{"id":1494,"date":"2008-12-03T17:26:19","date_gmt":"2008-12-03T16:26:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1494"},"modified":"2023-10-19T18:43:50","modified_gmt":"2023-10-19T16:43:50","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-7-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1494","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 7.1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi <\/strong><\/p>\n<p><em>1. Profondit\u00e0 dello stato ipnotico. \u2014 2. Risposte volontarie ed involontarie. \u2014 3. I compiti post-ipnotici.<\/em><\/p>\n<p>La fenomenologia ipnotica \u00e8 solitamente correlata alla profondit\u00e0 dello stato ipnotico. Per coloro che non ritengono utile n\u00e9 provata, la concettualizzazione di uno stato ipnotico, il concetto di profondit\u00e0 \u00e8 di conseguenza pleonastico. Tutti gli studiosi sono comunque d&#8217;accordo che al pi\u00f9, il termine \u00abprofondit\u00e0\u00bb rappresenta una conveniente metafora come quando si parla di profondit\u00e0 del sonno. Essa \u00e8 valutabile, almeno allo stato delle nostre conoscenze, solo in relazione alla esperienza del soggetto. Essa infatti non \u00e8 direttamente correlata con il verificarsi di taluni fenomeni, dato che essi si possono verificare senza che il soggetto appaia n\u00e9 si senta \u00absprofondato nella trance\u00bb e viceversa.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 7.1<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u00abTutti noi portiamo una maschera, e colui che s&#8217;addormenta lascia cadere la maschera. Perci\u00f2 \u00e8 indiscreto guardare un uomo che dorme. Un viso addormentato \u00e8 un po&#8217; come una lettera non diretta a noi\u00bb. <\/em>Sacha Guitry<\/p>\n<h4>Capitolo VII \/ Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi<\/h4>\n<p><em>Sommario<\/em>: <a href=\"#p1\">1. Profondit\u00e0 dello stato ipnotico.<\/a> \u2014 <a href=\"#p2\">2. Risposte volontarie ed involontarie.<\/a> \u2014 <a href=\"#p3\">3. I compiti post-ipnotici.<\/a> \u2014 4. La produzione sperimentale della fenomenologia ipnotica. \u2014 5. Distorsioni percettive; le allucinazioni e la distorsione temporale. \u2014 6. L&#8217;ipnosi come tecnica proiettiva. \u2014 7. L&#8217;ipnosi nell&#8217;induzione ed interpretazione dei sogni. \u2014 8. L&#8217;ipnosi nelle libere associazioni. \u2014 9. La scrittura automatica. \u2014 10. Conflitti sperimentali. \u2014 11. Trans-identificazione. \u2014 12. Alterazioni della memoria: amnesia, amnesia post-ipnotica, amnesia post-ipnotica della fonte, altri tipi di amnesia. \u2014 13. Regressione d&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<p><strong>1. Profondit\u00e0 dello stato ipnotico <\/strong><\/p>\n<p>La fenomenologia ipnotica \u00e8 solitamente correlata alla profondit\u00e0 dello stato ipnotico. Per coloro che non ritengono utile n\u00e9 provata, la concettualizzazione di uno stato ipnotico, il concetto di profondit\u00e0 \u00e8 di conseguenza pleonastico. Tutti gli studiosi sono comunque d&#8217;accordo che al pi\u00f9, il termine \u00abprofondit\u00e0\u00bb rappresenta una conveniente metafora (<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>) come quando si parla di profondit\u00e0 del sonno. Essa \u00e8 valutabile, almeno allo stato delle nostre conoscenze, solo in relazione alla esperienza del soggetto. Essa infatti non \u00e8 direttamente correlata con il verificarsi di taluni fenomeni, dato che essi si possono verificare senza che il soggetto appaia n\u00e9 si senta \u00absprofondato nella trance\u00bb e viceversa.<\/p>\n<p>Tart (<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>) definisce un d-SoC (discreto stato di coscienza) come un raggruppamento di funzionamenti psicologici in una regione di spazio esperienziale. Si possono verificare variazioni quantitative negli aspetti dell&#8217;esperienza e del funzionamento psicologico, variazioni che sono in rapporto con quello che chiamiamo profondit\u00e0 o intensit\u00e0 di uno stato di coscienza.<\/p>\n<p>\u00abIl concetto di profondit\u00e0\u00bb, dice Tart, \u00ab\u00e8 molto simile al concetto di un d-SoC; pu\u00f2 essere un modo per descrivere un cambiamento ordinario nei rapporti all&#8217;interno di un d-SoC, o una spiegazione teorica di cambiamenti dell&#8217;azione del sottosistema sottostante del d-SoC, un&#8217;ipotesi che consente previsioni su cose non ancora osservate su quel d-SoC.