{"id":1338,"date":"2010-06-18T06:48:07","date_gmt":"2010-06-18T04:48:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1338"},"modified":"2023-09-18T16:12:35","modified_gmt":"2023-09-18T14:12:35","slug":"come-svelare-i-misteri-della-cabala-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1338","title":{"rendered":"Come svelare i misteri della Cabala \/13"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=75\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Studi Biblici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Studi Biblici\" src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Nella cabala si dice che la Torah \u00e8 l&#8217;estensione e la permutazione del nome di Dio, IHVH. Pertanto l&#8217;oggetto della cabala sembra essere la conoscenza di Dio, principio e fine di tutte le cose.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Come svelare i misteri della Cabala \/13<\/h3>\n<p align=\"left\">di Anonimo &#8211; Traduzione da testo spagnolo a cura di Giuseppe Barbone<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Dall&#8217;uomo a Dio<\/h4>\n<p>Nella cabala si dice che la Torah \u00e8 l&#8217;estensione e la permutazione del nome di Dio, IHVH. Pertanto l&#8217;oggetto della cabala sembra essere la conoscenza di Dio, principio e fine di tutte le cose. Dio (Elohim), e la natura (ha-teva), hanno in ebraico, lo stesso valore ghematrico, per questo studiando l&#8217;uomo e la natura si realizza la ricerca di Dio. \u00c8 cercando Dio che l&#8217;uomo prende coscienza di s\u00e9 stesso; cercando Dio l&#8217;uomo sperimenta la sua libert\u00e0 e la stabilisce nell&#8217;esperienza del suo essere rendendosi conto che \u00e8 lo stesso Essere uno ed indivisibile. \u00c8 cos\u00ec che l&#8217;uomo riallaccia o riunisce, la cosa separata in un nodo armonioso di soave dolcezza esercitando la sua libert\u00e0 e volont\u00e0 di unione in <em>Quello<\/em> che \u00e8 la sua origine e la sua condizione naturale.<\/p>\n<p>Quello che sorprende la ragione, \u00e8 che ogni essere individualizzato abbia un solo ordine, una sola origine ed una sola fine. Un solo Dio per tanti milioni di esseri.<\/p>\n<p>Amare Dio al di sopra di tutte le cose \u00e8 il primo comandamento per ogni essere, ma lo Zohar lo dice in questo modo: &#8220;Conoscerete che Io sono l&#8217;Eterno, il vostro Dio&#8221;. In modo che invece di un ordine, &#8220;amare a Dio&#8221; sia la sola condizione per tutti gli esseri: Unit\u00e0 nell&#8217;Eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Alexander Safran nel suo libro <em>La Cabala<\/em> domanda: &#8220;Si pu\u00f2 ordinare ad un uomo di conoscere Dio?&#8221; Conoscere Dio non si riduce ad un atto di conoscenza intellettuale che ha Dio per oggetto, \u00e8 prima necessario che ogni uomo abbia nella sua mente la predisposizione ad entrare in un difficile compito di ricerca della divinit\u00e0. Volendo pensare l&#8217;umanit\u00e0 divisa in gradi di inquietudine, di necessit\u00e0 e predisposizione, possiamo supporre che una parte di essa non si pone il problema di conoscere Dio. Vi sono poi quelli che stanno bene con la propria religione e con i postulati da essa stabiliti. In altri casi ci sono fedeli che mettono in discussione il modello a cui s&#8217;ispirano, dando cos\u00ec il via ad una ricerca di risposte che possano soddisfare le loro apprensioni.