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Educazione Esoterica: La Via massonica verso il III millennio
Argomento:Massoneria

MassoneriaDel grande mutamento che sta investendo ogni settore del mondo dell'uomo, quello di cui parleremo è quello, particolare, che interessa l'ideologia massonica figlia dell'Era Volgare.

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La Via massonica verso il III millennio

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it

 

Tutto cambia e tutto si modifica obbedendo alla Legge universale del Moto e dell'Attività Intelligente.

 

Non saremo certo noi, a negare questa legge, tanto meno a negare l'evidenza dei fatti che si svolgono attorno a noi e sotto i nostri occhi. Non saremo certo noi, ad arroccarci nelle fragili Torri di pietra pomice, di chi nega che qualcosa stia cambiando. Noi siamo però tra coloro che accettano il mutamento, per non perire agli occhi della storia e della realtà sociale. E se mutamento deve esserci, noi lo aiuteremo per quanto lo permettano le nostre capacità di Gruppo, perché possa divenire rivestendo la migliore forma possibile.

Del grande mutamento che sta investendo ogni settore del mondo dell'uomo, quello di cui parleremo è quello, particolare, che interessa l'ideologia massonica figlia dell'Era Volgare.

Questa, sta ormai concludendo il suo ciclo, con tutto quello che la storia vorrà giudicare che abbia apportato, di bene e di male. Noi di certo, non la giudicheremo.

Certo è, che un obbiettivo è stato raggiunto. Quello di far giungere alcuni riflessi del Pensiero iniziatico, sino alle fasce più basse dell'umanità, nel tentativo di accelerarne la crescita interiore.

Ma questa opera "a benefizio dell'umanità" ha avuto anche un prezzo, e questo costo ogni iniziato lo può vedere, toccare ed ascoltare intorno a sé ed in ogni Tempio del G.A.

Terminato ormai il suo compito di divulgazione popolare e di volgarizzazione della cultura iniziatica, il vecchio Corpo Massonico si sta lentamente sgretolando, perdendo l'apparenza di ordinaria ostentazione con cui si era dovuto ricoprire per oltre due secoli, preparandosi così a riapparire in una veste più consona alla Sua tradizione, ed alla Sua antica discendenza.

All'ingresso del III Millennio, nessuno, mistificando il concetto di tolleranza, chiede più alla Massoneria di rimanere popolare ed illetterata (iniziaticamente), tanto da consentire il dialogo con ogni profano che, pur ammesso al suo interno, volesse però rimanere tale; al contrario, da ogni parte si chiede con sempre maggior determinazione, che la Massoneria riprenda le sue caratteristiche di Scuola Iniziatica, selettiva, colta ed elevata spiritualmente. Abbandonando al pressappochismo dei loro quadrivi ideologici, coloro che non vogliono adattarsi a questo cambiamento di qualità.

Lo spazio a disposizione di coloro che non cambiano, né vogliono cambiare la loro mentalità mondana, si sta riducendo sempre più di anno in anno e, molti, sono coloro che abbandonano il campo per riprendere la loro collocazione naturale, nel mondo di Chaos.

È crollata la loro ideologia, la loro politica, svaniti i loro appoggi e la loro economia, ma soprattutto è sparito il loro falso prestigio.

Gli eventi, che approntano la trasformazione, in un nuovo lavacro ideologico, sono già in atto. Tramonta la vecchia ideologia massonica, separativa e reazionaria, pregna del mito del superuomo di stampo Nietzschiano.

Superata dai tempi ed annegata nelle contraddizioni infinitamente piccole dei suoi stessi uomini, quale sarà il volto della Nuova Massoneria, ch'emergerà dall'impatto con gli eventi mossi dai mutamenti, prodotti dall'avvento del III Millennio?

Qui rinuncio ad ogni intervento personale: perché mi ritengo troppo partigiano del nuovo che avanza, e troppo seccato da quello di vecchio che ancora rimane. Ma essendo il nuovo, la restaurazione dell'Antico, forse è sbagliato definirlo "nuovo", ma sarebbe più esatto definirlo, il ritorno al "giusto".

