{"id":1416,"date":"2008-08-05T15:43:17","date_gmt":"2008-08-05T13:43:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1416"},"modified":"2023-09-25T13:39:59","modified_gmt":"2023-09-25T11:39:59","slug":"denaro-e-vita-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1416","title":{"rendered":"Denaro e vita spirituale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=41\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicosintesi\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicosintesi\" src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il problema del denaro e dei beni materiali \u00e8 una problema essenzialmente spirituale. Perci\u00f2 solo alla luce dello Spirito, e con metodi fondamentalmente spirituali, esso pu\u00f2 trovare soluzioni pra\u00adtiche, in cui il bene individuale e il bene collettivo si contemperino in quella armonia dinamica, in quella sintesi sempre pi\u00f9 ampia, che \u00e8 legge fondamentale della Vita.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Denaro e vita spirituale<\/h3>\n<p align=\"left\">di Roberto Assagioli &#8211; (<em>Istituto di Psicosintesi \u2013 Roma \u2013 1937-XV<\/em>)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Vi sono ancora tanti preconcetti e tante incomprensioni riguardo alla spiritualit\u00e0 che non mi meraviglierei&#8230;. che alcuni si fossero stupiti del titolo di questo studio. Quindi non \u00e8 forse inutile riaffermare che la spiritualit\u00e0 non consiste nel fare teorie ed astrazioni; non \u00e8 un idealismo lontano dalla vita.<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 consiste anzitutto nel considerare ogni problema della vita umana da un punto di vista elevato, comprensivo, sintetico; nel saggiare tutto in base ai veri valori, nel cercare di arrivare all&#8217;essenza di ogni fatto, senza lasciarsi arrestare dalle apparenze esteriori, senza lasciarsi illudere dalle opinioni tradizionali, dalle passioni collettive, dagli istinti, dalle emozioni, dai preconcetti personali.<\/p>\n<p>Far ci\u00f2 \u00e8 arduo, e pu\u00f2 sembrare orgoglioso. Invero sarebbe grande presunzione il cercare di riuscirvi appieno; per\u00f2 il tentarlo non solo \u00e8 lecito, ma costituisce un preciso dovere, dato che la luce spirituale proiettata sui pi\u00f9 assillanti problemi individuali e collettivi rivela delle soluzioni, e mostra delle vie che possono fare evitare pericoli ed errori, risparmiare molte sofferenze e quindi arrecare benefici incalcolabili.<\/p>\n<p>La concezione spirituale della vita e delle sue manifestazioni, lungi dall&#8217;essere qualcosa di accademico, di astratto, di sterile, \u00e8 eminentemente <em>rivoluzionaria, dinamica e creativa<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u00c8 rivoluzionaria, <\/em>perch\u00e8 alla luce dello Spirito le valutazioni ordinarie e gli atteggiamenti pratici che ne derivano si dimostrano fondamentalmente errati. \u00c8 naturale ed inevitabile che sia cos\u00ec, poich\u00e9 quelle valutazioni e quegli atteggiamenti sono egocentrici e separativi; essi cio\u00e8 deformano la realt\u00e0 secondo una falsa e ristretta prospettiva, creano artificiali scissioni in quella che in realt\u00e0 \u00e8 una unica Vita.<\/p>\n<p>Il punto di vista spirituale produce quindi una serie di \u00abrivoluzioni copernicane\u00bb, sostituendo al punto di vista antropocentrico e personalistico un eliocentrismo spirituale che mette al giusto posto i fatti ed i problemi che si considerano e soprattutto&#8230; noi stessi.<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 <em>\u00e8 dinamica e creativa<\/em>, poich\u00e9 i cambiamenti di prospettiva, i capovolgimenti di valori, lo snebbiamento da illusioni, la vera e propria trasfigurazione del mondo e della vita prodotta dalla nuova luce, producono profondi cambiamenti in noi, risvegliano nuove potenti energie, allargano il campo della nostra azione sugli altri cambiano radicalmente la <em>qualit\u00e0 <\/em>di tale azione.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi sommamente opportuna l&#8217;opera di revisione radicale che si sta tentando da parte degli animi pi\u00f9 svegli e pi\u00f9 fervidi in tutti i campi della vita umana.<\/p>\n<p>Tali revisioni spirituali implicano una doppia attivit\u00e0: anzitutto una chiara comprensione ed una decisa riaffermazione dei principi e dei valori eterni dello Spirito; poi l&#8217;applicazione di quei principi e di quei valori ai problemi concreti, personali e sociali, contemporanei.<\/p>\n<p>Infatti, in ogni epoca ed in ogni individuo quei problemi assumono aspetti diversi ; i molteplici elementi della vita, pur rimanendo fondamentalmente gli stessi, si aggregano in combinazioni sempre diverse, creando forme sempre nuove; perci\u00f2 le soluzioni spirituali \u2013 pur partendo sempre dagli stessi punti iniziali \u2013 per essere aderenti a quella ognor mutevole realt\u00e0 ed aver quindi efficacia pratica, devono essere plastiche ed, in un certo senso, sempre nuove ed originali.<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Fra i tanti problemi che assillano ora l&#8217;umanit\u00e0, ve ne sono due che riguardano gli interessi pi\u00f9 centrali, i pi\u00f9 forti impulsi all&#8217;azione nella vita degli individui e delle collettivit\u00e0, e che quindi forse pi\u00f9 degli altri richiedono di essere esaminati ed illuminati alla luce dello Spirito.<\/p>\n<p>Sono i nostri atteggiamenti verso l&#8217;amore (inteso nel suo senso pi\u00f9 ampio, includente la sessualit\u00e0, ma non limitato ad essa) e verso il denaro.<\/p>\n<p>Ora tenter\u00f2 brevemente, con l&#8217;aiuto di altri che si sono proposti questo compito, di considerare il secondo di questi problemi.<\/p>\n<p>Se esaminiamo noi stessi con quella coraggiosa sincerit\u00e0 che \u00e9 condizione essenziale di una vita spirituale degna di tal nome, ci accorgiamo che il pensiero del denaro suscita in tutti noi profonde ed intense risonanze: \u00e8 un tumulto di oscure emozioni, di reazioni appassionate, le quali mostrano che l&#8217;idea di quel metallo tocca alcuni dei punti pi\u00f9 sensibili della nostra personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Conviene far luce in quel caos e perci\u00f2 lasciar affiorare alla nostra coscienza, eliminando ogni censura psichica, tutto ci\u00f2 che insorge dai bassifondi del nostro subcosciente. Allora emerge un torbido fiotto in cui sono frammisti correnti di paura, di desiderio, di avidit\u00e0 e di attaccamento sentimenti di colpa, di invidia, di risentimento.