{"id":1450,"date":"2009-04-14T19:04:17","date_gmt":"2009-04-14T17:04:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1450"},"modified":"2023-09-25T13:47:40","modified_gmt":"2023-09-25T11:47:40","slug":"alchimia-tradizione-che-non-e-mai-morta-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1450","title":{"rendered":"Alchimia tradizione che non \u00e8 mai morta \/6"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>La Pietra Filosofale: prova della sua esistenza<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo affermare che esistono prove inconfutabili che la Pietra Filosofale esiste e le nostre convinzioni poggiano su fatti, storicamente riscontrabili, come il caso che andremo ad esporre pi\u00f9 avanti. Nato dalla volont\u00e0 di chi avversava il processo di trasmutazione alchemico con l&#8217;intenzione di sconfessarne le teorie, finir\u00e0 invece con il confermarle.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Alchimia tradizione che non \u00e8 mai morta<\/h3>\n<p align=\"left\">di Gerard Encausse (Papus)<br \/>\ntraduzione a cura di Giuseppe Barbone<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Capitolo VI \/ La Pietra Filosofale: prova della sua esistenza<\/h4>\n<p>Possiamo affermare che esistono prove inconfutabili che la Pietra Filosofale esiste e le nostre convinzioni poggiano su fatti, storicamente riscontrabili, come il caso che andremo ad esporre pi\u00f9 avanti. Nato dalla volont\u00e0 di chi avversava il processo di trasmutazione alchemico con l&#8217;intenzione di sconfessarne le teorie, finir\u00e0 invece con il confermarle.<\/p>\n<p>Tocc\u00f2 al fratello maggiore dei fr.lli Geoffroy provare, nel 1772, ad effettuare il processo alchemico davanti all&#8217;Accademia. Se diamo credito al memoriale che egli present\u00f2, i numerosi casi di trasmutazione, sui quali gli adepti hanno basato la loro fede, si possono spiegare facilmente come raggiri; filosofi irreprensibili come Paracelso e Raimondo Lullo, lasciano da parte, per un momento, le speculazioni astratte per effettuare ingenuamente astute sparizioni davanti a persone intontite. Tuttavia, analizziamo i mezzi usati che essi disponevano per ingannare queste persone, cercando di stabilire condizioni sperimentali che annullino tali argomenti.<\/p>\n<p>Secondo Geoffroy, gli alchimisti si avvalgono dei seguenti elementi per ingannare gli assistenti: crogioli a doppio fondo; carboni, o bacchette vuote, previamente riempite con polvere d&#8217;oro e reazioni chimiche allora sconosciute ma perfettamente conosciute oggi.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 si concretizzi una di queste condizioni, \u00e8 necessario che l&#8217;alchimista sia presente all&#8217;operazione o che abbia avuto contatto, in anticipo, con gli strumenti usati. Pertanto, la condizione primaria ed imprescindibile, per determinare sperimentalmente una trasmutazione, consiste nel fatto che l&#8217;alchimista sia assente.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 necessario che egli non abbia in mano nessun oggetto che possa dopo servirgli per la trasmutazione. Per rispondere all&#8217;ultimo argomento \u00e8 indispensabile che le premesse fondamentali della chimica contemporanea siano incapaci di spiegare normalmente il risultato ottenuto. Affinch\u00e9 il nostro lavoro possa mostrare prove solide \u00e8 necessario che il lettore stesso sia messo nelle condizioni di poter controllare facilmente quello che sosteniamo. Per questo motivo faremo riferimento ad una sola opera: <em>L&#8217;Alchimia e gli Alchimisti<\/em>, del gi\u00e0 citato Figuier.<\/p>\n<p>Prima di proseguire, ricordiamo le condizioni essenziali:<\/p>\n<p>1. Assenza dell&#8217;alchimista;<\/p>\n<p>2. Che non abbia toccato niente di quello che l&#8217;operatore utilizza;<\/p>\n<p>3. Che il fatto non possa essere spiegato dalla chimica contemporanea.<\/p>\n<p>Possiamo perfino aggiungere quest&#8217;altra condizione:<\/p>\n<p>4. Che l&#8217;operatore non possa essere sospettato di complicit\u00e0.<\/p>\n<p>Apriamo il libro di Figuier, edizione del 1854, capitolo III, alla pagina 206. Qui non troviamo un solo fatto, ma bens\u00ec tre! che rispondono a tutte le nostre condizioni e che commentiamo uno per volta.<\/p>\n<p>L&#8217;operatore non solo non \u00e8 alchimista ma \u00e8 un saggio rispettato ed un nemico dichiarato dell&#8217;Alchimia: questo risponde, maggiormente, alla nostra quarta condizione. Parliamo di Helvetius e della sua trasmutazione.