{"id":1262,"date":"2011-04-22T20:36:04","date_gmt":"2011-04-22T18:36:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1262"},"modified":"2023-10-01T00:42:53","modified_gmt":"2023-09-30T22:42:53","slug":"prometeo-o-lo-stato-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1262","title":{"rendered":"Prometeo o lo stato dell&#8217;umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Gli antichi tramandano che l&#8217;uomo fosse opera di Prometeo e fatto di fango, se non che Prometeo mescol\u00f2 alla massa particole dei diversi animali. Costui, volendo proteggere la sua opera con qualche beneficio, e non sembrare solo il fondatore del genere umano, ma anche il benefattore, di nascosto sal\u00ec in cielo portando seco un fascio di arbusti di ferula e, accostatili e accesi al carro del sole, port\u00f2 il fuoco a terra e lo don\u00f2 agli uomini.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Prometeo o lo stato dell&#8217;umanit\u00e0<\/h3>\n<p align=\"left\">di Francesco Bacone &#8211; (tratto dagli <em>Scritti Filosofici<\/em> \u2013 Ed. UTET \u2013 a cura di Paolo Rossi)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Gli antichi tramandano che l&#8217;uomo fosse opera di Prometeo e fatto di fango, se non che Prometeo mescol\u00f2 alla massa particole dei diversi animali. Costui, volendo proteggere la sua opera con qualche beneficio, e non sembrare solo il fondatore del genere umano, ma anche il benefattore, di nascosto sal\u00ec in cielo portando seco un fascio di arbusti di ferula e, accostatili e accesi al carro del sole, port\u00f2 il fuoco a terra e lo don\u00f2 agli uomini.<\/p>\n<p>Raccontano che di s\u00ec grande beneficio gli uomini fossero poco grati a Prometeo. Anzi, fatta una cospirazione, accusarono presso Giove Prometeo per la scoperta fatta. Il fatto non fu accolto come potrebbe sembrar giusto. Infatti l&#8217;accusa piacque oltremodo a Giove e ai superi. Compiaciuti, non solo con benigna indulgenza diedero l&#8217;uso del fuoco ma anche diedero agli uomini un nuovo dono oltremodo amabile e gradito: la perpetua giovent\u00f9. Costoro, orgogliosi e sciocchi posero il dono degli dei su di un asinello. Nel ritorno l&#8217;asinello era tormentato da una acerba e violenta sete; arrivato ad una fonte il serpente addetto alla guardia gli viet\u00f2 di bere se non avesse ceduto ci\u00f2 che portava sul dorso, qualunque cosa fosse: il disgraziato asinello accett\u00f2 la condizione, e, in questo modo la possibilit\u00e0 di ringiovanire pass\u00f2 dagli uomini ai serpenti in cambio di una boccata d&#8217;acqua. Ma Prometeo per\u00f2, senza venir meno alla sua malizia, riconciliatosi con gli uomini dopo la perdita del loro premio, in modo per\u00f2 da includere nella pelle dell&#8217;uno con l&#8217;animo esulcerato verso Giove, non esit\u00f2 a portare i suoi inganni persino nei sacrifici. Si racconta che una volta immolasse a Giove due tori, in modo per\u00f2 da includere nella pelle dell&#8217;uno anche il grasso e la carne dell&#8217;altro e da imbottire l&#8217;altra pelle soltanto di ossa, e infine con atteggiamento pio e religioso, lasci\u00f2 a Giove la scelta. Giove, arrabbiato per l&#8217;astuzia e la malafede, ma trovata l&#8217;occasione di vendicarsi, scelse il toro truccato; e, rivolto alla vendetta, sapendo di non poter reprimere la insolenza di Prometeo, se non avesse danneggiato il genere umano (della cui creazione e gli andava superbo e si esaltava chiusa parentesi), comand\u00f2 a Vulcano di fabbricare una donna bella ed affascinante, alla quale anche gli dei ad uno ad uno diedero le loro doti, e che perci\u00f2 fu chiamata Pandora.