{"id":1222,"date":"2011-11-06T11:36:02","date_gmt":"2011-11-06T10:36:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1222"},"modified":"2023-09-25T14:27:25","modified_gmt":"2023-09-25T12:27:25","slug":"quando-la-gioconda-disse-72","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1222","title":{"rendered":"Quando la Gioconda disse\u2026. 72"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=52\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>La Gioconda \u00e8 il testamento pittorico, filosofico, esistenziale di Leonardo. La Gioconda va letta su pi\u00f9 livelli come la Bibbia. Molti storici dell\u2019arte o esperti di Leonardo hanno commesso l\u2019errore di dare una lettura o unilaterale o parziale di questo Testamento. Il nostro ritrovamento del 72 &#8211; numero chiave &#8211; e delle lettere L e S, presenti negli occhi della Gioconda, rappresentano un punto di riferimento e di partenza di una nuova interpretazione del quadro e del periodo leonardesco che va dal 1510 fino alla sua morte.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Quando la Gioconda disse\u2026. 72<\/h3>\n<p align=\"left\">di Michele Proclamato<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Antefatto<\/h4>\n<p align=\"justify\">Venerd\u00ec 04 Febbraio 2011<br \/>\nComitato Nazionale Per La Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali<br \/>\nOggetto: conferenza stampa 2 febbraio 2011- nuove scoperte sulla Gioconda.<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"40%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20252%20382'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/La_Gioconda.jpg\" width=\"252\" height=\"382\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/La_Gioconda.jpg\" width=\"252\" height=\"382\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"60%\">\n<p align=\"justify\"><em>La Gioconda \u00e8 il testamento pittorico, filosofico, esistenziale di Leonardo. La Gioconda va letta su pi\u00f9 livelli come la Bibbia. Molti storici dell\u2019arte o esperti di Leonardo hanno commesso l\u2019errore di dare una lettura o unilaterale o parziale di questo Testamento. Il nostro ritrovamento del 72 &#8211; numero chiave &#8211; e delle lettere L e S, presenti negli occhi della Gioconda, rappresentano un punto di riferimento e di partenza di una nuova interpretazione del quadro e del periodo leonardesco che va dal 1510 fino alla sua morte. Nella Gioconda convergono elementi pittorici, di stile e di contenuto, elementi simbolici e archetipi nonch\u00e9 un vero e proprio pensiero di Leonardo sintetizzabile nel 72 e nel ponte, il cui significato simbolico \u00e8 importante per una lettura esaustiva e attendibile di questo grande genio. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La Gioconda, come il Vecchio e il nuovo Testamento, racchiude vari livelli d\u2019interpretazione: uno pittorico, uno simbolico, uno filosofico, uno religioso, uno psicologico ed esistenziale e, per finire, essa contiene la sintesi della vita e del pensiero di Leonardo espresso attraverso i principi fondamentali dell\u2019umanesimo e del rinascimento quali l\u2019armonia, la giusta proporzione, la felice sintesi fra elementi opposti. In Leonardo convive sia la contrapposizione degli opposti sia la loro fusione che trovano presenza e sostanza nella Gioconda. La Gioconda si presenta come pittura-scienza-psicologia, espressione dell\u2019interiorit\u00e0 di Leonardo in cui prevale una maestosa tranquillit\u00e0, una serenit\u00e0 pacata, arguta, ironica e insinuante. La Gioconda esprime il superamento del contrasto fra la Venere Celeste e la Venere volgare, il contrasto fra Angelico e Demoniaco, spirituale e sensuale, sacrale e orgasmico, immanente e trascendente, elementi presenti anche nell\u2019opera perturbane di Leonardo &#8211; l\u2019Angelo incarnato &#8211; che si pu\u00f2 ritenere realizzata fra il 1511- 1513. <\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"65%\">\n<p align=\"justify\"><em>In quest\u2019ultima opera, dove si coniugano sembianze femminili e maschili, angeliche e demoniache, spirituali e sessuali, il contrasto \u00e8 evidente e non superato. L\u2019Angelo incarnato ha le sembianze inequivocabili del Sala\u00ec, il suo allievo, servo e forse amante. Vi sono tutta una serie di disegni e dipinti di Leonardo dal carattere efebico, ambiguo e androgino, il cui viso \u00e8 riconducibile al Sala\u00ec. In queste opere, quali ad esempio la Monna Vanna o Monna nuda, il S. Giovanni Battista e l\u2019Angelo della Annunciazione, il Sala\u00ec si presenta nei suoi caratteri sensuali, ammiccanti, seducenti e con il naso ed il sorriso simile a quello della Gioconda. Leonardo chiam\u00f2 Gian Giacomo Caprotti, Sala\u00ec, quattro anni dopo che era al suo servizio. Il termine lo mut\u00f2 da un\u2019opera &#8211; il Morgante Maggiore &#8211; del Pulci e significa diavolo, tentatore, inondazione di passione sensuale, ecc. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La Gioconda non \u00e8 un fedele ritratto di una cortigiana come molti sostengono. Leonardo rappresentava sia gli aspetti fisici che quelli dell\u2019animo. Leonardo non era un ritrattista e se fece alcuni ritratti per commissione lo fece per necessit\u00e0 materiali e sempre aggiungendo la sua creativit\u00e0 artistica e filosofica. La Gioconda porta alcuni tratti fisici del Sala\u00ec che fu molto probabilmente una sorta di modello, suo compagno durante i molti anni in cui Leonardo attese alla Gioconda in modo sporadico e con lunghi periodi di sospensione. Il Sala\u00ec fece parte della Gioconda anche per quanto riguarda alcuni aspetti simbolici, sensuali e valoriali in essa tuttavia superati e ricomposti attraverso quel superamento degli opposti che egli espresse e che &#8211; l\u2019Angelo incarnato &#8211; rappresenta in modo duro e chiaro.