{"id":1509,"date":"2008-10-25T13:06:19","date_gmt":"2008-10-25T11:06:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1509"},"modified":"2023-09-18T17:10:46","modified_gmt":"2023-09-18T15:10:46","slug":"come-svelare-i-misteri-della-cabala-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1509","title":{"rendered":"Come svelare i misteri della Cabala \/6"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=75\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Studi Biblici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Studi Biblici\" src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il nucleo della cabala, come abbiamo visto, lo formano il S. Yetzirah ed il S. Zohar, oltre ad alcuni libri della Bibbia, bench\u00e9 posteriormente si aggiunse molta letteratura ricca di commenti a questi testi. Gli studiosi europei non avevano accesso a questa istruzione scritta in ebraico ed aramaico, fino a che, nell&#8217;anno 1540, un rosacroce, Guillermo Postel, traduce lo Yetzirah e lo Zohar in latino, dando accesso agli studiosi europei che poterono spiegarne il contenuto spiegando, fra l&#8217;altro, la creazione.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Come svelare i misteri della Cabala \/6<\/h3>\n<p align=\"left\">di Anonimo &#8211; Traduzione da testo spagnolo a cura di Giuseppe Barbone<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Alcuni appunti sulla cabala ebraica<\/h4>\n<p>La cabala \u00e8 un metodo di sviluppo personale nel quale interviene l&#8217;aspetto intellettuale ed unico che supera quello che va oltre la logica. L&#8217;ebreo del Medioevo, ringraziava Dio con il suo cuore, che l&#8217;avrebbe dotato della saggezza dei greci e del modo di essere della sua cultura ebraica. L&#8217;uso di questa doppia via produce i piaceri della mente sviluppata come dopo una forte lotta per sviscerare i pi\u00f9 profondi segreti della vita; sappiamo che l&#8217;intelletto se incontra un limite ricerca un&#8217;altra via per continuare il suo sviluppo.<\/p>\n<p>L&#8217;altra via \u00e8 completamente diversa, consegue il riposo della mente. Detto riposo porter\u00e0 con s\u00e9 un altro livello di coscienza con altre realt\u00e0. Anche la sacra astrazione produce uno stato gioioso di un altro livello, dove si evidenziano i nostri sentimenti pi\u00f9 alti. Sentimenti ed ammirazione per le leggi dell&#8217;universo ed un intimo contenuto che continuiamo a sorvegliare nel centro del petto come un delicato beb\u00e8 che amiamo e del quale sentiamo le sue carezze. Nasce un sentimento di protezione immacolato per quello che sentiamo e che consideriamo sacro. Poi impariamo ad interpretare le &#8220;notizie&#8221; che questo stato di calma mentale e di allegria del cuore ci porta. In principio quello che riceviamo non \u00e8 uguale a quello che riflettiamo, perch\u00e9 dobbiamo levigare il nostro specchio. L&#8217;informazione del nostro essere interno, passando dal nostro cervello aggiunge cose che sono gi\u00e0 in noi, il nostro conglomerato di conoscenze, esperienze, atteggiamenti, desideri, etc., in modo che quello che riceviamo lo annebbiamo con questo conglomerato. Pertanto, anche la via di apprendistato si presenta in maniera doppia. Da una parte dobbiamo imparare ad incrementare le percezioni che ci arrivano da dentro e dall&#8217;altra dobbiamo imparare a rifletterli cos\u00ec come sono.<\/p>\n<p>Anche la cabala dogmatica manifesta l&#8217;idea di trasmettere quello che si riceve cos\u00ec come \u00e8 stato ricevuto, senza aggiungere n\u00e9 togliere niente. La parola dogma ha perso oggi quel significato assumendone uno dispregiativo.<\/p>\n<p>La cabala ebraica arriva fino a noi da tempi remoti, in quanto si riferisce al suo aspetto tradizionale, ma si struttura con metodo a partire dal Medioevo, cosa che succede a Girona, Spagna, con l&#8217;azione di Isaac il Cieco ed i suoi discepoli Ezra ed Azariel.<\/p>\n<p>Il nucleo della cabala, come abbiamo visto, lo formano il S. Yetzirah ed il S. Zohar, oltre ad alcuni libri della Bibbia, bench\u00e9 posteriormente si aggiunse molta letteratura ricca di commenti a questi testi. Gli studiosi europei non avevano accesso a questa istruzione scritta in ebraico ed aramaico, fino a che, nell&#8217;anno 1540, un rosacroce, Guillermo Postel, traduce lo Yetzirah e lo Zohar in latino, dando accesso agli studiosi europei che poterono spiegarne il contenuto spiegando, fra l&#8217;altro, la creazione.