<\/p>\n<p>A questa donna posero tra le mani un elegante vaso in cui avevano chiusi tutti i mali e tormenti; ma in fondo si celava la speranza. Essa con il suo vaso dapprima and\u00f2 da Prometeo cercando se eventualmente volesse prendere ed aprire il vaso; ma quello cauto ed astuto rifiut\u00f2. Disprezzata, and\u00f2 poi da Epimeteo, fratello di Prometeo (ma di indole molto diversa). Costui, senza esitazione apr\u00ec temerariamente il vaso; e, vedendo quei mali di ogni genere uscirne fuori, troppo tardi rinsavito, con gran fretta e sforzo, tent\u00f2 di rimettere al vaso il suo coperchio, ma pot\u00e9 appena conservare ultima e sul fondo la Speranza. Alfine Giove, imputando molte e gravi colpe a Prometeo, che una volta aveva rubato il fuoco, che aveva preso in giro in quel doloroso sacrifizio la maest\u00e0 di Giove, che aveva disprezzato un suo dono, aggiungendo anche un nuovo delitto di aver violentato Pallade; lo gett\u00f2 ai ceppi condannandolo ad eterni supplizi. Era stato condotto infatti per ordine di Giove sul monte Caucaso ed ivi legato ad una colonna si che in nessun modo si potesse muovere: vi era poi un&#8217;aquila che con il rostro, durante il giorno gli strappava e mangiava il fegato, che di notte rinasceva in proporzione della parte divorata, di modo che mai mancasse materia di tormento. Raccontano per\u00f2 che ad un certo momento il supplizio ebbe fine: Ercole, attraversando l&#8217;oceano su di una coppa che aveva ricevuto in dono dal sole, giunse nel Caucaso e, trafitta l&#8217;aquila con le frecce, liber\u00f2 Prometeo. Furono poi istituiti presso certuni popoli gare di portatori di lampade in onore di Prometeo. In esse si doveva correre portando una fiaccola accesa: se si spegneva, bisognava dare la vittoria a chi seguiva e ritirarsi, e vinceva chi avesse portato la fiaccola accesa fino al traguardo.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20458%20308'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Prometeo_1.jpg\" width=\"458\" height=\"308\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Prometeo_1.jpg\" width=\"458\" height=\"308\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>La favola reca e addita molte vere e gravi riflessioni. In essa gi\u00e0 da tempo parecchie cose furono notate giustamente altre sono del tutto ignorate. Prometeo significa in modo chiaro ed evidente la Provvidenza: infatti nell&#8217;universalit\u00e0 delle cose solamente la generazione e la costituzione dell&#8217;uomo era scelta e tratta dagli antichi come cosa attribuita peculiarmente alla provvidenza. Di questa attribuzione, non solo sembra essere causa il fatto che la natura umana racchiude la mente e l&#8217;intelletto, sede della provvidenza, e dato che sembrerebbe ostico ed incredibile che la ragione e la mente derivi e tragga origine da principi bruti ed ottusi, si deve concludere che la provvidenza insita nell&#8217;animo umano abbia come modello, garanzia e fine la superiore provvidenza; ma anche questo si propone: che l&#8217;uomo \u00e8 il vero centro del mondo se non altro per le cause finali. Tanto che, se non ci fosse, le rimanenti cose sembrerebbero vagare e fluttuare senza scopo, n\u00e9 avere pi\u00f9 fine, come dicono di una scopa sfasciata, tutto \u00e8 sottoposto all&#8217;uomo, e per di pi\u00f9 esso prende e sceglie dalle cose singole l&#8217;uso e il frutto. Infatti le rivoluzioni periodiche degli astri servono per riconoscere le stagioni e le zone del mondo, le meteore per presagire le tempeste, i venti per navigare e per muovere macine e macchine, le piante e gli animali di ogni genere servono per costruire case o ripari agli uomini o come vesti, vitto o medicine o infine per agevolare il lavoro o per piacere e comodit\u00e0: tanto che tutte le cose sembrano provvedere non a se stesse ma all&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Non senza ragione \u00e8 aggiunto nella favola che nella plastica massa di fango si trovano mescolate particelle tratte da diversi animali e temperate con quel fango; perch\u00e9 \u00e8 verissimo che l&#8217;uomo \u00e8 di gran lunga la cosa pi\u00f9 complessa e composta di tutte quelle abbracciate dall&#8217;universo, s\u00ec che non a torto dagli antichi era chiamato Microcosmo. Per quanto gli Alchimisti abbiano preso troppo alla lettera e deformato troppo grossolanamente l&#8217;eleganza del termine Microcosmo allorch\u00e9 vogliono trovare