{"id":1360,"date":"2010-03-07T17:59:07","date_gmt":"2010-03-07T16:59:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1360"},"modified":"2023-09-18T16:18:04","modified_gmt":"2023-09-18T14:18:04","slug":"come-svelare-i-misteri-della-cabala-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1360","title":{"rendered":"Come svelare i misteri della Cabala \/12"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=75\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Studi Biblici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Studi Biblici\" src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il termine via sembra riferirsi ad un metodo, un percorso o sentiero di evoluzione e auto-realizzazione. Varie vie mistiche e religiose hanno usato questo termine nonostante la loro distanza culturale. A volte troviamo la parola cammino come sinonimo di legge, quando vuole essere d&#8217;esortazione e monito al suo compimento in relazione all&#8217;ordine etico e spirituale.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Come svelare i misteri della Cabala \/12<\/h3>\n<p align=\"left\">di Anonimo &#8211; Traduzione da testo spagnolo a cura di Giuseppe Barbone<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>La Via, la Verit\u00e0, la Vita<\/h4>\n<p>Il termine via sembra riferirsi ad un metodo, un percorso o sentiero di evoluzione e auto-realizzazione. Varie vie mistiche e religiose hanno usato questo termine nonostante la loro distanza culturale. A volte troviamo la parola <em>cammino<\/em> come sinonimo di legge, quando vuole essere d&#8217;esortazione e monito al suo compimento in relazione all&#8217;ordine etico e spirituale.<\/p>\n<p>La via come metodo di risveglio della coscienza, fu ben sintetizzato nella celebre affermazione del Cristo: <em>&#8220;Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita. Nessuno va dal Padre se non attraverso me.&#8221;<\/em> (Giovanni XIV, 6).<\/p>\n<p>In greco il cammino o via si dice &#8220;odo&#8221;, suffisso di &#8220;meta&#8221; che unito al prefisso, crea la parola <em>metodo<\/em>, col significato di &#8220;andare pi\u00f9 in l\u00e0&#8221;; letteralmente si traduce con &#8220;arrivare&#8221; a buon fine. Alcune chiese usano l&#8217;espressione &#8220;verso salvazione&#8221;, dove la parola salvazione equivale a restaurazione, restituzione, reintegrazione, auto realizzazione, alludendo al risveglio della coscienza dell&#8217;essere umano come requisito per realizzare l&#8217;Unit\u00e0 attraverso l&#8217;esperienza. Allora, la via indica azione.<\/p>\n<p>Il misticismo del cristianesimo primitivo diede enfasi al <em>sentiero<\/em>, o come dice la Bibbia, la <em>strada<\/em>, con significati che andavano oltre la semplice espressione. Nella Bibbia troviamo certe allusioni che lasciano pensare che la <em>strada<\/em> era una scuola o il gruppo mistico formato da San Paolo. Si dice che questo gruppo fu perseguitato nonostante operasse nel pi\u00f9 stretto riserbo. Negli <em>Atti di Paolo<\/em> alludendo ad un incidente tra Paolo e il governatore Felix, \u00e8 detto: &#8220;Se trovaste qualcuno <em>durante il tragitto<\/em>, sia uomo o donna, portateli a Gerusalemme&#8221;, e nello stesso libro leggiamo: &#8220;\u2026 Ed allora <em>lungo la strada<\/em> ci fu una grande commozione&#8221;. Un altro riferimento lo troviamo in Matteo VII, 13, dove si distingue tra due strade opposte cos\u00ec dice: &#8220;Entrate dalla porta stretta; perch\u00e9 larga \u00e8 la porta, spaziosa \u00e8 la strada che porta alla perdizione. Sono molti quelli che entrano attraversandola; pi\u00f9 \u00e8 stretta la porta, pi\u00f9 si stringe la strada che porta alla Vita. Sono pochi quelli che la trovano&#8221;. Nell&#8217;Antico Testamento c&#8217;\u00e8 anche pi\u00f9 di un riferimento alla via o strada. Prendiamo il Salmo 19 che comincia cos\u00ec: &#8220;Felici quelli che vanno per la via perfetta, quelli che procedono nella legge di Dio&#8221;. Questo e tutti gli altri versetti di questo salmo, si riferiscono al termine strada alludendo al termine legge, lasciando capire che colui che osserva la legge si trova sulla buon strada.