<\/p>\n<p>Si struttura attorno al 1300 in Spagna, ma la sua tradizione si basa sulle Scritture e sulla Tradizione orale giudaica. Questa ultima \u00e8 conosciuta col titolo di &#8220;midrash&#8221;, mentre la scrittura \u00e8 inglobata nella &#8220;Mishna&#8221;. Ma ritorneremo su questi temi.<\/p>\n<p>Vediamo l&#8217;ambiente europeo nel quale si sviluppa la cabala come metodo. Il suo maggior diffusore fu Hahm\u00e1nide, pi\u00f9 conosciuto come Bonastru da Porta, che deve farsi largo in una Europa cristianizzata, col risultato che alla cabala ebraica si sarebbero aggiunti concetti cristiani, dando vita alla cabala cristiana, cosa che succede principalmente nella scuola di Firenze con Pico della Mirandola.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;Europa di quell&#8217;epoca aveva anche alchimisti, indovini, maghi neri, astrologi, etc. in modo che quando questi ebbero accesso ai testi cabalistici, gli aggiunsero quello che essi conoscevano gi\u00e0 da un&#8217;altra disciplina. Col risultato che nei duecento anni a seguire apparve in vari testi un albero della vita con figure dei tarocchi, che non ha niente a che vedere con la cabala tradizionale. Altri aggiunsero simboli astrologici, altri simboli alchemici. Da questi nuovi testi nacquero un mucchio di speculazioni che sebbene parlino della capacit\u00e0 della mente umana di creare cose, non sono presenti nella cabala originale.<\/p>\n<p>Oggigiorno continuano le speculazioni, alcune completamente inutili, perch\u00e9 provengono da chi non ha studiato il Sepher Yetzirah e lo Zohar, cos\u00ec il pasticcio \u00e8 servito. Non manca chi attribuisce undici sephirot all&#8217;albero della vita con una spiegazione accettabile, ma non sanno che le sephirot, non i suoi nomi, sono recensiti nel S. Yetzirah.<\/p>\n<p>In quanto ai tarocchi, n\u00e9 il S. Yetzirah n\u00e9 lo Zohar, contengono aspetti divinatori. I tarocchi non sono cabala e non hanno niente a che vedere con essa, n\u00e9 si trovano nei testi originali, n\u00e9 sono una via mistica, non hanno nessuna importanza dal punto di vista dello sviluppo personale, piuttosto alimenta la superstizione. Il rapporto dei tarocchi con la cabala si trova unicamente nella nostra mente e la volont\u00e0 di trovare un legame. Ma, mentre la cabala abitualmente non si insegna e nessuno pu\u00f2 mettersi con un tavolo in piazza ad insegnarla, i tarocchi, da parte loro, si prestano ad un certo tipo di commercio. Se non fosse a motivo della libert\u00e0 di ognuno, dovremmo dire che \u00e8 un sacrilegio confondere la cabala con i tarocchi. Questo non vuol dire che disprezziamo i tarocchi se ci piace giocare. L&#8217;idea che vogliamo trasmettere \u00e8 che la tradizione cabalistica \u00e8 molto pi\u00f9 antica dei tarocchi, che viengono impiegati solitamente come divinazione mentre la cabala \u00e8 una via interiore, qualcosa di pi\u00f9 difficile e serio, ma che, rispetto al risveglio della coscienza ci lascia anche pi\u00f9 profitto.<\/p>\n<p>Il S. Yetzirah parla di dieci emanazioni o pre-numeri ai quali non vengono assegnati degli attributi. Sono i cabalisti che gli mettono i nomi. Quello che lo Yetzirah riporta sono i dieci nomi di Dio in ebraico. Quelle dieci emanazioni, formano uno schema o mappa esplicativa chiamato albero della vita o albero della cabala, o anche albero sephirotico. Non contiene, n\u00e9 chakra, n\u00e9 simboli alchemici, n\u00e9 astrologici, n\u00e9 tarocchi, bench\u00e9 questa opera nomina gli elementi astronomici pi\u00f9 anticamente conosciuti e ripresi dall&#8217;astrologia medievale.<\/p>\n<p>Quindi lo Yetzirah parla di trentadue sentieri, che comprendono dieci emanazioni pure o pre-numeri (sephirot) e ventidue numeri o lettere ebraiche. Su questo hanno lavorato i cabalisti producendo ventidue <em> vie <\/em> che interconnettono le dieci emanazioni. Perci\u00f2 collocano su queste vie o sentieri le ventidue lettere dell&#8217;alfabeto ebraico. Oggi \u00e8 comune vedere inserite in alcune pubblicazioni sui tarocchi le lettere ebraiche, come se fossero una cosa nuova.