<\/p>\n<p>Cerchiamo di risalire alle sorgenti di queste forze con l&#8217;aiuto di Hermann Keyserling, il quale ha meglio di ogni altro, crediamo, indagato le oscure radici telluriche di ci\u00f2 che nella personalit\u00e0 umana si \u00e8 sviluppato dal basso, di ci\u00f2 che in essa vi \u00e8 di minerale, di vegetale e di animale, senza per\u00f2 cadere nell&#8217;errore, commesso da altri esploratori dei bassifondi, di disconoscere quello che invece ha origine superiore e affatto indipendente: ci\u00f2 che egli chiama con espressione efficace \u00abl&#8217;irruzione dello Spirito\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle sue <em>M\u00e9ditations Sud-Am\u00e9ricaines <\/em>(Paris, Stock), che sono forse la sua opera pi\u00f9 profonda, e poi nel libro riassuntivo <em>Vie intime, <\/em>egli mette in evidenza come vi siano alle radici stesse della vita due istinti primordiali. Il primo \u00e8 la Paura originaria, riguardo alla quale egli segnala un fatto importante, che cio\u00e8: \u00abquesta paura originaria non si riferisce alla morte ma alla carestia\u00bb, cio\u00e8 alla paura di mancare del cibo necessario, paura della fame.<\/p>\n<p>\u00abVi \u00e8 probabilmente in ci\u00f2 un oscuro ma intenso ricordo atavico dell&#8217;assillante ricerca del cibo che costituiva l&#8217;ansia continua dell&#8217;uomo primitivo. Come salvaguardia contro questa Paura originaria, l&#8217;istinto di sicurezza costituisce il primo impulso attivo di ogni essere vivente\u00bb \u2013 dice il Keyserling, e da questo istinto di sicurezza si sviluppa, secondo lui, l&#8217;istinto della propriet\u00e0. La propriet\u00e0, quale salvaguardia contro la paura originaria, pu\u00f2 manifestarsi in diverse forme. ( <em>Vie Intime, <\/em>pp. 41-42).<\/p>\n<p>L&#8217;altro istinto fondamentale, che sorge dai bassifondi dell&#8217;inconscio e che \u00e8 il contrapposto dinamico del primo, \u00e8 quello che il Keyserling chiama Fame originaria, ma che, per evitare confusioni, sarebbe pi\u00f9 opportuno designare come Avidit\u00e0 originaria. Essa, dice il Keyserling, \u00e8 \u00abil Principio motore di ogni crescita. Ora la crescita, per sua essenza, aspira all&#8217;infinito, e sin dall&#8217;inizio non riconosce alcun limite come definitivo. Per conseguenza, la Fame Primigenia \u00e8 originariamente aggressiva ed insaziabile. Per sua natura \u00e8 opposta ad ogni istinto di sicurezza; il rischio \u00e8 il suo elemento; l&#8217;illimitato \u00e8 ad ogni istante il suo scopo. Da ci\u00f2, un conflitto originario con tutto ci\u00f2 che appartiene all&#8217;\u00abordine della Propriet\u00e0 e del Diritto. Nei bassi fondi, un perpetuo combattimento si accanisce tra Fame e Paura; non vi \u00e8 alcun equilibrio permanente ed armonioso\u00bb ( <em>Vie Intime<\/em>, p, 47).<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile scorgere come nel piano di vita della nostra cosiddetta civilt\u00e0, entrambi quegli istinti si manifestino come bramosia di acquistare e conservare la maggior somma possibile di denaro e di altri beni materiali. E la potenza di quegli istinti, malgrado i millenni trascorsi e il parziale raffinamento della vita umana, \u00e8 ancor s\u00ec travolgente, che essa prevale \u2013 sia con manifestazioni violente, sia per vie subdole ed indirette e mascherata mediante ipocrite giustificazioni \u2013 sopra ogni altro movente o freno superiore, e non di rado supera perfino l&#8217;istinto di conservazione.<\/p>\n<p>Se potessimo renderci conto della somma di delitti, di tradimenti, di furti, di frodi, di prepotenze, di prostituzioni fisiche e morali, di bassezze d&#8217;ogni genere, pi\u00f9 o meno larvate che gli uomini quotidianamente commettono per la <em>auri <\/em><em>sacra fames, <\/em>per l&#8217;esecranda avidit\u00e0 del denaro, ne saremmo profondamente turbati, anzi atterriti. E se poi facessimo un esame spietatamente sincero di noi stessi a questo riguardo, temo che avremo ognuno delle spiacevoli sorprese.<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2 si sono ben resi conto gli alti Spiriti che sono venuti a tentare l&#8217;ardua impresa di elevare moralmente e di risvegliare spiritualmente gli uomini, liberandoli dall&#8217;asservimento ai loro istinti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il Buddha abbandon\u00f2 ricchezze ed ogni possesso terreno, prima per ricercare la verit\u00e0, poi, dopo aver raggiunta l&#8217;illuminazione, per aiutare gli uomini a liberarsi dal dolore, frutto del desiderio. E gi\u00e0 molti secoli prima della venuta del Buddha, in India coloro che avevano raggiunto un certo livello spirituale solevano rinunciare a tutti i beni terreni e diventavano dei <em>sannyasin<\/em>, facendo vita di mendicanti.<\/p>\n<p>Il Cristo ha pi\u00f9 volte indicato con forti parole quale grave ostacolo siano le ricchezze alla vita spirituale, ed il suo atto pi\u00f9 energico e combattivo di cui ci sia giunta notizia, fu quello di scacciare a colpi di fune coloro la cui avidit\u00e0 di denaro aveva portati a profanare coi loro traffici la santit\u00e0 del Tempio.<\/p>\n<p>Questo atteggiamento contrario al denaro continu\u00f2 attraverso i secoli nel Cristianesimo, fino a culminare nel drammatico e sublime gesto di S. Francesco, che rinunci\u00f2 ad ogni avere e alle stesse vesti che portava, e celebr\u00f2 giubilante le sue mistiche nozze con Madonna Povert\u00e0.<\/p>\n<p>Di fronte a tali atteggiamenti, e ai modi di vita che ne derivano, sorgono spontanee in noi due domande:<\/p>\n<p>1. Sono giusti e necessari dal punto di vista spirituale quegli atteggiamenti? \u00c8 necessario per vivere spiritualmente condannare il denaro?<\/p>\n<p>2. E se pur cos\u00ec fosse, \u00f2 attuabile un tal modo di vivere ai nostri tempi?<\/p>\n<p>La risposta alla seconda domanda \u00e8 facile. Gi\u00e0 pochi decenni dopo la morte di S. Francesco le comunit\u00e0 francescane si accorsero che una vita regolare nei conventi non era praticamente possibile senza maneggiare denaro e senza possedere, sotto qualche forma, edifici e terreni. Ci\u00f2 diede occasione a contrasti appassionati tra gli osservanti rigorosi della Regola primitiva e coloro che l&#8217;adattavano alle esigenze della vita pratica. Questi ultimi ebbero il sopravvento ed attualmente i religiosi francescani si servono di tutti i mezzi tecnici offerti dalla vita moderna, dalla stampa alla posta, dalla ferrovia, all&#8217;automobile ed all&#8217;aeroplano, pagandone regolarmente reso. Se dunque ci\u00f2 fanno i figli di S. Francesco, tanto pi\u00f9 siamo costretti a farlo noi laici, impigliati nelle mille maglie della vita economica, famigliare e sociale, intimamente inseriti \u2013 non solo per necessit\u00e0, ma anche per scelta consapevole \u2013 nella vita del nostro tempo, convinti che ogni trasformazione di essa, in senso spirituale, non pu\u00f2 essere fatta dal di fuori ed estraniandosene, bens\u00ec operando quale fermento entro la sua compagine.