Ecco giungere l'occasione di un intervento da un osservatorio al di sopra delle parti. Una critica seria e costruttiva, contenuta in un lavoro pubblicato nel 92, che ha come autori: Giorgio Galli, politologo e giornalista e Rudy Stauder scrittrice.

Essi hanno eseguito una ricerca che spazia dalla politica, all'economia, alla cultura; ed attraverso tutti i maggiori eventi sociali e religiosi di questi ultimi 50 anni. Sino ad un'analisi dettagliata tra politica, religione ed interesse economico. Di conseguenza, sono giunti alle guerre scoppiate nelle aree mediorientali, accentrando l'attenzione, sulle cause d'interesse che hanno permesso lo scatenarsi del conflitto con l'Irak di Saddam Hussein.

Oltre ai propri pareri, nell'opera ritroviamo anche giudizi di molti uomini di cultura e di molti scienziati.

Ora accade che, toccando i vari argomenti, gli autori vanno anche a formare un profilo di ciò che, secondo loro, è la Massoneria moderna. Anzi, giungono ad indicare con grande precisione tutti quegli elementi, mancanti nell'attuale sistema ideologico, che la farebbe nuovamente riconoscere come sistema iniziatico.

Al di là della critica culturale inflessibile ma, ripeto, interessante e costruttiva, al massone che la legga per intero, corre poi l'obbligo d'una riflessione.

Il mondo non-massonico, prova sempre più frequentemente l'esigenza di sollecitare i massoni più preparati, a ritrovarsi in una rinnovata moralità. Ad intraprendere un nuovo corso intellettuale ed esoterico nella Massoneria, che approfondisca nuovamente i collegamenti legati alla tradizione, come quelli legati alle scienze del "Bello". Ch'essi correggano e disperdano le tendenze errate, sorte per le trascorse abitudini a conduzioni di gerarchie e di Gran maestri, superficiali e politichesi. Allora, nonostante le critiche è forse possibile che la Massoneria sia percepita, magari inconsciamente, come un'utile e necessario contenitore di memorie storiche e culturali, non solo dai Suoi bravi figli massoni, ma anche dagli stessi profani?

Proviamo allora a leggerla questa critica che ci proviene "dal mondo culturale" esterno all'Ordine massonico. Poi, al termine della lettura, che ognuno ponendosi questa domanda, si dia la sua risposta .

Tratto liberamente dall'opera: Politica ed esoterismo alle soglie del 2000. Rizzoli 1992 (Cap. VIII - l'Europa e la tradizione occidentale)

«[…] D'altra parte, l'istituzione cui è massimamente deputata la conservazione della tradizione occidentale, cioè la Massoneria, sembra aver dimenticato il suo compito di risveglio delle coscienze e le logge hanno ridotto a cadaveri, i simboli che ospitano.
I simboli vivono se l'uomo vuole farli vivere, altrimenti sono niente altro che soprammobili e decorazioni, a prima vista astruse: triangoli, geroglifici zodiacali, statue, arnesi muratori diventano patetici orpelli senza senso.
I simboli vengono dinamizzati dal rito, dall'energia evocativa di gesti e di parole se eseguiti e pronunciati in piena consapevolezza di quanto si sta facendo e dicendo.
Ma quante logge comprendono l'importanza del rito?
La maggior parte di esse si limita ad eseguirlo frettolosamente, ritenendo più importante la discussione di pratiche amministrative e lo scambio intellettuale su argomenti sociali, storici, letterari, comparati con la simbologia massonica.
Si invertono, così, i pesi delle tornate (riunioni), l'elemento primario diventa secondario e viceversa, l'aspetto essoterico prevale su quello esoterico.
In un volumetto edito nel 1924, dal titolo Che cos'è la Massoneria, un maestro massone, che si cela dietro lo pseudonimo di Leonida, e che pure in altri brani dà mostra di saggezza afferma: "Quando una qualsiasi funzione rituale, semplice o solenne che sia, viene ripetuta con soverchia frequenza, perde indubbiamente di solennità [...]
La Massoneria deve quindi indursi a dare le caratteristiche di veri e propri conversari di famiglia alle sue sedute ordinarie, serbando la solennità dei suoi magnifici simbolismi alle riunioni che abbiano carattere speciale, cioè al ricevimento di nuovi fratelli o di autorità massoniche […]».

