{"id":1486,"date":"2008-12-23T18:07:19","date_gmt":"2008-12-23T17:07:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1486"},"modified":"2023-09-25T14:09:12","modified_gmt":"2023-09-25T12:09:12","slug":"per-una-cartografia-dellimmaginario-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1486","title":{"rendered":"Per una cartografia dell&#8217;immaginario \/1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=88\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>La fine del primo decennio del nuovo millennio sta per chiudersi sotto il segno di un <em>ma\u00eetre a penser<\/em> inaspettato e insospettabile. Stiamo parlando di El\u00e9mire Zolla, il teorico del nuovo sincretismo. Il nuovo secolo non sar\u00e0 deleuziano, heideggeriano o lacaniano, anche se questi pensatori continueranno ad esercitare una grande influenza. Ci\u00f2 che sta accadendo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 radicale rispetto alle prospettive tratteggiate dal lascito poststrutturalista ed heideggeriano, che senza dubbio ha il merito di avere preparato il terreno alla nuova episteme. Siamo gi\u00e0 oltre la fase della fine della metafisica \u00abdella presenza\u00bb e dell&#8217;identit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Per una cartografia dell&#8217;immaginario \/1<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>La fine del primo decennio del nuovo millennio sta per chiudersi sotto il segno di un <em>ma\u00eetre a penser <\/em>inaspettato e insospettabile. Stiamo parlando di El\u00e9mire Zolla, il teorico del nuovo sincretismo. Il nuovo secolo non sar\u00e0 deleuziano, heideggeriano o lacaniano, anche se questi pensatori continueranno ad esercitare una grande influenza. Ci\u00f2 che sta accadendo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 radicale rispetto alle prospettive tratteggiate dal lascito poststrutturalista ed heideggeriano, che senza dubbio ha il merito di avere preparato il terreno alla nuova episteme. Siamo gi\u00e0 oltre la fase della fine della metafisica \u00abdella presenza\u00bb e dell&#8217;identit\u00e0. Possono mettersi l&#8217;anima in pace tutti i teorici del <em>clash of civilisations <\/em>o delle radici giudaico-cristiane: per pensare il nostro tempo non si pu\u00f2 pi\u00f9 prescindere dal meticciato spirituale e dall&#8217;idea di identit\u00e0 \u00abliquida\u00bb, secondo la fortunata definizione di Bauman volta ad indicare la dissoluzione dei vincoli \u00absolidi\u00bb della tradizione storico-culturale, il presunto nucleo in cui si declina l&#8217;appartenenza comunitaria. Se fino a ieri l&#8217;identit\u00e0 personale era costituita dalla cultura della comunit\u00e0 \u2013 assieme al vissuto ed al genoma \u2013 adesso gli steccati di riferimento sono saltati. Con la fine degli stati-nazione il \u00abmondo\u00bb irrompe e travolge i vecchi bastioni identitari, la retrograda localizzazione degli spiriti nazionali: il \u00absentire\u00bb tedesco, francese, inglese, occidentale, orientale, ecc. Un nuovo assetto mondiale \u00e8 alle porte, non vi \u00e8 pi\u00f9 spazio per un protagonista unico della scena internazionale come nei primi tempi dell&#8217;America bushiana.<\/p>\n<p>Identit\u00e0 liquida che porta a compimento il progetto della prima modernit\u00e0, il \u00abcosmopolitismo\u00bb baudelereiano dove l&#8217;individuo \u00e8 al centro di un sistema-mondo in cui le connessioni e le interrelazioni avvengono ad alta velocit\u00e0. Identit\u00e0 liquida che, tuttavia, risponde anche alle sollecitazioni postmoderne sulle contaminazioni e l&#8217;incenerimento dei margini. Il modernismo \u00e8 contrassegnato dalle prime risate indotte dall&#8217;apparizione del cinema muto di Buster Keaton, che serve a riportare entro i margini il borderline. Ci\u00f2 che \u00e8 fuori degli schemi provoca il riso come risposta-reintegrazione all&#8217;interno del margine. Ad esempio, Talete passeggia guardando le stelle, inciampa e provoca il riso di una serva che lo canzona perch\u00e9, volto unicamente al cielo, non si cura di ci\u00f2 che trova a terra, sotto i piedi. La povera donna \u00e8 impressionata dall&#8217;eccentricit\u00e0 intellettuale del pensatore che eccede i limiti delle sue capacit\u00e0 quotidiane di moglie e madre; l&#8217;incidente