Argomento:Domande e Risposte


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Sull'ateismo

di Athos A. Altomonte

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D: …su quali presupposti si basa l'ateismo? Può un ateo chiedere di essere ammesso in Massoneria?

 

R: Credo che sia difficile trovare un puro ateo, anche se possiamo facilmente incontrare dei sottotipi, ma che non possiamo confondere con lo scetticismo a prescindere.

Come l'ateismo di chi è deluso dai rappresenti delle religioni o dalla loro verità relativa, che non è ateismo ma solo rammarico; o l'ateismo di chi ha paura di sperare, che non è ateismo, ma solo il timore di affidarsi alle proprie aspettative. Spesso nemmeno l'ateismo a prescindere è ateismo, ma solo incapacità di affrontare un tema intangibile ed immisurabile alla ragione come la spiritualità e la morte.

L'ignoranza e non lo scetticismo è spesso il cemento dell'ateismo.

Nemmeno il nichilismo è vero ateismo. Nietzsche, che annunciava che Dio è morto, nemmeno lui era un vero ateo, perchè dicendo che Dio è stato ucciso dall'uomo, o che l'ultimo cristiano è stato l'uomo morto sulla croce, non dimostrava scetticismo ma scoramento per la perdita di un padre, di una direzione, di un credo.

L'irreligioso, poi, soprattutto se stupido, non è un ateo ma un trasgressore, magari irriverente, a cui piace infrangere i tabù per dimostrare la propria forza. E gli viene perdonato perchè non sa nemmeno lui perchè lo fa.

L'ateo è il materialista o il positivista. Ma questo non ha a che vedere con la discettazione religiosa.

Il vero ateo è colui che coltiva la superbia intellettuale. Come quelli che credono di poter spiegare Dio e le sue cose. Paradossalmente, il vero ateo è il religioso. Il teocrate convinto di parlare in nome di Dio o di agire in sua vece. Quello è l'ateismo pericoloso per la libertà umana.

Sull'ateismo l'Alchimia Spirituale (versante della mistica) si esprime così: « … si può ammettere che l'uomo che non prega non tesse la propria immortalità, privandosi così d'un prezioso tesoro. In ogni caso, ciascuno di noi troverà al di là della morte, ciò che avrà voluto realizzare durante la vita fisica.

L'ateo andrà verso il nulla, l'Aspirante verso un'altra vita. Psicologicamente, il senso del divino sembra essere una pulsione sorta dal più profondo della nostra natura, un'attività fondamentale presente sia nel primitivo, che nell'uomo civilizzato, e le cui differenziazioni sono legate ad altri attributi, anche se fondamentali, quali il senso della morale, o estetico, e la volontà personale.

La storia ci mostra come nelle Nazioni, la perdita del senso del sacro e del senso della morale nell'uomo, abbia condotto sempre alla decadenza ed all'asservimento a popoli più forti nelle loro Tradizioni Spirituali. La dispersione di grandi popoli e di grandi civiltà, non ultime quella Greca e Romana, ne rimangono il triste esempio. D'altronde anche il senso del Divino montato all'eccesso, sino a raggiungere lo stadio d'intolleranza, fanatismo e cecità spirituale, ha condotto allo stesso risultato. È nella rottura degli equilibri, dall'eccesso di assenza, all'eccesso di presenza del senso di fede nel sacro, che sta il raggiungimento dello stadio di crisi nell'uomo, come nell'insieme di uomini…»

La Massoneria (versante misteriosofico) si esprime sull'argomento con grande chiarezza:

«… La tensione dell'iniziazione al 3° grado, quella di maestro massone, si sprigiona dalla rinascita mistica del Maestro interiore». Seguendo l'antico precetto per cui quando il Discepolo è pronto appare il Maestro. È questo il ricordo di quanto viene rappresentato nella cerimonia di elevazione del maestro massone. Il ricordo che l'iniziazione intende inseguire è quello della resurrezione interiore.

Nelle Costituzioni dei Liberi Muratori del 1723 nel capitolo «Concernente Dio e la religione» si legge:

“Un muratore è tenuto per la sua condizione ad obbedire alla legge morale; e se intende rettamente l'Arte non sarà mai uno stupido ateo né un libertino irreligioso”.

La Massoneria richiede al massone di essere “Uomo libero e di Buoni costumi”, e non obbliga il Libero Muratore a seguire una religione particolare, ma lo invita a seguire il proprio senso religioso, secondo i canoni del libero convincimento. Avendo cura di osservare la massima tolleranza nei confronti dei Confratelli che avessero convincimenti diversi.

Per saggezza e sentimento di tolleranza verso le diversità di opinioni, i rituali massonici recitano che in Loggia non si discute “né di politica, né di religione”. Così, la Libera Muratoria si propone come Centro di Unione e strumento conciliare di sincera amicizia anche per persone culturalmente diverse.

Un discorso a parte è quello dell'ateismo che nega ogni forma d'esistenza prima e dopo la nascita fisica.

Non ha, infatti, nessun senso iniziare un ateo a precetti gnostici o spirituali. Meglio indirizzarli su ideali concreti di socialità e di giustizia, dove potranno esprimere le loro “buone intenzioni” ad armonizzare le contraddizioni culturali e sociali della collettività.  

 

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