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimi costituiscono quei ricercatori che prima o poi realizzeranno l&#8217;unione mistica con Dio. Ciononostante, tutti con il loro tempo, giungeranno a tale realizzazione.<\/p>\n<p>Dio non \u00e8 un oggetto che la ragione umana possa analizzare o conoscere, data la sua profonda natura. Quando parliamo di Dio lo facciamo con la nostra ragione o con le nostre emozioni, che lo percepiscono in un immaginario soggettivo Ma Egli non \u00e8 n\u00e9 oggetto n\u00e9 soggetto, pertanto, il modo per conoscere Dio deve seguire un metodo che escluda le nostre proiezioni. Dio non lo si pu\u00f2 possedere. La nostra educazione dell'&#8221;avere&#8221; deve cambiare in &#8220;essere&#8221; che significa sperimentare la via della realizzazione di unit\u00e0, della nostra origine, del nostro presente e del nostro destino, tutto in una sola esperienza. Questo vissuto ci mostra un essere globale, questo Essere o Dio, quando \u00e8 presente nell&#8217;esperienza, \u00e8 come se coinvolgesse in una presa di coscienza, col risultato che la frase biblica &#8220;Io Sono&#8221; (Anohi in ebraico), abbraccia tutti i nomi sacri di Dio come i suoi comandamenti pronunciati per coloro che l&#8217;hanno realizzato.<\/p>\n<p>Dio \u00e8 l&#8217;Essere, la Realt\u00e0, che viene percepita quando l&#8217;essere umano realizza l&#8217;Essere. Questo non \u00e8 un gioco di parole, ma corrisponde ad un livello di coscienza nel quale non ci s&#8217;idenifica pi\u00f9 con la parte fisica, in cui i sensi sono quietati e la mente riposa, cos\u00ec da raggiungere la realizzazione del proprio essere pi\u00f9 profondo; \u00e8 allora che l&#8217;individuo inizia a comprendere che Dio \u00e8 l&#8217;esperienza dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>In questo stato di coscienza non c&#8217;\u00e8 proiezione dell&#8217;individuo nell&#8217;oggetto, \u00e8 una Realt\u00e0 nuova che la ragione ed i sensi non avevano percepito prima, per questo motivo diciamo che Dio non \u00e8 oggetto, n\u00e9 soggetto. Da questa eterna esperienza, atemporale, che ci permea completamente, possiamo affermare che alcune vecchie espressioni dei saggi diventano nuove nell&#8217;esperienza personale. Ci riferiamo a frasi come quella che dice: <em>Dio \u00e8 il tutto, \u00e8 onnipresente e niente si crea senza di Lui che abbraccia tutto<\/em>. Comprendiamo anche che Dio \u00e8 l&#8217;Essenza, l&#8217;Interiorit\u00e0, e quando parliamo di Reintegrazione ci riferiamo a questa magnifica esperienza di Essere. Nel Sepher Yetzirah c&#8217;\u00e8 anche una frase che dice: <em>Prima dell&#8217;uno che cosa puoi contare?<\/em> Egli pu\u00f2 estendersi attraverso tutti i piani, Atziluth, Briah, Yetzirah ed Assiah, essere nell&#8217;uomo, ritrarsi in S\u00e9 stesso, permutarsi, ma Lui \u00e8 sempre Lui. Dice Filone: <em>Dio non pu\u00f2 essere concepito in nessun modo che non sia di Dio stesso<\/em>.<\/p>\n<p>Ci siamo mai chiesti perch\u00e9 tutti gli uomini in qualche momento della loro vita si sentono attratti da Dio? \u00c8 per un senso di vulnerabilit\u00e0 e vogliamo cercare fuori o dentro di noi qualche specie di protezione o \u00e8 perch\u00e9 nella parte pi\u00f9 profonda di noi sentiamo un&#8217;attrazione naturale alla realizzazione dell&#8217;Essere? Nella Bibbia possiamo trovare riferimenti che interpretati in un certo modo potrebbero suggerirci la risposta.