{"id":1515,"date":"2008-10-15T20:00:20","date_gmt":"2008-10-15T18:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1515"},"modified":"2023-10-16T19:12:07","modified_gmt":"2023-10-16T17:12:07","slug":"occidente-addio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1515","title":{"rendered":"Occidente, addio \/2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>La Cina ha enormi margini di sviluppo economico, ma per poter diventare la nuova motrice del capitalismo mondiale deve prima risolvere alcuni problemi. La recessione americana, anzitutto.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Occidente, addio \/2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"57%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20400%20220'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ricchezza_globale.jpg\" width=\"400\" height=\"220\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ricchezza_globale.jpg\" width=\"400\" height=\"220\" \/><\/noscript><br \/>\n<em>distribuzione della ricchezza globale <\/em><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"43%\">\n<p align=\"justify\">La Cina ha enormi margini di sviluppo economico, ma per poter diventare la nuova motrice del capitalismo mondiale deve prima risolvere alcuni problemi. La recessione americana, anzitutto. Se lo sviluppo cinese si \u00e8 finora basato sull&#8217;incremento dell&#8217;export, che cosa accadr\u00e0 ora che molti clienti e consumatori americani non saranno pi\u00f9 in grado nemmeno di rivolgersi al <em>made <\/em><em>in China <\/em> per soddisfare i bisogni interni? Se l&#8217;economia cinese ha bisogno dell&#8217;export americano, la recessione Usa rischia di bloccare anche lo sviluppo della Terra di Mezzo.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Un altro punto fondamentale concerne i diritti umani, in particolare l&#8217;autonomia religiosa, che il regime di Pechino continua a negare in Tibet, come sul fronte interno: la Cina \u00e8 ancora una potenza economica autoritaria, ma di fronte alla densit\u00e0 demografica e all&#8217;estensione del territorio cinese la democratizzazione della societ\u00e0 civile e del sistema politico non pu\u00f2 che avvenire gradualmente. La democrazia, negli stati moderni, \u00e8 il risultato dello sviluppo economico e non la conseguenza. Entro la fine del 2021, la Cina dovrebbe completare le riforme politiche e diventare una democrazia, alla stregua di quella indiana, se non di quelle europee.<\/p>\n<p>Il terzo snodo da affrontare concerne l&#8217;appetibilit\u00e0 del brand cinese, la capacit\u00e0 di diventare una sorta di paradigma socio-culturale non soltanto per le nazioni asiatiche ma anche per tutto il resto del mondo. \u00c8 questa la difficolt\u00e0 maggiore perch\u00e9, almeno per il momento, non sembra plausibile la sostituzione del logorato e superato \u00absogno americano\u00bb con un \u00absogno cinese\u00bb nuovo di zecca. Il sistema politico sarebbe gi\u00e0 pronto e sarebbe quello imperiale-confuciano fondato sull&#8217;armonia e la cooperazione universale, modello impero di Guerre Stellari, riplasmazione del modello \u00abtutto-sotto-il-cielo\u00bb, gi\u00e0 applicato tremila anni fa sotto la dinastia Zhou.<\/p>\n<p>A noi occidentali del XXI secolo un nuovo ordine mondiale fondato sull&#8217;imperialismo economico cinese pu\u00f2 sembrare incredibile, ma lo stesso deve essere apparso ai popoli che hanno vissuto il declino dell&#8217;impero romano o alle ex colonie con la fine di quello inglese, per non parlare della fine dell&#8217;Unione Sovietica. Nulla \u00e8 eterno sotto il cielo ed \u00e8 presumibile che un certo tipo di sogno americano sia gi\u00e0 finito: senza dubbio \u00e8 esaurito quello legato al \u00abconservatorismo compassionevole\u00bb iniziato negli anni ottanta con Ronald Regan.<\/p>\n<p>Che tipo di mondo troveranno i nostri nipoti? Alla luce di quanto si sta verificando in questi anni, l&#8217;Occidente \u2013 inteso come Ue + America del Nord \u2013 potrebbe essere sul viale del tramonto. Certamente non scomparir\u00e0 come \u00e8 scomparso l&#8217;Impero Romano, ma \u00e8 probabile un forte ridimensionamento nel ruolo da recitare nello scacchiere mondiale. Come \u00e8 accaduto all&#8217;impero napoleonico o all&#8217;impero inglese, l&#8217;Europa e l&#8217;America continueranno ad esistere, ma reciteranno un ruolo subalterno, marginale rispetto alle nuove motrici economico-politiche planetarie. La comunit\u00e0 europea risente della sua endemica debolezza energetica, ma \u2013 cosa molto pi\u00f9 grave \u2013 a mancare \u00e8 una qualsiasi idea di progetto o di visione politico-culturale che vada oltre all&#8217;unificazione forzata sotto l&#8217;ombrello dell&#8217;euro. \u00c8 probabile che l&#8217;introduzione dell&#8217;euro abbia preservato l&#8217;Ue da crisi finanziarie di tipo \u00abargentino\u00bb: ma se chiediamo all&#8217;uomo della strada se sta meglio adesso con la moneta unica o in passato con le vecchie valute nazionali, difficilmente la risposta andr\u00e0 oltre un generico e diffuso euroscetticismo. Dal canto suo, l&#8217;America impiegher\u00e0 anni a risollevarsi dalla recessione economica provocata dai mutui <em>subprime <\/em> e dal fallimento totale della guerra in Iraq: in ogni caso, se anche riuscisse a risollevarsi in tempi brevi difficilmente reciter\u00e0 ancora il ruolo di superpotenza. Gli Usa sono destinati a giocare un ruolo pi\u00f9 marginale, \u00abeuropeo\u00bb si potrebbe dire.