{"id":1263,"date":"2011-04-20T20:14:04","date_gmt":"2011-04-20T18:14:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1263"},"modified":"2023-09-25T13:39:19","modified_gmt":"2023-09-25T11:39:19","slug":"i-simboli-del-supernormale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1263","title":{"rendered":"I Simboli del Supernormale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=41\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicosintesi\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicosintesi\" src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Nel parlare del super-normale, ci troviamo di fronte ad una grave difficolt\u00e0, e cio\u00e8 alla inadeguatezza del linguaggio umano. Esso \u00e8 concreto, sopratutto il linguaggio moderno che \u00e8 razionale ed obiettivo. Tutte le parole, che designano condizioni o realt\u00e0 psicologiche o spirituali, sono originariamente metafore o simboli basati su cose concrete.<br \/>\nI simboli rettamente riconosciuti ed intesi hanno grande valore: sono \u00abevocativi\u00bb e suscitano la comprensione intuitiva diretta; anzi il fatto che le parole indicanti realt\u00e0 superiori abbiano radici nell&#8217;esperienza dei sensi serve a mettere in luce delle essenziali corrispondenze analogiche fra mondo esterno e mondo interno, fra macrocosmo e microcosmo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>I Simboli del Supernormale<\/h3>\n<p align=\"left\">di Roberto Assagioli &#8211; Estratto dalla rivista <em>Verso la Luce<\/em>, n. 9 &#8211; 1965<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Prima di parlare del supernormale \u00e8 opportuno chiarire che cosa si intende per \u00abnormale\u00bb. Si considera generalmente \u00abnormale\u00bb l&#8217;uomo medio, ossequiente alle norme sociali dell&#8217;ambiente in cui vive, in altre parole il \u00abconformista\u00bb; ma la normalit\u00e0 intesa in questo modo \u00e8 una concezione poco soddisfacente; essa \u00e8 statica ed esclusiva. Questa normalit\u00e0 \u00e8 una \u00abmediocrit\u00e0\u00bb che non ammette o condanna tutto quello che \u00e8 fuori della norma, e che quindi \u00e8 considerato \u00aba-nor-male\u00bb, senza tener conto del fatto che molte delle cosiddette \u00abanormalit\u00e0\u00bb sono in realt\u00e0 inizi o tentativi di superare la mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p>Per\u00f2, ora si \u00e8 cominciato a reagire contro questo meschino culto della \u00abnormalit\u00e0\u00bb; pensatori e scienziati del nostro tempo vi si sono opposti con decisione. Tra i pi\u00f9 autorevoli si pu\u00f2 citare Jung, il quale non ha esitato a dire che: \u00abL&#8217;uomo ideale \u00e8 la meta ideale per i falliti della vita, per tutti coloro che sono ancora al disotto del livello generale di adattamento; ma per coloro che hanno possibilit\u00e0 molto maggiori di quelle dell&#8217;uomo medio, l&#8217;idea o la costrizione morale di essere soltanto normali costituisce la tortura di un <em>letto di Procuste<\/em>*, una noia insopportabile, un inferno senza speranza\u00bb <em>(Modern Man in Search of a Soul. <\/em>New York: Harcourt Brace, 1933).<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* <strong><em>Letto di Procuste<\/em><\/strong> &#8211; Dal mito riferito al nome con il quale \u00e8 pi\u00f9 noto un celebre ladrone dell&#8217;Attica Polipemone o Damaste, rispettivamente &#8220;il poliguastatore&#8221; e &#8220;il costrittore&#8221;. Il riferimento \u00e8 all&#8217;attivit\u00e0 principale di Procuste. Egli catturava i viandanti e li conduceva nella propria sede, dove li faceva stendere su un letto scavato nella roccia: se essi erano pi\u00f9 corti del letto, li allungava, lavorandoli come un fabbro con un martello; se erano pi\u00f9 lunghi, segava loro le parti sporgenti. Con la locuzione &#8220;letto di Procuste&#8221; o &#8220;letto di Damaste&#8221;, derivata da questo mito, si indica il tentativo di ridurre le persone a un solo modello, un solo modo di pensare e di agire, o pi\u00f9 genericamente una situazione difficile e intollerabile o una condizione di spirito tormentosa. (n.d.r.)<br \/>\n__________<\/p>\n<p>Un altro studioso, il Prof. Gattegno dell&#8217;Universit\u00e0 di Londra, andando oltre, ha aggiunto che egli considera l&#8217;uomo medio ordinario quale un essere pre-umano, e riserva la parola \u00abUomo\u00bb, con la U maiuscola, solo per coloro che hanno trasceso il livello o stadio comune e che sono, rispetto a questo, supernormali.<\/p>\n<p>Nel passato, il culto degli esseri superiori era diffuso: i geni, i saggi, i santi, gli eroi, gli iniziati erano riconosciuti come avanguardie dell&#8217;umanit\u00e0, come la grande promessa di ci\u00f2 che ogni uomo potrebbe diventare. Ci\u00f2 \u00e8 affermato nei grandi incitamenti del Cristo: <em>\u00abSiate perfetti come \u00e8 perfetto il Padre vostro nei cieli<\/em>\u00bb, e \u00ab<em>Cose pi\u00f9 grandi di quelle che io ho fatte, farete anche voi<\/em>\u00bb. Questi Esseri superiori, senza disprezzare l&#8217;umanit\u00e0 comune, hanno cercato di suscitare in essa la spinta, l&#8217;anelito a trascendere la \u00abnormalit\u00e0\u00bb e mediocrit\u00e0 in cui si trova, a sviluppare le possibilit\u00e0 latenti in ogni essere umano.<\/p>\n<p>Nel parlare del super-normale, ci troviamo di fronte ad una grave difficolt\u00e0, e cio\u00e8 alla inadeguatezza del linguaggio umano. Esso \u00e8 concreto, sopratutto il linguaggio moderno che \u00e8 razionale ed obiettivo. Tutte le parole, che designano condizioni o realt\u00e0 psicologiche o spirituali, sono originariamente metafore o simboli basati su cose concrete. Ad esempio, anima deriva da \u00abanemos\u00bb, vento; spirito da \u00absoffio\u00bb, respiro; pensare da \u00abpesare\u00bb materialmente, ecc. Tuttavia la difficolt\u00e0 non \u00e8 insormontabile, se riconosciamo e teniamo sempre presente la natura simbolica di <em>ogni <\/em>espressione, sia verbale, sia di altro genere. I simboli rettamente riconosciuti ed intesi hanno grande valore: sono \u00abevocativi\u00bb e suscitano la comprensione intuitiva diretta; anzi il fatto che le parole indicanti realt\u00e0 superiori abbiano radici nell&#8217;esperienza dei sensi serve a mettere in luce delle essenziali corrispondenze analogiche fra mondo esterno e mondo interno, fra macrocosmo e microcosmo.