{"id":1481,"date":"2009-01-02T18:48:19","date_gmt":"2009-01-02T17:48:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1481"},"modified":"2023-10-16T19:11:10","modified_gmt":"2023-10-16T17:11:10","slug":"impiego-esoterico-della-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1481","title":{"rendered":"Impiego esoterico della parola"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Molto di quanto &#8220;appare&#8221; su Esonet non \u00e8 casuale. Anche esporre pazientemente diversi tipi di parole ha una sua ragione. Quella di distinguere dal proprio, altri linguaggi. Da quelli pi\u00f9 ermetici a quelli pi\u00f9 raffinati, fino a quelli imprecisi, irreali e perfino devianti. Questa carrellata, posta in un unico punto (Esonet), serve a far riconoscere ai pi\u00f9 perspicaci come, nei significati &#8220;trasportati dalle parole&#8221;, non esistono poi tutte le differenze che si vorrebbero credere.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Impiego esoterico della parola<\/h3>\n<p align=\"left\">di Athos A. Altomonte<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"43%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20314%20313'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/linguaggi.jpg\" width=\"314\" height=\"313\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/linguaggi.jpg\" width=\"314\" height=\"313\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"57%\">\n<p align=\"justify\">Molto di quanto &#8220;appare&#8221; su <em>Esonet <\/em> non \u00e8 casuale. Anche esporre pazientemente diversi tipi di <em>parole<\/em> ha una sua ragione. Quella di distinguere dal proprio, altri linguaggi. Da quelli pi\u00f9 ermetici a quelli pi\u00f9 raffinati, fino a quelli imprecisi, irreali e perfino devianti. Questa carrellata, posta in un unico punto (Esonet), serve a far riconoscere ai pi\u00f9 perspicaci come, nei significati &#8220;trasportati dalle parole&#8221;, non esistono poi tutte le differenze che si vorrebbero credere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le differenze sono dovute ai tanti distinguo, insorti dalla moltitudine dei temperamenti umani.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ad ogni temperamento \u00e8 corrisposta una tradizione. Ma comunemente, i temperamenti umani non sono mai netti e precisi. Perci\u00f2, da una moltitudine di temperamenti &#8220;meticci&#8221; \u00e8 nata una moltitudine di tradizioni minori. Che ora bisogna <strong>ri-unire<\/strong>.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\u00c8 tempo di dare inizio all&#8217;opera di &#8220;abbattimento&#8221; dei muri che &#8220;separano&#8221; Aspirante da Aspirante. Facendone prevalere le posizioni conflittuali (io sono questo\u2026 e tu sei quello\u2026), oppure, nel migliore dei casi, le diversit\u00e0 che li rende indifferenti l&#8217;un l&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Separare&#8221; una tradizione specifica da un&#8217;altra tradizione specifica, e rendere le tradizioni minori &#8220;indifferenti&#8221; alla Tradizione Una <\/strong>(vedi <a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?tag=sacralizzazione\"><em>La Sacralizzazione Perduta<\/em><\/a>) <strong>\u00e8 Opera dei Contro-iniziatori<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La Tradizione Una, <\/strong>\u00e8 cos\u00ec detta, perch\u00e9 <strong> ri-unisce in S\u00e9 le peculiarit\u00e0 Mistiche e Sacerdotali a quelle Sapienziali e Misteriosofiche<\/strong>. Rendendo questa somma il &#8220;veicolo&#8221; dell&#8217;Iniziazione maggiore.<\/p>\n<p>Sovente, s&#8217;ingaggiano dispute per difendere un &#8220;modo proprio&#8221; di esprimersi. E ci\u00f2 (io dico questo\u2026 tu dici quello\u2026) \u00e8 il segno di come, il personale &#8220;uso della parola&#8221;, sia l&#8217;aspetto che separa gli Aspiranti tra loro, e tutti dalla Cult-ura (Culto di Ur) iniziatica.