{"id":1449,"date":"2009-04-14T19:59:17","date_gmt":"2009-04-14T17:59:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1449"},"modified":"2023-10-19T18:42:58","modified_gmt":"2023-10-19T16:42:58","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-7-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1449","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 7.3"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi<\/strong><\/p>\n<p>10. Conflitti sperimentali. \u2014 11. Trans-identificazione. \u2014 12. Alterazioni della memoria: amnesia, amnesia post-ipnotica, amnesia post-ipnotica della fonte, altri tipi di amnesia. \u2014 13. Regressione d&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<p>Questa tecnica consiste nella creazione di uno stato conflittuale nel paziente per studiare le sue reazioni e la possibile eziologia dei suoi disturbi. Essa \u00e8 di particolare importanza in sede diagnostica e pu\u00f2 rappresentare una specie di \u00abprova del nove\u00bb dell&#8217;interpretazione della psichiatria.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo 7.3<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Capitolo VII \/ Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi<\/h4>\n<p><strong><em>Sommario<\/em><\/strong>: 1. Profondit\u00e0 dello stato ipnotico. \u2014 2. Risposte volontarie ed involontarie. \u2014 3. I compiti post-ipnotici. \u2014 4. La produzione sperimentale della fenomenologia ipnotica. <strong> \u2014 <\/strong>5. Distorsioni percettive; le allucinazioni e la distorsione temporale. \u2014 6. L&#8217;ipnosi come tecnica proiettiva. \u2014 7. L&#8217;ipnosi nell&#8217;induzione ed interpretazione dei sogni. \u2014 8. L&#8217;ipnosi nelle libere associazioni. \u2014 9. La scrittura automatica. \u2014 <a href=\"#p10\">10. Conflitti sperimentali.<\/a> \u2014 <a href=\"#p11\">11. Trans-identificazione.<\/a> \u2014 <a href=\"#p12\">12. Alterazioni della memoria: amnesia, amnesia post-ipnotica, amnesia post-ipnotica della fonte, altri tipi di amnesia.<\/a> \u2014 <a href=\"#p13\">13. Regressione d&#8217;et\u00e0.<\/a><\/p>\n<h4><a name=\"p10\"><\/a>10. Conflitti sperimentali<\/h4>\n<p>Questa tecnica consiste nella creazione di uno stato conflittuale nel paziente per studiare le sue reazioni e la possibile eziologia dei suoi disturbi. Essa \u00e8 di particolare importanza in sede diagnostica e pu\u00f2 rappresentare una specie di \u00abprova del nove\u00bb dell&#8217;interpretazione della psichiatria. Se, per esempio, il terapista ritiene che un certo comportamento aggressivo del paziente rappresenti una reazione rispetto all&#8217;attualit\u00e0 di una certa frustrazione sessuale, egli pu\u00f2 creare artificialmente questa frustrazione, per esempio, allucinando un approccio del paziente ad una donna la quale lo eccita e poi lo rifiuta. Suggerendo amnesia per questa situazione creata in ipnosi, al risveglio si potr\u00e0 verificare l&#8217;ipotesi secondo cui il comportamento aggressivo del soggetto rappresenta una funzione della frustrazione sessuale subita.<\/p>\n<h4><a name=\"p11\"><\/a>11. Transidentificazione<\/h4>\n<p>Questa tecnica consiste nella possibilit\u00e0 di fare identificare il soggetto con qualche altra persona. Questo accorgimento \u00e8 tra l&#8217;altro utilmente applicabile per studiare che cosa il soggetto pensa che gli altri pensino di lui, in quanto una volta che lo si induca ad identificarsi, per esempio, con il proprio padre, gli si pu\u00f2 chiedere: \u00abche cosa pensi di tuo figlio?\u00bb, e per esaminare come il soggetto vede gli altri.<\/p>\n<h4><a name=\"p12\"><\/a>12. Alterazioni della memoria<\/h4>\n<p>Si possono sostituire i ricordi ricostruendo il passato in senso psichico di un individuo.<\/p>\n<p><a name=\"28\"><\/a>Erickson racconta un caso molto significativo (<a href=\"#_ftn28\">28<\/a>) in cui adott\u00f2 questa tecnica per una paziente che non trovava il coraggio di sposarsi pur amando il suo fidanzato, perch\u00e9 aveva trascorso la infanzia senza l&#8217;affetto dei suoi genitori che per ragioni di affari o di piacere erano spesso altrove: temeva che gli eventuali figli che potessero nascere dal loro matrimonio potessero soffrire quanto lei.<\/p>\n<p>Sulla base della scoperta delle sue predisposizioni, fu ipnotizzata e fu fatta regredire &#8220;all&#8217;incirca all&#8217;et\u00e0 di quattro o cinque anni&#8221;. Le fu data l&#8217;istruzione che una volta tornata a tale et\u00e0 sarebbe dovuta &#8220;scendere in salotto&#8221; dove avrebbe &#8220;visto uno strano uomo&#8221; che le avrebbe parlato. Riferisce Erickson :<\/p>\n<p>\u00abTorn\u00f2 indietro nel tempo in maniera soddisfacente e mi guard\u00f2 con gli occhi di una bambina spalancati per la meraviglia e chiese: &#8220;Chi sei?