<\/p>\n<p>Anche Maimonide sulla strada commenta: &#8220;Il termine <em>halak<\/em> (camminare), \u00e8 anche una delle parole che denotano movimento degli esseri viventi, Giacobbe cominci\u00f2 a camminare lungo la via per incontrare gli angeli di Dio (Gn. II, 1). Quindi il verbo andare\/camminare, fu impiegato per indicare il movimento di corpi meno densi: <em>Ed il fuoco cammin\u00f2 sulla terra<\/em>, (Ez. IX, 23). Lo stesso verbo (andare, camminare) si impieg\u00f2 per indicare l&#8217;espansione e la manifestazione di alcune cose incorporee, a volte significa la manifestazione di qualcosa di spirituale, ed altre, l&#8217;assenza di protezione divina che si allontana alla maniera di un essere vivo che cammina. Pi\u00f9 tardi, l&#8217;espressione camminare fu applicata al comportamento riguardante solo la vita interna, senza il bisogno del movimento corporale, come nei seguenti passi della Scrittura: <em>E tu camminerai nelle sue strade<\/em>, Deum XXVIII 9; <em>Venite e camminiamo nella luce del Signore<\/em>. Is. II, 5&#8243;.<\/p>\n<h4>Discorsi su Dio<\/h4>\n<p>Seguiranno ora dei discorsi su Dio da differenti punti di vista dovuti alle et\u00e0 della vita e al differente grado d&#8217;esperienza. Dall&#8217;et\u00e0 infantile a quella della ragione, per la caratterizzazione data da un linguaggio, come quello ermetico al quale siamo abituati, o che provengono da un&#8217;esperienza mistica. Visioni diverse di Dio che n\u00e9 determinano una differenziazione nelle definizioni, che appartengono ai limiti umani e non certamente divini.<\/p>\n<h4>Dio per i bambini<\/h4>\n<p>Non possiamo immaginare come un bambino piccolo immagina o interpreta Dio, la sua giovane mente non si \u00e8 ancora formata una realt\u00e0 di Dio. Mentre gli adulti pensano che il bambino \u00e8 una creatura di Dio, il bambino non si pone il quesito che Dio \u00e8. Non sa che esiste, perch\u00e9 per lui non esiste. Con il passare degli anni il bambino comincia a concepire Dio cos\u00ec come gli adulti, genitori o educatori, glieLo descrivono. L&#8217;idea di Dio che l&#8217;adulto trasmette al bambino viene semplificata nel concetto di bene e male, questo \u00e8 quello che generalmente viene fatto imparare. In questo modo il Dio che indichiamo non ha niente a che vedere col Dio dell&#8217;esperienza mistica.<\/p>\n<p>La religione contribuisce fortemente all&#8217;idea di Dio che viene insegnata. In un recente passato l&#8217;immagine prevalente era quella di un Dio da temere, un Dio che puniva (ed ancora assai radicata nell&#8217;immaginario popolare); ora comincia ad emergere l&#8217;idea di conoscere ed amare Dio, in modo che se ne abbia coscienza almeno per educazione, se non per realizzazione .<\/p>\n<h4>Il Dio della ragione<\/h4>\n<p>In tutti i casi in cui i mistici nominano Dio, usano ripetere &#8220;Dio del mio cuore, Dio della mia comprensione&#8221;, lasciando cos\u00ec libert\u00e0 assoluta ad ognuno di comprendere e realizzare interiormente l&#8217;idea di Dio e di manifestarlo nella propria vita, cos\u00ec come lo si sente e lo si intende.<\/p>\n<p>Se a cento persone chiedessimo &#8220;chi \u00e8 Dio&#8221;, ascolteremmo probabilmente cento risposte diverse. Ci si pu\u00f2 domandare allora: pu\u00f2 Dio essere di tante forme come tante menti lo pensano? La capacit\u00e0 d&#8217;intendere e comprendere l&#8217;idea di Dio cambia crescendo: oggi non riconosceremmo quella che avevamo da bambini. A mutare quindi non \u00e8 la realt\u00e0 di Dio ma colui che vuole indagarla e allora la frase &#8220;Dio del mio cuore, Dio della mia comprensione&#8221; tiene conto saggiamente di questo continuo cambiamento.