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Dottrina Segreta: La scienza e La Dottrina Segreta /1
Argomento:Scienza ed Esoterismo

Scienza ed EsoterismoChe cosa c’è ne La dottrina segreta che la fa durare e influenzare ancora il pensiero odierno mentre altre opere sono state dimenticate da tempo? Forse c’è che il libro è davvero un’opera del XX secolo, scritta 100 anni prima del suo tempo. [...] Se l’autrice de La dottrina segreta non fosse stata in grado di prevedere scoperte future, il libro sarebbe diventato ben presto datato alla luce del progresso scientifico. Invece H.P.B. profetizzò che «soltanto nel XX secolo alcune parti, se non la totalità, della presente opera saranno giustificate».

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La scienza e La dottrina segreta /1

di Sylvia Cranston - estratto dal libro Helena Blavatsky ed. Armenia

prodotto per Esonet.it

 

Nel 1988, al tempo del centenario della pubblicazione de La dottrina segreta, si tennero numerosi simposi sull’opera negli Stati Uniti, in Europa e in India. In uno di questi convegni a Culver City, in California, l’eminente teosofo americano Jerry Hejka-Ekins osservò:

È improbabile che un recensore di libri, ricevendo La dottrina segreta nel 1888, vedesse nel futuro dell’opera molto più che poche ristampe. È un’opera ponderosa di circa 1500 pagine, piene di termini filosofici e religiosi dell’Estremo Oriente messi a confronto con la scienza del XIX secolo e con le sue teorie ora superate. Ma in qualche modo, dopo cento anni, La dottrina segreta è ancora edita e viene ancora studiata. [...] Che cosa c’è ne La dottrina segreta che la fa durare e influenzare ancora il pensiero odierno mentre altre opere sono state dimenticate da tempo? Forse c’è che il libro è davvero un’opera del XX secolo, scritta 100 anni prima del suo tempo. [...] Se l’autrice de La dottrina segreta non fosse stata in grado di prevedere scoperte future, il libro sarebbe diventato ben presto datato alla luce del progresso scientifico. Invece H.P.B. profetizzò che «soltanto nel XX secolo alcune parti, se non la totalità, della presente opera saranno giustificate» (2:442).

Ne La dottrina segreta si fanno raramente profezie. Quella che segue è particolarmente singolare perché sono indicate date precise sul suo avverarsi (1:611):

L’esatta portata, profondità, ampiezza e lunghezza dei misteri della Natura sono reperibili soltanto nelle scienze esoteriche orientali. Tanto vaste e profonde sono queste ultime che soltanto pochi, pochissimi fra gli Iniziati più elevati (coloro la cui stessa esistenza è nota solo a un piccolo numero di Adepti) sono in grado di assimilarne le conoscenze. Eppure è tutto lì, e uno dopo l’altro ai fatti e ai processi del laboratorio della Natura è consentito farsi strada fino alle scienze esatte, mentre a rari individui viene offerto un aiuto misterioso per chiarirne gli arcani.
È al termine dei grandi cicli, in relazione allo sviluppo razziale, che hanno luogo generalmente tali [rivelazioni]. Noi ci troviamo giusto al termine del ciclo di 5000 anni dell’attuale Aryan Kaliyuga; e fra questo momento [1888] e il 1897 verrà praticata una grande lacerazione nel Velo della Natura, e la scienza materialistica riceverà un colpo mortale.

Vi sono due parti nella profezia. La prima solleva l’interrogativo se siano state svelate alla scienza scoperte degne di nota nel periodo di nove anni appena menzionato. David Deitz, nella sua opera The New Outline of Science, ne offre un utile quadro d’insieme:

La storia della civiltà rivela pochi contrasti maggiori di quello fornito dalla differenza di punto di vista tra i fisici dell’Ottocento e i loro successori del Novecento. Mentre il XIX secolo si avviava alla conclusione, i fisici erano convinti di avere completato la loro opera. Un eminente scienziato del tempo, in un discorso tenuto nel 1893, disse che probabilmente tutte le grandi scoperte nel campo della fisica erano già state compiute. Delineò la storia e lo sviluppo della scienza, riassumendo alla fine le teorie solide e, secondo lui, complete del XIX secolo. I fisici del futuro, disse tristemente, non avrebbero avuto niente da fare se non ripetere e affinare gli esperimenti del passato, determinando un qualche peso atomico o una qualche costante della natura fino ad una o due cifre decimali in più.*