&#8221; risposi &#8220;Sono l&#8217;uomo di Febbraio, un amico di tuo padre. Sto aspettando che torni a casa per parlargli di alcuni affari. Mentre sto qui ad aspettare saresti disposta a chiacchierare con me?&#8221;. Accett\u00f2 la proposta e mi disse che il suo compleanno era a febbraio, che suo padre probabilmente le avrebbe spedito qualche bel regalo o forse glielo avrebbe portato. Parl\u00f2 senza alcuna difficolt\u00e0 come se fosse una bambina di quattro o cinque anni che era piuttosto sola e dimostr\u00f2 una particolare simpatia per l&#8217; \u2018Uomo di Febbraio&#8217;.<\/p>\n<p>Dopo circa mezz&#8217;ora di visita dissi che suo padre stava arrivando e che l&#8217;avrei voluto vedere per primo, mentre lei se ne sarebbe andata di sopra. Una volta che me ne fossi andato via, lei avrebbe potuto tranquillamente scendere e vedere suo padre. Chiese se l&#8217;Uomo di Febbraio sarebbe tornato, le assicurai che sarebbe tornato, ma aggiunsi anche che non pensavo che potesse venire prima di giugno. Tuttavia l&#8217;Uomo di Febbraio torn\u00f2 in aprile, giugno e un po&#8217; prima del giorno del Ringraziamento e di Natale. Negli intervalli fra ciascuna di queste apparizioni dell&#8217;Uomo di Febbraio, la paziente fu svegliata e fu intrattenuta allo stato di veglia in una normale conversazione.<\/p>\n<p>La terapia si protrasse per diversi mesi, qualche volta anche due volte alla settimana. La ragazza sviluppava un&#8217;amnesia spontanea, per quanto riguarda gli eventi vissuti nello stato di trance, ma negli stati di regressione ipnotica le fu consentito di ricordare i precedenti incontri con l&#8217;Uomo di Febbraio. Durante il primo colloquio con la paziente, mi ero preoccupato di sapere le date importanti della sua vita in modo tale che all&#8217;Uomo di Febbraio non accadesse di intromettersi in qualche ricordo importante.<\/p>\n<p>Nelle sedute successive, fu fatta regredire di un anno con intervalli sempre pi\u00f9 lunghi tra una visita e l&#8217;altra dell&#8217;Uomo di Febbraio, (cosicch\u00e9 quando raggiunse l&#8217;et\u00e0 di quattordici anni fu possibile incontrarlo &#8220;per caso&#8221;, in posti dove era stata varie volte nella sua vita. Spesso questo fu ottenuto mediante una comparsa dell&#8217;uomo, pochi giorni prima di una ricorrenza reale della sua vita. Anche quando si avvicinarono i diciannove anni continu\u00f2 a ricevere le visite dell&#8217;Uomo di Febbraio e a dimostrare una particolare simpatia nel vederlo ancora una volta, per parlargli dei suoi interessi di adolescente.<\/p>\n<p>Via via che approfondivo la conoscenza della sua vita, ogni volta che scoprivo nuovi ricordi della sua infanzia, potevo farla regredire a quell&#8217; et\u00e0, poi io comparivo qualche giorno prima che si verificasse un fatto importante della sua vita e lo aspettavo insieme a lei. Oppure potevo apparire qualche giorno pi\u00f9 tardi, per ricordarlo con lei. Con questo sistema fu possibile introdurre nei suoi ricordi la sensazione di non essere mai stata completamente sola e che molte esperienze della sua vita erano state realmente condivise da un&#8217;altra persona. Ella chiedeva sempre all&#8217;Uomo di Febbraio fra quanto tempo avrebbe potuto vederlo e quando richiedeva dei regali le venivano offerti doni che duravano poco. In tal modo le fu data la sensazione che aveva veramente mangiato qualche dolce o passeggiato insieme all&#8217;Uomo di Febbraio in un giardino fiorito. Facendo tutte queste cose sentii che stavo con successo introducendo nei ricordi del suo passato le sensazioni di un&#8217;infanzia felice e soddisfacente sul piano emotivo.<\/p>\n<p>Col procedere della terapia, la paziente inizi\u00f2 a mostrarsi nello stato di veglia sempre meno preoccupata di non poter essere una buona madre. Ripetutamente mi chiese cosa le stessi facendo, durante lo stato di trance, per darle una sensazione tale da farle credere che sarebbe stata capace di comportarsi adeguatamente con i bambini di tutte le et\u00e0. Le fu sempre detto, sia nello stato di veglia che in quello di trance, di non ricordare niente di quanto era accaduto durante l&#8217;ipnosi, almeno per quel che riguardava l&#8217;aspetto verbale. Doveva invece conservare le emozioni importanti ed eventualmente condividerne la gioia con i figli che probabilmente avrebbe avuto. Molti anni pi\u00f9 tardi seppi che aveva avuto tre bambini ed era felice della loro crescita e della loro educazione\u00bb.