e la risata servono a riportare il filosofo all&#8217;interno del mondo quotidiano della donna, a mostrare che ella ha ragione sul pensatore presocratico, che la vita della gente comune \u00e8 preferibile a quella contemplativa: \u00abEcco che cosa accade a chi guarda le stelle e non pensa terra-terra, come faccio io\u00bb. Il pianto invece caratterizza la citt\u00e0 postmoderna alla Blade Runner, incubo notturno della nuova babele linguistica, etnica e culturale; il pianto simboleggia il rifiuto del limite, del tab\u00f9: ad esempio, la frustrazione del bambino capriccioso che s&#8217;infrange contro le regole famigliari o scolastiche.<\/p>\n<p>Con il tramonto delle identit\u00e0 \u00absolide\u00bb, si erge un nuovo protagonista della scena mondiale che ha la sua forza nel multiculturalismo e nel pensiero nomade. Un soggetto che non ha pi\u00f9 bisogno di appartenere ad una terra natia, perch\u00e9 appartiene al sistema-mondo. \u00c8 obsoleta anche la divisione tra Oriente ed Occidente. In seguito alla crisi americana, \u00e8 probabile che i cinesi \u2013 attraverso i fondi sovrani che sostengono il sistema creditizio a stelle e strisce \u2013 riescano ad entrare nei consigli d&#8217;amministrazione di molte societ\u00e0 statunitensi. Sicuramente, gli Usa hanno bisogno delle banche cinesi, cos\u00ec come la Terra di Mezzo ha bisogno di esportare oltreoceano. Da questa sinergia, la nascita di un nuovo soggetto, la \u00abChimerica\u00bb (China + America), cui si contrappone giocoforza un vecchio ibrido, l&#8217;\u00abEurussia\u00bb (Limes, n.5\/08). Brasile e Messico rientrerebbero a pieno titolo in \u00abChimerica\u00bb: si tratta di capire a quale schieramento vorr\u00e0 fare riferimento l&#8217;India.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il vecchio continente, l&#8217;esperimento comunitario \u00e8 parzialmente fallito. Parzialmente, perch\u00e9 se il progetto era di limitarsi a dare solidit\u00e0 finanziaria ai membri Ue, il bersaglio \u00e8 stato raggiunto. Se l&#8217;intento era di costruire un&#8217;identit\u00e0 culturale e politica europea, il target \u00e8 stato clamorosamente mancato. Inoltre, l&#8217;Ue, \u00e8 debole soprattutto dal punto di vista energetico, al contrario della Russia che \u2013 proprio perch\u00e9 legata agli idrocarburi ed agli investimenti stranieri \u2013 ha bisogno di continuare ad assicurare le sue forniture di gas e petrolio ai partner europei. Il bisogno reciproco gioca a favore della nascita di \u00abEurussia\u00bb. Ma queste nuove partnership non si comporteranno pi\u00f9 come blocchi contrapposti, ma piuttosto come vasi intercomunicanti che, nel rispetto delle sinergie consolidate, necessitano di assistenza reciproca: l&#8217;epoca del muro contro muro e delle cortine di ferro \u00e8 finita per sempre.<\/p>\n<p>\u00c8 improbabile pensare che, nel XXI secolo, i bambini africani continuino a morire di fame senza che ci si decida ad utilizzare le enormi risorse agricole, finora sfruttate esclusivamente per produrre il mangime degli animali da cortile destinati alle tavole occidentali. Se l&#8217;homo sapiens sapiens non vuole estinguersi come i dinosauri, deve approntare nuove politiche energetiche e distributive a livello mondiale. La forbice tra Nord e Sud del mondo \u00e8 destinata ad accorciarsi: come insegna il disastro americano, l&#8217;economia mondiale non pu\u00f2 pi\u00f9 essere supportata da quel 10% di ricchi occidentali che detiene il 90% delle risorse globali. Questi cambiamenti geopolitici non avverranno dalla sera alla mattina, la storia non \u00e8 un treno chiamato \u00abprogresso\u00bb che sfreccia inarrestabile in un&#8217;unica direzione. Ma a lungo raggio non s&#8217;intravedono alternative ad una nuova politica energetico-distributiva.