<\/p>\n<p>Attualmente la molteplice letteratura esistente confonde il ricercatore sincero che non ha ancora i sufficienti riferimenti per poter discernere sull&#8217;autenticit\u00e0 dei dati. La vera conoscenza non la si pu\u00f2 acquistare in libreria. Ma come in altre cose della vita, ognuno \u00e8 libero di leggere quello che vuole. Nonostante ci\u00f2, dovremmo selezionare gli autori, che si basano su altre conoscenze, e cercare nei loro scritti questi riferimenti bibliografici. Questo \u00e8 il mio caso. La mia mente non pu\u00f2 contenere tutti i dati che sto trasmettendo, io non ho nessun merito, se non quello di aver consultato, per quanto mi \u00e8 stato possibile, le fonti originali, o aver interpellato intermediari di sicura affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Per un ebreo, \u00e8 obbligatorio essere intelligente. Si trova in uno dei precetti scritti da Mos\u00e8. In questo modo l&#8217;ebreo mistico osserva da solo, analizza, scruta, studia e sottopone la sua mente alla meditazione. Questa doppia via \u00e8 quello che gli d\u00e0 la conoscenza e lo sviluppo della coscienza.<\/p>\n<h4>Antecedenti e necessit\u00e0 storica<\/h4>\n<p>Nonostante i saccheggi subiti da Gerusalemme, l&#8217;Antico Testamento sopravvisse. Le dottrine pi\u00f9 esoteriche venivano trasmesse tra i sacerdoti della trib\u00f9 di Levi e non erano sempre incorporate alla Thora. Dopo l&#8217;anno 79 d.C., si costruirono le prime serie di glosse e commenti all&#8217;Antico Testamento sotto la denominazione di Talmud. Uno dei primi commenti sulla legge lo costituisce il Targum di Onkelos, scritto attorno all&#8217;anno 100 della nostra era. Intorno al 141, furono disposti una serie di commenti nei quali vennero redatti aspetti dottrinari che si adottarono come parte della tradizione scritta denominata Mishna. Ma come sempre, prima della tradizione scritta, esisteva la tradizione orale (Midrash), la quale contemplava anche aspetti dottrinari. Gli scritti che trattano del Talmud, passarono a far parte delle grandi raccolte della dottrina giudaica, compreso i commenti di Maim\u00f3nide che furono aggiunti intorno al 1300. Alla Mishna, va aggiunta un&#8217;altra raccolta di commenti inglobati sotto il termine Gemara. Oggigiorno quando si dice Thora, si fa allusione al Talmud, alla Mishna e al la Gemara come estensione della Thora originale.<\/p>\n<p>Dovuto alle frequenti deportazioni degli ebrei e soprattutto, una volta concluso il periodo conosciuto come Primo Tempo (anno 586 a.C.), si fanno veri equilibrismi per mantenere il Talmud di quell&#8217;epoca, al quale si vanno aggiungendo nuovi libri man mano che continuano a sfilare i profeti d&#8217;Israele. La diaspora (ebrei usciti da Israele) fa s\u00ec che vengano mantenute due linee parallele dei testi del Talmud: <em>Il Talmud di Babilonia<\/em>, il pi\u00f9 notevole ed <em>Il Talmud di Gerusalemme<\/em>. Questi testi furono tradotti per la prima volta in latino a Venezia nell&#8217;anno 1520; la raccolta babilonese \u00e8 tre anni pi\u00f9 vecchia della raccolta di Gerusalemme.<\/p>\n<p>I libri dell&#8217;Antico Testamento, ed i commenti, furono la luce che guid\u00f2 gli ebrei attraverso il tempo, attraverso le diaspore e tutte le vicissitudini alle quali sono stati storicamente sottomessi. Il compiere la legge, nonostante, non presentasse nessuna difficolt\u00e0 per la mentalit\u00e0 ebraica, pi\u00f9 precisamente, quell&#8217;apparente facilit\u00e0 di compimento che esprimeva la propria religione, pot\u00e9 far s\u00ec che il credente si dimenticasse di consultare le Antiche Scritture, le quali andavano a stabilirsi come la colonna vertebrale dell&#8217;istruzione dottrinaria; \u00e8 cos\u00ec che alcuni gruppi criticano gli ebrei chiamandoli &#8220;il paese del libro&#8221;. Alla suddetta facilit\u00e0 di compimento della legge si \u00e8 sommato il problema delle diaspore, le costanti deportazioni, col risultato che i rabbini pensarono che il contenuto del Talmud non era sufficiente per richiamare l&#8217;attenzione della mente dell&#8217;ebreo. Se per essi una cosa \u00e8 naturale, presteranno poca attenzione. I rabbini temettero che gli ebrei dimenticassero le antiche fonti. Queste ragioni sembrano giustificare il fatto che i rabbini vollero completare la scrittura attraverso due serie parallele o linee dottrinarie:<\/p>\n<p>a) La talmudica per il paese<\/p>\n<p>b) I trattati occulti per gli iniziati.