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"35%\">\n<p align=\"center\"><em><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20266%20333'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/leonardo_salai.jpg\" width=\"266\" height=\"333\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/leonardo_salai.jpg\" width=\"266\" height=\"333\" \/><\/noscript><br \/>\nLeonardo &#8211; Gian Giacomo Caprotti<br \/>\ndetto Sala\u00ec <\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Oltre al Sala\u00ec, che corrisponde alla S trovata, si pu\u00f2 forse trovare la presenza di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo. Vi sono molti riferimenti storici e documentali al riguardo, elementi che tuttavia non ci permettono di sostenere con certezza che la Gioconda sia un fedele ritratto di Lisa Gherardini. Essa potrebbe comunque aver rappresentato un ulteriore elemento di riferimento. Leonardo port\u00f2 con s\u00e9 la Gioconda per circa 20 anni. \u00c8 certo che continu\u00f2 fino all\u2019ultimo a intervenire su questo quadro-testamento. <\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1954, a seguito di un esame ai raggi-x realizzato sul quadro, venne accertato che originariamente la Gioconda non aveva quel sorriso che ora vediamo ma, al contrario, la bocca era cupa e malinconica. Si \u00e8 anche accertato che vi sono vari sovrapposizione nel quadro, segno questo di molte modifiche e mutamenti. La L trovata nell\u2019occhio sinistro per chi guarda corrisponde anche a Leonardo in una forma psicologico-esistenziale, rinvia al suo travaglio, alle sue due madri, quella vera, la Caterina (serva), e quella adottiva, che il padre Piero spos\u00f2 dopo poco e da cui ebbe vari figli. Non va mai dimenticato che Leonardo era un figlio illegittimo e concepito fuori dal matrimonio, non va dimenticata l\u2019ambigua e forse ambivalente natura sessuale di Leonardo. Nella Gioconda questo contrasto e conflitto sessuale, esistenziale, affettivo e intellettuale trova un suo superamento e armonia. <\/em><\/p>\n<p><em>Alcuni sostengono che la Gioconda fosse una donna incinta e forse in lutto e che il ponte presente nello sfondo destro del quadro sia un elemento importante; queste teorie rafforzerebbero l\u2019idea che tale raffigurazione prese le mosse dal reale in quanto anche Lisa Gherardini era incinta quando Leonardo, sulla base di una commissione del marito Francesco del Giocondo o di Giuliano de Medici, che poteva essere stato suo amante, la volle ritrarre. Tuttavia, come scrisse il Vasari, del dipinto vi era solo il viso e se questa asserzione \u00e8 vera, quel viso ha subito modifiche fra cui quelle ispirate al Sala\u00ec. <\/em><\/p>\n<p><em>Il ponte presente nel quadro non ha nulla a che vedere con quanto affermato nei giorni scorsi da una studiosa Savonese (C. Glori) la quale piega arbitrariamente la presenza del numero 72, scoperta dal dott. Vinceti, come riferibile ad una data, il 1472, data che coincise con il crollo del ponte medesimo. L\u2019opinione di Silvano Vinceti \u00e8 che Leonardo non and\u00f2 mai a Bobbio, in provincia di Piacenza, dove sorgeva il ponte, al contrario durante quel periodo era a Firenze presso il Verrocchio e aveva 20 anni. Il ponte rappresentato si trova invece sul fiume Arno, nelle vicinanze di Arezzo, in localit\u00e0 Buriano. Il ponte in questione \u00e8 oggi ancora eretto, di forma medievale a quattro arcate, conosciuto da Leonardo e rappresentato in vari schizzi presenti nella biblioteca reale di Windsor. A parte questo aspetto visivo, il ponte ebbe comunque vari significati fra cui quello di congiungere gli opposti, di mutamento di condizione, dell\u2019aldil\u00e0 rispetto alla vita; un significato di vita e della sua fine, inteso anche come ritorno al ventre materno, prima della vita, all\u2019interno del liquido amniotico. Leonardo conosceva molto bene tutti questi simboli e significati. La presenza del ponte nella Gioconda non \u00e8 casuale ma contribuisce a formare quel testamento del grande Genio e si pu\u00f2 abbinare alla donna ritenuta incinta, in lutto o vestita come tale; inoltre, questo elemento viene riprodotto nella Gioconda e similmente nella Madonna dei Fusi. Va comunque sottolineato che Leonardo, per conto di Cesare Borgia detto il Valentino, era nel 1503 presso Arezzo al fine di studiare fortificazione e viabilit\u00e0. Realizz\u00f2 una riproduzione della zona e del ponte con particolari caratteristiche idrogeologiche e morfologiche. La parte destra dello sfondo del quadro \u00e8 altres\u00ec riconducibile ad alcune caratteristiche dell\u2019ambiente lombardo che Leonardo conosceva bene e di cui ci sono molti schizzi nel Codice Atlantico e non solo.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"40%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20379%20286'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/72_nella_gioconda.jpg\" width=\"379\" height=\"286\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/72_nella_gioconda.jpg\" width=\"379\" height=\"286\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 1 \u2013 Il 72 della Gioconda<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"60%\">\n<p align=\"justify\">Ho conosciuto il Dott. Vinceti. In modo oltremodo gentile, schietto e diretto, ha dedicato a me ed ai miei studi alcune ore del suo tempo, facendomi un grande onore. Con lui ho discusso, nell\u2019imminenza della conferenza stampa di cui sopra (della quale ho voluto recare una testimonianza integrale), sulle motivazioni alla base della presenza del numero 72 nella Gioconda, ma, ed aggiungo giustamente, coerente con la sua visione, nulla di ci\u00f2 che ho suggerito in merito a tale riferimento numerico, ha avuto modo di giungere nel mondo &#8220;ufficiale&#8221; del sapere vinciano, attraverso le sue conclusioni, anche se, in modo molto equilibrato ed intelligente, egli ha tenuto aperte le porte ad altre interpretazioni relative alla suddetta presenza numerica. Ritengo perci\u00f2 opportuno condividere, con chi avr\u00e0 voglia di leggermi, &#8220;le mie conclusioni&#8221; su un numero che rappresenta la sintesi di un sapere che, credo, nulla abbia a che fare con i presunti atteggiamenti sessuali di un personaggio, direi unico, non per i suoi &#8220;gusti&#8221;, ma piuttosto per la sua genialit\u00e0 che definirei quasi ultima, visto il proseguo della storia della genialit\u00e0 umana. Quindi, nulla dedicher\u00f2 alle &#8220;lettere&#8221; presenti negli occhi della &#8220;Monna&#8221; pi\u00f9 famosa del mondo, ma, lo scrivere in merito al 72, pur facendo del concetto di sintesi un bene massimo, richieder\u00e0 una dissertazione piuttosto articolata.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20525%20332'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/precessione1.gif\" width=\"525\" height=\"332\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/precessione1.gif\" width=\"525\" height=\"332\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 2 \u2013 Precessione degli Equinozi<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"50%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20323%20192'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/numeri_fisiologia_umana.gif\" width=\"323\" height=\"192\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/numeri_fisiologia_umana.gif\" width=\"323\" height=\"192\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 3 \u2013 I numeri della fisiologia umana<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Mi rendo conto che la presenza di un &#8220;numero&#8221;, in un dipinto di Leonardo, possa stupire, ma se \u00e8 &#8220;originale&#8221; (come mi \u00e8 stato assicurato dal Dott. Vinceti stesso), non farebbe altro che aggiungersi ad una serie di Numeri che Leonardo ha sempre usato, a volte in modo macroscopico, in altre opere pittoriche che ho dettagliatamente trattato nel mio libro: &#8220;Il Genio Sonico&#8221;. Ma non voglio e non posso anticipare alcuni passaggi conoscitivi, quindi, tornando alla vera motivazione del mio scrivere, inizier\u00f2 a parlare di Precessione degli Equinozi (Fig. 2).