<\/p>\n<p>Per esempio il concetto di profondit\u00e0 o di livello di ebbrezza da alcool pu\u00f2, a livello descrittivo, essere semplicemente un&#8217;affermazione basata sull&#8217;osservazione che l&#8217;intensit\u00e0 crescente di ebbrezza \u00e8 associata con un crescente numero di errori in qualche tipo di esecuzione di un compito. A livello teorico, tuttavia, la profondit\u00e0 di ebbrezza pu\u00f2 essere compresa come cambiamenti in certe strutture fondamentali del cervello, cambiamenti che hanno effetti sparsi su una variet\u00e0 di esperienze e comportamenti\u00bb.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20344%20165'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi5.gif\" width=\"344\" height=\"165\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi5.gif\" width=\"344\" height=\"165\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Effetto tipo A \u00e8 presente nel d-SoC ordinario ad un livello basso o zero e via via che il d-ASC (discreto stato alterato di coscienza) si approfondisce, ad una certa soglia, l&#8217;effetto comincia a divenire pi\u00f9 intenso. Poi raggiunge un livello massimo di intensit\u00e0 e l\u00ec rimane anche se la profondit\u00e0 aumenta. Questo effetto di crescita-plateau ha luogo spesso nell&#8217;ebbrezza da marijuana.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20341%20166'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi6.gif\" width=\"341\" height=\"166\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi6.gif\" width=\"341\" height=\"166\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Effetto tipo B: diviene manifesto quando si raggiunge una profondit\u00e0 di una certa soglia, quindi cresce di intensit\u00e0 col crescere della profondit\u00e0 come il tipo A. Ma dopo la stabilizzazione ad un valore massimo per un certo periodo di tempo, l&#8217;effetto decresce e poi sparisce con l&#8217;ulteriore crescita di profondit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20337%20167'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi7.gif\" width=\"337\" height=\"167\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi7.gif\" width=\"337\" height=\"167\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Effetto tipo C: non si manifesta finch\u00e9 non \u00e8 raggiunta una certa profondit\u00e0. Poi si manifesta completamente per una certa gamma senza variazioni nella sua intensit\u00e0, e sparisce al di l\u00e0 di questa gamma.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20335%20201'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi8.gif\" width=\"335\" height=\"201\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi8.gif\" width=\"335\" height=\"201\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Effetto tipo D: inizia a manifestarsi leggermente al livello minimo di profondit\u00e0, appena si entra nel d-ASC e aumenta uniformemente in continuit\u00e0 ed intensit\u00e0 attraverso tutta la dimensione profondit\u00e0. Questo aspetto di crescita lineare \u00e8 comunemente assunto come tipico della maggior parte dei d-ASC \u00bb.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20340%20196'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi9.gif\" width=\"340\" height=\"196\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi9.gif\" width=\"340\" height=\"196\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Effetto tipo E: si manifesta fortemente nel d-SoC ordinario e non viene cambiato fino ad una certa profondit\u00e0 nel d-ASC. Poi comincia a diminuire di intensit\u00e0 con l&#8217;aumentare della profondit\u00e0, oppure ritorna pi\u00f9 o meno intensamente ad una maggiore profondit\u00e0, forse con un effetto a gradino-crescita-plateau.<\/p>\n<p>Tart nei suoi esperimenti ha usato la \u00ab Extended North Caroline Scale\u00bb in cui ai soggetti viene detto che non c&#8217;\u00e8 nessuna sommit\u00e0 della scala da raggiungere, ma che possono andare molto a fondo nell&#8217;ipnosi, al di l\u00e0 di punti definiti. Quando lo sperimentatore chiede al soggetto \u00abStato?\u00bb questi deve dire il numero che gli viene in mente e che rappresenta la profondit\u00e0 dello stato ipnotico in quel momento. Inoltre Tart ha studiato a fondo le scale di profondit\u00e0 autovalutate ed ha scoperto che sono molto utili per misurare l&#8217;intensit\u00e0 dello stato ipnotico. Il caso di William ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n<p>William aveva gi\u00e0 partecipato a sedute ipnotiche ed era considerato un buon soggetto ipnotico. Tart nella seduta sperimentale gli disse che lo scopo era di indagare su cosa l&#8217;ipnosi fosse per lui personalmente.<\/p>\n<p>William fu intervistato per circa un&#8217;ora per determinare cosa sentisse normalmente durante l&#8217;ipnosi, oltre alle sue reazioni a fenomeni specificamente suggeriti, e a quale livello di profondit\u00e0 fosse secondo la Extended North Caroline Scale quando aveva sperimentato queste particolari cose. Poi fu ipnotizzato, ed a ogni intervallo di 10 punti gli si chiese di rimanere a quella profondit\u00e0 e descrivere ci\u00f2 che sentisse. William arriv\u00f2 anche a 90, e per poco tempo, anche da 90 a 130 punti sulla Extended North Caroline Scale, secondo la sua valutazione.