<\/p>\n<p>Ora focalizzeremo diversamente il tema della realizzazione di Dio per vedere se arriviamo a percepirlo in coscienza. Dobbiamo accertare i modelli di riferimento della nostra mente scoprendo i paradigmi che determinano il modo nel quale vediamo e accettiamo un&#8217;idea.<\/p>\n<p>Il dizionario della lingua italiana definisce il termine paradigma come &#8220;schemi formali nei quali si organizzano le parole nominali e verbali con le loro rispettive riflessioni&#8221;. Vuole dire che un paradigma \u00e8 un esempio o modello che abbiamo assunto e per mezzo del quale realizziamo le idee, cio\u00e8, realizziamo nella nostra mente temi astratti; potremmo anche concepirli come schemi mentali attraverso i quali interpretiamo la realt\u00e0. La parola paradigma proviene dal greco e significa modello. La scienza e tutte le discipline che si basano su asserzioni o che stabiliscono un modello per spiegare teorie utilizzano paradigmi, ma questi, quando si esauriscono o si imbattono con idee che non si incastrano con quelle promulgate, cambiano radicalmente.<\/p>\n<p>Una volta stabilito un modello, un paradigma, tutte le percezioni si incastrano nella stessa &#8220;stanza&#8221; mentale e raramente abbiamo la possibilit\u00e0 di analizzarle da un altro punto di vista. Reiterando sempre un modello chiudiamo il passaggio a nuove percezioni, perch\u00e9 assumiamo prevalentemente la realt\u00e0 delle proiezioni del modello acquisito. Questo crea una realt\u00e0 ingannevole, e per questo motivo, agli studenti di misticismo viene insegnato che se vogliono imparare qualcosa di nuovo, prima devono disimparare. Detto in altro modo, per realizzare nuove idee, prima dovremo distruggere il paradigma o modello con il quale analizziamo le cose. \u00c8 come se un proiettore dirigesse la sua fonte di luce su uno schermo bianco sul quale appaiono le immagini del film. Eliminare il modello stabilito equivarrebbe a proiettare sullo schermo solo la luce del proiettore, senza immagini.<\/p>\n<p>Da quanto esposto fin qui, possiamo osservare che tutto il tema del cambiamento della percezione \u00e8 in rapporto con la coscienza, perci\u00f2 dobbiamo mettere a fuoco anche questo concetto. Ci sono distinte definizioni enciclopediche della coscienza, che dipendono dalla corrente filosofica e\/o psicologica. Una di esse dice che <em>consapevolezza<\/em> \u00e8 la &#8220;auto-coscienza della propria esistenza e delle sue modificazioni&#8221;. Ma se abbiamo un modello educativo stabilito o paradigma dell&#8217;auto-coscienza come possiamo raggiungere la vera auto-coscienza? Se percepiamo sempre dallo stesso punto di vista a cui ci obbliga il modello educativo, sar\u00e0 difficile sapere realmente chi siamo. Nell&#8217;esempio del proiettore e dello schermo, noi proiettiamo un film gi\u00e0 conosciuto in precedenza, in modo che la nostra coscienza dell&#8217;io, o auto-coscienza, non potr\u00e0 rilevarlo come nuovo.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra definizione sembra voler evitare il problema definendo la coscienza come &#8220;l&#8217;aspetto soggettivo ed incomunicabile dell&#8217;attivit\u00e0 psichica&#8221;. Per la psicologia, la coscienza \u00e8 un auto-conoscimento riflesso di quanto abbiamo fatto, in modo che l&#8217;atto di conoscenza rimane limitato ai nostri temi mentali senza prendere in considerazione l&#8217;io pi\u00f9 intimo ed universale, cosa che risolse Kant distinguendo tra coscienza psicologica e coscienza trascendentale, mentre Hegel arriva ad una coscienza metafisica che abbraccia la realt\u00e0 tutta. Nel rosacrucianesimo, la coscienza \u00e8 una funzione della Forza Vitale, pertanto, \u00e8 un tema dell&#8217;anima e non solo del corpo, della mente e dei suoi aspetti psicologici. Pertanto, la coscienza \u00e8 universale, cio\u00e8, non risiede esclusivamente nel cervello.<\/p>\n<p>Per tutto ci\u00f2, quando ci riferiamo alla coscienza affrontiamo problemi del linguaggio e dei paradigmi o modelli stabiliti. Ci\u00f2 premesso, da un lato diciamo che la coscienza \u00e8 universale che \u00e8 ovunque ed \u00e8 sempre. Dall&#8217;altro ci contraddiciamo dicendo che la coscienza \u00e8 mutevole.