{"id":1297,"date":"2010-11-16T20:01:05","date_gmt":"2010-11-16T19:01:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1297"},"modified":"2023-11-04T11:52:14","modified_gmt":"2023-11-04T10:52:14","slug":"lorigine-delle-scale-musicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1297","title":{"rendered":"L\u2019origine delle scale musicali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=66\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Scienza del Suono\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicoacustica.jpg\" alt=\"Scienza del Suono\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Scienza del Suono\" src=\"images\/topics\/Psicoacustica.jpg\" alt=\"Scienza del Suono\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Per scala musicale s\u2019intende una successione, ordinata secondo determinati rapporti, di una serie di suoni compresi nell\u2019ambito di un\u2019ottava. La scala musicale nasce, fondamentalmente, dal bisogno di organizzare in qualche modo i parametri musicali, cio\u00e8 &#8220;di graduare l\u2019altezza dei suoni affinch\u00e9 sia possibile una comunanza di linguaggio tecnico, quale premessa indispensabile per la diffusione di quello artistico.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>L\u2019origine delle scale musicali<\/h3>\n<p align=\"left\">di Roberto Musto<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Aspetti generali<\/h4>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Per scala musicale s\u2019intende una successione, ordinata secondo determinati rapporti, di una serie di suoni compresi nell\u2019ambito di un\u2019ottava [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]. La scala musicale nasce, fondamentalmente, dal bisogno di organizzare in qualche modo i parametri musicali, cio\u00e8 &#8220;di graduare l\u2019altezza dei suoni affinch\u00e9 sia possibile una comunanza di linguaggio tecnico, quale premessa indispensabile per la diffusione di quello artistico.<\/p>\n<p><em><a name=\"2\"><\/a>Le scale musicali non ci sono state regalate dalla natura<\/em>, ma sono state inventate dall\u2019uomo ed \u00e8 tanta l\u2019influenza che hanno esercitato sulla formazione del gusto, che nell\u2019ambito dei grandi gruppi etnico-musicali, con particolare rilevanza per ci\u00f2 che riguarda il nostro sistema, si \u00e8 finito per farne dei punti fermi&#8221;[<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>].<\/p>\n<p>Da un punto di vista intuitivo, e non verificabile storicamente, si pu\u00f2 pensare che gli uomini della preistoria abbiano incominciato ad emettere dei suoni in maniera disordinata, non solo per emettere dei segnali utili alla loro sopravvivenza, ma provando, in un certo senso, anche una soddisfazione non solo uditiva, ma anche emozionale. Con il passare del tempo nacquero dei primi tentativi di organizzazione delle altezze dei suoni, verificabile soprattutto osservando qualche scultura o bassorilievo in cui sono rappresentati degli strumenti musicali la cui struttura (corde di varia lunghezza, come nelle arpe, o i fori praticati nei flauti) &#8220;\u00e8 la prova convincente del possesso di sistemi razionali bene adatti a regolare l\u2019altezza dei suoni. <a name=\"3\"><\/a>Se la prima scala musicale sia consistita nella collocazione arbitraria di certi intervalli nell\u2019ambito dell\u2019ottava, o in qualsiasi altra maniera disposti, oppure rispondesse alla scoperta e all\u2019uso di alcuni di quegli intervalli che oggi chiamiamo armonici [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>], non \u00e8 possibile accertarlo, anche se detti intervalli che hanno un\u2019esistenza fisica naturale (vibrazioni armoniche delle corde elastiche) e fisiologica (armoniche auricolari), possono far pensare ad una loro precedenza storica, di cui si avrebbe prova dal fatto che le pi\u00f9 antiche scale, da quella cinese a quella greca, sono appunto fondate sulla scelta di rapporti semplici derivati dalla divisione delle corde vibranti in aliquote corrispondenti a date frazioni\u00a0 della loro lunghezza, che \u00e8 come dire derivati da rapporti armonici&#8221; [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>].<\/p>\n<p>Nell\u2019analisi delle scale delle diverse civilt\u00e0 si possono mettere in evidenza due caratteristiche comuni:<\/p>\n<p>a. la sistemazione degli intervalli dei suoni nell\u2019ambito di un\u2019ottava<\/p>\n<p>b. l\u2019utilizzazione di rapporti semplici per definire le distanze tra un suono e l\u2019altro.<\/p>\n<p><a name=\"5\"><\/a>Dalle forme pi\u00f9 o meno articolate di emissione sonora delle popolazioni pi\u00f9 antiche, alle prime organizzazioni di successione di suoni necessarie per la costruzione di strumenti musicali, si giunge, nella cultura musicale occidentale alla formalizzazione di una prima scala musicale, ad opera di Pitagora, che sar\u00e0 il modello sul quale si baser\u00e0 lo sviluppo delle altre scale [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>].