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Gran Libro di Natura: Legge di Sacrificio
Argomento:Alchimia del Fuoco

Alchimia del FuocoLa Legge di Sacrificio, la prima che l’intelligenza umana deve comprendere, e dunque la più facile per l’uomo (in quanto è già governato da essa e ne è quindi consapevole), pervenne alla sua prima espressione maggiore durante l’epoca che ora declina, l’era dei Pesci. È sempre stata in vigore e attiva nel mondo, perché è una delle prime leggi soggettive a manifestarsi coscientemente e come ideale attivo nella vita umana.

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Legge di Sacrificio

a cura di Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it

 

Estratti dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K.

 

Come risultato del pensiero focalizzato «nel cuore», l’occhio spirituale si apre e diventa l’agente conduttore, impiegato coscientemente dall’iniziato mentre compie il suo lavoro sotto la Legge di Sacrificio.

Nella legge di Sacrificio, la prima delle sette Leggi del lavoro di Gruppo (vedi articolo) emergono tre idee principali.

La prima, che l’Eterno pellegrino scelse di sua spontanea volontà di morire «occultamente», e assunse un corpo o una serie di corpi, per elevare le vite delle forme che incorporava. Nel farlo egli stesso «morì», nel senso che, per un’anima libera, la morte e l’assumere forma, con la conseguente immersione in essa, sono sinonimi.

La seconda, che così facendo l’anima ricapitola, in piccola scala, ciò che hanno fatto e fanno i Logoi solare e planetario. Queste grandi Vite sono soggette alle leggi dell’anima durante le manifestazioni, anche se non sono governate o controllate da quelle del mondo che diciamo naturale. La loro coscienza non è identificata con il mondo dei fenomeni, al contrario della nostra, che lo è fino a quando non obbediamo alle leggi superiori. Per la «morte» di quelle grandi Vite, le minori possono vivere e sperimentare.

La terza, che mediante la morte si attua un grande processo di unificazione. La «caduta di una foglia», che poi s’identifica con il terreno che l’accoglie, è un pallido esempio di questo grande ed eterno processo, che si svolge attraverso il divenire, e il morire per effetto del divenire.

La Legge di Sacrificio, la prima che l’intelligenza umana deve comprendere, e dunque la più facile per l’uomo (in quanto è già governato da essa e ne è quindi consapevole), pervenne alla sua prima espressione maggiore durante l’epoca che ora declina, l’era dei Pesci. È sempre stata in vigore e attiva nel mondo, perché è una delle prime leggi soggettive a manifestarsi coscientemente e come ideale attivo nella vita umana. Tema di tutte le religioni è stato il sacrificio divino, l’immolarsi della Divinità cosmica nel processo della creazione universale, e dei Salvatori del Mondo la cui morte e il cui sacrificio sono stati i mezzi di salvezza e di liberazione finale...

Denominazione exoterica - Legge di Sacrificio;

Denominazione esoterica - La Legge di Coloro che scelgono di morire;

Simbolo - Una Croce rosa con un uccello d’oro;

Energia di raggio - Effusione di energia unificante di quarto raggio.

 

Significato della legge di sacrificio

Significa impulso a dare. Il segreto della dottrina del «perdono dei peccati» e dell’«espiazione» è tutto racchiuso in questa semplice frase. È la base della dottrina cristiana dell’amore e del sacrificio...

L’attività simbolica del grande Maestro, il Nazareno, sarà veramente compresa e il suo significato inteso per quel che vale solo quando si studieranno con più attenzione le implicazioni di gruppo, quando il significato del sacrificio e della morte occuperà il giusto posto nella coscienza umana, e la legge del dare, con tutto ciò che include, sarà compresa ed applicata in modo corretto.

Coloro che si sacrificano in tal modo sono:

La Divinità Solare che diede la Sua vita all’universo, al sistema solare, al pianeta e ai mondi che apparvero di conseguenza...

Sarà quindi chiaro che l’energia del quarto raggio sia connessa con la Legge di Sacrificio, e perché in questo quarto schema planetario, e nel nostro quarto globo (la Terra) si annetta tanta importanza a questa «Legge di Coloro che scelgono di morire»...