<\/p>\n<p>Prendiamo ora in esame la prima e pi\u00f9 difficile domanda.<\/p>\n<p>In primo luogo occorre star bene in guardia contro le facili degenerazioni ed ipocrisie a cui pu\u00f2 dar luogo il disprezzo del denaro. Esso pu\u00f2 divenire una comoda maschera alla pigrizia, alla debolezza, alla vilt\u00e0; pu\u00f2 dar luogo al parassitismo individuale e collettivo. Ci\u00f2 in realt\u00e0 \u00e8 spesso avvenuto, soprattutto in India, ove il clima, le condizioni di vita e la mentalit\u00e0 collettiva lo rende pi\u00f9 facilmente attuabile.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 una obbiezione pi\u00f9 fondamentale contro l&#8217;atteggiamento su esposto verso il denaro. Essa \u00e8 rappresentata da una concezione del tutto opposta, la quale essa pure si ispira a principi spirituali e religiosi. Secondo tale concezione, che pervade tutto l&#8217;Antico Testamento, le ricchezze e la prosperit\u00e0 sarebbero invece segni tangibili e sicuri del favore di Dio, premi di una condotta giusta e retta. Invece la povert\u00e0 e le avversit\u00e0 sarebbero effetti di castigo Divino, o almeno il risultato di errori di pensiero, di sentimento e di condotta, sia individuali che collettivi.<\/p>\n<p>Questa concezione \u00e8 stata ripresa in pieno da alcune correnti religiose e spirituali moderne e ad essa si informa, pi\u00f9 o meno consapevolmente, tutta la mentalit\u00e0 americana. In questa, successo pratico e merito e valore personale vengono ad identificarsi ; quello \u00e8 la riprova ed il segno di questi.<\/p>\n<p>Vediamo quali elementi di vero ci possano essere in questa veduta. Se Dio \u00e8 buono, dicono in sostanza i sostenitori di essa, se Dio \u00e8 Amore, se Dio desidera il bene dell&#8217;uomo, vuole che questi abbia una vita piena, gioiosa, e \u00abricca\u00bb. Egli non pu\u00f2 non volere che l&#8217;uomo faccia l&#8217;uso pi\u00f9 ampio dei beni terreni che madre natura copiosamente gli elargisce.<\/p>\n<p>Se vi \u00e8 \u2013 ed evidentemente vi \u00e8 \u2013 una gerarchia fra i regni della natura, \u00e8 nell&#8217;ordine naturale e divino che i regni inferiori siano posti al giusto servizio dei regni superiori. Nei regni subumani avviene spontaneamente cos\u00ec: il regno minerale rende possibile l&#8217;esistenza della vita vegetale che di quello \u00e8 materiata; ed il contributo, il \u00absacrificio\u00bb di entrambi quei regni \u00e8 necessario alla manifestazione della vita animale.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un analogo rapporto fra i tre regni subumani e quello umano. La vita dell&#8217;uomo richiede in ampia misura il contributo degli altri tre regni. Gli evidenti eccessi ed abusi da parte dell&#8217;uomo non giustificano la condanna spirituale e la rinuncia pratica al <em>retto uso. <\/em><\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 di pi\u00f9: col retto uso l&#8217;uomo, non solo riceve benefici dagli altri regni, o, per usare una espressione pi\u00f9 realistica, li sfrutta; ma egli d\u00e0 molto ad essi in ricambio, elevandoli e raffinandoli in molti modi. Non si pu\u00f2 forse dire che, in un certo senso, l&#8217;uomo glorifichi e sublimi le sostanze minerali traendo dalle oscurit\u00e0 della terra le gemme imprigionate nelle loro rozze ganghe e trasformandole in fulgidi brillanti, in rubini, topazi, zaffiri scintillanti? Non imita egli forse in qualche modo il potere di Dio nel trasformare le grevi inerti masse dei metalli in congegni delicatissimi, pulsanti di vita, vibranti e sapienti nel cogliere e scegliere e trasformare le pi\u00f9 sottili energie dell&#8217;etere?<\/p>\n<p>Ma l&#8217;opera benefica dell&#8217;uso si svolge in modo ancor pi\u00f9 importante sui regni vegetale ed animale. Quale progresso ha fatto fare l&#8217;uomo alle piante e quanto le ha avvalorate, nel trasformare tanti arbusti selvatici dai frutti piccoli ed asprigni, in piante che offrono doni saporosi, apportatori di salute e di gioia. E non si pu\u00f2 forse chiamare un tacito patto di amore quello che dall&#8217;unione fra la fatica dell&#8217;uomo e degli animali e le latenti virt\u00f9 del grano fa produrre gli innumerevoli chicchi dorati che sfamano le moltitudini umane?<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 chiara \u00e8 l&#8217;azione che una parte dell&#8217;umanit\u00e0 \u2013 purtroppo non tutta \u2013 svolge a favore del regno animale. La domesticit\u00e0 degli animali per se stessa, cio\u00e8 il loro allevamento da parte dell&#8217;uomo, anche se fatto da questi a scopi puramente utilitari, produce inevitabilmente un affinamento di quelle specie animali e la manifestazione dei germi di intelligenza che si sviluppano dalle radici dei loro istinti. Ma vi sono poi i rapporti di affetto e di comprensione fra il cavaliere e il suo cavallo, fra l&#8217;uomo ed il suo elefante o il suo cane, che si pu\u00f2 dire quasi umanizzino in qualche misura quegli animali. Ci\u00f2, senza parlare di certi prodigi \u2013 discussi ma, in parte almeno, innegabili \u2013 di cui hanno dato prova alcuni animali educati con intensit\u00e0 ed ingegnosit\u00e0 speciali.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 mette in evidenza il lato positivo dell&#8217;uso dei beni materiali da parte dell&#8217;uomo, uso che implica qualche forma di possesso ed attivi scambi di quei beni fra uomini ed uomini; scambi che a loro volta rendono necessari dei mezzi per renderli pi\u00f9 facili e rapidi.<\/p>\n<p>E di tali mezzi il denaro \u00e8, se non il solo, certo il pi\u00f9 pratico e, almeno nelle condizioni attuali, indispensabile.<\/p>\n<p>Un altro elemento di vero nella concezione favorevole ai possessi \u00e8 quello che, in molti casi, l&#8217;acquisto di quei beni \u00e8 realmente frutto di operosit\u00e0, di previdenza, di risparmio, di disciplina e di altre virt\u00f9 morali. E per converso la povert\u00e0 e gli insuccessi si possono non di rado attribuire o far risalire agli opposti difetti e vizi: pigrizia, imprevidenza, dissipazione, disordine.