<\/p>\n<p>Ascoltiamo alcuni esempi di diverse scale musicali senza, per ora, darne una definizione, ma con lo scopo di prendere familiarit\u00e0 con scale musicali che non fanno parte della nostro mondo occidentale. In questo caso sono proposti alcuni semplici esempi, non sicuramente esaustivi della ricchissima quantit\u00e0 di scale che hanno caratterizzano e caratterizzano le diverse civilt\u00e0 musicali.<\/p>\n<p><em><strong>Esempi musicali<\/strong><\/em>: scala pentatonica, giapponese, hawaiana, esatonale (formata dalla succesione di sei suoni), scale indiane (raga Kafi, raga Marva, raga Todi) e infine la scala occidentale di Do Maggiore.<\/p>\n<p><em>Ascolto<\/em>:<\/p>\n<p>1) Scala pentatonica <a href=\"..\/audio\/01_Scala_pentatonica.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>2) Scala pentatonica giapponese <a href=\"..\/audio\/02_Scala_pentatonica_giapponese.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>3) Scala pentatonica hawaiana <a href=\"..\/audio\/03_Scala_pentatonica_hawaiana.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>4) Scala esatonale <a href=\"..\/audio\/04_Scala_esatonale.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>5) Raga indiano &#8211; Kafi <a href=\"..\/audio\/05_Raga_indiano_Kafi.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>6) Raga indiano &#8211; Marva <a href=\"..\/audio\/06_Raga_indiano_Marva.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>7) Raga indiano &#8211; Todi <a href=\"..\/audio\/07_Raga_indiano_Todi.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>8) Scala di Do Maggiore <a href=\"..\/audio\/08_Scala_di_Do_Maggiore.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<h4><em>Approfondimenti<\/em><\/h4>\n<p>Esaminiamo ora, per sommi capi, come sono nate le tre principali scale che fanno parte della cultura e della prassi del mondo musicale occidentale, cio\u00e8 la scala pitagorica, la scala zarliniana e la scala temperata.<\/p>\n<h4>La scala pitagorica<\/h4>\n<p><a name=\"6\"><\/a>Senza entrare nell\u2019affascinante mondo pitagorico [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>] \u00e8 bene ricordare come &#8220;la scoperta che \u00abtutte le cose che si conoscono hanno un numero\u00bb, poich\u00e9 \u00absenza il numero non sarebbe possibile pensare n\u00e9 riconoscere alcunch\u00e9\u00bb,\u00a0 fu fatta in musica&#8221; [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a>I greci non consideravano il numero 1 come un numero. Numero, infatti significa pluralit\u00e0, pi\u00f9 di 1. Considerando quindi il numero 2, come l\u2019inizio dei numeri pari e il numero 3 come l\u2019inizio dei numeri dispari, ottenevano, facendo il loro quadrato, una successione di numeri che corrispondeva alla divisione della corda del monocordo [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>].<\/p>\n<p>Nel caso della costruzione della scala musicale il rapporto fondamentale fu, dunque, il rapporto 3\/2, cio\u00e8 l\u2019intervallo di quinta, cio\u00e8 Do &#8212;&gt; Sol. I musicisti greci infatti nello stabilire l\u2019altezza dei suoni della loro scala usarono la progressione geometrica dell\u2019intervallo di quinta, cio\u00e8 moltiplicando il rapporto 1\/1 per il rapporto di quinta 3\/2 ottenevano la nota Sol; moltiplicando il valore ottenuto di nuovo per 3\/2 ottenevano la nota Re (nota che si trova un intervallo di quinta al di sopra della nota Sol) e cos\u00ec via sino ad ottenere la nota Si.<\/p>\n<p>Osserviamo la tabella seguente:<\/p>\n<p>nella colonna 1 sono riportate le moltiplicazioni per 3\/2<\/p>\n<p>nella colonna 2 sono riportati i risultati ottenuti<\/p>\n<p>nella colonna 3 sono indicati i nomi delle note ottenute, considerando come nota base il Do<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">\n<p align=\"center\"><strong>1<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\"><strong>2<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">\n<p align=\"center\"><strong>3<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">1\/1<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Do<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">1\/1 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">3\/2<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Sol<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">3\/2 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">9\/4<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Re<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">9\/4 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">27\/8<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">La<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">27\/8 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">81\/16<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Mi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">81\/16 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">243\/32<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Si<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>Le note cos\u00ec ottenute non si trovano tutte nella stessa ottava. Infatti se osserviamo la loro trascrizione nel pentagramma otterremo, partendo dal Do3 o Do centrale della tastiera:<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20540%20160'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali1.gif\" width=\"540\" height=\"160\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali1.gif\" width=\"540\" height=\"160\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Per posizionare i suoni nell\u2019ambito di una ottava si moltiplicano i rapporti eccedenti l\u2019ottava per \u00bd: il Re e il La una volta. Il Mi e il Si due volte.