel lavoro titolato: l’Arte del Dire e del non Dire (vedi articolo).  

 

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