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte \u00e8 ovvio che non avviene sempre cos\u00ec; che anzi l&#8217;accumulo delle ricchezze \u00e8 spesso effetto di avidit\u00e0, di durezza di cuore, di assenza di scrupoli, e talvolta di abile frode e di furto legale.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 \u00e8 evidente come, non solo sia unilaterale e spesso non rispondente a verit\u00e0, ma in un certo senso empia, l&#8217;identificazione fra favore divino, merito morale e successo economico, della quale \u00e8 espressione tipica, e direi inconsciamente satirica, il modo di dire americano \u00abThat man is worth one million dollars\u00bb (\u00abQuell&#8217;uomo <em>vale <\/em>un milione di dollari\u00bb!). Come se una mente, un cuore, un&#8217;anima, si potesse commensurare con dei biglietti di banca o con dei titoli quotati nelle borse.<\/p>\n<p>Evidentemente l&#8217;esame fatto sin qui dei rapporti fra denaro e spiritualit\u00e0 non ci ha condotto ad alcuna conclusione certa, anzi pu\u00f2 averci resi pi\u00f9 perplessi di prima. Ma non poteva non esserlo, poich\u00e9 il problema, cos\u00ec come lo abbiamo posto, e come del resto viene spesso posto, \u00e9 impostato male.<\/p>\n<p>Si \u00e8 tentato cio\u00e8 un apprezzamento <em>obiettivo <\/em>del denaro e dei possessi materiali, si \u00e9 cercato di appiccicare ad esso una etichetta di \u00abcattivo\u00bb o di \u00abbuono\u00bb, di biasimevole o di pregevole; ora questa valutazione obiettiva od esteriore, come ogni altra di tal genere (e quanto cosiddette \u00abmorali\u00bb non sono in realt\u00e0 che etichettature siffatte!), sono fondamentalmente errate, perch\u00e8 basate sopra un equivoco, e quindi \u00abirreali\u00bb.*<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* Con ci\u00f2 non vogliamo certo osar di criticare o sminuire in alcun modo l&#8217;atto sublime di S. Francesco, Esso non solo fu eroico, ma ebbe una efficacia benefica incalcolabile quale esempio e costitu\u00ec una lezione vivente di distacco che fu uno dei colpi pi\u00f9 poderosi che siano mai stati inferti al feroce idolo di Mammona. La rinuncia ad ogni possesso terreno va quindi apprezzata al suo giusto valore <em>quale via di eccezione. <\/em>Nostro intento era solo di mostrare come questa via non possa costituire una soluzione generale attuabile nella vita contemporanea.<br \/>__________<\/p>\n<p>Abbandoniamo quindi risolutamente una simile impostazione e rifacciamoci daccapo, per una via del tutto diversa. Cominciamo col porre qualche \u00abgiusta designazione\u00bb.<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 in realt\u00e0 il denaro? Esso, come \u00e8 noto, \u00e8 un mezzo convenzionale creato dagli uomini per facilitare lo scambio di beni. Anzi per renderlo possibile nella vasta scala, nei modi complessi e con la crescente rapidit\u00e0 richiesti dalla vita contemporanea. Dunque il denaro \u00e8 un semplice <em>strumento <\/em>materiale, o, se si vuole considerarlo da un punto di vista filosofico, un <em>simbolo <\/em>dei beni materiali. Perci\u00f2, per se stesso, non merita <em>\u00abni cet exc\u00e8s d&#8217;honneur, ni cette indignit\u00e9\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Quindi, le veementi condanne di esso sbagliano semplicemente indirizzo, e perci\u00f2 \u00e8 giusto che l&#8217;\u00abufficio competente\u00bb cio\u00e8 la vera morale, lo respinga al \u00abmittente\u00bb, cio\u00e8 <em>all&#8217;uomo<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 <em> nell&#8217;<\/em><em>uomo<\/em>, solo <em>nell&#8217;animo dell&#8217;uomo <\/em>che stanno verit\u00e0 ed errore, bene e male, merito e colpa. E se esaminiamo il problema da questo pi\u00f9 giusto e profondo punto di vista soggettivo, possiamo constatare come gli errori e le colpe dell&#8217;uomo rispetto al denaro siano sostanzialmente due: l&#8217;una particolare al denaro stesso; l&#8217;altra riguardante, insieme ad esso, tutti i beni materiali.<\/p>\n<p>Il primo malinteso, ed il primo errore di condotta, dipendono dalla tendenza generale degli uomini a scambiare il mezzo col fine, a identificare erroneamente lo strumento con ci\u00f2 che esso produce e, in senso pi\u00f9 generale, il simbolo con la realt\u00e0 che rappresenta, la forma con la vita.<\/p>\n<p>\u00c8 un errore di cui si possono osservare continui e spesso comici esempi. Esso si manifesta in tutte le forme di collezionismo, divenuto fine a se stesso, ad esempio nella bibliomania, per la quale si giunge a preferire edizioni illeggibili, purch\u00e9 siano antiche ristampe moderne. Cos\u00ec il bibliomane non esita ad esclamare (come dice l&#8217;epigramma di Pons de Verdun):<\/p>\n<p align=\"center\">\u00abC&#8217;est elle! Dieu que je suis aise!<br \/>Oui, c&#8217;est la bonne \u00e9dition;<br \/>Voil\u00e0 bien, pages douze et seize,<br \/>Les deux fautes d&#8217;impression<br \/>Qui ne sont pas d.ans la mauvaise\u00bb.<\/p>\n<p>Ma nel caso del denaro non si tratta di una innocua e pi\u00f9 o meno ridicola mania; si tratta di sordide manifestazioni di avarizia, che, parlando simbolicamente, fanno \u00abperder l&#8217;anima\u00bb.<\/p>\n<p>Si tratta di violente cupidigie che non si arrestano dinanzi ad alcuna colpa, dinanzi ad alcun crimine, da quelli sanguinosi dell&#8217;omicida per rapina, a quelli pi\u00f9 raffinati, pi\u00f9 pericolosi e pi\u00f9 ignobili di certi fabbricanti di cannoni che per vender lautamente la loro merce non esitano a fomentare guerre fra i popoli.<\/p>\n<p>Su questo tema, sul significato simbolico e sugli effetti nefasti dell&#8217;oro, Hermann Keyserling ha detto cose assai forti e degne di esser meditate.<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;oro \u00e8 il simbolo del valore, ed ogni valore \u00e8 di essenza spirituale\u2026 Hanno certo ragione gli archeologi che riferiscono questo trasferimento di senso all&#8217;immagine primordiale che l&#8217;oro era il sole liquido. Il sole \u00e8 l&#8217;immagine originaria del principio creatore divino e quindi spirituale&#8230; Questa immagine animava, allo stato puro, il culto dell&#8217;oro da parte degli Incas per i quali esso non aveva alcun significato economico&#8230; Ma all&#8217;idea che l&#8217;oro \u00e8 il sole liquido si aggiunge tosto, col\u00e0 ove questo metallo assume un significato pratico, un secondo motivo che rafforza la posizione privilegiata del valore dell&#8217;oro. \u00c8 un puro miracolo, del tutto incomprensibile, in base agli istinti primordiali, che si possano scambiare con l&#8217;oro altri valori e soprattutto delle vite umane. Si ricordi lo stupore inaudito di quegli Incas quando videro per la prima volta questa possibilit\u00e0 attuata dagli Spagnoli.