<\/p>\n<p>Quando fu interrogato sulla profondit\u00e0 rispose che gli veniva in mente un numero e lui lo diceva, anche se non sapeva come si fossero generati e cosa significassero questi numeri. Il grafico che segue rappresenta i risultati sia dell&#8217;intervista precedente all&#8217;ipnosi, che della seduta ipnotica. I cerchietti rappresentano valutazioni ottenute durante la seduta ipnotica, i quadrati valutazioni ottenute durante l&#8217;intervista precedente.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20492%20653'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi10.gif\" width=\"492\" height=\"653\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi10.gif\" width=\"492\" height=\"653\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Il primo effetto, quello del rilassamento fisico non \u00e8 schematizzato oltre il numero 20. Secondo William il rilassamento aumenta molto mentre egli viene ipnotizzato e raggiunge rapidamente un valore di estremo rilassamento, ma dopo la profondit\u00e0 di 50 non ha senso interrogarlo sul rilassamento, <em>\u00abperch\u00e9 egli non si identifica pi\u00f9 col corpo, che \u00e8 diventato una cosa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>\u00abIl secondo effetto esperienziale \u00e8 il <em>&#8220;campo visivo nero&#8221;.<\/em> Il suo campo visivo diviene rapidamente nero ed informe mentre egli va in ipnosi, continua a divenire pi\u00f9 nero con un crescendo quasi lineare fino circa a 60, poi diviene sempre pi\u00f9 nero ma in un certo senso si \u00e8 <em>&#8220;riempito&#8221; <\/em> anche se lui non percepisce alcuna forma particolare. Dopo 60 non \u00e8 particolarmente consapevole di nessuna sensazione visiva, se l&#8217;attenzione non vi \u00e8 attirata dallo sperimentatore\u00bb. La terza sensazione \u00e8 d\u00ec &#8220;pace&#8221; e \u00abaumenta linearmente fino circa a 60. Oltre il 60 il concetto di pace non \u00e8 significativo, come nel caso del rilassamento fisico. Il quarto effetto \u00e8 il grado di consapevolezza dell&#8217;ambiente. Questo diminuisce rapidamente, e a circa 50 William riferisce di non essere affatto consapevole dell&#8217;ambiente eccetto che per la voce dell&#8217;ipnotista\u00bb. Il quinto effetto \u00e8 il <em>&#8220;senso di identit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>\u00abNella fase leggera dell&#8217;ipnosi William \u00e8 consapevole della sua identit\u00e0 ordinaria e della sua immagine corporea, ma quando raggiunge una profondit\u00e0 di circa 30, riferisce che la sua identit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 concentrata nella testa. Questa sensazione cresce finch\u00e9 a 80 o 90 sente che la sua identit\u00e0 ordinaria \u00e8 completamente sospesa: William non esiste pi\u00f9\u00bb. Ma da circa 50 egli sente un&#8217;altra identit\u00e0 che aumenta fino circa a 80: questa identit\u00e0 \u00e8 potenziale. William non si sente identificato con una persona o cosa specifica, ma semplicemente come un potenziale di essere qualsiasi cosa o qualsiasi persona che aumenta uniformemente. Il sesto fenomeno \u00e8 la <em>&#8220;consapevolezza dello scherzo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>\u00abQuesto fenomeno si manifesta a circa 50, raggiunge un massimo a circa 70 e sparisce completamente a circa 90. Lo scherzo \u00e8 che William dovrebbe impegnarsi in attivit\u00e0 strane, come l&#8217;ipnosi profonda, la meditazione o prendere delle droghe per alterare il suo d-SoC; un qualche aspetto <em>&#8220;<\/em><em>pi\u00f9 alto&#8221; <\/em> del suo s\u00e9 \u00e8 divertito da tutta questa attivit\u00e0 e William ne \u00e8 consapevole\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;altro effetto \u00e8 il <em>&#8220;senso di potenzialit\u00e0&#8221; <\/em> che \u00abcomincia da zero ma a circa 50 si manifesta prima come consapevolezza di qualche tipo di canto o di suono, identificato con la sensazione che una sempre maggiore esperienza \u00e8 disponibile\u00bb. A circa 80 William sente che una gamma infinita di esperienze \u00e8 disponibile potenzialmente, poi il fenomeno svanisce.<\/p>\n<p>L&#8217;ottavo effetto, <em>\u00abl&#8217;identit\u00e0 dello sperimentatore\u00bb,<\/em> aumenta fino a circa 30, poi lo sperimentatore diviene sempre pi\u00f9 distante e remoto, non ha pi\u00f9 identit\u00e0, \u00e8 solo una voce, e a livelli molto profondi \u00e8 \u00abun&#8217;onda divertente e piccolissima ai limiti estremi di un mare infinito di coscienza\u00bb.