{"id":1369,"date":"2010-02-07T13:07:07","date_gmt":"2010-02-07T12:07:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1369"},"modified":"2023-10-16T19:06:56","modified_gmt":"2023-10-16T17:06:56","slug":"liniziazione-ai-culti-femminili-nei-misteri-del-mondo-antico-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1369","title":{"rendered":"L\u2019iniziazione ai culti femminili nei Misteri del mondo antico \/2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Passiamo ora ad esaminare alcune immagini provenienti dalla villa dei Misteri di Pompei, luogo di iniziazioni femminili ai Misteri di Dioniso. Queste immagini ci aiuteranno ad approfondire quanto abbiamo detto fin qui.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>L\u2019iniziazione ai culti femminili nei Misteri del mondo antico \/2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Passiamo ora ad esaminare <strong>alcune immagini provenienti dalla villa dei Misteri<\/strong> di Pompei, <strong>luogo di iniziazioni femminili<\/strong> ai Misteri di Dioniso. Queste immagini ci aiuteranno ad approfondire quanto abbiamo detto fin qui.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20724%20100'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/villa_dei_misteri_pompei_min.jpg\" width=\"724\" height=\"100\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/villa_dei_misteri_pompei_min.jpg\" width=\"724\" height=\"100\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Cominciamo ricordando che nei sacrifici dionisiaci una parte dell\u2019animale sacrificato veniva conservata dopo lo smembramento e doveva servire alla sua futura reintegrazione e rinascita.<\/p>\n<p><a name=\"12\"><\/a>Alcuni, in accordo con il mito della resurrezione di Dioniso Zagreo, sostengono si trattasse del cuore, altri del fallo. [<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>] \u00c8 possibile che i due organi incarnassero in modo diverso lo stesso princ\u00ecpio. Il cuore era infatti per i Greci il primo organo a formarsi nel corpo umano, sede del &#8220;fuoco vitale&#8221; e dell\u2019intelligenza, mentre il fallo era il segno sensibile delle potenze della fertilit\u00e0, dominato da energie sia uraniche che sotterranee, dal fuoco celeste di Eros come dalla forza del desiderio, proveniente dal regno di Efesto, situato sotto i vulcani.<\/p>\n<p><a name=\"13\"><\/a>In realt\u00e0 c\u2019era anche un gioco di parole tra l\u2019oggetto mistico che veniva portato in processione durante le feste dionisiache, racchiuso in un setaccio per il grano, [<a href=\"#_ftn13\">13<\/a>] e le parole <em>krad\u00eca<\/em>, &#8220;cuore&#8221; e k<em>rade<\/em>, &#8220;albero di fico&#8221;. Per questo motivo l\u2019albero del fico ed i suoi frutti erano sacri al dio e durante le stesse processioni venivano esibiti falli in legno di fico inghirlandati con fiori. [<a href=\"#_ftn14\">14<\/a>]<\/p>\n<p><a name=\"15\"><\/a>Nei misteri dionisiaci gli iniziati prendevano parte ad una cerimonia notturna [<a href=\"#_ftn15\">15<\/a>] (nota dall\u2019invettiva di Demostene contro Eschine) durante la quale dovevano indossare pelli di cerbiatto e predisporre un cratere di vino dal quale attingevano.<\/p>\n<p>Venivano quindi imbrattati con una mistura di argilla e paglia mentre dal buio emergeva la sacerdotessa, che portava una maschera da Gorgone, e, tra le urla dei presenti, venivano pronunciate le parole: &#8220;Sono sfuggito al male, ho trovato il meglio&#8221;.<\/p>\n<p><a name=\"16\"><\/a>\u00c8 anche noto che le iniziazioni femminili culminavano con la contemplazione del contenuto di un <em>liknon<\/em> coperto che racchiudeva un fallo. [<a href=\"#_ftn16\">16<\/a>]<\/p>\n<p>L\u2019oggetto che giaceva nel <em>liknon<\/em> veniva trattato dalle donne, dice Kerenyi, come un bambino al suo risveglio e probabilmente l\u2019anno di Dioniso iniziava con un rito che si proponeva di ridestare il fallo nel <em>liknon<\/em>.