{"id":1402,"date":"2009-09-30T19:02:09","date_gmt":"2009-09-30T17:02:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1402"},"modified":"2023-10-01T00:48:57","modified_gmt":"2023-09-30T22:48:57","slug":"eleusi-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1402","title":{"rendered":"Eleusi dimenticata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Cronaca di una tappa di un viaggio in Grecia, ad Eleusi che ben 3500 anni fa aveva visto venire alla luce la prima religione misterica, le prime iniziazioni che si conoscano in epoca storica ad un culto segreto, indicibile, il culto della Madre e della Figlia, di Demetra e Kore-Persefone.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Eleusi dimenticata<\/h3>\n<p align=\"left\">di Sidus<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"54%\">\n<p align=\"justify\">\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"46%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20252%2014'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Omero_inno_a_demetra.gif\" width=\"252\" height=\"14\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Omero_inno_a_demetra.gif\" width=\"252\" height=\"14\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>\u00c8 difficile per i mortali ravvisare gli dei.<br \/>\n<\/em>(Omero, Inno a Demetra, 111)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4 align=\"justify\">Cronaca di una tappa di un viaggio in Grecia<\/h4>\n<p>Dopo tentennamenti e qualche ragionevole esitazione, rompendo gli ultimi indugi mi sono finalmente deciso di raccontarvi una storia molto particolare capitatami questa estate, nella speranza di riuscire a comunicarvi accadimenti, immagini, immaginario e impressioni ricevute. Come ultima tappa del nostro soggiorno in Attica decidiamo di andare ad Eleusi, la citt\u00e0 collegata ad Atene dallo <em>Ieros Odos, la Via Sacra, <\/em> lunga 21 chilometri (i famosi <em>&#8220;cento stadi&#8221; <\/em>di allora), che iniziava ad Atene proprio vicino all&#8217;Accademia di Platone.<\/p>\n<p>Eleusi che ben 3500 anni fa aveva visto venire alla luce la prima religione misterica, le prime iniziazioni che si conoscano in epoca storica ad un culto segreto, indicibile, il culto della Madre e della Figlia, di Demetra e Kore-Persefone. I Grandi Misteri, la <em>telet\u00e8 <\/em> come veniva chiamata dagli antichi, venivano celebrati appunto in questa piccola cittadina degli immediati sobborghi della odierna immensa capitale della Grecia.<\/p>\n<p>Una gran pena nel vedere che all&#8217;ingresso del sito archeologico eravamo solo noi quattro: io, mia moglie e i miei due piccoli bambini. Uno strano silenzio all&#8217;interno dell&#8217;area sacra; percorriamo la via che costeggia quelle che furono le alte mura che escludevano lo sguardo da chi, indiscreto, anelava dissacrare ci\u00f2 che non poteva essere rivelato. Ricordo di aver letto da qualche parte che, nel secolo di Pisistrato o gi\u00f9 di l\u00ec, un curioso e maldestro ragazzo si arrampic\u00f2 di sottecchi su quelle alte mura per cercare di carpire i celebrati segreti iniziatici delle due Dee, ma la Grande Dea lo volle punire istantaneamente facendolo cadere e morire all&#8217;impatto.<\/p>\n<p>Il solo rumore che udiamo \u00e8 quello dei nostri passi nel caldo secco e implacabile del sole agostano che tutto brucia, inesorabilmente. Niente verde, solo qualche albero di eucalipto e qualche cipresso qua e l\u00e0 nella desolazione di un silenzio triste e penetrante sommerso sempre pi\u00f9 dalle tonnellate di cemento dei palazzi dormitorio della citt\u00e0 nuova.