{"id":1517,"date":"2008-10-05T20:15:20","date_gmt":"2008-10-05T18:15:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1517"},"modified":"2023-11-07T19:33:02","modified_gmt":"2023-11-07T18:33:02","slug":"come-svelare-i-misteri-della-cabala-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1517","title":{"rendered":"Come svelare i misteri della Cabala \/5"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=75\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Studi Biblici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Studi Biblici\" src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>L&#8217;anima \u00e8 di natura triplice, due in opposizione ed una terza che media fra loro: Neshamah, Ruach e Nephesh. Se facciamo riferimento ai tre gradi dell&#8217;anima nella sua forma globale (normalmente lo troviamo scritto nella Bibbia con l&#8217;espressione &#8220;con tutta la tua anima&#8221;), cos\u00ec lo menziona Elia.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Come svelare i misteri della Cabala \/5<\/h3>\n<p align=\"left\">di Anonimo &#8211; Traduzione da testo spagnolo a cura di Giuseppe Barbone<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Sull&#8217;Anima dell&#8217;uomo<\/h4>\n<p>L&#8217;anima \u00e8 di natura triplice, due in opposizione ed una terza che media fra loro: Neshamah, Ruach e Nephesh. Se facciamo riferimento ai tre gradi dell&#8217;anima nella sua forma globale (normalmente lo troviamo scritto nella Bibbia con l&#8217;espressione &#8220;con tutta la tua anima&#8221;), cos\u00ec lo menziona Elia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che l&#8217;anima sia tre cose, ma ha tre aspetti che la formano o tre momenti: Nephesh significa vitalit\u00e0 o Forza Vitale. \u00c8 colui che fornisce all&#8217;uomo sentimenti ed impulsi che lo collegano con l&#8217;ambiente. Neshamah \u00e8 la controparte, \u00e8 l&#8217;alito della spiritualit\u00e0 pi\u00f9 elevata, \u00e8 quella legata al Cosmo. Ruaj o Ruach \u00e8 l&#8217;aria o sostanza di vita interna che interconnette Nephesh con Neshamah. Ma, insistiamo, \u00e8 una sola anima, tale e come si deduce dall&#8217;uso del pronome &#8220;io&#8221; (ajoni), il quale gli d\u00e0 idea di unit\u00e0 nonostante le sue qualit\u00e0 triplici. Questa espressione unitaria la troviamo nell&#8217;espressione divina &#8220;Io sono quello che sono&#8221; corrispondente ad uno dei dieci nomi di Dio.<\/p>\n<h4>L&#8217;Anima, Principio universale<\/h4>\n<p>In molte religioni e filosofie si definisce l&#8217;anima come l&#8217;elemento immateriale che, insieme al corpo materiale, costituisce l&#8217;essere umano individuale. La dualit\u00e0 corpo-anima come costituente dell&#8217;essere umano \u00e8 presente praticamente in tutte le filosofie. L&#8217;anima si concepisce come un principio interno, vitale e spirituale, fonte di tutte le funzioni fisiche ed in concreto delle attivit\u00e0 mentali. Pertanto possiamo alludere non solo ad una dualit\u00e0, ma anche ad una trinit\u00e0: anima, mente e corpo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;induismo antico, l&#8217;anima (atm\u00e1n) era considerata come il principio che controlla tutte le attivit\u00e0 e definisce l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;uno e della sua coscienza. Le opere filosofiche ind\u00f9, le Upanisad, identificano l&#8217;atm\u00e1n con la parte divina (Bramino), aggiungendo una dimensione eterna all&#8217;anima. Legata strettamente a ci\u00f2, l&#8217;anima umana \u00e8 legata al ciclo delle reincarnazioni fino a che raggiunge la purificazione e la conoscenza, allora si fonde di nuovo con la realt\u00e0 ultima.<\/p>\n<p>Il Buddismo \u00e8 unico nella storia delle religioni perch\u00e9 afferma che l&#8217;anima individuale \u00e8 un&#8217;illusione prodotta da diverse influenze psicologiche e fisiologiche. Non ha la concezione di un&#8217;anima o essere che possa sopravvivere alla morte. Il punto di vista buddista sulla reincarnazione non \u00e8 altro che quello di una catena di conseguenze continue mediate da una qualunque identit\u00e0, bench\u00e9 nel credo popolare questa sottigliezza normalmente si perde ed i seguaci considerano i morti come anime transmigratorie.