Argomento:Domande e Risposte


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Cos'è un Maestro

di Athos A. Altomonte

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D: …cosa significa destare l'interesse di un maestro? Non è l'allievo (occidentale) che sceglie il suo maestro? M.

 

R: Domandarsi cos'è un maestro è faccenda tutt'altro che marginale. La ricerca comincia dai significati del termine, che deriva dal latino magister o magis, che designa chi eccelle in sapienza, o per abilità in un'arte, professione o mestiere. Chi raggiunge l'eccellenza, la riversa poi sotto forma d'insegnamento. Per cui insegnamento ed insegnante sono concetti speculari.

 

Costruire una identità

Tutti abbiamo avuto maestri, e quanti non vogliono smettere di maturare hanno bisogno di maestri sempre più capaci. Così, piccoli e grandi maestri di vita ci aiutano a decidere di noi stessi, a scegliere pensieri con cui costruirci una identità sempre più forte e definita.

Poiché noi diventiamo ciò che pensiamo, cresciamo solo aggiungendo strati di sapere alla nostra coscienza (fisica), come bucce di una cipolla. E più ammaestramenti riceveremo, e più sapremo costruirci identità complesse e raffinate. Questa regola vale dalla partenza della nostra crescita intellettuale, fino al vertice delle migliori aspettative. Può farne a meno chi ha raggiunto la conoscenza assoluta, perchè è diventato lui stesso l'insegnamento. Ma parlare di conoscenza assoluta è pura astrazione. Meglio rivolgerci a condizioni più comuni.

In ambito sociale e culturale chi ha raggiunto l'apice della sua maestria è un maestro. Ma nel momento in cui volesse ampliare il panorama delle proprie conoscenze, allora, dovrebbe ricorrere nuovamente ad un maestro, o comunque lo si chiami.

Una identità è fatta da una stratificazione di scelte, conoscenze e di esperienze che formano una associazione d'idee. Ed è quello che noi siamo in realtà. Non un nome, ma un'associazione di idee. Per questo l'uomo è ciò che pensa e diventa ciò che apprende.

Seguendo il postulato che "si diventa ciò che s'impara", appare determinante il fattore dell'insegnamento e trovare chi lo devolve. Considerando che l'identità di un iniziato è di massimo livello, tutto si riduce alla "formula" che: avere un numero limitato d'istruttori e maestri riduce le possibilità di ampliare la propria visione, da cui ne consegue una crescita limitata. Al contrario, chi dispone di molti maestri (naturalmente su diversi temi), invece, può aspirare ad una crescita esponenziale, che può raggiungere l'affinità spirituale.

Ma prima di arrivare ai magisteri iniziatici, pensiamo a qualcosa di più "normale".

 

I maestri naturali

Nel mondo animale il primo maestro è la madre, che istruisce il suo piccolo a vivere e sopravvivere. Poi sono gli adulti di ogni specie ad insegnare i primi rudimenti di gerarchia sociale; schiere di maschi e femmine dominanti, cui seguono i gregari, i sottomessi e gli alieni.

Quello animale è stato anche il primo modello sociale dell'essere umano. E se ne avvertono le radici ancora oggi nell'ammirazione della forza, che non è più tanto quella muscolare (anche se un corpo solido continua ad attrarre), quanto quella del denaro e del potere sociale.

Per i piccoli dell'uomo i maestri naturali sono mamma e papà, a cui si aggiungono i membri della famiglia ristretta (parenti ed amici), e della famiglia allargata (gli altri). Di cui tutti ricordano le cose belle e brutte insegnate che, come sanno gli psicoterapeuti, hanno lasciano solchi profondi nella coscienza bambina.

 

I maestri sociali

I primi presidi dell'armonizzazione collettiva sono la scuola e la religione. Retti da insegnamenti approssimativi, i maestri sociali sono quelli che anche attraverso uno sport, trasmettono i primi rudimenti di etica sociale. Salendo di livello chi non ha un insegnante speciale da ricordare. Quello che ci insegnato ad amare la scienza, l'arte o la letteratura. Senza di loro saremmo rimasti "finestre chiuse" al sapere, e quindi, manchevoli di identità e di autostima. I maestri naturali e quelli sociali contribuiscono a formare i primi strati dell'identità fisica.

 

I maestri dell'intelletto

Su questi non c'è molto da dire. Sono i maestri di vita di più ampio respiro. Pensatori, scienziati ed artisti pregni di conoscenze umanistiche il cui classicismo esalta lo spirito dell'uomo, resistono alla commercializzazione di sé stessi e della cultura che portano. Essere accettati da uno di loro è un'impresa. Non perchè ostili, ma essendo persone di spiccata sensibilità, per evitarsi irragionevoli disagi, misurano la qualità di chi dovranno condividere le idee, le sensazioni ed i sentimenti. Per questo sono loro a scegliersi l'interlocutore, ed è questa una delle prime ragioni della loro riservatezza. Per non restare feriti dalla grossolanità o l'intemperanza d'interlocutori dall'animo poco profondo.

 

I maestri spirituali

È un dato di fatto che più le tematiche si assottigliano e più le mistificazioni s'intensificano. Perchè, per ingordigia, i più sconsiderati vorrebbero arrivare in cima all'albero senza arrampicarsi sul tronco. In campo misteriosofico, al pari di quello spirituale*, le mistificazioni sono offerte ai pigri ed agli stolti per rallentarne il progresso. Ed è questo il fatto notevole.

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* Il misteriosofico ed il mistico (v. articolo) corrispondono a due linguaggi della mente. Al vertice dei due cammini gli iniziati giungono alla stessa luce, per cui le due vie si fondono in uno stesso "Fuoco" fatto di Amore e di Potenza.
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I maestri della mano sinistra

Le illusioni e le mistificazioni sono strategie messe in atto da chi pianifica il rallentamento, o meglio il depistaggio , dei più deboli e meno svegli. Stuzzicando il loro orgoglio ne ostacolano il cammino, fino a ridurli a facili prede. Un classico, insomma, che apre il discorso sulla via della mano sinistra, i cosiddetti maestri neri. Ma ai più perspicaci non servono altre parole, più di quelle che sono state dette, per capire la trappola in cui cade chi si auto-candida maestro di sé stesso. Affogare di orgoglio non è mai una cosa intelligente.  

 

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