nell&#8217;uomo tutti i minerali, tutti i vegetali e ogni altra cosa o sostanza similare. Resta tuttavia certo e sicuro ci\u00f2 che dicemmo: il corpo umano \u00e8 cosa estremamente organica e soprattutto commista di tutti gli enti e a causa di ci\u00f2 sviluppa e afferma le facolt\u00e0 e le perfezioni pi\u00f9 ammirevoli. Infatti le potenze dei corpi semplici, per quanto sicure rapide, sono poche, non essendo per nulla potenziate dalla commistione, concentrate ed equilibrate, mentre la forza e l&#8217;abbondanza della potenza risiede nella mescolanza e nella composizione. Nondimeno l&#8217;uomo, nelle sue origini, sembra essere cosa nuda ed inerme, tarda nel difendersi, priva di tutto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 Prometeo si affrett\u00f2 a scoprire il fuoco che soccorre e fornisce aiuti e sollievi a quasi tutte le necessit\u00e0 ed usi umani tanto che se l&#8217;anima vien detta forma delle forme e la mano strumento degli strumenti, il fuoco merita di essere definito aiuto degli aiuti e potere dei poteri. Da esso derivano infatti moltissime operazioni, e le arti meccaniche e le scienze se ne giovano in mille modi. Il modo poi in cui fu compiuto il furto \u00e8 ben descritto \u00e8 consono alla natura del fatto. Si dice che ci\u00f2 avvenne per mezzo di un fuscello di ferula avvicinato al carro del sole. Poich\u00e9 la ferula \u00e8 usata per picchiare e percuotere, essa significa chiaramente che la generazione del fuoco avviene tramite le percussioni e gli sfregamenti dei corpi che attenuano la coesione della materia e la pongono in moto e la dispongono ad accogliere il calore dei corpi celesti e ad impadronirsi ed asportare il fuoco di nascosto, quasi rubandolo al carro del sole.<\/p>\n<p>Segue una parte notevole della parabola. Si dice che gli uomini, invece di mostrarsi grati del beneficio, si rivolsero all&#8217;indignazione, alle lagnanze e all&#8217;accusa, e deferirono a Giove Prometeo e il fuoco, e questa dilazione fu accettissima a Giove tanto che per questo egli aggiunse un nuovo dono ai beni degli uomini. A che fine questa approvazione e remunerazione di un ingrato crimine verso il benefattore (per un vizio che in s\u00e9 racchiude tutti gli altri)? Il fatto sembra avere un senso nascosto.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il significato dell&#8217;allegoria: quando gli uomini accusano la loro natura e l&#8217;arte essi hanno una buona intenzione \u00e8 un ottimo scopo; essendo l&#8217;atteggiamento contrario inviso ed infausto agli dei. Coloro infatti che portano alle stelle la natura umana e le arti che hanno appreso e si diffondono nell&#8217;ammirazione delle cose che posseggono stabilmente, e vogliono assolutamente far passare come perfette le scienze che professano o coltivano, sono i primi ad essere meno riverenti verso la natura divina alla cui perfezione quasi equiparano le loro cose. Inoltre sono anche pi\u00f9 infruttuosi per gli uomini, pensando di essere arrivati al sommo della perfezione e non cercando, come gi\u00e0 sazi, cose ulteriori. Al contrario quelli che denigrano e accusano la natura e le arti e sono pieni di lamentele, non solo estrinsecano un animo pi\u00f9 modesto, ma sono stimolati di continuo a nuova attivit\u00e0 e a nuove scoperte. Perci\u00f2 mi par strana l&#8217;ignoranza e il cattivo genio di uomini che, servi dell&#8217;arroganza di pochi, anno in tanta venerazione quella filosofia peripatetica (che \u00e8 solo una parte, e non la maggiore del pensiero greco) da ritenere non solo inutile, ma anche sospetta e pericolosa qualunque accusa rivolta contro di essa. Pi\u00f9 della fiduciosa e dogmatica scuola di Aristotele, bisogna approvare Empedocle e Democrito che, l&#8217;uno come invasato, l&#8217;altro con grande riservatezza, sostennero l&#8217;oscurit\u00e0 di tutte le cose, che noi non sappiamo nulla, che nulla distinguiamo, che la verit\u00e0 \u00e8 immersa in pozzi profondi, essendo mirabilmente mescolato ed unito il falso al vero. (Ma la Nuova Accademia ha troppo ecceduto nel dubbio). Gli uomini debbono essere dunque ammoniti su questo fatto: che ogni accusa alla natura e all&#8217;arte \u00e8 grata agli dei, e che significa impetrare dalla divina bont\u00e0 nuove elargizioni e doni; e che l&#8217;accusa mossa a Prometeo cio\u00e8 al maestro e alla sua autorit\u00e0, per quanto aspra e violenta, \u00e8 pi\u00f9 utile e giovevole che perdersi in congratulazioni; ed infine che l&#8217;illusione della ricchezza deve porsi tra le cause maggiori della povert\u00e0.