<\/p>\n<p>La religione cinese postula un&#8217;anima duale, divisa in una parte pi\u00f9 bassa, pi\u00f9 materiale, il p&#8217;o, ed una parte mentale pi\u00f9 elevata, l&#8217;hun. La prima muore col corpo e l&#8217;ultima sopravvive alla morte e si trasforma nel fuoco di adorazione degli antenati.<\/p>\n<p>Nel giudaismo primitivo si definisce la personalit\u00e0 umana nel suo insieme, senza fare una chiara distinzione tra il corpo e l&#8217;anima. Posteriormente il tema dell&#8217;anima fu pi\u00f9 ampiamente sviluppato dai profeti ed usarono i tre nomi allusi per designare i tre gradi che formano l&#8217;anima: Neshamah, Ruaj e Nephesh. Con lo sviluppo della cabala ebraica e secondo l&#8217;idea della costituzione dell&#8217;uomo questi tre livelli si vedono pi\u00f9 dettagliatamente. Quando parliamo dell&#8217;anima dell&#8217;uomo usiamo il suo nome generico per tutti i nomi. Questo nome generico, anima, riceve a sua volta molti nomi: regno, matrona, shej&#8217;inah, fidanzata, gemella, donzella, sposa, gazzella, questi nomi li troviamo nel Cantico dei Cantici, nello Zohar ed in alcuni altri scritti mistici.<\/p>\n<p>La Cabala Dogmatica, anche chiamata teorica, contiene concezioni filosofiche rispetto a Dio, gli angeli ed altri esseri spirituali. Studia l&#8217;uomo, l&#8217;anima umana ed i suoi distinti aspetti, la preesistenza e la reincarnazione, come i distinti piani di esistenza. Poggia sull&#8217;importanza della Legge rivelata ed \u00e8 basata sui seguenti sette ideali:<\/p>\n<p>1. &#8211; Che Dio, il Santo, l&#8217;Ain Sof, non fu il creatore diretto del mondo, ma tutte le cose sorgono da una fonte primordiale in emanazioni successive. Pertanto, l&#8217;universo \u00e8 Dio manifesto.<\/p>\n<p>2. &#8211; Che tutto quello che percepiamo o conosciamo si \u00e8 formato nel mondo sephirotico.<\/p>\n<p>3. &#8211; Che le anime umane erano preesistenti in un mondo superiore prima dell&#8217;origine di questo mondo.<\/p>\n<p>4. &#8211; Che le anime umane, prima dell&#8217;incarnazione risiedono in una sala superiore o tesoreria dove si stabiliscono quali decisioni prendere sul corpo terrestre nel quale devono entrare ogni anima o ego.<\/p>\n<p>5. &#8211; Che ogni anima dopo la vita o vite terrestri, deve essere molto purificata per essere riassorbita nel Dio infinito o Ain Sof.<\/p>\n<p>6. &#8211; Che una vita umana \u00e8 raramente sufficiente. Che due vite sono necessarie (quasi tutti le vivono) e se la seconda fallisce, c&#8217;\u00e8 n\u00e9 una terza dove l&#8217;uomo si unisce ad un&#8217;anima pi\u00f9 forte che porta il peccatore verso la purezza.<\/p>\n<p>7. &#8211; Che tutte le anime preesistenti, quando giungono alla perfezione, faranno in modo che anche gli angeli perversi vengano elevati. Cos\u00ec tutte le vite saranno sommerse nella divinit\u00e0, per mezzo del bacio d&#8217;amore della bocca del Santo, e l&#8217;universo manifesto non esister\u00e0 pi\u00f9, finch\u00e9 non verr\u00e0 nuovamente vivificato dal Consenso divino.<\/p>\n<p>La dottrina cristiana dell&#8217;anima si appoggi\u00f2 sulle filosofie di Platone ed Aristotele. La maggioranza dei cristiani crede che ogni individuo ha un&#8217;anima immortale e che la personalit\u00e0 umana nel suo insieme, composta di anima e di corpo resuscitato, deve, attraverso la fede, garantire la presenza di Dio dopo la vita. La teoria neoplatonica dell&#8217;anima come prigioniera in un corpo materiale prevalse nel pensiero cristiano fino a che il teologo del secolo XIII, san Tommaso D&#8217;Aquino, accett\u00f2 l&#8217;analisi di Aristotele sull&#8217;anima ed il corpo come due elementi concettualmente distinguibili di una sola sostanza. Di l\u00ec, il cristianesimo lott\u00f2 per un lungo periodo contro lo gnosticismo, il manicheismo e sette analoghe che considerano l&#8217;anima come esiliata dai regni spirituali di luce in un universo materiale completamente corrotto.