<\/p>\n<p>Il Primo libro dei Re dice che quando Salomone pecc\u00f2, per costruire un tempio ad Astarte, Dio gli tolse il dominio su Israele, ma grazie a suo padre David, gli lasci\u00f2 una trib\u00f9. Israele \u00e8 Dio esteso nel piano di Yetzirah (formazione), come si evince dall&#8217;addizione e riduzione teosofica, ghematrica, del suo nome Israele: I = 10; Shin = 300; Rosh = 200; Alef = 1; Lamed = 30. Totale 541, livello di Yetzirah o formazione. Da cui 5+4+1 = 10. Quindi 1+0 = 1. Pertanto, Dio \u00e8 l&#8217;Uno e Israele \u00e8 l&#8217;Uno nel piano di Yetzirah. Dio e Israele sono la stessa cosa nel suo significato pi\u00f9 profondo. Dio si \u00e8 esteso fino all&#8217;umanit\u00e0. Da quanto detto possiamo interpretare che quando l&#8217;uomo si separa da Dio in coscienza, Egli, che siamo noi stessi, ci toglie il dominio, vale a dire, perdiamo la coscienza spirituale, ma ci lascia una trib\u00f9, cio\u00e8, un dominio terreno che ci mantiene uniti a Lui attraverso un filo; ora il lavoro consiste nel recuperare detta coscienza attraverso quel filo o luce interiore che vive nei cuori di tutti gli uomini e che chiamiamo simbolicamente, fidanzata, gemella, matrona, shej&#8217;nah, anima, etc.<\/p>\n<p>Rispetto all&#8217;esperienza dell&#8217;uomo nella sua scoperta di Dio per interiorizzazione nella sua propria coscienza, dice Safran: <em>&#8220;Quando l&#8217;uomo si rende conto che esiste un Anohi, un Io, e che questo Anohi gli dirige la parola, scopre il suo stesso essere e si accorge che anche lui pu\u00f2 trasformarsi in un Anohi. Fino ad allora \u00e8 esistito, s\u00ec, ma ha ignorato la sua esistenza, e non si \u00e8 interrogato in proposito.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ora possiamo comprendere un&#8217;altra frase biblica, la quale dice che Dio crea l&#8217;uomo a sua immagine e somiglianza. Se i milioni di esseri umani della terra realizzassero l&#8217;esperienza di Essere, si renderebbero conto che effettivamente siamo ad immagine e somiglianza di Dio. Bisognerebbe lasciare da parte il senso separativo suscitato dalla prospettiva dell&#8217;auto identificazione ingannevole per dirigersi verso l&#8217;interno di se stessi in una profonda iniziazione come quella dettata dal Filosofo Sconosciuto, che in parole semplici dice: &#8220;l&#8217;iniziazione che cerco \u00e8 quella che dal profondo del mio essere, mi porti alla comunione col Dio del mio cuore.&#8221;<\/p>\n<p>Abbiamo indicato altre volte che il nome di Ges\u00f9 in ebraico (IHShVH), significa letteralmente il Dio che salva. Di nuovo ritorniamo all&#8217;idea di salvazione non pi\u00f9 ad un&#8217;attesa passiva che qualcosa verr\u00e0 a salvarci, bens\u00ec come una condizione attiva di approfondimento nella nostra stessa coscienza fino a realizzare l&#8217;Essere. Questa \u00e8 la salvazione o reintegrazione o restaurazione, che significa unire le parti separate della coscienza. <em>&#8220;\u00c8 l&#8217;uomo che si assicura la sua salvazione attraverso l&#8217;azione&#8221;<\/em> &#8211; Safran.