Argomento:Massoneria


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Il silenzio dell'apprendista e la volta stellata

di Giuseppe Barbone

prodotto per Esonet.it


Il silenzio dell'apprendista e il “vuoto” della volta stellata hanno fra loro un'analogia.

Possiamo affermare che il silenzio dell'apprendista è un vero silenzio? O possiamo dire che questo silenzio ha una sua voce,un suo suono?

Personalmente sono più propenso ad ammettere che questo silenzio ha una sua “voce”, o meglio, un suo Suono, questo suono è la “voce” di Dio, è la prima manifestazione è l'Ein-Sof creatore è, in questo caso, il “Principio” dell'opera.

È la “voce” che accompagnerà il discepolo lungo tutto il cammino. Colui che ode la voce del silenzio non ha un traguardo, non ne ha bisogno, poiché questa Energia lo sospingerà verso la sua stessa origine: Dio.

Chi ode la “voce” di Dio non ha traguardi, ma come una piccola scheggia di ferro viene attirato da una calamita alla quale non può resistere e così giorno dopo giorno percorre la sua lunga via, lungo la quale dissemina, come tante stelle, i suoi frutti.

Analogamente quel vuoto che osserviamo alzando gli occhi al cielo, se abbiamo occhi per vedere ci accorgeremmo che non è vuoto, anzi. In esso c'è quella stessa voce, quell' Energia creatrice, che perennemente crea; è in quel vuoto che pulsa la vita, è in quel vuoto che il Grande Vasaio compie la sua opera perenne.

In quel vuoto, che vuoto non è, sta il meraviglioso ed eterno amore che permea tutto l'universo, quell'Energia prima, quella prima materia che riempie tutte le forme donandogli la vita, la vita stessa. Ecco questo è il meraviglioso “Vuoto” che permea ed avvolge ogni cosa.

È il Mercurio Filosofico degli Alchimisti, solo o essenziale Principio che ci permette di completare l'Opera.

 

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