<\/p>\n<p>Si vuole che l&#8217;anima dell&#8217;essere umano si leghi alla reincarnazione, questo tema non pot\u00e8 essere eliminato dalla Chiesa Cristiana bench\u00e9 furono fatti vari tentativi in merito. Alla fine decisero di soprassedere e non tornare a parlare del tema. Nonostante, suscit\u00f2 vari confronti e non poche lotte interne fino a che nel Secondo Concilio di Costantinopoli dell&#8217;anno 553, si approfond\u00ec la questione. Il problema proveniva dalla discussione sulla doppia natura di Cristo. Dicendo che Ges\u00f9 rappresenta la reincarnazione di Dio, si stava accettando una natura divina ed un&#8217;altra umana, argomento col quale la reincarnazione era accettata. Ma se si accettava la dottrina della reincarnazione si temeva per la perdita di potere, perch\u00e9 se non tutto finisce in una sola vita, la figura di colui che perdona i peccati sarebbe stata attenuata. Alcuni alludevano al fatto che solo Cristo aveva la natura divina, si inventarono anche un nome greco per la Vergine, che tradotto letteralmente indica &#8220;portatrice di Dio&#8221;, in modo che ci fosse pi\u00f9 di una questione nel Secondo Concilio di Costantinopoli: reincarnazione del s\u00e9, attraverso la doppia natura di Cristo e non reincarnazione, per non diminuire il potere funzionale.<\/p>\n<p>Gli insegnamenti dell&#8217;Islam sull&#8217;anima, si riferiscono a quelle del giudaismo ed a quelle del cristianesimo. Secondo il Corano, Dio dot\u00f2 di anima il primo essere umano, e nel momento della morte lo spirito del credente viene condotto davanti a Dio. L&#8217;Islam come il cristianesimo crede nella resurrezione dei morti, stabilendo cos\u00ec che l&#8217;anima \u00e8 immortale.<\/p>\n<p>Nel rosacrucianismo c&#8217;\u00e8 una sola anima a differenza del cristianesimo che assegna un&#8217;anima ad ogni individuo. Tuttavia, in questi insegnamenti bisogna distinguere tra l&#8217;anima universale e l&#8217;anima personalit\u00e0, la quale \u00e8 individuale. La migliore analogia per capire l&#8217;esistenza di una sola anima le descrive H. Spencer Lewis in uno dei suoi scritti. Dice che bisognerebbe pensare ad una massa di farina impastata che allunghiamo e dalla quale tiriamo fuori, con un bicchiere o un qualunque recipiente circolare, delle palle come quelle che si usano per fare i panzerotti. Ora abbiamo una coscienza di &#8220;panzarotto&#8221; e non di massa, per questo motivo ci sembra che ogni anima ha la sua anima individuale, ma la massa \u00e8 una. Rispetto al risveglio della coscienza affinch\u00e9 l&#8217;anima personalit\u00e0, il panzerotto, prenda coscienza di massa, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra analogia che illustra molto bene l&#8217;idea. Questa volta \u00e8 in uno scritto di Isaac Asimov. Egli lo racconta pi\u00f9 o meno cos\u00ec: Dio (&#8220;la massa&#8221;), \u00e8 come una grande calcolatrice, ha in s\u00e9 tutta la conoscenza, tutta la memoria. Ma la calcolatrice \u00e8 la somma dei &#8220;bit&#8221; o unit\u00e0 di memoria. Ed un giorno pens\u00f2: cosa succede se scoppio ed ognuno dei &#8220;bit&#8221; iniziano a viaggiare per lo spazio tempo? Essi viaggeranno fino a che ognuno di loro acquisisca la conoscenza che ora ha la calcolatrice. Cio\u00e8, ogni &#8220;bit&#8221; deve trasformarsi nella somma di tutti i &#8220;bit&#8221;. Nelle due analogie rimane l&#8217;idea che abbiamo simulato da coscienza di massa a coscienza di &#8220;panzarotto&#8221; ed ora dobbiamo riprendere la coscienza di massa.<\/p>\n<p>La rosa socchiusa simbolizza questo viaggio dell&#8217;anima dalla coscienza individuale fino alla coscienza del tutto, dell&#8217;Assoluto. Mentre la rosa completamente aperta rappresenta l&#8217;unione mistica dell&#8217;anima individuale o anima personalit\u00e0 con l&#8217;anima globale. Questo \u00e8 il sonno del mistico che abilmente c&#8217;insegna San Giovanni della Croce nella sua <em>Fiamma d&#8217;Amore Viva <\/em>.<\/p>\n<p>Quando diciamo che siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio (Genesi) ci riferiamo al termine ebraico &#8220;selem&#8221; (somiglianza) che si riferisce alla parte interiore, cio\u00e8, all&#8217;anima globale e non a quella che esibiamo attraverso l&#8217;anima personalit\u00e0. Questa idea la vediamo anche nell&#8217;analogia delle differenti lampadine. Ognuna ha la sua capacit\u00e0, una \u00e8 di 100 watt di luce, un&#8217;altra ha appena 15 watt, ma entrambe manifestano la stessa ed unica corrente. Chiamiamo anima globale la corrente, che \u00e8 uguale per tutte le lampadine, inteso per tutti gli esseri. E chiamiamo anima personalit\u00e0 la capacit\u00e0 di ognuna di manifestare la corrente, cio\u00e8, i watt.