<\/p>\n<p>Ad una nuova episteme corrisponde, giocoforza, un nuovo pensiero. La \u00abscoperta\u00bb dell&#8217;Altro ha richiesto la nascita delle scienze umane in grado di pensare la differenza antropologica: lenti d&#8217;ingrandimento con cui studiare l&#8217;\u00abalieno\u00bb e l&#8217;outsider di turno. Questo tempo \u00e8 finito per sempre in quanto l&#8217;Altro \u00e8 ormai drasticamente simile al \u00abMe\u00bb, l&#8217;identit\u00e0 \u00e8 contaminata dalla differenza. Il cinese ha le stesse esigenze e gli stessi gusti dello yankee: per mangiare non si accontenta pi\u00f9 di una ciotola di riso. \u00c8 la globalizzazione, bellezza. Rimangono delle sacche di arretratezza in alcuni paesi islamici come l&#8217;Afghanistan, o in zone montuose di confine come le <em>tribal areas <\/em>nel nord del Pakistan. Ma in paesi limitrofi come l&#8217;Iran, soffia implacabile il vento della modernizzazione: si prenda come esempio il successo nello studio e nell&#8217;istruzione delle donne iraniane o la <em>nouvelle vague <\/em>del cinema iraniano, rappresentato da cineasti come Kiarostami o Makhmalbaf. Il rapporto si \u00e8 capovolto: non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;io ad abitare il mondo, ma il mondo ad abitare l&#8217;io. Il compito del pensiero, e della filosofia in particolare, non \u00e8 pi\u00f9 di pensare la differenza, ma di abolire <em>del tutto <\/em>l&#8217;identit\u00e0: \u00abLa filosofia non ha tanto lo scopo di dare all&#8217;uomo qualcosa, quanto piuttosto di separarlo, per quanto possibile, da tutto quanto gli proviene dal contingente\u00bb (Schelling, Filosofia e Religione, vol. VI, p. 21).<\/p>\n<p>Si percepisce la necessit\u00e0 di una nuova filosofia planetaria per l&#8217;individuo globalizzato, una <em>forma mentis <\/em> in grado di rispondere alle esigenze del nuovo Occidente e del nuovo Oriente. Filosofia planetaria che non deve assolutamente essere confusa con il pensiero unico di un vetero-consumismo ormai esangue. Questa nuova filosofia, come si \u00e8 visto, deve abolire l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;uomo-massa, non perpetuare le dinamiche dell&#8217;industria culturale del Novecento. Il nuovo <em>vision tunnel <\/em> deve essere costruito da materiali alti e spirituali e dai vecchi feticci consumistici propugnati dall&#8217;estetica del \u00abproduci-consuma-crepa\u00bb. \u00c8 il momento di raccogliere l&#8217;invito di Henry Corbin in favore di una nuova \u00abcavalleria spirituale\u00bb: con la differenza che il comparatismo non deve riguardare soltanto le tre religioni del Libro ma tutte le metafisiche e mistiche del globo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il nostro tempo non pu\u00f2 pi\u00f9 fare a meno del sincretismo di Zolla, il pensatore che per primo ha riscoperto idee e sistemi di pensiero caduti nell&#8217;oblio come il \u00absincretismo\u00bb, la \u00abfilosofia perenne\u00bb (termine coniato da Agostino Steuco nel 1540 e poi utilizzato nel Novecento da Coomaraswamy al posto di \u00abTradizione Primordiale\u00bb), la \u00abmente naturale\u00bb. \u00abSincretismo\u00bb e \u00abfilosofia perenne\u00bb sono pressoch\u00e9 sinonimi nel pensiero di Zolla: il secondo termine indica una dottrina capace di pacificare tutte le filosofie e tutte le religioni <em>, <\/em>di rifiutare la \u00abdualit\u00e0, la contrapposizione per attenersi all&#8217;unit\u00e0\u00bb (Zolla, <em>Un destino itinerante <\/em>; Marsilio, Venezia, 2002, p. 87). Il termine \u00absincretismo\u00bb \u00e8 usato dagli storici delle religioni per indicare la fusione ibrida tra due o pi\u00f9 divinit\u00e0 (come R\u00e2-Osiride nel pantheon egizio), tradizioni religiose (per esempio, il <em>ch\u00f6 <\/em>tibetano), correnti esoteriche (ad esempio, l&#8217;ermetismo neo-alessandrino): Zolla si richiama proprio a questa crasi spirituale che pu\u00f2 condurre a ritrovare una \u00abmetafisica unitaria\u00bb alla radice di tutte le filosofie, le religioni, le scienze. \u00abFilosofia perenne\u00bb \u00e8 la capacit\u00e0 di riconoscere l&#8217;identit\u00e0 che si nasconde sotto le differenze storico-contingenti: come un villaggio che visto da vicino presenta strade ed edifici differenti, ma che visto da lontano, da una giusta prospettiva, si profila come un tutto unico. Lo specialismo accademico \u00e8 questa sorta di \u00abmiopia\u00bb intellettuale che si perde nei dettagli, impedendo di scrutare la visione da una giusta distanza. La \u00abmente naturale\u00bb appartiene a chi ha buona vista e riesce a smascherare l&#8217;identit\u00e0 nell&#8217;apparente diversit\u00e0, a ricondurre armoniosamente il molteplice all&#8217;Uno (\u00abmetafisica unitaria\u00bb): \u00abmente naturale sarebbe quella giunta alla suprema perfezione, annegata nella natura che \u00e8 l&#8217;eterno presente\u00bb (Zolla, <em>La Filosofia Perenne<\/em>, Mondadori, Milano, 1999, p. 3).