<\/p>\n<p>Ci avviciniamo dopo una breve salita al <em>temenos<\/em>, lo spazio sacro, varcata la grande porta che conduceva al Tempio, al <em>telesterion<\/em>, con le gradinate ove si assiepavano i greci, i Mystai (i cosiddetti <em>recipiendari<\/em>), che sembra di vederli ancora, di notte al chiarore tenue e palpitante delle fiaccole in attesa dell&#8217; <em>epopteia<\/em>, della Grande Visione; potevano parteciparvi i greci (ma successivamente anche i <em>non <\/em> greci) che non avevano commesso delitti, empiet\u00e0, sacrilegi, non fossero proprio indigenti, sapessero parlare la lingua del luogo, senza preclusione di sesso o di condizione civile (anche i servi e gli schiavi potevano ricevere l&#8217;iniziazione) e che soprattutto avessero preventivamente ricevuto la proto-iniziazione in una citt\u00e0 vicina, l&#8217;anno precedente, sacrificando il porcellino: nei piccoli misteri di Agrai. Il <em>telesterion <\/em> oggi \u00e8 in buona parte conservato senza naturalmente la copertura n\u00e9 le colonne che lo incorniciavano. Ci sediamo per un attimo tutti e quattro insieme sui gradini e\u2026 rimaniamo in sospensione: ascoltiamo, percepiamo odori, osserviamo attentamente\u2026 nell&#8217;attesa che qualcosa si compia&#8230; Nulla per\u00f2 accade.<\/p>\n<p>Nessun essere vivente si affaccia nel sito archeologico assordato da un silenzio irreale, che riempie di ambascia e di mestizia l&#8217;anima; gli unici presenti nel luogo continuiamo ad essere noi quattro e il custode-bigliettaio dell&#8217;ingresso. Mi guardo attorno e cerco di individuare allora dov&#8217;era il famoso pozzo di Call\u00eccore che dodici anni prima non ero riuscito a trovare. Era il pozzo ove la Vecchia di nero vestita, piangente e triste per la perdita della Figlia si era fermata e si era seduta senza sapere in quale luogo del mondo fosse andata a capitare nella lunga peregrinazione alla ricerca vana della figlia rapita e dove aveva incontrato le quattro figlie di Celeo, il re di Eleusi, che la avrebbero introdotta nella casa del piccolo Demofonte che diventer\u00e0 quindi oggetto di speciali attenzioni da parte della Dea-balia in incognito, come ci narra Omero nel suo celeberrimo Inno. Demofonte doveva essere reso immortale se non fosse accaduto che la madre si fosse accorta che la strana balia ogni sera, al calar del sole, lo adagiava sul fuoco del camino, <em>un fuoco che non brucia<\/em>, il fuoco che rende immortali.<\/p>\n<p>Stiamo per uscire quando il custode-bigliettaio, vedendomi alla ricerca di qualcosa, mi chiede cosa cercassi di tanto importante; poich\u00e9 non ricordavo come si dicesse in greco (n\u00e9 in inglese) la parola <em>pozzo<\/em>, mi sovvenne la buona idea di mimare, nel linguaggio universale (ma molto italiano) dei gesti, l&#8217;atto di tirare una corda dal fondo di un pozzo; il custode questa volta comprende e mi indica tosto (<em>&#8220;el\u00e0, prosok\u00e8, ekei kato!&#8221;<\/em> Vieni, attenzione \u00e8 l\u00ec sotto!) uno spazio angusto ove il piano della pavimentazione dell&#8217;ingresso \u00e8 totalmente infossato: \u00e8 l\u00e0 che si occultava l&#8217;antico piccolo pozzo quasi a volersi sottrarre alla vista dagli occhi profani dei malcapitati turisti <em>mordi e fuggi <\/em> della domenica e delle gite scolastiche, quasi a volersi celare da chi non conoscesse a fondo gli avvenimenti della Vecchia Dea e della Figlia, e da chi non fosse col cuore partecipe a ritrovare i luoghi delle vicende del mito. Un pellegrinaggio improbabile nel mondo degli dei e degli eroi.<\/p>\n<p>Alla vista del pozzo in pietra serena il cuore finalmente si delizia, la tristezza ci abbandona e usciamo via appagati per la strada del ritorno. Mi sovvenne allora alla mente quell&#8217;episodio di cronaca riportato da Mircea Eliade nel secondo volume delle sue <em>Storie delle Credenze e delle Idee Religiose<\/em>, episodio realmente accaduto nell&#8217;inverno del 1940 (era Febbraio, la stagione morta\u2026) e ricavato da un articolo apparso sul quotidiano ateniese Hestia: a una fermata dell&#8217;autobus Atene-Corinto sal\u00ec una vecchia, &#8220;magra e rinsecchita, ma con grandi occhi molto vivaci&#8221;; poich\u00e9 non aveva denaro per pagare il biglietto, il controllore la fece scendere subito alla stazione seguente \u2013 quella di Eleusi, appunto. Ma, una volta scesa, l&#8217;autobus si spense improvvisamente e il conducente non riusc\u00ec pi\u00f9 a rimetterlo in moto; nel frattempo i viaggiatori si decisero a fare una colletta per pagare il biglietto alla povera vecchia. Questa risal\u00ec sull&#8217;autobus, che &#8220;magicamente&#8221; pot\u00e9 ripartire. Allora la vecchia disse: &#8220;<em>Avreste dovuto farlo subito, ma siete stati degli egoisti; e gi\u00e0 che sono qui, vi voglio dire ancora una cosa: sarete castigati per il modo in cui vivete; vi saranno tolte persino l&#8217;erba, e l&#8217;acqua!