Argomento:Alchimia del Fuoco


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Eggregore e coscienze di gruppo

di Athos A. Altomonte

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Sommario: Nascita di una identità collettiva - Nascita di una Divinità popolare - Culture e suggestioni di massa

 

Nascita di una identità collettiva

Una identità fisica si distingue da una sottile, dalla nitidezza e dalla qualità dei pensieri. Che non sono solo aspetti individuali, perché esistono idee che associano gruppi di individui, che fanno l'identità di popoli e nazioni. Le identità collettive hanno come denominatore comune la coscienza di uomini e donne, per cui le loro diversità sono dovute soprattutto all'immaginario collettivo (abitudini, credo particolari e culture locali). Le culture popolari diventano modelli sociali resistenti alle influenze esterne, quando ricorrono ad agguerrite forme d'isolazionismo culturale.

 

Nascita di una Divinità popolare

Una forte associazione di idee (convenzioni di massa) sviluppa una identità comune detta eggregore. L'eggregore di un gruppo, di una nazione, di un popolo è un'idea, o un complesso d'idee, che circondano la comunità come un'aura. Una coscienza collettiva, cioè condivisa, che pervade i partecipanti della propria colorazione emotiva.

Esistono eggregore di varia qualità. I meno qualificati, e perciò i più numerosi, sono gli eggregore astrali. Un eggregore astrale è una concentrazione di forza emotiva emessa con continuità dai partecipanti all'idea. E siccome sono molte le attività emotive dell'uomo, si hanno una vasta gamma di eggregore astrali. Sia di guerra che di pace.

Particolare attenzione va agli eggregore astrali la cui concentrazione è diventata, nel tempo, tanto potenti da apparire come spiriti guida di popoli e nazioni, e venendo puntualmente scambiati per Dio. Per questo errore le religioni di molti gruppi, popoli e nazioni, si sono convinte di “avere” un Dio speciale ed esclusivo, che li segue preoccupandosi solo di loro. Con le drammatiche conseguenze che tutti conoscono.

Come può avvenire tra singoli individui, anche le tante identità nazionali potrebbero operare per riconoscersi nei reciproci diritti e doveri. E teoricamente ne parlano pure. Ma è ancora utopia.

Il riconoscimento reciproco, non tanto nel diritto di esistere ma, piuttosto, come identità collettiva porterebbe a sperimentare una sorta di coscienza universale. Il progetto di religione e, quindi, di coscienza universale, però, viene ostacolata dall'egoismo degli eggregore astrali. Che, per sopravvivere, sono in grado di dare origine ad impedimenti, ben maggiori di quelli che deve superare l'uomo che voglia affrontare la propria astralità (v. discesa negli inferi) .

 

Culture e suggestioni di massa

Processi di buona volontà sono sempre in corso, anche se limitati dai pregiudizi pilotati di poteri forti, che frenano lo sviluppo delle folle per mantenerne sopita la coscienza.

Il torpore coscienziale è foriero d'illusioni che esaltano le suggestioni di massa (eggregore astrali). Attorniate dai miraggi dell'immaginario, le identità umane ricalcano i sogni di culture che modellano complessi illusori resistentissimi (totem), sopratutto quando vengono elevati a valori sacri ed inviolabili. L'immaginario è connaturato nell'uomo, ma dall'illusione bisogna sapersi liberare se si vuole liberare la mente. Il sogno particolare e l'illusione personale è facile da scoprirsi, ma non è così per l'immaginario collettivo, che si trasforma in ritualità tanto consuete da risultare invisibili.

Nel senso generale molte tradizioni sono attraenti, quando ricoprono il ruolo di memoria popolare. Ma se abbandonano l'ambito del folklore per assumere quello di verità, allora, il “gaudio tradizionale” si trasforma in fanatismo, da cui bisogna guardarsi prima ancora d'interrogarsi sulla loro presunta autenticità.