<\/p>\n<p>Il giorno successivo alla cerimonia notturna di cui si \u00e8 parlato, il gruppo degli iniziati passava per le strade recando la <em>kiste<\/em> e il <em>liknon<\/em>, che conteneva il fallo coperto da dolci e frutta. Alcuni brandivano serpenti vivi e la gente era incoronata da finocchio e pioppo bianco.<\/p>\n<p>In un\u2019altra festa sacra a Dioniso, la festa delle falloforie, grandi falli venivano trasportati ed esibiti in pubblico.\u00a0 Secondo Erodoto il paese originario delle falloforie era l\u2019Egitto. Nei cortei egizi di cui parla Erodoto, le donne portavano in giro delle statue dotate di enormi falli i quali, grazie ad opportuni congegni, potevano muoversi.<\/p>\n<p>Riferimenti al fallo pervadono comunque tutta la sfera dionisiaca.<\/p>\n<p><a name=\"17\"><\/a>Falli eretti di pietra comparivano spesso sui sepolcri come simboli delle forze generative primarie e sotterranee del <em>ghenos<\/em> e della stirpe, forze che l\u2019iniziato era chiamato a riconoscere e affrontare dentro di s\u00e9 per avere accesso all\u2019Oltretomba. [<a href=\"#_ftn17\">17<\/a>]<\/p>\n<p>La potenza generativa, la forza dell\u2019istinto e del desiderio raffigurata dai falli di legno che venivano portati in processione, \u00e8 l\u2019archetipo della virilit\u00e0 ripartita tra gli uomini.<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"76%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Questo dono di Dioniso si manifesta anche attraverso la corrente solare e celeste della vita che tutti gli anni si rianima al solstizio d\u2019inverno, allorch\u00e9 le giornate ricominciano ad allungarsi, determinando il risveglio della Natura. <a name=\"18\"><\/a>Prima in modo occulto e sotterraneo e poi palese, quella stessa corrente primaverile fa salire la linfa lungo i tronchi ed i rami degli alberi, [<a href=\"#_ftn18\">18<\/a>] e fa scoccare la scintilla dell\u2019eros. [<a href=\"#_ftn19\">19<\/a>]<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"25%\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20145%20157'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Satiro_e_menade_danzanti.jpg\" width=\"145\" height=\"157\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Satiro_e_menade_danzanti.jpg\" width=\"145\" height=\"157\" \/><\/noscript><br \/>\nFig. 2 \u2013 Satiro e menade danzanti<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"20\"><\/a>A questa corrente impersonale, universale ed immortale, che i Greci chiamavano <em>Zo\u00ec<\/em> [<a href=\"#_ftn20\">20<\/a>], si oppongono le esistenze individuali, circoscritte e tese all\u2019autoconservazione e riproduzione di s\u00e9, animate da una forza vitale destinata a estinguersi nella sua unicit\u00e0, che i greci conoscevano come <em>Bios<\/em>. Cos\u00ec la <em>Zo\u00ec <\/em>rappresentava la natura divina e immortale dell\u2019uomo, mentre &#8220;<em>Bios<\/em>&#8221; era la totalit\u00e0 delle sue estrinsecazioni particolari, destinate prima o poi alle dimore di Ade.<\/p>\n<p>Nelle iniziazioni e nelle feste dionisiache che celebravano il risveglio del principio vitale ed istintuale, fondamentale era il ruolo delle donne. Era infatti compito del polo femminile dell\u2019esistenza risvegliare la <em>Zo\u00ec<\/em> addormentata nel letargo invernale, ridestare il fuoco sopito, rimettere in moto le potenti forze del desiderio e della crescita vitale, paralizzate dal gelo e dalla morte. <a name=\"21\"><\/a>Alle danze sfrenate e orgiastiche delle menadi [<a href=\"#_ftn21\">21<\/a>] in preda all\u2019ebbrezza che, seminude, si inerpicavano nel segreto dei monti per celebrare il sacrificio ed il pasto di carne cruda, brandendo serpenti vivi, possiamo accostare alcuni dei dipinti della Villa dei Misteri di Pompei. [<a href=\"#_ftn22\">22<\/a>]<\/p>\n<p>Gli affreschi rappresentano <strong>le varie fasi dell\u2019iniziazione di una matrona<\/strong>, novella sposa, ai misteri di Dioniso.