<\/p>\n<p>Se abbiamo detto che Dio non \u00e8 la stessa cosa per noi nelle differenti tappe della nostra vita, \u00e8 perch\u00e9 assumiamo un cambiamento di coscienza. Qui sta la trappola, quando ci riferiamo alle nostre percezioni ci sembra che la cosa cambi, ma quando ci riferiamo alla &#8220;cosa in s\u00e9&#8221;, prescindendo dalla nostra messa a fuoco, ci\u00f2 che \u00ab\u00e8\u00bb ne rappresenta l&#8217;essenza; pertanto, non gli si possono attribuire cambiamenti, classificazioni, n\u00e9 elementi comparativi. Pertanto possiamo dire che Dio \u00e8 coscienza, che, filtrata dal nostro modello sar\u00e0 mutevole, ma eliminando il paradigma stabilito, Dio \u00e8 Coscienza, e rimane tale attraverso i tempi, senza principio, n\u00e9 fine e senza cambiamenti.<\/p>\n<p>Ora parliamo del modello abituale e diciamo che la coscienza \u00e8 cangiante. Ci renderemo conto che quando leggiamo un paragrafo della Bibbia, riflettendovi e rileggendolo a distanza di tempo, il senso del testo \u00e8 cambiato. Le parole sono le stesse, ma non il senso che gli diamo. Questo ci fa percepire cambiamenti nella coscienza, ma la Coscienza, con la C maiuscola, non \u00e8 cambiata; \u00e8 successo che con un semplice esercizio abbiamo destato la coscienza. Attribuiamo il cambiamento all&#8217;oggetto quando invece siamo noi oggetto del cambiamento.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra questione da tener presente, il fatto che noi non abbiamo una presa di coscienza diretta ma attraverso intermediari. Ci\u00f2 che indichiamo con coscienza \u00e8 frutto dell&#8217;interpretazione che attribuiamo ad una gamma di vibrazioni che giunge a noi. La realt\u00e0 fisica \u00e8 ci\u00f2 che percepiamo ed interpretiamo attraverso i sensi. Nella realt\u00e0 soggettiva intervengono i mediatori che sono le nostre facolt\u00e0 mentali, che interpretano prevalentemente secondo paradigmi o modelli stabiliti nei quali incorre l&#8217;educazione, le credenze, la nostra comprensione, etc. La nostra coscienza genera allora una proiezione dei concetti presi in esame, in modo che quando si domanda, ad esempio &#8220;che cosa \u00e8 Dio?&#8221;, rispondiamo con la nostra proiezione preventivamente stabilita.<\/p>\n<p>Uno dei modelli accettati \u00e8 quello che induce a pensare che la coscienza risieda nel cervello, magari per il fatto che ad esso rispondono terminazioni nervose ed i sensi fisici; ma se passate ripetute volte il vostro dito indice su una superficie, facendo molta attenzione sul dito, potrete sentire e pensare che la coscienza si trova nella punta del dito. In questo modo se gli occhi stessero sulla schiena, potremmo dire che la coscienza visuale si trova l\u00ec e non nel cervello. Se avete poi, la capacit\u00e0 di staccarvi dal piano fisico e mentale durante le vostre meditazioni, vi accorgerete che eravate coscienti, non con la coscienza della carta d&#8217;identit\u00e0, bens\u00ec con quella impersonale che abbraccia tutto. Un&#8217;altro fenomeno, che dimostra quanto la coscienza non sia esclusiva del cervello \u00e8 la proiezione psichica. Lo sanno anche quelli che dopo un incidente hanno visto il loro corpo giacere inerte. Con che cosa si sono visti? Si sono visti con la coscienza che li pervade completamente; le loro facolt\u00e0 fisiche non sono attive, ma essi si percepiscono come se stessero osservando il loro corpo dall&#8217;alto.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che spesso la terminologia \u00e8 impropria quando si parla di coscienza, come quando perdendo i sensi, diciamo che siamo rimasti incoscienti, ma non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 la coscienza non si perde mai. Una persona incosciente significa che ha perso la percezione dei sensi fisici, ma continua a percepire con un altro livello di coscienza.