<\/p>\n<h4>La Precessione Universale<\/h4>\n<p>Forse non tutti sanno che il &#8220;nostro&#8221; pianeta consuma una corsa assiale ellittica, in un arco di tempo millenario, pari a circa 25920 anni. Tale &#8220;anno&#8221;, definito platonico, esattamente come quello del nostro calendario, da sempre \u00e8 suddiviso in 12 mesi, di 2160 anni ciascuno. Ufficialmente, la scienza, oggi vede nell\u2019attrazione Luni-Solare la motivazione di questo movimento che, in ogni caso, con precisione inoppugnabile, manifesta la sua &#8220;azione&#8221; ogni 2160 anni, all\u2019Equinozio di primavera, nel momento in cui, in modo eliaco, il sole sorgendo, pone dietro di s\u00e9 una nuova costellazione.<\/p>\n<p>Oggi, siamo praticamente quasi usciti dalla costellazione processionale dei Pesci e stiamo entrando in quella dell\u2019Acquario, ma ci\u00f2 che dovrebbe interessare, soprattutto gli esperti del Genio toscano, \u00e8 il meccanismo temporale posto alla base di questo movimento planetario. \u00c8 accertato, infatti, che l\u2019asse terrestre consuma la sua opera attraverso spostamenti pari ad un 1 grado, dei 360\u00b0 celesti, ogni 72 anni. Abbiamo, quindi, il riferimento numerico in questione, &#8220;stranamente&#8221;, presente, all\u2019interno di un sistema che, oggi posso sostenere senza tema, fisiologicamente non \u00e8 solo celeste. A mio avviso, questo avrebbe dovuto costituire il primo campanello d\u2019allarme conoscitivo per gli esperti, nei confronti di un riferimento che definirei capace di tutelare non solo un &#8220;sapere&#8221; completamente chiaro al Vinci, ma un insieme conoscitivo compatto ed inequivocabile, presente attraverso decine di applicazioni falsamente diverse in tutte le civilt\u00e0 terrestri. Ma, giustamente, devo procedere per gradi, al fine di sostenere la mia tesi.<\/p>\n<p>Ho parlato pi\u00f9 sopra di fisiologia, poich\u00e9 \u00e8 chiaro all\u2019ufficialit\u00e0 scientifica che, in media, i processi cardiaci, polmonari e circolatori umani, siano completamente asserviti a frazioni, o multipli, del numero della Gioconda (Fig.3). Di conseguenza, un minimo di coerenza vorrebbe l\u2019essere umano, completamente asservito ai &#8220;tempi&#8221; terrestri, tempi facilmente influenzabili, come abbiamo visto, da rapporti celesti certi, nonch\u00e9 da comportamenti umani che, negli ultimi decenni, definirei poco edificanti. Sto, quindi, sostenendo, l\u2019esistenza di un chiaro rapporto fisico e non solo, fra un essere intelligente, come quello umano ed un essere celeste, e non solo, come la Terra, che, in questa occasione, sembra avere un ruolo nei confronti della presenza umana, capace di travalicare i suoi cicli annuali. Mi verrebbe da aggiungere il &#8220;dire&#8221; di Giordano Bruno, che definiva i corpi celesti: Animali, cio\u00e8 dotati di anima, ma sto cercando di mantenermi, pur sapendo di non poterci riuscire, in un alveo piuttosto pragmatico. Pragmatismo che vorrebbe l\u2019aggiunta di una miriade di altri esempi fisiologici dedicati al 72, come, ad esempio, la massima angolazione raggiungibile da parte di un\u2019articolazione, l\u2019arco di tempo utile al totale ricambio dei tessuti del sistema intestinale, o il peso medio neo-natale, praticamente processionale.<\/p>\n<p>Pragmatismo che si rivelerebbe inutile, se posto di fronte alla massa enorme di riferimenti storico-mitico-religiosi, del resto gi\u00e0 individuati dall\u2019accurato studio del Dott. Vinceti, nei quali il 72 ed suoi multipli, appaiono gi\u00e0 da millenni, ovunque sulla terra, presso qualsiasi civilt\u00e0. Cosa peraltro appurata, con estrema precisione ed in tutte le sue sfaccettature, gi\u00e0 nel 1969, grazie allo studio del Prof. Giorgio De Santillana, culminato nel suo famoso: &#8220;Il Mulino di Amleto&#8221;. Ma per capire veramente ci\u00f2 che si nasconde dietro il 72, e, di conseguenza, intuire le vere potenzialit\u00e0 conoscitive vinciane che dettarono il suo utilizzo, vorrei nuovamente porre l\u2019attenzione sul rapporto esistente fra meccanismi celesti e fisiologia umana, perch\u00e9 \u00e8 esattamente qui che si gioca ci\u00f2 che ormai, oggi definirei una guerra, che ha visto l\u2019immanentismo ed il panpsichismo perdenti, nell\u2019ultimo secolo, ma assolutamente ancora vincenti ai tempi di Leonardo da Vinci, in pochi eletti come lui, in quanto figli di un sapere, numericamente presente su questo pianeta \u2026.da sempre.<\/p>\n<p>Vorrei quindi mostrarvi come, in passato, un presunto fenomeno &#8220;locale&#8221;, come la Precessione, avesse invero proporzioni numeriche che potrei definire, galattiche. Sono, pertanto, costretto a portarvi in Egitto.<\/p>\n<h4>La Precessione Galattica<\/h4>\n<p>Ho premesso che la mia spiegazione sarebbe stata piuttosto articolata, poich\u00e9 reputo necessari alcuni passaggi per sgombrare ogni dubbio sul vero significato del riferimento in questione, di conseguenza, vorrei prendere in esame un reperto astronomico noto ormai in tutto il mondo, come: &#8220;Zodiaco di Dendera&#8221;, la cui copia persiste tuttora nel tempio di Dendera.<\/p>\n<p>Ritengo importante tale esame, poich\u00e9 in questo caso specifico, il 72 assume una spiegazione, oltre che numerica anche, oserei dire, cosmica, pregna di un insieme di significati altri, che molta luce potranno portare sul modus vivendi e la forma mentis del Genio.