<\/p>\n<p>Questi ultimi, conterrebbero dottrine segrete e visioni esoteriche che fino ad allora venivano studiate solo dai sacerdoti della trib\u00f9 di Levi. Il Sepher Yetzirah, il quale come vedemmo si colloca tra il 600 ed il 300 a.C., ed ha un sorprendente parallelismo col Genesi, esso pare essere uno dei libri occulti dell&#8217;istruzione nascosta. L&#8217;altro, come abbiamo visto, lo costitu\u00ec lo Zohar, il quale non ha neanche una data definita bench\u00e9 si dica che esiste dai principi della nostra era. Tuttavia, apparve intorno al 1300, come abbiamo gi\u00e0 detto, in Spagna. Lo Zohar \u00e8 formato da cinque volumi e tocca molti temi. Non segue una struttura definita come nell&#8217;elaborazione di un libro. La scrittura inizia con una discussione tra rabbini che parlano di un passaggio del Cantico dei Cantici di Salomone. Il tema della discussione, lo vedremo nel testo, \u00e8 anche una tecnica di studio che usa il cabalista. La controversia \u00e8 molto antica tra gli ebrei. Anche la Bibbia nel suo insieme \u00e8 un libro occulto, bench\u00e9 abbia vari livelli di lettura, siamo rimasti al senso letterale del testo, senza dare la giusta importanza a quello che nasconde ogni sostantivo.<\/p>\n<p>Quelli sono i libri base della cabala ebraica. Nonostante ci\u00f2, i cabalisti considerano il Cantico dei Cantici di Salomone, come il libro dei libri, poich\u00e9 mette a fuoco il ritorno dell&#8217;uomo alla divinit\u00e0 come culmine della peregrinazione e della sua reintegrazione che cerca di realizzare da quando usc\u00ec dal Padre.<\/p>\n<h4>Del termine <em>cabala <\/em><\/h4>\n<p>Scrivendo <em>cabala <\/em> con la &#8220;c&#8221; o con la &#8220;k&#8221;, la lettera potrebbe far pensare che in ebraico si debba scrivere con la &#8220;caf&#8221; o con la &#8220;kaf&#8221;. La verit\u00e0 \u00e8 che la lettera ebraica con la quale si scrive cabala \u00e8 la &#8220;qof&#8221;, che traduciamo con la &#8220;q&#8221;. Tuttavia, in italiano non sarebbe corretto scrivere &#8220;qabala&#8221;. Il risultato \u00e8 che l&#8217;abbiamo sostituita con la &#8220;c&#8221; o la &#8220;k&#8221;. Questo non \u00e8 un problema, eccetto che dobbiamo trovare i valori numerici delle lettere. Sotto questo aspetto non \u00e8 la stessa cosa, una lettera o un&#8217;altra hanno un valore diverso. Ma salvo quest&#8217;aspetto non \u00e8 importante scrivere <em>cabala <\/em> con la &#8220;c&#8221;.<\/p>\n<p>Rispetto al significato del termine, non c&#8217;\u00e8 un totale accordo bench\u00e9 le distinte interpretazioni non siano molto diverse tra loro. Alcuni dicono che cabala vuole dire &#8220;ricevere&#8221;, perch\u00e8 derivano dal verbo ebraico &#8220;kabbal&#8221;. Possiamo dare al termine connotazioni mistiche, ogni volta che dobbiamo essere preparati per &#8220;ricevere.&#8221; Equivale all&#8217;affermazione che <em>quando il discepolo \u00e8 pronto il maestro appare<\/em>.<\/p>\n<p>Altri autori adducono che il termine cabala deriva dall&#8217;avverbio ebraico &#8220;kabel&#8221; che letteralmente significa &#8220;in presenza di&#8221;. Questa interpretazione non contraddice il senso mistico del primo poich\u00e9 si riceve in presenza di una certa condizione.<\/p>\n<p>Ci sono ancora autori che dicono che cabala deriva dal sostantivo ebraico &#8220;kebal&#8221;, tradotto letteralmente, tradizione o possessore della &#8220;tradizione&#8221;. Curiosamente, dal punto di vista mistico un possessore della tradizione \u00e8 un uomo &#8220;ish&#8221;, che ha coscienza del Signore.<\/p>\n<h4>I tipi di cabala<\/h4>\n<p>Abbiamo fatto allusione alla cabala dogmatica e alla cabala pratica, ma la verit\u00e0 \u00e8 che ogni gruppo che studia questa tradizione, continua ad evidenziare la sua linea o tendenza che pi\u00f9 tardi si costituir\u00e0 in correnti. Tra essi troviamo quella chiamata degli zoharisti, che sono interessati alle interpretazioni bibliche; o quelli che si focalizzano sulla merkabah, la visione del carro di Ezechiele, che fondarono una scuola. Abbiamo avuto anche gente interessata a fenomeni e prodigi che raffigurano la cabala come miracolosa. Con la tradizione del Golem, creazione dell&#8217;uomo o guardiano della casa, abbiamo anche quelli che si informano su questo aspetto creando un&#8217;infinit\u00e0 di complicate combinazioni utilizzate a mo&#8217; di scongiuro, perdendo quindi il suo significato mistico di auto-creazione dell&#8217;uomo, diventando pi\u00f9 speculativa e magica che sacra. Nonostante tutte le tendenze possibili, potrebbe riassumersi il tema inglobandolo in due correnti o tipi di cabala che sono quelle che abbiamo gi\u00e0 considerato.