{"id":1434,"date":"2009-06-02T12:56:17","date_gmt":"2009-06-02T10:56:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1434"},"modified":"2023-11-04T12:51:26","modified_gmt":"2023-11-04T11:51:26","slug":"breve-analisi-sul-sigillo-e-sul-motto-templare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1434","title":{"rendered":"Breve analisi sul sigillo e sul motto templare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>\u00ab Non Nobis, Domine, Non Nobis, Sed Nomine Tuo Da Gloriam \u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il motto bene esprime quella nota ispirata a devozione, coerente alla natura marziana dell&#8217;ordine, come vedremo pi\u00f9 avanti, analizzando il sigillo. L&#8217;invocazione non lascia dubbi al singolo sull&#8217;oggetto concettuale che \u00e8 al centro della propria scelta, come affiliato, rappresentato dall&#8217;ordine; infatti, l&#8217;uso del noi, spersonalizza il singolo per lasciare spazio ad una coscienza di gruppo, rappresentata solo dall&#8217;Ordine.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Breve analisi sul sigillo e sul motto templare<\/h3>\n<p align=\"left\">di Adriano Nardi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20280%20280'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/sigillo_templare.jpg\" width=\"280\" height=\"280\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/sigillo_templare.jpg\" width=\"280\" height=\"280\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00ab Non Nobis, Domine, Non Nobis, Sed Nomine Tuo Da Gloriam \u00bb<br \/>\n<\/strong>\u00ab Non A Noi, Signore, Non A Noi, Ma Al Tuo Nome D\u00e0 Gloria \u00bb<\/p>\n<p>Il motto bene esprime quella nota ispirata a devozione, coerente alla natura marziana dell&#8217;ordine, come vedremo pi\u00f9 avanti, analizzando il sigillo. L&#8217;invocazione non lascia dubbi al singolo sull&#8217;oggetto concettuale che \u00e8 al centro della propria scelta, come affiliato, rappresentato dall&#8217;ordine; infatti, l&#8217;uso del <em>noi<\/em>, spersonalizza il singolo per lasciare spazio ad una coscienza di gruppo, rappresentata solo dall&#8217;Ordine. <a name=\"1\"><\/a>Ancora pi\u00f9 mistico \u00e8 il senso che l&#8217;invocazione esprime, ovvero la totale fede nella volont\u00e0 del Signore (Dio) e il rimettere nelle Sue mani, il proprio destino, cos\u00ec come Ges\u00f9 il Nazareno fece nella sua ultima invocazione da uomo incarnato, prima di morire sulla croce, dove esclam\u00f2: <em>\u00abPadre nelle tue mani consegno il mio spirito\u00bb<\/em>. [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]<\/p>\n<p>Pi\u00f9 chiaramente, si riscontra la volont\u00e0 a tendere verso il cielo, il proprio ideale e il sacrifizio di s\u00e9, verso quella gloria mistica, che cos\u00ec da vicino ricorda il mistero dell&#8217;elevazione eucaristica.<\/p>\n<p>I simboli sono le forme esterne e visibili, delle realt\u00e0 spirituali interiori e per ogni ricercatore sviluppare la facolt\u00e0 di scoprire la realt\u00e0 retrostante ogni forma specifica, significa sviluppare il proprio intuito (spirituale).<\/p>\n<p>Il concetto sottostante un simbolo \u00e8 sempre sintetico e perci\u00f2 non suddiviso in parti. La sintesi \u00e8, invece, il complesso di pi\u00f9 parti che, singole e molteplici, vengono organizzate in una prospettiva unitaria. Pi\u00f9 parti essenziali, allora, fatte confluire in un medesimo punto mentale, concorrono a formare un tutto che rispetti, comunque, la loro essenzialit\u00e0 iniziale. Dunque, la sintesi \u00e8 una prospettiva essenziale che, per\u00f2, non \u00e8 riassuntiva.