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20433%20304'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Dioniso_e_Arianna.jpg\" width=\"433\" height=\"304\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Dioniso_e_Arianna.jpg\" width=\"433\" height=\"304\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 3 \u2013 Scena di iniziazione \u2013 Dioniso e Arianna<\/em><\/p>\n<p><a name=\"23\"><\/a>Al centro della parete frontale Arianna abbraccia un Dioniso seminudo e incoronato d\u2019edera, mollemente adagiato sul grembo di lei.[<a href=\"#_ftn23\">23<\/a>]<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20436%20305'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Liknon_e_Nemesi.jpg\" width=\"436\" height=\"305\" align=\"absmiddle\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Liknon_e_Nemesi.jpg\" width=\"436\" height=\"305\" align=\"absmiddle\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 4 \u2013 Donna che solleva il fallo nel Liknon e Nemesi che frusta l\u2019Inverno<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"middle\" width=\"10%\">\n<p align=\"justify\">\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"376\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20311%20304'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Le_quattro_stagioni.jpg\" width=\"311\" height=\"304\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Le_quattro_stagioni.jpg\" width=\"311\" height=\"304\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig 5 \u2013 Le quattro stagioni<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"24\"><\/a>Accanto a queste due figure una donna \u00e8 inginocchiata con un braccio teso verso un <em>liknon<\/em> e, senza toccarlo, fa sollevare come per magia il <em>phallos<\/em> contenuto nel <em>liknon<\/em>, che \u00e8 coperto da un drappo. Con l\u2019altro braccio sorregge una torcia. [<a href=\"#_ftn24\">24<\/a>] Vicino alla donna inginocchiata, una figura femminile alata \u00e8 raffigurata nell\u2019atto di vibrare un colpo di frusta<strong>. <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"25\"><\/a>Destinataria del colpo \u00e8 una donna prona, dall\u2019aria afflitta, la quale sembra attendere la sferzata e poggia la testa sulle ginocchia di un\u2019altra donna seduta. Subito accanto una menade nuda, coperta soltanto da un lembo di mantello che assume la forma di una falce lunare e un\u2019altra menade vestita che impugna il Tirso [<a href=\"#_ftn25\">25<\/a>] e danza anch\u2019essa, dirigendosi verso la donna seduta.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20537%20209'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Nemesi_e_le_quattro_stagioni.jpg\" width=\"537\" height=\"209\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Nemesi_e_le_quattro_stagioni.jpg\" width=\"537\" height=\"209\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 6 \u2013 Visione di insieme delle figure 4 e 5 <\/em><\/p>\n<p>Le quattro figure femminili sono disposte in modo da formare un cerchio. La sala \u00e8 dominata dall\u2019immagine di una matrona la quale, comodamente assisa su uno scranno contempla l\u2019intera sequenza dell\u2019iniziazione. (L\u2019immagine non \u00e8 riprodotta in questo articolo).<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20288%20292'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/fanciulla_che_si_specchia.jpg\" width=\"288\" height=\"292\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/fanciulla_che_si_specchia.jpg\" width=\"288\" height=\"292\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 7 \u2013 Fanciulla che si specchia e fanciulla che assiste all\u2019iniziazione<\/em><\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato dell\u2019entrata sono raffigurate due donne: una delle due, seduta, \u00e8 una giovane che contempla la scena dell\u2019iniziazione; l\u2019altra, invece, in posizione eretta, guarda in un piccolo specchio sorretto da un\u00a0 eros alato.