<\/p>\n<p>Il misticismo, e concretamente il misticismo rosacroce attraverso i suoi esercizi e pratica giornaliera, \u00e8 progettato affinch\u00e9 ampliamo in questa vita i watt. Come dice San Giovanni della Croce, quando la brillantezza e la trasparenza del nostro vetro viene investito dalle grandi quantit\u00e0 di luce dello Spirito Santo, come \u00e8 tanta la luce ed il vetro molto trasparente non si distinguer\u00e0 uno dall&#8217;altro, ma sembrer\u00e0 una stessa cosa. Questo equivale a dire che la rosa socchiusa, la nostra anima personalit\u00e0, \u00e8 sparita perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 ora una sola anima, la rosa aperta.<\/p>\n<p>Nel mito di Caino ed Abele possiamo intendere la stessa idea che prima esprimevamo con l&#8217;analogia della massa ed il &#8220;panzarotto&#8221;. Il momento di perdere coscienza di massa che passa alla coscienza di &#8220;panzarotto&#8221; \u00e8 rappresentato da Caino. \u00c8 il momento nel quale Adamo viene cacciato dal paradiso. Mentre il momento anteriore, cio\u00e8, quando abbiamo coscienza dell&#8217;Assoluto, siamo rappresentati da Abele, offerte che piacciono a Dio. Caino viene espulso ed il suo lamento, nel capitolo III del (Genesi) cos\u00ec dice: La &#8220;mia colpa \u00e8 troppo grande per sopportarla. Oggi mi allontani da questo suolo e devo nascondermi alla tua presenza, come un vagabondo vado errante per la terra e chiunque mi trover\u00e0 mi ammazzer\u00e0\u2026 Gli rispose Yahveh: Al contrario, chiunque ammazzer\u00e0 Caino, lo pagher\u00e0 sette volte\u2026&#8221;.<\/p>\n<p>Bisognerebbe capire che Adamo, Eva, Caino ed Abele sono lo stesso Adamo e che i nomi rappresentano solo aspetti o sue funzioni. Adamo \u00e8 una figura spirituale con un corpo astrale o luminoso che \u00e8 sottomesso alla rottura del recipiente in un dato momento, cadendo dall&#8217;Atziluth fino all&#8217;Assiah o mondo dalla materia. La sua anima, sua una e sola anima, sfrutta le sue scintille che continuano a cadere trovando corpi pi\u00f9 densi che formano l&#8217;umanit\u00e0; questo atto rimarr\u00e0 configurato con il simbolo dell&#8217;espulsione dal paradiso. Le scintille della Shej&#8217;inah, dell&#8217;anima, ora sono disperse e in esilio, fino a che si riuniranno di nuovo nel Consenso divino.<\/p>\n<p>L&#8217;anima \u00e8 universale come abbiamo visto, ma alcune sue funzioni ci fanno sentire che si esprime nell&#8217;individualit\u00e0. Magari dobbiamo ricorrere un&#8217;altra volta all&#8217;analogia delle lampadine in maniera pi\u00f9 ampia. Immaginiamo un gran generatore di corrente dal quale esce un infinito cavo elettrico dal quale pendono lampadine. La corrente \u00e8 una, questa sarebbe l&#8217;anima universale. Quindi ogni lampadina ha la sua propria capacit\u00e0 di riflettere quello che in realt\u00e0 \u00e8. Per questo motivo vediamo esseri che mostrano un risveglio della coscienza pi\u00f9 ampliato di altri, perch\u00e9 mentre alcuni sono grandi luci da cinquecento o mille watt, altri, tuttavia, sono piccole luci da quindici o venticinque watt. Questa capacit\u00e0 di riflettere quello che si \u00e8, \u00e8 quella che chiamiamo anima personalit\u00e0. Questa \u00e8 quella che si reincarna, e lo fa al fine di guadagnare in ogni vita pi\u00f9 watt per trasformarsi in grandi fari di luce. I corpi delle lampadine, i vetri, possono essere di molte forme e colori, questo \u00e8 il corpo perituro. La parte pensante dell&#8217;essere umano, quell&#8217;anima personalit\u00e0 va via con la chiamata della morte e le sue esperienze rimangono intrise nell&#8217;aura. Col risultato che in vari esperimenti rosacruciani possiamo, attraverso l&#8217;aura, portare aspetti delle esperienze passate dell&#8217;anima personalit\u00e0. La forza della vita \u00e8 divina, perci\u00f2 