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* «Il preside della facoltà di fisica alla Harvard scoraggiava gli studi post-laurea perché rimanevano irrisolte tanto poche questioni importanti.» (Gary Zukav, The Dancing Wu Li Masters, New York, Bantam, 1980, 311.)
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E poi, due anni più tardi, il 28 dicembre 1895, Wilhelm Conrad Roentgen presentò al segretario della Società Fisico-medica di Wiirzburg la prima relazione scritta sulla sua scoperta [accidentale] dei raggi X. Il primo giorno del 1896 spedì copie dell’articolo stampato ad amici scienziati a Berlino e altrove. Insieme con queste inviò alcune riproduzioni delle prime fotografie a raggi X da lui scattate […] le più spettacolari mostravano le ossa della mano umana. Era proprio quello che l’oratore del 1893 aveva detto non sarebbe potuto accadere: era stata compiuta una nuova scoperta. […] Roentgen aveva trovato dei raggi misteriosi che penetravano negli oggetti opachi altrettanto facilmente quanto la luce solare filtrava attraverso il vetro delle finestre. Nella fisica dell’Ottocento non vi era niente che potesse spiegare questo fenomeno sbalorditivo. [...] Non solo gli scienziati ma tutti quanti dappertutto si entusiasmarono alla notizia. Roentgen si ritrovò da un giorno all’altro famoso in tutto il mondo. [Gli fu conferito il premio Nobel per la fisica nel 1901.]

La successiva scoperta importante nel campo della fisica atomica fu quella della radioattività, compiuta, [nel 1896] poche settimane dopo l’annuncio di Roentgen, da parte di Antoine Henri Becquerel a Parigi. Il padre di Becquerel, pure lui fisico, aveva effettuato ricerche sulla fluorescenza, ossia sul fatto che molte sostanze esposte alla luce solare in seguito brillano nel buio. Becquerel si rammentò dell’opera di suo padre e si domandò se vi fosse qualche analogia tra la fluorescenza e i raggi X. Di conseguenza avvolse una lastra fotografica in carta nera e vi pose sopra un cristallo di un sale di uranio che aveva usato suo padre. Espose il tutto alla luce solare. Sviluppando la lastra la trovò annebbiata o scurita, dimostrando che qualche raggio era effettivamente penetrato nella carta nera. Ipotizzò che l’azione della luce solare avesse indotto l’uranio a emettere raggi X.

In preparazione di ulteriori esperimenti, Becquerel accidentalmente scoprì non i raggi X che stava cercando ma la radioattività. Osservò l’eminente fisico Robert Millikan:

La radioattività era rivoluzionaria per il pensiero umano, poiché voleva dire che perfino alcuni degli "atomi eterni", ossia quelli dell’uranio e del torio, sono instabili e gettano via spontaneamente con grande energia pezzi di se stessi, trasformandosi così in altri atomi. [...] Fra tutte le nuove scoperte questa era la più sorprendente per il pensiero umano e la più stimolante per la fantasia umana, poiché demoliva l’idea dell’immutabilità degli elementi e dimostrava che i sogni degli alchimisti potevano avverarsi.

La successiva "rivelazione" ad arrivare nel periodo di tempo previsto ne La dottrina segreta fu la più importante di tutte, la scoperta dell’elettrone nel 1897 da parte di Sir J.J. Thomson. Il dottor Karl Compton, ex presidente del Massachusetts Institute of Technology, nel suo discorso del 1936 quale presidente uscente dell’Associazione americana per il progresso scientifico, fece questo commento:

La storia della scienza abbonda di esempi in cui un nuovo concetto o una nuova scoperta ha condotto a progressi enormi in campi nuovi e vasti [...] la cui stessa esistenza fino ad allora non era stata neanche sospettata. [...] Ma per quanto ne so nessun esempio è stato tanto spettacolare quanto la scoperta dell’elettrone, la cosa più piccola dell’universo, che nell’arco di una generazione ha trasformato una scienza fisica stagnante, una scienza chimica descrittiva e una scienza astronomica sterile in scienze con uno sviluppo dinamico e cariche di avventure intellettuali, interpretazioni correlate e valori pratici.