<\/p>\n<p>La <em>cabala Dogmatica <\/em> poggia sull&#8217;importanza della legge rivelata e si basa su sette ideali che descrivono gli aspetti della creazione. Questa \u00e8 quella che ci dice che tutto ci\u00f2 che si \u00e8 formato si trova nel mondo sephirotico. O che dice, ed \u00e8 la stessa cosa, che le sephirot sono l&#8217;archetipo di tutto quello che vediamo e quello che non vediamo. Descrive anche l&#8217;ubicazione delle anime prima dell&#8217;incarnazione e ci\u00f2 che succede con esse una volta concluso l&#8217;attuale percorso. Il settimo ideale crea una speranza futura di reinserimento nel seno di Dio, momento in cui l&#8217;universo non esister\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>La <em>cabala Pratica<\/em>, stabilisce la creazione attraverso le lettere, partendo dalla pi\u00f9 piccola di esse, la <em>Yod<\/em>. Questo tipo di cabala \u00e8 quella che stabilisce che tutto \u00e8 stato contato, i sostantivi e frasi che registrano ordini divini attraverso i quali \u00e8 stato costruito l&#8217;universo.<\/p>\n<p>In ogni caso, \u00e8 pi\u00f9 comune fare una fusione dei due tipi recensiti che possono completarsi perfettamente. Ci\u00f2 non implica il miscuglio con altri aspetti come i magici o i divinatori, poich\u00e9 la via che si propone \u00e8 quella mistica.<\/p>\n<h4>Gli attrezzi della cabala<\/h4>\n<p>Ci sono tre principi, la ghematria, il notarikon e la temura. Ghematria viene per deformazione dalla parola greca geometria e si riferisce all&#8217;affermazione che <em>Dio geometrizza<\/em>, trasformandosi cos\u00ec nel Grande Architetto dell&#8217;Universo (G.A.D.U).<\/p>\n<p>La ghematria \u00e8 quella che conta il valore delle lettere-numeri e tutti i nomi e frasi che i profeti, rabbini e <em>masoretas<\/em>, determinano come fasi o indicazioni dell&#8217;estensione creativa.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ebraico antico non esistevano vocali. Non \u00e8 tanto antico il design con una serie di punti sopra, dentro o sotto alle lettere per indicarne il suono vocale. Prima di questo, leggendo un testo ebraico, un anziano doveva dirci la sua pronuncia. Perci\u00f2 \u00e8 molto importante la tradizione orale in questa cultura.<\/p>\n<p>La volont\u00e0 di imparare la pronuncia vocale sottintende che se vogliamo praticare la ghematria, cio\u00e8, se vogliamo contare il valore numerico di un sostantivo, dovremmo conoscere come si scrive detto nome in ebraico. Per esempio, noi non sappiamo se le vocali del nome Mos\u00e8 sono vocali italiane o consonanti ebraiche. Se le consideriamo consonanti (come la Yod che sarebbe la &#8220;i&#8221; di Mois\u00e8s), e non lo sono come potremmo indovinare il suo valore ghematrico? Pertanto, per &#8220;giocare&#8221; con questa tecnica, sar\u00e0 necessario avere davanti un testo ebraico.<\/p>\n<p>Possiamo abbozzare anche un&#8217;altra difficolt\u00e0. In castigliano, (come in italiano) usiamo lettere di nomi ebraici che non corrispondono. Per esempio, nel caso della &#8220;C&#8221; o della &#8220;K&#8221; si pu\u00f2 trattare di una &#8220;kaf&#8221; ebraica che ha il suo valore, o di una &#8220;Qof&#8221; che ha un altro valore. Ma si usa anche la &#8220;C&#8221; per parole ebraiche che iniziano con un&#8217;altra lettera ebraica, la &#8220;HAP&#8221; la cui pronuncia \u00e8 pi\u00f9 simile al nostro &#8220;J&#8221;. Avrete notato che nelle pagine precedenti ho scritto Ham riferendomi ad uno dei figli di No\u00e8. Questo non \u00e8 un capriccio, ma in ebraico, quello che noi chiamiamo Cam \u00e8 Ham, perch\u00e9 alcune lettere hanno una pronuncia forte ed altre una debole, cosa che si indica, nel caso della pronuncia forte, nella maggioranza dei casi, con un punto dentro la lettera. Diciamo che se una di queste lettere dalla doppia pronuncia si trova all&#8217;inizio di un nome, la sua pronuncia \u00e8 forte, se si trova in mezzo al nome, la sua pronuncia \u00e8 soave. \u00c8 il caso della &#8220;bet&#8221; ebraica, in bereshit (principio), la sua pronuncia \u00e8 forte; in gevurah, la sua pronuncia \u00e8 soave.