<\/p>\n<p>I simboli tuttavia presentano dei pericoli: infatti l&#8217;uomo che li prende letteralmente, che non va alla realt\u00e0 passando <em>attraverso <\/em>il simbolo, ma a questo si ferma, non raggiunge la verit\u00e0. Inoltre i simboli hanno una limitazione nella loro unilateralit\u00e0: ogni simbolo, infatti, non pu\u00f2 esprimere che un aspetto, una modalit\u00e0, una concezione parziale di una data realt\u00e0. A questo per\u00f2 si pu\u00f2 ovviare mediante l&#8217;uso di simboli diversi per indicare la stessa verit\u00e0. Allora la sommaria convergenza, la sintesi di tutti i punti di vista pu\u00f2 dare una comprensione maggiore, integrale, della realt\u00e0 che essi simboleggiano.<\/p>\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20323%20445'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/simboli_del_supernormale.jpg\" width=\"323\" height=\"445\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/simboli_del_supernormale.jpg\" width=\"323\" height=\"445\" \/><\/noscript><\/div>\n<p>Perci\u00f2, per indicare le esperienze e le conquiste superiori aperte all&#8217;uomo useremo quindici classi o gruppi di simboli:<\/p>\n<p><em><a href=\"#p1\">1. Introversione.<\/a><\/em>&#8211; <a href=\"#p2\">2. <em>Approfondimento, discesa.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p3\">3. <em>Elevazione, ascesa.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p4\">4. <em>Allargamento, espansione.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p5\">5. <em>Risveglio.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"@p6\">6. <em>Luce, illuminazione.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p7\">7. <em>Fuoco.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p8\">8. <em>Sviluppo.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p9\">9. <em>Potenziamento.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p10\">10. <em>Amore.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p11\">11. <em>Via, sentiero, pellegrinaggio.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p12\">12. <em>Trasmutazione, sublimazione.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p13\">13. <em>Nuova nascita, ri-generazione.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p14\">14. <em>Liberazione.<\/em><\/a> &#8211; <a href=\"#p15\">15. <em>Resurrezione, ritorno.<\/em><\/a><\/p>\n<p>Questi simboli non sono soltanto <em>\u00absuggestivi\u00bb <\/em>ed illuminativi. Essi possono venir utilizzati come soggetti di meditazione, anzi di veri e propri \u00ab esercizi psicospirituali \u00bb. Ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 stato fatto a scopi anagogici e psicoterapici, e tali meditazioni ed esercizi si sono dimostrati efficacissimi, producendo talvolta delle trasformazioni sorprendenti. (Un esempio di tale uso \u00e8 <em><a href=\"#p16\">L&#8217;Esercizio della Rosa<\/a>, <\/em>la cui descrizione si trova alla fine di questo articolo).<br \/>\n<a name=\"p1\"><\/a><\/p>\n<h4>I &#8211; Introversione<\/h4>\n<p>Al <em>primo gruppo <\/em>appartengono i simboli della <em>introversione, dell&#8217;interioramento. <\/em>L&#8217;introversione \u00e8 una necessit\u00e0 urgente per l&#8217;uomo moderno; la nostra civilt\u00e0 attuale \u00e8 cos\u00ec esageratamente estrovertita che l&#8217;uomo \u00e8 preso in una frenetica ridda di attivit\u00e0 che divengono fine a se stesse. Si pu\u00f2 dire che l&#8217;uomo \u00abnormale\u00bb viva oggi psicologicamente e spiritualmente \u00abfuori di s\u00e9\u00bb; questa espressione &#8211; che nel passato veniva usata per i malati di mente &#8211; \u00e8 oggi adatta per l&#8217;uomo moderno! Egli ormai vive dappertutto, fuorch\u00e9 dentro se stesso; egli \u00e8 in realt\u00e0 \u00abec-centrico\u00bb, cio\u00e8 vive fuori del proprio centro interno (vi \u00e8 in francese un&#8217;altra espressione appropriata: <em>d\u00e9sax\u00e9, <\/em>fuori del proprio asse). Occorre quindi controbilanciare la vita esterna mediante un&#8217;adeguata vita interna. Dobbiamo \u00abrientrare in noi stessi\u00bb. Occorre che l&#8217;individuo rinunci alle sue molteplici, continue evasioni e che si volga invece alla scoperta di quello che \u00e8 stato di recente chiamato lo \u00ab<strong><em>spazio interno<\/em><\/strong>\u00bb. Occorre riconoscere che non vi \u00e8 soltanto il mondo esterno, ma che vi sono vari mondi interni, e che \u00e8 possibile, anzi doveroso, conoscerli, esplorarli, conquistarli. Questa \u00e8 una necessit\u00e0 di equilibrio e di salute.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno, che ha dominato la natura e ne sfrutta le energie, non si rende conto che, in realt\u00e0, tutto ci\u00f2 che egli fa all&#8217;esterno ha origine <em>in lui, <\/em>nel suo animo, \u00e8 effetto di desideri, istinti, impulsi, programmi, piani. Queste sono attivit\u00e0 <em>psicologiche, <\/em>cio\u00e8 interne: ogni azione esterna \u00e8 il risultato di moventi interni. Perci\u00f2 si dovrebbe anzitutto conoscere, esaminare e regolare questi moventi. Un uomo superiore, J. Wolfgang Goethe, il quale ha saputo recitare bene la parte dell&#8217;\u00abuomo normale\u00bb quando ha voluto farlo, ha detto: <em>\u00abQuando abbiamo fatto la nostra parte all&#8217;interno, l&#8217;esterno si svolger\u00e0 da s\u00e9 automaticamente\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Inoltre, l&#8217;interioramento pu\u00f2 dare molto di pi\u00f9 dell&#8217;equilibrio e della salute nervosa e psichica; pu\u00f2 avere effetti che si possono dire supernormali. Rientrando in noi stessi, scopriamo il nostro Centro, il nostro vero essere, la parte pi\u00f9 intima di noi; \u00e8 una rivelazione e insieme un potenziamento. \u00c8 quella che il Cristo ha chiamato <em>\u00abla perla di gran prezzo\u00bb<\/em>; chi la trova e ne riconosce il valore, l&#8217;acquista vendendo tutto il resto.<br \/>\n<a name=\"p2\"><\/a><\/p>\n<h4>II &#8211; Approfondimento, discesa<\/h4>\n<p>Il <em>secondo gruppo di simboli <\/em>\u00e8 costituito da quelli dell&#8217;<em>appro<\/em>&#8211;<em>fondimento, <\/em>della <em>discesa <\/em>al \u00abfondo\u00bb del nostro essere.