<\/p>\n<p>La coscienza \u00e8 una, ma per capirci creiamo dipartimenti in funzione ai modelli stabiliti. Se diciamo freddo, caldo, duro, soave, amaro, rumoroso, rosso, etc., stiamo indicando una serie di vibrazioni che interpretiamo e chiamiamo coscienza oggettiva. Se diciamo felicit\u00e0, tristezza, tempo, ragione, difficile, allegria, etc., stiamo alludendo ad un&#8217;altra gamma di vibrazioni che indichiamo come coscienza soggettiva. Se dicessimo, Dio, l&#8217;Essere, il Cosmo, il Maestro Interno, l&#8217;Io profondo, etc. dove collocheremmo questa classe di vibrazioni? Normalmente tenderemmo ad interpretare questi aspetti con schemi e modelli che rispondono alla coscienza soggettiva; ne deriverebbe un&#8217;interpretazione personale e non una rappresentazione oggettiva. In altri termini parleremmo della nostra idea di Dio, di Essere, di Cosmo, etc., rimanendo distanti dalla verit\u00e0 oggettiva.<\/p>\n<p>La coscienza per dipartimenti mi fa pensare ad una multisala dove girano contemporaneamente quattro film. Uno pu\u00f2 entrare in una sala o in un&#8217;altra, ma non pu\u00f2 stare in due sale contemporaneamente. Se la sala A la chiamiamo coscienza oggettiva, la B soggettiva, la C subcoscienza e la D coscienza cosmica, ci sembrerebbe che esistano distinte coscienze, bench\u00e9 la coscienza sia una. La coscienza \u00e8 come la luce che esce da un proiettore, le immagini sono l&#8217;interpretazione dei nostri atti coscienti. Ma nella nostra mente abbiamo un vocabolario e dei modelli stabiliti che ci spiegano quello che succede in relazione con le immagini delle sale A e B, mentre questi paradigmi ed il loro linguaggio non ci servono per spiegare quello che succede nei film delle sale C e D. La cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che i film di queste due ultime sale non contengano immagini, ma interpretiamo la corrente di luce, o di coscienza, con le immagini della sala B previamente stabiliti. A questo scopo \u00e8 utile la meditazione, perch\u00e9 rappresenta il metodo per riuscire a percepire la luce e cambiare le immagini mentali, affinch\u00e9 gradualmente la differenza tra quelle proiettate e quelle percepite si annulli, al punto che corrispondano.<\/p>\n<p>Per avere un&#8217;altra realt\u00e0 o per lo meno un&#8217;altra interpretazione di Dio, bisognerebbe accedere a percezioni pi\u00f9 sottili. Poich\u00e9 la coscienza \u00e8 una funzione della Forza Vitale della Vita, e la sua corrente \u00e8 globale, per cambiare i modelli stabiliti, dobbiamo zittire il corpo e la mente ed entrare in meditazione, o detto in altro modo, in comunione con l&#8217;Essere, cio\u00e8, avere una nuova concezione della coscienza. Destare la coscienza aumentandone le percezioni, c&#8217;introdurr\u00e0 in nuovi concetti e far\u00e0 s\u00ec che la nostra mente cambi i modelli unificando vasti campi di osservazione; nuovi concetti che risulteranno semplici e naturali. Si arriva cos\u00ec ad essere coscienti della coscienza. &#8220;Illuminare&#8221; un concetto, nel senso di prenderne coscienza o l&#8217;idea di una coscienza illuminata, acquisisce allora un nuovo significato. Anche le frasi bibliche &#8220;Sia fatta Luce&#8221; o &#8220;Luce, Amore, Vita&#8221; esprimono una coscienza profonda dell&#8217;Essere e degli aspetti energetici che quei tre termini indicano.<\/p>\n<p>Se come abbiamo visto, tutto \u00e8 coscienza, potremmo rispondere alla domanda: &#8220;chi \u00e8 Dio?&#8221; dicendo che \u00e8 la nostra esperienza di auto-coscienza trascendente, ma, lasciando aperto l&#8217;interrogativo, perch\u00e9 la cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che le reiterate meditazioni ci forniranno nuovi elementi e nuove esperienze, grazie ad un affinamento della percezione, tale da modificare e raffinare i nostri modelli.