presupponiamo che il suo compito \u00e8 quello di guidare l&#8217;anima personalit\u00e0 e le sue funzioni, questo vuol dire, confrontarci ad esperienze per continuare a risvegliare la coscienza. La forza della vita dell&#8217;essere spirituale, ci commisura una serie di piaceri sottili distinti dai sensi del corpo. La sensazione di pace profonda, quella di rinascere nel gran lago universale, le estasi mistiche, il sentirci galleggiare nello spazio intangibile o percepire alcune qualit\u00e0 artistiche, corrispondono alla parte interiore dell&#8217;individuo ed \u00e8 in qualche modo una connessione con la sua Madre spirituale.<\/p>\n<p>L&#8217;anima personalit\u00e0 d\u00e0 vita al corpo, chiamato &#8220;nephesh&#8221; in termini cabalistici, ed \u00e8 una funzione dell&#8217;anima. Il soffio di vita dell&#8217;anima universale, quello che Dio insuffla nel naso dell&#8217;uomo e lo trasforma in un&#8217;anima vivente, \u00e8 il &#8220;ruach&#8221;. Ci\u00f2 che chiamiamo anima globale nella cabala si nomina come &#8220;neshamah&#8221;. Il &#8220;nephesh&#8221; \u00e8 quello che si reincarna e va via dal corpo con ogni transizione, ma non sparisce dall&#8217;aura o corpo fluidico fino a che si integri nell&#8217;anima globale, cio\u00e8, fino a che realizzi il suo matrimonio alchemico.<\/p>\n<p>Mi sembra che ci sia un&#8217;idea che dobbiamo elaborare pi\u00f9 approfonditamente. Abbiamo parlato di anima personalit\u00e0 che si reincarna. Ma quando parliamo di personalit\u00e0 da un punto di vista psicologico, intendiamo i nostri tratti personali, quelle cose che ci disegnano come individui e che a volte sono sigillate a fuoco nel nostro io circostanziale. Quando ci reincarniamo non \u00e8 per potenziare ancora di pi\u00f9 quelle qualit\u00e0 personali dal punto di vista psicologico. Al contrario, \u00e8 per perderle che la nostra personalit\u00e0 somiglia alla personalit\u00e0 \u2013 se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare \u2013 dell&#8217;anima globale. Lo ripetiamo un&#8217;altra volta. Il ciclo di reincarnazioni non sembra avere un altro obiettivo che quello di dotarci dei poteri della vita spirituale, di arrivare a desiderare l&#8217;Unit\u00e0. Di essere un&#8217;Unica Anima. Pertanto, nel decorso di ogni vita, il nostro lavoro come uomini e donne di desiderio non \u00e8 altro che quello di recuperare il nostro Primo Stato, trasformarci di nuovo nell&#8217;Adam Kadmon. Il nostro lavoro giornaliero \u00e8 riuscire in vita al la Congiunzione degli Opposti. Esercitare come terza forza, che equilibri le colonne di opposizione. Pertanto, non si tenta di conservare i tratti individuali, bens\u00ec di perderli, di &#8220;sedersi nella dimenticanza&#8221; Chuangz\u00ed dice come, di auto annichilirsi, cos\u00ec come dice Arab\u00ed. Il nostro lavoro \u00e8 procurare la Reintegrazione della nostra anima personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il maestro Louis Claude di Saint Martin dice: &#8220;Raramente si trova l&#8217;unit\u00e0 nell&#8217;associazione: questa deve essere cercata nell&#8217;unione individuale con Dio. Quando riusciremo in questo intento comprenderemo che siamo fratelli l&#8217;uno dell&#8217;altro&#8221;. Perch\u00e9 tutti comunichiamo con la stessa anima, bench\u00e9 la nostra personalit\u00e0 ci faccia percepire l&#8217;individualit\u00e0. Quando tutti ci saremo rinnovati non si manifester\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;individualit\u00e0, nel frattempo, comprendiamo che siamo tutti fratelli di anima.<\/p>\n<p>Il sentiero di ritorno dell&#8217;uomo cominci\u00f2 con la sua leggendaria caduta, quando ad Adam fu tolta la corona, cio\u00e8, scese di livello. Ora ci troviamo nell&#8217;esilio e dentro il &#8220;bosco&#8221; degli errori, ma abbiamo trovato il portone, la via, quella del ritorno al Padre. Il metodo \u00e8 produrre l&#8217;equilibrio di forze. Questa idea di creare l&#8217;equilibrio fa che questa parentesi finisca. Riflettete su questo affinch\u00e9 possiate notare in quante situazioni della sua vita siete intervenuti equilibrando gli opposti, o al contrario, c&#8217;\u00e8 stato su uno dei piatti della bilancia un maggior peso.