<\/p>\n<p>L&#8217;esplorazione dell&#8217;inconscio \u00e8 considerata simbolicamente come la discesa negli abissi dell&#8217;essere umano, come l&#8217;esplorazione dei \u00abbassifondi della psiche\u00bb; tale simbolo \u00e8 in uso particolarmente da quando si \u00e8 sviluppata la psicoanalisi ; tuttavia non \u00e8 stato scoperto da questa: ha origine pi\u00f9 remota e anzi, nell&#8217;antichit\u00e0, aveva un senso pi\u00f9 profondo. Basti ricordare la discesa agli inferi di Enea <em>nell&#8217;Eneide <\/em>di Virgilio, e la descrizione dell&#8217;Inferno dantesco. Vari mistici, inoltre, parlano degli <em>\u00ababissi dell&#8217;anima\u00bb<\/em>. A parte la psicoanalisi in senso stretto, vi \u00e8 oggi una corrente psicologica chiamata \u00abpsicologia del profondo\u00bb, rappresentata da Jung e da altri. Il suo principio fondamentale \u00e8 che l&#8217;uomo deve, con coraggio, prendere coscienza di tutti gli aspetti inferiori, oscuri, del proprio essere, quelli cio\u00e8 che vengono chiamati \u00abl&#8217;ombra\u00bb e poi includerli nella sua personalit\u00e0 cosciente. Quel riconoscimento e questa inclusione sono atti di umilt\u00e0 e di potenza insieme: colui che ha il potere di prender coscienza dei lati pi\u00f9 bassi della sua personalit\u00e0, senza esser travolto da essi, compie una vera conquista spirituale. Ma ci\u00f2 presenta dei pericoli; l&#8217;apologo dell&#8217;<em>\u00abapprendista stregone\u00bb <\/em>ci ammonisce: \u00e8 relativamente facile far erompere le <em>\u00abacque\u00bb<\/em>, ma poi molto difficile tenerle a freno e comandar loro di ritirarsi!<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 opportuno ricordare quello che fa un valente psicoterapeuta, Robert Desoille, creatore del metodo del <em>\u00abr\u00e8ve \u00e9veill\u00e9\u00bb<\/em>. Egli si serve anche della <em>\u00abdiscesa\u00bb<\/em>, ma sopratutto della salita. Riguardo alla discesa, egli dice che \u00e8 da usare con prudenza, <em>\u00abfrazionatamente\u00bb<\/em>, cio\u00e8 di cominciare col cercare di attuare le realizzazioni superiori, poi, via via che il soggetto si rafforza, cautamente esplorare la zona dell&#8217;inconscio inferiore. Il suo scopo \u00e8 l&#8217;eliminazione della dissociazione fra la coscienza e l&#8217;inconscio inferiore, prodotta dalla repressione, dalla condanna da parte del cosciente, dal non voler ammettere, per presunzione o paura, che in noi esista quell&#8217;aspetto della nostra personalit\u00e0. Il reprimerlo non serve a nulla: non lo abolisce, anzi, lo esaspera, mentre \u00e8 nostro compito <em>redimere <\/em>questa nostra parte inferiore. \u00abRiconoscere\u00bb tale parte non vuol dire lasciarsi andare in balia di essa, ma prepararsi a trasformarla. La discesa del Cristo agli inferi per redimerne gli abitatori ha questo significato profondo.<br \/>\n<a name=\"p3\"><\/a><\/p>\n<h4>III &#8211; Elevazione, ascesa<\/h4>\n<p>Il <em>terzo gruppo <\/em>di simboli, molto diffuso, \u00e8 quello <em>dell&#8217;elevazione, <\/em>dell&#8217;ascesa, della conquista dello \u00abspazio interno\u00bb in senso ascendente. Vi \u00e8 una serie di mondi interni, ognuno dei quali ha caratteri specifici, ed entro ognuno di essi vi sono livelli superiori e livelli inferiori. Cos\u00ec nel primo, <em>il mondo delle passioni e dei sentimenti, <\/em>vi \u00e8 una grande distanza, un forte <em>\u00abdislivello\u00bb<\/em>, dalle passioni cieche ai sentimenti pi\u00f9 elevati. Vi \u00e8 poi <em>il mondo dell&#8217;intelligenza, della mente; <\/em>ed anche qui ci sono livelli diversi: quello della mente concreta, analitica, e quello della ragione superiore, filosofica <em>(nous). <\/em>Vi sono inoltre <em>il mondo della immaginazione, <\/em>di tipo inferiore e di tipo superiore; <em>il <\/em><em>mondo dell&#8217;intuizione, il mondo della volont\u00e0, <\/em>e &#8211; ancor pi\u00f9 \u00abin alto\u00bb &#8211; i mondi ineffabili che possono venir indicati soltanto con la designazione di <em>\u00abmondi della trascendenza\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Il simbolismo dell&#8217;elevazione \u00e8 stato usato in ogni tempo. In ogni religione sono stati costruiti templi in luoghi elevati, sulla cima di montagne; e molti monti nell&#8217;antichit\u00e0 erano considerati sacri. Inoltre vi sono leggende, come quella di Titurel che sale sulla cima del monte e vi costruisce il Castello del Santo Graal. Il simbolo del <em>cielo <\/em>quale regione superiore, dimora degli dei, meta delle aspirazioni umane, \u00e8 universale.<\/p>\n<p>A questo riguardo \u00e8 opportuno fare un&#8217;osservazione semantica, cio\u00e8 la differenza fra <em>\u00abascesa\u00bb<\/em> e <em>\u00abascesi\u00bb<\/em>. Sono due parole simili foneticamente ma che hanno radici diverse: \u00abascesi\u00bb viene da <em>\u00abaiskesis\u00bb<\/em>, che in greco vuol dire \u00abesercizio\u00bb, <em>\u00abdisciplina\u00bb<\/em>; <em>\u00abascesa\u00bb<\/em> invece deriva dal latino <em>\u00abad scandere\u00bb<\/em>, cio\u00e8 salire su un gradino dopo l&#8217;altro. Ma queste due parole, oltre ad essere affini foneticamente, sono affini anche spiritualmente, in quanto l&#8217;ascesa \u00e8 frutto e premio dell&#8217;ascesi non intesa nel senso di \u00abascetismo\u00bb, ma nel senso greco e psicagogico di <em>\u00abdisciplina psico-spirituale\u00bb<\/em>.<br \/>\n<a name=\"p4\"><\/a><\/p>\n<h4>IV &#8211; Allargamento, espansione<\/h4>\n<p>Il <em>quarto gruppo <\/em>di simboli comprende quelli <em>dell&#8217;espansione, <\/em>dell&#8217;<em>allargamento della coscienza. <\/em>\u00c8 bene rendersi conto che i vari simboli possono apparire contradditori; ma in realt\u00e0 non lo sono, anzi <em>si integrano. <\/em>Come la discesa agli inferi non esclude la salita, ed anzi \u00e8 bene &#8211; come abbiamo detto &#8211; prima \u00ab salire \u00bb per essere poi capaci di scendere senza pericolo, cos\u00ec, per poter allargare la coscienza senza perdersi nella sua vastit\u00e0, occorre prima aver preso una salda posizione al <em>Centro <\/em>del proprio essere. Si potrebbe dire che la possibilit\u00e0 di allargamento <em>cosciente <\/em>\u00e8 in funzione diretta del potenziamento del Centro. Queste due realizzazioni si integrano e non si escludono.