{"id":11202,"date":"2025-04-25T12:30:06","date_gmt":"2025-04-25T10:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=11202"},"modified":"2025-04-25T12:30:07","modified_gmt":"2025-04-25T10:30:07","slug":"liberta-in-prigione-larresto-di-assagioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=11202","title":{"rendered":"Libert\u00e0 in prigione: l&#8217;arresto di Assagioli"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=41\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" title=\"Psicosintesi\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" title=\"Psicosintesi\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nel giugno del 1940 Roberto Assagioli fu arrestato per attivit\u00e0 pacifiste e internazionaliste, invise al regime fascista. Anzich\u00e9 uno spiacevole contrattempo o una tragedia, questa fu per lui un\u2019occasione fondamentale di crescita e rinnovamento interiore. Pubblichiamo qui un estratto da uno scritto a cura del Centro Studi \u201cRoberto Assagioli\u201d:\u00a0<\/em>Roberto, Nella e Luisa<em>\u00a0di Luisa Lunelli, un\u2019amica di famiglia, che fu presente all\u2019arresto. In fondo all\u2019articolo, alcune riflessioni dello stesso Assagioli su questa vicenda.<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\"><strong>Libert\u00e0 in prigione: l&#8217;arresto di Assagioli<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Luisa Lunelli (<em>dal \u201cGiornale di Psicosintesi\u201d n. 2 &#8211; 1991<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel giugno del \u201940 l\u2019Italia entr\u00f2 nel conflitto europeo. Mio marito indoss\u00f2 la divisa di ufficiale degli Alpini e fu mandato sul Fronte Occidentale. Era un uomo generoso, e mi lasci\u00f2 con un saluto generoso: \u201cRitorner\u00f2, certo. Non ho nessuna intenzione di morire, ti assicuro\u201d, il giorno prima di partire mi disse con sicurezza. Ma un poco pi\u00f9 tardi, ritornando di nuovo da me, aggiunse: \u201cPer\u00f2, se dovesse capitarmi, non fartene un lutto; sei giovane, rifatti una vita; io ne sar\u00f2 contento\u201d. Fu protetto, e potei rivederlo cinque anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partito mio marito, decisi di lasciare Trento e di andare a Roma dai miei genitori. Il viaggio, allora, prendeva molte ore di treno. Mi trovavo al sesto mese della seconda gravidanza e scrissi a Nella che avrei avuto bisogno di riposarmi una notte da lei. In quei giorni essi si trovavano nel Chianti, nella bella villa di Roberto chiamata Villa Serena. La villa era a pochi chilometri da Firenze, e per me proprio a mezza strada fra Trento e Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla stazione di Firenze presi il taxi. Giungendo, entrai dal grande cancello che era spalancato, e anche la porta d\u2019ingresso della villa era aperta. Mi parve insolito. Entrai e mi trovai davanti allo studio di Roberto pure aperto. Dentro lo studio c\u2019erano lui, che era seduto alla scrivania, e tre signori in piedi, alle sue spalle. Uno gli andava porgendo dei fogli che lui leggeva molto attentamente. Alla fine della lettura, uno dei tre gli disse in tono di deciso comando: \u201cDottore, sono spiacente &#8211; ma lei deve seguirmi senza ritardo\u201d. \u201cNon ho difficolt\u00e0\u201d rispose Assagioli alzandosi. Soltanto chiese: \u201cPer favore, mi lasci salire di sopra per il rasoio e un cambio di biancheria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io, nell\u2019ingresso, cercavo di non farmi vedere, incerta su che cosa pensare di quanto vedevo succedere. Dopo alcuni minuti Assagioli riapparve. \u201cSono pronto\u201d disse in tono amichevole. Il signore che dava ordini si mosse, Assagioli lo segu\u00ec, poi gli altri due. Passandomi davanti solo allora mi vide. \u201cSei qui, Luisa?\u201d, esclam\u00f2 e subito aggiunse: \u201cVai di sopra, da Nella. Ha bisogno di te\u201d. Usc\u00ec con loro, prese posto in vettura e la grossa macchina della polizia si mosse velocemente verso Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di sopra trovai Nella in lacrime, sconvolta per quanto era accaduto in brevi minuti. Era angustiata per la fragile salute di suo marito, che vedeva in una cella angusta, soffocante nel caldo estivo di Roma, senza nessuna comodit\u00e0, con chiss\u00e0 quale scarsa igiene. La impensieriva la scadente qualit\u00e0 del cibo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era indignata per la rapidit\u00e0 con cui glielo avevano strappato. Ma non perse tempo, telefon\u00f2 agli amici di Roma. Telefon\u00f2 subito anche alle carceri per chiedere se era possibile fare entrare cibo per i detenuti. Quando le fu risposto di s\u00ec, telefon\u00f2 alla trattoria che ne era autorizzata, ordinando un pasto giornaliero, come concesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi stese un telegramma per gli amici della psicosintesi di New York e lo fece portare immediatamente all\u2019Ufficio postale del paese da un ragazzo della famiglia colonica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Compiute queste prime cose ci fu una pausa. Allora finalmente ci buttammo una nelle braccia dell\u2019altra, l\u2019abbraccio dell\u2019incontro, della gioia di rivederci e insieme della grave ansia del momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eravamo tutte e due molto emozionate. Per\u00f2 ci sentivamo anche decise a non perderci d\u2019animo, proprio perch\u00e9 in quel frangente appartenevamo a Roberto pi\u00f9 che mai. Proprio perch\u00e9 nella sua prova, il nostro coraggio gli offrisse aiuto da lontano. Ma non ci dicemmo questo in parole; anzi facemmo un lungo silenzio. Ad un certo momento Nella trasse un sospiro e si domand\u00f2 a mezza voce: \u201cRoberto mio, quando mi ritornerai?