<\/p>\n<p>Abbiamo esperienza di avere cambiato il nostro modello rispetto a Dio? Praticamente la risposta di tutta l&#8217;umanit\u00e0 sarebbe di s\u00ec. Quando nella nostra educazione religiosa ricevuta a scuola o a casa, ci dicevano che Dio \u00e8 buono, saggio, poderoso, creatore del cielo e della terra, etc., ci stavano creando un modello che accettavamo senza ostacoli, ma, col passare del tempo, quel dio antropomorfico cedette il passo ad un&#8217;altra concezione. Quando nostra nonna ci diceva &#8220;che&#8221; Dio ti punisce, immaginavamo un dio persecutore che sapeva tutto e che ci spiava per punire i nostri errori. Nel momento in cui comprendiamo la legge del karma, superiamo questa concezione e comprendiamo che il premio o la punizione \u00e8 un effetto di una causa originata da noi stessi ed \u00e8 indipendente da Dio (bench\u00e9 ci sia ancora gente che non ha compreso la legge del karma non fa altro che sostituire le osservazioni cambiando unicamente la terminologia, ma non l&#8217;idea; dicono: &#8220;genererai karma&#8221;, invece di &#8220;Dio ti punisce&#8221;). Oggi l&#8217;astrofisica inizia a dire che l&#8217;universo si crea, si distrugge e torna a crearsi indipendentemente, in un cambiamento perenne di un dio creatore. Anche Maimonide, il maggiore filosofo ebreo, diceva che per sapere qualcosa di Dio era meglio il metodo della negazione che quello dell&#8217;affermazione. Egli \u00e8 molto legato all&#8217;idea di lasciare l&#8217;interrogazione aperta, perch\u00e9 non \u00e8 la stessa cosa dire: Dio \u00e8 il creatore, Dio \u00e8 Onnipotente, Dio \u00e8 buono e saggio, etc.; egli preferisce domandarsi: se Dio non \u00e8 una persona, non \u00e8 un angelo, non \u00e8 la terra, non \u00e8 il cielo, allora che cos&#8217;\u00e8? Lasciando aperta la domanda, ogni giorno sapremo qualcosa in pi\u00f9 di Dio. Ma la mente umana sembra non voler rimanere vuota, ci rifiutiamo di non sapere. Pertanto qualunque idea compiuta soddisfa momentaneamente la necessit\u00e0 umana di credere di sapere qualcosa.<\/p>\n<p>Per il momento, diciamo che Dio \u00e8 coscienza, e come coscienza \u00e8 Luce, Vita ed Amore. Quindi cerchiamo la realizzazione pi\u00f9 intima di Dio e di questi attributi della coscienza; ed essendo questa una funzione della Forza Vitale della Vita, diciamo che Dio \u00e8 la nostra anima universale. A qualcuno potr\u00e0 sembrare irriverente dire che questa Forza Vitale \u00e8 Dio stesso, ma un giorno la loro meditazione, sperimentando la coscienza dell&#8217;Essere, confermer\u00e0 tutto ci\u00f2.<\/p>\n<h4>Il Dio Madre nell&#8217;esoterismo giudaico-cristiano<\/h4>\n<p>Nella Chiesa si parla della Madre di Dio, che sembra contraddire che l&#8217;idea pi\u00f9 grande, pi\u00f9 alta, il &#8220;summun bonum&#8221; sia Dio. Tuttavia, se invece di Madre di Dio, diciamo Dio Madre, stiamo usando un&#8217;espressione che non classifica ma che attribuisce qualit\u00e0 a Dio. Nelle righe seguenti vedremo come quella Madre, cio\u00e8, il Dio Madre, discende dal cielo simbolico alla terra nell&#8217;uomo carnale. Perci\u00f2 ci baseremo su postulati della mistica ebraica, perch\u00e9 la sua religione non menziona, come nella mistica, un Dio di natura femminile. Questo costituir\u00e0 la prima parte di questo discorso. Nella seconda parte utilizzeremo il misticismo cristiano di San Giovanni della Croce che ci racconta il viaggio della Madre nell&#8217;uomo carnale fino a Dio del cielo. Tutto il ragionamento \u00e8 prodotto con la presa di coscienza dell&#8217;esilio e della necessit\u00e0 di reintegrazione che ci obbliga a dire: \u00abSvegliami Madre, dal mio sonno!\u00bb<\/p>\n<p>Nella cabala, le tre lettere madri ebraiche: <em>aleph<\/em>, <em>mem<\/em> e <em>shin<\/em>, si riferiscono alle tre lettere del nome di Dio: E H V. Nello Zohar queste tre lettere del nome di Dio si intendono in questo modo:<\/p>\n<p><em>E<\/em>, \u00e8 il Padre; <em>H<\/em>, \u00e8 la Madre; <em>V<\/em>, \u00e8 il Figlio.