 

Queste parole, espresse più schiettamente che in altri testi anche successivi, chiariscono meglio di qualsiasi commento la tendenza alla profanazione di un'istituzione che dovrebbe perseguire intenti esoterici.

Ci troviamo di fronte a un naturale sviluppo della sua primaria deviazione, che ebbe il suo inizio quando essa preferì occuparsi degli uomini piuttosto che dell'uomo, del sociale piuttosto che dello sviluppo del potenziale interiore.

Così chi bussa alla porta del Tempio massonico, per trovare un messaggio che possa colmare quel vuoto esistenziale, che ogni creatura umana porta dentro di sé, molto spesso rimane deluso. Ed allora và a cercare una risposta ed un rifugio negli scantinati profumati d'incenso e di sandalo senza rendersi conto del disorientamento che può assalire la sua psiche, formatasi in ambito occidentale, e che porta molti ad un'improvvisa confusione.

Nonostante tutto chi, avendo fede in sé stesso, leggendo e meditando, ha la costanza di restare nella loggia cosparsa di cadaveri, un po'alla volta si conquista il privilegio di vederli risorgere: a chi lavora («il lavoro» cioè il lavoro esoterico, recita il rituale massonico, «è il primo dovere e la massima consolazione dell'uomo»); i simboli risorti parleranno, per gli altri continueranno a tacere inanimati.

Ma c'è di più: Robert Ambelain, uno dei massimi esoteristi del nostro secolo, sostiene che un qualsiasi massone che frequenti assiduamente le riunioni, anche senza la consapevolezza dovuta otterrebbe, sia pure in tempi lunghi rispetto all'esoterista operativo, un potenziamento delle sue capacità umane. Insomma, basterebbe frequentare con purezza e regolarità il Tempio per acquisire chiaroveggenza, chiaroudienza etc. I famosi siddhi, i poteri della tradizione induista, grazie all'azione penetrante di quello che potremmo definire «spirito di gruppo». Questa tesi è condivisa da pochi: ma poiché è stata enunciata da una personalità autorevole, mi è parso giusto riportarla.

Certamente non è l'acquisizione dei siddhi l'aspirazione del vero esoterista, il quale tende al regno della metafisica, considerando i cosiddetti "poteri" (nei quali prima o poi si incappa) soltanto il segnale che forse sta percorrendo la via giusta.

Sa che è pericoloso lasciarsi affascinare da tali conquiste, poste come sirene incantatrici a tentazione degli sprovveduti e di chi ambisce soltanto ad una pretesa superiorità su coloro che non ne hanno ancora sentito il canto.

La Massoneria, comunque, tende sempre più a perdere di vista anche il banale obiettivo dell'acquisizione di certe doti, per cui nei casi migliori, si tramuta in ente di beneficenza e di fraterno soccorso. Ma in tal modo viene meno il suo scopo ultimo, quello dell'Alchimia spirituale, che dovrebbe essere invece di sua competenza; e l'aver perso di vista tale fine, non giova alla crescita dell'istituzione.

A detta di molti, infatti, quell'anno 1717, che viene fatto passare per la data di nascita dell'attuale Massoneria, ne sarebbe, invece, l'anno di morte. A questo proposito, Francesco Brunelli afferma che: «la Massoneria dell'area "mediterranea" non poteva non accentuare gli aspetti della Tradizione esoterica ch'essa conteneva in potenza; mentre la Massoneria scismatica del 1717 aveva privilegiato certi orientamenti profani […] Le differenze che presentano tra loro il rituale di iniziazione della Massoneria di tipo Anglosassone e quello della Massoneria Mediterranea includono due modi diversi di finalizzare la vita. Il primo implica una finalizzazione orizzontale sul piano morale […] Le Costituzioni di Anderson del 1723 che regolano detta istituzione, auspicano che la Massoneria divenga il centro di unione ed il mezzo, per creare una sincera amicizia tra uomini che avrebbero potuto essere per sempre estranei tra loro […] Le Costituzioni del 1815 insistono su un teismo personale e richiedono denominazione anglicana, morale, amicizia […]

La Massoneria mediterranea, al contrario, non si limita a mettere a posto le coscienze, semplicemente credendo ad un Dio e facendo della beneficenza, ma insiste su un piano verticale, sulla vita come preparazione alla morte, alla morte come rinascita da conseguirsi, anche e soprattutto qui ed ora, attraverso una purificazione, attraverso una reintegrazione. Gli scopi ed i mezzi di tutte le iniziazioni di tutti i tempi!».