<\/p>\n<p>Lo psichiatra Urban parla dello \u00abspettro della coscienza\u00bb e dice che noi siamo coscienti soltanto di una zona limitata, simile a quella dello spettro luminoso che va dal rosso al violetto, ma che vi sono zone psico-spirituali corrispondenti a quelle dell&#8217;infra-rosso e dell&#8217;ultra-violetto. La nostra coscienza pu\u00f2 <em>espandersi, allargarsi, <\/em>includendo zone sempre pi\u00f9 vaste di impressioni e di contenuti psico-spirituali. Questa espansione va concepita \u00absfericamente\u00bb in tutte le direzioni, sia <em>\u00abverticale\u00bb, <\/em>sia \u00aborizzontale\u00bb dall&#8217;individuo al gruppo, alla societ\u00e0, all&#8217;umanit\u00e0 intera. Ma si tratta di \u00abriconoscersi\u00bb nel Tutto e non di perdervisi. Leopardi e Carducci hanno rispettivamente simboleggiato queste due possibilit\u00e0: nell&#8217;<em>Infinito, <\/em>Leopardi parla di <em>\u00abdisperdersi nel Tutto\u00bb<\/em>, mentre nel <em>Canto dell&#8217;Amore <\/em>Carducci dice: <em>\u00abSon io che il cielo abbraccio o dall&#8217;interno mi assorbe l&#8217;universo in s\u00e9?\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra serie di simboli di <em>grandezza, <\/em>di <em>allargamento, <\/em>\u00e8 basata sulla radice sanscrita \u00ab<em>mah<\/em>\u00bb, che vuol dire \u00abgrande\u00bb. Da essa derivano <em>\u00abmagisteri <\/em>(maestro), <em>mago, mahatma, <\/em>e in generale si parla di uomini \u00abgrandi\u00bb, di fronte ai piccoli uomini \u00abnormali\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;espansione, l&#8217;inclusione di altri esseri in s\u00e9, \u00e8 collegata col simbolismo dell&#8217;amore (vedi X Gruppo).<\/p>\n<p>Un&#8217;altra direzione dell&#8217;espansione \u00e8 quella che avviene <em>nel tempo. <\/em>L&#8217;uomo normale vive generalmente nel presente, preso, accaparrato da interessi momentanei. Ma egli pu\u00f2 allargare la sua coscienza fino ad includere <em>cicli <\/em>sempre pi\u00f9 ampi, un \u00abcontinuum\u00bb temporale di varie dimensioni. Cos\u00ec si giunge a comprendere che il significato ed il valore di una vita umana non sta in alcun suo momento specifico isolato, ma in un <em>processo <\/em>che si svolge <em>per lo meno <\/em>tra la nascita e la morte fisica. Questa espansione nel tempo, questa inclusione di cicli sempre pi\u00f9 vasti, prepara al passaggio, si potrebbe dire anzi al \u00absalto\u00bb, dal tempo <em>all&#8217;eterno, <\/em>inteso non come durata illimitata, ma come una <em>dimensione extratemporale, <\/em>trascendente, in cui il nostro Centro spirituale esiste e permane, al disopra del fluire della corrente temporale.<br \/>\n<a name=\"p5\"><\/a><\/p>\n<h4>V &#8211; Risveglio<\/h4>\n<p>Veniamo ora al <em>quinto gruppo <\/em>di simboli, che sono fra i pi\u00f9 suggestivi ed efficaci: i simboli del <em>\u00abrisveglio\u00bb<\/em>. Lo stato di coscienza dell&#8217;uomo normale pu\u00f2 essere chiamato uno stato \u00absognante\u00bb in un mondo di illusione: illusione della \u00abrealt\u00e0\u00bb del mondo esterno quale lo percepiscono i nostri sensi; illusioni prodotte dall&#8217;immaginazione, dalle emozioni, dalle concezioni mentali. Riguardo al mondo esterno la chimica e la fisica moderne hanno dimostrato come ci\u00f2 che ai nostri sensi appare concreto, stabile, inerte, \u00e8 invece un turbinare vertiginoso di elementi infinitesimali, di cariche energetiche animate da un dinamismo potente. Perci\u00f2, la \u00abmateria\u00bb, quale appare ai nostri sensi e quale era concepita dalla filosofia materialistica, <em>non esiste. <\/em>La scienza attuale \u00e8 giunta cos\u00ec alla concezione fondamentale dell&#8217;India, all&#8217;antichissima visione spirituale secondo la quale tutto ci\u00f2 che \u00abappare\u00bb \u00e8 <em>maya, <\/em>illusione.<\/p>\n<p>Vi sono poi le illusioni emotive e mentali, che ci riguardano pi\u00f9da vicino, che condizionano la nostra vita, producendo continui errori di valutazione e di condotta e sofferenze d&#8217;ogni genere. Anche in questo campo, la scienza psicologica moderna \u00e8 giunta alle medesime conclusioni dell&#8217;antica saggezza: cio\u00e8 che l&#8217;uomo \u00e8 preda di \u00abfantasmi\u00bb interni, di \u00abattaccamenti\u00bb, di \u00abcomplessi\u00bb. L&#8217;uomo vive vedendo ogni cosa ed ogni essere attraverso un fitto velo di coloriture e di deformazioni derivanti dalle sue reazioni emotive, dagli effetti dei traumi psichici del passato, da influssi esterni, da correnti psichiche di massa, ecc. Ci\u00f2 ha per effetto anche una \u00abdeformazione\u00bb della sua mente; mentre egli crede di pensare \u00aboggettivamente\u00bb, \u00e8 invece influenzato da quelli che Bacone chiamava \u00abidoli\u00bb, da preconcetti e da suggestioni.<\/p>\n<p>Tutto questo produce un vero \u00abstato sognante\u00bb, dal quale <em>si pu\u00f2 <\/em>&#8211; e <em>si deve <\/em>&#8211; \u00abrisvegliarsi\u00bb. Per farlo occorre anzitutto un atto di coraggio e guardare in faccia la realt\u00e0; occorre riconoscere la molteplicit\u00e0 psicologica che \u00e8 in noi, le varie sub-personalit\u00e0 che in noi coesistono, di modo che si potrebbe dire che ogni essere umano \u00e8 un \u00abpersonaggio pirandelliano\u00bb. Il primo passo perci\u00f2 consiste nell&#8217;accorgersi di tutto quello che esiste e si agita in noi. Il secondo passo \u00e8 lo scoprire quello che <em>realmente siamo<\/em>: il \u00abS\u00e9\u00bb, l&#8217;Io spirituale, lo Spettatore della tragi-commedia umana.<\/p>\n<p>La dottrina e la prassi del \u00abrisveglio\u00bb sono di antica data; il Buddha nei suoi insegnamenti vi ha particolarmente insistito, tanto che venne chiamato il \u00abperfetto Svegliato\u00bb. Per favorire il <em>\u00abrisveglio\u00bb<\/em> si pu\u00f2 fare un efficace esercizio spirituale: al mattino, dopo il risveglio <em>\u00abnormale\u00bb<\/em> dal sonno alla cosiddetta veglia, passare da questa ad un vero e proprio <em>\u00absecondo risveglio\u00bb <\/em>nel mondo della realt\u00e0 spirituale. Si potrebbe esprimere ci\u00f2 sotto forma di una equazione: il sonno sta alla veglia ordinaria come questa sta alla veglia spirituale.<br \/>\n<a name=\"p6\"><\/a><\/p>\n<h4>VI &#8211; Luce, illuminazione<\/h4>\n<p>Il <em>sesto gruppo <\/em>di simboli \u00e8 quello della <em>luce, dell&#8217;illuminazione. <\/em>Come nel risveglio ordinario si passa dalla tenebra della notte alla luce del sole, cos\u00ec il risveglio della coscienza spirituale \u00e8 stato chiamato \u00abilluminazione\u00bb, cio\u00e8 il passaggio dalla tenebra dell&#8217;illusione alla luce della Realt\u00e0. Il primo passo &#8211; che corrisponde a quello del primo grado del risveglio &#8211; \u00e8 un semplice (ma non per questo facile) veder chiaro\u00bb in noi stessi. Il secondo passo, o un altro effetto dell&#8217;illuminazione, \u00e8 la possibilit\u00e0 di soluzione di problemi che sembravano insolubili, e ci\u00f2 mediante lo strumento specifico della visione spirituale, \u00abl&#8217;intuizione\u00bb (\u00abIntuire\u00bb vuol dire etimologicamente \u00abveder dentro\u00bb, in profondit\u00e0, vedere la realt\u00e0 delle cose).