<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Non aveva ancora finito la sua minaccia che era scomparsa&#8230; Nessuno l&#8217;aveva vista pi\u00f9 scendere. E si and\u00f2 a riguardare il blocchetto dei biglietti per convincersi che era veramente stato staccato un biglietto per lei.<\/p>\n<p>Charles Picard che tradusse e comment\u00f2 la cosa per un importante testata giornalistica inglese chios\u00f2 l&#8217;articolo cos\u00ec &#8220;Credo che, dinanzi a questo aneddoto, gli ellenisti non potranno fare a meno di ritornare con la memoria a certi passi del celebre Inno omerico, dove la madre di Kore, tramutatasi in vecchia nel palazzo del re eleusino Celeo, profetizzava anche in quell&#8217;occasione e \u2013 rimproverando agli uomini la loro empiet\u00e0 \u2013 annunciava, in un impeto di collera, terribili catastrofi in tutta la regione&#8221;.<\/p>\n<p>Ebbene prima vi ho annunciato che Vi avrei raccontato una storia a margine di tutto ci\u00f2: eravamo appena rientrati ad Atene che in vicinanza del Partenone decidiamo di andare in un piccolo supermercato per comprare dolci e bevande; all&#8217;uscita si para di fronte a noi una Vecchia Vestita di Nero, simpatica, con occhi vivacissimi e dolcissimi, n\u00e9 zingara, n\u00e9 migrante, ma greca <em>doc <\/em> che ci chiede qualche monetina; mia moglie mi fa subito cenno di darle qualcosa, non si sa mai\u2026; questa si avvicina mi sorride e riceve da me alcune monete da un euro; si accorge che vicino a me \u00e8 la mia piccola bambina che, guarda caso quel giorno aveva delle lunghe e sottili trecce nere che gli scendevano dalla testa, proprio come Kore-Persefone\u2026 si appressa ad essa allora e incomincia a baciarla sulla testa dolcemente farfugliandoci qualcosa che naturalmente non riusciamo a comprendere. Da dietro quindi improvvisamente appare un signore molto alto e biondo, sulla quarantina che uscendo dal piccolo supermercato ci dice in un inglese stentato: &#8220;voi avete dato qualcosa a questa vecchia ma non sapete cosa si nasconde in realt\u00e0 sotto le sue vesti!&#8221;.<\/p>\n<p>Un dono a Doos (Dwj) , a &#8216;Dono&#8217; (questo era il nome col quale Demetra si era presentata alle figlie del re Celeo), e mi riecheggi\u00f2 subito alla mente le parole dell&#8217;Inno: &#8220;<strong>Beato fra gli uomini che vivono sulla terra quegli cui esse concedono benevolenza <\/strong>: <em>subito alla sua vasta casa mandano, nume tutelare, Pluto, che dispensa ricchezza agli uomini mortali <\/em>. (\u2026) <strong>Felice tra gli uomini che vivono sulla terra colui ch&#8217;\u00e8 stato ammesso al rito <\/strong>! <em>Ma chi non \u00e8 iniziato ai Sacri Misteri, chi ne \u00e8 escluso, giammai avr\u00e0 simile destino, nemmeno dopo la morte, laggi\u00f9, nella squallida tenebra<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>A noi, aspiranti iniziati, figli poveri dei misteri eleusini, piace pensare per un istante che la Vecchia del supermercato fosse la stessa della fermata dell&#8217;autobus di Eleusi di 70 anni fa. Forse saremo dei visionari, poetucoli, minuscoli cultori dell&#8217;anima, ma \u00e8 dolce pensare che possa esistere ancora negli anfratti della mente degli uomini la Grande Dea dalla Bella Corona e che la sua ierofania sia apportatrice di Prosperit\u00e0 e Abbondanza.<\/p>\n<p><em>Ors\u00f9, \u2013 conclude Omero \u2013 o voi che regnate sulla terra di Eleusi, <strong>odorosa d&#8217;incenso<\/strong>, o Demetra, Dea Veneranda, apportatrice di messi, dai magnifici doni, tu con tua figlia, la stupenda Persefone, <strong>benigne premiate il mio canto con la prosperit\u00e0 che rallegra il cuore<\/strong>. <\/em><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronaca di una tappa di un viaggio in Grecia, ad Eleusi che ben 3500 anni fa aveva visto venire alla luce la prima religione misterica, le prime iniziazioni che si conoscano in epoca storica ad un culto segreto, indicibile, il culto della Madre e della Figlia, di Demetra e Kore-Persefone. 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