\u201d. Allora io le presi la mano, l\u2019invitai ad aiutarmi, intanto, a mettere in ordine le sue cose. Le carte di Roberto erano rimaste sparse qua e l\u00e0 nel suo studio, alla merc\u00e9 forse di occhi indiscreti. Questo, infatti, tutte e due facemmo nel pomeriggio e verso sera tutto era pronto per il suo ritorno. \u201cChe cosa pu\u00f2 aver fatto Roberto?\u201d, dicevo a Nella. \u201cNiente di sbagliato ha mai fatto\u201d, le ripetei un paio di volte. \u201cIn pochi giorni lo rivedremo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sera prima di coricarci pregammo a lungo. Pregammo con fervore per Roberto e per l\u2019Italia in guerra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimasi con Nella anche il giorno seguente. Il terzo giorno lei mi accompagn\u00f2 al cancello della villa. Ci salutammo ancora una volta; lei mi abbracci\u00f2 quasi maternamente e mi disse: \u201cSta tranquilla, tutto ti andr\u00e0 bene, e sar\u00e0 un bel maschietto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla stazione di Firenze presi il treno per Roma, dove insieme ai nonni mi aspettava la mia prima figlioletta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roberto fu trattenuto agli arresti circa un mese. Uscito si ferm\u00f2 a Roma presso amici circa un altro mese, poi ritorn\u00f2 in Toscana. Mesi dopo Ida Palombi [la segretaria &#8211; ndr.] mi disse che la denuncia parlava di attivit\u00e0 pacifista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rividi Roberto qualche mese pi\u00f9 tardi e naturalmente gli chiesi di quell\u2019agosto a Regina&nbsp;Coeli. Ebbene\u2026 pareva averlo dimenticato! Ci ripens\u00f2, e accondiscendendo rispose: \u201cS\u00ec, non \u00e8 stato comodo, inconvenienti ce n\u2019erano, ma \u00e8 stato un periodo molto interessante e utile\u201d. Aveva avuto l\u2019opportunit\u00e0 del contatto con una categoria di persone che \u00e8 difficile poter incontrare. Gli inquirenti dovevano conoscere le sue idee, perci\u00f2 egli aveva avuto la possibilit\u00e0 di parlare della psicosintesi. Lo ascoltavano attentamente. Alla fine gli fu detto che le sue idee erano \u201cinteressanti\u201d. Roberto ne fu felice. Infatti si trattava proprio di uno dei primi riconoscimenti della psicosintesi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sottoline\u00f2 l\u2019importanza di aver avuto a disposizione ore e giorni per una rilettura della Divina Commedia e delle opere minori. L\u2019approfondita conoscenza del Poeta e dei perfetti simboli con i quali esprime la sua esperienza, gli aveva dato ottimo materiale per gli esercizi della psicosintesi spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre le giornate in carcere diventavano alla fine esercizi, magari involontari, di psicosintesi \u2018personale\u2019. La distribuzione del cibo, quando lo si aspetta affamati, strappa un ringraziamento, sia pure inespresso, verso chi lo ha cucinato e chi te lo porge. Un pensiero di gratitudine verso l\u2019animale che lo aveva fornito, con sacrificio della propria vita, cosa che si dovrebbe fare quando ci si ciba di carne, non incontrava obiezione neanche da parte dei pi\u00f9 rozzi detenuti, ricordava Roberto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A lui, i pasti che Nella gli aveva ordinato, cominciarono a giungere soltanto diversi giorni pi\u00f9 tardi, per lungaggini burocratiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sereno sorrideva, ricordando la \u2018scomoda\u2019 situazione. La sua descrizione mi risultava ben diversa da quella che avrei avuto da qualsiasi altra persona che si fosse trovata nella stessa situazione oggettiva. Mi rendevo conto che in quel mese aveva vissuto una coraggiosa \u2018collaborazione con l\u2019inevitabile\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: Roberto non aveva pronunciata una sola parola amara contro alcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">* * *<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Dagli appunti di Assagioli<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cCapii che ero libero di assumere uno fra molti atteggiamenti nei confronti di questa situazione, che potevo darle il valore che volevo io, e che stava a me decidere in che modo utilizzarla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Potevo ribellarmi internamente e imprecare; oppure potevo rassegnarmi passivamente e vegetare; potevo lasciarmi andare ad un atteggiamento malsano di autocompatimento e assumere un ruolo di martire; potevo affrontare la situazione con un atteggiamento sportivo e con senso dell\u2019umorismo, considerandola un\u2019esperienza interessante (quella che i tedeschi chiamano \u2018Erlebnis\u2019). Potevo trasformare questo periodo in una fase di riposo, in un\u2019occasione per riflettere tanto sulla mia situazione personale &#8211; considerando la vita vissuta fino ad allora &#8211; quanto su problemi scientifici e filosofici; oppure potevo approfittare della situazione per fare un allenamento psicologico di qualche genere; infine, potevo farne un ritiro spirituale. Ebbi la percezione chiara che l\u2019atteggiamento che avrei preso era interamente una decisione mia: che toccava a me scegliere uno o molti fra questi atteggiamenti e attivit\u00e0; che questa scelta avrebbe avuto determinati effetti, che potevo prevedere e dei quali ero pienamente responsabile. Non avevo dubbi su questa libert\u00e0 essenziale e su questa facolt\u00e0 e sui privilegi e le responsabilit\u00e0 che ne derivavano.\u201d<\/em> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8333\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel giugno del 1940 Roberto Assagioli fu arrestato per attivit\u00e0 pacifiste e internazionaliste, invise al regime fascista. 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