La sacralità trasferita a componenti tradizionali che eccitano l'orgoglio popolare, rafforzano l'idea di partecipare ad una “verità” indiscutibile, che impedisce il reciproco riconoscimento tra realtà diverse. Questo crea situazioni d'isolamento, in cui l'orgoglio di una presunta unicità, finisce per intrappolare i partecipanti in un sistema chiuso in cui prevale la suggestione di essere i migliori rappresentanti del “vero” e del “giusto”*.

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* Un sistema chiuso è una tesi costruita a prova di smentita (Karl Popper). Appartengono a sistemi chiusi le tesi totalmente astratte, le asserzioni ideologiche o più specificatamente i dogmi religiosi che trovano conferma solo all'interno dei loro costrutti, e solo per mezzo dei propri strumenti. Per cui, non incorrono in smentite. Le asserzioni ideologiche ed i dogmi sono detti autoimmunizzanti, perché sono stati fondati su moduli ragionevoli, sostenuti senza porre in discussione nessuna parte di se. Questo li rende immuni da ogni possibile smentita che possa derivare da un contraddittorio dialettico, o da un confronto intellettuale. Inoltre, sono considerati a sistema chiuso quelle tesi ideologiche, o di credo, che si dichiarano assolute, cioè, proposizioni onnicomprensive all'interno delle quali si trova la spiegazione di tutto e per tutto.
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Una coscienza chiusa finisce per considerare il “diverso” peggiore, quindi, agendo in stato di conflittualità lo respinge o lo combatte. Per “aprire” una mente “chiusa” bisogna trovare il coraggio di abbandonare la sicurezza delle verità precostituite mettendo tutto in discussione, a cominciare da se stessi, le proprie abitudini e le proprie opinioni. L'analisi critica è la chiave di volta dell'apertura mentale, come questa è la condizione da cui dipende l'espansione della coscienza fisica. Ma vanno ricordati anche gli ostacoli della loro crescita. Così, ad esempio, la remissività mentale, grava sull'autogoverno intellettivo. Per cui, è necessario evitare l'adesione incondizionata ad una ideologia o cultura particolare, se si vuole raggiungere la lucidità di giudizio. Nemmeno l'apprendimento, se preso a se stante, è la condizione ottimale per ottenere la lucidità mentale. Il fondamento dell'apprendimento non è la memorizzazione passiva del concetto, ma la comprensione critica del concetto. Attraverso la lente del senso critico mente e coscienza oltrepassano l'apparenza di ciò che conoscono, liberando i significati dagli idoli di verità prestabilite.

Mente critica (ma non scettica) ed intelletto compongono uno straordinario strumento d'indagine, capace di far risuonare interiormente (v. intelligenza intuitiva), il significato profondo di ogni circostanza, parola e idea

Una forma mentis condivisa costituisce una coscienza di gruppo ma, come nel singolo, il suo valore è dato dalla qualità dei pensieri. Il che significa che non è la consistenza a garantire la qualità del gruppo (eggregore), perchè, si può essere uniti e solidali anche nella mediocrità.

La coscienza collettiva va maturata secondo un processo di sviluppo simile a quello individuale, avvalendosi del senso critico (discriminazione), della capacità di elaborazione mentale e dell'intelligenza intuitiva (l'intuitività come fenomeno permanente e non occasionale) per annullare falsità ed appianare discordanze. Il male peggiore non sono le cattive interpretazioni, ma il loro antagonismo.

L'antagonismo tra nozioni genera disordine all'interno della coscienza, creando divisione tra gli uomini. L'antagonismo culturale e di fede, nasce dal protagonismo di credere in una unicità assoluta, inficiando le relazioni anche tra individui dello stesso ceppo culturale. E se i peggiori conflitti nascono dai protagonismi tradizionali, allora, è doveroso metterne in discussione l'autenticità. Filtrando l'immaginifico si discrimina la realtà dalle metafore e dai loro simulacri simbolici, preferendo ai sogni di superiorità la nettezza di una coscienza comune.  

 

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