<\/p>\n<h4>Verso la peregrinazione<\/h4>\n<p>La mente umana tende ad ideare cose delle quali realmente non sa niente o sa molto poco. Abbiamo la facolt\u00e0 di creare idee e pensieri, credere cose ed attribuire ragioni a questioni che non sono state provate e che tendiamo a realizzare come certe. Altre volte trasferiamo i dati di un fatto conosciuto o ragionevolmente accettato ad altri fenomeni completamente sconosciuti. Abbiamo anche la facolt\u00e0 di proiettare i nostri elementi o dell&#8217;individuo, sull&#8217;oggetto di studio o analisi, conferendo i nostri attributi a quello che non li ha o che non sappiamo che li abbia.<\/p>\n<p>Ci siamo sempre chiesti da dove veniamo e dove andiamo, come nacque l&#8217;universo, se c&#8217;\u00e8 vita in altre galassie, o che cosa c&#8217;\u00e8 oltre l&#8217;attuale esistenza. Su queste questioni si mescolano le carte di molte teorie e credenze, ma la cosa certa \u00e8 che sappiamo molto poco o niente di tutto questo. Pertanto la tradizione ha sostituito la conoscenza, in modo da trovare abbondante letteratura che parli di tutto questo come se si trattasse di un fatto accertato. Come possono esistere tante spiegazioni al riguardo pur sapendo tanto poco? Jung diceva che quando un individuo ha un&#8217;idea, questa si considera soggettiva, ma che quando vari individui condividono la stessa idea, questa diventa obiettiva. Questo equivale a dire che per il semplice fatto che se varie persone credono in una stessa cosa, essa diventa realt\u00e0 obiettiva.<\/p>\n<p>La mente ha ancora un&#8217;altra facolt\u00e0, quella di creare coscientemente cose che non essendo attuali, possono arrivare ad esserlo, cio\u00e8, pu\u00f2 anticiparci oggi cose che ancora non esistono ma che domani possono diventare una realt\u00e0 tangibile. Ci\u00f2 che oggi la mente umana visualizza si trasforma in un fatto futuro. Anche la neuroscienza comincia a dire che la creazione cosciente di certe qualit\u00e0 o atteggiamenti umani fa s\u00ec che i nostri neuroni sviluppino la funzione o sinapsi in relazione alla nostra creazione. D&#8217;altra parte, possiamo pensare a quelle persone negative, che le respingono per qualunque motivo senza dedicare tempo allo studio di queste cose. Anche essi stanno creando nei loro neuroni le condizioni di pessimismo, dubbio e sfiducia.<\/p>\n<p>In relazione alla facolt\u00e0 della mente di proiettare i nostri paradigmi ad un oggetto di studio come Dio, l&#8217;anima o sulla nascita dell&#8217;universo, etc., \u00e8 possibile pervenire all&#8217;idea che nel principio tutto era Uno, e che ora siamo un mucchio di scintille di luce che stanno viaggiando dal centro alla periferia e da questa nuovamente al centro. In questa nostra idea la mente mescola la nostra sensazione di tempo e spazio con aspetti e leggi assunte intellettualmente, tali come la forza centrifuga e centripeta. Ma usando i concetti ed il linguaggio per un stato di coscienza tridimensionale o di veglia come \u00e8 possibile chiarire quello che succede fuori del tempo e dello spazio? In molta letteratura che tratta temi metafisici osserviamo molta aderenza ad invenzioni gratuite della mente umana e manifestazioni che presentano opposizione tra esse analizzandole, oppure che esprimono progetti contrari alle leggi conosciute o a quelle misticamente dedotte. Tra queste manifestazioni osserviamo disquisizioni tra l&#8217;anima universale e l&#8217;anima dell&#8217;uomo, le quali creano distinte correnti che sono adottate alcune da un settore ed altre dalla parte avversa. Sull&#8217;anima e Dio, abbiamo varie posizioni: teismo, ateismo, monoteismo, politeismo, panteismo.