Benvenuti su Esonet.it-Pagine scelte di Esoterismo
------| Il Nuovo Gruppo dei Servitori Mondiali || Esoterismo della parola || La Stele dell'Inventario di Giza la “sindone” della Grande Piramide / 5 || la Stele dell'Inventario di Giza la “sindone” della Grande Piramide / 4 || Il Viaggio attraverso la Grande Opera /3.1 || Iniziare a conoscere se stessi (nel bene e nel male) || La Stele dell'Inventario di Giza la “sindone” della Grande Piramide / 3 || Equilibramento e sintesi degli opposti || Il Guerriero, impassibile nella gioia e nel dolore |------
 HOME :: ARGOMENTI :: CATEGORIE :: GALLERIA :: LINKS :: CHI SIAMO :: CONTATTI :: CERCA  
:: ... ad Athos ::
Documento senza titolo

:: Primo Rotolo ::



Per visitare il
Primo Rotolo
clicca qui


:: 2 News da Esonet.com ::
·The Warrior unchanged in joy and in suffering
·Happiness, the negation of suffering
·Suffering in the initiatory Teaching
·The Journey through the Great Work /2.5
·World of Noise – World of Silence
·The Heroic Path
·The inner disciple
·Imago Templi / 6.17
·The Sensitive Sphere
·The Three Lights, the Four Castes and the Four Ages

Altro...

:: 2 The Planetary System ::
·Libra 2018
·Segni del Cielo anno 2018 – 4° quarto di ciclo
·Comunicazione consapevole
·Verso la Cultura del Cielo
·Comunione
·I sette passi verso il 2025
·Educare alla Bellezza 3°
·Plenilunio in Virgo: l’Arte del Pensiero
·La Storia nascosta dell’Umanità (sottotitoli in italiano)
·Virgo 2018

Altro...

 
Studi sul mito: Il Creatore (Deus Otiosus)
Argomento:Miti e Simboli

Miti e SimboliIl Creatore, una volta creato il mondo naturale e trasmesso le norme comportamentali agli esseri umani, si ritira e non interviene più nelle vicende comunitarie. Dopo la creazione avviene sempre una trasgressione dell’ordine consolidato: il Creatore, anziché intervenire infliggendo la giusta punizione agli empi sul modello delle divinità politeistiche o dell’iroso Dio del Antico Testamento, si ritira senza ascoltare le preghiere degli uomini e diventa un deus otiosus.

Documento senza titolo

Il Creatore (Deus Otiosus)

di Antonio D’Alonzo


Il Creatore, una volta creato il mondo naturale e trasmesso le norme comportamentali agli esseri umani, si ritira e non interviene più nelle vicende comunitarie. Dopo la creazione avviene sempre una trasgressione dell’ordine consolidato: il Creatore, anziché intervenire infliggendo la giusta punizione agli empi sul modello delle divinità politeistiche o dell’iroso Dio del Antico Testamento, si ritira senza ascoltare le preghiere degli uomini e diventa un deus otiosus.

Il Creatore, di solito, è un dio celeste, ma alcuni studiosi come R. Pettazzoni, hanno rilevato come questo carattere appartiene propriamente all’Essere Supremo. In ogni caso, non sempre la distinzione tra Creatore ed Essere Supremo è perfettamente delineata nelle civiltà “primitive”, mentre, in realtà, entrambi possono essere divinità del cielo.
Puluga, dio creatore degli Andamenesi, si ritrae nel cielo dopo avere foggiato il sole e la luna ed aver inventato le arti umane. Ma interviene con potenti uragani, ogni qual volta si produce del rumore all’alba o al tramonto. Puluga, dunque, condivide le caratteristiche del Creatore, ma anche dell’Essere Supremo.

Si deve in ogni caso sottolineare come la connotazione peculiare del Creatore rispetto all’Essere Supremo sia da ricercare nella dimensione ordinatrice, quando non propriamente creatrice, dell’azione iniziale. Temàukel dei Selk’nam della Terra del Fuoco crea gli antenati mitici che danno inizio alla genia umana, ma una volta portata a compimento l’azione si ritira e diventa del tutto indifferente alle vicende umane. Daramulun dei Muring australiani, rimane sulla terra fino al completamento dell’insegnamento iniziatico, poi si ritrae nel cielo ed il suo nome sarà ricordato dai soli iniziati.