<\/p>\n<p>La cabala dice anche che il sacro nome di Dio di quattro lettere (YHVH), si completa col nome umano di Abramo e ricorda il passaggio del Genesi nel quale racconta che Abram e Saray erano vecchi e non avevano avuto discendenza fino a che Dio include un&#8217;acca nel nome di Abramo e cambia l&#8217;E di Saray con un&#8217;acca. In questo modo si ottiene il <em>tetragramaton<\/em> o nome sacro di quattro lettere.<\/p>\n<p>Gli originali del nome sono Y H V, che come Padre, Madre e Figlio, formano la Sacra Trinit\u00e0, senza la quale niente di quanto creato esisterebbe, a parte questo triangolo superno. La lettera madre <em>Mem<\/em> si ubica nella sephira <em>Binah<\/em>, rappresenta l&#8217;acqua, la vergine, la Madre celeste. Ma Padre, Madre, Figlio, sono tre aspetti di un solo Dio.<\/p>\n<p>Nel Martinismo tradizionale, si dice anche che tutto il creato parte da Binah, cio\u00e8, dall&#8217;acqua o dalla Madre. In realt\u00e0, i giorni della creazione che narra il Genesi cominciano nella quarta sephira dell&#8217;Albero della Vita, cio\u00e8, nascono dalla Prima Trinit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel misticismo ebraico come nel cristiano si impiega la Vergine o Madre come mediatrice tra l&#8217;uomo e Dio. \u00c8 l&#8217;intermediaria per raggiungere l&#8217;unione mistica. Ma ora questa mediatrice \u00e8 posizionata nella sephira chiamata Malkuth, la decima dell&#8217;albero e non la terza. In modo che abbiamo una Madre Celeste dalla quale parte la creazione ed una Madre mediatrice per ascendere nella coscienza. Non \u00e8 che vi siano due Madri, ma \u00e8 la Madre Celeste ch&#8217;\u00e8 discesa fino all&#8217;uomo per aiutarlo nella sua risalita.<\/p>\n<p>Questa Madre mediatrice ha molti nomi: regno, gemella, fidanzata, donzella, sposa, matrona, <em>shej&#8217;inah<\/em>, possiamo chiamarla anche l&#8217;anima dell&#8217;uomo. Una parabola dello Zohar ci fa capire che se vogliamo arrivare a Dio, dobbiamo passare in primo luogo dalla Regina. Dice: <em>&#8220;Concorda con la dignit\u00e0 del Re che la Matrona dichiari per Lui la guerra e riceva petizioni per Lui?&#8221;<\/em>. Lo Zohar continua dicendo che Dio considera questa Matrona di alto valore e stima che per onorarla\u2026 <em>&#8220;gli dar\u00f2 pieno controllo sul palazzo e su tutta la mia casa&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>In modo che tutte le nostre lotte col drago, la nostra separazione dall&#8217;Unit\u00e0, il nostro sonno illusorio, etc., si eliminano lasciando che ella stabilisca il suo governo. Cos\u00ec facendo un giorno riusciremo nell&#8217;Unione mistica: che l&#8217;anima dell&#8217;uomo si senta una con Dio. Tutto deve passare per la mediatrice, per la Matrona, che sembra addormentata, ma in realt\u00e0 il sonno \u00e8 il nostro che unito all&#8217;egocentrismo non ci consente di sentire i suoi sussurri e consigli.<\/p>\n<p>San Giovanni della Croce considerato come il pi\u00f9 grande mistico del cristianesimo in <em>Fiamma di Amore Viva<\/em>, descrive poeticamente l&#8217;unione dell&#8217;anima dell&#8217;uomo con Dio. Lo fa attraverso quattro canzoni che dopo l&#8217;anno 1584, a richiesta della Sig. Ana di Pe\u00f1alosa. Ella chiese al mistico un commento chiarificatore sulla canzone dallo stesso nome. In dette spiegazioni, San Giovanni si svag\u00f2 e godette dei diletti dell&#8217;anima, la matrona, nella sua intima unione con Dio.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Fiamma d\u2019Amore Viva<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">O fiamma d&#8217;amor viva,<br \/>\nche soave ferisci<br \/>\ndell&#8217;alma mia nel pi\u00f9 profondo centro!<br \/>\nPoich\u00e9 non sei pi\u00f9 schiva,<br \/>\nse vuoi, ormai finisci;<br \/>\nrompi la tela a questo dolce incontro.<\/p>\n<p align=\"center\">O cauterio soave!<br \/>\nO deliziosa piaga!<br \/>\nO blanda mano! o tocco delicato,<br \/>\nche sa di vita eterna,<br \/>\ne ogni debito paga!<br \/>\nMorte in vita, uccidendo, hai tu cambiato!