Argomento:Bene Comune


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La Presenza Umana Centrale e la Piramide dell'Umana Coscienza

di Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it

 

In un suo scritto inedito Enzio Savoini parlando simbolicamente di quel luogo d’incontro tra Cielo e Terra, descrisse così la Piramide:

«Con un salto di simbolismo, si pensi ora alla vetta della grande Piramide: l’unica, fra milioni di altre pietre, che necessariamente deve essere piramidale. Un tale pensiero porta a scoprire, in verità, che l’immenso edificio fu costruito proprio per elevare – a data altezza dal suolo – quell’unica Pietra, che è la Piramide stessa.
[...] Quella pietra, quella Vetta, serve per un itinerario mentale, che, giustappunto, visita quei luoghi. Ora s’interpreta come un sito, un’Aula augusta e serena, dove il Cielo (la punta estrema) comunica con la Terra (la base quadrata). Un tale ambiente è capace di conciliare e fondere assieme le potenze celesti e terrestri, e probabilmente è unico al mondo. Solo gli antichi Egizi riuscirono a concepirlo.
Il concetto che si cerca di esporre e trasmettere è vertiginoso, e ha colto di sorpresa anche chi ora lo scrive. La Vetta magnificata della grande Piramide (aurea, cristallina, immateriale, luminosa e trasparente) è l’unico sito dove Cielo e Terra, potenze solari e umane possono incontrarsi per collaborare ai piani di sviluppo planetari.»

Prendendo ispirazione da questo insegnamento è stata realizzata questa immagine per rappresentare l’idea di Presenza Umana Centrale. Un’avanguardia di uomini e donne capaci di «sacrificarsi e dimentichi di sé medesimi, guarderanno al Cielo, sapranno disegnare, nel giusto momento, le nuove strutture sociali, ancora incomplete, ancora correggibili, con l’aiuto gerarchico.
Questo lavoro comporta un contatto discontinuo con il Superiore, e per conseguenza un ascolto continuo.»

I tempi sono maturi e direi pressanti perché il Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo porti in manifestazione la sublime idea di fratellanza in una azione coordinata e consapevole di cooperazione tra i gruppi di ogni nazione nel rispetto delle proprie qualità di servizio.

La piramide nel suo insieme esprime lo sviluppo coscienziale dell’umanità, suddivisa in quattro stadi (ed il quaternario simbolicamente indica tanto la personalità quanto l’umanità).

I primi tre trovano un’analogia nelle Tre Aule descritte dalla tradizione esoterica: dell’Ignoranza (il labirinto), dell’Apprendimento (il pavimento a scacchi) e della Saggezza (il lambdoma); il quarto rappresentato dal vertice della piramide, è il luogo dove possiamo immaginare quel gruppo di uomini che incarnano la PUC.

L’umanità bambina, coscienzialmente parlando, nel primo stadio, rappresentato dal labirinto, fa la sua esperienza, acquisendo cognizioni e imparando dagli errori, frutto delle proprie scelte basate su impulsi e necessità, fino a quando raggiunge il centro, l’uscita verticale, dove avviene un riorientamento che conduce nello stadio successivo. Questo rappresentato dal piano a scacchi bianchi e neri (il pavimento a mosaico), è il livello del lungo lavoro che ha il suo frutto nella conoscenza, dove l’umanità apprende a muoversi tra le polarità. Quando sviluppando la discriminazione gli individui così come i gruppi, realizzano di poter “camminare sul filo”, ovvero saper fare sintesi degli opposti, allora quella porzione di umanità è pronta a trovare il proprio posto nel Piano.

Questo è rappresentato dal lambdoma e dalle combinazioni delle sette energie primarie. Su questo livello ogni individuo o gruppo sa esprimere la luce della propria nota (il nome occulto o suono dell’anima) e qui può operare in comunione con quella porzione di umanità che ha preso coscienza del Piano e lavora consapevolmente alla sua realizzazione con Amore e Saggezza.

La sintesi di quel lavoro di esteriorizzazione, è il vertice della piramide, ascendendo a quel posto del fuoco dove è possibile contemplare e riflettere il modello gerarchico. La presa di questo Centro, che è allineato da sempre ai centri degli stadi precedenti - così come lo è anche ai Centri superiori - è la realizzazione della Presenza Umana Centrale.

«Fra le varie interpretazioni delle piramidi notate questa, che delinea i tre Mondi: la cima sta per il Mondo del Fuoco, dove tutto è uno; la parte mediana per il sottile, dove le essenze sono già separate; e la base rappresenta il Mondo denso. Questa suddivisione è la più profonda, e la piramide si pone come simbolo potente delle gradazioni che distinguono i Mondi. Nel denso, le varie nature sono fra loro tanto distinte che è arduo pensare che si possano unificare nella sommità ignea.

Eppure tutta la piramide fu eretta per la sua cima: le sue basi non hanno altro scopo che consentire ai fianchi di combinarsi e completarsi assieme in modo armonico. Pensate a quante volte quel punto che è la vetta è contenuto nell’area di base.
Quel punto di Fuoco presiede alle pietre, rudimentali, frammentarie, deposte al suolo. Molta cura meticolosa è necessaria per assicurare il compimento igneo. Bisogna pensare al la Vetta. Non vi inganni il fatto che già nel Mondo sottile le essenze siano nettamente distinte. Lo spigolo della piramide può essere suddiviso in quattro, cinque, sette, otto o in qualsivoglia altro numero di parti, ma i tre Mondi restano sempre la partizione fondamentale.

Sopra la piramide visibile si può poi immaginarne un’altra, identica ma invisibile, estendendo il concetto all’infinito. Ma ciò trascende ormai il linguaggio terreno. »

(Collana Agni Yoga - Mondo del Fuoco III § 519)

 

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