Sarebbe dunque il 1717 l'anno nel quale l'istituzione avrebbe messo in secondo piano le sue finalità esoteriche, preferendo dedicare la sua operatività alla sfera politica e sociale.

Sia o no questa la data cruciale, resta il fatto che la finalità esoterica è stata effettivamente sacrificata a scelte di tipo profano.

Da queste ultime sono nate le dispute, i contrasti, le frammentazioni, proprie dell'ambito essoterico e mondano.

La ricerca esoterica, al contrario, trascende le contese umane ed è di per sé aggregante: quando si incontrano fra loro gli esoteristi, infatti, non si preoccupano se uno appartiene a un gruppo o ad un altro e si riconoscono uniti, nella comunità d'intenti, veri fratelli nello spirito.

L'aver perso di vista lo scopo ultimo è la massima causa del proliferare di gruppi e gruppetti che sono tra loro rivali, giacche ciascuno si ritiene unico depositario della verità.

Ma nel panorama frammentato e deludente della tradita tradizione occidentale, gli esoteristi che in essa credono continuano ad operare. Questi ricercatori di un campo così speciale, essendo consapevoli della straordinaria unicità dei nostri tempi, sono ovviamente più sensibili ed attenti di altri alle esigenze della nuova era. La quale come abbiamo visto, propone il lavoro di gruppo. Così, negli ultimi anni sono nati centri nei quali si riuniscono periodicamente gli studiosi di esoterismo occidentale di ogni provenienza geografica e di ogni tendenza di ricerca. Per lo più Massoni, insoddisfatti dell'attuale impostazione della loro istituzione, ma decisi ad operare per un rinnovamento, tutti uniti nello scopo ultimo della formazione della coscienza iniziatica. Ma anche in questo ambito è lecito supporre che si riproponga, ad un livello superiore, la situazione da "calderone di Medea" propria di quest'era di transizione.

È cioè pensabile che accanto ai ricercatori puri si trovino anche quelli che vogliano soltanto acquisire poteri "magici". E poiché si tratta di un ambito quanto mai sofisticato, in cui ha senso parlare di energie e di "piani sottili", tanto maggiori appaiono le possibilità dell'auspicata rinascita in nuovi modi di esistenza, sia i pericoli che potrebbero derivare da un uso negativo di quei poteri.

L'intensa ed accelerata diffusione di molteplici gruppi a tendenza spirituale occidentale ed orientale, nonché quelli di impostazione cristiana - i cui componenti si aggregano attorno a figure di "veggenti" che si proclamano in contatto con le Potenze celesti - è un fenomeno che peraltro rivela l'anelito dell'uomo alla religiosità. Che poi usino frequentemente i mezzi sbagliati per attingere ad esse, è sempre un tipico segno della confusione di questo momento.

Se gli esoteristi, si dolgono per il declino dei valori tradizionali e si raccolgono insieme per custodirli ed evitarne l'oblio, la Chiesa cattolica esprime una viva preoccupazione per il fiorire di sette di qualunque ispirazione, allorché nei loro intenti interferiscono con la sua gestione del potere spirituale. Lo conferma il cattolico Massimo Introvigne nel suo libro "Le sette cristiane": «Un pericolo sommerso… che tocca oggi in modo particolare la Chiesa cattolica è la comparsa a getto quasi continuo di veggenti, rivelazioni, apparizioni e gruppi che riconoscono al profeta-veggente una autorità pressoché incondizionata… ed uno dei pericoli meno noti, ma non meno gravi, da cui la Chiesa è minacciata, è la proliferazione di micro-sette… ribelli per principio ad ogni giudizio negativo dell'autorità, e che considerano il veggente o la rivelazione come normativa non solo per sé ma per tutti».