<\/p>\n<p>Quanto al tipo di dono che si dice abbian preso gli uomini in cambio dell&#8217;accusa (il fiore della giovinezza che mai appassisce), esso \u00e8 di tal fatta che sembra mostrare come gli antichi non disperassero di trovare modi e medicine idonei per ritardare la vecchiaia e prolungare la vita; ma ponessero questo beneficio piuttosto tra quelli che, una volta posseduti, perirono e si dissolsero per l&#8217;incuria e la neghittosit\u00e0 umana, che non tra quelli che furono sempre loro legati e mai concessi.<\/p>\n<p>Gli antichi dicono e accennano infatti che, per il giusto uso del fuoco e per la vigorosa condanna degli errori delle arti, non manc\u00f2 agli uomini la munificenza divina per ottener siffatti doni; ma furono essi stessi a privarsene allorch\u00e9 posero questo divino dono su di un asinello tardo e pigro. Questi sembra essere l&#8217;esperienza, piena di lentezza e di indugi, dal cui passo tardo da testuggine, \u00e8 sorto quell&#8217;antichissimo e triste detto: \u00abLa vita \u00e8 breve; l&#8217;arte \u00e8 lunga\u00bb. Io sono difatti dell&#8217;opinione che quelle due facolt\u00e0, la dogmatica e l&#8217;empirica, non sian state ancora ben congiunte ed unite; e che il compito di portare nuovi doni degli dei sia stato affidato o alle astratte filosofie come a un uccello lieve, o alla lenta esperienza come a un asinello. Del quale, tuttavia, non bisogna mal fidarsi se non intervenga quell&#8217;incidente della via e della sete. Giudico infatti che se taluno segue l&#8217;esperienza con una determinata legge e con metodo, e non \u00e8 trascinato per via ad esperimenti che servano o al guadagno o alla ostentazione, s\u00ec che per seguirli disfi o deponga il suo fardello, costui non sarebbe un inutile portatore di nuova e aumentata munificenza divina. Che poi proprio quel dono sia passato ai serpenti, sembra un&#8217;aggiunta meramente esornativa, se non significa forse che gli uomini si vergognano di non riuscire ad ottenere per s\u00e9 con il fuoco e le altre arti quelle cose che la natura elarg\u00ec a molti altri animali. Anche quella subita riconciliazione degli uomini con Prometeo dopo la fine delle loro speranze, contiene un monito utile e prudente: denota infatti la leggerezza e la temerariet\u00e0 umana negli esperimenti nuovi. Se essi non danno subito successo e non rispondono alle aspettative, subito gli uomini abbandonano l&#8217;impresa iniziata e precipitosi ritornano alle idee antiche con le quali si riconciliano.<\/p>\n<p>Descritto lo stato umano per quanto riguarda le arti e le cose intellettuali, la parabola passa alla religione; infatti il culto delle arti accompagn\u00f2 quello divino, subito macchiato \u00e8 occupato dall&#8217;ipocrisia. Sotto quel duplice sacrificio, \u00e8 elegantemente simboleggiata la persona dell&#8217;uomo veramente religioso e dell&#8217;ipocrita. Nel primo si trova il grasso, che \u00e8 poi in porzione di Dio, per il fiammeggiare e la fragranza, che significano l&#8217;affetto e lo zelo accesi alla gloria divina e bramosi di cose alte; vi sono viscere di carit\u00e0 ed utili e buone carni. Nell&#8217;altro nulla, tranne ossa nude spoglie, si trova; le quali, nondimeno riempiono la pelle ed imitano una vittima bellissima e magnifica; cose tutte dalle quali bene sono simboleggiati i riti inutili ed esteriori e le empie cerimonie con le quali gli uomini gravano e gonfiano il culto divino, cose organizzate piuttosto per l&#8217;ostentazione che per la piet\u00e0. N\u00e9 basta agli uomini offrire a Dio simili ludibri, ma anzi glieli impongono ed attribuiscono, come se Egli stesso li avesse scelti e prescritti. Certamente il Profeta parla di questa scelta dicendo per bocca di Dio: \u00ab\u00e8 forse questo quel digiuno che ho prescritto affinch\u00e9 l&#8217;uomo prostri al suolo il suo spirito per un solo giorno e abbassi il capo come un giunco?