<\/p>\n<p>Cos\u00ec l&#8217;oro simboleggia, oltre all&#8217;idea del sole dispensatore di vita, prototipo di ci\u00f2 che \u00e8 sopra terreno e quindi spirituale e trascendente, il vero potere magico ed \u00e8 per effetto di una resurrezione di questa credenza originaria che agli Stati Uniti il fatto di essere milionario trasforma un individuo qualunque in un grand&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante l&#8217;oro \u00e8 un minerale. Il fatto che un minerale venga considerato come valore supremo fa si che la coscienza del valore si adatti necessariamente alle norme di ci\u00f2 che \u00e8 inanimato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si produce un trasferimento inverso: il risultato finale \u00e8 che l&#8217;adorazione dell&#8217;oro lo rende la misura di ogni valore. Ci\u00f2 produce il circolo che \u00e8 stato chiamato la maledizione dell&#8217;oro. Poich\u00e9 da allora in poi la forza determinante \u00e8 ci\u00f2 che non \u00e8 vivo o, cio\u00e8, \u00e8 precedente alla vita. La Fame originaria \u00e8 insaziabile, ma, sottomessa alla Legge della vita, essa trova il suo limite normale. Ma la fame dell&#8217;oro \u00e8 essenzialmente insaziabile. La voracit\u00e0 trova il suo limite nel disgusto, la brama dell&#8217;alcool nell&#8217;abbrutimento&#8230; l&#8217;insaziabilit\u00e0 sessuale nell&#8217;impotenza. Ma come la fame dell&#8217;oro potrebbe essere mai saziata? Non vi \u00e8 per essa alcun limite possibile&#8230; cos\u00ec la brama dell&#8217;oro diviene necessariamente illimitata come l&#8217;universo. E poich\u00e9 tutto dipende solo dalla quantit\u00e0, e dalla quantit\u00e0 di qualcosa di inanimato, l&#8217;anima accetta inevitabilmente la legge della morta quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Non solo essa perde la sua umanit\u00e0, essa perde anche la sua vita animale e si inizia una sua mineralizzazione. Da . ci\u00f2 la fredda crudelt\u00e0 degli spagnoli, che pure hanno una natura s\u00ec calda, ai tempi della loro corsa all&#8217;oro. Da ci\u00f2 il freddo calcolo dei finanzieri moderni. Il freddo \u00e8 la temperatura del metallo\u00bb. <em>(M\u00e9ditations Sud-Am\u00e9ricaines, <\/em>pp. 50-51).<\/p>\n<p>Perci\u00f2 il primo atto spirituale che dobbiamo compiere \u00e8 quello di liberarci dalla sopravalutazione del <em>mezzo<\/em>, dello strumento di possesso e di scambio dei beni terreni: il denaro.<\/p>\n<p>Rifiutiamoci risolutamente dall&#8217;offrir pi\u00f9 oltre sacrifici sull&#8217;altare di questo falso nume, liberiamoci dal fascino esercitato da questo idolo, e riduciamolo con chiara visione, con calma freddezza, a ci\u00f2 che \u00e8 in realt\u00e0: un semplice strumento, un <em>artifizio <\/em>comodo, un&#8217;utile convenzione.<\/p>\n<p>Eliminato cos\u00ec questo primo ostacolo, possiamo passare a risolvere il problema sostanziale: quello dei nostri rapporti con l&#8217;insieme dei beni materiali, di cui il denaro non \u00e8 che il simbolo, o un sostituto temporaneo.<\/p>\n<p>Abbiamo visto come i beni materiali \u2013 siano essi cibo, vesti, abitazioni, strumenti di lavoro, oggetti di bellezza \u2013 sono in sostanza composti di materiali tratti dai tre regni della natura ed usati, sia nel loro stato naturale, sia, pi\u00f9 spesso, dopo essere stati trasformati ed adattati dall&#8217;uomo. In essi non vi pu\u00f2 esser dunque alcun \u00abmale\u00bb intrinseco. Dal punto di vista naturalistico, sono delle cose; dal punto di vista religioso, sono doni di Dio.<\/p>\n<p>Dunque il loro significato per noi, ed i loro effetti benefici o malefici, dipendono <em>dal nostro atteggiamento interiore verso di essi, e dall&#8217;uso che<\/em>, con libera scelta, <em>possiamo e vogliamo farne<\/em>.<\/p>\n<p>Questo riconoscimento fondamentale porta ad una serie di chiarimenti di grande importanza spirituale e pratica.<\/p>\n<p>Anzitutto risulta evidente che la mancanza di possessi esteriori non risolve in alcun modo il problema. A parte tutte le limitazioni e le schiavit\u00f9 che la povert\u00e0 impone nella vita moderna, se un \u00abpovero\u00bb desidera appassionatamente i beni materiali, se non pensa ad altro che a procurarseli, se \u00e8 inasprito e roso da risentimento contro coloro che li hanno, egli psicologicamente \u00e8 loro schiavo.<\/p>\n<p>Questo non vuol dire che non sia lecito a lui di cercar attivamente di migliorare le proprie condizioni: anzi, spesso \u00e8 suo dovere farlo. Ma egli pu\u00f2 farlo senza lasciarsene tutto assorbire ed ossessionare, mantenendo la propria libert\u00e0 interiore e la propria dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Invece un ricco il quale fosse moralmente distaccato dai suoi possessi, che se ne sentisse interiormente del tutto libero, non verrebbe da essi diminuito spiritualmente in alcun modo; sarebbe psicologicamente un \u00abpovero\u00bb.<\/p>\n<p>Il Cristo, con la sua divina saggezza, vide appieno questa verit\u00e0 e la espresse nella prima delle <em>beatitudini. <\/em><\/p>\n<p>\u00abBeati i poveri in ispirito, poich\u00e9 il Regno de&#8217; Cieli \u00e8 loro\u00bb (Matt. 5-2I). Poveri <em>in spirito <\/em>non vuol dire poveri <em>di spirito<\/em>; come qualcuno ha frainteso; ma appunto liberi da attaccamento alle ricchezze, anzi, come ben dice il padre Gratry, \u00abda tutte le forme e da tutti i possessi dell&#8217;egoismo\u00bb. (<em>Commentaire sur l&#8217;Evangile selon S. Matthieu, <\/em>p. 79).<\/p>\n<p>Invero chi \u00e8 libero dalla miseria della bramosia, delle preoccupazioni, degli attaccamenti, chi fruisce della \u00absanta libert\u00e0 dei Figli di Dio\u00bb, possiede veramente fin d&#8217;ora il Regno de&#8217; Cieli, \u00e8 il vero \u00abricco\u00bb.