{"id":1479,"date":"2009-01-10T12:43:19","date_gmt":"2009-01-10T11:43:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1479"},"modified":"2023-10-19T18:43:23","modified_gmt":"2023-10-19T16:43:23","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-7-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1479","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 7.2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi<\/strong><\/p>\n<p>4. La produzione sperimentale della fenomenologia ipnotica. \u2014 5. Distorsioni percettive; le allucinazioni e la distorsione temporale. \u2014 6. L&#8217;ipnosi come tecnica proiettiva. \u2014 7. L&#8217;ipnosi nell&#8217;induzione ed interpretazione dei sogni. \u2014 8. L&#8217;ipnosi nelle libere associazioni. \u2014 9. La scrittura automatica.<\/p>\n<p>Soprattutto nell&#8217;ambito della fenomenologia dell&#8217;ipnosi si fa sentire come si \u00e8 visto la differenza del punto di vista \u00abcredulo\u00bb e quello \u00abscettico\u00bb. Il primo ritiene che i fenomeni che seguono all&#8217;ipnosi come allucinazioni, amnesie, analgesie, siano uguali a quelli che si verificano naturalmente; il punto di vista scettico sostiene invece che si tratta di fenomeni di natura differente in cui il soggetto si comporta come se fosse allucinato, analgesico, senza in realt\u00e0 esserlo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo 7.2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Capitolo VII \/ Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi<\/h4>\n<p><strong><em>Sommario<\/em><\/strong>: 1. Profondit\u00e0 dello stato ipnotico. \u2014 2. Risposte volontarie ed involontarie. \u2014 3. I compiti post-ipnotici. \u2014 <a href=\"#p4\">4. La produzione sperimentale della fenomenologia ipnotica.<\/a> \u2014 <a href=\"#p5\">5. Distorsioni percettive; le allucinazioni e la distorsione temporale.<\/a> \u2014 <a href=\"#p6\">6. L&#8217;ipnosi come tecnica proiettiva.<\/a> \u2014 <a href=\"#p7\">7. L&#8217;ipnosi nell&#8217;induzione ed interpretazione dei sogni.<\/a> \u2014 <a href=\"#p8\">8. L&#8217;ipnosi nelle libere associazioni.<\/a> \u2014 <a href=\"#p9\">9. La scrittura automatica.<\/a> \u2014 10. Conflitti sperimentali. \u2014 11. Trans-identificazione. \u2014 12. Alterazioni della memoria: amnesia, amnesia post-ipnotica, amnesia post-ipnotica della fonte, altri tipi di amnesia. \u2014 13. Regressione d&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<h4><strong><a name=\"p4\"><\/a>4. Produzione sperimentale della fenomenologia ipnotica <\/strong><\/h4>\n<p>Soprattutto nell&#8217;ambito della fenomenologia dell&#8217;ipnosi si fa sentire come si \u00e8 visto la differenza del punto di vista \u00abcredulo\u00bb e quello \u00abscettico\u00bb. Il primo ritiene che i fenomeni che seguono all&#8217;ipnosi come allucinazioni, amnesie, analgesie, siano uguali a quelli che si verificano naturalmente; il punto di vista scettico sostiene invece che si tratta di fenomeni di natura differente in cui il soggetto si comporta come se fosse allucinato, analgesico, senza in realt\u00e0 esserlo.<\/p>\n<p>I fenomeni che descriver\u00f2, e che sono utilizzati continuamente nella pratica clinica, sono stati studiati estensivamente dall&#8217;ipnosi sperimentale. <a name=\"12\"><\/a>Da quest&#8217; ultimo punto di vista l&#8217;ipnosi si pone come uno strumento di ricerca di primissimo ordine grazie alle sue caratteristiche di flessibilit\u00e0 (<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>). Infatti:<\/p>\n<p>a) condizioni psichiche artificiali possono essere indotte e successivamente interrotte con rapidit\u00e0 e facilit\u00e0;<\/p>\n<p>b) l&#8217;amnesia che si pu\u00f2 produrre naturalmente o che si pu\u00f2 provocare per suggestione, pu\u00f2 essere utilizzata per studiare le reazioni del soggetto rispetto a stimoli che gli sono stati inviati senza che egli ne sia consapevole. Per esempio gli si pu\u00f2 allucinare in ipnosi un fatto che, se esistente, provocherebbe rabbia, ansia, depressione, poi si provoca amnesia su quel fatto e quindi dopo la deipnotizzazione si esaminano il suo comportamento e le sue reazioni;<\/p>\n<p>c) la situazione psicologica indotta pu\u00f2 essere intensificata o diminuita con suggestioni appropriate nel corso dell&#8217;esperimento stesso;<\/p>\n<p>d) la stessa procedura pu\u00f2 essere ripetuta pi\u00f9 volte con lo stesso soggetto anche mutando talune variabili. Anche per mezzo della creazione di conflitti sperimentali, di cui si dir\u00e0 in questo capitolo, l&#8217;ipnotista esperto pu\u00f2 ottenere una diagnosi, eventualmente anche a scopi peritali in sede giudiziaria, che si basi sullo studio in concreto e non in astratto del paziente da esaminare.