{"id":1407,"date":"2009-09-07T18:27:09","date_gmt":"2009-09-07T16:27:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1407"},"modified":"2023-10-01T00:49:17","modified_gmt":"2023-09-30T22:49:17","slug":"pan-o-la-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1407","title":{"rendered":"Pan o la natura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Gli antichi descrissero assai diligentemente sotto la presenza di Pan la natura, lasciandone incerta l&#8217;origine. Taluni asseriscono sia nato da Mercurio, altri gli attribuiscono una natura di gran lunga diversa: dicono infatti che tutti i Proci ebbero rapporti con Penelope e che da questa unione promiscua sia nato come figlio comune Pan.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Pan o la natura<\/h3>\n<p align=\"left\">di Francesco Bacone &#8211; (tratto dagli <em>Scritti Filosofici <\/em> \u2013 Ed. UTET \u2013 a cura di Paolo Rossi)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"52%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20366%20410'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Pan.jpg\" width=\"366\" height=\"410\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Pan.jpg\" width=\"366\" height=\"410\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"48%\">\n<p align=\"justify\">Gli antichi descrissero assai diligentemente sotto la presenza di Pan la natura, lasciandone incerta l&#8217;origine. Taluni asseriscono sia nato da Mercurio, altri gli attribuiscono una natura di gran lunga diversa: dicono infatti che tutti i Proci ebbero rapporti con Penelope e che da questa unione promiscua sia nato come figlio comune Pan.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, senza dubbio, in questa posteriore versione, alcuni scrittori pi\u00f9 tardi aggiunsero il nome di Penelope; cosa che di frequente avviene, quando racconti pi\u00f9 antichi sono adattati a persone e a nomi pi\u00f9 recenti e per di pi\u00f9 in un modo cos\u00ec paradossale ed insulso, come \u00e8 dato vedere qui. Pan \u00e8 infatti, tra gli d\u00e8i pi\u00f9 antichi, esistito molto prima di Ulisse, e per giunta Penelope fu venerata nell&#8217;antichit\u00e0 proprio per la castit\u00e0 matrimoniale. Non si deve trascurare la terza spiegazione della nascita: certuni lo fecero nascere da Giove e da Ibri cio\u00e8 dicono fosse figlio della contumelia. Comunque nato, dicono che ebbe come sorelle le Parche.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;immagine di Pan cos\u00ec \u00e8 descritta dall&#8217;antichit\u00e0: dotato di corna che arrivavano fino al cielo, ispido e villoso per tutto il corpo, con la barba particolarmente lunga. Biforme per aspetto: umano nella parte superiore, ferino per il resto terminante in piedi di capra. Portava poi, come simboli del potere, nella sinistra uno zufolo di sette canne unite, nella destra una verga da pastori, cio\u00e8 un legno curvo e arrotondato all&#8217;estremit\u00e0 superiore; era ricoperto da una clamide di pelle di pantera.<\/p>\n<p>Venivano a lui attribuite le seguenti propriet\u00e0 o poteri: dio dei cacciatori, dei pastori, di tutti gli agricoltori; protettore dei monti, era anche nunzio degli d\u00e8i accanto a Mercurio. Era anche ritenuto signore e guida delle ninfe che solevano intorno a lui tripudiare e intrecciare perpetue danze; lo accompagnavano i Satiri e, pi\u00f9 vecchi di questi i Sileni. Aveva anche il potere di infondere terrori, soprattutto vani e superstiziosi, che son chiamati panici.