<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"60%\">\n<p align=\"justify\">Sinteticamente, lo zodiaco in questione rappresenta una visione cosmologica egizia appartenente al 57 dopo Cristo, in pieno periodo Tolemaico, quindi, ma la cui vera matrice ispiratrice, chiaramente, si perde nella notte buia della presenza umana su questo pianeta. Osservando con attenzione l\u2019immagine (Fig. 4), si pu\u00f2 notare una grande sfera centrale che contiene stelle, costellazioni e pianeti. Essa racchiude 72 esseri, o corpi celesti, la cui vera differenza \u00e8 unicamente riposta nel grado etico, dal quale dipende la relativa rappresentazione animica. Ora, all\u2019esterno di tale visione \u00e8 possibile notare, e qui sta la novit\u00e0 numerica, 12 esseri che, simili ad atlanti, sorreggono la &#8220;Via Lattea&#8221; egizia, con 24 possenti braccia. Ebbene, numericamente, i 72 corpi celesti sono ricavabili da una somma numerica esterna, composta dai 12corpi e dalle loro 24 braccia. Di conseguenza, un luogo a noi sconosciuto oggi, ma ben noto agli Egizi, costituito da 36 parti e posto all\u2019esterno della realt\u00e0 celeste, veicola una presenza numerica di tipo binario, pari a 72 unit\u00e0. Nuovamente ritroviamo, questa volta a livello galattico e per un popolo famoso per il suo sapere &#8220;alternativo&#8221;, lo stesso sistema numerico della precessione degli equinozi. In questo caso, per\u00f2, essa viene vista, non come un fenomeno &#8220;locale&#8221;, come la nostra scienza presume, ma come il risultato di una collaborazione fra, se mi \u00e8 permessa la definizione, due mondi: uno esterno a noi invisibile, ed uno interno, a noi oggi, oltremodo visibile, grazie ai nostri apparati tecnologici.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"40%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20307%20310'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/assi_zodiaco_di_dendera.jpg\" width=\"307\" height=\"310\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/assi_zodiaco_di_dendera.jpg\" width=\"307\" height=\"310\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 4 \u2013 Zodiaco di Dendera<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Sarebbe estremamente sciocco credere che gli egizi non sapessero contare, ma, soprattutto, pensare che, dei grandi osservatori come loro, non si rendessero conto che il numero di corpi celesti presenti durante le loro osservazioni sia di gran lunga superiore alla suddetta rappresentazione. Soprattutto, sarebbe tremendamente superficiale, non pensare che tale osservazione altro non sia che la rappresentazione di un sistema creante, numericamente codificato, nel quale la fisiologia precessionale viene utilizzata per predisporre la nascita di materiale stellare. Sostanzialmente, qualcuno, attraverso un sistema simbolico ben preciso, a distanza di millenni, ancora \u00e8 in grado di dirci che la creazione posta sulle nostre teste, attraverso le stesse leggi numeriche, non solo si manifesta, ma detta i meccanismi vitali di tutti gli esseri che contiene. Di conseguenza, duemila anni fa, qualcuno diceva che l\u2019uomo \u00e8 ci\u00f2 che l\u2019Universo \u00e8. E lo faceva attraverso i numeri, come anche Pitagora impar\u00f2, sottolineando che, attraverso passaggi dodecafonici ed intervalli musicali ben precisi, si arriva alla\u2026 natura, della quale Leonardo era tremendamente innamorato. Cos\u00ec come innamorato fu, fra mille cose, anche di musica, tanto da costruire lui stesso strumenti musicali. Ma Leonardo andava oltre in tale comprensione animico-numerica della natura, la sua vera ispiratrice.<\/p>\n<p>Per capirne il limite, Vi chiedo di osservare le direzioni segnate in rosso, dove hanno preso posto i 12 esseri. Sono <strong>Otto<\/strong> e, senza nessun timore, mi sento di affermare che questo si rivela essere il cuore del suo sapere &#8220;impossibile&#8221; che gener\u00f2 le sue scelte, anche numeriche. Di conseguenza, e di nuovo, per capire &#8220;Lui&#8221;, \u00e8 necessario, come dire, emigrare. Questa volta in Mesopotamia.<\/p>\n<h4>La Lista Senza Tempo<\/h4>\n<p>Nel 1932, una spedizione inglese condotta dal capitano Weld-Blundell nell\u2019attuale Bassora, in Iraq, riesce, inaspettatamente, a portare a termine una missione che aveva come scopo la riscoperta delle citt\u00e0 bibliche. In quell\u2019occasione, venne ritrovato un reperto, oggi custodito ad Oxford, su quale, in caratteri cuneiformi, vengono riportate Due Liste Sumere dei Re. Una di queste, detta degli <strong>Otto<\/strong> <strong>Re<\/strong> (Fig. 5), cos\u00ec recita:<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">Dopo la discesa della regalit\u00e0 dai cieli,<br \/>\nLa regalit\u00e0 fu a Eridu,<br \/>\nIn Eridu Alulim divenne re,<br \/>\nEgli regn\u00f2 per 28800 anni.<br \/>\nAlalgar regn\u00f2 per 36000 anni.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8220;Due&#8221; re;<br \/>\nEssi regnarono per 64800 anni.<br \/>\nPoi Eridu cadde<br \/>\nE la regalit\u00e0 fu spostata a Bad-Tibira<br \/>\nDivenne re a Bad-Tibira Enmenluanna;<br \/>\nEgli regn\u00f2 per 43200 anni.<\/p>\n<p align=\"center\">Enmengalanna regn\u00f2 per 28800 anni.<br \/>\nDumuzi il pastore regn\u00f2 per 36000 anni.<br \/>\n&#8220;Tre&#8221; re essi regnarono 108000 anni.<br \/>\nBad-ti-bira cadde<br \/>\nE la regalit\u00e0 fu spostata a Larak.<br \/>\nA Larak, Ensipadzidanna regn\u00f2 28800 anni.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8220;Un&#8221; re \u2026\u2026. Egli regn\u00f2 per 28800 anni.<br \/>\nLarak cadde<br \/>\nE la regalit\u00e0 fu spostata a Sippar.<br \/>\nA Sippar Enmeduranna divenne re<br \/>\nE govern\u00f2 per 21000 anni<br \/>\nPoi Sippar cadde<\/p>\n<p align=\"center\">E la regalit\u00e0 fu spostata a Shuruppak.<br \/>\nUbaratutu divenne re, egli govern\u00f2 per 18600 anni.<br \/>\n&#8220;Un&#8221; re \u2026\u2026.. egli govern\u00f2 per 18600 anni.<br \/>\nIn &#8220;Cinque&#8221; citt\u00e0 &#8220;Otto&#8221;re,<br \/>\nessi regnarono per&#8221; 241200&#8243; anni,<br \/>\nPoi il Diluvio &#8220;travolse tutto&#8221;.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20263%20412'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/prisma_di_Blundell.jpg\" width=\"263\" height=\"412\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/prisma_di_Blundell.jpg\" width=\"263\" height=\"412\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 5 \u2013 Il prisma di Blundell<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ebbene, pur dovendo tralasciare tutti i significati nascosti in tale descrizione, a dir poco millenaria, possiamo osservare che termina con la somma di otto periodi regnanti piuttosto inconsueti, protratti in sole 5 citt\u00e0 ed \u00e8 sufficiente eliminare gli &#8220;zeri&#8221;, per veder riapparire la struttura numerica degli esseri posti all\u2019esterno dello Zodiaco di Dendera.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 estremamente importante per capire alcuni aspetti riguardanti il numero 72. Abbiamo visto pi\u00f9 sopra, che esso \u00e8 figlio binario di una somma, in origine suddivisa in 13 e 23 di 36, ma, sostanzialmente, che cos\u2019\u00e8 in grado di essere Re in Mesopotamia ed Esseri semi-divini in Egitto, destinati a diventare corpi celesti secondo passaggi numerici ben precisi? Penso che, quel qualcosa, da decenni \u00e8 ricercato da tutti i laboratori di Fisica Nucleare del mondo, poich\u00e9 si sta parlando di un\u2019energia, per i grandi del passato numericamente intelligente ed animicamente viva, capace di diventare <strong><em>Tutto<\/em><\/strong> ci\u00f2 che ci circonda, compresi\u2026 noi.