 

Ma esiste ancora in Occidente una tradizione trasmessa solo oralmente? Alla domanda potrebbe rispondere soltanto chi ha beneficiato di questa trasmissione. Ma chi l'ha ricevuta non ne parla, mentre sono numerosi coloro che millantano d'aver goduto di questo privilegio. Personalmente credo che la trasmissione orale esista ancora e sempre esisterà: ma è necessario che il discepolo "sia pronto" a recepire e ad elaborare operativamente le parole del Maestro, che altrimenti resteranno pure e semplici espressioni sonore.

Ritorniamo sempre allo stesso principio: in ogni caso gli organi "bocca" ed "orecchio" devono essere intesi in termini che vanno al di là delle loro normali funzioni del parlare e dell'ascoltare. Il Maestro non dà al discepolo informazioni dirette sui risultati delle sue personali ricerche, ma lo mette in grado di arrivarci attraverso le sue forze ed i suoi sforzi. Al momento in cui il discepolo sottoporrà al Maestro le ipotesi derivate dai suoi studi e dalle sue esperienze, egli potrà confermargliele come esatte o no. E da tale modo di procedere il Maestro non devierà nemmeno in punto di morte.

Solo che in quel momento finale trasferirà tutta la sua energia spirituale, quella che è definita "sfera d'influenza" su colui che avrà ritenuto il più affidabile depositario delle conoscenze cui egli è giunto nel corso dell'intera vita. Il discepolo, dunque, non recepirebbe messaggi concreti sonori, ma in maniera ancor più massiccia di quanto ha fatto fino a quel momento, introietterebbe il suo Maestro. In potenza, dunque, avrà ricevuto tutto il patrimonio di un iniziato ma, per attualizzarlo, dovrà comunque continuare a lavorare.

«La speciale trasmissione della dottrina che non ricorre ad una formulazione verbale, richiede che l'individuo la comprenda con lo spirito e l'assorba nella mente. Questa è chiamata la sottigliezza incomunicabile ( il segreto iniziatico)». -  un Maestro del XIII secolo.

C'è peraltro chi afferma, che nei gruppi esoterici perduri tuttora la trasmissione orale.

La Massoneria, invece, ha dimenticato il suo primitivo indirizzo e nel contempo, rifiuta anche le innovazioni, così che i lavori per l'edificazione del Tempio sono sospesi, almeno ufficialmente. Esistono però quegli esoteristi convinti che lavorano giorno e notte a portare mattoni per innalzare un poco i suoi muri.

Ritrovare, dunque, la tradizione e vivificarla alla luce dei nuovi tempi. Perché, come disse Wolfgang Goethe: «...nessuna cosa passata merita d'essere rivissuta; non esiste che l'Eterno Nuovo, che si forma dagli elementi amplificati dell'Antico; il vero e puro ardente desiderio dev'essere sempre produttivo e deve arrivare sempre a nuove e migliori creazioni».

Insomma l'insegnamento è sempre quello evangelico per il quale occorre sempre aggiungere e non demolire.

 

L'evoluzione della mente ed un nuovo modo di pensare, sono la vera rivoluzione dei nuovi tempi di cui la Massoneria dovrebbe riconoscersi il pilota.

Male usata, la mente... mente, racconta menzogne, che come tali sono fatte di niente, di vuoto.

Scrive ancora il Brunelli: « È evidente che i Massoni e la Massoneria debbono con la consapevolezza del simbolismo degli strumenti con i quali lavorano, usare la mente come uno strumento creativo e non solo per razionalizzare, speculare e via dicendo.

È nel mondo della mente che nascono i primi principi di quanto avviene sulla terra; il mondo di domani nasce ogni ora, oggi, qui, nella mente degli uomini che sanno usare lo strumento della forza: il pensiero creativo».

E Guenon stesso affermava: «Innanzitutto è necessario dire che esistono dei poteri occulti di ordine diverso, che esercitano la loro azione in ambiti ben distinti, mediante mezzi appropriati ai loro rispettivi fini… È incontestabile che la mentalità degli individui della collettività, possa essere modificata da un insieme sistemizzato di suggestioni appropriate… Uno stato d'animo determinato, richiede delle condizioni favorevoli per stabilirsi ed occorre conoscere o approfittare di queste condizioni, se esse già esistono, o provocarne la realizzazione».