<\/p>\n<p>Uno dei criteri pi\u00f9 accettato dalla corrente mistica \u00e8 quello che dice che l&#8217;anima \u00e8 unita, concentrata su s\u00e9 stessa e contemporaneamente espansa, perch\u00e9 permea tutto. L&#8217;anima umana e l&#8217;anima divina sono la stessa anima, quella di tutti gli esseri e di tutta la natura \u00e8 dentro di noi. Per\u00f2 come la nostra mente d\u00e0 un senso allo spazio ed al tempo, cos\u00ec ci sembra che venga dall&#8217;interno. Ma se pensiamo che si trova anche nelle galassie e siccome queste le pensiamo molto lontane nello spazio, non riusciamo ad interiorizzarle come qualcosa di reale bens\u00ec come un&#8217;idea o credo; cio\u00e8, trasferiamo all&#8217;anima i condizionanti della nostra mente soggettiva. Tuttavia, quando l&#8217;uomo disfa il tempo e lo spazio attraverso il risultato di un altro stato di coscienza, scopre l&#8217;anima nell&#8217;eternit\u00e0, cattura un nuovo concetto, in modo che l&#8217;anima si scopre a s\u00e9 stessa nella sua realt\u00e0. L&#8217;anima si lascia scoprire quando l&#8217;uomo cambia l&#8217;orientamento della sua ricerca ed intraprende l&#8217;azione di guardarsi dentro.<\/p>\n<p>Per la mistica ebraica che comunicava anche Ges\u00f9, l&#8217;uomo percorre il tempo e lo spazio come nei sei giorni della creazione e nel settimo si ripos\u00f2. Il settimo giorno, il giorno dello shabat, (il sabato) dell&#8217;eternit\u00e0, \u00e8 il giorno di rinnovamento dell&#8217;anima, il momento eterno nel quale riceve Dio che si ripete ogni settimana. Questa \u00e8 la presenza nella quale l&#8217;uomo scopre ci\u00f2 che \u00c8, e che realizza mediante la sua peregrinazione. L&#8217;uomo \u00e8 quello che segue il ritmo ed esegue il pi\u00f9 prezioso ciclo della vita costruendo il tempio nell&#8217;arco di sei giorni ed il settimo \u00e8 pronto.<\/p>\n<p>Per noi il sabato non dovrebbe essere legato con un giorno della settimana, perch\u00e9 qualunque giorno e momento \u00e8 adatto per tentare di trovare la comunione col Dio dei nostri cuori. Nonostante, il nostro controllo settimanale al nostro <em>sanctum <\/em> dovrebbe rimanere l&#8217;idea di un viaggio verso il nostro interno.<\/p>\n<p>Un giorno l&#8217;uomo si sent\u00ec separato dall&#8217;anima universale e divent\u00f2 cosciente dell&#8217;individualit\u00e0. Come realt\u00e0 mistica siamo solo separati nella coscienza, in modo che il nostro peregrinare ha il proposito di svegliare la coscienza fino a concepire l&#8217;Unione. Oggi crediamo di essere milioni di scintille di luce che stanno viaggiando per lo spazio, che siamo fuoriusciti da un grande centro di potere, conosciuto nella Bibbia, come il Giardino dell&#8217;Eden dal quale viaggiamo andando in mille direzioni distinte, compresa quella che segna il ritorno al Padre. Per tutto quanto sopra detto, ci\u00f2 che viaggia \u00e8 la coscienza, ed essa \u00e8 ci\u00f2 che bisogna restituire.<\/p>\n<h4>Il vincolo dell&#8217;uomo con la Divinit\u00e0<\/h4>\n<p>La parola dell&#8217;uomo \u00e8 un tema molto interessante per la sua differenza con altre specie e per il suo vincolo con la divinit\u00e0. Dal teatro greco c&#8217;arrivano notizie che l&#8217;attore si collegava con gli dei attraverso la maschera. La bocca di questa si trasformava in una tromba parlante. Si dice che il nome della persona (per-sona = perch\u00e9 suona), esprime questa qualit\u00e0. L&#8217;uomo compie le funzioni di pensare, parlare ed agire. Di queste tre qualit\u00e0, la pi\u00f9 alta \u00e8 il parlare, il quale si lega con la parola, con la creazione e con l&#8217;autocoscienza. Sembrerebbe che sia il pensiero la qualit\u00e0 pi\u00f9 alta, ma quando lo si nomina, acquisisce potenza; essendo la parola il sigillo del pensiero, diciamo che \u00e8 la funzione pi\u00f9 importante. Ecco perch\u00e9 \u00e8 rapportato col vibrare del pensiero. La prima vibrazione creativa rimane, pertanto, connessa alla parola. Un altro aspetto della parola si trova nelle rassegne del &#8220;Dio&#8221; disse. L&#8217;uomo con la parola \u00e8 paragonato allo Spirito Santo, ed ai suoi detti creatori, con la serie di &#8220;Dio&#8221; disse che troviamo nel Genesi.