Il sacrificio degli angeli solari produsse il quarto regno della natura (vedi Immersione nella materia). I «nirvana ritornanti» (così chiamati nella letteratura esoterica) deliberatamente e con piena comprensione, presero corpi umani per elevare quelle forme inferiori e avvicinarle alla meta. Quelli fummo e siamo noi stessi. I «Signori di Conoscenza e Compassione, e di Devozione perseverante e continua» (noi stessi) scelsero di morire affinché esistenze minori vivessero, e questo sacrificio permise l’evolversi della coscienza immanente della Divinità. Questa coscienza, che si era aperta la strada attraverso i regni sub-umani della natura, non poteva progredire senza l’attività degli angeli solari. Ciò racchiude:

a. Il nostro servizio a Dio, mediante il sacrificio e la morte;

b. Il nostro servizio alle altre anime, mediante un deliberato proposito di autosacrificio;

c. Il nostro servizio alle forme di vita degli altri regni della natura.

Tutto ciò implica la morte e il sacrificio di un Figlio di Dio, un angelo solare, perché secondo la Divinità la discesa nella materia, la manifestazione formale, l’assunzione di un corpo, l’estendersi della coscienza mediante incarnazione, sono occultamente considerati come morte. Ma gli angeli «scelsero di morire, e morendo, vissero»...

Il Sacrificio di un Salvatore del Mondo. Questo è il tema della vicenda storica di tutti i grandi Figli di Dio che nel corso delle epoche compresero il significato del divino proposito, del Verbo incarnato in un pianeta, degli angeli solari che sono anch’essi il Verbo incarnato in forma umana...

Nell’istante in cui l’uomo si identifica con l’anima e non più con la forma, comprende il significato della Legge di Sacrificio; ne è spontaneamente governato; e con intento deliberato sceglierà di morire (sempre nel senso già espresso che ciò che è vita per la forma è morte per l’anima e viceversa, allora morire va inteso come sacrificio della propria personalità al volere dell’anima). Ma ciò non implica dolore, né sofferenza, né vera morte.

Questo è il mistero dell’illusione e dell’annebbiamento astrale. I Salvatori sono liberi da questi due fattori di limitazione. Non sono più ingannati...

In ogni regno della natura si può rintracciare l’espressione di questa Legge di Sacrificio e dell’impulso a dare. È simboleggiata dai sacrifici fondamentali che avvengono fra i vari regni. Un esempio calzante è fornito dalle qualità essenziali degli elementi minerali e chimici. Esse sono necessarie ad altre forme di vita, e sono donate all’uomo tramite il regno vegetale e l’acqua che beve, e così anche nel primo e più denso dei regni (la cui coscienza è tanto estranea alla nostra) il processo di dare resta valido...

 

Legge di salvezza

La Legge di Sacrificio ha anche un significato di salvazione e sottostà a tutti i processi evolutivi, il che è particolarmente chiaro nel genere umano. L’istinto di migliorare, l’impulso a progredire (fisico, emotivo e intellettuale), lo sforzo per migliorare le condizioni, la tendenza alla filantropia che si diffonde rapida ovunque, e il senso di responsabilità per cui gli uomini si riconoscono protettori dei loro fratelli, sono tutte espressioni di questo intento al sacrificio.

Anche se la psicologia moderna non lo ammette, ciò ha un’importanza ben maggiore che non si creda. Questa tendenza istintiva è la stessa che governa la Legge della Rinascita. È l’espressione di un fattore ancora maggiore nel processo creativo. È l’impulso principale che spinse l’Anima di Dio stesso a vivere nella forma; che sollecita la vita, sull’arco involutivo, a scendere nella materia, attuando l’immanenza di Dio. È pure ciò che spinge l’umanità nella sua corsa sfrenata al benessere fisico. È lo stesso infine che sollecita l’uomo a voltare le spalle «al mondo, alla carne e al diavolo» come è detto nel Nuovo Testamento, per volgersi alle cose dello spirito...

 

L’abbandono dei profitti

Per prima cosa l’anima deve abbandonare la personalità. Per epoche intere si è identificata con essa, e per suo mezzo ha acquisito esperienza e molto sapere. Deve giungere il momento in cui l’anima «non tiene più» a quella mediazione e le rispettive posizioni si invertono. L’anima non si identifica più con la personalità, ma quest’ultima si identifica con l’anima e perde la propria qualità e posizione separate...

Nell’ordine abbiamo dapprima l’indifferenza, poi la discriminazione, e infine il distacco. Tutti i discepoli devono meditare su queste tre parole, se vogliono cogliere un giorno i frutti del sacrificio.

«Avendo pervaso i mondi con un frammento di Me, Io rimango». Ecco il tema della condotta dell’anima, e tale è lo spirito che deve animare ogni lavoro creativo. Ciò spiega il simbolo della Legge di Sacrificio: una croce rosa sorvolata da un uccello. È la croce amata (il rosa è il colore dell’affetto) e l’uccello (simbolo dell’anima) che vola libero nel tempo e nello spazio.