<\/p>\n<p>Il nono effetto \u00e8 la <em>\u00abvelocit\u00e0 del passaggio del tempo\u00bb.<\/em> Il tempo passa sempre pi\u00f9 lentamente fino circa a 40, William sente che il tempo cessa di avere un significato per lui, a 50 egli non \u00e8 pi\u00f9 nel tempo. \u00abL&#8217;attivit\u00e0 mentale spontanea scende costantemente fino a raggiungere un livello zero a circa 90, e l\u00ec rimane per tutto il resto della gamma di profondit\u00e0 schematizzata.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo effetto \u00e8 <em>\u00abla consapevolezza della propria respirazione\u00bb.<\/em> La respirazione tende a divenire uniformemente sempre pi\u00f9 profonda, ma a 50 diviene molto tenue, quasi impercettibile e tale rimane per tutto il resto dello stato ipnotico. Tart notando un gran numero di cambiamenti a gradino o di cambiamenti abbastanza rapidi nella gamma da 50 a 70, rileva che al di l\u00e0 di 70 non si sa se abbiamo ancora a che fare con l&#8217;ipnosi profonda o se questi cambiamenti rapidi possono rappresentare una transizione ad un nuovo d-SoC. Comunque al livello massimo (assumendo che la gamma da 70 a 130 rappresenti il continuum di profondit\u00e0 per il nuovo d-SoC) lo stato ha determinato caratteristiche fenomenologiche:<\/p>\n<p>1) nessuna consapevolezza del corpo fisico;<\/p>\n<p>2) nessuna consapevolezza di qualsiasi \u00abcosa\u00bb o sensazione discreta, ma solo la consapevolezza di un flusso di potenzialit\u00e0;<\/p>\n<p>3)nessuna consapevolezza del reale ambiente circostante, con l&#8217;eccezione della voce (depersonalizzata) dello sperimentatore come \u00abun&#8217;onda divertente e piccolissima ai limiti estremi di un mare infinito di coscienza\u00bb;<\/p>\n<p>4) una sensazione di essere al di l\u00e0, del tempo;<\/p>\n<p>5) un senso di identit\u00e0 &#8220;William&#8221; che \u00e8 mantenuto totalmente in sospeso, e l&#8217;identit\u00e0 che \u00e8 semplice potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>(1) TART C, Stati di coscienza, Astrolabio, Roma, 1977, 191; HILGARD E. R., Divided Consciousness, Wiley, New York, 1977, \u00a0 167. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(2) TART C, op. cit. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>2. Risposte volontarie ed involontarie <\/strong><\/p>\n<p>Anche il criterio di distinguere lo stato ipnotico come quello in cui si manifestano comportamenti involontari, non appare discriminante. Hilgard infatti fa notare (<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>) che le parole usate nel linguaggio comune, come \u00abvolontario\u00bb o \u00abinvolontario\u00bb, sono estremamente imprecise.<\/p>\n<p>Per esempio, l&#8217;azione di una dattilografa \u00e8 volontaria, mentre starnutire \u00e8 involontario, ma si sa che una dattilografa esperta compie molte azioni quasi automaticamente e che, se necessario, uno starnuto pu\u00f2 essere trattenuto. La distinzione tra volontario ed involontario \u00e8 paragonata inesattamente a quella tra conscio ed inconscio. Anche i concetti di azione volontaria e controllo conscio sembrano sinonimi, come quelli di azione involontaria ed inconscio, ma che non lo siano \u00e8 evidente quando ci succede qualcosa al di fuori del nostro controllo, (per es. un mal di denti), quando c&#8217;\u00e8 coscienza ma non c&#8217;\u00e8 volont\u00e0.<\/p>\n<p>Questi concetti valgono infatti anche quando un atto normalmente conscio, come un movimento od un gesto abituale, \u00e8 compiuto senza coscienza. La volontariet\u00e0 e non volontariet\u00e0 \u00e8 spesso soltanto un giudizio che l&#8217;agente o lo spettatore da dell&#8217;evento fenomenico. Vedremo nel capitolo XII quanto delicata e difficile sia la diagnosi relativa. In questo capitolo tratter\u00f2 di alcuni fenomeni psicologici e comportamentali che pi\u00f9 comunemente vengono correlati con l&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>(3) HILGARD E. R., Divided Consciousness, cit., 116-117. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong><strong> I compiti post-ipnotici <\/strong><\/p>\n<p>I fenomeni che descriver\u00f2 sono ottenibili sia durante la sessione ipnotica sia attraverso compiti post-ipnotici cio\u00e8 suggestioni che valgono per un periodo successivo alla deipnotizzazione. In questo caso secondo alcuni, in particolare Erickson (<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>), il soggetto nel compiere ci\u00f2 che gli \u00e8 stato richiesto di compiere (per esempio: mi scriverai una cartolina tutti i giorni uscendo dal tuo ufficio per un mese) rientra nella trance. Secondo me invece si \u00e8 creata una tale aspettativa nel soggetto che il comportamento si determina di conseguenza, esattamente come se credendo alla chiromante, quando lei mi dice che la sera successiva mi sentir\u00f2 triste e stanco, tali sensazioni possono provocarsi realmente.