<\/p>\n<p>Discorso pi\u00f9 lungo merita l&#8217;amnesia, che pu\u00f2 essere spontanea o richiesta. Esistono vari tipi di amnesia:<\/p>\n<p>a) <em>Amnesia postipnotica<\/em>, \u00e8 un&#8217;amnesia per i fatti avvenuti durante la seduta ipnotica. In seguito a vari studi si \u00e8 constatato che tale tipo di amnesia nella sua forma spontanea \u00e8 meno frequente di quanto ci si aspettava e meno frequente di quella suggerita. Inoltre taluni ritengono che quando l&#8217;amnesia postipnotica spontanea \u00e8 molto frequente, \u00e8 perch\u00e9 lo sperimentatore d\u00e0 stimoli sottili e non intenzionali o suggestioni che essa si verificher\u00e0.<\/p>\n<p>b) <em>Amnesia postipnotica della fonte <\/em>; il soggetto ricorda il materiale appreso in ipnosi, ma dimentica il fatto che lo ha appreso in ipnosi. Nella sua forma spontanea si \u00e8 constatato che \u00e8 meno frequente di quanto si poteva presumere, e anche per essa vale la supposizione di stimoli o suggestioni non intenzionali trasmesse dallo sperimentatore che la provocano.<\/p>\n<p>e) <em>Amnesia postipnotica per cose insegnate durante la sessione ipnotica<\/em>, cio\u00e8 amnesia per qualcosa che si \u00e8 imparato volontariamente;<\/p>\n<p>d) <em>Amnesia postipnotica parziale<\/em>, solo per alcune delle cose imparate da un soggetto capace di amnesia pi\u00f9 completa;<\/p>\n<p><a name=\"29\"><\/a>e) <em>Amnesia per la stessa trance ipnotica <\/em> (<a href=\"#_ftn29\">29<\/a>).<\/p>\n<p>Le esperienze e i resoconti clinici sembrano sostenere senza alcun dubbio l&#8217;esistenza dell&#8217;amnesia ipnotica. Ma le prove sperimentali non portano dati conclusivi a sostegno della esistenza di tale fenomeno.<\/p>\n<p>Per Barber \u00able suggestioni permissive-motivanti di cercare di dimenticare sono pi\u00f9 efficaci quando vengono date in condizioni &#8220;vigili&#8221; piuttosto che con un procedimento di induzione ipnotica nel provocare (a) un&#8217;apparente amnesia durante l&#8217;esperimento, (b) l&#8217;attestazione post-sperimentale di avere parzialmente o totalmente dimenticato.<\/p>\n<p>Le suggestioni perentorie (&#8220;Lei dimenticher\u00e0&#8230;&#8221;) impartite con o senza un procedimento di induzione ipnotica, sono egualmente efficaci nel provocare (a) un&#8217;apparente amnesia durante l&#8217;esperimento, e (b) l&#8217;attestazione post-sperimentale di aver parzialmente o totalmente dimenticato.<\/p>\n<p>Le suggestioni di comportarsi come se si fosse amnestici, date con, o senza un procedimento di induzione ipnotica, sono egualmente efficaci nel provocare (a) un&#8217;apparente amnesia durante l&#8217;esperimento, e anche nel suscitare (b) l&#8217;attestazione dopo l&#8217;esperimento (quando i soggetti non stanno pi\u00f9 fingendo) di avere parzialmente o totalmente dimenticato\u00bb.<\/p>\n<p>Barber insiste che l&#8217;onere di provare che il soggetto \u00e8 realmente amnestico spetta a chi ritiene che lo sia veramente, ma data la difficolt\u00e0 di offrire questa prova non resta che osservare che, anche se l&#8217;amnesia pu\u00f2 essere prodotta con la semplice richiesta verbale e senza induzione, ci\u00f2 non toglie in questo come in altri casi che l&#8217;ipnosi l&#8217;abbia provocata. Questa considerazione vale per molte critiche di Barber. Secondo alcuni \u00abl&#8217;amnesia avrebbe la funzione di isolare rimuovere o obliterare la presentazione neutra di esperienze specifiche o di eventi, in modo da non influenzare ulteriormente il comportamento. <a name=\"30\"><\/a>Ci\u00f2 non impedisce il recupero di tale materiale. In particolare si sono studiati gli effetti dell&#8217;amnesia sulla inibizione retroattiva, per cui il dimenticare le ultime cose apprese, favorisce il ricordo di quelle precedentemente apprese\u00bb (<a href=\"#_ftn30\">30<\/a>).<\/p>\n<p>In altri esperimenti si \u00e8 considerata la possibilit\u00e0 che l&#8217;amnesia disturbi gli ordinari processi della memoria. Alcuni ricercatori tentarono di verificare quest&#8217; ipotesi in base all&#8217;ordine in cui i soggetti ricordavano gli item quando l&#8217;amnesia era parziale. Se il ricordo parziale era dovuto ad una normale dimenticanza, come succedeva ai soggetti meno ipnotizzabili, gli item venivano ricordati nell&#8217;ordine cronologico in cui erano stati appresi. Se gli item erano stati dimenticati in seguito all&#8217;amnesia, il ricordo degli item rimasti era casuale. Quando l&#8217;amnesia veniva rimossa gli item erano ricordati nell&#8217;ordine in cui erano stati appresi. Questo pu\u00f2 significare che la memoria era rimasta intatta ed il ricordo degli item era disturbato dall&#8217;amnesia.