<\/p>\n<p>Quindi, ora possiamo cominciare ad immaginare che, dietro il numero della famosissima Gioconda, si nasconde una somma energetica e soprattutto, un\u2019interpretazione di un atto creativo, che vorrebbe Dio, costituito anche da Otto momenti numerici ben definiti, destinati a diventare non solo materia, ma, in modo frattale, fisiologia umana, nonch\u00e9 stellare. Ora possiamo apprezzare come a Dendera, Dio, se di un Dio stiamo parlando, scelga di suddividersi in Esseri maschili e femminili, secondo un rapporto frazionario e numerico ben preciso, ma \u00e8 gioco-forza immaginare che questo Essere, in via di suddivisione dodecafonica, sia inizialmente androgino, e questo, secondo me, \u00e8 il vero contesto conoscitivo, nel quale si \u00e8 formata la visione androgina di Leonardo da Vinci.<\/p>\n<p>Voglio riportare un ulteriore esempio, fra i tanti che potrei citare, per sintetizzare, attraverso un costrutto artistico, tale visione creativa ed il relativo sunto numerico. Per farlo, questa volta \u00e8 sufficiente rimanere in Italia.<\/p>\n<h4>Quando il Numero Diventa Arte<\/h4>\n<p>Prima di passare alle opere numeriche di Leonardo da Vinci, vorrei esaminare l\u2019immagine riguardante il Rosone centrale della Basilica di Collemaggio, all\u2019Aquila (Fig. 6).<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"35%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20240%20239'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Rosone_Collemaggio.jpg\" width=\"240\" height=\"239\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Rosone_Collemaggio.jpg\" width=\"240\" height=\"239\" \/><\/noscript><br \/>\nFig. 6 \u2013 Rosone della Basilica di Collemaggio, L\u2019Aquila<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"65%\">\n<p align=\"justify\">Si pu\u00f2 osservare che, in un costrutto di pura fattura medioevale, da un piccolo &#8220;foro&#8221; centrale, dipartono Otto petali che costituiscono un nucleo, dal quale si diramano, inizialmente, 12, e poi 24 braccia in pietra. Inoltre, ognuna di quelle braccia termina con 2 &#8220;buchi&#8221; (concedetemi il termine), il suo evolversi. Quindi, settecentoventi anni fa, ritroviamo lo stesso sistema numerico della Lista Sumera e dello Zodiaco di Dendera, infatti, a 36 braccia corrispondono 72 &#8220;buchi&#8221;, anch\u2019essi suddivisi in 13 e 23 del totale, pari a 24 e 48 unit\u00e0. Ora posso aggiungere che, nello Zodiaco, tale suddivisione \u00e8 presente anche nella somma totale dei corpi celesti, in quanto divisi in:<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; 48 stelle, fra Decani e Costellazioni e<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; 24 corpi celesti articolati.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Perch\u00e9 insisto su questa ulteriore suddivisione? Per un motivo essenziale, il seguente: chi conosce il sistema numerico creante dell\u2019Ottava, sempre rispetta tale frazionamento, in quanto, come Dendera attraverso i suoi Esseri insegna, 13 di qualsiasi riferimento numerico rappresenta il valore energetico femminile, ed i restanti 23, quello maschile.<\/p>\n<p>Praticamente, senza girarci troppo intorno, se ci\u00f2 che asserisco \u00e8 vero, nell\u2019opera di Leonardo si dovrebbero rintracciare una miriade di Otto ed un sistema numerico ad esso inerente. Proseguendo quindi, nella mia tesi, questo dovrebbe comportare una sua visione della realt\u00e0 tale, da dover riporre la presenza divina in ogni aspetto della natura e del cosmo, una presenza che, chiaramente, deve contenere, comunque e sempre, una parte animica dotata di intelligenza.<\/p>\n<p>Quindi, il Genio deve vivere i suoi tempi conscio della grande matrice divina presente nell\u2019uomo e nella natura, una matrice chiaramente androgina e, per tutta la vita, deve dissimulare, non solo la sua &#8220;vera&#8221; genialit\u00e0, ma la sua grande capacit\u00e0 di percepire il mondo intorno a s\u00e9 come il frutto infinito dell\u2019Uno. Intuisce, quindi, la reincarnazione; conosce il potere creante del suono; osserva la spiritualit\u00e0 cristiana dei suoi tempi con molto distacco e sopportazione e, conscio del suo sapere, molto deve lavorare sul suo carattere, per sopportare uomini e tempi chiaramente \u2026lontani da Lui. \u00c8 sicuramente un uomo geniale, ma la sua genialit\u00e0 segue un unico fiume conoscitivo, quello dell\u2019Ottava, e le sue tendenze sessuali mai saranno il vero motivo scatenante la sua immensa opera creativa.<\/p>\n<p>Si arriver\u00e0 quindi fino ad oggi, dove molti percepiranno nel Genio un sapere, o &#8220;saperi altri&#8221;, mai decifrabili, a differenza di un\u2019ufficialit\u00e0 perfettamente consolidata, che, finora, mai ha accettato, in uno dei padri della scienza e della tecnica, apporti conoscitivi diversi, o al massimo, come il Dott. Vinceti ha ipotizzato, ispirati da una probabile conoscenza cabalistica dei numeri.<\/p>\n<h4>Il Genio Sonico<\/h4>\n<p>Vorrei quindi, con immenso piacere, partire da un suo capolavoro spesso dimenticato, per documentare come il &#8220;numero&#8221;, fosse presente nelle sue opere. A Milano, nel Castello Sforzesco, esiste una sala che penso sia sconosciuta alla maggior parte degli italiani (come spesso succede in questo paese incredibile). Si chiama: Sala delle Asse, la cui volta, di svariati metri quadri, conserva ancora oggi un lavoro pittorico che un tempo coinvolgeva anche la parte muraria. La volta, appare come un meraviglioso ed intricato groviglio di alberi, rami, foglie e fiori di gelso, &#8220;morus&#8221; in latino, come il Moro, che fu il vero committente dell\u2019opera (Fig. 7).