<\/p>\n<p>Il paziente \u00e8 pericoloso quando \u00e8 frustrato? Lo stress emotivo diminuisce le sue capacit\u00e0 attentive ? La paura gli toglie la possibilit\u00e0 di agire secondo il proprio progetto di comportamento? Tutto ci\u00f2 si pu\u00f2 studiare frustrando, stressando, spaventando il soggetto che dopo la deipnotizzazione reagir\u00e0 a questi stimoli, di cui per l&#8217;amnesia che gli \u00e8 stata provocata non \u00e8 consapevole, secondo i modi che gli sono congeniali. <a name=\"13\"><\/a>Per ottenere buoni risultati le suggestioni dello sperimentatore debbono ispirarsi ai seguenti principi (<a href=\"#_ftn13\">13<\/a>):<\/p>\n<p>1) Il contenuto della suggestione non deve &#8220;essere basato sulle esperienze personali del soggetto. Un evento della vita individuale potrebbe aver provocato una eccessiva ansia, ma \u00e8 anche probabile che abbia aspetti che rievocano altre risposte emotive o altrimenti complicano la reazione del soggetto. \u00c8 risultato infatti che \u00e8 difficile ottenere una reazione \u00abpura\u00bb quando la suggestione \u00e8 basata sull&#8217;esperienza personale del soggetto.<\/p>\n<p>2) Devono essere utilizzati una certa quantit\u00e0 di sinonimi nella suggestione. Una sola parola, come \u00abpaura\u00bb pu\u00f2 rievocare reazioni psicologiche del tutto differenti a secondo degli individui, dipendendo dalle interpretazioni idiosincratiche. L&#8217;uso di un certo numero di sinonimi o parole con significato generale affine massimalizza la possibilit\u00e0 che il significato della suggestione-stimolo, abbia qualche elemento in comune per i vari soggetti.<\/p>\n<p>3) La stessa suggestione non dovrebbe essere di lunga durata. Il soggetto ipnotizzato deve capire chiaramente ci\u00f2 che \u00e8 suggerito. La sua capacit\u00e0 di trattenere la suggestione avr\u00e0 perci\u00f2 diversi effetti sulla sua reazione. Se uno stimolo \u00e8, per esempio costituito da qualche centinaia di parole, \u00e8 probabile che il soggetto non ne ricorder\u00e0 una considerevole parte.<\/p>\n<p>4) Le parole e le espressioni chiave, devono essere ripetute e parafrasate. Ci\u00f2 rafforza al massimo la possibilit\u00e0 sia della comprensione che della ritenzione della suggestione-stimolo.<\/p>\n<p>5) Niente nella suggestione-stimolo deve portare il soggetto a credere che si tratti di una situazione artificiale.<\/p>\n<p>La situazione sperimentale deve, per quanto possibile, essere minimizzata. L&#8217;opinione del soggetto di essere protetto dall&#8217;ipnotista sembra probabilmente essere rafforzata se in qualche modo rammenta che \u00e8 in realt\u00e0 in una situazione artificiale di esperimento, che \u00e8 ovviamente sotto il controllo dell&#8217;ipnotista. Nelle righe che seguono \u00e8 illustrata la suggestione che induce ansiet\u00e0, utilizzata da Levitt e collaboratori:<\/p>\n<p>\u00abTra un momento incomincerai a provare un senso di ansiet\u00e0, di paura (pausa, 5 secondi). Tu ora cominci ad avere paura, molta paura. Tu stai provando un forte sentimento di apprensione e di ansia come se sapessi che qualche cosa di terribile ti sta accadendo. Ma tu non sai cosa sia questa cosa terribile. Non sai cosa ti rende cos\u00ec pauroso ogni momento. Stai diventando sempre pi\u00f9 ansioso e impaurito, per tutto il tempo, ancora non hai idea di che cosa hai paura. Sei certo che qualcosa di terribile ti sta per accadere, forse qualcosa di pi\u00f9 terribile di quanto tu possa immaginare. I tuoi sentimenti di spavento e paura aumentano ogni secondo che passa, e continueranno ad aumentare, non importa che cosa tu faccia per resistere loro. Sei cos\u00ec ossessionato da questa terribile paura che non puoi poi allontanarla nemmeno per un momento. Tutto ci\u00f2 che puoi pensare \u00e8 che sei senza aiuto per impedire che ci\u00f2 accada. Il terrore \u00e8 cos\u00ec insopportabile che non puoi nasconderlo. Non importa cosa fai, il tuo senso di paura, di ansia, di terrore continueranno ad aumentare e a divenire sempre pi\u00f9 vividi in ciascun momento e in pochissimi minuti ti troverai alla soglia del panico\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"14\"><\/a>Ritengo che questo settore sia molto trascurato dalla sperimentazione e la sua utilizzazione, soprattutto in ambito clinico, offra delle possibilit\u00e0 considerevoli ancora da ponderare (<a href=\"#_ftn14\">14<\/a>). Vediamo alcuni dei fenomeni che ci interessano da vicino per il nostro studio.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a>(12) Per queste utilizzazioni dell&#8217;ipnosi cfr. soprattutto REYHER J., Hypnosis in Research on Psychophatology, in GORDON J., Handbook of Clinical and Experi -mental Hypnosis, Mac Millan, New York, 1977, 110; e LEVITT E., HENNESY CHAPMAN R., Hypnosis as a Research Method, in FROMM E., SHOR R., op. dt., 85. (<a href=\"#12\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a>(13) LEVITT E. E., DEN BREEIJEN A., PERSKY H., The Induction of Clinical Anxiety by Means of a Standardized Hypnotic Technique, in American Journal of Clinical Hypnosis, 1960, 206-214. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a>(14) Sulla importanza per la clinica di questi esperimenti cfr. KLINE M. (a cura di), Clinical Correlation of Experimental Hypnosis, Thomas, Springfield, 1963. (<a href=\"#14\">torna al testo<\/a>)<br \/>\n__________<\/p>\n<h4><a name=\"p5\"><\/a>5. Distorsioni percettive<\/h4>\n<p>Con una tecnica appropriata il soggetto ipnotizzato pu\u00f2 percepire stimoli che in realt\u00e0 non ci sono (allucinazioni positive) o non percepire quelli che sono presenti (allucinazioni negative).