<\/p>\n<p>Certo, per saper cos\u00ec dominare i beni materiali, per resistere alle continue tentazioni cui danno occasione \u2013 tentazioni di sensualit\u00e0, di mollezza, di pigrizia, di egoismo di ogni sorta \u2013 occorre un animo di tempra particolare, occorre saper vivere in un clima spirituale eccezionale; costituisce insomma la vera prova del fuoco della libert\u00e0 interiore, del distacco, dello \u00abspirito di povert\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Ma neppure questa povert\u00e0 interiore risolve completamente il problema. Quando l&#8217;uomo si \u00e8 messo a posto con la propria coscienza, e quindi in un certo senso con Dio, egli deve anche mettersi a posto con i propri simili, con i quali \u00e8 intessuto da una trama di rapporti morali e pratici intimi ed indissolubili. Perci\u00f2 alla liberazione interiore deve seguire il <em>retto <\/em><em>uso <\/em> dei beni posseduti. Questo a sua volta solleva due problemi:<\/p>\n<p>a) quello del <em>retto uso individuale; <\/em><\/p>\n<p>b) quello del <em>retto uso collettivo. <\/em><\/p>\n<p>La base del retto uso individuale sta nella rinuncia all&#8217;idea stessa del possesso quale un <em>diritto personale<\/em>. La propriet\u00e0 giuridica \u00e8 cosa puramente umana, che ha le sue giustificazioni psicologiche e pratiche, dato il livello medio di sviluppo morale dell&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;istinto di propriet\u00e0 \u00e8 una forza primordiale di cui bisogna tener il debito conto: non si pu\u00f2 ucciderla o reprimerla violentemente. Perci\u00f2 ogni tentativo di abolizione <em>esteriore <\/em>della propriet\u00e0 \u00e8 \u2013 a parte ogni altra considerazione \u2013 antipsicologico e perci\u00f2 destinato a fallire. Ma <em>in sede spirituale <\/em>la propriet\u00e0 assume aspetto e significato assai diversi. Essa non \u00e8 pi\u00f9 un diritto personale, bens\u00ec <em>una responsabilit\u00e0<\/em>, verso Dio e verso gli uomini.<\/p>\n<p>Se si accoglie l&#8217;alta concezione religiosa cristiana della vita, si deve riconoscere che tutto viene da Dio, anzi, tutto \u00e8 dato da Lui, che quindi in realt\u00e0 tutto \u00e8 Suo. Egli \u00e8 l&#8217;unico ed universale \u00abProprietario\u00bb.<\/p>\n<p>Chi poi aderisse alla concezione pi\u00f9 metafisica che la Vita \u00e8 inscindibilmente una, che solo il Supremo, l&#8217;Assoluto, ha reale esistenza e che tutte le manifestazioni individuali non sono che effimere parvenze (come ad esempio sostiene la filosofia Vedanta) tanto meno potrebbe ammettere che la propriet\u00e0 personale possa avere una base spirituale.<\/p>\n<p>Da un punto di vista spirituale un uomo pu\u00f2 considerarsi solo come depositario, amministratore, \u00abfiduciario\u00bb dei beni materiali di cui abbia in qualunque modo ottenuto il possesso giuridico. Quei beni costituiscono per lui una vera e propria prova alla quale \u00e8 sottoposto, una responsabilit\u00e0, spirituale, morale e sociale ben ardua a sostenere degnamente.<\/p>\n<p>Questo linguaggio \u00e8 un po&#8217;&#8230; insolito in questi tempi e pu\u00f2 sembrare espressione di idealismo astratto. Credo invece di poter mostrare che esso ha un valore pratico immediato ed assai maggiore di quanto sembri a prima vista.<\/p>\n<p>Anzitutto coloro che hanno una sensibilit\u00e0 morale un po&#8217; affinata giungono spontaneamente alla conclusione suaccennata. Si ricordino ad esempio i nobilissimi scrupoli che turbarono l&#8217;animo di Antonio Fogazzaro quando venne in possesso di beni ereditari. Essi sono stati resi noti dal Gallarati Scotti nella sua <em>Vita di A. Fogazzaro <\/em>(p. 162), documento di alto valore umano e spirituale. Si ricordi anche il doloroso travaglio in cui si dibatt\u00e9 per gran parte della sua vita Leone Tolstoi.<\/p>\n<p>La concezione di essere solo dei depositari delle ricchezze, e dei \u201cservitori sociali\u201d \u2013 sia nell\u2019acquistarle mediante la produzione o la distribuzione di beni utili alla comunit\u00e0, sia nel distribuirli poi a questa mediante munifiche elargizioni per scopi umanitari \u2013 \u00e8 stata adottata e, quel che pi\u00f9 conta, attuata da un certo numero degli uomini pi\u00f9 pratici, realisti e realizzatori, del mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>Sono ben noti gli esempi di disinteresse, di austerit\u00e0 di vita personale, di lavoro assiduo, inspirato ad un ideale di servizio sociale, di un Edison o di un Ford. E nella nostra Roma \u00e8 sorto recentemente l\u2019\u00abIstituto Superiore di Odontoiatria G. Eastman\u00bb, il quale \u00e8 la visibile prova che colui che forse pi\u00f9 di ogni altro ebbe il merito di diffondere l\u2019uso della fotografia nel mondo, Eastman, proprietario della Kodak, us\u00f2 una parte cospicua delle proprie ricchezze a scopi umanitari. E non pochi sono gli industriali e gli uomini di affari americani che pensano ed agiscono cos\u00ec.<\/p>\n<p>Desidero per\u00f2, soffermarmi su di una nobilissima figura nostra, italiana, di consapevole \u201cservitore spirituale\u201d: quella di uomo vissuto a Roma, che da pochi anni ci ha lasciati: <em>Luigi Valli<\/em>.<\/p>\n<p>Le ricchezze avute non hanno costituito per lui alcun allettamento alla \u00abvita comoda\u00bb. Egli divideva le sue giornate operose fra gli studi filosofici e letterari, svolti con ingegno acuto ed originale, le assidue cure volte a bonificare e a mettere in valore le terre a lui pervenute dal padre, e l\u2019instancabile adempimento di compiti civili e nazionali. Egli, pur sapendosi malato di cuore, svolse un faticoso viaggio di propaganda culturale attraverso l\u2019Europa, e poi cadde, da buon operaio, nel suo campo di lavoro prediletto, mentre parlava pubblicamente di Dante, a Terni.<\/p>\n<p>Luigi Valli si pose con piena sincerit\u00e0 il problema della legittimit\u00e0 spirituale dei suoi possedimenti terreni di fronte alla soluzione francescana, e la risposta che egli diede a s\u00e9 stesso e stata da lui esposta, in modo mirabile per limpidezza di pensiero e bellezza poetica, in una di quelle sue alate liriche spirituali che meriterebbero di esser molto pi\u00f9 conosciute ed apprezzate.<\/p>\n<p>Credo far cosa gradita riproducendola qui (vedi <em>Colloquio con frate Francesco <\/em>in appendice).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>Dunque il vivere con distacco interiore dai beni posseduti, considerandosi solo quali a \u201camministratori responsabili\u201d, non \u00e8 una pia aspirazione idealistica, bens\u00ec qualcosa di cui vi sono luminosi esempi attuali. Ma, come ho accennato, vi \u00e8 una ragione precisa per cui tali esempi non dovrebbero restare eccezionali, ma moltiplicarsi rapidamente.