<\/p>\n<p>Orbene, se conosciamo le caratteristiche dell&#8217;alfabeto ebraico ed abbiamo davanti un testo, per la ghematria possiamo determinare come sostantivi differenti significano essenzialmente la stessa cosa. Ed anche, di che livello della creazione il testo sta parlando. Tutto il <em>Genesi <\/em> \u00e8 pieno di sostantivi che letteralmente significano una cosa, ma ghematricamente indicano altro; le interpretazioni normalmente non hanno fra loro nessuna interazione. Per questo motivo dicemmo che il <em>Genesi <\/em> ha quattro livelli di lettura.<\/p>\n<p>Come potrete dedurre, la pratica di sommare nomi italiani per stabilire il loro valore numerico deriva dalla ghematria, ma, come \u00e8 ovvio, l&#8217;uno e l&#8217;altra non hanno niente a che vedere fra loro. Sommare le lettere di un nome italiano \u00e8 un gioco che non dice niente, eccetto quello che voi vogliate che sia. La somma di nomi ebraici di alcuni testi, possono darci una chiave di intendimento sul complesso e vecchio tema della creazione.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra cosa \u00e8 considerare che i sacerdoti, svilupparono uno schema con le ventidue lettere dall&#8217;alfabeto ebraico. Essi stabilirono tre ordini di nove livelli ognuno, che moltiplicato fa ventisette. Con la sola disposizione delle ventidue lettere consonanti, stabilirono che cinque di loro avessero un doppio valore a secondo se si trovavano alla fine di una parola, all&#8217;inizio o in mezzo. Se non si conosce questo dettaglio non si pu\u00f2 applicare la ghematria con profitto.<\/p>\n<p>La ghematria ci serve per capire che quando un passo biblico scrive &#8220;Meshiah&#8221; (Messia) o Shilo verr\u00e0 (ibn shil) frase che appare in Esodo, o quando nomina il bastone di Mos\u00e8 che si trasforma in serpente davanti al faraone, non si riferisce a tre cose diverse e n\u00e9 a tre tempi differenti. Il valore numerico delle tre parole \u00e8 lo stesso. Praticando la &#8220;riduzione teosofica&#8221;, che \u00e8 parte della ghematria, possiamo capire a che livello della creazione si sta riferendo l&#8217;autore o gli autori dei testi sacri.<\/p>\n<p>Notaric\u00f3n, un altro strumento del cabalista, come abbiamo gi\u00e0 indicato \u00e8 una parola di origine latina che fa riferimento ad una determinata chiave. Normalmente si applica prendendo le prime o le ultime lettere di un testo. Con esse si forma un nuovo testo. Continuiamo a vedere che gli strumenti della cabala, obbligano lo studente alla lettura delle Antiche Scritture, portando a compimento l&#8217;obbiettivo dei rabbini. La parola &#8220;amen&#8221;, scritta in ebraico AMN, la &#8220;a&#8221; \u00e8 l&#8217;aleph ebraica, mentre la &#8220;e&#8221; che si traduce anche con aleph, nel caso di amen \u00e8 solo una vocale italiana, cio\u00e8, non \u00e8 una lettera che entra nella formazione di amen, proviene dalla frase &#8220;Il Signore e Re fedele&#8221; che sarebbe &#8220;Adonay Malekh Namen&#8221; in ebraico. Le prime lettere di ogni parola formano la parola AMN, amen.<\/p>\n<p>Il terzo strumento \u00e8 quello chiamato Temura, il suo nome deriva dalla radice ebraica &#8220;mur&#8221; che vuole dire &#8220;invertito&#8221;. Questa \u00e8 la tecnica pi\u00f9 complessa della quale esistono moltissime forme, una di esse \u00e8 conosciuta come &#8220;atbash&#8221;. La pratica della temura richiede un previo accordo tra le parti ogni volta che la chiave viene invertita. La cosa pi\u00f9 comune \u00e8 scrivere le lettere dell&#8217;alfabeto separatamente e da destra verso sinistra. Una volta stabilita la chiave, potremmo utilizzare una lettera invece di un&#8217;altra. Ma altre chiavi vengono date con la possibilit\u00e0 di utilizzare la seconda lettere in sostituzione dell&#8217;ultima, la terza con la terzultima etc. Le modalit\u00e0 possono essere tante quante il numero di combinazioni delle lettere lo permettano. Questa parte della cabala si us\u00f2 molto nello spionaggio durante la guerra per scrivere messaggi segreti. La commutazione delle lettere \u00e8 quella che d\u00e0 nome alla tecnica, poich\u00e9 &#8220;mur&#8221; significa cambiare o permutare.