<\/p>\n<p>Il sigillo templare, cos\u00ec come ogni altro simbolo, \u00e8 interpretabile su vari livelli. L&#8217;etico-morale (essoterico), il filosofico (concettuale o esoterico) e l&#8217;iniziatico, sono da ritenere, sicuramente, il percorso pi\u00f9 indicato e di maggior interesse.<\/p>\n<p>La prima considerazione da fare, \u00e8 quella sulla forma del simbolo. La quale deve essere valutata nel suo valore geometrico, che determina il campo d&#8217;azione in cui \u00e8 posto il concetto espresso dal simbolo. Nel nostro caso la forma geometrica \u00e8 quella del cerchio ed il metallo scelto, anch&#8217;esso con il suo significato particolare \u00e8 il ferro.<\/p>\n<p>Il cerchio, o meglio la circonferenza, circoscrive uno spazio bidimensionale, mentre la sfera, tridimensionale, dimostra una dimensione unendo spazio a tempo.<\/p>\n<p>Forma geometrica che pi\u00f9 d&#8217;ogni altra esprime semplicit\u00e0 e pienezza, si distingue per l&#8217;assenza di punti che determinino una soluzione alla continuit\u00e0 della linea che la definisce, nel caso della circonferenza e l&#8217;assenza di linee a delimitare superfici, nel caso della sfera. Per queste evidenti ragioni ha sempre rappresentato la manifestazione, l&#8217;universalit\u00e0. Vista come il contenitore dell&#8217;impulso dinamico generato dal punto \u2013 il centro \u2013 e che qualifica lo spazio delimitandolo, consente al moto (frutto dell&#8217;interazione delle forze centrifuga, irradiata dal punto ch&#8217;\u00e8 il generatore centrale dell&#8217;universo, e centripeta, lo spazio energetico trattenuto dalla circonferenza) di creare forme e quindi rendersi visibile; quest&#8217;ultimo \u00e8 ci\u00f2 che chiamiamo <em>manifestazione <\/em>. La circonferenza, quindi, ma ancora meglio la sfera, sono la migliore rappresentazione geometrica del secondo aspetto della Trinit\u00e0, noto come la Grande Madre. \u00c8, in ultima analisi, il simbolo di una dimensione mentale o di coscienza.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;uso di questa forma per il sigillo in questione, possiamo affermare che il campo d&#8217;azione concettuale da esso indicato, ha una caratterizzazione d&#8217;universalit\u00e0, espressa da principi, identificabili come tali proprio in virt\u00f9 della loro <em>semplice completezza <\/em>.<\/p>\n<p>Come anticipato sopra, anche il metallo usato per il sigillo, riconduce ad elementi specifici e indicativi, caratterizzanti l&#8217;istituzione per la quale costituisce l&#8217;emblema.<\/p>\n<p>Il ferro nel linguaggio alchemico \u00e8 in stretta correlazione con il pianeta Marte. Pianeta che nella Menorah \u00e8 la terza luce ad essere accesa a rappresentazione della gerarchia planetaria. Marte, \u00abla sfumatura arancione dell&#8217;Opera\u00bb, \u00e8 anche il pianeta rosso che esprime forza, che tende all&#8217;idealismo, allo sforzo e all&#8217;evoluzione, nella sua manifestazione altruistica ed inclusiva, ma pi\u00f9 di frequente, dove domina una natura egoistica e separativa, \u00e8 l&#8217;aspetto che tende al fanatismo distruttivo, alla guerra, al contrasto.<\/p>\n<p>Da queste caratteristiche emergono due elementi forti e indicativi: l&#8217;idealismo mistico e l&#8217;arte della guerra, che entrambi distinsero l&#8217;Ordine templare, il quale bene seppe esprimere quella dualit\u00e0, che poi ritroveremo, d&#8217;idealismo mistico di un corpo militarmente organizzato.<\/p>\n<p>Secondo i dettami della Regola l&#8217;aspirante &#8220;Fratello&#8221; doveva sottostare ad un periodo di prova di un anno e prestare immediato giuramento di povert\u00e0, per cui, l&#8217;intero patrimonio del Cavaliere (o del Milite) veniva interamente <em>devoluto <\/em> all&#8217;Ordine.