<\/p>\n<p>Il fenomeno delle allucinazioni si presenta solitamente come conseguenza di certi particolari stati fisiopatologici, per esempio per la febbre molto alta o per l&#8217;alto tasso azotemico o in alcune forme di schizofrenia o come conseguenza dell&#8217;uso di droghe. Si \u00e8 notato che le allucinazioni prodotte da droghe o malattie sono soprattutto visive, mentre nelle psicosi sono spesso auditive. Le allucinazioni indotte con l&#8217;ipnosi sono comunemente classificate come positive o negative. Si ha allucinazione positiva quando il soggetto percepisce come se fosse presente un oggetto che in realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8, per esempio vede un vaso di fiori su un tavolo vuoto o sente al citofono una voce inesistente. <a name=\"15\"><\/a>L&#8217;allucinazione negativa si ha quando \u00e8 presente qualcosa che normalmente dovrebbe evocare una risposta percettiva, ma la risposta non c&#8217;\u00e8 (<a href=\"#_ftn15\">15<\/a>).<\/p>\n<p>Secondo Hilgard questa distinzione \u00e8 conveniente a scopi classificatori, ma non \u00e8 molto netta. Ad esempio, per avere una buona allucinazione positiva di qualcuno seduto su una sedia, lo schienale della sedia, che sarebbe nascosto dalla persona, deve essere soggetto ad un&#8217;allucinazione negativa; d&#8217;altro lato, avere un&#8217;allucinazione negativa di non vedere un libro posto su un tavolo, richiede l&#8217;allucinazione positiva di colmare lo spazio in cui si trova il libro.<\/p>\n<p>Per Hilgard \u00e8 molto difficile dare una valutazione sulla facilit\u00e0 ad ottenere allucinazioni positive piuttosto che negative. Per esempio nella Scala Stanford c&#8217;\u00e8 un&#8217;allucinazione positiva di annusare dell&#8217;ammoniaca, in cui dell&#8217;acqua distillata viene allucinata come ammoniaca. Su un campione di 155 soggetti 71, cio\u00e8 il 46%, rifer\u00ec di sentire odore di ammoniaca e nel corrispondente item di allucinazione negativa, cio\u00e8 quando della vera ammoniaca era annusata dai soggetti, 59, cio\u00e8 il 38%, non riuscirono a sentire l&#8217;odore di ammoniaca in ipnosi mentre in condizione non ipnotica non avevano avuto dubbi nel riconoscere l&#8217;odore.<\/p>\n<p>La differenza tra il 46% ed il 38% non rivela alcuna significativa differenza di difficolt\u00e0 tra le allucinazioni positive e quelle negative. In un altro esperimento \u00e8 stata paragonata un&#8217;allucinazione di calore, per cui i soggetti percepivano una bacchetta come qualcosa di cos\u00ec caldo da non riuscire a tenerla in mano (allucinazione positiva), con l&#8217;incapacit\u00e0 di sentire una leggera scossa elettrica come risultato di una suggestione di analgesia (allucinazione negativa). 48 soggetti su 155, cio\u00e8 il 31%, sentirono la bacchetta cos\u00ec calda da lasciarla cadere, mentre 42 soggetti, cio\u00e8 il 27%, non sentirono la scossa come dolorosa, anzi non la &#8220;identificarono neppure come una scossa&#8221;.<\/p>\n<p>Di nuovo non c&#8217;\u00e8 alcuna prova, per Hilgard, che un tipo di allucinazione in ipnosi sia pi\u00f9 difficile da ottenere dell&#8217;altro. <a name=\"16\"><\/a>Allo scopo di valutare soggettivamente le allucinazioni auditive, Sutcliffe (<a href=\"#_ftn16\">16<\/a>) ha usato il metodo di feedback auditivo differito, in cui ci\u00f2 che il soggetto sta dicendo viene fatto riascoltare ai suoi orecchi dopo una dilazione di una frazione di secondo.<\/p>\n<p>Studi precedenti avevano mostrato che il feedback auditivo differito provocava balbuzie, disturbi alla parola, errori di pronuncia; Sutcliffe pens\u00f2 che se le allucinazioni auditive in ipnosi hanno lo stesso effetto delle stimolazioni auditive, i soggetti in ipnosi che provano l&#8217;allucinazione del ritorno della propria voce avrebbero mostrato gli stessi disturbi della parola di un gruppo di controllo esposto al feedback della propria voce. Tutti i soggetti vennero esposti al feedback auditivo differito per rendersi conto dei suoi effetti di disturbo sulla parola. Poi 8 soggetti selezionati furono posti in trance profonda e venne chiesto loro di leggere a voce alta un brano mentre veniva impartita la suggestione di provare l&#8217;allucinazione della propria voce che, dopo un secondo, tornava ai loro orecchi.<\/p>\n<p>I soggetti affermarono di aver udito il feedback auditivo (cio\u00e8 di aver avuto l&#8217;allucinazione), ma non mostrarono disturbi della parola; invece i soggetti del gruppo di controllo che leggevano a voce alta lo stesso brano con feedback auditivo differito, mostrarono forti disturbi della parola. Perci\u00f2, nonostante i soggetti ipnotici testimoniassero di udire il feedback auditivo differito (cio\u00e8 di allucinare), essi non si comportarono nello stesso modo dei soggetti che l&#8217;udirono realmente.<\/p>\n<p><a name=\"17\"><\/a>Un altro esperimento fu compiuto da Underwood (<a href=\"#_ftn17\">17<\/a>) per valutare oggettivamente le allucinazioni visive ipnotiche. Egli us\u00f2 due illusioni ottiche in cui una serie di linee distorce una figura geometrica. Ai soggetti ipnotici furono mostrate le figure geometriche senza le linee distorcenti dando loro la suggestione di allucinare le linee. L&#8217;autore pensava che se le allucinazioni ipnotiche hanno le stesse conseguenze oggettive delle stimolazioni o percezioni visive, l&#8217;allucinazione delle linee avrebbe dovuto modificare la figura. Da un gruppo di 195 persone vennero scelti 6 soggetti che vennero sottoposti ad un procedimento di induzione ipnotica e quando furono in trance profonda vennero loro presentate le figure geometriche insieme con le suggestioni di allucinare le linee sovrapposte. A 6 soggetti non selezionati di un gruppo di controllo venne chiesto di indovinare in che modo le figure erano distorte dalle linee sovrapposte.