La scoperta di Thomson fu il culmine di una serie di esperimenti avviati in precedenza da Sir William Crookes, che aveva condotto studi sulle scariche elettriche nel vuoto spinto in un cosiddetto tubo di Crookes, da lui inventato. Il tubo divenne il prototipo dei tubi catodici televisivi e dell’illuminazione a fluorescenza in uso oggi. Gli esperimenti di Crookes implicavano un quarto stato della materia, che lui chiamò materia radiante e che vent’anni dopo si rivelò essere costituita da elettroni! È interessante che nel 1888, in La dottrina segreta (1:621), H.P.B. predisse che «la scoperta [di Crookes] della materia radiante darà origine a un’ulteriore delucidazione riguardo alla vera fonte della luce e rivoluzionerà tutte le attuali congetture.»

La scoperta dell’elettrone, osserva il celebre fisico americano Robert Millikan, fu «la più utile all’umanità, con le sue miriadi di estensioni e applicazioni alla radio, alle comunicazioni di ogni tipo, al cinematografo e a una ventina di altri settori industriali.» Le scoperte scientifiche sono state grandemente accelerate dall’uso di strumenti elettronici.

La dottrina segreta stessa è stata usata per scopi pratici. Il maggiore Herbert S. Turner, inventore del cavo telefonico coassiale che fu posato in tutti gli Stati Uniti alla fine degli anni Quaranta, utilizzò in relazione alla sua invenzione alcuni brani fondamentali di La dottrina segreta (1:129-32) riguardo al cosiddetto "Anello invalicabile"* applicando profonde idee occulte al mondo della forza fisica.

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* Il termine "Anello invalicabile" è usato nella letteratura occulta per indicare la periferia della sfera d’influenza di ogni forza di vita centrale, e si applica ugualmente a tutti gli atomi, dall’atomo di materia, di cui si occupano i fisici e i chimici, agli atomi umani e planetari, fino al grande atomo di un sistema solare. L’Anello invalicabile dell’essere umano medio è la forma sferoidale del suo corpo mentale, che si estende assai al di là di quello fisico, e lo mette in grado di funzionare sui livelli inferiori del piano mentale. (A.A.Bailey - Trattato del Fuoco Cosmico 42)
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* * *

La profezia ne La dottrina segreta presa in considerazione afferma che in conseguenza della «grande lacerazione nel velo della natura [...] la scienza materialistica riceverà un colpo mortale.» In Time, Matter and Values Millikan, dopo un resoconto sulle nuove scoperte della fisica, conclude: «Risultato, il materialismo dogmatico in fisica è morto.» Raymond S. Yates, in These Amazing Electrons, asserisce: «La vecchia scuola era in piena ritirata. La fisica era totalmente imbarazzata. Da un momento all’altro fu sbalordita da una valanga di questioni ponderose. L’ultimo mattone solido era caduto dall’edificio del materialismo e il bel sistemino di categorie e caselle tanto faticosamente predisposto era caduto con un fastidioso colpo sordo.»

Secondo David Deitz, mentre finiva il XIX secolo, risultava evidente che «era avvenuta un’importante rivoluzione nel regno della fisica.» Così prosegue:

Quattro scoperte significative - i raggi X, la radioattività, il radio e l’elettrone - convinsero gli scienziati del fatto che la loro opera fosse appena al principio, non alla fine. Era giunto il momento di invadere l’interno dell’atomo. È dubbio, però, che qualcuno prevedesse, all’alba del XX secolo, gli importanti progressi che sarebbero stati compiuti nella comprensione teorica o le spettacolari applicazioni che sarebbero nate da queste nuove conoscenze.

Il ciclo di risveglio scientifico che accompagnò la scoperta dell’elettrone continuò a evolversi con tre ulteriori scoperte, minando ulteriormente le fondamenta delle dottrine materialistiche:

1898 - Il radio. L’elemento scoperto da Marie Curie e da suo marito Pierre è quattro volte più radioattivo dell’uranio di Becquerel.

1900 - La meccanica quantistica. Max Planck dimostrò che «la materia irradia onde elettromagnetiche che nei termini della fisica classica sono sia ondulatorie che corpuscolari.» Inoltre ipotizzò che un elettrone passasse istantaneamente da un’orbita a un’altra attorno al nucleo atomico senza attraversare lo spazio intermedio (in altre parole compisse un salto quantico, un’espressione oggi usata di frequente anche in altri contesti). Era un grande balzo rispetto alla dottrina meccanicistica.