<\/p>\n<p>La rappresentazione nel sigillo dei due Cavalieri in groppa ad un solo cavallo, \u00e8 spesso stata interpretata come simbolo di questo voto di povert\u00e0. Ma l&#8217;interpretazione comune, appare troppo scontata e semplicistica per essere convincente, perch\u00e9 questo sigillo, considerato il pi\u00f9 famoso e tipico dei templari, in realt\u00e0 risale ad un secolo dopo la loro apparizione, quando non erano certo poveri \u2013 se mai lo sono stati. In realt\u00e0 il voto di povert\u00e0 indica con un&#8217;azione esteriore ci\u00f2 che l&#8217;aspirante non \u00e8 ancora in grado di compiere interiormente; \u00e8 il principio della <em>rinuncia<\/em>, che giunge come risultato di un processo tutto interiore che ha visto sviluppate nell&#8217;aspirante facolt\u00e0 quali il discernimento, il dominio delle passioni e la disciplina. La rinuncia al mondo della forma, per abbracciare la &#8220;causa dello spirito&#8221;, diventa allora un fatto spontaneo e non un sacrificio<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che invece, appare subito evidente nella forma del cavallo (equus), \u00e8 il riferimento all&#8217;ordine equestre cui sottintende il sigillo. La Fratellanza nel nome dell&#8217;Ordine \u00e8 il primo ideale che governa questo Ordine cavalleresco con forti tendenze mistiche.<\/p>\n<p>Fu Bernardo, abate di Clairvaux (Chiaravalle), in seguito santificato, che nel trattato <em>&#8220;In lode della Nuova Cavalleria&#8221;<\/em>, proclama che i Templari rappresentano l&#8217;apoteosi dei valori cristiani: <em><a name=\"2\"><\/a>\u00abUna nuova cavalleria \u00e8 apparsa nella terra dell&#8217;Incarnazione, \u00e8 nuova, dico, e non ancora provata dal mondo, in cui conduce un duplice combattimento, a volte contro un avversario di carne e di sangue, a volte, contro lo spirito del male nei cieli. Che i cavalieri resistano con la forza del corpo a nemici corporali, io non ritengo stupefacente, giacch\u00e9 non lo considero raro. Ma che combattano con la forza dello spirito contro i vizi e i demoni, chiamerei ci\u00f2 non solo meraviglioso, ma degno di tutte le lodi concesse ai religiosi\u00bb<\/em>. [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]<\/p>\n<p>Nove anni dopo la fondazione dell&#8217;Ordine, i cavalieri che tornarono in Europa furono trionfalmente accolti grazie anche all&#8217;opera di san Bernardo da Chiaravalle. <a name=\"3\"><\/a>La Regola fu concessa il 31 gennaio 1128, data in cui Ugo de Payns si present\u00f2 al concilio di Troyes, dove i Templari ottennero il diritto di indossare i propri caratteristici mantelli bianchi [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]: essi ora erano oltre che cavalieri, anche monaci.<\/p>\n<p>Una \u00abmilizia di Cristo\u00bb, come veniva chiamata a quel tempo, che permise l&#8217;affermazione di un codice legato alla cavalleria, detto appunto Codice cavalleresco, il quale, di fatto, \u00e8 l&#8217;espressione di un Codice d&#8217;onore. Con i Templari nasce, quindi, il primo Codice della cavalleria dei monaci-guerrieri, anche detta, cavalleria mistica.<\/p>\n<p>Le due anime quella del monachesimo e quella militare convivono assieme, in eterna simbiosi, a cavallo dell&#8217;ordine equestre, in pratica dell&#8217;Ordine. Questo dovrebbe essere, il significato dei due uomini posti in arcione della medesima cavalcatura. Questo dovrebbe essere il significato dualistico, ma non conflittuale, posto in essere da ogni cavaliere templare.<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto mistico del religioso e quello guerriero del militare, non sono separati come in ogni altro Ordine iniziatico (aspetti a volte in competizione tra loro), ma sono sintetizzati tanto nell&#8217;ordine quanto in ogni singolo appartenente. Ogni dualit\u00e0 concorre a rappresentare la grande verit\u00e0 che si cela nella sintesi di ci\u00f2 che \u00e8 duale. I cavalieri in coppia, cos\u00ec come le Balie e le Commende (ogni Balia come ogni Commenda aveva la sua &#8220;casa sorella&#8221;), ma ancor di pi\u00f9 il bianco e il nero del Baussant, lo stendardo del Tempio.