<\/p>\n<p>Di lui non molte imprese si ricordano: questa soprattutto: che provoc\u00f2 Cupido a tenzone rimanendone vinto. Avvolse e trattenne con reti il gigante Tifone; e per di pi\u00f9 narrano che, allorch\u00e9 Cerere, triste per il ratto di Proserpina, si era rifugiata nei boschi indignata e tutti gli d\u00e8i si adoperavano a cercarla e per varie direzioni s&#8217;erano sperduti, solamente Pan tocc\u00f2 per una grande fortuna di incontrarla mentre cacciava, e di indicarla. Os\u00f2 pure lottare in un certame musicale con Apollo e fu da Mida dichiarato vincitore: per questo giudizio Mida ebbe le orecchie d&#8217;asino, ma in silenzio le tenne e di nascosto. Nessun amore di Pan \u00e8 ricordato, o, di sfuggita molto pochi, cosa che pu\u00f2 sembrare strana tra una turba di d\u00e8i cos\u00ec amatori. Gli \u00e8 attribuita solo una passione per Eco considerata come sua moglie e pure per una ninfa di nome Siringa della quale si innamor\u00f2 alla follia, per l&#8217;ira e la vendetta di Cupido, che non si era fatto scrupolo a sfidare. Non ebbe neppure alcuna prole (cosa del pari stupefacente, essendo gli d\u00e8i, soprattutto maschi, prolificissimi) se si eccettua una figlia, una giovine ancella di nome Iambe, che soleva dilettare gli ospiti con ridicole novellucce e che da alcuni era giudicata figlia sua e della moglie Eco.<\/p>\n<p>Favola stupenda se mai ve ne furono, e gravida di misteri e di arcani della natura e, per cos\u00ec dire, turgida. Pan (come dice il nome stesso) simboleggia l&#8217;Universalit\u00e0 delle cose o la Natura. Dell&#8217;origine di questa si ha sotto ogni rispetto una doppia ipotesi; infatti pu\u00f2 cos\u00ec: o \u00e8 nata da Mercurio cio\u00e8 dalla parola di Dio (cosa che le Sacre Scritture pongono fuori discussione, e assicurano i filosofi ritenuti pi\u00f9 divini) o dai semi confusi delle cose. Coloro infatti che posero un solo principio alle cose, o lo riferiscono a Dio o, ammettendo un principio materiale, lo considerarono potenzialmente vario; cos\u00ec che ogni controversia di tal fatta si riconduce a questo dilemma che il mondo sia originato da Mercurio o da tutti i Proci.<\/p>\n<p align=\"center\"><em>E cantava come attraverso lo spazio vuoto si raccolsero<br \/>\n<\/em><em>i semi della terra dell&#8217;aria del mare<br \/>\n<\/em><em>e del rilucente fuoco per dare la prima forma alle cose tutte<br \/>\n<\/em><em>e come si formasse a poco a poco la stessa tenera crosta del mondo. <\/em> \u2013 Virgilio<\/p>\n<p>La terza generazione di Pan \u00e8 tale che i Greci sembrano di aver subito l&#8217;influsso dei misteri ebraici o attraverso mediazione egizia o in qualche altro modo. Essa si riferisce infatti allo stato del mondo non secondo i suoi meri natali, ma dopo la caduta di Adamo reso colpevole ed esposto alla morte e alla corruzione. Tale stato fu prodotto di Dio e del peccato e resta ancora. Pertanto questa triplice tradizione della nascita di Pan potrebbe anche essere accettata per vera, se distinta appropriatamente secondo fatti e tempi. Infatti questo Pan che noi intuiamo e contempliamo e veneriamo pi\u00f9 dell&#8217;occorrenza ha scaturigine dal Verbo divino coll&#8217;interposizione della confusa materia (che per essa era stata creata da Dio) e la partecipazione della prevaricazione e corruzione. La natura e il destino delle cose sono affermate e giudicate sorelle, appunto perch\u00e9 le catene delle cause naturali trascinano le nascite, gli sviluppi, le morti, le depressioni e le preminenze, le disgrazie e le sfortune e i destini di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 accadere.