<\/p>\n<p>Barber (<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>) ha ipotizzato che: \u00ab&#8230; i soggetti non si uniformeranno alle suggestioni se sono stati indotti a credere che l&#8217;ipnotista o lo sperimentatore non sapranno se essi si siano o meno uniformati alla suggestione\u00bb. Orne ed altri (<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>) controllarono questa possibilit\u00e0 informando i soggetti che durante le 48 ore successive ogni volta avessero sentito la parole &#8220;esperimento&#8221; avrebbero dovuto rispondere toccandosi la fronte con la mano destra.<\/p>\n<p>La parola fu pronunciata non solo dallo sperimentatore, ma anche dal suo segretario che era rimasto fuori dal contesto sperimentale. 5 dei 17 soggetti ipnotizzati risposero al test \u00abinformale\u00bb del segretario, mentre nessuno dei soggetti del gruppo di controllo che simulava l&#8217;ipnosi rispose alle sue suggestioni. Orne e gli altri conclusero che almeno per certi soggetti ipnotizzati il comportamento post-ipnotico non pu\u00f2 essere attribuito all&#8217;obbedienza e non \u00e8 completamente dipendente dalla percezione del soggetto di ci\u00f2 che l&#8217;ipnotista si aspetta.<\/p>\n<p>In un altro esperimento St. Jean (<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>) ha voluto verificare questa ipotesi ed inoltre paragonare le risposte post-ipnotiche sia in condizione di ipnosi, sia di istruzioni motivanti. I soggetti venivano informati che l&#8217;esperimento consisteva nello studiare il rapporto tra ipnosi ed immaginazione, dopo di che dovevano chiudere gli occhi ed ascoltare una registrazione. Una met\u00e0 ascoltava una classica induzione ipnotica e l&#8217;altra met\u00e0 delle richieste motivate e delle istruzioni.<\/p>\n<p>La suggestione post ipnotica era che il soggetto, subito dopo aver sentito un ronzio, si sarebbe alzato e sarebbe andato ad aprire e chiudere la porta dell&#8217;ufficio. L&#8217;esperimento era congegnato in modo che l&#8217;ipnotista, prima che si sentisse il ronzio, era chiamato da uno studente e usciva dalla stanza chiudendo forte la porta. Un altro studente era nel corridoio ed osservava se il soggetto obbediva o no alla suggestione di aprire e chiudere la porta.<\/p>\n<p>I risultati mostrarono che alcuni dei soggetti eseguirono la suggestione post-ipnotica anche in assenza di controllo diretto, ma l&#8217;ipotesi che il comportamento post-ipnotico si verificava con frequenza maggiore sotto controllo fu confermata. Fu trovata anche una forte correlazione positiva tra la risposta post-ipnotica ed il livello di suggestionabilit\u00e0, indipendentemente dal controllo. L&#8217;ipotesi che la risposta senza controllo avverrebbe con maggiore frequenza per l&#8217;ipnosi piuttosto che per soggetti con richiesta motivante non \u00e8 stata confermata. Parte dei risultati sembra dar ragione all&#8217;ipotesi di un alterato stato di coscienza, parte sembra confermare la teoria del role-enactment.<\/p>\n<p>Si possono distinguere le suggestioni post-ipnotiche senza suggestione di amnesia, da quelle con suggestione di amnesia. Le prime sono spesso suggestioni di atti semplici, efficaci anche se il soggetto le ha ricevute senza essere in trance profonda. Per tradizione si suppone che solo soggetti ipnotizzati rispondono alle suggestioni post-ipnotiche; cio\u00e8 condizione necessaria per realizzare una suggestione post-ipnotica sarebbe un precedente stato di trance. In un esperimento di Barber (<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>) i risultati non confermarono questa ipotesi di partenza. 186 soggetti furono assegnati a caso a tre diversi gruppi sperimentali (induzione ipnotica standardizzata, istruzioni motivanti, nessuna induzione o istruzione) e ricevettero la suggestione di tossire in modo automatico ad uno schiocco delle dita dello sperimentatore. Il gruppo dei soggetti ipnotizzati reag\u00ec nel 60% dei casi, il gruppo con istruzioni motivanti nel 56%, ed il gruppo di controllo nel 40%.<\/p>\n<p>Anche in altri studi si rilev\u00f2 che non \u00e8 necessaria l&#8217;induzione ipnotica per far si che i soggetti realizzino le suggestioni post-ipnotiche. Non parrebbe infondata l&#8217;ipotesi di Barber e Sarbin secondo cui la realizzazione delle suggestioni post-ipnotiche si basa almeno in parte sulla consapevolezza che i soggetti, ipnotici o no, hanno dell&#8217;aspettativa del ricercatore. Se essi non realizzano le suggestioni l&#8217;esperimento sar\u00e0 inutile, senza significato, e saranno considerati soggetti scadenti, che deludono le aspettative dello sperimentatore. Inoltre i soggetti non sanno in cosa consiste l&#8217;esperimento, ci\u00f2 che lo sperimentatore dice loro pu\u00f2 diventare il compito che devono eseguire, e trovandosi in una situazione di esperimento, cercheranno di eseguirlo.