<\/p>\n<p>Nei soggetti ipnotizzati vi fu una tendenza, in ogni caso non significativa, a riferire pi\u00f9 distorsioni prodotte ipnoticamente che differivano abbastanza da quelle prodotte da linee reali. Underwood rilev\u00f2 che il gruppo di controllo non era stato scelto in base alla capacit\u00e0 di allucinare, mentre i procedimenti altamente selettivi usati per ottenere i soggetti ipnotici potevano aver portato a scegliere soggetti con un&#8217;immaginazione molto vivida. Questa loro capacit\u00e0 poteva facilitarli ad immaginare le distorsioni sia da ipnotizzati che da non ipnotizzati. <a name=\"18\"><\/a>Per valutare questa possibilit\u00e0 Sarbin e Andersen (<a href=\"#_ftn18\">18<\/a>) condussero uno studio con 120 soggetti non selezionati. In condizione non ipnotica vennero mostrate ai soggetti le stesse figure geometriche usate da Underwood e venne loro chiesto di immaginare vividamente le linee sovrapposte. Le distorsioni delle figure furono riferite anche dal 9% dei soggetti non ipnotizzati e non selezionati di Sarbin e Andersen.<\/p>\n<p>Gli autori concludono che se tutti i soggetti vengono precedentemente scelti in base alla loro vivida immaginazione, sia quelli assegnati al trattamento ipnotico che quelli assegnati al trattamento non ipnotico, esibiranno prestazioni oggettive simili quando vengono date loro suggestioni di immaginare vividamente o di allucinare.<\/p>\n<p>Un altro problema in questi esperimenti \u00e8 di sapere se il soggetto \u00e8 veramente allucinato o riferisce solo un prodotto della sua immaginazione. <a name=\"19\"><\/a>Orne (<a href=\"#_ftn19\">19<\/a>) a questo fine usa un gruppo di controllo di simulatori. Un esperimento utilizzato \u00e8 per esempio il seguente: ad un soggetto ipnotizzato viene detto che una persona \u00e8 seduta sedia di fronte a lui, nel posto in cui veramente era stata seduta ma da cui si era mossa durante l&#8217;induzione della trance.<\/p>\n<p>Dopo che l&#8217;allucinazione \u00e8 stata indotta si dice al soggetto di voltarsi e di identificare la persona che si trova dietro di lui, che \u00e8 quella che era prima sulla sedia. In questa situazione una persona veramente ipnotizzata \u00e8 quasi sempre spaventata e guarder\u00e0 continuamente la persona e la sedia dove egli ha allucinato la stessa persona. Il soggetto pu\u00f2 anche identificare le due percezioni con lo stesso nome, e chiedere in modo imbarazzato perch\u00e9 ce ne sono due. <a name=\"20\"><\/a>Questi esperimenti, secondo Hilgard, possono essere compiuti solo con soggetti altamente ipnotizzabili, che non possono distinguere le persone allucinate da quelle reali. Barber \u00e8 invece di parere diverso (<a href=\"#_ftn20\">20<\/a>). In base a suoi esperimenti e a quelli di altri Autori da lui esaminati, arriva a queste conclusioni:<\/p>\n<p>1) Se si danno suggestioni di allucinazioni con un tono di voce fermo e serio a soggetti nella condizione di livello basale (non ipnotica), un numero sorprendentemente grande, da un terzo a met\u00e0, affermer\u00e0 di vedere gli oggetti e di sentire i suoni che non sono presenti, ed una piccola percentuale, dal 3% al 5%, testimonier\u00e0 anche di credere presenti gli oggetti.<\/p>\n<p>Queste risposte positive alle suggestioni di allucinazione possono per Barber essere facilitate non solo dal procedimento tradizionale chiamato \u00abinduzione ipnotica\u00bb, ma anche dalla somministrazione di istruzioni intese a motivare il soggetto ad immaginare vividamente (istruzioni motivanti al compito). Secondo l&#8217;Autore occorrono ulteriori ricerche per accertare quale peso possono avere altre variabili nella percezione soggettiva delle allucinazioni, per esempio le parole che mirano a provocare le suggestioni, il tono di voce con cui le suggestioni vengono presentate, le parole ed il tono di voce dell&#8217;interrogatorio successivo all&#8217;esperimento ecc.<\/p>\n<p>2) Parecchi studi non sono riusciti a dimostrare che le allucinazioni ipnotiche provochino effetti oggettivi simili a quelli prodotti da una stimolazione visiva o uditiva. Per\u00f2 quando allucinazioni visive ipnotiche sono state valutate oggettivamente per mezzo di illusioni ottiche o ad altre misurazioni ottiche, sono stati osservati effetti oggettivi somiglianti a quelli della stimolazione visiva. D&#8217;altro lato gli stessi effetti vennero osservati anche quando un gruppo di controllo fu motivato ad immaginare vividamente.