<\/p>\n<p>Come possiamo conoscere Dio finch\u00e9 non arriviamo alla realizzazione di Essere? Quando parliamo di conoscere gli uomini diciamo &#8220;per i fatti li conoscerai&#8221;. Quando parliamo di conoscere Dio dovremmo dirigere anche la nostra osservazione e studio verso i suoi fatti. Studiare la natura e l&#8217;uomo \u00e8 il metodo attraverso il quale non \u00e8 sufficiente a raggiungere la realizzazione dell&#8217;Essere. Tuttavia, chi ha meritato il dono della realizzazione dell&#8217;Essere comprender\u00e0 che non ha bisogno di studiare la natura e l&#8217;uomo, perch\u00e9 il suo nuovo vissuto lo impregna dell&#8217;Io Sono. Nonostante ci\u00f2, finch\u00e9 non si ottiene la realizzazione dell&#8217;Essere, il metodo accennato pu\u00f2 essere valido, perch\u00e9 stabilisce un dialogo tra il proprio essere esteriore ed interiore. Quest&#8217;ultimo, avendo coscienza del bisogno sincero e tremendo dell&#8217;essere esteriore, per la sua fame di Dio, lo porta verso la realizzazione dell&#8217;Essere, facendogli vivere un&#8217;esperienza meravigliosa e sublime che non si pu\u00f2 descrivere a parole. A proposito di questo ricordo il dialogo di un monaco con il suo discepolo che gli domanda: &#8220;maestro quando posso vedere Dio?&#8221; Al che il vecchio monaco lo prende per la pettorina e introduce la sua testa in uno stagno d&#8217;acqua fino al punto di soffocarlo. Dopo un po&#8217; lo tira fuori per farlo respirare e gli risponde: &#8220;Potrai vedere Dio quando lo desidererai cos\u00ec, come ora desideravi respirare.&#8221;<\/p>\n<p>Il riferimento antico del Genesi \u00e8 una possibilit\u00e0 per iniziare lo studio dei fatti imputati a Dio. In quest&#8217;opera, che parla della creazione, si stabilisce fin dall&#8217;inizio una stretta relazione tra uomo e Dio. Il Creatore e la creatura rimangono uniti. Il Dio creativo \u00e8 Elohim, mentre l&#8217;interlocutore con l&#8217;uomo \u00e8 IHVH. \u00c8 questo aspetto di Dio quello che inizia una creazione incompiuta, ma stabilisce la relazione con l&#8217;uomo affinch\u00e9 esso continui l&#8217;opera. Quando l&#8217;uomo scopre Dio per interiorizzazione, quando raggiunge la realizzazione dell&#8217;Essere, stabilisce questa relazione tra lui e Dio e lo contempla, come se si guardasse allo specchio, perch\u00e9 quello \u00e8 il suo Compagno. Il nome Elohim, Dio, e &#8220;avere-teva&#8221;, la Natura, possiedono lo stesso valore numerico, ottantasei, pertanto, se si studia questo si inizia a stabilire una pi\u00f9 stretta relazione con Dio.<\/p>\n<p>Dio non \u00e8 percepito n\u00e9 attraverso i sensi n\u00e9 attraverso la ragione, Dio non \u00e8 quello che pensiamo o sentiamo emozionalmente. Neanche la teologia o la filosofia possono avvicinarci all&#8217;esperienza dell&#8217;Io Sono. Il metodo scientifico non si sostituir\u00e0 mai alla nostra coscienza, attraverso la quale possiamo afferrare Dio. L&#8217;educazione che abbiamo ricevuto da bambini, che ci ha riempito di schemi mentali, non \u00e8 affatto adeguata a sentirci immagine e somiglianza di Dio. C&#8217;\u00e8 una realt\u00e0 metafisica che bisogna far nostra prescindendo dagli sforzi del pensiero speculativo come fanno gli uomini della cabala, i quali si immergono nel loro stesso essere fino a raggiungere la Realt\u00e0. Cos\u00ec facendo sembra che ci sia una parte dell&#8217;Essere che si rifiuti di essere scoperta, pertanto, il compito dell&#8217;uomo di cercare Dio non \u00e8 questione di pochi giorni. I cabalisti non si scoraggiano perch\u00e9 la realizzazione dell&#8217;essere gli infonde una fede promettente, finch\u00e9 un giorno troveranno uno scalino sul quale salire. Non \u00e8 la fede cieca, neanche la fede religiosa, bens\u00ec una fiducia nel fatto che saranno condotti