<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20566%20466'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/stemma_Sforzesco1.jpg\" width=\"566\" height=\"466\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/stemma_Sforzesco1.jpg\" width=\"566\" height=\"466\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 7 \u2013 Sala delle Asse, Castello Sforzesco, Milano \u2013 Particolare della volta <\/em><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td rowspan=\"2\" width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20397%20569'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/stemma_Sforzesco2.jpg\" width=\"397\" height=\"569\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/stemma_Sforzesco2.jpg\" width=\"397\" height=\"569\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 8 \u2013 Stemma Sforzesco<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20293%20102'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/stemma_Sforzesco3.jpg\" width=\"293\" height=\"102\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/stemma_Sforzesco3.jpg\" width=\"293\" height=\"102\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 9 \u2013 Gli Otto di Leonardo<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20342%20206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/otto_leonardo_particolare.jpg\" width=\"342\" height=\"206\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/otto_leonardo_particolare.jpg\" width=\"342\" height=\"206\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 10 \u2013 Particolare<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Un meraviglioso esempio vegetale del potere della Natura, \u00e8 il vero tema di quest\u2019opera che, ripeto, rimane misconosciuta e poco apprezzata, forse anche a causa di un\u2019incomprensibile presenza simbolica, disposta e riposta, in ogni angolo di quell\u2019enorme cielo verde.<\/p>\n<p>Ebbene, se ci si dirige verso il centro della sala e si osserva il centro di quel soffitto stupendo, \u00e8 possibile notare lo stemma araldico degli Sforza (Fig.8), e, con una qualsiasi macchina fotografica dotata di zoom, \u00e8 possibile osservare, intorno ad esso, una corona perfetta di Otto, ripeto: di Otto (Fig.9 e 10). Per la precisione, ce ne sono ben 32. Continuando ad osservare l\u2019opera con occhi &#8220;numerici&#8221;, si pu\u00f2 notare che essa \u00e8 costituita da 16 alberi, che contengono Otto lunette, capaci di ospitare gli unici spicchi di cielo liberi da quella vegetazione prorompente. Senza voler esagerare nelle elucubrazioni numeriche, possiamo riassumere uno schema esecutivo caratterizzato da: 16 alberi e 32 otto.<\/p>\n<p>Ritroviamo, di conseguenza, un sistema frazionario come quello presente a Dendera, nel quale, 1\\3 e 2\\3 di 48 unit\u00e0, rappresentano, molto probabilmente, un concetto ispirante.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 sufficiente osservare di nuovo l\u2019immagine dello Zodiaco di Dendera, per ricordare che 4 Esseri femminili ed 8 Esseri maschili, sono gli ispiratori energetici di un tipo di creazione galattica, ben precisa. In altre parole, l\u2019opera di Leonardo sposa numeri e forma, decretando la nascita di una natura a dir poco, prorompente e\u2026 divina. Si tratta, quindi, di uno delle migliaia di modi utilizzati dai grandi del passato, per trasformare la somma della Lista Sumera, in arte creativa. Di conseguenza, non \u00e8 il 72 della Gioconda l\u2019unico numero utilizzato nelle opere vinciane, potrei addirittura mostrare come lo stesso sistema numerico della Sala delle Asse risulta essere inciso in Bolivia sulla Puerta del Sol, nei pressi di Tihuanacu, da migliaia di anni, ma, preferisco porre l\u2019accento nuovamente su quella corona di Otto, poich\u00e9 \u00e8 chiaro che da essa nascono tutta quella serie di intrecci e legacci che, da secoli, rappresentano per gli esperti, un mistero (Fig.11 e 12).<\/p>\n<\/div>\n<table style=\"height: 383px;\" width=\"758\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20122%20290'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone  wp-image-8450\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco4-126x300.jpg\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"290\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-8450\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco4-126x300.jpg\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco4-126x300.jpg 126w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco4.jpg 185w\" sizes=\"(max-width: 122px) 100vw, 122px\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 11 \u2013 I Nodi<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20300%20288'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-medium wp-image-8451\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco5-300x288.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"288\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8451\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco5-300x288.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco5-300x288.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco5-293x282.jpg 293w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/stemma_Sforzesco5.jpg 311w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 12 \u2013 Particolare del soffitto<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"justify\">\n<p>Nessuno ancora vuole ammettere, nonostante le mie sollecitazioni, che, \u201ci nodi\u201d (cos\u00ec vengono chiamati quei falsi ricami), altro non sono, che una simbologia ben precisa, utilizzata da Leonardo da Vinci in centinaia di opere, per sottolineare, comunque e sempre, la sua appartenenza al ristretto ambito di coloro che conoscevano ed interpretavano il sapere dell\u2019Ottava. Lo dico diversamente: i \u201cnodi\u201d di Leonardo, altro non sono che un modo di rappresentare il numero Otto. Quindi, per l\u2019ennesima volta, insisto nell\u2019affermare che di numeri, nella storia artistica di Leonardo, \u00e8 possibile trovarne a bizzeffe.<\/p>\n<p>Seguendo questa logica, quindi, \u00e8 possibile interpretare alcuni esempi pittorici del Genio in modo diverso. Vogliamo vedere il numero Otto divenire ornamento sulla spalla della Donna con l\u2019Ermellino? (Fig.13 e 14) O nel ritratto di Beatrice d\u2019Este? (Fig. 15) Vogliamo osservarlo ricamato sul decollet\u00e8 della Gioconda? (Fig.16 e 17).<\/p>\n<table width=\"758\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20248%20359'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8463 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_dama_con_l_ermellino.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"359\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8463 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_dama_con_l_ermellino.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"359\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_dama_con_l_ermellino.jpg 248w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_dama_con_l_ermellino-207x300.jpg 207w\" sizes=\"(max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 13 \u2013 Donna con l\u2019ermellino<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20200%20280'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8456 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_dama_con_l_ermellino_particolare.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"280\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8456 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_dama_con_l_ermellino_particolare.