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;unica Cultura ed un unico Linguaggio, perci\u00f2, detto &#8220;universale&#8221;. <\/strong><\/p>\n<p>Ogni livello evolutivo si esprime attraverso un linguaggio. Come anche ogni Scuola di pensiero utilizza il proprio.<\/p>\n<p>Allora bisogna scegliere se &#8220;appartenere&#8221; al proprio linguaggio, o assumere quello che caratterizza una Scuola che si rivolge a molti, costituendo, cos\u00ec, una Comunit\u00e0 iniziatica o Gerarchia.<\/p>\n<p>In altre parole, bisogna scegliere se restare attaccati a se stessi, ai propri modi di dire, di sentire e di vedere (v. egocentrismo), o se &#8220;accettare&#8221; di farsi modellare da un linguaggio transpersonale e non separativo.<\/p>\n<p>E un giorno vedremo che significa.<\/p>\n<p>Per adesso la discussione sui linguaggi \u00e8 &#8220;ancora&#8221; pura accademia. Per fare chiarezza, dunque, diventa necessario entrare nei particolari. Come, ad esempio, <strong>l&#8217;uso istintivo e passionale della parola<\/strong>, confrontato con quello della <strong>Parola come Strumento d&#8217;Iniziazione e di Servizio<\/strong>. E questo non \u00e8 certo un esempio d&#8217;esoterismo spicciolo.<\/p>\n<p>Cosa distingue chi &#8220;avanza camminando&#8221; da chi &#8220;cammina restando fermo sul posto&#8221;, \u00e8 che i primi realizzano fatti, i secondi mettono insieme solo parole. Per questo non dimenticher\u00f2 mai la frase di un Maestro, che divent\u00f2 uno dei pilastri del mio progresso: <em>\u00ab<strong>parlare non fa cuocere il riso<\/strong>\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Anche se le tante chiacchiere che, per ragioni di servizio, ci costringiamo ad ascoltare, non sono n\u00e9 utili, n\u00e9 necessarie, n\u00e9 producono fatti (&#8220;cambiamento di s\u00e9&#8221;), non bisogna pensare che le parole non abbiano anche un loro giusto utilizzo. Anzi, direi che <strong>possono avere un nobile impiego<\/strong>. Che non \u00e8 certo quello di <em>&#8220;<strong>ridurre per semplificare<\/strong>&#8220;<\/em>, ma l&#8217;esatto contrario, cio\u00e8, quello di <em>&#8220;<strong>approfondire per ampliare<\/strong>&#8220;<\/em>, sino a renderle uno strumento d&#8217;iniziazione e, soprattutto, di servizio.<\/p>\n<p>Per dare seguito a quanto premesso, Esonet ha pubblicato un lavoro che presenta il <strong>Linguaggio dei Raggi <\/strong> (v. <em><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1583\">Scienza dei Raggi<\/a><\/em>), in cui si affronta un lato esoterico dell&#8217;uso della parola (il linguaggio).<\/p>\n<p>Con lo stesso proposito di &#8220;ri-unire&#8221;, seguir\u00e0 il tema sul \u00ab<strong>Linguaggio sacro degli Iniziati<\/strong>\u00bb, che non \u00e8 fatto di Lettere (che ne sono solo l&#8217;espressione exoterica), ma \u00e8 composto essenzialmente di Numeri, che &#8220;velano&#8221; significati occulti, accessibili solo a chi \u00e8 stato &#8220;iniziato a ri-conoscerli&#8221;.<\/p>\n<p>I Numeri, come i Simboli, che ne sono &#8220;l&#8217;espressione geometrica&#8221;, sono gli antichi veicoli <strong>dell&#8217;Insegnamento vivente<\/strong>. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto di quanto &#8220;appare&#8221; su Esonet non \u00e8 casuale. Anche esporre pazientemente diversi tipi di parole ha una sua ragione. Quella di distinguere dal proprio, altri linguaggi. Da quelli pi\u00f9 ermetici a quelli pi\u00f9 raffinati, fino a quelli imprecisi, irreali e perfino devianti. Questa carrellata, posta in un unico punto (Esonet), serve a far riconoscere ai pi\u00f9 perspicaci come, nei significati &#8220;trasportati dalle parole&#8221;, non esistono poi tutte le differenze che si vorrebbero credere. 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