ad un&#8217;espansione dell&#8217;azione permanente della coscienza. Di seguito riportiamo un monito del mistico musulmano, Al-Hallag (858-922):<\/p>\n<p align=\"center\">Il tuo spirito si \u00e8 mischiato col mio spirito<br \/>\nCome il vino si mischia con l&#8217;acqua chiara;<br \/>\nSe qualcosa ti tocca, mi tocca,<br \/>\nOra tu sei me in qualunque situazione&#8230;<br \/>\nOh, tu, coscienza della mia coscienza!, tanto sottile, che rimani<br \/>\nNascosta al potere immaginativo di tutti i viventi,<br \/>\nMa forse dentro, tu, riveli tutte le cose<br \/>\nIn tutte le cose.<br \/>\nIgnoranza sarebbe chiederti perdono, dimostrerebbe la grandezza<br \/>\nDel mio dubbio e l&#8217;eccesso della mia balbuzie.<br \/>\nOh, tu, sintesi di tutto!, tu non sei differente da me;<br \/>\nCome posso io chiedere perdono a me stesso?<br \/>\nTra te e me c&#8217;\u00e8 un &#8220;io sono&#8221; che mi rattrista;<br \/>\nSepara, dunque, nella tua bont\u00e0 questo &#8220;io sono&#8221;<\/p>\n<p>A qualcuno potranno sembrare irriverenti le sentenze del mistico musulmano, ma chi ha sperimentato l&#8217;Essere comprender\u00e0 l&#8217;estensione e l&#8217;intenzione delle sue parole. Santo sia il Signore. Tutti i giorni.<\/p>\n<h4>Sul metodo della realizzazione di Dio<\/h4>\n<p>Abbiamo detto che tutti i mistici parlano della realizzazione di Dio come una verit\u00e0 universale indipendente dall&#8217;epoca e dalla cultura. Ibn Arabi (1165-1241), il sufi di Murcia, dice che la Via, Tariq, \u00e8 il sufismo: &#8220;Dio \u00e8 la realt\u00e0 assoluta e questa realt\u00e0 si manifesta in tutte le cose in diversi livelli di esistenza. La via sufi \u00e8, pertanto, il metodo che permette di leggere ed interpretare quei segni della realt\u00e0 col fine di accedere ad uno stato spirituale vicino ad una conoscenza di Dio.&#8221;<\/p>\n<p>Laoz\u00ed (Lao Tze), 570-490 a.C., in Cina, descrive la Via come qualcosa di vago ed oscuro, anteriore all&#8217;esistenza del Cielo e la Terra, incognito ed inconoscibile, impenetrabile ed intangibile fino al punto di non potere essere descritta con propriet\u00e0. Tuttavia dice poco sul metodo per raggiungere quello che si chiama l&#8217;Imperatore del Cielo nel Tao, Dio.<\/p>\n<p>Con Zhuang Z\u00ed (369-286 a.C.) che segue la linea di Laoz\u00ed, possiamo vedere pi\u00f9 chiaramente un metodo che egli descrive a tappe per raggiungere la realizzazione dell&#8217;Essere. Detto metodo \u00e8 un &#8220;actus&#8221;, cio\u00e8, la realizzazione di Dio, che riesce attraverso l&#8217;azione dell&#8217;uomo diretta verso l&#8217;interiorizzazione. In questo atto si ottiene una realt\u00e0 che Zhuang Z\u00ed chiama la Via, mentre il metodo lo chiama &#8220;sedersi sulla dimenticanza.&#8221;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 il Cristo ed i veri maestri, ci dicono qual \u00e8 la via da seguire, ce la indicano con simboli e parabole perch\u00e9 il linguaggio non ci trasmette la realt\u00e0 divina. Essi ci raccomandano di meditare. Prima di Ges\u00f9 Cristo, la strada o via per arrivare a Dio era zigzagante, con Lui abbiamo imparato una strada retta. Lo disse chiaramente: &#8220;Chi viene a me, viene al Padre.&#8221;<\/p>\n<p>Ma per un occidentale tanto esperto nella speculazione, il metodo pi\u00f9 accessibile \u00e8 quello che viene impartito in alcune, ma poche scuole serie di misticismo come l&#8217;Amorc. Oltre alla pratica meditativa, incorpora esercizi di proiezione psichica e di armonizzazione cosmica, strade molto valide per arrivare alla Realizzazione dell&#8217;Essere.