1905 - L’equazione E=mc2 di Einstein. La teoria di Einstein «apportò la constatazione che la massa o materia è equivalente all’energia e che il tempo e lo spazio sono parti integranti della struttura continua materia-energia dell’universo.»

 

 

Come indicato nella prefazione a questo libro, numerosi scienziati si sono interessati a La dottrina segreta. Secondo la nipote, Einstein ne aveva sempre una copia sulla scrivania. La dottrina segreta contiene molti insegnamenti che venivano negati dalla scienza del tempo di H.P.B. ma che furono in seguito dimostrati veri, ed è del tutto possibile che il libro contenga accenni ad altre verità che ancora devono essere accettate. Ecco tre esempi in cui sono prefigurate scoperte compiute nel campo della fisica. Molti altri verranno forniti in un’opera di Reed Carson, attualmente in preparazione, dal titolo Blavatsky’s Foreknowledge of Twentieth Century Science.

 

1. Gli atomi sono divisibili. Sir Isaac Newton scrisse nella sua Ottica che «Dio in principio creò la materia sotto forma di particelle solide in movimento, massicce, dure, impenetrabili, di dimensioni e figure tali e con proprietà tali e in proporzione tale con lo spazio da contribuire il più possibile al fine per cui le formò.» Gli scienziati in seguito eliminarono la parte teologica di questa affermazione ma conservarono le «particelle dure e impenetrabili» o atomi quali mattoni dell’universo. Quando nel 1897 fu scoperto l’elettrone, i mattoni cominciarono a sgretolarsi. L’atomo è divisibile.

Ecco ciò che disse H.P.B. ne La dottrina segreta (1:519-20):

L’atomo è divisibile e deve essere composto di particelle o subatomi. [...] È sulla dottrina della natura illusoria della materia e dell’infinita divisibilità dell’atomo che si fonda l’intera scienza dell’Occultismo.

 

Quanto all’infinita divisibilità, un amico scienziato scrisse all’autrice di questo libro: «La scienza è progredita in questa direzione solo passo dopo passo, trovando prima gli elettroni, poi i protoni, quindi i neutroni, i quark e altre particelle, pensando ogni volta di avere finalmente trovato la particella fondamentale. Ora ha infine raggiunto delle pure onde come nella teoria delle supercorde che corrisponde alla scienza de La dottrina segreta.»*

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* «Nel 1984,» scrive Stephen Hawking, «vi fu un notevole cambiamento di opinione in favore delle cosiddette teorie delle supercorde o superstringhe. [...] Quelle che in precedenza erano considerate particelle sono ora immaginate come onde che viaggiano lungo la corda, come le onde su una corda di aquilone che vibra.» (Hawking, A BrieJ History oJ Time, 158, 160.)
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Quando furono previsti teoricamente i quark, Werner Heisenberg commentò:

Anche se i quark si potessero trovare, per quanto ne sappiamo potrebbero a loro volta essere divisi in due quark e un antiquark eccetera e pertanto non sarebbero più elementari di un protone. [...] Dovremmo abbandonare la filosofia di Democrito e il concetto di particelle elementari fondamentali. Dovremmo invece accettare il concetto di simmetrie fondamentali, che è un concetto della filosofia di Platone.

 

2. Gli atomi sono in perpetuo movimento. Gli scienziati del tempo di H.P.B. non soltanto credevano che gli atomi fossero indivisibili ma anche che fossero immobili. Quando fu scoperto l’elettrone, questo era considerato un mito. Ne La dottrina segreta (1:507-8 seg.) H.P.B. aveva smascherato quel mito nove anni prima:

L’Occultismo dice che la materia in tutti i casi in cui appare inerte è attivissima. Un blocco di legno o di pietra è immobile e impenetrabile per tutti gli scopi. Nondimeno e de facto le sue particelle sono in incessante vibrazione eterna, tanto rapida che per l’occhio fisico il corpo sembra assolutamente privo di moto; e la distanza spaziale fra tali particelle nel loro moto vibratorio è (considerata da un altro piano dell’essere e della percezione) altrettanto grande di quella che separa i fiocchi di neve o le gocce di pioggia. Ma per la scienza fisica questa sarà un’assurdità.