\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo la situazione della religione, la parabola si volge ai costumi e alle condizioni della vita umana. \u00c8 assai noto, \u00e8 tuttavia ben detto, che tramite Pandora \u00e8 simboleggiata la volutt\u00e0 e la libidine che, dopo le arti, la cultura, il lusso della vita civile, si \u00e8 accesa anch&#8217;essa come per dono del fuoco. Pertanto a Vulcano, che pure rappresenta il fuoco, viene attribuita la creazione della volutt\u00e0. Da questa, vennero poi infiniti mali negli animi, nei corpi e nelle fortune degli uomini, insieme col tardo pentimento; e non solamente nella condizione dei singoli, ma anche nei regni e nelle repubbliche. Dalla stessa fonte trassero l&#8217;origine le guerre, le sedizioni e le tirannidi. Veramente mette conto notare con che bella eleganza la favola dipinga le due condizioni dell&#8217;umana esistenza sotto le persone di Prometeo e di Epimeteo come in ritratti o esempi. I seguaci di Epimeteo non sono previggenti e non soppesano a lungo le azioni e stimano ci\u00f2 che a loro piace al presente, e proprio per questo sono incalzati da molte angosce difficolt\u00e0 e pericoli, e quasi perpetuamente combattono con essi, ma nel frattempo placano le loro inclinazioni, e, per la loro scarsa conoscenza delle cose, rimuginano nell&#8217;animo molte vane speranze, nelle quali tuttavia si dilettano come in soavi sogni, celando le miserie della loro vita. I seguaci di Prometeo, uomini assolutamente prudenti, e che guardano al futuro, riescono cautamente ad evitare mali ed infortuni e li scacciano; ma, con questa virt\u00f9, va congiunto il fatto che si privano di molti piaceri e del vario diletto della vita e frodano la loro inclinazione e, cosa ancora peggiore si tormentano e sono tormentati dall&#8217;angoscia e da timori remoti. Difatti, legati alla colonna della necessit\u00e0 sono torturati da infiniti pensieri (rappresentati dall&#8217;aquila per la loro mobilit\u00e0) e per di pi\u00f9 pungenti, mordaci e corrodenti il fegato. Solo a momenti, specialmente di notte, questi concedono una certa remissione e quiete all&#8217;animo, ma di tal fatta che subito ritornano nuove ansiet\u00e0 e timori. Pochissimi hanno avuto il benefizio di entrambe le sorti di mantenere i vantaggi della prudenza e di liberarsi dagli mali degli affanni e dei turbamenti: e nessuno pu\u00f2 ottenere ci\u00f2 se non per mezzo dell&#8217;aiuto di Ercole, cio\u00e8 della fortezza e costanza d&#8217;animo, che, preparato ad ogni evenienza ed imperturbabile ad ogni sorte, guarda senza timore, agisce senza fastidio, tollera senza impazienza. Degno d&#8217;esser notato \u00e8 che questa virt\u00f9 non era innata in Prometeo, ma acquisita e per di pi\u00f9 per opera altrui. Infatti nessuna fortezza ingenita e naturale pu\u00f2 essere pari a tanta cosa: questa virt\u00f9 fu portata dal sole e venne dall&#8217;estremo oceano. Essa viene infatti dalla sapienza che \u00e8 come il sole, e dalla meditazione sull&#8217;incostanza della vita umana e delle sue onde, che \u00e8 come un navigare sull&#8217;oceano. Cose entrambe che Virgilio ben colleg\u00f2:<\/p>\n<p align=\"center\"><em>Felice chi pu\u00f2 conoscere le cause delle cose<br \/>\ne calpesta con i piedi ogni timore<br \/>\ne il fato inesorabile e lo strepito dell&#8217;avaro Acheronte.