<\/p>\n<p>L<sup>\u2019<\/sup>oscuro e potente fermento che agita le masse umane, le quali forse confusamente intravedono questa verit\u00e0, le rende insofferenti e ribelli contro l\u2019antica concezione individualistica della propriet\u00e0, duale diritto assoluto del tutto irresponsabile verso la collettivit\u00e0, e contro quella liberalistica dello Stato quale indifferente e neutrale protettore di quei diritti individuali. E per conseguenza esse accolgono con malanimo ogni aiuto che assuma la forma di \u00abcarit\u00e0\u00bb o di beneficenza implicanti una superiorit\u00e0 ed una magnanimit\u00e0 in chi dona ed un obbligo di apprezzamento e di gratitudine in chi riceve.<\/p>\n<p>Orbene, finch\u00e9 non saranno compiuti, anzi mentre si stanno compiendo, in modo necessariamente graduale, i cambiamenti, sociali di cui diremo pi\u00f9 oltre, l\u2019unico modo per frenare e disciplinare le impazienze della masse \u00e8 quello che coloro che possiedono beni materiali non se ne arroghino un diritto incondizionato, ma dimostrino in due modi di volerne e saperne fare degno uso.<\/p>\n<p>In primo luogo limitandone gli sperperi egoistici e voluttuari, irritanti per coloro che mancano dello stretto necessario, o di ci\u00f2 che viene via via considerato necessario per un tenore di vita meno misero e pi\u00f9 consono ai progressi della tecnica moderna.<\/p>\n<p>In secondo luogo mettendo in valore le proprie ricchezze<sub>,<\/sub> in modo che producano e moltiplichino i beni utili agli altri uomini.<\/p>\n<p>A questo proposito, pur apprezzando debitamente coloro che, come Ford, Eastmann e molti altri hanno contribuito ad elevare il tenore di vita e a migliorare la salute della razza umana, conviene affermare che l\u2019uso pi\u00f9 benefico delle ricchezze \u00e8 quello di dedicarle all\u2019elevazione <em>morale e spirituale <\/em>degli uomini.<\/p>\n<p>Questo uso ha infatti un duplice valore. Uno che si potrebbe chiamare negativo \u2013 ma che \u00e8 in realt\u00e0 molto positivo \u2013 e che consiste nel combattere le cause prime, le radici dei mali d\u2019ogni genere, compresi quelli economici, che travagliano l\u2019umanit\u00e0. Ogni uomo rigenerato interiormente costituisce un pericolo di meno ed un elemento attivo di bene di pi\u00f9 nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019altro, diretto, che \u00e8 il largire agli uomini le ricchezze pi\u00f9 nobili, pi\u00f9 permanenti, apportatrici di pi\u00f9 alto conforto e di pi\u00f9 pura e vivida gioia.<\/p>\n<p>Numerosi e facili sono i modi nei quali un ricco di buona volont\u00e0 \u2013 ed anche chi abbia un po\u2019 di superfluo o sia disposto a rinunciare a qualche agio o divertimento \u2013 possono usare i propri mezzi per il bene spirituale degli uomini. Basti ricordare, ad esempio, che <em>i buoni libri sono veri \u201caccumulatori\u201d di energie spirituali. <\/em>Un libro ha molte volte trasformato una vita umana.<\/p>\n<p>E un libro costa poche lire!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>Dobbiamo infine dare un rapido accenno dell\u2019aspetto nazionale e sociale della questione. Quand<sup>\u2019<\/sup>anche la maggioranza dei ricchi accogliesse entro breve tempo le idee che abbiamo esposte e si considerasse solo amministratrice dei beni di Dio, \u2013 e nessuno fra noi \u00e8 cos\u00ec ingenuo da sperarlo! \u2013 il problema non sarebbe ancora risolto.<\/p>\n<p>Nella complessa vita moderna l\u2019azione individuale non basta; vi sono problemi di produzione e di distribuzione che possono essere risolti solo collettivamente, e pi\u00f9 precisamente anzitutto da un organismo nazionale, da uno Stato che intervenga in doppio modo:<\/p>\n<ol>\n<li>organizzando tecnicamente produzione e distribuzione per il miglior rendimento e per il bene di tutti, risolvendo in modo organico ed unitario i difficili problemi delle materie prime, del ritmo produttivo, del finanziamento, degli scambi, ecc.;<\/li>\n<li>eliminando i disastrosi conflitti fra le classi sociali coi loro scioperi e con le loro serrate, con le rivolte e le repressioni, instaurando un nuovo e saldo regime di giustizia sociale e di collaborazione di classi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Vi \u00e8 infine il problema <em>mondiale <\/em>della ricchezza e della distribuzione dei beni. Le soluzioni nazionali, che sono le pi\u00f9 urgenti ed imprescindibili, non possono da sole risolvere quei problemi in modo pieno e soddisfacente.<\/p>\n<p>Gli scambi di beni sono necessari: l\u2019Inghilterra e la Svezia non potranno mai produrre arance e limoni, n\u00e9 la Germania trovare nel proprio suolo tutte le materie prime di cui ha bisogno. Si dovr\u00e0 dunque arrivare ad una organizzazione mondiale, basata sugli stessi principi, spirituali e realistici insieme, a cui si ispirano le soluzioni individuali e nazionali.<\/p>\n<p>Solo con un senso di pi\u00f9 alta solidariet\u00e0 umana si potranno evitare fatti vergognosi, come quello di distruggere il grano in un luogo mentre si patisce la fame in un altro. Solo superando, o almeno contenendo entro certi limiti \u2013 anche nel campo collettivo, oltre che in quello individuale \u2013 gli istinti della Paura e dell\u2019Avidit\u00e0 originarie, si potranno eliminare le corse agli armamenti alle quali assistiamo.<\/p>\n<p>Tutto questo meriterebbe ben pi\u00f9 ampio svolgimento, non consentito n\u00e9 dallo spazio, n\u00e9 dalla mia competenza. Mi limito quindi a questo rapido accenno sintetico.<\/p>\n<p>Ma, se non mi inganno, quanto \u00e8 stato esposto basta per dimostrare che il problema del, denaro e dei beni materiali <em>\u00e8 un problema essenzialmente spirituale. <\/em>Perci\u00f2 <em>solo alla luce dello Spirito, e con metodi fondamentalmente spirituali, <\/em>esso pu\u00f2 trovare soluzioni pratiche, in cui il bene individuale e il bene collettivo si contemperino in quella armonia dinamica, in quella sintesi sempre pi\u00f9 ampia, che \u00e8 legge fondamentale della Vita. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n\n<p>Appendice<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"app\">Colloquio con frate Francesco<\/h4>\n\n\n\n<p>di Luigi Valli &#8211; dal volume <em>Ritmi <\/em>(Roma, Casa Ed.Optima, pag. 185).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Frate Francesco, nella \u00abValle Santa\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>presso a quel lago dove un giorno i pesci,<\/p>\n\n\n\n<p>con a fior d\u2019acqua i grandi occhi stupiti,<\/p>\n\n\n\n<p>udirono le tue dolci parole,<\/p>\n\n\n\n<p>dove tu, perduto in Dio, vagavi,<\/p>\n\n\n\n<p>con la tua scalza povert\u00e0 serena,<\/p>\n\n\n\n<p>io, che molto non chiesi al mondo vano,<\/p>\n\n\n\n<p>ereditai dal mio Padre operoso<\/p>\n\n\n\n<p>un\u2019ampia terra dove ondeggia il grano.