Argomento:Domande e Risposte


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Filo a piombo e volta stellata

di Alessio Nisticò


D: Pare che in alcune logge dalla volta stellata discenda un filo a piombo. Qual è il significato simbolico? - G.

R: Credo che appendere la perpendicolare al soffitto, facendola discendere dalla Volta Stellata, aggiunga ulteriore elemento rappresentativo, coniugando tra loro gli elementi semplici per farne uno complesso.

La perpendicolare (filo a piombo) indica una direzione operativa che si sviluppa lungo una dimensione verticale (profondità entro sé stessi, elevazione dello spirito) e quindi ben si presta all’impiego che di sé deve fare l’Iniziato, ossia il divenire ponte e pontefice tra il piano terreno ed ultraterreno, visitando l’interno della (propria) Terra, ascendendo al (proprio) Cielo.

Dunque la Volta Stellata si contrappone logicamente al Pavimento a Mosaico, rappresentativo del quaternario e dunque dei quattro elementi costitutivi della Materia; ricordiamo invece che tradizionalmente le Stelle si ritenevano formate dal “quinto elemento”, la “quintessenza” o “etere”, risultato filosofico della spiritualizzazione della materia.

La Volta Stellata non può essere un obiettivo, poiché - sempre simbolicamente - ad essa si accede con l’Estrema Iniziazione del passaggio all’Oriente Eterno; tuttavia rappresenta un Modello di Ordine superiore, l’ordine cosmico retto dalle Leggi immutabili ed impenetrabili alle quali si ispira l’uomo nella riconduzione dell’ordine terreno, contingente, artefatto, più o meno ispirato ai Principi della Legge Naturale, per quanto conosciuta.

Il lavoro nel Tempio, proprio per questo, si svolge al di là del tempo e dello spazio profano, volgare: si squadra il perimetro per delimitarne lo spazio sacro (recinto = templum) e si accendono le luci secondo la sequenza della creazione in concomitanza del tracciamento del Quadro di Loggia per sacralizzare il tempo all’apertura dei lavori, che seguono anche un orario inconsueto e simbolico, che va dallo Zenit al Nadir (ancora una volta ne cogliamo la dimensione verticale!); alla chiusura dei lavori, con la stessa sequenza si spengono le luci e si cancella il quadro di Loggia, mentre con la squadratura antioraria si scioglie il perimetro sacro e si restituisce il luogo alla sua natura e uso profani. Un po’ come la carrozza di Cenerentola, che allo scoccare della mezzanotte (guarda caso!) torna ad essere una semplice zucca...

Nello spazio e nel tempo sacro, tuttavia, ci troviamo (o dovremmo essere capaci di portarci) in una dimensione metafisica, in cui uomini e donne non sono più tali, una dimensione in cui gli stimoli del corpo non sono percepiti e non interferiscono il pensiero puro, il pensiero di sé, la meditazione libera dal frastuono e dalle distorsioni che l’Iniziato ha imparato a silenziare durante il lavoro di Apprendistato.

Allora è possibile comprendere la “Gerusalemme terrena” secondo il modello della “Gerusalemme Celeste”, osservando il Sole, la Luna e l’altre Stelle, ordinate secondo le 12 Costellazioni lungo lo Zodiaco e variamente sparse nello spazio, a testimoniare come l’ordine apparente (ossia come noi le vediamo osservando il cielo notturno) per la limitatezza degli strumenti umani non possa ricondurre ad una mappatura esatta ciò di cui non si conosce l’estensione, né le leggi che lo regolano.

Travalicati i limiti fisici, ognuno di noi dovrebbe riuscire a rimettere in ordine il proprio “Cielo interiore” e reintegrarsi nella propria natura originaria.

Ammesso, e non concesso, che questo sia il proprio obiettivo realizzativo, beninteso...

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