«Un uso corretto della mente presuppone che l'uomo si impadronisca dei meccanismi cerebrali» - C.G. Jung

Il "risvegliato" incide nella realtà che lo circonda, per lo meno in quella del suo ambiente, suscitando stima, amore e allo stesso tempo, odi feroci da parte di coloro che non accettano la sua diversità. Il libero pensatore, simbolo vivente del rinnovamento, è un personaggio scomodo, che fa paura: sia ai singoli, che si sono scavati la loro nicchia, che non sarà molto confortevole ma è pur sempre un riparo, sia alle istituzioni "esoteriche" che sui vecchi principi hanno costituito il loro potere.

Scrive Sri Aurobindo (filosofo, 18721950):

«Il nostro ideale è una spiritualità che non si ritira dalla vita, ma la conquista con la potenza dello Spirito. L'Occidente ha fatto dello sviluppo intellettuale, emotivo, vitale e materiale dell'essere umano il proprio ideale; ma ha trascurato le maggiori possibilità della sua esistenza spirituale. I suoi sono ideali di progresso, di libertà, di eguaglianza, di fraternità, di ragione e di scienza, di ogni tipo di efficienza, di una migliore politica e organizzazione sociale ed economica, dell'unificazione e felicità terrena della razza (art. della costituzione americana n.d.r.).

Questi sono certamente grandi ideali; ma l'Occidente non ha capito che è necessaria una trasformazione spirituale, per realizzare completamente questi ideali.

L'Oriente ha il segreto di questa trasformazione, ma per troppo tempo ha distolto gli occhi dalla terra. Il tempo è venuto di sanare questa separazione ed unire la vita allo Spirito».

Konrad Lorenz (etologo), elenca gli otto peccati capitali della società:

«la sovrappopolazione; la devastazione dello spazio vitale; lo spirito di competizione; l'inaridirsi dei sentimenti; il deterioramento del patrimonio genetico; l'oblio della tradizione; l'indottrinamento; le armi nucleari».

Albert Einstein: «...la liberazione dell'energia atomica ha mutato ogni cosa a tal punto, che il nostro consueto modo di pensare è divenuto obsoleto… Per sopravvivere l'umanità, dovrà adottare un modo sostanzialmente nuovo di pensare… e attraverso una penosa esperienza, abbiamo imparato che il pensiero razionale non è sufficiente a risolvere i problemi della vita sociale».

 

I sistemi del nuovo pensiero, in sostanza, sono rivolti alla stimolazione della parte destra del cervello, che la cultura di stampo maschile in generale e quella illuminista in particolare hanno trascurato, preferendo sviluppare le funzioni dell'emisfero sinistro, cioè quelle logiche organizzative.

Poteremmo paragonare il cervello umano al globo terrestre, anch'esso diviso in due emisferi. Occidentale (sinistro), Orientale (destro). Possiamo inoltre paragonare, l'Oriente e l'Occidente terrestri e individuali, rispettivamente al mondo femminile e a quello maschile.

Le società che vivono nei due emisferi, hanno prodotto le due diverse culture di cui parla Aurobindo, che finora non si sono incontrate, se non sporadicamente e nelle figure di pochi illuminati.

Oggi con l'avvento del III millennio, nascono i presupposti perché ciò avvenga, partendo proprio da noi stessi, pietre grezze da rendere levigate col lavoro esoterico, producendo l'incontro fra i due emisferi di cui siamo portatori; quelli del nostro cervello. Si è parlato infatti, di corretto uso della mente.

Il modo sostanzialmente nuovo di pensare a cui esorta Einstein, si può anche intravedere nelle due citazioni in cui l'illustre scienziato si riferisce alla religione e allo studio.

«... la religiosità cosmica non conosce né dogmi, né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò ancora nessuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica…»;
«…lo scopo della scuola dovrebbe essere sempre questo: che i giovani quando l'hanno lasciata, abbiano acquisito un'armonica personalità, non solo una specializzazione… Prima di tutto, dovrebbe sempre porsi lo sviluppo della generale attitudine ad un libero pensiero ed a un libero giudizio, non l'acquisizione di una speciale conoscenza». 

 

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