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"280\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 14 \u2013 Particolare<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table width=\"758\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20255%20287'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8452 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_beatrice_d_este_particolare.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"287\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8452 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_beatrice_d_este_particolare.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"287\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 15a \u2013 Beatrice d\u2019Este particolare<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20253%20391'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8461 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_beatrice_d_este.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"391\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8461 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_beatrice_d_este.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_beatrice_d_este.jpg 253w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_beatrice_d_este-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 15 \u2013 Beatrice d\u2019Este<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table width=\"758\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20440%20256'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8465 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare1.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"256\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8465 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare1.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare1.jpg 440w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare1-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare1-293x170.jpg 293w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare1-390x227.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 16 &#8211; Gioconda<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20230%20128'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8464 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare2.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"128\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8464 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/La_Gioconda_particolare2.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"128\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 17 \u2013 I nodi sulla Gioconda<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In ogni caso, quando si parla di Leonardo da Vinci, ho imparato a mie spese, come e quanto, la sua bravura nel dissimulare i numeri precessionali, sia terribilmente raffinata. Basterebbe esaminare il Cenacolo, per rendersi conto di ci\u00f2.<\/p>\n<p>Nell\u2019affresco, infatti, i 12 apostoli sono raffigurati in una stanza ai lati della quale si possono osservare 4 + 4 aperture, culminanti con 3 finestre finali (delle quali potrei dire tantissimo), mentre la sacra rappresentazione, viene sormontata da un soffitto a cassettoni composto da 36 spazi. Il tutto, dominato da tre immagini araldiche che sovrastano la scena attraverso la loro Ottuplice suddivisione (Fig. 18).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20487%20385'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8467 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/cenacolo_leonardo.jpg\" alt=\"\" width=\"487\" height=\"385\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8467 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/cenacolo_leonardo.jpg\" alt=\"\" width=\"487\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/cenacolo_leonardo.jpg 487w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/cenacolo_leonardo-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/cenacolo_leonardo-293x232.jpg 293w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/cenacolo_leonardo-390x308.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 487px) 100vw, 487px\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fig. 18 \u2013 Il Cenacolo<\/em><\/p>\n<p>Cosa dire poi di intere pagine del Codice Atlantico, passate nel completo e pi\u00f9 assoluto silenzio, dove miriadi di Otto vengono tracciati, per i pi\u00f9 svariati motivi, dal Maestro (Figure 19, 20, 21), ai quali si potranno aggiungere schizzi e disegni di ogni tipo, tutti contraddistinti da \u201cnodi\u201d o dalla simbologia dell\u2019Ottava, nel modo pi\u00f9 inatteso e chiaro, come, ad esempio, nello studio sui grilletti di un fucile (Figure 22, 23, 24).<\/p>\n<table width=\"758\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20266%20356'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone 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width=\"758\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20194%20190'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8471 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_studio1.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"190\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8471 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_studio1.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"190\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 22<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20239%20190'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8475 size-full\" 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src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_studio3.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"198\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 24<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20249%20201'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8473 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_studio4.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"201\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8473 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_studio4.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"201\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 25<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20225%20193'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8472 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_studio5.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"193\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8472 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_studio5.