<\/p>\n<p>La conoscenza intuitiva viene cos\u00ec a sostituire la conoscenza sensibile, intellettuale, logica, razionale, o comunque la integra e la trascende. L&#8217;intuizione porta infatti alla <em>immedesimazione <\/em>con ci\u00f2 che si vede e si contempla, al riconoscimento dell&#8217;unit\u00e0 intrinseca tra oggetto e soggetto.<\/p>\n<p>L&#8217;illuminazione <em>spirituale <\/em>\u00e8 ancora qualcosa di pi\u00f9; \u00e8 una \u00abfolgorazione\u00bb, la percezione della <em>Luce <\/em>immanente nell&#8217;anima umana e nell&#8217;intera creazione. Ve ne sono numerose testimonianze; ad esempio quella di S. Paolo sulla via di Damasco. Nel Buddhismo, e in particolare nello Zen, si mira a produrre, mediante speciali discipline, questa improvvisa <em>\u00abilluminazione\u00bb<\/em>, come rivelazione della realt\u00e0 trascendente.<\/p>\n<p>Il Paradiso dantesco pu\u00f2 considerarsi il poema della Luce. La famosa terzina:<\/p>\n<p><em>\u00abLuce intellettual piena d&#8217;amore, Amor di vero ben pien di letizia, Letizia che trascende ogni dolore\u00bb<\/em> esprime in modo mirabile l&#8217;intimo rapporto, fra luce, amore e <em>\u00abintelligenza\u00bb<\/em> (da <em>intelligere <\/em>che significa comprendere spiritualmente).<br \/>\n<a name=\"p7\"><\/a><\/p>\n<h4>VII &#8211; Fuoco<\/h4>\n<p>Il <em>settimo gruppo &#8211; <\/em>i simboli del <em>Fuoco &#8211; <\/em>\u00e8 uno dei pi\u00f9 diffusi ed anche dei pi\u00f9 <em>\u00abessenziali\u00bb<\/em>. L&#8217;adorazione ed il culto del fuoco si trovano in tutte le religioni e nelle tradizioni esoteriche. Ovunque, sugli altari, nelle fiaccole, nelle lampade, ardono i fuochi sacri, brillano le fiamme. Anche la fiamma della fiaccola olimpica \u00e8 simbolo delle competizioni nelle quali gli atleti si sforzano di dar prova di capacit\u00e0 fisiche eccezionali.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza interna del fuoco \u00e8 stata vissuta e descritta da molti mistici; basti indicare Santa Caterina da Siena e Blaise Pascal. Invero, il fuoco pi\u00f9 che un simbolo \u00e8 una <em>realt\u00e0 <\/em>esistente ed operante nei mondi invisibili. La sua funzione \u00e8 sopratutto quella della <em>purificazione <\/em>ed a tale scopo \u00e8 usato nella \u00abalchimia spirituale\u00bb.<br \/>\n<a name=\"p8\"><\/a><\/p>\n<h4>VIII &#8211; Sviluppo<\/h4>\n<p><em>L&#8217;ottavo gruppo <\/em>di simboli, che sono fra i pi\u00f9 aderenti all&#8217;esperienza umana, \u00e8 indicato dalle parole <em>\u00abevoluzione\u00bb<\/em> e <em>\u00absviluppo\u00bb<\/em>. In un certo senso si potrebbe dire che queste parole sono sinonimi. Svilupparsi \u00abuscire dai viluppi\u00bb, indica il passaggio dal potenziale all&#8217;attuale.<\/p>\n<p>I due principali simboli dello sviluppo sono: il <em>seme <\/em>e il <em>fiore. <\/em>Il seme che racchiude in s\u00e9 potenzialmente l&#8217;albero; il fiore che dal boccio chiuso si apre e dal quale si forma il frutto.<\/p>\n<p>Noi non ci meravigliamo pi\u00f9, per abitudine, del <em>\u00abmiracolo\u00bb<\/em> per il quale dalla ghianda si sviluppa la quercia e dal bambino l&#8217;adulto. Dov&#8217;\u00e8, in realt\u00e0, l&#8217;albero, nel seme? Dov&#8217;\u00e8 la quercia nella ghianda? Aristotele parla di <em>\u00abentelechia\u00bb<\/em>, altri di <em>\u00abmodello\u00bb<\/em>, di <em>\u00abarchetipo\u00bb<\/em>. Si deve ammettere una realt\u00e0 pre-esistente, un&#8217;Intelligenza immanente che dirige le varie fasi dello sviluppo dal seme all&#8217;albero, dalla cellula o cellule germinali all&#8217;organismo completo.<\/p>\n<p>L&#8217;altro simbolo, molto usato fin dai tempi pi\u00f9 antichi, \u00e8 quello del fiore, in particolare del <em>loto <\/em>(India) e della <em>rosa <\/em>(Persia, Europa). Il simbolismo del loto \u00e8 il pi\u00f9 aderente a ci\u00f2 che avviene nell&#8217;uomo. Il loto ha le radici nella terra, il suo stelo cresce nell&#8217;acqua, e il fiore si apre nell&#8217;aria per l&#8217;azione dei raggi del sole. Gli orientali vedono in questo il simbolo dell&#8217;uomo, il quale ha un corpo fisico, una base terrestre; che psicologicamente si sviluppa nella sfera delle emozioni (<em>\u00abacqua\u00bb<\/em>) e della mente (<em>\u00abaria\u00bb<\/em>). Il risveglio della coscienza spirituale corrisponde all&#8217;aprirsi del fiore prodotto dall&#8217;azione vivificatrice del sole, simbolo dello Spirito. Inoltre gli orientali ritengono che l&#8217;anima stessa dell&#8217;uomo sia come il fiore del loto e che abbia nove <em>\u00abpetali\u00bb<\/em> principali, distinti in tre gruppi. Il primo gruppo corrisponderebbe alla <em>conoscenza spirituale<\/em>, il secondo all&#8217;amore <em>spirituale, <\/em>il terzo alla <em>potenza spirituale. <\/em>Al centro sta <em>\u00abil Gioiello nel loto\u00bb<\/em>, l&#8217;Essenza divina, che si rivela soltanto quando l&#8217;uomo \u00e8 pienamente sviluppato spiritualmente. Alcuni metodi di sviluppo e di meditazione orientali si basano su questo simbolismo del loto.<\/p>\n<p>Lo stesso si pu\u00f2 dire della <em>rosa. <\/em>Il suo simbolismo proviene dalla Persia, dove i poeti mistici parlano della rosa in questo senso simbolico. In Europa troviamo <em>Le Roman de la Rose <\/em>(poema allegorico scritto da Guillaume de Lorris tra il 1225 e il 1240, \u00e8 di ispirazione cortese e trovadorica, n.d.r.), la \u00abrosa mistica\u00bb di Dante, certi movimenti segreti, in particolare quello dei \u00abRosa+Croce\u00bb. Il simbolo della rosa \u00e8 stato usato in uno speciale esercizio, che \u00e8 molto efficace per promuovere e favorire l&#8217;aprirsi, lo sbocciare della coscienza spirituale (vedi <em>Appendice).<\/em><\/p>\n<p>Il simbolo dello sviluppo si pu\u00f2 applicare a due stadi diversi: il primo, dal bambino all&#8217;adulto ordinario; il secondo, dall&#8217;uomo \u00abnormale\u00bb all&#8217;uomo risvegliato spiritualmente.