<\/em> &#8211; Virgilio, <em>Georg<\/em>. II<\/p>\n<p>Con somma eleganza si aggiunge, per consolare e rassicurare l&#8217;animo umano, che questo eroe grandissimo navigasse in una coppa o in una brocca: affinch\u00e9 gli uomini non si scusino o temano troppo le miserie o la fragilit\u00e0 della loro natura, se totalmente non sono capaci di una fortezza o di una costanza di questo tipo; di questo fatto Seneca disse bene affermando: \u00ab\u00e8 grande cosa avere insieme la fragilit\u00e0 dell&#8217;uomo e la fortezza di Dio\u00bb. Ma \u00e8 gi\u00e0 il momento di tornare a quel particolare che tralasciammo a ragion veduta, per non interrompere il concatenamento dei fatti: cio\u00e8 quel crimine pi\u00f9 straordinario di Prometeo quello di aver attentato alla pudicizia di Minerva. Infatti per questo delitto, invero gravissimo e grandissimo, subii quella pena del dilaceramento dei visceri. Il fatto non sembra essere altro che questo: gli uomini gonfiati dalla vastit\u00e0 della scienza e dalle arti, tentano spesso di sottomettere alla ragione ai sensi anche la sapienza divina; e da questo segue senza alcun dubbio una perpetua ed irrequieta stimolazione e lacerazione della mente. Pertanto bisogna distinguere le cose umane e quelle divine con mente misurata e reverente; e cio\u00e8 gli oracoli del senso e della fede perch\u00e9 gli uomini non abbiano una falsa filosofia e una religione eretica.<\/p>\n<p>Resta in ultimo quel particolare dei giochi di Prometeo con le ardenti fiaccole. Esso nuovamente si riferisce alle arti e alle scienze, come quel fuoco per la cui memoria e celebrazione questi giochi furono istituiti, e contiene un assai utile ammonimento: che la perfezione delle scienze non deve essere guardata dalla facolt\u00e0 o acutezza di uno solo, ma dalla successione. Infatti quelli che sono velocissimi e validi nel correre e gareggiare, sono forse i meno abili a conservare accesa la loro fiaccola. Non minore \u00e8 infatti il pericolo dello spegnimento della corsa troppo rapida che nella troppo tarda. Queste corse e gare di fiaccole sembrano esser state interrotte gi\u00e0 da tempo, poich\u00e9 vediamo le scienze fiorire soprattutto nei loro primi maestri Aristotele, Galeno, Euclide, Tolomeo, mentre la successione non ha fatto e neppure tentato nulla d&#8217;importante. Bisogna auspicare dunque che questi giochi in onore di Prometeo, cio\u00e8 della natura umana, siano ripresi e che la vittoria dipenda dalla buona fortuna e dalla emulazione e dalla gara e non dalla tremula e agitata fiaccola di una sola persona. Pertanto gli uomini siano ammoniti a svegliarsi e a provare le loro forze e la loro successione e a non affidarsi interamente ai piccoli cervelli e alle piccole animucce di pochi uomini.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto ci sembra adombrato in questa favola nota e decantata; n\u00e9 tuttavia neghiamo che vi siano non pochi punti accennanti ai misteri della fede cristiana con mirabile consenso. Innanzitutto quella navigazione di Ercole su di una brocca per liberare Prometeo sembra simboleggiare il Verbo di Dio che si affretta alla redenzione del genere umano come su di un fragile vaso. Ma su questo invero ci interdiciamo di parlare, per non far uso di un fuoco estraneo presso l&#8217;altare di Dio. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli antichi tramandano che l&#8217;uomo fosse opera di Prometeo e fatto di fango, se non che Prometeo mescol\u00f2 alla massa particole dei diversi animali. Costui, volendo proteggere la sua opera con qualche beneficio, e non sembrare solo il fondatore del genere umano, ma anche il benefattore, di nascosto sal\u00ec in cielo portando seco un fascio di arbusti di ferula e, accostatili e accesi al carro del sole, port\u00f2 il fuoco a terra e lo don\u00f2 agli uomini. Prometeo o lo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7482,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[78],"class_list":["post-1262","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-miti-e-simboli","tag-de-sapientia-veterum"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1262"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1262\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9906,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1262\/revisions\/9906"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}