<\/p>\n<p><a name=\"31\"><\/a>Per Erickson (<a href=\"#_ftn31\">31<\/a>) un&#8217;amnesia spontanea, concorrente con un ricordo pieno in trance dei fatti verificatosi in un&#8217;altra trance \u00e8 la prova classica dell&#8217;evidenza dell&#8217;amnesia-ipnotica. Ci\u00f2 che \u00e8 particolare in questi casi \u00e8 che il soggetto apparentemente ricorda in uno stato di veglia tutti i fatti avvenuti durante lo stato di trance, finch\u00e9 non si sviluppa una amnesia spontanea pi\u00f9 tardi. Ed infatti Erickson proprio per evitare questo ricordo non parla mai con i pazienti della seduta ipnotica appena questa si \u00e8 conclusa in quanto ci\u00f2 pu\u00f2 favorire il ricordo. Conversa invece con il paziente di cose comuni o racconta aneddoti, che lo distolgono e distraggono in modo da favorire l&#8217;amnesia detta, appunto, per distrazione. Oppure allontana \u00abi pazienti dallo studio per evitare di parlare della trance\u00bb, cerca cio\u00e8 di eliminare qualsiasi collegamento con la seduta ipnotica creando situazioni completamente differenti che lo distraggano.<\/p>\n<p><a name=\"32\"><\/a>Hilgard (<a href=\"#_ftn32\">32<\/a>) ricorda alcuni dei mezzi con cui \u00e8 raggiunta l&#8217;amnesia:<\/p>\n<p>1) l&#8217;influenza delle suggestioni verbali;<\/p>\n<p>2) la disattenzione volontaria del soggetto. Per Hilgard questo comportamento \u00e8 simile a quel genere di auto-imposizione che le persone usano quando, andando a dormire, decidono di smettere di pensare ai propri problemi e riescono a \u00abvuotare la loro mente\u00bb per poter dormire;<\/p>\n<p>3) l&#8217;immaginazione pu\u00f2 giocare un ruolo importante nel produrre amnesia. A volte l&#8217;immagine \u00e8 scelta dal soggetto stesso per ottenere l&#8217;effetto desiderato, a volte \u00e8 suggerita dall&#8217;ipnotista. Certi ipnotisti a volte consigliano i soggetti di immaginare che tutto ci\u00f2 che volevano dimenticare fosse chiuso in una cassa; il soggetto nell&#8217;immaginazione chiude a chiave la cassa e getta via la chiave;<\/p>\n<p>4) molti aspetti dei processi amnestici sono in relazione con la storia personale dell&#8217;individuo e giustificano un&#8217;interpretazione basata sulle dinamiche della rimozione. In questi casi le prime esperienze di una persona, le sue caratteristiche personali, il suo sistema difensivo, possono influenzare il modo in cui l&#8217;amnesia \u00e8 raggiunta.<\/p>\n<p>L&#8217;amnesia pu\u00f2 anche essere indotta indirettamente attraverso casuali osservazioni circa la mancanza di memoria, la difficolt\u00e0 di ricordare in generale eccetera&#8230;<\/p>\n<p>L&#8217;amnesia strutturata, che pu\u00f2 essere considerata come un terzo tipo accanto all&#8217;amnesia spontanea e quella suggerita, si ottiene nello spingere il soggetto nella stessa identica situazione di quando viene ipnotizzato (per esempio il paziente veniva ipnotizzato in seguito ad un comando post-ipnotico mentre stava leggendo un libro in attesa che Erickson fosse libero e con la stessa attivit\u00e0, seduto alla stessa scrivania, veniva deipnotizzato. Questo per parecchie settimane. Ci\u00f2 comporta che il periodo di trance che avviene tra due eventi cos\u00ec uguali pu\u00f2 essere pi\u00f9 facilmente scotomizzato).<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn28\"><\/a>(28) HALEY L, Terapie non comuni, cit., 164. (<a href=\"#28\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn29\"><\/a>(29) HILGARD E. R., op. cit., 73. (<a href=\"#29\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn30\"><\/a>(30) HILGARD E. R., op. cit., 76. (<a href=\"#30\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn31\"><\/a>(31) ERICKSON H. H., ROSSI E., Varieties of Hypnotic Amnesia, in Ann. J. din. Exp. Hypnosis, 1974, 225. (<a href=\"#31\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn32\"><\/a>(32) HILGARD E. R., op. cit., 78. (<a href=\"#32\">torna al testo<\/a>)<br \/>\n__________<\/p>\n<h4><a name=\"p13\"><\/a>13. Regressione d&#8217;et\u00e0<\/h4>\n<p>Il fenomeno pi\u00f9 caratteristico sulla memoria che si pu\u00f2 produrre con l&#8217;ipnosi \u00e8 la cos\u00ec detta regressione d&#8217;et\u00e0. <a name=\"33\"><\/a>Normalmente si distingue la \u00abregressione d&#8217;et\u00e0\u00bb in cui il soggetto rivive con la sua personalit\u00e0 attuale, esperienze passate, dalla rivivificazione in cui il soggetto con i cinque sensi rivive una esperienza passata come se la sperimentasse al presente (<a href=\"#_ftn33\">33<\/a>). Comunemente per\u00f2, anche la rivivificazione, che \u00e8 ci\u00f2 di cui ora tratteremo, viene chiamata \u00abregressione d&#8217;et\u00e0\u00bb. Questo