<\/p>\n<p>Le corna poi si riferiscono al mondo. Poich\u00e9 corna di tal genere sono al fondo pi\u00f9 larghe e al vertice pi\u00f9 acute, questo fatto indica come la natura sia tale e quale a una piramide; gli individui sono infiniti e si raccolgono in specie pur esse molteplici, le specie a loro volta si raccolgono in generi anch&#8217;essi, ascendendo, si contraggono in enti pi\u00f9 generali s\u00ec che al fine la natura sembra volersi fondere nell&#8217;unit\u00e0. Neppure \u00e8 sorprendente il fatto che le corna di Pan arrivino al cielo; dato che i vertici della natura, cio\u00e8 le idee universali, in qualche modo si avvicinano a Dio. Il passaggio dalla metafisica alla teologia naturale \u00e8 perci\u00f2 chiaro e tangibile. In modo assai vero ed elegante \u00e8 rappresentato come irsuto il corpo della natura, a causa dei raggi delle cose che sono come i crini o velli della natura, e quasi tutte le cose sono pi\u00f9 o meno irraggianti; come molto bene si osserva nella facolt\u00e0 della vista n\u00e9 diversamente in ogni virt\u00f9 ed operazione a distanza; perch\u00e9 si pu\u00f2 dire senza errore che qualunque cosa operi a distanza emetta raggi; pi\u00f9 di tutto \u00e8 notevole la barba di Pan, perch\u00e9 i raggi dei corpi celesti operano e penetrano soprattutto da lontano. Anche il sole, quando la parte superiore \u00e8 velata da una nube e i raggi erompono da quella inferiore, sembra avere la barba.<\/p>\n<p>Ottimamente \u00e8 definito biforme il corpo della natura per la differenza dei corpi superiori ed inferiori. I primi infatti, per la bellezza e l&#8217;euritmia e costanza del moto che li fa essere i regolatori della terra e dei corpi terrestri, ben a ragione sono rappresentati nella parte umana; i secondi invece, per la perturbazioni e gli incomposti movimenti e per il fatto di essere governati dai corpi celesti, possono essere raffigurati dall&#8217;aspetto di un animale bruto. La medesima descrizione del corpo riguarda la partecipazione delle specie. Infatti nessuna natura pu\u00f2 sembrare semplice, ma si dimostra sempre formata e contesta di due parti. L&#8217;uomo ha non poco dell&#8217;animale; il bruto non poco della pianta; la pianta non poco del corpo inanimato: e tutto \u00e8 biforme e composto di una specie inferiore e di una superiore. Acutissima \u00e8 poi l&#8217;allegoria dei piedi di capra, per via del moto ascensionale dei corpi terrestri verso le regioni aeree e celesti. La capra \u00e8 difatti un animale arrampicatore e ama stare arroccata sulle rupi e sospendersi sui precipizi, cosa che anche fanno mirabilmente le cose gravitanti verso il mondo inferiore, come appare manifestissimo nelle nubi e nelle meteore.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"38%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20268%20376'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Pan_e_la_siringa.jpg\" width=\"268\" height=\"376\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Pan_e_la_siringa.jpg\" width=\"268\" height=\"376\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"62%\">\n<p align=\"justify\">Doppie son poi le insegne nelle mani di Pan: l&#8217;una simboleggia l&#8217;armonia, l&#8217;altra il potere. La siringa di sette canne mostra evidentemente l&#8217;accordo delle cose e l&#8217;armonia, cio\u00e8 la mescolanza di concordia e discordia che \u00e8 messa in atto dal moto dei sette pianeti erranti. Anche quella della verga del potere \u00e8 nobile metafora, a causa delle vie della natura, parte rette parte oblique. Innanzitutto questo bastone o verga \u00e8 ricurvo verso la parte superiore, perch\u00e9 tutte le opere della divina provvidenza nel mondo avvengono quasi per vie ascose e contorte, tanto che quando sembra stia per avvenire una cosa, ne accade di fatto un&#8217;altra come la vendita di Giuseppe in Egitto e cos\u00ec via.