{"id":1471,"date":"2009-02-07T17:58:18","date_gmt":"2009-02-07T16:58:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1471"},"modified":"2023-09-25T14:08:39","modified_gmt":"2023-09-25T12:08:39","slug":"per-una-cartografia-dellimmaginario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1471","title":{"rendered":"Per una cartografia dell&#8217;immaginario \/3"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=88\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>In questa prospettiva l&#8217;idea di \u00abTradizione\u00bb \u00e8 pensata pi\u00f9 come una trasmissione cognitiva, che come una dottrina primordiale ed incorruttibile, monade metafisica che si mantiene nella sua inalterabile purezza cristallina dinanzi alla relativit\u00e0 dei singoli adattamenti storico-contingenti.<br \/>\nLa nozione di trasmissione cognitiva \u2013 mutuata dalle scienze religiose e recentemente rielaborata dal grande storico delle religioni rumeno Ioan P. Culianu \u2013 presenta l&#8217;inconfutabile vantaggio di sottrarre l&#8217;intuizione di un nucleo strutturale, afferente all&#8217;attitudine antropologica verso la recezione del sacro, a qualunque impostazione dogmatica ed autoritaria.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Per una cartografia dell&#8217;immaginario \/3<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>In questa prospettiva l&#8217;idea di \u00abTradizione\u00bb \u00e8 pensata pi\u00f9 come una <em>trasmissione cognitiva<\/em>, che come una dottrina primordiale ed incorruttibile, monade metafisica che si mantiene nella sua inalterabile purezza cristallina dinanzi alla relativit\u00e0 dei singoli adattamenti storico-contingenti.<\/p>\n<p>La nozione di trasmissione cognitiva \u2013 mutuata dalle scienze religiose e recentemente rielaborata dal grande storico delle religioni rumeno Ioan P. Culianu \u2013 presenta l&#8217;inconfutabile vantaggio di sottrarre l&#8217;intuizione di un nucleo strutturale, afferente all&#8217;attitudine antropologica verso la recezione del sacro, a qualunque impostazione dogmatica ed autoritaria. Per spiegare la Tradizione non c&#8217;\u00e8 bisogno di ricorrere a rivelazioni soprannaturali estatiche, mistiche o iniziatiche. La Tradizione esiste perch\u00e9 l&#8217;immaginario non pu\u00f2 non essere religioso, abitato da archetipi e da strutture isomorfe che garantiscono la persistenza del mito nella continuit\u00e0 ermeneutica ed esistenziale dell&#8217;<em>homo religiosus<\/em>. Non \u00e8 in questione la positivit\u00e0 della tradizione iniziatica, non si tratta di mettere in discussione la possibilit\u00e0 di un percorso di perfezionamento spirituale. Si tratta di considerare la tradizione iniziatica, da sempre, iscritta in una struttura allargata che comprende l&#8217;immaginario di <em>tutto <\/em> l&#8217;uomo religioso e non soltanto del mistico o dell&#8217;esoterista.<\/p>\n<p>Il sacro che si trasmette nell&#8217;immaginario interessa tutta l&#8217;antropologia religiosa, comprende anche le fedi exoteriche ed il folklore: la mistica e le correnti esoteriche rientrano in questa grande Tradizione allargata che influenza non soltanto gli eletti, ma anche i semplici fedeli ed i sedicenti atei. La \u00abmorte di Dio\u00bb non significa tanto l&#8217;avvento di un&#8217;epoca di emancipazione secolarizzata in cui l&#8217;uomo sia finalmente in grado di camminare senza pi\u00f9 stampelle teologiche, quanto che il mondo svuotato dagli dei fuggiti fa risuonare l&#8217;appello del sacro, l&#8217;anelito antropologico verso la dimensione soprannaturale, alla ricerca di nuovi idoli in cui manifestarsi. Si pensi ad esempio all&#8217;atteggiamento di culto animistico delle ultime generazioni verso la telefonia ed il cyberspazio: l&#8217;Assenza del Divino si differisce e si ritrae nel \u00abmondo sdivinizzato della tecnica\u00bb (S. Givone, <em>Storia del nulla, <\/em>Laterza <em>, <\/em>Roma-Bari, 1995).<\/p>\n<p>Che la nostra epoca sia l&#8217;era dell&#8217;eclissi del sacro, del trionfo nichilistico della tecnoscenza, \u00e8 una sciocchezza. Ad essere tramontato non \u00e8 tanto il Divino, quanto le grandi religioni istituzionali. Dall&#8217;avvento del cristianesimo in poi, gli dei non sono mai stati cos\u00ec vicini all&#8217;uomo quanto oggi. L&#8217;esoterismo ha ricevuto una grande spinta propulsiva dalla modernit\u00e0, a partire dagli albori dell&#8217;umanesimo rinascimentale e proseguendo con la rivoluzione industriale. Si pensi alla diffusione del <em>channeling <\/em> nella Londra ottocentesca, oscurata dai fumi delle ciminiere e dal clamore meccanico delle prime macchine industriali.