In secondo luogo l’anima deve abbandonare non solo il legame e il profitto ricavato dal contatto con il sé personale, ma anche in modo assoluto i legami con altri sé personali. Deve imparare a conoscere e incontrare gli altri soltanto sul suo livello...

L’anima deve anche imparare ad abbandonare i frutti del servizio e servire senza tenere ai risultati, ai mezzi, alle persone o alle lodi. Ne riparlerò in seguito.

In quarto luogo l’anima deve abbandonare anche il senso di responsabilità per ciò che altri discepoli fanno. Molti servitori sinceri non sanno staccarsi dai compagni e dalle loro attività sul piano oggettivo. È un errore sottile perché si maschera dietro un senso di giusta responsabilità, come l’adesione ai principi quali appaiono al singolo, e all’esperienza accumulata, che per forza di cose è incompleta. Il rapporto fra i discepoli è egoico e non personale. È un vincolo di anima e non di mente...

Secondo la Legge di Sacrificio queste tre regole si possono così interpretare:

1. Abbandona o sacrifica l’antichissima tendenza a criticare e correggere l’operato altrui, e conserva in tal modo l’integrità interiore del gruppo. Più numerosi sono i progetti di servizio falliti e i lavoratori ostacolati dalla critica che da qualsiasi altro fattore.

2. Sacrifica o abbandona il senso di responsabilità per le azioni altrui, specialmente se discepoli. Cura che la tua attività sia all’altezza della loro, e lottando con gioia e sulla via del servizio le differenze spariranno, e sarà raggiunto il bene generale.

3. Abbandona l’orgoglio mentale che vede giusti e veri i propri metodi e la propria interpretazione, falsi ed errati quelli altrui. Questa è la via della separazione. Aderisci alla via dell’integrazione, che è la via dell’anima e non della mente...

La divergenza è sempre della personalità. Quando la Legge di Sacrificio governa la mente, induce inevitabilmente i discepoli ad abbandonare ciò che è personale per ciò che è universale e dell’anima, che non conosce separazione né divergenza. Allora né orgoglio né ristrettezza di vedute, né il piacere di interferire (così caro a tanti), né incomprensione del movente, ostacoleranno la cooperazione fra i discepoli e il loro servizio al mondo.

Il risultato è incerto, perché la rinuncia non è facile, ma si rammenti che la Legge del Sacrificio è sempre seguita dalla Legge di Ri-appropriazione spirituale. Riflettete su questo concetto.

 

Volontà un aspetto della Legge di Sacrificio

Perché, vi chiedo, la volontà è un aspetto o un’espressione della Legge di Sacrificio? Perché la volontà, come la considera e la comprende l’iniziato, è essenzialmente quell’essenza monadica, qualificata dalla «ferma determinazione» che è identificata con la Volontà o il Proposito del Logos planetario. È l’aspetto divino più elevato che l’iniziato finalmente manifesta, prima del suo ingresso sulla Via dell’Evoluzione Superiore. A questo proposito è utile ricordare che uno degli appellativi di Sanat Kumara* è quello di «il Grande Sacrificio», ed anche cercare di riconoscere alcuni dei fattori che hanno determinato quell’appellativo...

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*Kumara - termine sanscrito che indica un ragazzo vergine o un giovane celibe. I primi Kumara sono i sette figli di Brahma, scaturiti dalle viscere del Dio nella cosiddetta nona creazione. È inteso che questo nome veniva dato a quelli ligi al loro formale rifiuto di procreare la propria specie, e così essi restavano Yogi, secondo la leggenda.

Vi sono sette Kumara connessi alla nostra evoluzione planetaria, dei quali quattro sono exoterici; i quattro exoterici hanno veicoli di materia eterica; tre Kumara sono esoterici ed hanno i veicoli di materia più sottile. Sanat Kumara, il Signore del Mondo, è il rappresentante in terra della forza specializzata del Logos Planetario; gli altri sei Kumara trasmettono energia dagli altri sei schemi planetari.
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a. Il sacrificio fondamentale che il Logos planetario fece quando decise di incarnarsi o di entrare nella forma di questo pianeta. Questo fu fatto sulla base di una pura scelta, motivato dalla Sua «ferma determinazione» di agire quale Salvatore del pianeta, nello stesso senso in cui i Salvatori del mondo si manifestano per la salvezza dell’umanità. Sanat Kumara è il prototipo di tutti i salvatori del mondo.