<\/p>\n<h4>Considerazioni finali per una migliore comprensione<\/h4>\n<p>Bench\u00e9 pecchiamo di ripeterci, torneremo a dire cose gi\u00e0 dette, perch\u00e9, giunti a questo punto, avremo una migliore comprensione di alcune idee, le quali ci aiuteranno a creare una base solida attraverso cui iniziare lo studio della cabala. Lo faremo attraverso riassunti che servono come promemoria in una rapida lettura.<\/p>\n<p>Nella lettura di un testo sacro non bisogna solo vedere il senso letterale, perch\u00e9 si trova anche l\u00ec il &#8220;davar&#8221;, il senso nascosto. Dietro una parola si nasconde l&#8217;immagine pi\u00f9 adeguata di una verit\u00e0.<\/p>\n<p>Il metodo della cabala ci porta alla ricerca di un altro livello di consapevolezza. Detto metodo non sembra essere focalizzato a trovare spiegazioni, bens\u00ec a vivere la vera conoscenza. La riflessione e la meditazione producono l&#8217;arte di pensare.<\/p>\n<p>L&#8217;unione del risultato della speculazione coi risultati della meditazione, il confronto e l&#8217;interiorizzazione, danno come conseguenza, la realizzazione di una strada sacra di rivelazione che rappresenta il carattere mistico. La parola nulla\/niente non esiste, il nulla \u00e8 qualcosa. L&#8217;Essere \u00e8 tutto, e se \u00e8, non pu\u00f2 smettere di essere.<\/p>\n<p>La creazione \u00e8 un atto perenne. In questo momento accade. Colui che \u00e8, \u00e8 della stessa natura del Cosmo. Pertanto, qualcosa che sta succedendo non pu\u00f2 smettere di succedere.<\/p>\n<p>In ebraico, l&#8217;ausiliare &#8220;essere&#8221; non si usa. Siamo abituati ad usarlo perch\u00e9 siamo medici o avvocati, venditori, scrittori, impiegati, donne, uomini, malati, sani, etc. Questo distrugge l&#8217;idea del vero essere. Se uno \u00e8, non pu\u00f2 essere altro. Non si \u00e8 questo o quello, avvocato o medico. L&#8217;io sono non pu\u00f2 essere quello che credo che sia, perch\u00e9 se Egli \u00e8, non pu\u00f2 essere un&#8217;altra cosa. Il pensare altrimenti, radica il problema di quello che chiamiamo auto identificazione.<\/p>\n<p>In ebraico i superlativi si costruiscono in modo diverso dallo spagnolo. La formula superlativa la troviamo in: &#8220;Il Cantico dei Cantici&#8221;, &#8220;Il Re dei re&#8221;, &#8220;il signore dei signori&#8221;, etc.<\/p>\n<p>Il genitivo latino si costruisce in modo diverso dall&#8217;ebraico. Noi non pensiamo che un cambiamento di vocali, per esempio legge-legale, muti il significato simbolico. In ebraico non si pu\u00f2 toccare una lettera perch\u00e9 il suo valore ghematrico diverrebbe un altro, col quale, cambierebbe il senso nascosto. L&#8217;ebraico \u00e8 per questo una lingua sacra, ecco perch\u00e9 prima di cambiare una lettera bisogna riflettere.<\/p>\n<p>Il verbo avere \u00e8 qualcosa di molto radicato nella nostra consapevolezza soggettiva. Il mio e tuo prendono rilevanza attraverso l&#8217;affermazione dell&#8217;ego. Ma quell&#8217;ego non \u00e8 il vero ego. Abbiamo parlato dell&#8217;errore di autoidentificazione. Pertanto, &#8220;avere&#8221; \u00e8 una parola da considerare. Non si pu\u00f2 avere l&#8217;acqua, il sole, il cielo, Dio, etc. Come si pu\u00f2 avere l&#8217;acqua se essa \u00e8 qualcosa di sostanziale in se stessa? Uno pu\u00f2 analizzarla, berla, irrigare, lavare, etc., ma non pu\u00f2 averla.