<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che un simile approccio spirituale non pu\u00f2 riscuotere la simpatia del mondo accademico. Le accuse di acriticismo metodologico e di sovrapposizione indebita di materiali eterogenei non si sono fatte attendere, a cominciare dalla fenomenologia religiosa e dallo strutturalismo, correnti che \u2013 rispetto alla filosofia perenne \u2013 hanno comunque elaborato delle criteriologie di ricerca. Le scienze umane richiedono un oggetto ed un metodo: nella storia delle religioni, ad esempio, il comparatismo non pu\u00f2 essere applicato a casaccio, ma deve rinviare a differenti livelli di competenza. Il grande storico delle religioni, Angelo Brelich, delinea cos\u00ec il metodo storico-comparativo: 1) conoscenze filologiche di prima mano + 2) conoscenze di seconda mano, attinte dalla letteratura scientifica. Da un lato, una rigorosa formazione filologica su di un ambito di studi circoscritto (\u00abmessicanistica\u00bb, \u00abislamistica\u00bb, ecc.), dall&#8217;altro, la capacit\u00e0 di attingere agli studi specialistici degli altri settori tentando di effettuare la comparazione. Comparare due culture senza conoscere perfettamente la letteratura e la storia di almeno una delle due, secondo Brelich \u00e8 dilettantesco. Ed effettivamente, da un punto di visto storico o antropologico, egli ha ragione: le scienze umane non possono prescindere dai rispettivi metodi di ricerca. Ma che dire della filosofia, \u00abfollia senza metodo\u00bb per eccellenza (per lo meno dal <em>c\u00f4t\u00e9 <\/em> \u00abcontinentale\u00bb e non \u00abanalitico\u00bb)? Come ha scritto Michel Foucault, se identifichiamo lo scopo della filosofia con il tentativo di pensare l&#8217;\u00abAltro\u00bb, o con l&#8217;abolizione dell&#8217;identit\u00e0, le metodologie consolidate dalle scienze umane diventano parte integrante dell&#8217;episteme da superare. Il \u00abnuovo\u00bb non pu\u00f2 appoggiarsi ancora sul \u00abvecchio\u00bb senza rientrare giocoforza nelle vecchie pratiche discorsive del sapere condiviso, che attorno a queste ultime organizza la sua resistenza mediante l&#8217;assimilazione e la plasmazione del border-line, dell&#8217;elemento di novit\u00e0 (fenomenologia del \u00abriso\u00bb).<\/p>\n<p>Per pensare una nuova filosofia planetaria di tipo solistico si deve rompere con il passato, con l&#8217;episteme novecentesca delle scienze umane. Si deve rinunciare all&#8217;idea che le scienze umane possano prestare una base metodologica alla filosofia, si deve abbandonare la pretesa di ricercare i fondamenti \u00abpositivi\u00bb delle argomentazioni filosofiche. Questo non significa sconfessare la filosofia analitica o l&#8217;ermeneutica, che continueranno comunque ad avere una loro ragione d&#8217;essere. Significa piuttosto fondare una nuova branca della filosofia che non si appoggia pi\u00f9 sulla ragione, ma sull&#8217;immaginazione. Certamente, non si tratta pi\u00f9 della \u00abfilosofia\u00bb tradizionalmente insegnata nelle Accademie: ma che si decida di chiamarla \u2013 come fa Roberto Calasso \u2013 \u00abletteratura\u00bb, \u00abletterar-filosofia\u00bb, oppure <em>filosofia dell&#8217;immaginario<\/em>, la sostanza non cambia. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fine del primo decennio del nuovo millennio sta per chiudersi sotto il segno di un ma\u00eetre a penser inaspettato e insospettabile. 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Ci\u00f2 che sta accadendo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 radicale rispetto alle prospettive tratteggiate dal lascito poststrutturalista ed heideggeriano, che senza dubbio ha il merito di avere preparato il terreno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6836,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-1486","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dialoghi-filosofici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1486"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9700,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions\/9700"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}