Oggi è difficile credere che questa fosse mai considerata un’assurdità. Secondo La dottrina segreta il moto incessante degli atomi in quello che noi consideriamo un oggetto solido è sottoposto a una legge universale fondamentale del cosmo, «che in natura non esiste quiete o cessazione del moto». Questo concorda con l’opinione di Einstein, discussa in The Theory of Relativity di Garrett Service:

Le indagini scientifiche dimostrano che nelle cose infinitamente piccole, così come in quelle infinitamente grandi, tutto è moto [...] non troviamo niente in quiete. Stando così le cose, dice Einstein in effetti, il moto deve essere considerato la condizione naturale oltre che effettiva della materia, uno stato di cose che non necessita di alcuna spiegazione da parte nostra, poiché nasce dalla costituzione stessa dell’universo. È la vera e propria essenza dell’esistenza.

Ne La dottrina segreta (1:14) H.P.B. afferma che "il moto astratto assoluto" è un simbolo dell’Assoluto stesso.

 

3. Materia ed energia sono convertibili. Credeva il contrario la scienza ottocentesca che Einstein smentì nel 1905 con la sua famosa equazione E=mc2 Millikan traduce così l’equazione:

[...] m è la massa in grammi, c è la velocità della luce in centimetri (30.000.000.000 di centimetri per secondo) ed E è l’energia in unità assolute di energia, vale a dire erg. Tradotta in comune linguaggio ingegneristico, l’equazione di Einstein dice che se un grammo di massa viene trasformato in calore ogni secondo, si producono continuamente 90 miliardi di kilowatt di energia.

«Il concetto qui espresso», aggiunge Millikan, è «quello straordinariamente importante che la materia è convertibile in energia radiante.» Un modo più generale di spiegare questo fatto ormai dimostrato è dire che la materia è energia condensata, mentre l’energia è materia diffusa.

Ne La dottrina segreta (1:623) H.P.B. cita dalla rivista The Path di W.Q. Judge (gennaio 1887, 297):

Come affermato da un teosofo americano, «le Monadi (di Leibniz) possono da un certo punto di vista essere chiamate forza, da un altro materia. Per la Scienza occulta, forza e materia sono soltanto due facce della stessa Sostanza

Tale sostanza H.P.B. la chiama prakriti, che promana dalla materia primordiale, o mulaprakriti (materia-radice).

In lside svelata (1: 198) H.P.B. asserisce direttamente la convertibilità di forza e materia:

Ogni manifestazione oggettiva, che sia lo spostamento di un arto vivente o il moto di qualche corpo inorganico, richiede due condizioni, volontà e forza, più la materia, ovvero ciò che rende l’oggetto così spostato visibile al nostro occhio; e queste tre sono tutte forze convertibili.

La citazione che segue (La dottrina segreta 2:672) è particolarmente interessante non soltanto perché le parole energia atomica indicano che gli atomi hanno energia, ma anche perché H.P.B. sembra essere stata la prima ad usare questa espressione tanto comune oggi:

"Il moto ondulatorio delle particelle viventi" diventa comprensibile nella teoria di un Principio Vitale universale e spirituale, indipendente dalla nostra materia e manifestantesi sotto forma di energia atomica soltanto sul nostro piano di coscienza.

 

In considerazione di tutto quanto sopra esposto, non sorprende venire a sapere dagli attuali editori de La dottrina segreta che di frequente giungono ordinazioni da docenti universitari. Un professore del California Institute of Technology ordinava sempre una nuova copia del libro dopo qualche anno. Con una richiesta amichevole di informazioni si apprese che, quando il libro era troppo annotato per consentire una lettura chiara, lui se ne procurava un’altra copia.

L’autrice di questo libro apprese durante una visita a Boston e Cambridge nel 1982 che docenti e studenti di chimica del Massachusetts Institute of Technology (MIT) formulavano progetti per indagare su alcuni insegnamenti de La dottrina segreta collegati alle loro specializzazioni. Nel 1988 si venne a sapere tramite il dottor Philip Perchion, uno scienziato che aveva lavorato alla bomba atomica, che docenti e studenti del MIT avevano costituito una società alchemica e studiavano regolarmente La dottrina segreta. Perchion disse inoltre che lui e diversi docenti di chimica, perlopiù professori del MIT in pensione, si incontravano periodicamente per discutere La dottrina segreta allo Harvard Club di New York.

 

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