<\/p>\n<p>Tutto sembra voler sottolineare, e anche con una certa enfasi, quanto sia importante ci\u00f2 che si cela dietro questa regola. Si tratta dell&#8217; <em>essenzialit\u00e0<\/em>, che nel suo significato esoterico, corrisponde al <em>potere della sintesi<\/em>: la sintesi a sua volta, sempre nell&#8217;impianto esoterico, esprime completamente la potenzialit\u00e0 e il dinamismo dell&#8217;aspetto volont\u00e0. La <em>tendenza alla sintesi<\/em>, in altre parole, l&#8217;impulso primario che tende all&#8217;unione e all&#8217;unificazione, \u00e8 il primo fattore che rivela la natura divina nell&#8217;uomo. Per la natura superiore dell&#8217;uomo questo impulso, che si manifesta come perseguimento del bene comune, \u00e8 caratteristico come il desiderio personale lo \u00e8 per la natura inferiore dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Il concetto di condivisione, d&#8217;altronde, emerge fortemente dalla Regola che discipliner\u00e0 il comportamento degli affiliati all&#8217;Ordine del Tempio; condivisione che educa nella propria forma mentale il cavaliere, alla tendenza ad unificare la sua duplice natura (inferiore e superiore) anzich\u00e9 separare, e ci\u00f2 costituisce il presupposto per giungere all&#8217;essenzialit\u00e0 come filosofia di vita.<\/p>\n<p>La successiva visione &#8220;neo-templare&#8221;, appare priva dell&#8217;aspetto volont\u00e0 del guerriero, cos\u00ec come dell&#8217;aspetto di devozione verso l&#8217;ideale.<\/p>\n<p>Il significato pi\u00f9 evidente dei moderni moti &#8220;neo-templari&#8221;, o di quanti a loro fanno riferimento, resta il ricordo, nel mito e nella leggenda, di una &#8220;vendetta&#8221;, che non si capisce come debba essere perpetrata n\u00e9 con quali strumenti, se non quelli intellettuali. Resta allora da considerare quale punto d&#8217;unione tra gli aspetti del passato templarismo e la morale del presente neotemplismo, il concetto di essenzialit\u00e0. Forse, nell&#8217;abbattimento delle colonne (vedi articolo <a href=\"News-file-article-sid-303.html\"><em>Totem mentali<\/em><\/a>) effettuato dal cavaliere Kadosh, si pu\u00f2 giungere a riconoscere una forte spinta dinamica, nell&#8217;abbattimento del superfluo e dell&#8217;ingannevole, o quell&#8217;essenzialit\u00e0 iniziatica, da molti scambiata per povert\u00e0. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Nota <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. <em>Vangelo Luca <\/em>23,46 (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. Louis Charpentier: <em>I Misteri dei Templari<\/em>, Ed. Atan\u00f2r (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. \u00abNon \u00e8 concesso a nessuno portare vesti bianche o mantelli bianchi, eccettuati I Cavalieri di Cristo\u00bb &#8211; Addison, <em>History of Knights Templars<\/em>.<br \/>\n\u00abL&#8217;ordine non era costituito esclusivamente da cavalieri. Vi erano due classi minori una dei sergenti (laici, non aristocratici) che indossavano un mantello bruno; ed una di ecclesiastici, che si occupavano dei bisogni spirituali degli affiliati, si distinguevano dagli altri per il loro mantello verde\u00bb. Knight-Lomas, <em>La chiave di Hiram<\/em>. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab Non Nobis, Domine, Non Nobis, Sed Nomine Tuo Da Gloriam \u00bb Il motto bene esprime quella nota ispirata a devozione, coerente alla natura marziana dell&#8217;ordine, come vedremo pi\u00f9 avanti, analizzando il sigillo. 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