L’iniziato, nel suo piccolo, deve imparare a funzionare anche come salvatore e così esprimere la Legge di Sacrificio attraverso la volontà sviluppata, pura e ragionata, non semplicemente sulla base dell’amore impulsivo e della sua attività. Qui sta la distinzione fondamentale. Il sacrificio non deve essere considerato come «un rinunciare», ma piuttosto come «un assumere». Ha una relazione misteriosa con la Legge del Karma, ma a livelli tanto alti che solo l’iniziato avanzato può afferrarlo.

b. Questo sacrificio era imperativo nel senso più pieno della parola, data la capacità del Logos planetario di identificare Se stesso in piena coscienza con l’anima di tutte le forme di vita, latente nella sostanza planetaria. Esotericamente, quando Egli «assunse» questo compito, non aveva alternative, perché la decisione era inerente alla Sua stessa natura...

L’iniziato, nel suo piccolo, deve imparare a lavorare come colui che nutre e salva i semi di vita in tutte le forme con le quali può, in un certo modo, identificarsi...

c. Sotto questa Legge di Sacrificio, Sanat Kumara (per esprimere l’idea in termini occulti) «deve volgere le Spalle al Sole Spirituale Centrale, e con la Luce del Suo volto irradiare il sentiero dei prigionieri del pianeta». Egli si condanna a rimanere per tutto il tempo necessario, «agendo come Sole e Luce del pianeta, finché il Giorno sia con noi e la notte del pralaya discenda sul Suo compito ultimato»...

L’iniziato, nel suo piccolo, raggiunge una espressione corrispondente della Legge di Sacrificio; egli infine volta le spalle alle corti di Shamballa e alla via dell’Evoluzione Superiore, quando mantiene il suo contatto con la terra e opera come un Membro della Gerarchia per la diffusione della volontà-di-bene fra gli uomini e, quindi, fra le evoluzioni minori.

d. Secondo la Legge di Sacrificio il Signore del Mondo rimane sempre dietro le quinte, sconosciuto ed ignorato da tutti i «semi» che Egli è venuto a salvare, fino al momento in cui essi raggiungono lo stadio della fioritura come uomini perfetti e a loro volta diventano i salvatori dell’umanità. Allora, sanno che Egli esiste. Dal punto di vista delle forme di vita nei quattro regni della natura, Sanat Kumara non esiste. Nell’umanità sviluppata, prima di entrare sul Sentiero Probatorio, Egli è sentito e confusamente cercato sotto il nome di «Dio»...

L’iniziato, nel suo piccolo, analogamente deve imparare ad operare dietro le quinte, ignorato, non riconosciuto e non acclamato; egli deve sacrificare la sua identità nell’identità dell’Ashram e dei suoi lavoratori e, più tardi, nell’identità dei suoi discepoli che operano all’esterno, nel mondo della vita quotidiana. Egli istituisce le attività necessarie ed apporta i cambiamenti necessari, ma non riceve alcuna ricompensa ad eccezione della ricompensa delle anime salvate, delle vite ricostruite e del progresso dell’umanità sul Sentiero del Ritorno.

La Volontà non è, come tanti credono, un’espressione energica della intenzione; non è la fissa determinazione di questo o quello né la realizzazione di certe cose. È fondamentalmente un’espressione della Legge di Sacrificio; secondo questa legge, l’unità riconosce la responsabilità, si identifica con tutto e impara il significato esoterico delle parole «Nulla possedendo (sacrificio) eppure possedendo tutto (universalità)». Vi chiedo di riflettere su queste parole del grande iniziato S. Paolo. La piena espressione di queste altissime qualità spirituali (dal punto di vista dell’uomo moderno) avviene dopo la quarta iniziazione, quella della Grande Rinuncia.

La Volontà è fondamentalmente un’espressione della Legge di Sacrificio. Paradossalmente abbiamo scoperto che quando la Volontà spirituale si manifestava, anche in misura minima, non esisteva cosa simile al sacrificio. Incidentalmente, abbiamo esaminato i grandi esponenti del sacrificio ed il suo grande campo considerando la Grande Vita nella quale tutti noi, come pure tutte le altre forme, viviamo e ci muoviamo e siamo.

Vorrei citare qui qualcosa che vi dissi a proposito di questo argomento: «Questi pochi pensieri sul significato del sacrificio, o sull’assunzione, attraverso l’identificazione, del compito di salvare, di rivitalizzare e di presentare l’opportunità, sono importanti per tutti i discepoli come mèta e come visione».