<\/p>\n<p>Diversa \u00e8 l&#8217;ipotesi della suggestione con seguente amnesia. Si \u00e8 visto che per alcuni, ad esempio Erickson, quando il soggetto esegue un&#8217;azione post-ipnotica rientrerebbe in uno stato ipnotico. \u00c8 come se si organizzasse una seconda personalit\u00e0, distinta da quella solita, che pu\u00f2 alternarsi od interagire con questa. D&#8217;altra parte per\u00f2 numerosi studi fanno notare che spesso gli atti vengono compiuti senza manifestare segni esterni di trance e con la coscienza del motivo per cui si esegue l&#8217;atto, senza amnesia ad atto compiuto.<\/p>\n<p>Elementi caratteristici di queste azioni sono la coazione e la razionalizzazione del motivo per cui si compie l&#8217;atto, che avvicinerebbero la realizzazione dell&#8217;atto post-ipnotico ad azioni di tipo ossessivo-coatte. Se il soggetto, infatti, riceve suggestioni facili e consone alla sua personalit\u00e0, spesso le eseguir\u00e0 con disinvoltura, senza sforzo, presentando motivi apparentemente plausibili. Se invece la suggestione \u00e8 strana, o complessa, o contraria ai principi del soggetto, questi spesso si sente costretto a compierla, cercando spiegazioni per rendere accettabile, a s\u00e9 e agli altri, il suo comportamento. Se tenta di resistere, spesso si nota l&#8217;insorgenza di un conflitto interiore perch\u00e9 da una parte agisce la pressione della suggestione, dall&#8217;altra lo spirito critico del soggetto e possono verificarsi in questo caso manifestazioni di ansia ed agitazione, anche se il soggetto pu\u00f2 dominare le sue sensazioni e minimizzare le suggestioni.<\/p>\n<p>Un&#8217;opinione molto diffusa sull&#8217;ipnosi \u00e8 che se l&#8217;ipnotista alla fine della seduta ipnotica non cancella le suggestioni date, queste persisteranno post-ipnoticamente producendo in alcuni casi effetti distruttivi sul comportamento della persona ipnotizzata. Diversi Autori sostengono questa opinione; Evans ad esempio ricorda un caso in cui aveva suggerito durante l&#8217;ipnosi l&#8217;amnesia per il numero 6.<\/p>\n<p>Egli naturalmente intendeva provocare amnesia per la sola durata della sessione ipnotica, ma un soggetto fraintese le istruzioni e ritenne che l&#8217;amnesia per il numero 6 doveva durare fino alla seduta seguente. Quel soggetto era un insegnante di matematica che naturalmente ebbe grandi difficolt\u00e0 ad insegnare durante quel periodo (<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>).<\/p>\n<p>Ci sono diversi altri casi simili in letteratura, ma secondo Perry (<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>) sono tutti aneddotici e non si deve in base a questi sopravvalutare l&#8217;incidenza del fenomeno; ci sono anche molti casi in cui l&#8217;ipnotista non riesce o non si ricorda di cancellare una suggestione senza che il soggetto soffra di alcuna conseguenza. Ad esempio la Bowers stava mostrando delle procedure di induzione ad un gruppo di studenti, uno dei quali pi\u00f9 tardi afferm\u00f2 che lei non aveva cancellato uno degli items. La Bowers immediatamente si rese conto di essersene dimenticata, ma il soggetto la tranquillizz\u00f2 dicendo che aveva capito durante l&#8217;ipnosi che lei non era pi\u00f9 interessata a quell&#8217;item specifico e cos\u00ec l&#8217;aveva cancellato da s\u00e9 (<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>).<\/p>\n<p>Quando Perry cominci\u00f2 ad interessarsi al fenomeno non c&#8217;era alcuno studio precedente n\u00e9, perci\u00f2, alcun modello a cui ispirarsi; il modello pi\u00f9 attendibile era quello derivato dagli studi sperimentali sulle suggestioni post-ipnotiche. Furono compiuti 5 esperimenti. Negli esperimenti 1 e 2 furono utilizzati tre gruppi di sei soggetti ciascuno, divisi tra soggetti altamente ipnotizzabili, mediamente ipnotizzabili e simulatori non ipnotizzabili. In tutti gli esperimenti per valutare il grado di suscettibilit\u00e0 all&#8217;ipnosi fu adoperata una scala ipnotica.<\/p>\n<p>Nell&#8217;esperimento 1 l&#8217; item non cancellato fu quello di dimenticare un numero. I soggetti furono istruiti a visualizzare su uno schermo televisivo allucinato i numeri da 0 a 9; quando il soggetto diceva di riuscire a vedere tutti i numeri lo sperimentatore suggeriva che il numero 5 scomparisse, fosse completamente dimenticato, cos\u00ec che il soggetto non fosse pi\u00f9 in grado di visualizzarlo n\u00e9 di scriverlo, dirlo o pensarlo. Poi furono sottoposti ai soggetti tre problemi da risolvere, due dei quali contenevano il numero 5. Quando i soggetti finirono di risolverli lo sperimentatore disse: \u00abBene. Ora prender\u00f2 carta e matita e voi potrete chiudere gli occhi e rilassarvi. Ora rilassatevi e rimanete profondamente ipnotizzati\u00bb.