<\/p>\n<p>Lo stesso consenso per le religioni tradizionali si erode piuttosto nelle autorit\u00e0 e nelle gerarchie sacerdotali e non verso le comunit\u00e0 ed i gruppi ristretti che predicano un ritorno all&#8217;autentica fede delle origini, o che propongono risposte alternative alla sfida della modernit\u00e0. Movimenti religiosi sorti in seno alle chiese storiche, i cui membri dimostrano un approccio pi\u00f9 diretto e quotidiano alla fede, guidati da leader carismatici che, a volte, possono esercitare un&#8217;influenza maggiore sui fedeli delle stesse gerarchie sacerdotali. Ma a diffondersi non sono soltanto i gruppi sorti in seno alle religioni monoteistiche, ma anche un tipo di spiritualit\u00e0 \u00abeclettico-solitaria\u00bb, propugnatrice di un sincretismo <em>\u00e0 la carte, <\/em>dove \u00e8 il singolo stesso a decidere liberamente cosa accettare e cosa respingere. Si forma cos\u00ec, secondo la formula della sociologa Fran\u00e7oise Champion, quella \u00abnebulosa mistico-esoterica\u00bb che caratterizza il nostro tempo, fortemente improntato al recupero degli dei pagani o alla scoperta delle filosofie orientali. \u00c8 chiaro che oggi ad essere \u00abagonizzanti\u00bb sono soprattutto le chiese monoteistiche, intese come detentrici esclusive dell&#8217;ermeneutica religiosa.<\/p>\n<p>In questa nuova temperie culturale \u2013 che la chiesa cattolica cerca in tutti i modi di contrastare \u2013 si declina un&#8217;altra articolazione dell&#8217; <em>homo religiosus<\/em>, che deve essere studiata dalle scienze umane e pensata dalla filosofia. I tentativi di radicare l&#8217;identit\u00e0 su di un <em>humus <\/em>tradizionale etnico-tradizionale (il \u00abperch\u00e9 non possiamo non dirci cristiani\u00bb) si configurano piuttosto come tentativi di contrastare la globalizzazione ed il multiculturalismo destinati allo scacco finale. Resistenze e reazioni volte a trasformarsi in relitti ideologici: ci saranno sempre pi\u00f9 buddhisti o induisti in Italia e cristiani in India. \u00c8 il <em>momentum <\/em> che propugna il superamento delle identit\u00e0 neocon a favore del multiculturalismo o \u2013 in alternativa \u2013 il ritiro dal Mondo.<\/p>\n<p>Pensare questa nuova temperie richiede un nuovo approccio teorico aperto al Tutto e non pi\u00f9 asserragliato all&#8217;interno della sola filosofia cristiana e della tradizione giudaico-cristiana. Una nuova \u00abteoria\u00bb il cui antesignano e caposcuola non pu\u00f2 che essere Zolla. Questo nuovo approccio, necessariamente comparativo, si radica in un&#8217;alogica che attinge deliberatamente non soltanto al <em>l\u00f3gos<\/em>, ma anche alla <em>r\u00eaverie<\/em>, all&#8217;onirico, al mito, alla letteratura fantastica.<\/p>\n<p>Una \u00abcartografia dell&#8217;immaginario\u00bb che si basa sul principio del \u00abterzo ammesso\u00bb, sulla rottura della logica binaria, che fonda le sue disamine su una temporalit\u00e0 simmetrica e non storico-progressiva, su di una concezione spaziale omogenea e non separabile. \u00c8 ridondante nella ripetizione di costellazioni simboliche, mitiche, narrative: una struttura sincronica che ruota attorno ad un tema centrale. \u00c8 un modo di pensare che offre un&#8217;alogica alternativa rispetto a quella del principio di non-contraddizione e del terzo escluso, del sillogismo e della descrizione evenemenziale. Un approccio che non esclude il <em>l\u00f3gos <\/em> \u2013 tutt&#8217;altro! \u2013 ma solo il logocentrismo. Un nuovo abbraccio tra <em>l\u00f3gos <\/em> e <em>m\u00fdthos<\/em>. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa prospettiva l&#8217;idea di \u00abTradizione\u00bb \u00e8 pensata pi\u00f9 come una trasmissione cognitiva, che come una dottrina primordiale ed incorruttibile, monade metafisica che si mantiene nella sua inalterabile purezza cristallina dinanzi alla relativit\u00e0 dei singoli adattamenti storico-contingenti. 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