<\/p>\n<p align=\"center\">O lampade di fuoco,<br \/>\nnel cui vivo splendore<br \/>\ngli antri profondi dell&#8217;umano senso,<br \/>\nche era oscuro e cieco,<br \/>\ncon mirabil valore<br \/>\nal lor Diletto dan luce e calore!<\/p>\n<p align=\"center\">Quanto dolce e amoroso<br \/>\nti svegli sul mio seno,<br \/>\ndove solo e in segreto tu dimori!<br \/>\nNel tuo spirar gustoso,<br \/>\ndi bene e gloria pieno,<br \/>\ncome teneramente mi innamorai!<\/p>\n<p>Egli racconta l&#8217;unione mistica con un esempio molto efficace: &#8220;quando il vetro pulito e puro viene investito dalla luce, sempre pi\u00f9 luce continua ad assorbire, e pi\u00f9 luce in esso si concentra, tanto pi\u00f9 si rischiara; al punto da sembrare solo luce, e tutto quello che dalla luce pu\u00f2 ricevere come luce lo fa sembrare. Cos\u00ec, l&#8217;anima, come fiamma d&#8217;amore ferisce nel suo pi\u00f9 profondo centro\u2026&#8221;.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;anima dell&#8217;uomo si risveglia del tutto, la sua luce \u00e8 la stessa luce dello Spirito Santo. Quando la luce dell&#8217;anima \u00e8 la stessa luce di quella dello Spirito Santo, si parla di unione mistica, o di unione dello sposo e della sposa, o il fanciullo e la fanciulla o il matrimonio dell&#8217;agnello.<\/p>\n<p>Sembra che la frase taoista &#8220;vedi e leviga il tuo specchio&#8221; o entra nel tuo sanctum od &#8220;oratorio&#8221;, prendono ora una nuova dimensione. Questo va inteso come l&#8217;azione che l&#8217;uomo esercita attraverso il risveglio della propria coscienza che \u00e8 poi consentire alla Regina di governare la nostra vita al fine di giungere a vivere l&#8217;Unit\u00e0. \u00c8 il nostro viaggio verso Dio attraverso la Regina quello che ci far\u00e0 consapevoli della Sacra Trinit\u00e0: nostro Padre, nostra Madre e nostro Figlio.<\/p>\n<p>San Giovanni continua &#8220;\u00c8, dunque, da notare che l&#8217;amore \u00e8 l&#8217;inclinazione dell&#8217;anima, la forza e la virt\u00f9 che ci fa raggiungere Dio, perch\u00e9 mediante l&#8217;amore l&#8217;anima si unisce a Dio; e cos\u00ec, quanto pi\u00f9 amore avrai, pi\u00f9 profondamente entrerai in Dio e pi\u00f9 ti concentrerai in Lui. Possiamo allora dire che i gradi d&#8217;amore che l&#8217;anima pu\u00f2 sperimentare, determinano la profondit\u00e0 dell&#8217;unione con Dio, perch\u00e9 l&#8217;amore pi\u00f9 \u00e8 forte e pi\u00f9 unisce. Ecco perch\u00e9 il Figlio di Dio disse di andare nella casa di suo Padre (Gn, 14, 2)&#8221;<\/p>\n<p>Gli ebrei, sia i mistici come i religiosi, passano i sei giorni della settimana costruendo il tempio, lavorano sui loro aspetti umani affinch\u00e9 ogni giorno la Matrona sia sempre pi\u00f9 presente. Ma il settimo giorno non costruiscono pi\u00f9 il tempio, ma tentano di essere il tempio. \u00c8 la festa ebraica pi\u00f9 importante, \u00e8 il <em>Sabbat<\/em>. \u00c8 il giorno in cui per lo meno si cerca di essere in comunione, tentando di essere totalmente con la <em>shej&#8217;inah<\/em>, con l&#8217;anima. Ci sono ancora ebrei che escono in processione il venerd\u00ec pomeriggio, prima di mettersi al sole, nella vigilia del <em>Sabbat<\/em>, cantano inni alla Fidanzata, alla <em>shej&#8217;inah<\/em>, e salmi emozionanti che possiamo riassumere nell&#8217;espressione: &#8220;vediamo, andiamo alla ricerca della fidanzata, riceviamo il sabato&#8221;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il nostro lavoro di tutti i giorni, costruirci e ricostruirci come uomini nuovi per essere preparati all&#8217;arrivo della Fidanzata, della Regina o Matrona che \u00e8 quella che ci riporter\u00e0 nel seno del Padre, dal quale crediamo di essere usciti, cosa che \u00e8 successa solo in coscienza. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il termine via sembra riferirsi ad un metodo, un percorso o sentiero di evoluzione e auto-realizzazione. 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