<\/p>\n<p>Ci fu in questo modo un tentativo esplicito di cancellare la suggestione, e lo sperimentatore prosegu\u00ec con l&#8217; item seguente. Su 18 soggetti uno solo, molto ipnotizzabile, mostr\u00f2 delle conseguenze dopo l&#8217;ipnosi. Infatti prima dell&#8217;ipnosi aveva risolto 30 problemi aritmetici sbagliandone due, nessuno dei quali comprendeva il numero 5. Dopo l&#8217;ipnosi fece 7 items sbagliandone 4 di cui due comprendevano il numero 5. Nell&#8217;inchiesta post-sperimentale rifer\u00ec di sentirsi molto ansioso per qualcosa, ma non sapeva dire per cosa.<\/p>\n<p>Secondo Perry la bassa incidenza di suggestioni che, bench\u00e9 non cancellate, persistevano dopo l&#8217;ipnosi pu\u00f2 essere dovuta a varie ragioni:<\/p>\n<p>1) la difficolt\u00e0 di dimenticare un numero, difficolt\u00e0 superata solo dai soggetti altamente ipnotizzabili;<\/p>\n<p>2) il fatto che i soggetti fossero selezionati solo sulla base della scala scelta;<\/p>\n<p>3) bench\u00e9 fossero fatti tutti gli forzi per non cancellare esplicitamente la suggestione, ci\u00f2 pu\u00f2 essere avvenuto implicitamente dicendo: \u00abOra chiudi gli occhi e rilassati\u00bb.<\/p>\n<p>Nel secondo esperimento la suggestione da non cancellare era la paralisi delle gambe. Per valutare l&#8217;efficacia mentre i soggetti erano ancora in ipnosi si chiese di alzarsi e di fare due passi per prendere un vaso di fiori. Per non cancellare implicitamente la suggestione lo sperimentatore disse, dopo che i soggetti avevano tentato di alzarsi e non erano riusciti: \u00abBene. Ora smetti di cercare di prendere i fiori ed appoggiati allo schienale della sedia. Tieni gli occhi chiusi\u00bb.<\/p>\n<p>In altre parole diede delle istruzioni che riguardavano i fiori, ma non cancell\u00f2 la paralisi alle gambe. Inoltre per determinare con maggior precisione l&#8217;ipnotizzabilit\u00e0 dei soggetti furono usate due diverse scale di ipnotizzabilit\u00e0. Dopo che l&#8217;ipnosi era terminata, per vedere se la suggestione era stata cancellata o meno si chiese ai soggetti di alzarsi e camminare fino ad un tavolo distante sei passi. Nessun soggetto manifest\u00f2 alcuna conseguenza, tutti furono capaci di alzarsi e camminare fino al tavolo.<\/p>\n<p>Diversi studi hanno mostrato che in molti soggetti \u00e8 presente il desiderio di compiacere l&#8217;ipnotista; si sa che ci\u00f2 che l&#8217;ipnotista comunica pu\u00f2 avere molta importanza sul comportamento del soggetto. Questo aspetto motivazionale pu\u00f2 essere controllato includendo una suggestione non usata nei primi due esperimenti, cio\u00e8 che il soggetto sperimenter\u00e0 tutti gli effetti suggeriti per tutto il tempo voluto dall&#8217;ipnotista.<\/p>\n<p>Al terzo esperimento parteciparono 20 soggetti, 7 altamente ipnotizzabili, 6 mediamente ipnotizzabili e 7 non ipnotizzabili (simulatori). L&#8217;induzione ipnotica era registrata in videotape, tranne un item che comprendeva l&#8217;analgesia della mano destra e del braccio, che era quella da non cancellare, e che fu impartita personalmente dallo sperimentatore. Questa volta su 20 soggetti tre riportarono l&#8217;analgesia della mano e del braccio dopo che l&#8217;ipnosi era terminata. Questi tre soggetti erano molto suscettibili all&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;inchiesta post sperimentale lo sperimentatore chiedeva ai soggetti cosa ricordavano della seduta ipnotica. Quando i soggetti ricordavano l&#8217; item di analgesia, lo sperimentatore chiedeva loro come sentivano la mano; se i soggetti dicevano di sentirla intorpidita egli diceva di essersi dimenticato di rimuovere l&#8217;analgesia, ma che li avrebbe sottoposti ad una prova per essere sicuro che fosse completamente svanita. La prova consisteva nel pizzicare la pelle della mano mentre i soggetti dovevano segnare il dolore che sentivano su una scala che andava da 1 = analgesia completa a 10 = estremamente doloroso. Il primo soggetto diede una valutazione di 4 punti per la mano destra e di 8-9 per la sinistra (mano di controllo) il secondo diede una valutazione di 4 per la destra e 8 per la sinistra ed il terzo diede una valutazione di 2-3 per la destra e di 5-6 per la sinistra. Nessuno dei soggetti mediamente ipnotizzabili e dei simulatori riport\u00f2 alcuna conseguenza nel periodo seguente all&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p>Gli esperimenti 4 e 5 avevano due scopi. Il primo era di verificare se gli effetti della suggestione di analgesia che non era stata cancellata si manifestavano dopo l&#8217;ipnosi solo nei soggetti che erano molto suscettibili e che durante l&#8217;ipnosi avevano ottenuto una completa analgesia. La seconda ipotesi da verificare era che non sussistevano differenze nel comportamento ipnotico tra i soggetti che avevano partecipato all&#8217;esperimento del tutto volontariamente e quelli che vi avevano partecipato per altre cause. Infatti i soggetti degli esperimenti 4 e 5 partecipavano per completare un corso di psicologia introduttiva.