<\/p>\n<p align=\"justify\">Che anzi, in ogni regime umano alquanto prudente, coloro che stanno al governo portano avanti e riescono ad ottenere ci\u00f2 che per il popolo \u00e8 conveniente pi\u00f9 facilmente se si valgono di raggiri e pretesti che non direttamente, cosicch\u00e9 ogni verga o bastone di comando deve essere incurvato nella parte superiore. Molto ingegnosamente la veste di Pan e il suo mantello sono rappresentati come fatti di pelle di pantera per via delle chiazze ovunque sparse; infatti il cielo \u00e8 coperto di stelle, il mare di isole, la terra di fiori e anche quasi tutte le cose singole presso la superficie, che \u00e8 come un manto, sogliono essere variegate.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;ufficio di Pan in nessun altro modo avrebbe potuto essere spiegato e chiarito tanto evidentemente quanto con l&#8217;epiteto di re dei cacciatori. Ogni azione naturale, ogni moto e processo non \u00e8 altro che una caccia. Scienze ed arti vanno a caccia delle proprie opere, le umane azioni perseguono i loro fini, e tutte le cose della natura vanno in cerca di preda, loro nutrimento, o di piaceri, loro svago, e inoltre nei modi pi\u00f9 esperti e sottili.<\/p>\n<p align=\"center\"><em>La torva leonessa segue il lupo, il lupo insegue la capretta,<br \/>\n<\/em><em>la capretta bramosa cerca il rigoglioso trifoglio. \u2013 Virgilio <\/em><\/p>\n<p>Pan \u00e8 anche il dio dei campagnoli in genere, perch\u00e9 simili uomini vivono di pi\u00f9 secondo natura, poich\u00e9 nelle citt\u00e0 e nelle corti la natura \u00e8 corrotta dall&#8217;eccessiva raffinatezza, come dice quel vero detto del poeta:<\/p>\n<p align=\"center\"><em>Una minima parte della fanciulla \u00e8 se stessa. \u2013 Ovidio<br \/>\n<\/em><em>(dove si parla di una fanciulla eccessivamente truccata) <\/em><\/p>\n<p>Si dice che Pan sia soprattutto protettore dei monti perch\u00e9 la natura si spande maggiormente sui monti e sulle alture e di pi\u00f9 si apre agli occhi e alla contemplazione. Quanto al fatto che Pan sia secondo nunzio degli d\u00e8i, oltre Mercurio, questa \u00e8 una allegoria chiaramente divina, essendo dopo il Verbo di Dio, la stessa immagine del mondo indizio della divina potenza e sapienza. Cosa che pure il divino poeta cant\u00f2:<\/p>\n<p align=\"center\"><em>I cieli narrano la gloria di Dio,<br \/>\n<\/em><em>e il firmamento indica l&#8217;opera delle sue mani. &#8211; \u00a0 Ovidio <\/em><\/p>\n<p>Le ninfe ricreano Pan, cio\u00e8 le anime; infatti le delizie del mondo sono le anime dei viventi e Pan a ragione \u00e8 definito loro capo, perch\u00e9 esse seguono come guida la loro particolare natura e intorno ad essa, con infinita variet\u00e0, cio\u00e8 ciascuna a suo modo, saltano e intrecciano danze, senza mai cessare il movimento. In loro compagnia stanno sempre Satiri e Sileni, cio\u00e8 vecchiaia e giovent\u00f9; di tutte le cose c&#8217;\u00e8 infatti un&#8217;et\u00e0 ilare e giocosa e un&#8217;et\u00e0 stanca e assetata, ma le tendenze di entrambe le et\u00e0, a chi veramente le contempli (come a Democrito), forse sembrano ridicole e deformi alla stregua di un qualche Satiro o Sileno.<\/p>\n<p>Sui terrori panici si pone una teoria molto saggia: la natura produce in tutti i viventi paura e timore, sentimenti conservatori della vita e dell&#8217;essenza sua, negatori e rinnegatori delle cattive disposizioni da evitare. Tuttavia la medesima natura non \u00e8 in grado di mantenere l&#8217;equilibrio, ma mescola sempre ai timori salutari quelli vani ed inutili, tanto che tutte le cose, se fosse dato vederci entro, sono pienissime di terrori panici; e specialmente l&#8217;uomo che \u00e8 tutto coartato dalla superstizione (nient&#8217;altro che terror panico), soprattutto in tempi dubbi duri o avversi.