<\/p>\n<p>Nel S. Yetzirah lo spazio \u00e8 riferito come universo. Nell&#8217;universo si trova tutto, mentre noi concepiamo lo spazio come vuoto. L&#8217;esperienza interna dell&#8217;Essere ci fa concepire lo spazio come &#8220;qui&#8221;. Il tempo \u00e8 riferito come anno, periodo, ma non presenta i concetti di passato e futuro. Nell&#8217;esperienza mistica il tempo \u00e8 &#8220;ora&#8221;. Il tempo \u00e8 il cuore dell&#8217;esistenza. \u00c8 il <em>sabbat<\/em> sacro o riposo divino, il riposo del settimo giorno.<\/p>\n<p>Un altro problema da eliminare \u00e8 la concezione perfetta o imperfetta del tempo. Tutto \u00e8 un presente continuo, tuttavia, il nostro linguaggio si esprime in modo da non permetterci di sperimentare questo continuo. Noi immaginiamo una linea che va da sinistra a destra o da sopra a sotto, e diciamo che da un estremo comincia e che nell&#8217;altro finisce. Sviluppiamo una concezione di principio e fine separati tra loro. Bisognerebbe pensare ad una circonferenza, come se prendessimo gli estremi della linea, come se si trattasse di una corda, e li unissimo per le sue estremit\u00e0 formando un cerchio. Arbitrariamente prendiamo un punto e diciamo che \u00e8 il principio, facciamo il giro e terminiamo il percorso dicendo che quello \u00e8 la fine. Ci renderemo conto che stiamo richiamando principio e fine nello stesso punto di quella forma. Per l&#8217;ebraico il tempo \u00e8 questa continuit\u00e0. Inizio e fine si dicono con la stessa parola che possiamo indicare come profondit\u00e0. Quindi possiamo anche dire che Dio cre\u00f2 il mondo in sei giorni ed il settimo si ripos\u00f2. Che Egli non smette di essere.<\/p>\n<p>Il rabbino Kaplan propone un esercizio per recepire la consapevolezza di profondit\u00e0. Nello stesso modo possiamo andare sia verso l&#8217;alto che verso il basso, perch\u00e9 nel Cosmo non c&#8217;\u00e8 direzione. Ma la nostra mente concepisce qualcosa &#8220;sotto a&#8221;, dando un senso direzionale alla profondit\u00e0. Provate il seguente esercizio: sedetevi comodamente e chiudete gli occhi, visualizzate un buco, frugate e tentate di vedere pi\u00f9 in basso, continuate a penetrare nel buco, ogni volta pi\u00f9 in basso. Sotto a qualcosa c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa, continuate a cercare. Quando credete che il buco sia abbastanza profondo, continuate a rovistare, perch\u00e9 sotto continua ad esserci qualcosa. Puoi uscire in un luogo geografico opposto e scoprire che continua ad esserci qualcosa, magari non crederai pi\u00f9 di scendere, quindi relativamente allo spazio usiamo la parola salire, ma continua ad essere profondit\u00e0. Dopo avere fatto l&#8217;esercizio vedrete che l&#8217;idea di profondit\u00e0 \u00e8 irraggiungibile: c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa pi\u00f9 in basso,pi\u00f9 profondo, pi\u00f9 a destra o a sinistra, non si arriva mai all&#8217;inizio n\u00e9 alla fine perch\u00e9 essi sono un continuo.