<\/p>\n<p>3) In conclusione: a) soggetti di controllo motivati ad immaginare vividamente mostrano a volte effetti oggettivi simili agli effetti della stimolazione visiva o auditiva; b) le conseguenze oggettive di una immaginazione vivida nei soggetti di controllo sono molto simili, se non identiche, a quelle oggettive di allucinazioni mostrate da soggetti detti ipnotizzati; c) per l&#8217;Autore il fenomeno provocato in soggetti ipnotici per mezzo di suggestioni che tendono a produrre allucinazioni pu\u00f2 essere classificato in modo pi\u00f9 appropriato nella categoria psicologica di immaginazione piuttosto che di percezione o allucinazione.<\/p>\n<p><a name=\"21\"><\/a>Anche Sarbin (<a href=\"#_ftn21\">21<\/a>) \u00e8 piuttosto scettico a proposito di questo fenomeno. Egli ha esaminato il concetto di allucinazione concludendo che questo \u00e8 un termine che non ha altro significato che quello di riferire delle immaginazioni. Il termine viene usato generalmente per indicare le immaginazioni di persone emarginate, membri di societ\u00e0 esoteriche, malati di mente, ma non esiste alcun criterio per distinguere le immaginazioni in s\u00e9 che non sono patologiche da quelle chiamate allucinazioni. Sarbin elenca alcuni problemi che sorgono quando si definisce l&#8217;ipnosi ricorrendo a concetti come \u00abtrance\u00bb o \u00abstato di mente\u00bb.<\/p>\n<p>1) Si comincia con l&#8217;asserzione che il parametro che definisce l&#8217;ipnosi \u00e8 uno speciale (mentale) stato (trance o stato alterato di coscienza);<\/p>\n<p>2) Tali stati mentali sono dello stesso genere delle esperienze fenomeniche;<\/p>\n<p>3) Le esperienze fenomeniche sono conosciute (osservabili) attraverso i racconti dei soggetti (variabili indipendenti);<\/p>\n<p>4) D&#8217;altronde i racconti personali rilevanti sono quelli controfattuali, cio\u00e8 dissonanti con la realt\u00e0 fenomenica, che per\u00f2 sono creduti fermamente dal soggetto;<\/p>\n<p>5) Lo stesso genere di racconti personali (irreali ed espressi come altamente credibili) sono tradizionalmente usati per diagnosticare le allucinazioni;<\/p>\n<p>6) A causa della somiglianza concettuale tra lo stato ipnotico e le allucinazioni, gli argomenti sull&#8217;utilit\u00e0 dei racconti personali nelle allucinazioni sono potenzialmente applicabili all&#8217;ipnosi;<\/p>\n<p>7) II parametro che determina l&#8217;ipnosi come uno speciale stato di mente \u00e8 la presenza delle stesse condizioni che definiscono le allucinazioni: l&#8217;irrealt\u00e0, le testimonianze di esperienze fenomeniche espresse con intensa convinzione;<\/p>\n<p>8) Le allucinazioni, ad un esame, risultano essere il resoconto di immaginazioni espresse con un alto grado di convinzione, e non esiste alcun criterio affidabile per distinguere le allucinazioni da altre forme di immaginazione con un alto grado di convinzione;<\/p>\n<p>9) Analogamente il criterio che definisce l&#8217;ipnosi come uno stato speciale \u00e8 il riferire delle immaginazioni ritenute reali.<\/p>\n<p>Sempre nel fenomeno delle allucinazioni rientrano la visualizzazione delle scene e la visualizzazione nello specchio o nel globo di cristallo. Questi sono due modi di utilizzare le allucinazioni con finalit\u00e0 clinico-diagnostiche. Nella visualizzazione delle scene il soggetto in ipnosi pu\u00f2 essere indotto ad allucinare una scena emotivamente importante dove proietta del materiale psichico rilevante (per esempio: \u00abSei a teatro, stanno rappresentando qualche cosa di molto brutto e fastidioso: vuoi descrivermelo?\u00bb).<\/p>\n<p>Tramite la visualizzazione nello specchio o nel globo il paziente pu\u00f2 allucinare appunto in uno specchio o in un globo di cristallo scene della vita passata di particolare significanza conflittuale. Talvolta per vincere le barriere del tempo, grazie alla flessibilit\u00e0 dell&#8217;ipnosi possono essere allucinate pi\u00f9 sfere di cristallo o pi\u00f9 specchi in cui il soggetto proietta momenti diversi della sua vita: in questo modo considerandoli contemporaneamente li pu\u00f2 confrontare e rivedere alla luce del presente. Attualmente, per\u00f2, si preferisce usare la visualizzazione su di uno schermo cinematografico immaginario, o come spesso con i bambini, su di uno schermo televisivo. Altri e numerosi sono comunque i fenomeni ipnotici che si possono far rientrare fra le distorsioni percettive.<\/p>\n<p>A tale proposito \u00e8 possibile richiamare anche l&#8217;anestesia suggerita in ipnosi, che pu\u00f2 essere parziale o totale: com&#8217;\u00e8 noto per mezzo dell&#8217;ipnosi sono state compiute numerose operazioni chirurgiche. <a name=\"22\"><\/a>Barber per\u00f2 da un lato ha mostrato come talune operazioni chirurgiche siano meno dolorose di quanto comunemente si ritenga e che, anche se l&#8217;ipnotizzato non lo percepisce, il suo organismo, come provano il ritmo del polso e la sua pressione, ha delle risposte di sofferenza (<a href=\"#_ftn22\">22<\/a>).<\/p>\n<p>Possiamo far rientrare nelle alterazioni della percezione anche la distorsione temporale. Con l&#8217;ipnosi si pu\u00f2 alterare la percezione che il soggetto ha del tempo: cos\u00ec se tra il battere due volte le mani passano tre minuti, si pu\u00f2 fare in modo che il soggetto esperisca questo tempo come di tre ore o di tre secondi. Secondo alcuni studiosi, se si allunga il tempo soggettivo rispetto a quello reale il soggetto \u00e8 in grado di compiere operazioni mentali per le quali gli abbisognerebbe il tempo soggettivo e non quello reale. <a name=\"23\"><\/a>In psicoterapia questo pseudo-orientamento nel tempo che si provoca tramite l&#8217;ipnosi viene usato per allungare delle esperienze piacevoli o per abbreviare esperienze dolorose che il soggetto rivive (<a href=\"#_ftn23\">23<\/a>).