Argomento:Domande e Risposte


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Invece di negare, accogliere

di Athos A. Altomonte


D: …ospitiamo un’infinità di subpersonalità a volte formate da molte altre subpersonalità (personalmente ne ho conosciute solo alcune) …e come escludere tutte le altre?

R: Caro amico, ritengo che l’argomento toccato sia la chiave moderna dell’unico, antico sistema iniziatico-operativo che consenta la vera “trasformazione dell’essenza”. Dal testo ho estrapolato due concetti che vanno verso il campo di ricerca che più mi appassiona.

È assolutamente vero che esistono le sub-personalità. Sono parti della nostra identità, e vanno “recuperate” così da poterne usare l’energia in eventi più adeguati alla crescita interiore.

La nostra identità, cioè, come ci vediamo, cosa e chi crediamo di essere (sostanzialmente visioni illusorie) è la summa di moltissime identità minori, che cominciano da quelle trasmesseci (imprinting) dalla famiglia (figlio, fratello, sorella, cugino, nipote, amico ecc) e dall’educazione (scolaro, studente, sportivo, compagno/a di giochi, di comitiva, ecc.). E si moltiplicano nei nuovi ruoli famigliari (fidanzati, marito-moglie, padre-madre, cognato/a, genero, e perchè no, amante, ecc.) di ceto (povero, possidente), nei diversi ruoli professionali (militare, avvocato, cuoco, ecc.)

Insomma, noi diventiamo ciò che pratichiamo, pensiamo, diciamo e crediamo. Tante “apparenze” generano comportamenti, per così dire, intercambiabili. Ne consegue che in Noi ci sono tanti altri “piccoli noi” (le sub-personalità) e, una volta che non servono più, dovremmo decidere che farne. Annientarle, scacciarle, liberarsene? Assolutamente, no.

Niente reazioni intorbidate dal moralismo che non ha alcun fondamento iniziatico. Ma piuttosto da “accogliere”, perchè le sub-personalità sono parti energetiche di noi stessi, che se sono in disuso, vanno assolutamente recuperate, altrimenti lo sperpero energetico finisce per impoverire mente e corpo.

Prendiamo ad esempio il denaro. È una energia materializzata, capace di muovere persone ed eventi. Se si vincolassero parti di capitale spartendo somme in tanti depositi senza alcuno scopo né utilizzo, gran parte del capitale diverrebbe “virtuale”. E quegli inutili vincoli porterebbero ad un “impoverimento”. Per cui, sarebbe economico “recuperare” le somme disperse, riportandole al capitale iniziale, per impiegarle in maniera più fruttuosa.

Nel nostro caso, recuperare l’energia “investita” in stazioni inerti, come diventano molte sub-personalità, diverrebbe un “elisir di lunga vita”. E questo non mi pare un fatto difficile da capire. Certo bisogna seguire con attenzione le prassi. Processi “alchemici” di cui l’ athanor è l’uomo, il fuoco è l’accendersi della volontà (v. illuminazione). Bisognerebbe riconoscere che, tutto il simbolismo che abbiamo ricevuto in eredità dal passato, ci parla di “energie” sotto diversi aspetti. Volendo anche la Morale (non il moralismo) è energia di amore.

Il discorso è lungo e molti saggi del settore dell’Alchimia Mentale – presente in questo sito (vedi) – tentano di illustrare il metodo per recuperare quei “capitali energetici”.

Fatto sta che il “recupero” è poca cosa, se non si sa come investirli.

Il miglior investimento è quello di usare l’energia (mentale), come combustibile per accendere parti ancora “addormentate”, secondo prassi consolidate nei tempi, che si servono di mente, volontà e coscienza. Tre aspetti da usare per sviluppare l’identità fisica che va poi unita alla coscienza sottile, fino a completare la re-integrazione dell’uomo nei piani spirituali.

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