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>E qualche volta io t\u2019ho veduto ancora<\/p>\n\n\n\n<p>scendere dalla costa aspra di Greccio<\/p>\n\n\n\n<p>dalle querce di Fonte Colombo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andavi al Poggio, all\u2019altro romitorio<\/p>\n\n\n\n<p>passando in mezzo ai miei campi dorati<\/p>\n\n\n\n<p>e sotto l\u2019ombra dei miei lunghi pioppi.<\/p>\n\n\n\n<p>E nel passare con un gesto lieve<\/p>\n\n\n\n<p>benedicevi i grandi bovi bianchi,<\/p>\n\n\n\n<p>la gente curva lungo i solchi neri,<\/p>\n\n\n\n<p>la rondinella che sfiorava il prato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma forse me, non mi vedevi, assiso<\/p>\n\n\n\n<p>al ponticello di Santa Susanna;<\/p>\n\n\n\n<p>non vedevi il padrone della terra<\/p>\n\n\n\n<p>che vegliava sui suoi campi operosi,<\/p>\n\n\n\n<p>proseguivi la tua lunga strada<\/p>\n\n\n\n<p>benedicendo ad un bifolco stanco<\/p>\n\n\n\n<p>che arava all\u2019altra parte della via.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ed una sera io me gli feci incontro<\/p>\n\n\n\n<p>lungo i miei pioppi a mezzo della strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stetti innanzi e lo guardai, sereno,<\/p>\n\n\n\n<p>con gli occhi calmi dentro agli occhi santi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Benedici anche me, Frate Francesco. \u2013<\/p>\n\n\n\n<p>Egli mi riguard\u00f2 dolce e stupito<\/p>\n\n\n\n<p>con la mano sospesa a mezzo il gesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Benedici anche me, Frate Francesco :<\/p>\n\n\n\n<p>se benedici agli alberi ed al grano<\/p>\n\n\n\n<p>se benedici ai frutti della terra<\/p>\n\n\n\n<p>se benedici anche me che la fecondo<\/p>\n\n\n\n<p>col mio pensiero e con il mio lavoro. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Egli si volse al povero bifolco<\/p>\n\n\n\n<p>che si piegava sul pesante aratro.<\/p>\n\n\n\n<p>Frate Francesco, non con il lavoro<\/p>\n\n\n\n<p>uguale e stanco della mano breve,<\/p>\n\n\n\n<p>ma con quello che pensa e che dispone,<\/p>\n\n\n\n<p>ma con quello che medita e che crea<\/p>\n\n\n\n<p>moltiplicando sulla terra il pane<\/p>\n\n\n\n<p>come Ges\u00f9 sul lago di Giudea.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Benedici alla mia terra. Io la tolgo<\/p>\n\n\n\n<p>giorno per giorno alla palude guasta,<\/p>\n\n\n\n<p>benedici il mio grano che coltivo<\/p>\n\n\n\n<p>per molto pi\u00f9 del poco che mi basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedi il mio grano? \u00c8 di semenza eletta,<\/p>\n\n\n\n<p>ogni chicco vagliato in mezzo a mille.<\/p>\n\n\n\n<p>La spiga \u00e8 pesa che granisce a pieno,<\/p>\n\n\n\n<p>ma lo stelo \u00e8 robusto e non si piega.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 nutrito di materie strane<\/p>\n\n\n\n<p>tolte ai monti lontani, all\u2019aria lieve.<\/p>\n\n\n\n<p>Gonfi la spiga sulla paglia breve,<\/p>\n\n\n\n<p>e a molte genti doni il molto pane:<\/p>\n\n\n\n<p>pane a chi pensa e non sa fare il pane,<\/p>\n\n\n\n<p>pane a chi lotta e non sa fare il pane,<\/p>\n\n\n\n<p>pane a chi canta e non sa fare il pane!<\/p>\n\n\n\n<p>E le tortori tue, Frate Francesco,<\/p>\n\n\n\n<p>figlie di quelle cui facesti il nido<\/p>\n\n\n\n<p>discendono da Greccio in sull\u2019aurora<\/p>\n\n\n\n<p>e dentro i lunghi solchi delle stoppie<\/p>\n\n\n\n<p>trovano ancora tanti chicchi d\u2019oro!<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Veniva verso noi la mietitrice<\/p>\n\n\n\n<p>roteando le sue braccia volanti<\/p>\n\n\n\n<p>con un leggero ticchettio di ferri.<\/p>\n\n\n\n<p>Falciava con la sua falce segreta,<\/p>\n\n\n\n<p>con le mani invisibili stringeva<\/p>\n\n\n\n<p>in un fruscio leggero le mannelle,<\/p>\n\n\n\n<p>con le sue dita magiche di ferro<\/p>\n\n\n\n<p>via via legava i bei covoni gialli<\/p>\n\n\n\n<p>e li gettava in fila dentro i solchi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Egli guardava in tacito stupore<\/p>\n\n\n\n<p>con la mano sospesa a mezzo il gesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Frate Francesco, lungo il fiume azzurro<\/p>\n\n\n\n<p>sulla terra torbosa e malfeconda<\/p>\n\n\n\n<p>ho piantato una gran selva di pioppi<\/p>\n\n\n\n<p>gli aironi v\u2019hanno fatto il nido.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso danno l\u2019ombra a chi riposa,<\/p>\n\n\n\n<p>ma poi, mietuti come messe immensa,<\/p>\n\n\n\n<p>daranno travi a mille casolari.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Frate Francesco, senti quel ronzio<\/p>\n\n\n\n<p>ininterrotto al margine del prato?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019idrovora ansante e infaticata<\/p>\n\n\n\n<p>che attinge l\u2019acqua per la terra arsita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha tanta sete la sorella terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dono la sorella acqua preziosa<\/p>\n\n\n\n<p>ed essa dona un\u2019altra primavera,<\/p>\n\n\n\n<p>pel mio pensiero e per il mio lavoro.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Frate Francesco, tu come Maria,<\/p>\n\n\n\n<p>ti riserbasti la pi\u00f9 dolce parte<\/p>\n\n\n\n<p>lo gettasti il duro oro pesante,<\/p>\n\n\n\n<p>sfiorando appena questa terra oscura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma benedici a chi dell\u2019oro grave<\/p>\n\n\n\n<p>fa la potenza che congegna e crea,<\/p>\n\n\n\n<p>fa la potenza che trasforma il mondo,<\/p>\n\n\n\n<p>per il pane dei figli ancor non nati. \u2013<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Di nuovo mi guard\u00f2, guard\u00f2 la messe<\/p>\n\n\n\n<p>con la mano sospesa a mezzo il gesto.<\/p>\n\n\n\n<p>E all\u2019improvviso mi mostr\u00f2 con gli occhi<\/p>\n\n\n\n<p>Madonna Povert\u00e0 che spigolava<\/p>\n\n\n\n<p>e raccoglieva grandi mazzi d\u2019oro<\/p>\n\n\n\n<p>dietro al frusciare della mietitrice.<\/p>\n\n\n\n<p>La benedisse muto di lontano<\/p>\n\n\n\n<p>e poi si volse, alz\u00f2 la mano bianca<\/p>\n\n\n\n<p>con il rosso sigillo entra la palma,<\/p>\n\n\n\n<p>mi fece in alto il segno della Croce.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ed io levai la destra a salutarlo<\/p>\n\n\n\n<p>col saluto di Roma antico e nuovo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8333\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema del denaro e dei beni materiali \u00e8 una problema essenzialmente spirituale. 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