{"id":1325,"date":"2010-08-06T10:46:06","date_gmt":"2010-08-06T08:46:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1325"},"modified":"2023-10-01T00:45:07","modified_gmt":"2023-09-30T22:45:07","slug":"diomede-o-lo-zelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1325","title":{"rendered":"Diomede o lo zelo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Quando Diomede rifulgeva di grande ed esimia gloria ed era oltremodo caro a Pallade, da questa fu provocato (quasi che egli non fosse pi\u00f9 audace di quanto occorresse) a non risparmiare Venere se per caso l&#8217;avesse incontrata in battaglia. Diomede spregiudicatamente obbed\u00ec e fer\u00ec la mano destra a Venere.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Diomede o lo zelo<\/h3>\n<p align=\"left\">di Francesco Bacone &#8211; (tratto dagli <em>Scritti Filosofici<\/em> \u2013 Ed. UTET \u2013 a cura di Paolo Rossi)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"40%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20257%20488'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Diomede.jpg\" width=\"257\" height=\"488\" align=\"left\" hspace=\"9\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Diomede.jpg\" width=\"257\" height=\"488\" align=\"left\" hspace=\"9\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"60%\">\n<p align=\"justify\">Quando Diomede rifulgeva di grande ed esimia gloria ed era oltremodo caro a Pallade, da questa fu provocato (quasi che egli non fosse pi\u00f9 audace di quanto occorresse) a non risparmiare Venere se per caso l&#8217;avesse incontrata in battaglia. Diomede spregiudicatamente obbed\u00ec e fer\u00ec la mano destra a Venere. Questa delittuosa impresa rimase a lungo impunita, e Diomede ritorn\u00f2 in patria illustre e famoso per le imprese compiute; ma qui, sperimentati i mali domestici, se ne fugg\u00ec all&#8217;estero, in Italia. Quivi pure ebbe inizi abbastanza prosperi e fu onorato dall&#8217;ospitalit\u00e0 e dai doni del re Dauno, e in quella terra gli furono erette molte statue.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non appena per\u00f2 una calamit\u00e0 afflisse il popolo presso il quale si era rifugiato, subito Dauno pens\u00f2 di aver condotto tra i suoi penati un uomo empio negatore del cielo ed inviso agli d\u00e8i, che aveva profanato e assalito col ferro una dea che era peccato perfino sfiorare.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Pertanto, per liberare la sua patria prostrata da una maledizione, senza preoccuparsi dei doveri d&#8217;ospitalit\u00e0, che gli parvero meno antichi di quelli della religione, immediatamente uccise Diomede e ordin\u00f2 che le sue statue ed onori fossero distrutti o abrogati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non era consentito neppure avere piet\u00e0 di un s\u00ec grave fatto; gli stessi suoi compagni che piangevano la morte del loro comandante e riempivano ogni luogo di lamenti, furono trasformati in uccelli, della specie dei cigni, i quali al momento della loro morte, fanno sentire un canto melodioso e lugubre.<\/p>\n<p>Questa favola tratta un tema caro e per cos\u00ec dire singolare. Non \u00e8 stato ricordato infatti in alcuna altra favola nessun eroe, eccetto il solo Diomede, che col ferro ferisse un qualche Dio.<\/p>\n<p>Certamente la favola sembra voler dipingere il carattere ed il destino di colui che di proposito propone e determina come fine delle sue azioni di perseguitare e distruggere con la forza e la spada qualche culto divino o una setta religiosa, sia pur vana e superficiale. Infatti, sebbene agli antichi siano rimasti ignoti i cruenti dissidi religiosi (non essendo sfiorati gli d\u00e8i del paganesimo dalla gelosia, attributo del vero Dio) tuttavia tanta e tanto estesa sembra essere stata la sapienza degli antichi tempi, che essa comprese con la riflessione e le rappresentazioni simboliche ci\u00f2 che per esperienza non pot\u00e9 conoscere.<\/p>\n<p>Infatti, coloro che si affannano per correggere e convincere una qualche setta religiosa, per quanto vana e corrotta e infame essa sia (come \u00e8 rappresentato sotto il simbolo di Venere), non gi\u00e0 per via di forza razionale, di sapere, di santit\u00e0 di vita, o col peso degli esempi o della autorit\u00e0, ma bens\u00ec la distruggono e la sterminano, col ferro, col fuoco e con l&#8217;asprezza delle pene, forse sono spinti a far questo da Pallade, cio\u00e8 da una sottile prudenza e da un severo giudizio. Per la forza e la maturit\u00e0 di tale giudizio scorgono la fallacia e la malvagit\u00e0 di simili errori; e sono spinti anche da odio e da zelo; per lungo tempo acquistano grande gloria, e dal volgo (per cui nulla di moderato vi pu\u00f2 essere) sono celebrati e quasi adorati come unici difensori della verit\u00e0 e della religione (mentre gli altri sembrano tiepidi e meticolosi). Tuttavia, questa gloriosa felicit\u00e0 raramente arriva fino alla fine: perch\u00e9 quasi ogni violenza, se non sfugge con rapida morte alle vicissitudini delle cose, ha un triste esito.<\/p>\n<p>Cos\u00ec se accade che avvenga un cambiamento di situazione e quella setta proscritta e schiacciata riacquisti forza e vigore, allora tutto lo zelo e le violenze sono condannate, persino il ricordo viene in odio, e tutti gli onori vanno a finire in obbrobrio.<\/p>\n<p>Il fatto che Diomede fu ucciso dall&#8217;ospite, indica che il dissidio religioso eccita tradimenti ed insidie anche tra persone unite da vincoli strettissimi. I lutti e i lamenti non sopportati, ma puniti col supplizio, ammoniscono che in tutti i delitti deve essere lasciato spazio all&#8217;umana commiserazione, in modo che anche coloro che odiano i crimini commiserino per umanit\u00e0 le persone e i tormenti dei colpevoli; \u00e8 infatti l&#8217;estremo dei mali se \u00e8 tolta la possibilit\u00e0 della misericordia.<\/p>\n<p>Ma tuttavia quando si tratta di religione e di empiet\u00e0, anche le umane commiserazioni possono essere notate e considerate sospette. I lamenti e le querimonie dei compagni di Diomede, invece, cio\u00e8 di uomini della stessa setta ed opinione, sono molto patetici e melodiosi come quelli dei cigni, gli uccelli di Diomede. Anche questa parte dell&#8217;allegoria \u00e8 nobile e insigne, infatti, le voci di coloro che subiscono il supplizio per cause religiose sembrano, al momento della morte, canti di cigno, perch\u00e9 scuotono l&#8217;animo umano in modo incredibile e restano poi per lungo tempo nell&#8217;impressione e nella memoria. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Diomede rifulgeva di grande ed esimia gloria ed era oltremodo caro a Pallade, da questa fu provocato (quasi che egli non fosse pi\u00f9 audace di quanto occorresse) a non risparmiare Venere se per caso l&#8217;avesse incontrata in battaglia. 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