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 gli strumenti della cabala siano tre, la ghematria \u00e8 la pi\u00f9 importante; includeremo uno schema con la distribuzione delle ventisette lettere, le ventidue originali e le cinque finali di distinto valore, ma prima dobbiamo spiegare meglio questo sistema.<\/p>\n<p>Abbiamo quattro piani: Atziluth, Briah, Yetzirah ed Assiah. Partendo da ora trascureremo il quarto e considereremo i primi tre. L&#8217;Atziluth \u00e8 il livello archetipico, cio\u00e8, quello che contiene tutto bench\u00e9 non sia ancora manifesto. \u00c8 come un seme di un grande albero. Nel seme non c&#8217;\u00e8 il formidabile tronco, n\u00e9 i suoi grossi rami, n\u00e9 le foglie o le radici etc., tuttavia, in quel piccolo seme \u00e8 contenuto tutto quello che dopo sar\u00e0 un grande albero. In Briah identificheremo il livello di formazione nel quale il seme \u00e8 innestato ed inizia a maturare. Yetzirah l&#8217;immaginiamo come la pianta gi\u00e0 creata. Poich\u00e9 tutto il racconto della creazione attraverso i sostantivi ebraici, sembrano estendersi da sinistra verso destra, vuol dire che nomi apparentemente distinti stanno indicando una stessa idea. Ma quante idee rappresentiamo? Normalmente si rappresentano nove idee, ognuna di esse in tre piani differenti. Queste nove idee rappresentate in tre piani sono quelle che ci obbligano ad avere ventisette lettere. Pertanto, una lettera dell&#8217;alfabeto ebraico \u00e8 una grande fonte di informazione. Le nove idee vanno dall&#8217;unit\u00e0, che possiamo chiamare Dio o Spirito divino, fino alla concezione materiale. \u00c8 come se un&#8217;emanazione divina si prolungasse verso il basso. D&#8217;altra parte, ognuna delle nove idee, possiamo trovarle in piani differenti.<\/p>\n<p>Prima di continuare dobbiamo dire che la correlazione dei numeri-lettere ebraiche non sono come i nostri o gli arabici, cio\u00e8, la correlazione non \u00e8 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, etc., ma sono cos\u00ec: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 20, 30, etc., nel caso di centinaia, 100, 200, 300, etc. vuole dire che l&#8217;unit\u00e0 non si elimina, bens\u00ec si estende. Nel pensiero ebraico, come nella cabala ed in questi numeri esoterici, l&#8217;idea primaria non pu\u00f2 perdersi. L&#8217;uno \u00e8 una cosa, il due non \u00e8 la somma di due uno, il due \u00e8 un&#8217;altra cosa, il tre un&#8217;altra ancora e cos\u00ec via fino al 9, in modo che nell&#8217;Atziluth includeremo la serie da 1 a 9, nel Briah quella dal 10 al 90 e nello Yetzirah quella dal 100 al 900. In questo modo le idee si estendono senza annullarsi.<\/p>\n<p>Per capire meglio questo diciamo che &#8220;io sono&#8221;, non pu\u00f2 essere altro. Se Dio lo chiamiamo 1, il 2 sar\u00e0 un&#8217;altra cosa bench\u00e9 esca da Lui. Il 3 sar\u00e0 un&#8217;altra cosa distinta dal 2 e dall&#8217;1. Un&#8217;altra cosa da osservare nello schema che includiamo di seguito, \u00e8 che possiamo leggerlo sia verticalmente che orizzontalmente. Verticalmente per sapere se quello che stiamo leggendo \u00e8 pi\u00f9 lontano o pi\u00f9 vicino all&#8217;unit\u00e0; orizzontalmente per sapere la somma ghematrica a quale piano si riferisce.<\/p>\n<p>Si realizza un schema con un gruppo di unit\u00e0, uno di decine ed un altro di centinaia su tre colonne. Si colloca verticalmente nella prima colonna ogni lettera numero da 1 al 9, dopo dal 10 al 90 nella seconda ed infine da 100 al 900 nella terza. Si vedr\u00e0 che ci sono nove idee che si estendono alla destra. Nello schema si scriva il nome delle 22 lettere pi\u00f9 le cinque finali. Mettendo anche i nomi alle 9 idee che, sebbene siano qualcosa di arbitrario, ci avvicinano all&#8217;intenzione di farci comprendere le fasi di emanazione.