<\/p>\n<p>Osserviamo la tabella seguente riassuntiva:<\/p>\n<p>nella colonna 1 sono riportate le moltiplicazioni per 3\/2<\/p>\n<p>nella colonna 2 sono riportati i risultati ottenuti<\/p>\n<p>nella colonna 3 sono riportate le operazioni di moltiplicazione per 1\/2<\/p>\n<p>nella colonna 4 sono riportati i valori ottenuti<\/p>\n<p>nella colonna 5 sono indicati i nomi delle note ottenute, considerando come nota base il Do<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">\n<p align=\"center\"><strong>1<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\"><strong>2<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"140\">\n<p align=\"center\"><strong>3<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\"><strong>4<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">\n<p align=\"center\"><strong>5<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">1\/1<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"140\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">1\/1<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Do<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">1\/1 x 3\/2 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0=<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"140\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">3\/2<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Sol<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">3\/2 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">9\/4<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"140\">x \u00bd =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">9\/8<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Re<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">9\/4 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">27\/8<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"140\">x \u00bd =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">27\/16<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">La<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">27\/8 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">81\/16<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"140\">x \u00bd = 81\/32; x \u00bd =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">81\/64<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Mi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"120\">81\/16 x 3\/2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0=<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">243\/32<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"140\">x \u00bd = 243\/64; x \u00bd =<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">243\/128<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"40\">Si<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>Nello schema sopra riportato manca la nota Fa. Per trovare il valore della nota Fa, occorre scendere di una quinta dal primo grado, dividendo per 2\/3 e moltiplicare il valore ottenuto per \u00bd, per riportarlo entro l\u2019ambito dell\u2019ottava, cio\u00e8:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"90\">\n<p align=\"center\">1\/1 : 3\/2 =<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"30\">\n<p align=\"center\">2\/3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"50\">\n<p align=\"center\">x \u00bd =<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"30\">\n<p align=\"center\">4\/3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"30\">\n<p align=\"center\">Fa<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>La scala pitagorica risulta quindi formata dai seguenti rapporti intervallari:<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20575%20235'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali2.gif\" width=\"575\" height=\"235\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali2.gif\" width=\"575\" height=\"235\" \/><\/noscript><\/p>\n<h4>La scala zarliniana<\/h4>\n<p>Senza entrare in particolari che esulano dallo scopo di questi appunti, la scala zarliniana semplifica i rapporti intervallari della scala greca, mettendo come base l\u2019uso di &#8220;rapporti semplici&#8221;. L\u2019aspetto innovativo consiste nel partire dalla costruzione di tre accordi, che si possono costruire sul I, IV e V grado della scala, che contengono tutti i gradi della scala e nel disporre le note in successione, con la solita trasposizione nell\u2019ambito dell\u2019ottava.