<\/p>\n<p>L&#8217;alleanza tra il sopra ed il sotto la deve stabilire l&#8217;iniziato. Perci\u00f2 bisogna smettere di parlare; fermate la ruota dell&#8217;immaginazione e meditate fino a raggiungere la visione profetica. Il Sepher Yetzirah nella sezione VIII della versione Gra, dice cos\u00ec: &#8220;Dieci sephirot del nulla. Frena la tua bocca di parlare ed il tuo cuore di pensare. Se il tuo cuore corre, ritorna indietro&#8221;. Per questo motivo \u00e8 scritto: &#8220;I Chayot andavano e venivano&#8221; (Ez.1:14). Per questo si fece &#8220;un&#8217;alleanza&#8221;. (Il termine &#8220;Chayot&#8221; o &#8220;Hayyot&#8221; Ezechiele lo cambia in Cherubino. Si riferisce alla visione che ebbe sulle rive del fiume Kebar, nel quale fu trasportato a Gerusalemme, che conosciamo come la visione del carro o merkaba).<\/p>\n<p>Il sopra e sotto, o questo mondo e il di l\u00e0, non sono due cose separate, due mondi. Per capire questo, immaginiamo una linea la cui met\u00e0 non si pu\u00f2 vedere perch\u00e9 \u00e8 nascosta, come una canna messa in una bottiglia oscura dalla quale emerge la met\u00e0. Vediamo solo mezza canna, quella che emerge. Cos\u00ec succede con quello che chiamiamo due mondi, questo e\/o quello &#8220;pi\u00f9&#8221; in l\u00e0. Nella mezza canna, vediamo mezzo mondo, lo sentiamo, lo misuriamo, vediamo le sue forme e colori, discutiamo su di lui. Ma della met\u00e0 che non vediamo osserviamo ed inventiamo molte storie. Ad alcuni serve per dimostrare di sapere cose che altri non sanno. Un mistico scopre subito questi impostori, che parlano di una cosa che non hanno mai sperimentato. Poich\u00e9 la maggioranza delle persone non ha esperienza dell&#8217;altro lato della &#8220;canna&#8221;, non pu\u00f2 confutare l&#8217;impostore, cosa che egli sa e gli viene utile per continuare le sue storie. Ma nell&#8217;esempio della canna noi non diremmo che ci sono due canne, ugualmente non possiamo concepire, misticamente parlando, due mondi, bens\u00ec uno solo. Ci rendiamo conto, tuttavia, che ci sono una variet\u00e0 o serie concatenate di cause ed effetti ostensibili, ma una parte della catena rimane nascosta ai sensi, quello che chiamiamo il di l\u00e0, concependolo come se fosse un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Tutta la canna \u00e8 parte dell&#8217;Essere, per il Quale non c&#8217;\u00e8 separazione. Quello che si concepisce sono scenari distinti, uno per ogni livello di consapevolezza. Un mistico \u00e8 uno che cammina sulla canna e guarda dentro la bottiglia, si affaccia al suo interno e realizza l&#8217;unit\u00e0. Quando esce dall&#8217;esperienza cambia lo scenario. Le leggi di uno si trovano nell&#8217;altro, ma i cambiamenti di consapevolezza fanno s\u00ec che da una parte ci siano le cause, dall&#8217;altra gli effetti.<\/p>\n<p>Una definizione di miracolo potrebbe essere &#8220;un effetto percepito di una causa non percepita&#8221;. Cos\u00ec \u00e8, una cosa che cambia all&#8217;esterno per qualcosa che avviene dentro la bottiglia, all&#8217;esterno manifesta il suo effetto. Tutto succede nella canna, la sola canna. Percependo l&#8217;effetto e non la causa rimaniamo a bocca aperta e non troviamo spiegazione, col risultato di chiamarlo miracolo. Tutto \u00e8 la stessa cosa, il movimento eterno dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Ci sono quattro livelli di creazione e quattro nomi con la parola uomo.<\/p>\n<p>Tutta la creazione del Racconto \u00e8 rinchiusa tra l&#8217;<em>aleph<\/em> e la <em>tau<\/em>. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella cabala si dice che la Torah \u00e8 l&#8217;estensione e la permutazione del nome di Dio, IHVH. 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