<\/p>\n<p><a name=\"26\"><\/a>Le figure vanno considerate nel loro insieme: la donna inginocchiata della fig. 4, portatrice di luce, (la fiaccola), rappresenta il potere femminile, la capacit\u00e0 di evocare le forze generatrici della Natura [<a href=\"#_ftn26\">26<\/a>] e di risvegliare ed eccitare gli istinti e la sessualit\u00e0 maschile. Nemesi [<a href=\"#_ftn27\">27<\/a>], la figura alata che brandisce la frusta, \u00e8 l\u2019equivalente celeste della donna che fa sollevare il fallo dal <em>liknon<\/em>: il colpo di frusta della Dea [<a href=\"#_ftn28\">28<\/a>], diretto verso la donna inginocchiata, che rappresenta l\u2019Inverno (cfr. fig. 6), ha l\u2019effetto di far volgere il ciclo del sole al solstizio invernale: le giornate ricominciano ad allungarsi dopo l\u2019occultamento della luce.<\/p>\n<p><a name=\"29\"><\/a>Nemesi, l\u2019angelo alato della sofferenza e del lutto, \u00e8 quindi <em>l\u2019altro volto<\/em> della fertilit\u00e0, colei che ha il potere di far volgere il ciclo del sole, consentendo cos\u00ec la rinascita di Dioniso smembrato dai Titani. [<a href=\"#_ftn29\">29<\/a>]<\/p>\n<p>Le quattro donne disposte in circolo\u00a0 sono evidentemente le quattro stagioni in cui \u00e8 suddiviso l\u2019anno: la donna prona che riceve la frustata &#8220;solstiziale&#8221; \u00e8 l\u2019Inverno, la menade nuda e danzante che reca la falce della luna crescente \u00e8 la Primavera, quella vestita l\u2019Estate e la donna seduta, che guarda verso Nemesi e sembra voler consolare l\u2019Inverno, \u00e8 l\u2019Autunno.<\/p>\n<p>Sorella gemella di Nemesi era Aidos, il Pudore, colei che conserva i segreti della notte, dea legata probabilmente al solstizio d\u2019estate e al celarsi del Sole e delle bellezze della Natura nel sottosuolo.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20203%20312'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Aidos_il_pudore.jpg\" width=\"203\" height=\"312\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Aidos_il_pudore.jpg\" width=\"203\" height=\"312\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 8 \u2013 Aidos, il Pudore<\/em><\/p>\n<p>Le due giovani donne accanto all\u2019entrata ci mostrano due aspetti complementari del rito: una assiste alle varie scene dell\u2019iniziazione, mentre l\u2019altra si guarda riflessa nello specchio. Ci\u00f2 significa che essa riconosce <em>dentro di s\u00e9<\/em> le varie figure del rituale, a indicare che i misteri devono servire per conoscere se stessi. Le due donne stanno quindi <em>compiendo la stessa azione<\/em>.<\/p>\n<p>Se spostiamo ora lo sguardo sulla parete opposta, un\u2019altra serie di affreschi ci fanno penetrare ancor pi\u00f9 nel senso riposto dei misteri di Dioniso.<\/p>\n<p><a name=\"30\"><\/a>Accanto allla dea Aidos [<a href=\"#_ftn30\">30<\/a>], il Pudore, dal volto velato, un Satiro suona la lira e sullo sfondo si scorgono due Panische, una delle quali ha con s\u00e9 una pelle di capra nera scuoiata mentre l\u2019altra panisca allatta una capretta. Una terza capra \u00e8 raffigurata in primo piano.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20307%20310'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/panische_e_satiro.jpg\" width=\"307\" height=\"310\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/panische_e_satiro.jpg\" width=\"307\" height=\"310\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>Fig. 9 \u2013 Panisca che allatta una capra, panisca che suona la siringa\u00a0 e satiro che suona la lira<\/em><\/p>\n<p>Nella\u00a0 scena sopra descritta il Satiro suona la lira Apollinea, che fa passare l\u2019anima dal mondo dell\u2019Io e del &#8220;qui ed ora&#8221; al mondo oscuro delle profondit\u00e0 della psiche. Nel retro il mondo al quale si accede, svelato dalla musica sacra: la prima panisca, quella che allatta la capretta, incarna la sorgente sacra delle energie animali, della vitalit\u00e0, del <em>Bios<\/em> e degli impulsi primari.<\/p>\n<p><a name=\"31\"><\/a>La seconda, che suona la siringa a sette canne, compone la melodia che costituisce l\u2019essenza sottile di ogni essere vivente. [<a href=\"#_ftn31\">31<\/a>]<\/p>\n<p>La vita viene vista come una danza che asseconda il suono di quell\u2019invisibile strumento. La panisca che lo impugna ha il potere di determinare in qualsiasi momento la morte del Bios che le \u00e8 stato affidato, semplicemente smettendo di suonare.