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20575%20184'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali3.gif\" width=\"575\" height=\"184\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali3.gif\" width=\"575\" height=\"184\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Il risultato finale \u00e8:<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20575%20235'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali4.gif\" width=\"575\" height=\"235\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali4.gif\" width=\"575\" height=\"235\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><a name=\"9\"><\/a>La scala zarliniana presenta alcune caratteristiche di intonazione che creavano dei problemi nel passaggio da una tonalit\u00e0 [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>] ad un\u2019altra: ad esempio tra Do maggiore e Re maggiore.<\/p>\n<p>Se infatti confrontiamo l\u2019inizio delle due scale tra la nota Re e Mi (2\u00b0 e 3\u00b0 grado) in Do Maggiore c\u2019\u00e8 un intervallo di 5\/4, mentre nella scala di Re Maggiore tra le stesse note (Re e Mi, 1\u00b0 e 2\u00b0 grado) c\u2019\u00e8 un intervallo di 9\/8.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20575%20210'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali5.gif\" width=\"575\" height=\"210\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali5.gif\" width=\"575\" height=\"210\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Questa differenza intervallare, soprattutto negli strumenti ad intonazione fissa, come il clavicembalo, l\u2019organo, ecc., determinava delle &#8220;dissonanze&#8221; nell\u2019intonazione.<\/p>\n<h4>La scala temperata<\/h4>\n<p>&#8220;\u00c8 questa la terza grande tappa fra i sistemi che pi\u00f9 influirono sulla formazione del nostro pensiero musicale: <a name=\"10\"><\/a>Pitagora, Zarlino, Werckmeister-Bach, dopodich\u00e8 [&#8230;] l\u2019evoluzione continua&#8221; [<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"11\"><\/a>La scala di Zarlino presentava un altro inconveniente, oltre a quello che gi\u00e0 \u00e8 stato messo in evidenza: l\u2019intonazione delle note omofone [<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>] era leggermente differente. Infatti la nota, ad esempio, Do# era pi\u00f9 alta della nota Re<em>b<\/em>. Con lo sviluppo degli strumenti a tastiera, in cui l\u2019intonazione era fissa, questo inconveniente, quando si suonava assieme a strumenti non a tastiera, creava un fenomeno acustico, i battimenti, che risultava &#8220;poco piacevole&#8221;. Per ovviare a questo si crearono anche tastiere in cui il tasto nero, ad esempio, era diviso in due parti: una parte per suonare il Do# e l\u2019altra per suonare il Re<em>b<\/em>. Questa soluzione, come altre che impegnavano gli esecutori ad accordare lo strumento a tastiera in modo adeguato alle tonalit\u00e0 del brano da eseguire e quindi con limitate possibilit\u00e0 rispetto ad altre tonalit\u00e0, portarono alla &#8220;necessit\u00e0&#8221; di una nuova riforma della scala musicale, che trov\u00f2 in Andrea Werckmeister [<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>] il teorizzatore e in J. S. Bach [<a href=\"#_ftn13\">13<\/a>] il divulgatore.<\/p>\n<p><a name=\"14\"><\/a>&#8220;Questa nuova riforma, che \u00e8 tuttora alla base del nostro sistema musicale, \u00e8 nota come \u00abscala temperata\u00bb, che meglio sarebbe stato chiamarla a \u00abtemperamento equalizzato\u00bb. Si tratta, infatti, della divisione PROPORZIONALE del rapporto di \u00abottava\u00bb (2\/1) in 12 particelle equivalenti, chiamate \u00absemitoni\u00bb [<a href=\"#_ftn14\">14<\/a>]&#8221;: ogni semitono avr\u00e0 dunque il valore di 100 <strong>cent<\/strong>. [<a href=\"#_ftn15\">15<\/a>]<\/p>\n<p>In pratica si divise l\u2019ottava in 12 semitoni &#8220;equalizzati&#8221;, cio\u00e8 con la stessa intonazione, il cui valore matematico si ottenne facendo la radice 12 del numero 2:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20264%2082'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali6_big.gif\" width=\"264\" height=\"82\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/scale_musicali6_big.gif\" width=\"264\" height=\"82\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>A titolo esemplificativo sono riportate di seguito due tabelle comparative tra le diverse scale (pitagorica, zarliniana e temperata) nelle quali sono riportati i valori intervallari in <em>cent<\/em>.<\/p>\n<p>Nella <strong>prima tabella<\/strong> si pu\u00f2 osservare la differenza tra le diverse note rispetto al suono base.<\/p>\n<p>Ad esempio, tra la nota Do e la nota Mi i valori sono rispettivamente di 408, 386 e 400 <em>cent<\/em>: lo scarto \u00e8 significativo.<\/p>\n<p>Nella seconda<strong> tabella<\/strong> si pu\u00f2 osservare la differenza tra le diverse note.<\/p>\n<p>Ad esempio, tra la nota Mi e la nota Fa i valori sono rispettivamente di 90,112 e 100 cent: lo scarto, anche in questo caso, \u00e8 significativo.<\/p>\n<h4>Tabelle comparative<\/h4>\n<p>Per rendersi meglio conto delle differenze di intonazione delle note delle tre scale che sono state analizzate, \u00e8 importante introdurre nella tabelle comparative l\u2019unit\u00e0 di misura del <strong>cent<\/strong>.