<\/p>\n<p>Maria Montessori &#8211; che tanto si \u00e8 occupata dell&#8217;educazione dei bambini rivoluzionando i precedenti sistemi educativi &#8211; dice giustamente: <em>\u00abIl bambino sviluppa attivamente in se stesso l&#8217;uomo, e svolge gioiosamente tale compito quando l&#8217;adulto che gli sta vicino non glielo impedisce con il propinargli i tesori della sua sapienza. Il bambino \u00e8 il seme umano; come nella ghianda c&#8217;\u00e8 la quercia, cos\u00ec nel bambino vi \u00e8 in embrione l&#8217;adulto\u00bb<\/em>. Per quanto il metodo di Maria Montessori sia stato rivoluzionario, ricordiamo che gi\u00e0 Plutarco diceva: <em>\u00abL&#8217;uomo non \u00e8 un vaso da riempire, ma un fuoco da suscitare\u00bb<\/em>. Educare, infatti, dovrebbe essere &#8211; come etimologicamente significa &#8211; <em>\u00abe-ducere\u00bb<\/em>, tirar fuori (dal di dentro), <em>sviluppare.<\/em><\/p>\n<p>Per quanto riguarda la seconda fase dello sviluppo dell&#8217;uomo, possiamo dire che ci\u00f2 rappresenta veramente il passaggio ad uno stadio praticamente superumano, l&#8217;entrata nel Regno di Dio &#8211; simbolicamente parlando &#8211; nel quinto regno della natura, diverso dal quarto regno come questo lo \u00e8 dal terzo, il regno animale. Non dobbiamo disprezzare il nostro corpo appartenente al terzo regno; ma pur avendo un corpo animale, siamo tuttavia esseri autocoscienti; cos\u00ec l&#8217;essere super-umano (il genio, il santo, il saggio, l&#8217;eroe) ha un corpo animale ed una personalit\u00e0 umana, ma al tempo stesso \u00e8 qualcosa di pi\u00f9: un essere spirituale.<br \/>\n<a name=\"p9\"><\/a><\/p>\n<h4>IX &#8211; Potenziamento<\/h4>\n<p>La <em>nona serie <\/em>di simboli, soprattutto moderni, \u00e8 quella del <em>potenziamento, dell&#8217;intensificazione. <\/em>La conquista spirituale si pu\u00f2 considerare come un potenziamento, un&#8217;intensificazione della coscienza della vita; una tensione, un \u00abvoltaggio\u00bb psico-spirituale diverso, superiore a quello in cui vive l&#8217;uomo medio normale. Hermann Keyserling parla di una \u00abdimensione della intensit\u00e0\u00bb, associando il simbolismo della intensificazione con quello del procedere lungo una dimensione diversa, che egli chiama \u00abverticale\u00bb (mentre le altre sono orizzontali). Parlando di dimensione \u00abverticale\u00bb, egli non intende il termine nel suo significato ordinario; egli intende una \u00abverticalit\u00e0\u00bb che sale dal mondo del divenire, del fluire, verso il mondo dell&#8217;essere, della trascendenza. Egli applica questo simbolo anche al tempo; un \u00abpassare verticalmente\u00bb dal tempo all&#8217;eterno extratemporale.<\/p>\n<p>Anche il potenziamento ha due stadi o gradi: il primo consiste nel potenziamento di tutte le energie e funzioni latenti sottosviluppate o male sviluppate nell&#8217;uomo. Un saggio di William James intitolato <em>\u00abLe Energie degli Uomini\u00bb,<\/em> illustra efficacemente una quantit\u00e0 di possibilit\u00e0 energetiche esistenti nell&#8217;uomo, quando questi voglia scoprirle, attivarle ed usarle.<\/p>\n<p>Il secondo grado del potenziamento \u00e8 quello che permette il passaggio dal regno umano al regno superumano, di cui si \u00e8 detto sopra. Si ha qui la manifestazione dei vari poteri supernormali. In ogni tempo, tali poteri, assieme ed oltre alle doti etico-spirituali superiori, sono stati ascritti agli illuminati, ai risvegliati, agli iniziati, ai \u00abmaghi\u00bb: da Mos\u00e8 a Pitagora, dal Buddha al Cristo, ai vari santi; alcuni di essi li hanno usati deliberatamente e coscientemente, altri, spontaneamente, anche contro la loro volont\u00e0 (come nel caso di mistici e di santi). Si potrebbe dire che quei poteri sono una conseguenza naturale, un \u00absottoprodotto\u00bb della realizzazione spirituale.<br \/>\n<a name=\"p10\"><\/a><\/p>\n<h4>X &#8211; Amore<\/h4>\n<p><em>Il decimo gruppo <\/em>di simboli \u00e8 quello <em>dell&#8217;amore. <\/em>Lo stesso amore umano \u00e8, sotto un certo rispetto, un desiderio ed un tentativo &#8211; pi\u00f9 o meno cosciente &#8211; di uscire da se stessi, di trascendere i limiti della propria esistenza separata, di entrare in comunione, di fondersi con un altro essere, con un \u00abtu\u00bb. I devoti ed i mistici di tutti i tempi hanno parlato delle loro esperienze di comunione con Dio o con Esseri superiori usando il simbolismo dell&#8217;amore umano. Basta ricordare il <em>Cantico dei Cantici <\/em>della <em>Bibbia <\/em>e le espressioni &#8211; talvolta di un&#8217;audacia sorprendente &#8211; di Santa Caterina da Siena e di San Giovanni della Croce.<br \/>\n<a name=\"p11\"><\/a><\/p>\n<h4>XI &#8211; Via, sentiero, pellegrinaggio<\/h4>\n<p><em>Undecimo gruppo <\/em>di simboli comprende quelli della <em>Via, <\/em>del <em>Sentiero, <\/em>del <em>Pellegrinaggio. <\/em>Anche questo \u00e8 stato ed \u00e8 d&#8217;uso universale. Nella tradizione esoterica si parla del <em>\u00absentiero del discepolo\u00bb<\/em>, della via dell&#8217;Iniziazione, con le sue varie \u00abporte\u00bb. Nelle religioni si usa il termine di \u00abvia mistica\u00bb.<\/p>\n<p>Il simbolo del <em>\u00abpellegrinaggio\u00bb<\/em> spesso \u00e8 stato ed \u00e8 usato anche in modo fisico ed esterno, mediante i pellegrinaggi ai vari <em>\u00abLuoghi Santi\u00bb<\/em>. Il passaggio di Dante attraverso l\u2019Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, \u00e8 stato detto un pellegrinaggio. Si ricordi anche il noto <em>Pilgrim\u2019s Progress <\/em>del Bunyan.<br \/>\n<a name=\"p12\"><\/a><\/p>\n<h4>XII &#8211; Trasmutazione, sublimazione<\/h4>\n<p>Veniamo ora al <em>dodicesimo gruppo: i simboli di trasmutazione. <\/em>Il corpo pu\u00f2 essere trasmutato mediante un processo di trasformazione psicospirituale rigenerativa (durante tale processo si sviluppano anche poteri psicofisici e parapsicologici). La psiche si armonizza con lo spirito e include il corpo, raggiungendo una unit\u00e0 organica ed armonica di tutti gli aspetti dell\u2019uomo, una \u00abbio-psicosintesi\u00bb. \u00c8 una vera alchimia spirituale.<\/p>\n<p>Quando si parla di alchimia, si pensa ai tentativi di \u00abfare l\u2019oro\u00bb (cosa che pareva incredibile, ma che ora sembra meno fantastica da quando l\u2019uomo manipola gli atomi trasformando un elemento in un altro); ma in realt\u00e0 i libri di alchimia araba e medievale usavano spesso un linguaggio simbolico per esprimere l\u2019alchimia psico-spirituale, cio\u00e8 l\u00e0 trasmutazione stessa dell\u2019uomo. Ci\u00f2 \u00e8 stato riconosciuto da vari studiosi moderni, soprattutto dallo Jung, il quale negli ultimi anni della sua vita ha dedicato molto tempo e vari scritti al simbolismo alchemico. Nella sua opera <em>Psicologia e Religione <\/em>ne parla diffusamente, indicando anche come egli ritrovasse tale simbolismo nei sogni dei suoi malati e nei disegni dei malati e dei sani.