fenomeno \u00e8 particolarmente suggestivo: un soggetto di trenta anni regredito all&#8217;et\u00e0 di quattro, si comporta in maniera congrua all&#8217;et\u00e0 suggerita, i suoi disegni, la sua grafia, il suo modo di parlare e di gestire, sia pure a volte con qualche fluttuazione verso la personalit\u00e0 presente, sono quelli di un bambino di quattro anni. Molti studi sono stati fatti per esaminare se questo fenomeno sia reale oppure una involontaria simulazione del soggetto. Alcuni Autori hanno indicato come questa regressione non sia mai completa; altri Autori, come alcuni test della persona regredita siano congrui con l&#8217;et\u00e0 suggerita mentre altri test lascino perplessi.<\/p>\n<p>Vi sono per\u00f2 alcune prove della realt\u00e0 della regressione che sono veramente impressionanti: la dorsiflessione plantare (riflesso di Babinski, tipico del neonato, che non \u00e8 presente nell&#8217;adulto), presente in alcuni soggetti adulti ignari del fenomeno quando sono regrediti all&#8217;et\u00e0 di cinque o sei mesi senza che questi volontariamente siano in grado di riprodurla allo stato di veglia, \u00e8 una delle prove che pi\u00f9 comunemente viene presentata per dimostrare la realt\u00e0 del fenomeno di regressione in ipnosi.<\/p>\n<p><a name=\"34\"><\/a>Contro questa si \u00e8 fatto rilevare per\u00f2 da un lato (<a href=\"#_ftn34\">34<\/a>) che \u00abla risposta di Babinski \u00bb non \u00e8 la risposta caratteristica dell&#8217;infante alla stimolazione plantare. La risposta tipica che si verifica pochi giorni dopo la nascita e fino a circa sette mesi di et\u00e0 \u00e8 una brusca retrazione dell&#8217;arto, mentre la risposta degli alluci varia; in uno studio accurato su 75 infanti si \u00e8 trovato che la retrazione dell&#8217;arto si verificava in seguito alla stimolazione plantare in tutti gli infanti fino ai tre mesi di et\u00e0 e nel 60% degli infanti fino a circa sette mesi di et\u00e0.<\/p>\n<p>Wolff osserv\u00f2 una risposta di Babinski solo in 13 osservazioni su 389 compiute su bambini sotto i sette mesi di et\u00e0 e Burr not\u00f2 una tale estesa variazione nella risposta dei movimenti delle dita di 69 infanti da giungere alla conclusione che nessun movimento specifico degli alluci poteva venire considerato caratteristico della risposta dell&#8217;infante alla stimolazione plantare\u00bb.<\/p>\n<p>Alcuni autori hanno poi mostrato come taluni soggetti regrediti hanno sperimentato situazioni patologiche riscontrabili clinicamente (asma e disturbi elettroencefalografici) di cui soffrivano anni prima (nell&#8217;et\u00e0 suggerita in ipnosi) e non pi\u00f9 nell&#8217;attualit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 stato descritto il caso di un marinaio di 24 anni che fu ospedalizzato per un attacco convulsivo. Nella storia clinica del paziente si not\u00f2 che il primo attacco avvenne cinque anni prima e che l&#8217; encefalogramma preso in tale occasione parlava di \u00abdiffuse anormalit\u00e0 indicanti un disordine convulsivo\u00bb. Messo il paziente in trance ipnotica si scopr\u00ec che il primo attacco avvenne in circostanze psicologicamente traumatiche. Il paziente allora fu regredito all&#8217;et\u00e0 di dodici anni e fu preso un altro encefalogramma. Il tracciato fu perfettamente normale; rimase tale mentre lo si fece progredire anno per anno. Quando giunse all&#8217;et\u00e0 di quasi diciotto anni, cio\u00e8 prima del primo attacco, si notarono irregolarit\u00e0 e anormalit\u00e0 nell&#8217; encefalogramma. Fu portato ad un periodo immediatamente successivo e si notarono diffuse anormalit\u00e0 corticali. A questo punto si calm\u00f2 il paziente e si riport\u00f2 il grafico nei suoi limiti normali. Si prese poi una seconda serie di encefalogrammi dando suggestioni che dovevano causare un trauma psicologico e si riusc\u00ec a produrre un attacco convulsivo e ad interromperlo con suggestioni contrarie alle prime.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dire di quale natura sia il fenomeno che sto descrivendo; in qualche caso pu\u00f2 essere presente una involontaria simulazione, in altri, come quello appena descritto, \u00e8 difficile decidere.<\/p>\n<p>Personalmente ho potuto \u00abregredire\u00bb un amico con cui avevo avuto un incidente stradale, anni prima, al momento dell&#8217;incidente, e ho potuto cos\u00ec osservare il suo pallore il suo sudore, l&#8217;aumento del battito cardiaco (il polso aument\u00f2 da 80 pulsazioni a 120) e la copiosit\u00e0 dei dettagli con cui descriveva l&#8217;incidente avvenuto. Al risveglio appariva ancora molto turbato. Un altro soggetto, che fu regredito in un periodo a caso, si ritrov\u00f2 all&#8217;et\u00e0 di quattro anni, quando era avvenuta la morte di un genitore e scoppi\u00f2 a piangere rimanendone turbato per parecchi giorni.