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019ebbrezza e la possessione dionisiaca l\u2019iniziazione doveva svelare a ognuno questo retroscena sacro del &#8220;lato animale&#8221; degli esseri umani.<\/p>\n<p>I satiri, gli eros, le panische, le ninfe e le altre figure del corteo dionisiaco altro non sono se non oggettivazioni delle sorgenti prime e inaccessibili degli istinti umani, sorgenti divine e sacre alle cui acque l\u2019iniziato, disceso in se stesso, doveva riuscire ad attingere per rigenerarsi e trasformarsi.<\/p>\n<p>Il lato sublime dell\u2019uomo, secondo i Greci, andava dunque cercato proprio nel punto apparentemente pi\u00f9 basso dell\u2019essere, l\u00e0 dove gli stimoli hanno origine.<\/p>\n<p>Alla sinistra di Aidos, accanto a Dioniso e Arianna, l\u2019affresco pi\u00f9 celebre della Villa dei Misteri: un satiro seduto mostra un recipiente cavo a un giovane che si rispecchia nell\u2019interno lucido della coppa (cfr fig. 3), ma un secondo giovane alle spalle del primo, solleva una maschera da satiro orientata in modo tale che il primo giovane scorga nella coppa le sembianze della maschera anzich\u00e9 il proprio volto.<\/p>\n<p>Dietro ci\u00f2 che sembra provenire dalla volont\u00e0 cosciente si nascondono l\u2019inesprimibilit\u00e0, l\u2019incommensurabilit\u00e0 e la terrorizzante numinosit\u00e0 del divino e del sacro. Ogni uomo porta con s\u00e9 sia il mondo infero dei d\u00e8moni e dei morti che quello celeste degli d\u00e8i. \u00c8 per ci\u00f2 che il giovane iniziato, invece di scorgere il proprio volto riflesso nella coppa, contempla il volto di un anziano e barbuto satiro, una maschera, questa, proveniente dalle profondit\u00e0 pi\u00f9 abissali del suo inconscio.<\/p>\n<p><a name=\"32\"><\/a>Egli prende cos\u00ec coscienza delle vere origini di quel che credeva il suo Io, dell\u2019essere senza tempo da cui \u00e8 abitato, ed \u00e8 iniziato al mondo degli uomini adulti, di coloro che sanno come nel monotono scorrere del tempo profano si nascondano mille soglie invisibili che possono condurre al tempo eterno degli dei. Insomma, diventa uomo nel senso pi\u00f9 vero e sottile del termine. [<a href=\"#_ftn32\">32<\/a>]<\/p>\n<p>Non \u00e8 estraneo a questa simbologia il fatto che il giovane si rispecchi proprio in una coppa cava, destinata a contenere vino. <a name=\"33\"><\/a>A generare la sovrapposizione tra Bacco-Dioniso e il dio del vino sono proprio le modalit\u00e0 di preparazione della bevanda, dalla danza arcaica dei pigiatori d\u2019uva, mascherati da Satiri e Sileni, d\u00e8i degli istinti che trasmutano l\u2019energia vitale contenuta nel sangue, ai processi di fermentazione e maturazione del vino che &#8220;sente&#8221; la primavera e ribolle nelle anfore e nei tini, perfezionandosi a opera del fuoco celeste che lo anima. [<a href=\"#_ftn33\">33<\/a>]<\/p>\n<p>Il vino, sangue della Terra, induce alla procreazione, alla possessione, all\u2019affratellamento e alla convivialit\u00e0, alla sensualit\u00e0 e alla perdita delle inibizioni.<\/p>\n<p>Il bere vino facilitava insomma l\u2019insorgere della mania nei posseduti da Dioniso e metteva in moto, scatenava, un aspetto dell\u2019istintualit\u00e0 altrimenti bloccato da mille condizionamenti perch\u00e9 vissuto come pericoloso. Questa esperienza conduceva l\u2019iniziato allo stupore di chi si riconosce abitato da forze invisibili e di origine ignota. &#8220;<em>Rotta la sua individualit\u00e0<\/em>&#8220;, dice Colli nella <em>Sapienza Greca<\/em>, &#8220;<em>il posseduto da Dioniso vede quel che i non iniziati non vedono<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In questa nascosta affinit\u00e0 tra le regioni sotterranee della psiche e quelle celesti sta tutto il senso delle iniziazioni femminili e del ruolo di Dioniso come &#8220;Soter&#8221;, ossia &#8220;salvatore&#8221; e dio delle donne.