<\/p>\n<p>Il solo scenario che oggi sembra possibile \u00e8 quello della \u00abdecrescita\u00bb economica. Se intorno al 2015 i biocarburanti iniziassero a scarseggiare, con il concreto rischio di un esaurimento completo del petrolio, dovremmo fin da ora iniziare a pensare ad uno stile di vita diverso. Anzitutto si tratterebbe di una <em>weltanschauung <\/em> globale e non soltanto limitata agli ex dominatori del mondo. \u00c8 inaccettabile che ancora oggi il 10% della popolazione mondiale mantenga il 90% delle risorse energetiche ed economiche del pianeta e vi siano parti dell&#8217;Africa dove i bambini continuano a morire di sete. Finch\u00e9 vi saranno queste disparit\u00e0 economiche tra le nazioni, le barriere geopolitiche che gli stati ergono per impedire i flussi migratori si dimostreranno inutili. Nessuna legge contro l&#8217;immigrazione clandestina potr\u00e0 fermare i dannati della terra in fuga da paesi devastati da guerre e carestie. Come nell&#8217;aneddoto del secchiello e del mare raccontato da Sant&#8217;Agostino, non sar\u00e0 certamente la proclamata tolleranza zero ad arginare le ondate \u00abbarbariche\u00bb di immigrati che si abbattono sull&#8217;ex ricco Occidente. Come rileva Bauman, la paura collettiva per l&#8217;immigrato musulmano, slavo o rumeno, \u00e8 abilmente manipolata dai governi degli ex stati nazionali per fini elettorali e per distogliere l&#8217;attenzione pubblica dai fattori di rischio e insicurezza: gli effetti perversi della nuova finanza liquida e sopranazionale. Il rischio globale \u2013 la tecnofinanza e la progressiva erosione del welfare \u2013 \u00e8 proiettato sullo <em>scapegoat <\/em> locale: lo straniero, l&#8217;immigrato extracomunitario che incute timore perch\u00e9 viene da \u00abfuori\u00bb a incrinare le certezze personali e collettive, ad incarnare quello che potrebbe accadere allo spaventato cittadino italiano o europeo. Nel volto straniero, l&#8217;italiano\/europeo medio proietta le paure globali che assumono veste locale: la povert\u00e0, l&#8217;esilio clandestino. Lo spettro della povert\u00e0 liquida \u00e8 abilmente proiettato dalla propaganda politica e mediatica sull&#8217;extracomunitario, l&#8217;Altro che diventa il riflesso rovesciato dell&#8217;Io e del Noi. Tuttavia, l&#8217;\u00aborda\u00bb non si pu\u00f2 arrestare, come non si arrest\u00f2 ai tempi della caduta dell&#8217;Impero Romano e di tante altre civilt\u00e0 dell&#8217;antico Oriente.<\/p>\n<p>\u00c8 probabile che il vasto ombrello finanziario protettivo che deve proteggere i flussi del credito internazionale sia in grado di frenare la crisi economica globale, senza influire, per\u00f2, sullo spostamento degli equilibri del potere geopolitico. L&#8217;Occidente, con la sua tradizione artistica e culturale, continuer\u00e0 ad esistere, ma non potr\u00e0 pi\u00f9 esercitare alcuna egemonia economico-culturale. \u00c8 assolutamente necessario ridistribuire le risorse, diminuire il consumo di carne mondiale per sfamare i popoli africani che ancora oggi muoiono di fame. Gli animali da cortile che giungono sulle tavole occidentali sono nutriti con foraggi e mangimi prodotti in larga distribuzione dalle terre espropriate agli africani e sfruttate con le monoculture. Queste terre, dove si produce soltanto mangime per animali destinati all&#8217;export, potrebbero essere coltivate per produrre riso e cereali in grado di porre fine alle emergenze alimentari. Gli stessi allevamenti sono un pericolo per l&#8217;effetto-serra. Allo stesso modo \u00e8 indispensabile elaborare una politica rispettosa dell&#8217;ambiente, in grado di porre fine all&#8217;emissione dei gas-serra e di provvedere alla produzione di energie alternative: gi\u00e0 si parla di una grave crisi petrolifera che potrebbe colpire il pianeta intorno al 2015.<\/p>\n<p>Concludendo, \u00e8 necessario che il liberismo turbocapitalistico scompaia come residuo del XX secolo e che si possa pensare ad uno <em>lifestyle <\/em> diverso. Ma questo stile di vita alternativo pu\u00f2 nascere soltanto se saranno rovesciati \u2013 nietzscheanamente \u00abtrasvalutati\u00bb \u2013 i rapporti di forza vigenti. Questo pu\u00f2 significare il ridimensionamento del primato occidentale. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cina ha enormi margini di sviluppo economico, ma per poter diventare la nuova motrice del capitalismo mondiale deve prima risolvere alcuni problemi. 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