<\/p>\n<p>Barber osserva che \u00abbench\u00e9 siano state proposte complesse teorie per spiegare la regressione dell&#8217;et\u00e0 (e la progressione di et\u00e0) i dati presentati pi\u00f9 sopra, insieme ad altri dati pubblicati altrove indicano che dei postulati relativamente semplici sono sufficienti a spiegare questi fenomeni. Questi postulati comprendono:<\/p>\n<p>1. Quando viene impartita enfaticamente la suggestione (a soggetti ipnotici o nella veglia) che essi si trovano nel passato (o nel futuro), la maggior parte dei soggetti cerca nel miglior modo che gli \u00e8 possibile di immaginare vividamente, o di fantasticare, che si trova nel passato (o nel futuro).<\/p>\n<p>2. Il soggetto che ha ricevuto suggestioni di regressione (o di progressione) \u00e8 capace di immaginare se stesso nel passato (o nel futuro) pi\u00f9 vividamente quando lo sperimentatore lo tratta come se fosse nel passato (o nel futuro).<\/p>\n<p>3. I soggetti ipnotici e quelli nella veglia che hanno ricevuto suggestioni di regressione o di progressione, nonostante cerchino di porsi con la fantasia in un tempo precedente (o futuro), hanno quasi sempre dei concetti errati sui comportamenti presenti durante la fanciullezza (o la vecchiaia) e quindi in genere si comportano in maniera non del tutto appropriata all&#8217;et\u00e0 specifica.<\/p>\n<p>In conclusione, per Barber sembra improprio considerare la regressione d&#8217;et\u00e0 (o la progressione) come una riproduzione fedele del comportamento passato (o futuro) del soggetto. La regressione d&#8217;et\u00e0 da suggestione (e la progressione d&#8217;et\u00e0 da suggestione) possono tuttavia venire considerate come tecniche proiettive in cui viene presentato al soggetto un campo-stimolo relativamente non strutturato (per es., \u00abHai sei anni\u00bb) e viene suscitata una proiezione del suo \u00abmondo privato\u00bb in quanto egli deve &#8220;organizzare il campo, interpretare il materiale e reagire affettivamente ad esso&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217; ipnologo con una tecnica appropriata pu\u00f2 far rivivere le passate esperienze trasportando l&#8217;immaginazione del soggetto ad un tempo pregresso che diviene per lui l&#8217;unica realt\u00e0 cos\u00ec che riesce a provare le stesse emozioni di un tempo. <a name=\"35\"><\/a>Reiff e Scheerer (<a href=\"#_ftn35\">35<\/a>) in uno studio sulla memoria e sulla regressione in ipnosi hanno messo in rilievo due caratteristiche: la prima riguarda l&#8217;aumento di memoria in ipnosi per le prime esperienze di scuola, ad esempio il nome di un insegnante o di un compagno, la seconda riguarda il livello raggiunto nel compiere i compiti specifici dell&#8217;et\u00e0 secondo un test di Piaget. Il test consiste nel far scorrere in un tubo vuoto una corda su cui sono infilate, ad una certa distanza una dall&#8217;altra, delle perle di diverso colore, mentre il soggetto deve rispondere a delle domande sull&#8217;ordine delle perle. La domanda pi\u00f9 facile consisteva nel chiedere al soggetto quale delle perle sarebbe uscita per prima dal tubo se lo sperimentatore continuava a tirare la corda, la pi\u00f9 difficile consisteva nel chiedergli l&#8217;ordine delle perle dopo aver immaginato che lo sperimentatore avesse girato il tubo per venti volte di 180\u00b0. Per l&#8217;esperimento fu usato un gruppo di soggetti realmente regrediti per tutti i livelli di et\u00e0 controllati, e vari gruppi di controllo di simulatori per i differenti livelli d&#8217;et\u00e0. I risultati dimostrano che i soggetti veramente regrediti si avvicinavano nella media ai livelli di sviluppo aspettati, di solito un poco sotto a tali livelli, mentre i simulatori raggiunsero livelli pi\u00f9 alti:<\/p>\n<p>1) i soggetti regrediti tendevano a comportarsi coerente mente con l&#8217;et\u00e0 sperimentale;<\/p>\n<p>2) i soggetti regrediti erano pi\u00f9 coerenti dei simulatori nei vari compiti ad ogni livello di et\u00e0;<\/p>\n<p>3) quando i soggetti regrediti deviavano dal livello di et\u00e0 sperimentale tendevano ad un livello inferiore;<\/p>\n<p>4) i simulatori tendevano a comportarsi al di sopra del livello d&#8217;et\u00e0 sperimentale;<\/p>\n<p>5) pi\u00f9 basso era il livello di et\u00e0 richiesto e pi\u00f9 i simulatori tendevano ad un livello superiore.