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"193\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fig. 26<\/em><\/p>\n<p>Sarebbe quindi giusto aggiungere, in tale contesto, come Lui stesso comment\u00f2 un suo studio riguardante la realizzazione di una macchina per filare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20559%20198'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8476 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_descrizione.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"198\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8476 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_descrizione.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_descrizione.jpg 559w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_descrizione-300x106.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_descrizione-500x177.jpg 500w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_descrizione-293x104.jpg 293w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_descrizione-390x138.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Forse tutto ci\u00f2 potrebbe essere utile a chiarire ulteriormente quali erano i Numeri di Leonardo, ma se ci fossero ancora dubbi, potrei utilizzare il suo cuscinetto a sfera (Fig. 25) oppure il suo carro-armato a 36 cannoni (Fig. 26). Carro armato che vedeva cos\u00ec condotto:<\/p>\n<p><em>\u00abquesto \u00e8 buono per rompere le schiere, ma vuol seguito. modo come sta dentro il carro, \u201cotto\u201d uomini trarranno e questi medesimi volteranno il carro e seguiranno\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>E potrei continuare con centinaia di altri esempi, come il solido a 72 facce disegnato per il Pacioli (Fig.27), o le 6 incisioni regalate alla sua scuola di Pittura milanese, ancora oggi teatro di indagini e ricerche senza fine, per poter definire il perch\u00e9 della presenza esclusiva di \u2026nodi (Fig.28). Infine, vorrei concludere con l\u2019Uomo Vitruviano, disegnato dal Vinci in una griglia geometrica costituita da 8&#215;8 quadrati (Fig.29), poich\u00e9 in tale occasione, penso abbia superato s\u00e9 stesso, riportando alcune frasi, tratte dal sapere Vitruviano dell\u2019edificare:<\/p>\n<p><em>\u00abVetruvio mette nella sua opera di architettura chelle misure dell\u2019OMO sono distribuite in questo modo: cio\u00e8 che 4 diti fa un palmo e 4 palmi fa un pi\u00e8, 6 pi\u00e8 fa un cubito, 4 cubiti fa un passo e \u201d24\u201c palmi fa un omo e queste misure son n\u00e9 sua edifizi\u00bb<\/em>.<\/p>\n<table width=\"758\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20208%20365'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8477 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_solido.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"365\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8477 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_solido.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_solido.jpg 208w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_solido-171x300.jpg 171w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 27 &#8211; Solido<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"50%\" height=\"222\">\n<div align=\"center\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20253%20243'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8478 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_incisione.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"243\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8478 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_incisione.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"243\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 28 &#8211; Incisione<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20346%20354'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8479 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_uomo_vitruvio.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"354\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8479 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_uomo_vitruvio.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_uomo_vitruvio.jpg 346w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leonardo_uomo_vitruvio-293x300.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fig. 29 \u2013 Uomo di Vitruvio<\/em><\/p>\n<p>Insomma, il numero non manc\u00f2 mai nell\u2019opera Vinciana ed \u00e8 proprio il numero, il vero filo conduttore attraverso il quale mi \u00e8 stato possibile capire quale sia stato il vero sapere ispiratore del grande Genio. Non \u00e8, quindi, plausibile, poter rimettere in un unico riscontro numerico, un significato prettamente cabalistico implicante una scelta umana completamente asservita a determinati impulsi sessuali. Pur riconoscendo un ruolo, nella vita di Leonardo, del servo Sala\u00ec, pur ammettendo determinate scelte sessuali del Genio toscano, mi vedo costretto a dire che, ridurre il suo operato, a causa della presenza di un numero come il 72, in un\u2019opera certamente importante, al mero riconoscimento di un sentimento affettivo, \u00e8 assai riduttivo, quasi offensivo.<\/p>\n<p>Qui si sta parlando di Leonardo da Vinci e, come sopra dimostrato, per Lui, il numero, o meglio, certi numeri, avevano un significato molto pi\u00f9 sublime ed alto, come \u00e8 giusto aspettarsi da chi utilizz\u00f2 un sapere unico e senza tempo, come quello dell\u2019Ottava.<\/p>\n<p>Vorrei concludere utilizzando una definizione del grande Giordano Bruno, per il quale il Numero era: <em>\u201climpido principio fisico metafisico e razionale\u201c<\/em> e mi concederei un\u2019ultima parola, per il grande esperto vinciano, il Prof. Carlo Pedretti, una parola sola, che un giorno mi render\u00e0 finalmente\u2026 libero: \u201cOtto\u201d. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Gioconda \u00e8 il testamento pittorico, filosofico, esistenziale di Leonardo. La Gioconda va letta su pi\u00f9 livelli come la Bibbia. Molti storici dell\u2019arte o esperti di Leonardo hanno commesso l\u2019errore di dare una lettura o unilaterale o parziale di questo Testamento. Il nostro ritrovamento del 72 &#8211; numero chiave &#8211; e delle lettere L e S, presenti negli occhi della Gioconda, rappresentano un punto di riferimento e di partenza di una nuova interpretazione del quadro e del periodo leonardesco che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7612,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[65],"class_list":["post-1222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-ed-esoterismo","tag-scienza-dellottava"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1222"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9734,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1222\/revisions\/9734"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}