<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a>(15) Cfr. tra l&#8217;altro HILGARD E. R., Divided Consciousness: Multiple Controls in Human Thought and Action, Wiley- Interscience, New York, 1977, 96 s. (<a href=\"#15\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn16\"><\/a>(16) SUTCLIFFE J. P., &#8216;Credulous&#8217; and &#8216;Skeptical&#8217; Views of Hypnotic Phenomena: Esperiments on Esthesia, Hallucination and Delusion, in SHOR E. R., ORNE M. T., The Nature of Hypnosis, cit., 163. (<a href=\"#16\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn17\"><\/a>(17) UNDERWOOD H. W., The Validity of Hypnotically Induced Hallucinations, in J. of Abn. and Soc. Psychology, 1960, 39. (<a href=\"#17\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn18\"><\/a>(18) SARBIN T. R., ANDERSEN M. L., Base-Rate Expectancies and Percpetual Alterations in Hypnosis, in Brit. J. Clin. Psychol., 1963, 112. (<a href=\"#18\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn19\"><\/a>(19) ORNE M. T., Hypnotically Induced Hallucinations, in WEST J. L. (a cura di ), Hallucinations, Grane and Stratton, New York, 1962, 217. (<a href=\"#19\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn20\"><\/a>(20) BARBER T. X., Ipnosi: un approccio scientifico, Ubaldini, Roma, 1972, 167. (<a href=\"#20\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn21\"><\/a>(21) SARBIN T. R., COE W. C, Hypnosis: A Social Psychological Analysis of Influence Communication, Holt, Rinehart and Winston, New York, 1972, 110. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn22\"><\/a>(22) GULOTTA G., Ipnosi e psicologia: rimuginandoci, in Rass. di Ipnosi e Medicina Psicosomatica, Minerva Medica, 1974, 273-274. (<a href=\"#22\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn23\"><\/a>(23) COOPER C. F., ERICKSON M. H., Time Distorsion in Hypnosis, Williams- Wilkins, Baltimora, 1954. (<a href=\"#23\">torna al testo<\/a>)<br \/>\n__________<\/p>\n<h4><a name=\"p6\"><\/a>6. L&#8217;ipnosi come tecnica proiettiva<\/h4>\n<p>Alcune tecniche servono a facilitare i processi proiettivi; si \u00e8 infatti notato confrontando dei test somministrati in stato di veglia con quelli somministrati in stato di ipnosi, che nel secondo caso si evidenziano dei conflitti che si avvicinano ai processi psichici primari mettendo cos\u00ec a fuoco pi\u00f9 facilmente le dinamiche inconsce. La stessa tavola di un test, come hanno dimostrato molti Autori, pu\u00f2 essere vissuta in stato di veglia in modo non conflittuale, mentre in ipnosi, essendo le censure dell&#8217;Io, per cos\u00ec dire, \u00abandate a dormire\u00bb, risultare di grande interesse diagnostico.<\/p>\n<h4><a name=\"p7\"><\/a>7. L&#8217;ipnosi nell&#8217;induzione e nell&#8217;interpretazione dei sogni<\/h4>\n<p>Analogamente l&#8217;ipnosi pu\u00f2 essere usata per indurre ed interpretare dei sogni. Data l&#8217;importanza dei sogni nell&#8217;investigazione della personalit\u00e0 \u00e8 chiaro che la possibilit\u00e0 di far sognare a proprio piacimento ad una persona, circostanze, situazioni ed emozioni rappresenta una grande utilit\u00e0. <a id=\"24\" name=\"24\"><\/a>Le tecniche ipnotiche relative sono ancora in via di perfezionamento, si ritiene comunque da parte della maggioranza degli studiosi che il sogno prodotto dall&#8217;ipnosi sia di natura molto simile a quello fisiologico e che la manipolazione dei simboli onirici possa avvicinare grandemente ai processi primari dell&#8217;apparato psichico (<a href=\"#_ftn24\">24<\/a>). Io stesso esaminando i sogni di personalit\u00e0 devianti ne ho sperimentato l&#8217;impressionante efficacia diagnostica.<\/p>\n<p><a name=\"25\"><\/a>Hilgard considera il sogno indotto ipnoticamente differente da quello notturno, perch\u00e9 non \u00e8 spontaneo, l&#8217;argomento \u00e8 assegnato dall&#8217;ipnotista, \u00e8 prodotto senza sonno ed \u00e8 privo di segretezza, perch\u00e9 il soggetto sa che gli sar\u00e0 chiesto di riferirlo (<a href=\"#_ftn25\">25<\/a>). In un esperimento compiuto su 39 soggetti da Hilgard e Tart, dopo un&#8217;induzione ipnotica standard e una suggestione a sognare, 9 soggetti giudicarono i sogni avuti come simili a quelli notturni, e questo risultato si verific\u00f2 anche in un altro esperimento in cui, su 172 soggetti, 109 giudicarono i sogni come uguali a quelli notturni.<\/p>\n<p>Usando un metodo individuato da Perry per studiare la distorsione dei sogni, gli Autori notarono che nei sogni dei soggetti si riscontravano pi\u00f9 distorsioni che nei sogni dei soggetti non ipnotizzati. Il 42% mostrava trasformazioni insolite riguardo a s\u00e9 o ad altri oggetti od avvenimenti ed un altro 12% distorsioni che contraddicevano la realt\u00e0, come la sensazione di fluttuare o di cadere. Gli Autori notarono che i soggetti rispondevano alle suggestioni post-ipnotiche anche durante il sonno REM, e che si pu\u00f2 ottenere che un soggetto descriva il suo sogno a voce alta mentre lo sta sognando, se \u00e8 un soggetto molto suscettibile all&#8217;ipnosi e che gi\u00e0 parla nel sonno. In un altro esperimento ad un soggetto ipnotizzato fu data la suggestione di descrivere dettagliatamente ogni sogno mentre lo stava sognando.