<br \/>\n<a name=\"p13\"><\/a><\/p>\n<h4>XIII &#8211; Nuova nascita, rigenerazione<\/h4>\n<p>Il <em>tredicesimo gruppo <\/em>\u00e8 quello della <em>rigenerazione, <\/em>della <em>\u00abnuova nascita\u00bb<\/em>. Esso \u00e8 connesso col precedente poich\u00e9 una completa trasmutazione e trasformazione prepara o apre la via alla rigenerazione. Questa, nel suo significato pi\u00f9 profondo ed essenziale, costituisce una \u00abnuova nascita\u00bb: la nascita dell\u2019\u00abuomo nuovo\u00bb, dell\u2019uomo spirituale entro la personalit\u00e0. Gli indiani chiamano i brahmani <em>dwigia, <\/em>cio\u00e8 nati due volte. Nel Cristianesimo questo simbolo \u00e8 stato molto usato e vari mistici hanno parlato della \u00abnascita del Cristo nel cuore\u00bb.<br \/>\n<a name=\"p14\"><\/a><\/p>\n<h4>XIV &#8211; Liberazione<\/h4>\n<p>Il <em>quattordicesimo gruppo <\/em>di simboli \u00e8 quello della <em>\u00abliberazione\u00bb<\/em>. Esso ha rapporto con quello dello sviluppo. Questo, cio\u00e8 <em>l\u2019eliminazione dei \u00abviluppi\u00bb<\/em>, \u00e8 un processo di liberazione dai nostri complessi, dalle nostre illusioni, dalle identificazioni con le varie \u00abparti\u00bb che recitiamo nella vita, con le varie \u00abmaschere\u00bb esistenti in noi, con i nostri idoli, ecc. \u00c8 uno \u00absprigionamento\u00bb, nel senso etimologico del termine, una liberazione ed attivazione delle potenzialit\u00e0 latenti.<\/p>\n<p>In questo processo di liberazione si ha un primo stadio di dualismo: occorre, infatti, <em>disidentificarsi <\/em>dal corpo, dalle emozioni, dal nostro piccolo \u00abio\u00bb personale, distinguersi da essi, per poterli poi trasmutare.<\/p>\n<p>Il simbolismo della liberazione ha pervaso tutte le grandi religioni del mondo. In India, il Buddha disse: <em>\u00abCome l\u2019acqua del mare \u00e8 tutta pervasa dal sale, cos\u00ec tutta la mia dottrina \u00e8 pervasa dalla liberazione\u00bb<\/em>. Nel Cristianesimo, S. Paolo ha affermato la <em>\u00ablibert\u00e0 dei Figli di Dio<\/em><em>\u00bb<\/em>. Dante fa dire di s\u00e9 a Virgilio nel discorso a Catone:<\/p>\n<p>\u00ab<em>libert\u00e0 va cercando, ch\u2019\u00e8 si cara,<\/em><\/p>\n<p><em>come sa chi per lei vita rifiuta<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>(Purg. I, 71-72)<\/p>\n<p>E ai giorni nostri, durante la seconda guerra mondiale, Franklin Roosevelt proclam\u00f2 al mondo la Quattro grandi libert\u00e0:<\/p>\n<p><em>Libert\u00e0 di espressione; libert\u00e0 religiosa; liberazione dal bisogno; liberazione dalla paura.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019ultima, la liberazione dalla paura, \u00e8 fondamentale, poich\u00e9 soltanto chi si \u00e8 liberato dalla paura \u00e8 veramente libero. Un\u2019espressione semplice, primitiva ma genuina, dell\u2019anelito alla libert\u00e0 \u00e8 contenuta nella canzone di Domenico Modugno: <em>\u00abLibero\u00bb<\/em>, le cui parole lo proclamano efficacemente.<\/p>\n<p>Qui per\u00f2 ci troviamo di fronte ad un paradosso: in contrasto al suo spontaneo anelito alla libert\u00e0, l\u2019uomo ha allo stesso tempo paura della libert\u00e0! Ci\u00f2 si spiega col fatto che la libert\u00e0 implica impegno, autodominio, coraggio, ed altre qualit\u00e0 della vita spirituale. Com\u2019\u00e8 stato giustamente detto: <em>\u00abil prezzo della libert\u00e0 \u00e8 una continua vigilanza\u00bb<\/em>. La libert\u00e0 va riconquistata o salvaguardata ogni giorno, si potrebbe dire ogni istante; non basta \u00abliberarsi\u00bb una volta per tutte. L\u2019uomo, anche quello che non si rende ben conto di questo, lo intuisce, ha paura della libert\u00e0 e, di conseguenza, ne rifugge. Nel suo romanzo <em>La peur de vivre, <\/em>Henri Bordeaux mette in evidenza quello che la psicoanalisi chiama il voler rimanere ad uno stadio preadulto, o anche il voler regredire e rifugiarsi nell\u2019infanzia. Questa, del resto, \u00e8 una tendenza frequente, e certamente, se guardassimo entro di noi, troveremmo chiss\u00e0 quanti elementi infantili e retrivi. I <em>\u00abnostalgici<\/em><em>\u00bb<\/em> di tutti i tempi, coloro che rimpiangono <em>\u00abi tempi aurei\u00bb<\/em> sono continui esempi di questo <em>\u00abtorcicollo psicologico\u00bb<\/em>. Ma quella tendenza \u00e8 vana e dannosa; vana poich\u00e9 ogni tentativo di arrestare il potente e grandioso corso della vita in noi ed attorno a noi \u00e8 destinato a fallire; dannosa poich\u00e9 non pu\u00f2 dare alcun risultato positivo ed invece pu\u00f2 produrre gravi conflitti e disturbi neuropsichici.<br \/>\n<a name=\"p15\"><\/a><\/p>\n<h4>XV &#8211; Resurrezione, ritorno<\/h4>\n<p>Siamo ora giunti al <em>quindicesimo gruppo <\/em>di simboli, quello della <em>resurrezione <\/em>e del <em>ritorno; <\/em>quello che nel Vangelo \u00e8 detto \u00abil ritorno del figliol prodigo alla Casa del Padre\u00bb. Questo non \u00e8 un ritorno a stadi anteriori; esso indica il ritorno all\u2019Essere primordiale, originario, e presuppone una dottrina <em>emanatistica* <\/em>dell\u2019anima, la quale \u00e8 discesa, si \u00e8 immersa nella materia e poi ritorna alla sua \u00ab<em>Casa<\/em>\u00bb, alla patria celeste, ma non quale era prima, bens\u00ec arricchita dall\u2019esperienza dell\u2019autocoscienza maturata nel travaglio e nel conflitto.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* <strong><em>Emanatismo<\/em><\/strong> &#8211; Concezione filosofica orientale, fatta propria dal neoplatonismo, secondo la quale gli esseri derivano da Dio attraverso un processo di \u00abemanazione\u00bb. Questa consiste nella diffusione spontanea, paragonabile ad una irradiazione continua, della potenza assoluta di Dio, che fa sorgere gli enti restando uno ed immutabile. L\u2019emanazione da luogo ad una molteplicit\u00e0 di esseri disposti in una gerarchia, contraddistinta dalla progressiva perdita di perfezione e quindi di essere: si parte dalla prima intelligenza emanata (o Logos), che \u00e8 molto vicina in perfezione all\u2019Uno originario, e si giunge sino alla materia o non essere o male, che \u00e8 il limite inferiore ed ultimo della gerarchia.