<\/p>\n<p><a name=\"36\"><\/a>Questi risultati furono in seguito contestati da O&#8217;Connell, Shor e Orne in un successivo esperimento (<a href=\"#_ftn36\">36<\/a>). In realt\u00e0 Reiff e Scheerer non avevano trattato i simulatori nello stesso modo dei soggetti realmente ipnotizzati, avendo usato un gruppo di simulatori per ogni et\u00e0 di comparazione, e lo stesso gruppo di soggetti ipnotizzati dall&#8217;inizio alla fine dell&#8217;esperimento. O&#8217;Connell, Shor e Orne ipotizzarono che l&#8217;abitudine alla regressione d&#8217;et\u00e0 poteva aver migliorato l&#8217;attivit\u00e0 dei soggetti ipnotizzati, per questo nel loro esperimento trattarono i due gruppi nella stessa maniera. La differenza tra simulatori e genuini trovata da Reiff e Scheerer non fu riscontrata.<\/p>\n<p>Questo secondo Hilgard pu\u00f2 pesare negativamente sul problema della regressione, ma non nega necessariamente una componente dissociativa nel comportamento dei simulatori. Ci sono residui di precedenti tipi di comportamento che non dipendono solamente dall&#8217;atteggiamento o dallo stato ipnotico, basti pensare al sonno e al sogno che possono essere suscitati dall&#8217;ipnosi ma non si richiede che una persona sia ipnotizzabile per sperimentare la dissociazione del sonno e dei sogni.<\/p>\n<p>La questione dell&#8217;aumento della memoria associata con la regressione d&#8217;et\u00e0 \u00e8 in qualche modo separabile da quella della capacit\u00e0 di sostenere prove congrue all&#8217;et\u00e0 durante la regressione. Alcuni ricordi sono personali, datati nel passato e presumibilmente rivivibili quando il vecchio contesto \u00e8 ricreato con la regressione d&#8217;et\u00e0. Reiff e Scheerer alludevano a questi ricordi come a \u00abrimembranze\u00bb con un indice autobiografico, e ad altri come a \u00abricordi\u00bb senza tale indice; distinzione pi\u00f9 tardi fatta da Tulving tra memoria episodica (memoria per avvenimenti specifici) e memoria semantica (memoria per dei pensieri, non autobiografica).<\/p>\n<p>Nel loro studio sulla memoria per avvenimenti personali, Reiff e Scheerer sottoposero ai soggetti un questionario sulle loro esperienze scolastiche dall&#8217;et\u00e0 di quattro anni fino alla quinta classe. La memoria dei soggetti ipnotizzabili fu esaminata in ipnosi, senza e con la regressione d&#8217;et\u00e0, nelle differenti et\u00e0. I risultati indicarono un ricordo migliore tra i soggetti reali che tra i simulatori per l&#8217;et\u00e0 dai sette ai dieci anni. Io ritengo che la regressione d&#8217;et\u00e0 sia un fenomeno che si presti pi\u00f9 facilmente ad essere descritto che spiegato. Brevemente si pu\u00f2 dire che esso rappresenta un particolare condizione indotta da una determinata tecnica dell&#8217;ipnotista che permette di isolare e di separare differenti livelli ed elementi del comportamento e della vita emozionale scomponendo quindi il vissuto esperienziale del soggetto.<\/p>\n<p>Tutti gli elementi della nostra esperienza lasciano tracce nella nostra vita psichica. In condizioni normali a queste passate esperienze si sovrappongono tutte quelle susseguenti che tendono a cancellare le precedenti. La realt\u00e0 successiva, dunque, si sovrappone a quella passata. Poich\u00e9 per l&#8217;ipnotizzato l&#8217;ipnotista si pone come la realt\u00e0 determinante, quest&#8217; ultimo pu\u00f2 favorire l&#8217;esclusione pi\u00f9 o meno completa, ma spesso con notevoli residui delle esperienze successive dal campo di esperienze del soggetto quelle successive, facendo rivivere quelle esperienze passate, come le uniche realt\u00e0 significative. Non si tratta dunque di nulla di magico o di soprannaturale, ma di esperienze biopsicologiche che si inquadrano nella comprensione odierna dei fenomeni psicologici.<\/p>\n<p><a name=\"37\"><\/a>La ricerca del tempo perduto di Proust inizia per dei ricordi che vengono attivati dal sapore di un biscotto (<a href=\"#_ftn37\">37<\/a>) \u00abE ad un tratto il ricordo m&#8217;\u00e8 apparso. Quel sapore era quello delle &#8220;pezzette di Maddalena&#8221; che la domenica mattina a Combray (giacch\u00e9 quel giorno non uscivo prima della messa), quando andavo a salutarla nella sua camera la zia L\u00e9onie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di t\u00e8 o tiglio. La vista della focaccia, prima di assaggiarla, non mi aveva ricordato niente; forse perch\u00e9, avendone viste spesso, senza mangiarle, sui vassoi dei pasticceri, la loro immagine aveva lasciato quei giorni di Combray per unirsi ad altri giorni pi\u00f9 recenti; forse perch\u00e9 di quei ricordi cos\u00ec a lungo abbandonati fuori della memoria, niente sopravviveva, tutto si era disgregato; le forme, anche quella della conchiglietta di pasta, cos\u00ec grassamente sensuale sotto la sua veste a pieghe severa e devota, erano abolite, o, sonnacchiose, avevano perduto la forza di espansione che avrebbe loro permesso di raggiungere la coscienza. Ma, quando niente sussiste d&#8217;un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, pi\u00f9 tenui ma pi\u00f9 vividi, pi\u00f9 immateriali, pi\u00f9 persistenti, pi\u00f9 fedeli, l&#8217;odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l&#8217;immenso edificio del ricordo.