<\/p>\n<p>Negli esempi si fa, per comodit\u00e0, riferimento alla scala di Do Maggiore.<\/p>\n<p>Si noti la differenza, in cent, fra l\u2019intervallo fra le diverse note: tra il Do e il Mi, ad esempio, nella scala pitagorica ci sono 408 cent, nella scala zarliniana 386, nella scala temperata 400.<\/p>\n<p><strong><em>Tabella comparativa in cent: i cent sono calcolati rispetto alla nota di base.<\/em><\/strong><\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"2\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"93\">Grado della scala<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">Scala pitagorica<\/td>\n<td width=\"86\">Scala zarliniana<\/td>\n<td width=\"87\">Scala temperata<\/td>\n<td width=\"97\">Nome intervallo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">Do<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">=<\/td>\n<td width=\"86\">=<\/td>\n<td width=\"87\">=<\/td>\n<td width=\"97\">Unisono<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">tra Do e Re<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">204<\/td>\n<td width=\"86\">204<\/td>\n<td width=\"87\">200<\/td>\n<td width=\"97\">2\u00b0 M<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">tra Do e Mi<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">408<\/td>\n<td width=\"86\">386<\/td>\n<td width=\"87\">400<\/td>\n<td width=\"97\">3\u00b0 M<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">tra Do e Fa<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">498<\/td>\n<td width=\"86\">498<\/td>\n<td width=\"87\">500<\/td>\n<td width=\"97\">4\u00b0 G<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">tra Do e Sol<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">702<\/td>\n<td width=\"86\">702<\/td>\n<td width=\"87\">700<\/td>\n<td width=\"97\">5\u00b0 G<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">tra Do e La<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">906<\/td>\n<td width=\"86\">884<\/td>\n<td width=\"87\">900<\/td>\n<td width=\"97\">6\u00b0 M<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">tra Do e Si<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">1110<\/td>\n<td width=\"86\">1088<\/td>\n<td width=\"87\">1100<\/td>\n<td width=\"97\">7\u00b0 M<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\">tra Do e Do<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\">1200<\/td>\n<td width=\"86\">1200<\/td>\n<td width=\"87\">1200<\/td>\n<td width=\"97\">8\u00b0 G<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p><strong><em>Tabella comparativa in cui si calcola, in cent, la distanza fra due note successive.<\/em><\/strong><\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"2\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>Grado della scala<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>Scala pitagorica<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>Scala zarliniana<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>Scala temperata<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Nome intervallo<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>Do<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>=<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>=<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>=<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Unisono<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>tra Do e Re<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>200<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Tono<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>tra Re e Mi<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>182<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>200<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Tono<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>tra Mi e Fa<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>90<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>112<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>100<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Semitono<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>tra Fa e Sol<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>200<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Tono<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>tra Sol e La<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>182<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>200<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Tono<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>tra La e Si<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>204<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>200<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Tono<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"93\"><em>tra Si e <\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"86\"><em>90<\/em><\/td>\n<td width=\"86\"><em>112<\/em><\/td>\n<td width=\"87\"><em>100<\/em><\/td>\n<td width=\"97\"><em>Semitono<\/em> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1 &#8211; Per il concetto di ottava, si veda: G<em>li intervalli musicali<\/em>. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2 &#8211; P. Righini &#8211; G. U. Righini, &#8220;Il suono&#8221;,\u00a0 p.192, Tamburini Editore, Milano 1974. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3 &#8211; Vedi: Gli armonici. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. P. Righini &#8211; G. U. Righini, &#8220;Il suono&#8221;,\u00a0 p.193, Tamburini Editore, Milano 1974. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Le scale che hanno caratterizzato il mondo occidentale sono essenzialmente tre: la scala pitagorica, la scala Zarliniana o naturale e la scala temperata. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Per un\u2019esauriente conoscenza del mondo pitagorico si pu\u00f2 fare riferimento, tra gli altri, al libro di Kitty Ferguson, &#8220;<em>la Musica di Pitagora<\/em>&#8220;, Longanesi, Milano 2009. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>7. Kitty Ferguson, &#8220;<em>la Musica di Pitagora<\/em>&#8220;, p. 76, Longanesi, Milano 2009. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>8. &#8220;La tradizione attribuisce a Pitagora l\u2019invenzione del <em>kanon<\/em>, uno strumento con una sola corda, e il suo uso per fare esperimenti sul suono. Pitagora avrebbe trovato che le note, che erano in armonia con la nota fondamentale, erano quelle prodotte dividendo la corda in parti uguali. Dividendola in due parti, si produceva una nota pi\u00f9 alta di un\u2019ottava rispetto alla corda non premuta. Se si premeva in modo a dividerla in tre parti uguali, la corda suonava di una quinta sopra l\u2019ottava&#8221;. Kitty Ferguson, &#8220;<em>la Musica di Pitagora<\/em>&#8220;, p. 84, Longanesi, Milano 2009. Per maggiori informazioni, vedi il &#8220;<em>Monocordo<\/em>&#8220;. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a>9. Per tonalit\u00e0 s\u2019intende la scala d\u2019impianto di un brano musicale. Se ad esempio, la composizione \u00e8 concepita nella tonalit\u00e0 di Do Maggiore, per ragioni compositive e per arricchire il pensiero musicale. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a>10. P. Righini &#8211; G. U. Righini, &#8220;Il suono&#8221;, p.219, Tamburini Editore, Milano 1974. (<a href=\"#10\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a>11. Vedi: &#8220;Le scale musicali: le alterazioni&#8221;. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a>12. A. Werckmeister (1645-1706), &#8220;<em>Musicalische Temperatur<\/em>&#8220;. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a>13. J. S. Bach adott\u00f2 il sistema proposto da A. Werckmeister dimostrandone la validit\u00e0 nell\u2019opera &#8220;<em>Il clavicembalo ben temperato<\/em>&#8220;. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a>14. P. Righini &#8211; G. U. Righini, &#8220;Il suono&#8221;,\u00a0 p.218, Tamburini Editore, Milano 1974. (<a href=\"#14\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a>15. Il cent \u00e8 una unit\u00e0 di misura introdotta dall\u2019inglese A. J. Ellis nel 1886 con lo scopo di poter calcolare in modo adeguatamente preciso il pi\u00f9 piccolo intervallo musicale e mettere in evidenza le differenze di intonazione tra i diversi sistemi musicali non solo della civilt\u00e0 musicale occidentale, ma delle tante civilt\u00e0 che a mano a mano venivano studiate dagli etnomusicologi. In pratica egli divise l\u2019ottava in 1200 parti, dette cent: ogni semitono viene a corrispondere a 100 cent. &#8220;Il cent \u00e8 una misura sufficientemente sottile per soddisfare qualsiasi esigenza pratica, poich\u00e9 la sua grandezza \u00e8 appena al di sotto della soglia differenziale per l\u2019altezza, considerata nelle migliori condizioni sperimentali ed in quella fascia di frequenze dove l\u2019orecchio mano ha la sua massima sensibilit\u00e0&#8221;. Da P. Righini &#8211; G. U. Righini, &#8220;Il suono&#8221;,\u00a0 p.234, Tamburini Editore, Milano 1974. (<a href=\"#14\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per scala musicale s\u2019intende una successione, ordinata secondo determinati rapporti, di una serie di suoni compresi nell\u2019ambito di un\u2019ottava. La scala musicale nasce, fondamentalmente, dal bisogno di organizzare in qualche modo i parametri musicali, cio\u00e8 &#8220;di graduare l\u2019altezza dei suoni affinch\u00e9 sia possibile una comunanza di linguaggio tecnico, quale premessa indispensabile per la diffusione di quello artistico. L\u2019origine delle scale musicali di Roberto Musto Aspetti generali Per scala musicale s\u2019intende una successione, ordinata secondo determinati rapporti, di una serie di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7414,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[77],"class_list":["post-1297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza-del-suono","tag-teoria-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1297"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10752,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1297\/revisions\/10752"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7414"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}