<\/p>\n<p>Come dicevo, nella cabala, come nella lingua ebraica, non si pu\u00f2 sostituire una lettera senza cambiare tutto il significato, ecco perch\u00e9 questa lingua \u00e8 considerata sacra, perch\u00e9 bisogna meditare molto prima di cambiare qualcosa. Un esempio per capire meglio il concetto di estensione dell&#8217;idea. Immaginiamo parlando del <em>padre<\/em>, di rappresentare quell&#8217;idea con l&#8217;1. Se vogliamo parlare della sua parte che sta nel <em>figlio<\/em>, lo rappresentiamo col 10. \u00c8 lo stesso 1 seguito da uno 0, in questo modo non abbiamo eliminato il <em>padre<\/em>, ma stiamo indicando che ci riferiamo ad un altro livello. Se parliamo del <em>padre<\/em>, ma nel suo aspetto familiare, lo rappresentiamo col 100 in modo che il padre sociale sarebbe rappresentato dal 1000. In questo modo accresciamo il padre ma non lo eliminiamo. Immaginiamo, facendo un altro esempio, che l&#8217;idea acqua, la rappresentiamo con un 4. Come le unit\u00e0 appartengono al livello archetipico, l&#8217;acqua, 4, verrebbe ad essere quella cosa della quale non sappiamo il suo nome e che diciamo che \u00e8 la fonte che crea l&#8217;idrogeno. Una volta creato l&#8217;idrogeno lo chiamiamo 40, livello di formazione. Quando questo si mischia con l&#8217;ossigeno lo chiamiamo 400, perch\u00e9 stiamo parlando dell&#8217;acqua creata. Se parliamo del 4000 tocchiamo gi\u00e0 e beviamo l&#8217;acqua. In modo che quando la Bibbia dice Acqua Primordiale o fuoco Primordiale o Aria Primordiale, non si sta riferendo a cose materiali, bens\u00ec alla fonte dalla quale questi elementi provengono.<\/p>\n<p>Nella ghematria, la somma di valori delle lettere numeri ci indicano se si riferiscono a centinaia, decine o unit\u00e0, cio\u00e8, ci indicano il piano di estensione. Quindi si sommano tra loro i numeri risultanti fino alla riduzione, che ci indica a quale delle nove idee si riferisce. Visto ci\u00f2 che abbiamo detto, siamo in condizione di fare qualche &#8220;gioco&#8221; ghematrico su qualche sostantivo del <em>Libro della Genesi<\/em>.<\/p>\n<p>Il nome di Dio IHVH ha il seguente valore:<\/p>\n<p align=\"center\">Yod = 10<br \/>\nH\u00e9 = 5<br \/>\nVau = 6<br \/>\nH\u00e9 = 5<br \/>\n_____________<br \/>\nIHVH = 26<\/p>\n<p>Il numero 26 si trova nella decina, in questo modo l&#8217;idea rappresenta quello che ancora non sappiamo che si trova nel piano chiamato Briah o creazione. Ora facciamo la riduzione, ecco come, sommiamo 2+6 = 8. Seguendo la lettura verticale dello schema, l&#8217;8 rappresenta la base della materia. Non vuole dire materia tangibile, bens\u00ec la fonte in essenza di quello che dopo sar\u00e0 la materia. Per questo si dice che dal sacro nome di quattro lettere di Dio, IHVH, scaturisce la creazione.<\/p>\n<p>Se diciamo Ishrael, abbiamo che:<\/p>\n<p align=\"center\">Yod = 10<br \/>\nShin = 300<br \/>\nRosh = 200<br \/>\nAlef = 1<br \/>\nLamed = 30<br \/>\n_____________<br \/>\nIshrael = 541<\/p>\n<p>Come vediamo, 541 si trova nelle centinaia, pertanto, ci indica che quello che rappresenta si intende esteso nel piano di Yetzirah, della formazione o terzo piano. Orbene, 541 \u00e8 uguale a 5+4+1 il quale \u00e8 uguale a 10, da dove 1+0 \u00e8 uguale a 1. Pertanto, se abbiamo collegato l&#8217;1 a Dio, Israele \u00e8 Dio esteso, che vuole dire Dio \u00e8 rappresentato nell&#8217;umanit\u00e0 con il nome Israele.<\/p>\n<p>Per analizzare a fondo il significato dei testi ebraici, e soprattutto il significato nascosto del <em>Genesi<\/em>, \u00e8 necessario applicare la ghematria sui sostantivi ebraici e sulle frasi che alludono a Dio, perch\u00e9 come dicono i cabalisti, il <em>Genesi <\/em> e tutta la Thora, non \u00e8 altro che l&#8217;estensione, la combinazione e la permutazione del nome di Dio di quattro lettere. Questa investigazione sui testi, la riflessione e la meditazione su essi, \u00e8 un processo di sviluppo mentale e del risveglio della coscienza molto utile per il viaggio di ritorno in seno all&#8217;Unit\u00e0. Questo lavoro \u00e8 quello che la cabala chiama <em>amata fidanzata<\/em>, l&#8217;amiamo e riveriamo con sommo rispetto, e rimaniamo sorpresi per l&#8217;ingegno delle menti straordinarie che l&#8217;hanno sviluppata creando il suo progetto o impalcatura per spiegare gli atti della creazione. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nucleo della cabala, come abbiamo visto, lo formano il S. Yetzirah ed il S. Zohar, oltre ad alcuni libri della Bibbia, bench\u00e9 posteriormente si aggiunse molta letteratura ricca di commenti a questi testi. Gli studiosi europei non avevano accesso a questa istruzione scritta in ebraico ed aramaico, fino a che, nell&#8217;anno 1540, un rosacroce, Guillermo Postel, traduce lo Yetzirah e lo Zohar in latino, dando accesso agli studiosi europei che poterono spiegarne il contenuto spiegando, fra l&#8217;altro, la creazione. 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