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi un altro \u00ab ritorno \u00bb, la pi\u00f9 alta forma di ritorno; il ritorno al mondo di quegli Esseri che, per un atto d\u2019amore e di compassione, hanno scelto di aiutare coloro che sono ancora ciechi, addormentati, prigionieri. \u00c8 il ritorno di quegli Esseri spirituali, liberi, svincolati, che non hanno pi\u00f9 nulla da imparare, da chiedere e da desiderare nel mondo, ma che vi ridiscendono per redimere gli altri, divenendo cos\u00ec dei collaboratori di Dio, dei <em>\u00abliberati liberatori\u00bb<\/em>. Nel Buddhismo questo \u00e8 chiamato la rinuncia al Nirvana; nel Cristianesimo, l\u2019opera di co-redenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p><a name=\"p16\"><\/a><\/p>\n<h4>Appendice &#8211; Esercizio Della Rosa<\/h4>\n<p><em>Introduzione<\/em>:<\/p>\n<p>Il fiore \u00e8 stato generalmente considerato ed usato quale simbolo dell\u2019Anima, del S\u00e9 spirituale, tanto in Oriente quanto in Occidente.<\/p>\n<p>In Cina un antico testo taoista tratta dei significati profondi del \u00abFiore d\u2019Oro\u00bb*. In India \u00e8 stato ed \u00e8 usato il simbolo del Loto (la nostra ninfea) che ha le radici nel limo, lo stelo nell\u2019acqua, ed il cui fiore si apre nell\u2019aria sotto i raggi del sole.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* <strong><em>Fiore d\u2019Oro<\/em><\/strong> &#8211; Esso \u00e8 stato commentato ampiamente da C. G. Jung nel vol. <em>Das Geheimnis der goldenen Blute <\/em>di R. Wilhelm e C. G. Jung (Munchen, 1929). Traduzione italiana <em>Il Mistero del Fiore d\u2019Oro <\/em>(Ediz. Gius. Laterza &amp; Figli, Bari).<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Nella Persia ed in Europa \u00e8 stata usata di preferenza la rosa. Accenner\u00f2 soltanto al <em>Roman de la Rose <\/em>dei Troubadours; alla \u00abrosa mistica\u00bb mirabilmente descritta da Dante nel Paradiso (Canto XXIII); alla rosa al centro di una croce, simbolo dell\u2019Ordine dei Rosa+Croce.<\/p>\n<p>In generale \u00e8 stata usata l\u2019immagine del fiore <em>gi\u00e0 aperto <\/em>come simbolo dello Spirito e la sua visualizzazione \u00e8 molto suggestiva ed evocatrice. Ma ancora pi\u00f9 efficace e suscitatore di energie e di processi psico-spirituali, \u00e8 l\u2019uso \u00abdinamico\u00bb del simbolo, cio\u00e8 la visualizzazione del passaggio, dello sviluppo, dal boccio chiuso al fiore pienamente aperto.<\/p>\n<p>Il simbolo dello \u00absviluppo\u00bb corrisponde ad una realt\u00e0 profonda, ad una legge fondamentale della vita, manifestantesi tanto nei processi della natura, quanto in quelli dell\u2019animo umano.<\/p>\n<p>Il nostro Essere spirituale, il S\u00e9, che \u00e8 la parte essenziale e pi\u00f9 reale di noi, \u00e8, di solito, celato, chiuso, \u00abavviluppato\u00bb: anzitutto dal corpo con le sue sensazioni, poi dalle molteplici emozioni ed impulsi (paure, desideri, attrazioni e repulsioni, ecc.) e dall\u2019attivit\u00e0 mentale inquieta e tumultuosa. \u00c8 necessario togliere o \u00aballargare\u00bb questi viluppi, affinch\u00e9 si riveli il Centro Spirituale.<\/p>\n<p>Questo avviene, tanto nella natura quanto nell\u2019animo umano, in virt\u00f9 dell\u2019azione mirabile e misteriosa della <em>vitalit\u00e0, <\/em>biologica e psicologica, che \u00abdal di dentro\u00bb urge ed opera in modo irresistibile. Perci\u00f2 il simbolo, anzi il principio della <em>crescita, <\/em>dello <em>sviluppo, dell\u2019evoluzione, <\/em>\u00e8 stato e viene sempre pi\u00f9 utilizzato nella psicologia e nell\u2019educazione e su di esso si basano la concezione e la pratica della psicosintesi. Una sua applicazione \u00e8 l\u2019esercizio che verr\u00e0 ora descritto.<\/p>\n<p><em>Tecnica dell\u2019Esercizio:<\/em><\/p>\n<p>Questo esercizio pu\u00f2 essere fatto individualmente o in gruppo. Nel primo caso \u00e8 opportuno imparare bene i vari stadi, in modo da poterli ricordare con facilit\u00e0. Nel secondo caso, chi dirige l\u2019esercitazione ne espone lentamente, con pause opportune, lo svolgimento nel modo seguente:<\/p>\n<p>Immaginiamo un boccio di rosa chiuso. Visualizziamo lo stelo, le foglie e, alla sommit\u00e0 dello stelo, il boccio. Questo appare verde perch\u00e8 i sepali sono chiusi; tutto al pi\u00f9 in cima si vede, apparire un punto rosa. Cerchiamo di visualizzarlo in modo vivido, mantenendo l\u2019immagine al centro della coscienza.<\/p>\n<p>Mentre lo osserviamo, vediamo che poco a poco si inizia un lento movimento; i sepali cominciano a divaricarsi, a voltare le loro punte verso l\u2019esterno, lasciando cos\u00ec scorgere i petali rosei, chiusi.<\/p>\n<p>I sepali si divaricano sempre pi\u00f9 si vede bene il boccio dei petali di un bel rosa tenue.<\/p>\n<p>Ora anche i petali cominciano ad allargarsi, il boccio continua ad aprirsi lentamente finch\u00e9 la rosa si rivela in tutta la sua bellezza, che ammiriamo con gioia.<\/p>\n<p>A questo punto, cerchiamo di sentire, inalando, il profumo della rosa, il profumo caratteristico ben noto \u2026 tenue, dolce, piacevole &#8230; lo odoriamo con piacere.<\/p>\n<p>Anche il simbolo del profumo \u00e8 stato spesso usato nel linguaggio religioso e mistico (l\u2019\u00abodore di santit\u00e0\u00bb), e cos\u00ec pure l\u2019uso dei profumi nei riti (incenso, ecc.).<\/p>\n<p>Poi visualizziamo tutta la pianta e immaginiamo la forza vitale che sale dalle radici fino al fiore producendo questo sviluppo.<\/p>\n<p>Restiamo in contemplazione riverente di questo miracolo della natura.<\/p>\n<p>Ora, identifichiamoci con la rosa o, pi\u00f9 esattamente, \u00abintroiettiamo\u00bb la rosa in noi.<\/p>\n<p><em>Noi siamo, <\/em>simbolicamente, un fiore, una rosa; la stessa Vita che anima l\u2019universo, che ha prodotto il miracolo della rosa, sta producendo in noi uno stesso, anzi maggiore, miracolo: lo sviluppo, l\u2019apertura, l\u2019irradiazione del nostro essere spirituale. E noi possiamo cooperare coscientemente alla nostra fioritura interiore. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel parlare del super-normale, ci troviamo di fronte ad una grave difficolt\u00e0, e cio\u00e8 alla inadeguatezza del linguaggio umano. Esso \u00e8 concreto, sopratutto il linguaggio moderno che \u00e8 razionale ed obiettivo. Tutte le parole, che designano condizioni o realt\u00e0 psicologiche o spirituali, sono originariamente metafore o simboli basati su cose concrete. 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