<\/p>\n<p>Per quello che riguarda l&#8217;audacia di Pan e la lotta per provocazione con Cupido, essa si riferisce alla materia che non \u00e8 priva dell&#8217;inclinazione e dell&#8217;appetito alla dissoluzione del mondo e al ritorno a quell&#8217;antico Caos; ma una pur valida concordia delle cose (simboleggiata da Amore e Cupido) raffrena la sua malizia e violenza e la riconduce all&#8217;ordine. Pertanto con buona sorte degli uomini e delle cose avviene che Pan abbia fatto prova negativa di s\u00e9 in quella lotta e se ne vada battuto. Lo stesso significa l&#8217;episodio di Tifone impigliato nelle reti, perch\u00e9 ogni qualvolta insorgono vasti sommovimenti della materia (che \u00e8 simboleggiata da Tifone), o che si ingrossino i mari, o le nubi, o si ingrossi la terra od altro, sempre la natura raffrena e avvolge gli arbitrii e le esuberanze dei corpi con una rete inestricabile, e li vince con una catena di tenacia adamantina.<\/p>\n<p>Riguardo al fatto che si attribuisce a questo dio il ritrovamento di Cecere e per di pi\u00f9 durante la caccia, mentre tutti gli altri d\u00e8i l&#8217;avevano cercata attivamente ma invano, ci\u00f2 contiene un monito importante ed accorto: ossia che non ci si deve attendere la scoperta delle cose utili alla vita e alla coltivazione, quale quella delle messi, dalle filosofie astratte, che sono come le divinit\u00e0 maggiori, per quanto esse vi si applichino con tutte le forze, ma soltanto da Pan, cio\u00e8 dalla sagace esperienza e dalla conoscenza universale delle cose mondane, che talora pu\u00f2 essere trovata per caso, come durante una caccia.<\/p>\n<p>La gara musicale e il suo esito, mostrano una salutare dottrina, capace di ricondurre entro i limiti della moderazione l&#8217;eccessiva fiducia nella ragione e nel giudizio umano pieno di sicumera. C&#8217;\u00e8 difatti una duplice armonia simile alla musica: quella della divina provvidenza e quella della ragione umana. All&#8217;umano giudizio, cio\u00e8 alle orecchie dei mortali, il governo del mondo e delle cose, gli imperscrutabili disegni divini risuonano strani e per cos\u00ec dire dissonanti, e questa ignoranza \u00e8 giustamente rappresentata dalle orecchie asinine che pur esse crescono di nascosto e segretamente, e dal volgo non \u00e8 notata od intuita siffatta deformit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine non \u00e8 per nulla sorprendente che nessun amore sia attribuito a Pan all&#8217;infuori del matrimonio con Eco: il mondo gode da s\u00e9 e in s\u00e9 di ogni cosa; chi ama vuol godere di qualcosa, mentre nell&#8217;abbondanza non v&#8217;\u00e8 posto per il desiderio. Pertanto il mondo non pu\u00f2 avere alcun amore n\u00e9 desiderio di possesso essendo contento di s\u00e9; se non di discorsi. Questi sono rappresentati dalla voce di Eco, o, se pi\u00f9 raffinati, da Siringa. Tra i discorsi o voci \u00e8 assunta bene la sola Eco come moglie del mondo; essa \u00e8 infatti la vera filosofia che assai fedelmente rende le voci del mondo e viene scritta quasi sotto sua dettatura, e altro non \u00e8 se non la sua immagine riflessa che non aggiunge qualcosa di proprio ma solo riflette e rimodula.<\/p>\n<p>Il fatto che non generi prole, si riferisce all&#8217;autosufficienza e alla perfezione del mondo. Questi genera per parti, ma come potrebbe generare per intero, dato che non v&#8217;\u00e8 corpo fuori di esso? Riguardo a quella giovinetta sua figlia putativa, \u00e8 senza dubbio una integrazione sapiente alla favola. Attraverso di essa sono rappresentate quelle vane dottrine che vagano qua e l\u00e0 in ogni tempo e riempiono tutto e tutti, di fatto infruttuose, quasi ancelle nel loro genere, talora divertenti nella loro garrula verbosit\u00e0, spesso moleste ed importune. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli antichi descrissero assai diligentemente sotto la presenza di Pan la natura, lasciandone incerta l&#8217;origine. 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