Bunjil – altro deus otiosus australiano – crea la terra e gli uomini, prima di lasciare per sempre la terra e nascondersi in cielo. Come conseguenza del suo silenzio, il deus otiosus non compare più nelle cerimonie di culto, ma è anche poco presente nelle cosmogonie. Olurun degli Yoruba affida ad uno dei suoi figli la cosmogonia. Obatala, il figlio maggiore, compie la creazione dopo essersi ubriacato e forgia in malo modo gli uomini dall’argilla. Soltanto con l’intervento di Odudawa, il figlio minore, l’opera è completata. Indispettito, Olurun si ritira dal mondo. Come conseguenza di questo gesto, gli Yoruba invocano Olurun soltanto eccezionalmente ed in caso di gravissime calamità. Molte volte la regalità del Creatore è usurpata da altre divinità.

Nel pantheon ittita, Anu sconfigge Alalu, ma è a sua volta sopraffatto e castrato dal suo servo Kumarbi. La stessa mutilazione è presente nell’evirazione di Urano da parte del figlio Cronos, a sua volta detronizzato da Zeus.

Nel pantheon mesopotamico Marduk spodesta gli dei fondatori An, Enlil ed Ea. Dietro questi cruenti sovvertimenti dell’ordine originario si cela probabilmente il tentativo del pensiero mitico di avallare la progressiva diversificazione ed il consequenziale allontanamento dallo stato edenico, perfetto. Per spiegare il caos ed il disordine del mondo, ci si deve necessariamente riferire ad una perfezione primordiale, simboleggiata dal dominio iniziale del Creatore. Successivamente accade qualcosa e quest’ultimo si ritira o viene ucciso: ha inizio la corruzione e la decadenza. Questa dinamica si ripresenta anche nel caso di dei che non possiedono i caratteri del Creatore, come per esempio nel caso di Urano.

È interessante osservare come lo stesso gesto del ritiro sdegnoso fondi la trascendenza: il dio che si ritrae rende possibile – con il suo retrocedere – la possibilità “ontologica” dell’elevatezza e della dimensione trascendente rispetto al mondo orizzontale della natura.

Il Cielo si manifesta per la prima volta alla coscienza mitica grazie al ripiegamento del Creatore. L’indifferenza e la passività del deus otiosus simboleggiano l’immobilità e dunque la perfezione dell’ordine “metafisico” (inteso, nel senso di regno soprannaturale), perenne ed incorruttibile. In questo caso l’idea di una trascendenza celeste rende possibile fondare le norme comunitarie, i rituali di passaggio ed i tabù. Niente deve essere cambiato nella vita astorica e “cosmica” dell’uomo arcaico, poiché il gesto rituale deve reiterare ed ispirarsi al momento iniziale della fondazione del Mondo, avvenuta ab origine e destinata a ritornare – come ha evidenziato Elide – nella ciclicità periodica delle stagioni.

Anche il simbolismo è reso possibile dall’allontanamento del deus otiosus, la cui perfezione originaria, qualora rimanesse sulla terra, rimarcherebbe impietosamente la distanza siderea della condizione umana. Accade anche che il deus otiosus possa scomparire del tutto, cadendo nell’oblio, come nel caso dell’indoeuropeo Dyaus, per il quale non si sono conservati inni o miti, ma che comunque ha trasmesso la derivazione etimologica del nome a diversi dei del politeismo, quali, ad esempio, Zeus Pater, Juppiter, lo scita Zeus-Papoios. Il tracio-frigio Zeus-Pappus e l’illirico Daipatures.

torna su



 Pagina Stampabile  Pagina Stampabile     Invia questo Articolo ad un Amico  Invia questo Articolo ad un Amico

 
Home :: Argomenti :: Cerca :: Galleria Immagini :: ESONET.COM English website

Esonet.it - Pagine Scelte d’Esoterismo, è un osservatorio qualificato ad analizzare i movimenti di coscienza legati alle tradizioni misteriche, mistiche e devozionali
[ Chi siamo ] - [ Disclaimer ] - [ Termini d'uso ] - [ Crediti ]

© 2005-2007 by Esonet.it Tutti i diritti riservati. La riproduzione degli articoli in www.esonet.it sarà autorizzata solo se il richiedente risulta accreditato.
Esonet non è responsabile in alcun modo per i contenuti del siti ad esso linkati. Tutti i loghi ed i marchi presenti in questo sito appartengono ai rispettivi proprietari. Immagini, loghi, contenuti e design sono © copyright by Esonet.it - Powered by
Adriano Nardi

Generazione pagina: 0.15 Secondi