<\/p>\n<p>L&#8217;esperimento fu ripetuto parecchie volte, registrando 60 episodi in cui il soggetto parlava nel sonno descrivendo i sogni, il 60% dei quali fu riferito al sonno REM ed il 40% a quello Non-REM. Uno dei pochi sogni ricordati al mattino corrispondeva ad uno descritto durante la notte. Sembra che l&#8217;ipnosi producesse un&#8217;amnesia spontanea che rendeva pi\u00f9 difficile al mattino ricordare il sogno, difficolt\u00e0 che venne superata dando la suggestione che ogni volta che il soggetto si fosse svegliato durante la notte avrebbe dovuto raccontare tutto quello che gli passava per la testa nei primi 10 o 15 minuti. Il soggetto fu svegliato diverse volte per notte, subito dopo che aveva parlato nel sonno o un po&#8217; dopo. Si ottenne cos\u00ec una maggior corrispondenza tra il racconto fatto nel sonno e quello da sveglio.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn24\"><\/a>(24) La monografia pi\u00f9 importante \u00e8 di Moss S., Hypnotic Investigation of Dreams, Wiley, New York, 1967; confronta anche SACERDOTE P., Induced Dreams, Vantage, New York, 1967. (<a href=\"#24\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn25\"><\/a>(25) HILGARD E. R., Divided Consciousness, 92 s. (<a href=\"#25\">torna al testo<\/a>)<br \/>\n__________<\/p>\n<h4><a name=\"p8\"><\/a>8. L&#8217;ipnosi nelle libere associazioni<\/h4>\n<p>L&#8217;ipnosi favorisce le associazioni mentali non solo nelle interpretazioni dei sogni ma anche in altri casi in quanto lo stato ipnotico, come si \u00e8 detto, favorendo la prevaricazione delle difese, favorisce l&#8217;affiorare del processo primario.<\/p>\n<h4><a name=\"p9\"><\/a>9. La scrittura automatica<\/h4>\n<p>Consiste nella possibilit\u00e0 di far scrivere al soggetto in ipnosi attorno ad avvenimenti e situazioni della sua vita antefatta sia fisica che psichica, senza che il soggetto possa sapere a livello cosciente cosa stia scrivendo n\u00e9 possa controllare la sua mano che scrive indipendentemente dalla sua volont\u00e0. <a name=\"26\"><\/a>Questo fenomeno pu\u00f2 avvenire anche postipnoticamente se l&#8217;ipnotista lo suggerisce durante l&#8217;ipnosi per un momento successivo (<a href=\"#_ftn26\">26<\/a>).<\/p>\n<p><a name=\"27\"><\/a>Questa \u00e8 una tecnica che pu\u00f2 adottarsi opportunamente per far scrivere con cura l&#8217;autobiografia dal paziente. Hilgard (<a href=\"#_ftn27\">27<\/a>) ricorda come la scrittura automatica \u00e8 stata spesso usata in psicoterapia.<\/p>\n<p>Per es. nel caso di una donna che si trovava in ospedale per l\u2019operazione di sua madre. Mentre si svolgeva l\u2019operazione la donna in una stanza stava pregando, e guardando fuori dalla finestra vide il campanile di una chiesa ed ud\u00ec le campane che stavano suonando. In quella particolare situazione lei fu piuttosto turbata dal suono delle campane, perch\u00e9 simbolizzavano la morte. Sua madre mor\u00ec in sala operatoria. La donna pi\u00f9 tardi svilupp\u00f2 uno fobia per i campanili che le faceva evitare le strade ed i luoghi dove ve ne erano. Il suo psicoterapista tentando di scoprire la causa dei suoi sintomi us\u00f2 la scrittura automatica e venne cos\u00ec a sapere dell\u2019episodio dell\u2019ospedale e della connessione tra la fobia per i campanili e la morte della madre.<\/p>\n<p>Anche la M\u00f9hl usava con i pazienti la scrittura automatica. L\u2019avambraccio del soggetto era posto su una cinghia fatta da un bendaggio movibile sospeso su di un tavolo; il soggetto veniva distratto facendogli leggere un libro ad alta voce, poi, quando era intento nella lettura, gli veniva data una penna per scrivere. La M\u00f9hl not\u00f2 che nelle prime sessioni i soggetti non scrivevano niente, al massimo degli svolazzi o delle linee; poi cominci\u00f2 a porre delle domande a cui rispondere con un si o con un no. Se non c\u2019era risposta la mano del soggetto veniva alzata e poi abbassata finch\u00e9 non si otteneva una risposta. Evidentemente la mano alzata e poi abbassata rappresentava una suggestione non verbale che ci si aspettava una risposta. La scrittura automatica non \u00e8 invece stata molto usata in laboratorio. Questo metodo \u00e8 stato usato in un esperimento per creare dei conflitti nei soggetti tramite l\u2019ipnosi con successiva amnesia e poi tentare di trovare le tracce di questi conflitti con la scrittura automatica. In tutti i soggetti dell\u2019esperimento la scrittura automatica rivel\u00f2 le tracce dei conflitti indotti senza che essi fossero coscienti n\u00e9 dell\u2019origine dei conflitti n\u00e9 della scrittura.<\/p>\n<p>In un altro esperimento si us\u00f2 la scrittura automatica per verificare se, quando questa \u00e8 usata simultaneamente ad un compito conscio, la dissociazione tra il compito conscio e quello inconscio riduce la normale interferenza tra i due. Furono ideate delle coppie di compiti da svolgere contemporaneamente: una consisteva nel leggere un libro (compito conscio) e nel fare delle somme (compito inconscio); l\u2019altra coppia consisteva nel fare delle somme oralmente (compito conscio) e contemporaneamente delle somme con la scrittura automatica (compito inconscio). In questa seconda coppia, poich\u00e9 venivano usati sistemi cognitivi molto simili, si pens\u00f2 che si sarebbero verificate maggiori interferenze tra i compiti.