<\/p>\n<p>E, appena ebbi riconosciuto il sapore del pezzetto di &#8220;maddalena&#8221; inzuppato nel tiglio che mi dava la zia (pur ignorando sempre e dovendo rimandare a molto pi\u00f9 tardi la scoperta della ragione per cui questo ricordo mi rendesse cos\u00ec felice), subito la vecchia casa grigia sulla strada nella quale era la sua stanza, si adatt\u00f2 come uno scenario di teatro al piccolo padiglione sul giardino, dietro di essa, costruito per i miei genitori (il lato tronco che solo avevo riveduto fin allora); e con la casa la citt\u00e0, la piazza dove mi mandavano prima di colazione, le vie dove andavano in escursione dalla mattina alla sera e con tutti i tempi, le passeggiate che si facevano se il tempo era bello. E come in quel gioco in cui i giapponesi si divertono ad immergere in una scodella di porcellana piena di acqua dei pezzetti di carta fin allora indistinti, che, appena immersi, si distendono, prendono contorno, si colorano, si differenziano, diventano fiori, case, figure umane consistenti e riconoscibili, cos\u00ec ora tutti i fiori del nostro giardino e quelli del parco di Swann, e le ninfee della Vivonne e la buona gente del villaggio e le loro casette e la chiesa e tutta Combray e i suoi dintorni, tutto quello che vien prendendo forma e solidit\u00e0, \u00e8 sorto, citt\u00e0 e giardini, dalla mia tazza di t\u00e8\u00bb.<\/p>\n<p>Forse l&#8217;ipnotista con le sue manovre comunicazionali riproduce l&#8217;effetto di quel biscotto per Proust. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn33\"><\/a>(33) BARBER T. X., op. cit., 192. (<a href=\"#33\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn34\"><\/a>(34) BARBER T. X., Ipnosi, cit. (<a href=\"#34\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn35\"><\/a>(35) REIFF R., SCHEERER M., Memory and Hypnotic Age Regression, I.U.P., New York, 1959.<br \/>\nRecentemente alcuni ricercatori italiani su un piccolo campione di 7 soggetti tra i venti e i trent\u2019anni e con un gruppo di controllo i cui componenti \u00abdovevano fare tutto il possibile per rispondere\u00bb e comportarsi come se fossero bambini, ha riscontrato che il gruppo ipnotico rispondeva in modo congruo all\u2019et\u00e0 infantile suggerita secondo i principi di Piaget sullo sviluppo psichico infantile, cfr. BERGERONE C, CEI A., MARSIGLI G., PANIER BOGAT M., <em>Alla ricerca della infanzia perduta. Processi cognitivi e regressione ipnotica d\u2019et\u00e0<\/em>, Bulzoni, Roma, 1978. (<a href=\"#35\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn36\"><\/a>(36) O\u2019CONNELL D. NT., SHOR R. E., ORNE M. T., Hypnotic Age Regression: An Empirical and Methodological Analysis, in J. Abn. Psych. Monographys, 1970, 56. (<a href=\"#36\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn37\"><\/a>(37) PROUST M., La strada di Swann, Einaudi, Torino, 1965. Questo ge nere di sensazioni \u00e8 stato definito Flashback. Se ne veda l\u2019attento esame di FISCHER R., On Flashback and Hypnotic Recali, in Int. J. Clin. Exp. Hypn., 1977, 217. (<a href=\"#37\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi 10. Conflitti sperimentali. \u2014 11. Trans-identificazione. \u2014 12. Alterazioni della memoria: amnesia, amnesia post-ipnotica, amnesia post-ipnotica della fonte, altri tipi di amnesia. \u2014 13. Regressione d&#8217;et\u00e0. Questa tecnica consiste nella creazione di uno stato conflittuale nel paziente per studiare le sue reazioni e la possibile eziologia dei suoi disturbi. Essa \u00e8 di particolare importanza in sede diagnostica e pu\u00f2 rappresentare una specie di \u00abprova del nove\u00bb dell&#8217;interpretazione della psichiatria. Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8992,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[86],"class_list":["post-1449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-ipnosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1449"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10400,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1449\/revisions\/10400"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}