Argomento:Letture d'Esoterismo Orientale


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Scopo della dieta vegetariana

del Maestro D.K.
curato da Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it


Sappiamo che il regno vegetale trasforma il fluido vitale (prana) e lo trasmette alle altre forme di vita del pianeta. È la sua funzione unica e divina.

Quel fluido (prana), nella sua forma di luce astrale, riflette la divina akasha (eterico planetario) poi, il secondo piano si riflette nel piano astrale.

Coloro che cercano di leggere le memorie dell'akasha per studiare, in quella luce, il riflesso degli eventi, oppure cercano di agire sul piano astrale, devono senza eccezione alcuna essere rigorosamente vegetariani. Questo precetto della scienza atlantidea si cela nell'insistenza che alcuni pongono sulla necessità di una dieta vegetariana.

L'inosservanza di questa norma ha provocato errori d'interpretazione delle memorie astrali e dell' akasha fatte da molti psichici, e fatto sorgere la scorretta lettura delle vite passate.

Solo chi si è attenuto per anni a diete rigorosamente vegetariane può lavorare in quello che viene chiamato «l'aspetto registratore della luce astrale».

Se alla purezza dei corpi astrale e fisico si aggiunge (cosa rara a trovarsi) la luce della ragione che proviene da una mente focalizzata, allora, ci si può aspettare un accurato interprete dei fenomeni astrali.

Il legame che lo connette al regno vegetale è indissolubile, e lo condurrà attraverso il portale che immette sulla scena delle sue indagini. Ma se lo scopo di una dieta vegetariana non è questo campo di servizio, gli argomenti in suo favore sono solitamente futili e di scarso rilievo.

Dal lato delle verità eterne, ciò che l'uomo mangia o indossa sono visti in una luce ben diversa da quella del fanatico convinto. Ripeto che tutta la questione del togliere la vita (nel regno vegetale o animale) è assai più ampia di quanto sappiamo, e dovrebbe essere accostata da un punto di vista diverso da quello dell'uccidere nella famiglia umana.

I tre aspetti della divinità si incontrano nell'uomo, e nessuno deve interferire nel destino di un figlio di Dio. Quando si tratta dei due aspetti della divinità, come avviene nei regni subumani, l'atteggiamento può essere diverso, e la verità che emerge è diversa da quella immaginata da menti ristrette.

 

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