<\/p>\n<p>Le due iniziazioni dionisiache (i piccoli ed i grandi Misteri) attendevano i morti nell\u2019al di l\u00e0 e, in particolare, si riteneva che le persone morte in giovane et\u00e0 fossero chiamate a nozze dionisiache e che Eros-Dioniso-Ade rapisse le donne alla vita per unirsi a loro in nozze sotterranee. <a name=\"34\"><\/a>Mentre il suono dei flauti dionisiaci accompagnava le cerimonie funebri, le giovani defunte promesse al dio dovevano trasformarsi in Arianna; [<a href=\"#_ftn34\">34<\/a>] e i giovani nello stesso Dioniso.<\/p>\n<p>Sostiene Kerenyi che le donne, attratte fuori dal <em>Bios<\/em>, dalla loro esistenza individuale, dovevano ricongiungersi nell\u2019al di l\u00e0 con la <em>Zo\u00ec<\/em>, con la corrente cosmica della vita. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a>12. Cfr. K. Kerenyi, Dioniso pag. 242, e W.F. Otto, op. cit. (<a href=\"#12\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a>13. Tale oggetto mistico veniva chiamato <em>Kradaios<\/em> e il setaccio <em>Liknon<\/em>. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a>14. Gli attori della commedie, spesso travestiti da satiri, &#8220;serbano per tutto il V sec. a. C. il segno della loro origine rituale, il fallo, che insieme con la maschera e le imbottiture, dovevano presentarli deformi, indipendentemente dal ruolo del personaggio&#8221;. [Cfr. D. Lanza, <em>L\u2019Attore in Oralit\u00e0 Cultura e Spettacolo<\/em> a cura di M. Vegetti, Torino 1992, pag. 137]. Phal\u00eas, figura divina e fallica che sfilava nelle processioni in onore di Dioniso, veniva celebrata come suo amico e compagno e appartiene alla preistoria della commedia.<br \/>\nLo stesso aspetto itifallico avevano i bambolotti articolati che facevano parte dei giocattoli di Dioniso Zagreo, spesso rinvenuti nei corridoi funerari. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a>15. Cfr. W. Burkert, <em>Antichi culti misterici<\/em>, Bari 1987, cap. IV e J. J. Bachofen, <em>Il Matriarcato<\/em>, Torino 1988. (<a href=\"#15\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn16\"><\/a>16. Attorno ai due recipienti del culto dionisiaco, la <em>kiste<\/em> ed il <em>liknon<\/em>, era spesso arrotolato un serpente. (<a href=\"#16\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn17\"><\/a>17. Non si deve per\u00f2 pensare che, in quanto dio fallico, Dioniso avesse solo caratteristiche telluriche.\u00a0 Viene infatti anche raffigurato come fallo celeste incoronato da stelle. Del resto \u00e8 proprio Dioniso a condurre in cielo Efesto; il dio dei Vulcani e del fuoco sotterraneo. Talvolta indossa un mantello stellato e fa da guida al coro degli astri come Lunus, il sovrano del cielo notturno, come &#8220;lo splendente di notte&#8221;, &#8220;quello delle danze notturne&#8221; e come &#8220;sole dell\u2019emisfero notturno&#8221;. (<a href=\"#17\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn18\"><\/a>18. Dioniso <em>Dendrites<\/em> era anche un dio dell\u2019albero e della linfa, in quanto dio che muore e rinasce. Gli erano sacre l\u2019edera che si arrampica sui tronchi degli alberi e sulle colonne e la vite. Nelle citt\u00e0 il dio era talvolta rappresentato da una colonna con edera rampicante alla quale era appesa una maschera. Si appendevano agli alberi statuette di Dioniso (dalle sembianze femminee) o Arianna o Artemide, libere di ruotare per volgersi nelle varie direzioni e fertilizzare i campi e i frutteti (cfr. R. Graves, <em>I miti greci<\/em>, pag. 316). (<a href=\"#18\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn19\"><\/a>19. Scriveva Arnobio: &#8220;<em>Fascinus quo territoria cuncta florescent<\/em>&#8220;: &#8220;Il fallo che fa prosperare ogni ambito&#8221;. (<a href=\"#18\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn20\"><\/a>20. Cfr. K. Kerenyi, op. cit., Introduzione. (<a href=\"#20\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn21\"><\/a>21. Dioniso \u00e8 spesso inteso come &#8220;signore della natura umida&#8221;, accanto a Poseidone, \u00e8 evocato dal mare e pi\u00f9 volte rappresentato con il simbolo del pesce.\u00a0 Si diceva inoltre che il Tirso impugnato dalle menadi avesse il potere di far scaturire acqua dalla Terra. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn22\"><\/a>22. Per una trattazione approfondita dei dipinti ed una esauriente bibliografia sulla Villa dei Misteri cfr. S. Villani, <em>I Misteri della stanza n. 5<\/em>, Roma 1992 e Sauron G., <em>La grande fresque de la Villa des Myst\u00e8res \u00e0 Pompei<\/em>, Paris 1998. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn23\"><\/a>23. Dioniso (per assonanza: <em>Dio-nisos<\/em> &#8211; &#8220;il dio zoppo&#8221;) ha un solo piede calzato, mentre l\u2019altro sandalo giace accanto allo scranno sul quale Arianna \u00e8 assisa. Sul Monosandalismo cfr. il cap. 2 parte 3a della <em>Storia Notturna<\/em> di C. Ginsburg nel quale si sostiene che il monosandalismo di Dioniso, di Giasone, di Persefone, di Hermes e di Perseo e la zoppia di altri dei, eroi e personaggi di miti, fiabe e leggende (una lunga teoria di figure che comprende, tra l\u2019altro, Edipo e Cenerentola) rappresenta un avvenuto passaggio dal mondo dei morti e un legame contratto con il mondo infero. In particolare sull\u2019andamento &#8220;saltellante&#8221; di alcune danze antiche legate a culti funerari (tra cui la gi\u00e0 citata danza delle gru) cfr. E. De Martino, <em>Morte e Pianto rituale<\/em>, cap. 5 e 7. Lo zoppicare, cos\u00ec come l\u2019aiutarsi con un bastone, ha un significato simbolico ambiguo: pu\u00f2 essere il segno visibile di una menomazione spirituale cos\u00ec come pu\u00f2 indicare la condizione dell\u2019iniziato, di colui che ha riconosciuto le proprie proiezioni e la propria dipendenza dalle leggi cosmiche.\u00a0 Si pensi a Giacobbe, zoppicante dopo la sua lotta vittoriosa con l\u2019Angelo, a Vulcano, a Varuna, Odino ed ai fabbri in generale i quali, conoscendo il segreto per forgiare i metalli tratti dalle viscere della Terra, sono spesso raffigurati come claudicanti. Talvolta lo zoppicare \u00e8 invece una caratteristica diabolica, attribuita al demonio. (<a href=\"#23\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn24\"><\/a>24. L\u2019erezione del fallo nel liknon era anche assimilata alla nascita di un fanciullo divino. Nei riti dionisiaci il fanciullo Iacco era il portatore di fiaccola, di luce, nonch\u00e9 &#8220;l\u2019amministratore dei tesori dionisiaci dell\u2019anno che lui stesso dispensa&#8221;. Prima dell\u2019inizio dei Misteri di Eleusi, sacri a Demetra e Persefone, durante i quali, al tempo della vendemmia, nasceva nel mondo ctonio un bambino divino, Iacco veniva portato in processione e si diceva: &#8220;<em>Iacco, oh Iacco, tu dei misteri notturni astro portatore di luce<\/em>&#8220;.\u00a0 Kerenyi sostiene (cfr. op. cit. cap. 3) che era assimilato alla stella Sirio. Simultaneamente al risveglio del fanciullo-fallo un altro rito veniva compiuto nel tempio di Apollo con il Tripode nel quale ardeva il fuoco sacro. Lo stesso Tripode serviva alla Pizia per vaticinare (le &#8220;sorti&#8221; saltavano da sole verso la mano della veggente). (<a href=\"#24\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn25\"><\/a>25. Un ramo di abete avvolto da edera e tralci di vite e sormontato da una pigna. (<a href=\"#25\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn26\"><\/a>26. Si riteneva che nei tre mesi invernali che precedevano la primavera le danze delle menadi, eseguite in luoghi montani selvaggi ed inaccessibili agli uomini, avrebbero richiamato nel mondo energie sufficienti a risvegliare il dio maschile della sessualit\u00e0, delle linfe e della fertilit\u00e0. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn27\"><\/a>27. I Dioscuri Castore e Polluce ed Elena hanno origine da un uovo partorito da Nemesi che si era trasformata in Oca per sfuggire a Zeus. Zeus, allora, assunto l\u2019aspetto di un cigno raggiunge Nemesi e si congiunge con lei. L\u2019uovo viene poi affidato a Leda da Hermes. Il culto dell\u2019uovo aveva un posto centrale nei misteri dionisiaci, anche considerando che secondo il mito Orfico della creazione l\u2019universo ebbe inizio quando la Notte, unitasi con il Serpente Ofione, partor\u00ec un uovo d\u2019argento. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn28\"><\/a>28. Che aveva come emblemi una ruota ed un ramo di melo carico di frutti. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn29\"><\/a>29. La dea Nemesi \u00e8 talvolta identificata con la Fortuna, Vortumna, &#8220;<em>colei che fa volgere l\u2019anno<\/em>&#8221; pi\u00f9 spesso nota con il nome di Tyche, sorella di Nemesi (cfr. J. J. Bacofen op. cit., pagg. 180-183 e R. Graves<em>, I miti greci<\/em>, pag. 111). A proposito del significato simbolico del colpo di frusta ricorderemo l\u2019usanza di fustigare le messi e gli alberi dei frutteti per renderli fertili e la festa romana dei Lupercalia durante la quale i giovani luperci correvano per le strade di Roma fustigando le donne che incontravano con corregge in pelle di capro allo scopo di renderle fertili entro l\u2019anno. (<a href=\"#29\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn30\"><\/a>30. Aidos \u00e8 quasi certamente raffigurata anch\u2019essa nell\u2019affresco della Villa dei Misteri (cfr. fig.8):\u00a0 \u00e8 una donna che si copre il capo con un drappo viola e tende una mano in avanti, come per respingere qualcosa. Il drappo sembra essere lo stesso che poi coprir\u00e0 il <em>phallos<\/em>, in una delle scene successive. Coprirsi il capo, guardare dentro di s\u00e9, corrisponde quindi ad aver occultato e coperto il principio generatore, all\u2019esterno. L\u2019intera sequenza ricorda alcuni aspetti caratteristici della Pasqua Cristiana nel periodo che precede la Resurrezione. L\u2019analogia \u00e8 rafforzata dal fatto che alcune officianti il rito recano rametti di olivo. Inoltre, una donna in piedi accanto a colei che fa sollevare il <em>phallos<\/em>, sorregge una patera colma di spighe di grano appena recise. A palazzo Marino a Roma \u00e8 conservata un\u2019ara del II sec. d. C. che reca l\u2019immagine dei Dioscuri, di Zeus e di due figure identificabili come Helena (che sorregge una fiaccola) e Leda con il cigno, che si copre la testa con il mantello in modo analogo alle donne della Villa dei Misteri che abbiamo ora descritto. La circostanza acquista significato dal punto di vista della nostra interpretazione se si pensa che, nella versione attica del mito della nascita dei Dioscuri e di Helena, colei che si unisce a Zeus in forma di cigno partorendo l\u2019uovo \u00e8 <em>Nemesi<\/em> e Leda \u00e8 solo la custode dell\u2019uovo. Un altro bassorilievo simile \u00e8 conservato, sempre a Roma, nella basilica dei ss. Quattro. (<a href=\"#30\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn31\"><\/a>31. Cfr. M. Schneider, La musica primitiva, Milano 1992. (<a href=\"#31\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn32\"><\/a>32. Cfr. il saggio Uomo e Maschera in\u00a0 K.\u00a0 Kerenyi, <em>Miti e Misteri<\/em>, Torino 1979. (<a href=\"#32\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn33\"><\/a>33. Cfr. L. Charpentier, <em>I Misteri del Vino<\/em>, Roma 1981. (<a href=\"#33\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn34\"><\/a>34. Riferisce Kerenyi che a Nasso veniva celebrata una doppia festa in onore di Arianna: una di afflizione per l\u2019Arianna mortale, l\u2019altra di gioia per l\u2019Arianna moglie di Dioniso. Anche Dioniso era celebrato attraverso due diverse figure: una con la maschera di legno di fico, l\u2019altra di legno di vite. (<a href=\"#34\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passiamo ora ad esaminare alcune immagini provenienti dalla villa dei Misteri di Pompei, luogo di iniziazioni femminili ai Misteri di Dioniso. Queste immagini ci aiuteranno ad approfondire quanto abbiamo detto fin qui. L\u2019iniziazione ai culti femminili nei Misteri del mondo antico \/2 di Alessandro Orlandi Passiamo ora ad esaminare alcune immagini provenienti dalla villa dei Misteri di Pompei, luogo di iniziazioni femminili ai Misteri di Dioniso. Queste immagini ci aiuteranno ad approfondire quanto abbiamo detto fin qui. 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