<\/p>\n<p>Citiamo testualmente Figuier: \u00abJohann Frederick Schweitzer (1625-1709), conosciuto con il nome latino di Helvetius, era uno degli avversari pi\u00f9 acerrimi dell&#8217;Alchimia ed aveva raggiunto notoriet\u00e0 per un suo scritto contro la &#8220;polvere simpatica&#8221; (sympathetic power) di Sir Kenelm Digby (1603-1665). Il 27 dicembre del 1666, ricevette all&#8217;Aia la visita di uno straniero vestito come un uomo comune del nord dell&#8217;Olanda che neg\u00f2 ostinatamente di far conoscere il suo nome. Lo straniero disse a Helvetius che, informato della sua disputa con Sir Digby, accorreva per dargli prove concrete che la Pietra Filosofale esisteva realmente. In una lunga conversazione, l&#8217;adepto difese i principi ermetici e, per dissipare i dubbi del suo avversario, gli mostr\u00f2 la Pietra Filosofale: era riposta in una scatolina di avorio ed era una polvere metallica del colore dello zolfo. Helvetius sollecit\u00f2 lo sconosciuto a dimostrare, mediante il fuoco, le virt\u00f9 della sua &#8220;polvere&#8221;, ma l&#8217;alchimista si oppose alla sua richiesta ed and\u00f2 via, promettendo che sarebbe ritornato dopo tre settimane.<\/p>\n<p>Mentre conversava con quell&#8217;uomo ed esaminava la Pietra dei Filosofi, Helvetius riusc\u00ec a raccogliere con un&#8217;unghia alcune particelle. Quando rimase solo, cerc\u00f2 di mettere alla prova le supposte virt\u00f9 di quelle particelle. Fuse del piombo in un crogiolo ed effettu\u00f2 la proiezione. Tuttavia, tutto si risolse in una fumata. Rimase nel crogiolo solo un po&#8217; di piombo e di terra vetrificata.<\/p>\n<p>Allora, Helvetius pens\u00f2 che quell&#8217;uomo era un impostore, egli avrebbe anche dimenticato l&#8217;insuccesso se, tre settimane dopo, e nel giorno indicato, lo straniero non fosse riapparso. Tuttavia, si rifiut\u00f2 di effettuare egli stesso l&#8217;operazione, ma cedendo alle suppliche di Helvetius, gli regal\u00f2 un po&#8217; della sua &#8220;Pietra&#8221; il cui spessore era appena quello di un grano di miglio. Ma appena Helvetius espresse le sue paure asserendo che una cos\u00ec piccola quantit\u00e0 di sostanza non avesse la minima propriet\u00e0, l&#8217;alchimista, considerando che perfino quel regalo fosse troppo dispendioso, ne riprese la met\u00e0 e disse che quello che rimaneva era sufficiente per tramutare qualcosa pi\u00f9 di un&#8217;oncia e mezzo di piombo. Allo stesso tempo, si premur\u00f2 di informarlo sulla cautela che doveva avere affinch\u00e9 l&#8217;Opera avesse successo e, soprattutto, gli raccomand\u00f2 che, nel momento della proiezione, coprisse la Pietra dei Filosofi con un po&#8217; di cera per proteggerla dal fumo del piombo. In quell&#8217;istante, Helvetius comprese perch\u00e9 era fallita la sua prova di trasmutazione; non aveva ricoperto la Pietra con la cera ed aveva trascurato, in conseguenza, una precauzione indispensabile. Inoltre, lo straniero promise di ritornare il luned\u00ec per assistere all&#8217;esperimento.<\/p>\n<p>Il luned\u00ec, Helvetius aspett\u00f2 inutilmente. Cos\u00ec pass\u00f2 tutto il giorno senza che si presentasse nessuno. Al tramonto, la moglie di Helvetius, incapace di contenere la sua impazienza, lo incoraggi\u00f2 affinch\u00e9 egli tentasse l&#8217;operazione da solo. Allora prese il coraggio a due mani e tent\u00f2 l&#8217;operazione in presenza di sua moglie e dei suoi figli. Fuse un&#8217;oncia e mezzo di piombo, proiett\u00f2 sul metallo fuso la Pietra ricoperta di cera, copr\u00ec convenientemente il crogiolo e lo lasci\u00f2 esposto all&#8217;azione del fuoco per quindici minuti. Dopo il tempo stabilito il metallo aveva acquisito un bel colore verde: era oro fuso, che colato e raffreddato, acquis\u00ec un color giallo splendido.<\/p>\n<p>Tutti gli orafi dell&#8217;Aia stimarono molto alto il valore di quell&#8217;oro. Povelius Aquilatador, delle monete d&#8217;Olanda, lo sottomise sette volte alla prova dell&#8217;antimonio senza che il suo peso diminuisse\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 come Helvetius narr\u00f2 questa avventura. I termini ed i particolari precisi del suo racconto escludono ogni sospetto di menzogna da parte sua. Questo fatto lo meravigli\u00f2 a tal punto che scrisse il suo <em>Vitulus aureus<\/em>, (L&#8217;Aia, 1667, opera riprodotta nel Museum Hermeticum Reformatum, Francoforte, 1678 e The Hermetic Museum Restored and Enlarged, Londra, 1893). Questo \u00e8 il suo racconto che, contrariamente ai suoi intendimenti, sostiene la teoria Alchemica della Pietra. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Pietra Filosofale: prova della sua esistenza Possiamo affermare che esistono prove inconfutabili che la Pietra Filosofale esiste e le nostre convinzioni poggiano su fatti, storicamente riscontrabili, come il caso che andremo ad esporre pi\u00f9 avanti. 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