<\/p>\n<p>Le operazioni consistevano nel sommare ad un numero di due cifre dato dallo sperimentatore i numeri 7, 8, 9, continuamente finch\u00e9 non si dava il segnale di stop. Il controllo consisteva nel far compiere i compiti separatamente per poter poi verificare la interferenze. Una minor interferenza di quella prevista si verific\u00f2 tra il compito di leggere (conscio) e lo scrivere le operazioni (inconscio), ma un sostanziale conflitto tra i due compiti c\u2019era. Infatti il numero di parole lette diminu\u00ec del 41% e la capacit\u00e0 di fare le somme del 70% rispetto ai compiti eseguiti consciamente ed uno per volta. Nell\u2019altra coppia di compiti, le somme da fare una consciamente e l\u2019altra inconsciamente, si riscontr\u00f2, come previsto, una maggiore interferenza, tanto che la capacit\u00e0 di fare le somme oralmente (compito conscio) sub\u00ec una perdita del 61%, e quella scritta (compito inconscio) una perdita dell\u201986%.<\/p>\n<p>I risultati dimostrano che quando uno dei due compiti \u00e8 inconscio si verificano pi\u00f9 interferenze di quando entrambi sono consci. Questi esperimenti furono ripetuti usando per\u00f2 un gruppo di controllo di simulatori. Inoltre prima si esamin\u00f2 la capacit\u00e0 dei soggetti con dei compiti individuali, sia quando i compiti erano consci che inconsci, per verificare se c\u2019era differenza nell\u2019eseguire i compiti in questi due stati, poi si utilizzarono due livelli di difficolt\u00e0 per vedere se questo poteva influire sulla capacit\u00e0 di dissociare un compito dall\u2019altro. I compiti consistevano nel nominare dei colori e, contemporaneamente, nel fare delle operazioni aritmetiche, la pi\u00f9 facile delle quali era contare da uno a dieci, la pi\u00f9 difficile era una serie di somme del tipo usato nell\u2019esperimento gi\u00e0 ricordato. Dai risultati sembr\u00f2 fossero necessari degli sforzi cognitivi, che rendevano pi\u00f9 difficili le somme, per evitare che le operazioni divenissero conscie da inconscie e il fenomeno era pi\u00f9 evidente nelle operazioni pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>Le maggiori interferenze si riscontrarono tra il nominare i colori (compito conscio) e fare le operazioni pi\u00f9 difficili (compito inconscio). I risultati del gruppo di controllo mostrarono minori interferenze fra i compiti rispetto al gruppo dei soggetti ipnotizzati. Sembrerebbe che questi risultati dipendano da due fattori: 1) lo sforzo richiesto per mantenere un compito inconscio (sforzo non realmente richiesto ai simulatori) 2) eseguire due compiti contemporaneamente. In un esperimento simile il compito inconscio era scelto in modo tale da permettere una analisi delle strategie usate dai soggetti per svolgere i compiti contemporaneamente e per verificare l\u2019effetto delle istruzioni sull\u2019automaticit\u00e0 di queste strategie. Il primo compito consisteva sempre nel nominare dei colori, il secondo invece nello schiacciare tre volte due tasti posti uno a destra e uno a sinistra del soggetto fuori dalla sua visuale. I tasti erano collegati ad un poligrafo su cui veniva anche registrato quando il soggetto nominava il colore, permettendo un\u2019analisi delle relazioni tra il premere i tasti e nominare i colori. I risultati confermarono le conclusioni degli altri esperimenti. Furono anche individuate sei strategie usate dai soggetti per svolgere i compiti contemporaneamente. Una, preferita dalla maggior parte dei soggetti, consisteva nello schiacciare il tasto, poi nominare il colore e poi schiacciare il tasto altre due volte. Per alcuni soggetti molto ipnotizzatali l\u2019inconsapevolezza del compito inconscio, mentre ne compiono uno conscio appariva reale; l\u2019interferenza \u00e8 aumentata dallo sforzo di mantenere un compito inconscio, e questo sforzo \u00e8 una funzione della difficolt\u00e0 del compito. La divisione dei compiti dipendeva dalle strategie disponibili per la loro integrazione. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn26\"><\/a>(26) M\u00d9HL A., Automatic Writing, Helix, New York, 1963. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn27\"><\/a>(27) HILGARD E. R., op. cit., 136 s. (<a href=\"#27\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi 4. La produzione sperimentale della fenomenologia ipnotica. \u2014 5. Distorsioni percettive; le allucinazioni e la distorsione temporale. \u2014 6. L&#8217;ipnosi come tecnica proiettiva. \u2014 7. L&#8217;ipnosi nell&#8217;induzione ed interpretazione dei sogni. \u2014 8. L&#8217;ipnosi nelle libere associazioni. \u2014 9. La scrittura automatica. Soprattutto nell&#8217;ambito della fenomenologia dell&#8217;ipnosi si fa sentire come si \u00e8 visto la differenza del punto di vista \u00abcredulo\u00bb e quello \u00abscettico\u00bb. 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