<\/p>\n<p>Nell&#8217;esperimento 4 l&#8217;induzione ipnotica fu presentata su videotape per eliminare al massimo l&#8217;interazione tra l&#8217;ipnotista ed il soggetto, nell&#8217;esperimento 5 l&#8217;induzione era compiuta personalmente dall&#8217;ipnotista che cercava di adottare le procedure da soggetto a soggetto.<\/p>\n<p>Ogni esperimento comprendeva 24 soggetti, 8 altamente ipnotizzabili, 8 mediamente ipnotizzabili e 8 non ipnotizzabili. Il modello dell&#8217;esperimento era quello dell&#8217;esperimento 3, ma 10 stimolo doloroso questa volta era una leggera scossa elettrica. Inoltre fu selezionato un gruppo pilota di 10 soggetti di cui 4 altamente suscettibili. Solo 4 soggetti fra quelli altamente ipnotizzabili (2 dell&#8217;esperimento 4, uno dell&#8217;esperimento 5 e uno del gruppo pilota) mostrarono dopo l&#8217;ipnosi delle conseguenze alla suggestione di analgesia che non era stata cancellata. Non c&#8217;erano differenze significative tra i soggetti altamente ipnotizzabili dei due esperimenti e del gruppo pilota riguardo alla profondit\u00e0 dell&#8217;analgesia e al punteggio ottenuto sulla prima scala.<\/p>\n<p>Paragonando i primi due esperimenti con gli altri tre, pu\u00f2 darsi che parte degli effetti sia dovuta alla suggestione aggiunta, secondo la quale gli effetti degli item sarebbero perdurati finch\u00e9 lo sperimentatore lo avesse voluto. Inoltre Perry fa presente che i primi due esperimenti furono compiuti a Montreal mentre gli altri tre in Australia, e perci\u00f2 i diversi risultati possono essere dovuti anche ai diversi atteggiamenti verso l&#8217;ipnosi. Comunque dai risultati degli esperimenti sembra che la persistenza delle suggestioni non cancellate dall&#8217;ipnotista sia limitata ad una minoranza di soggetti altamente ipnotizzabili. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>(4) ERICKSON M. H., Concerning the Nature of the Character of Post- Hypno -tic Behavior, in J. Ger\u00ec Psychol., 1941, 95. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(5) BARBER T. X., Ipnosi, cit., 205. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(6) ORNE M. T., SHEEHAN P. W., EVANS F. J., Occurrence of Posthypnotic Behavior Outside the Sperimentai Setting, in \/. of Personality and Social Psychol., 1968, 189. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(7) ST. JEAN R., Posthypnotic Behavior as a Function\u00a0 of Experimental Surveillance, in Am. J. of Clin. Hypnosis, 1978, 250. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(8) BARBER T. X., op. cit., 207. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(9) EVANS F. J., Recent Studies in Post-Hypnotic Amnesia, in Paper to 23rd Ann. Mtg. Soc. din. Exp. Hypn., Chicago 111.,\u00a0 1971. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(10) PERRY C, Variables Influencing the Post-hypnotic\u00a0 Persistence\u00a0 of an Uncanceled Hypnotic Suggestion, in EDMONSTON W., Conceptual and Investigative Approaches to Hypnosis and Hypnotic Phenomena, New York Academy of Science, New York, 1977, 264. (<a href=\"#10\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>(11) BOWERS M. K., Understanding the Relationship between the Hypnotist and his Subject, in KLINE M. V., A Scientific Report on \u00ab The Search for Bridey Murphy \u00bb, Julian Press, New York, 1956, 83. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fenomenologia dell&#8217;Ipnosi 1. Profondit\u00e0 dello stato ipnotico. \u2014 2. Risposte volontarie ed involontarie. \u2014 3. I compiti post-ipnotici. La fenomenologia ipnotica \u00e8 solitamente correlata alla profondit\u00e0 dello stato ipnotico. Per coloro che non ritengono utile n\u00e9 provata, la concettualizzazione di uno stato ipnotico, il concetto di profondit\u00e0 \u00e8 di conseguenza pleonastico. Tutti gli studiosi sono comunque d&#8217;accordo che al pi\u00f9, il termine \u00abprofondit\u00e0\u00bb rappresenta una conveniente metafora come quando si parla di profondit\u00e0 del sonno. 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