Alla terza Iniziazione della Trasfigurazione, il controllo della personalità nei tre mondi viene spezzato in modo che il Figlio della Mente, l’anima, possa sostituire finalmente la mente inferiore concreta che fino ad ora ha comandato. Nuovamente, per mezzo della Legge di Sacrificio, la personalità viene liberata e diventa semplicemente uno strumento dell’anima...

Il Procedimento portato avanti sotto l’impulso della Legge di Sacrificio, che «distrugge tutti gli impedimenti e rimuove tutti gli ostacoli individuali, liberando così l’iniziato in quel vortice di forza nel quale impara il metodo per trattare la corrispondenza planetaria di ciò che ha superato individualmente». Queste parole dovrebbero essere studiate attentamente in rapporto alla seconda, terza, e quarta Iniziazione.

 

La Legge di Sacrificio e i regni di natura

Si ricordi che ogni regno dipende e trae vita da quello che lo precede in senso temporale, durante il ciclo evolutivo. Ognuno di essi è riserva di potere e di vitalità per il regno che, per effetto del Piano divino, emerge successivamente.

Il regno vegetale, ad esempio, trae la propria forza vitale da tre fonti - sole, aria e terra. Nel processo di costruzione la funzione principale è svolta dal contenuto minerale delle due ultime. La vera struttura di tutte le forme è composta dal tessuto di prodotti minerali gradualmente costruito sul corpo eterico, e che assume foggia e forma per un impulso, un desiderio, o per un’urgenza eterica vitale. È la qualità magnetica del corpo eterico che attrae i minerali necessari allo scheletro della forma.

A sua volta il regno animale trae sostegno soprattutto dal sole, dall’acqua e dal regno vegetale. Il contenuto minerale richiesto per la struttura dello scheletro è quindi disponibile in una forma più progredita e sublimata, perché raccolto dai prodotti del regno vegetale anziché dal regno minerale.

[...] Quella vita che si manifesta tramite il regno animale è un ente auto-consapevole e intelligente, che procede secondo uno scopo e un intento ben precisi e limita la sua sfera d’azione per offrire occasione di esprimersi alle miriadi di vite che in essa trovano energia, essenza e sostegno. La Legge del Sacrificio, come vedete, vige in tutto il creato [...]

Ogni regno offre un sacrificio a quello che sussegue nell’ordine evolutivo. La Legge di Sacrificio determina la natura di ciascuno di essi. Quindi ogni regno può essere considerato come un laboratorio ove si apprestano le forme di nutrimento necessarie a costruire strutture sempre più affinate.

Il regno umano segue la stessa procedura e trae la vita (come forma) dal regno minerale e dal sole, dall’acqua, dal mondo vegetale. Nei primi stadi del suo sviluppo il cibo animale era pertanto appropriato all’uomo, sia in senso karmico che essenziale; lo è ancora per gli individui poco evoluti, per quanto riguarda la sua forma animale. Ciò solleva l’intera questione della dieta vegetariana, e ne parleremo a proposito del quarto regno. La situazione non è affatto quella che si pensa, o come è esposta dai pensatori odierni, mangiare carne, ad un certo stadio dello sviluppo umano, non è male.

 

L’interazione tra anima e forma nello sviluppo coscienziale

La facoltà di comprendere dell’anima, ed il suo raziocinio, sono completi e perfetti. Ma le anime, orientate verso l’incarnazione e sospinte dalla volontà-di-sacrificio, non dispongono ancora nei tre mondi di forme adeguate per manifestare la conoscenza che posseggono sul proprio livello di coscienza. Se i significati interni delle forme esteriori e simboliche di esistenza fossero percepiti da una forma impreparata (l’apparato reagente che l’anima usa nei tre mondi e che, nel caso dell’uomo, comprende un sistema nervoso, un sistema ghiandolare e un cervello poco evoluti) ne conseguirebbe che l’energia animica certamente la distruggerebbe, sopprimendo l’espressione inferiore.

Qui si osserva l’importanza e lo scopo del tempo, da usare con intelligenza, ma ciò richiede un senso esoterico molto ben sviluppato. Nel decorso evolutivo è dunque prima la forma, preparata, adattata, allineata e orientata per gradi durante lunghissime età; nel suo interno, mentre continuamente si perfeziona e reagisce sempre meglio all’ambiente e ai contatti, sta la coscienza, che a poco a poco si riattiva. È l’anima, che pensa, che intuisce, che ama, che rafforza la presa sull’apparato reagente, che si avvale di ogni possibile occasione di progresso compiuto dalla forma, e usa ogni potere per condurre a perfezione la grande opera intrapresa per osservare la Legge del Sacrificio.

 

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