<\/p>\n<p>Anche se ci \u00e8 pi\u00f9 vicino la vibrazione di certe parole o mantram carichi di potere, rispetto a questo, un&#8217;analisi delle lettere ebraiche A, M, R, la si pu\u00f2 paragonare con i tre gradi dell&#8217;anima. I mantram che contengono queste lettere, creano un&#8217;interconnessione tra l&#8217;uomo ed il Cosmo. Anche le tre lettere AMR si possono collegare ai tre aspetti della parola fisica: respirazione, voce e significato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la parola, base della creazione, viene osservata sia nel Genesi che nello Yetzirah. In questo ultimo \u00e8 detto che la parola \u00e8 formata da tre aspetti superiori: fuoco, aria ed acqua, che si riferisce al versetto del Genesi che dice: &#8220;L&#8217;alito di Dio aleggiava sulle acque&#8230;. E Dio disse: sia fatta la luce&#8221;. Pertanto, la parola \u00e8 il &#8220;berechit&#8221;, lo Spirito Santo o Prima vibrazione, che come dice San Giovanni l&#8217;Evangelista, si fece carne ed abit\u00f2 tra noi.<\/p>\n<p>Il Sepher Yetzirah (Libro della Formazione) mostra ripetute volte un&#8217;impronta triadica o idea triplice che indica due aspetti frontali ed un terzo che li equilibra. Esistono varie esposizioni di detta impronta, una di esse, come vedemmo, \u00e8 quando mostra i piatti di una bilancia posti davanti ad un fedele, terzo elemento, che li equilibra. Le tre lettere madri dell&#8217;alfabeto ebraico si iscrivono sopra: da un lato la &#8220;mem&#8221; in opposizione la &#8220;shin&#8221;, e la &#8220;aleph&#8221; nel mezzo. La fonte menzionata riporta il fedele della bilancia con la lingua, indicando che \u00e8 la lingua quella che registra. Questa \u00e8 un&#8217;altra forma per dire che la parola \u00e8 il vincolo. Registrare ed intagliare sono due espressioni comuni del S.Y., ed in quanto al termine intagliare si riferisce, pensiamo, ad una grande roccia informe dalla quale si creano delle forme intagliandola. Cos\u00ec la parola \u00e8 quella che crea la forma pensiero. Altre volte il S.Y. dice che Dio intagli\u00f2 e pose nello spazio intangibile tutto il creato, volendo intendere che nel principio lo spazio non aveva forme predestinate e che dallo spazio, invece di riempirsi se ne staccavano schegge che formarono la creazione. Le cose vuote e le cose informi in ebraico si denominano &#8220;bohu&#8221; e &#8220;tohu&#8221;, e sono quelle che c&#8217;erano prima delle emanazioni.<\/p>\n<p>Un altro modo di vedere l&#8217;impronta triadica, \u00e8 quella riferita al pensiero filosofico ed \u00e8 quando uniamo le espressioni di tesi, antitesi e sintesi, che riportato ad un livello inferiore lo possiamo chiamare: metodo di analogia, corrispondenza e sintesi. Un&#8217;altra espressione dell&#8217;idea triplice \u00e8 pensiero, parola ed opera, uno stesso atto di creazione che la nostra cultura separa nel tempo. Cos\u00ec \u00e8 quando riuniamo i termini di Dio, uomo e natura, tre cose che sembrano essere distinte ma che sono la stessa cosa. In questo ultimo caso chi o che cosa \u00e8 l&#8217;equilibratore? La risposta \u00e8 l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra rappresentazione frequente nella cabala \u00e8 quando si scorgono due pilastri opposti ed un terzo nel mezzo. Possiamo scrivere sui pilastri molte parole o sostantivi biblici. Per esempio, riferendoci all&#8217;espressione Dio di Abramo, Dio di Isaac e Dio di Giacobbe, i tre patriarchi, si scrivono in pilastri diversi. Abramo in quello di destra, Isacco in quello di sinistra e Giacobbe in quello del mezzo. Giacobbe \u00e8 Israele, l&#8217;uomo-umanit\u00e0, quello che equilibra l&#8217;opposizione. Israele \u00e8 Dio esteso nell&#8217;umanit\u00e0. Vediamo l&#8217;idea di opposizione ed equilibrio in un&#8217;altra forma. Le colonne del tempio di Salomone, Jakin e Boaz, rappresentano la dualit\u00e0, ma Tempio in ebraico \u00e8 &#8220;Hekal&#8221;, parola che contiene due radici: H che equivale al pronome castigliano &#8220;Egli&#8221; e Kal che si traduce in, tutto. In modo che Hekal significa egli nel tutto o tutto in lui. Quando l&#8217;uomo \u00e8 il tempio, vuole dire che ha raggiunto un livello di comunione col tutto, livello nel quale sparisce l&#8217;opposizione. La dualit\u00e0 \u00e8 una legge umana tanto connotativa che ci fa credere che la sua esistenza \u00e8 reale, ma dal punto di vista mistico detta legge \u00e8 un&#8217;illusione.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"73%\">\n<p align=\"justify\">Se disegnassimo le colonne di opposizione in modo che i suoi lati superiori si tocchino, nel punto dove si toccano c&#8217;\u00e8 la perfetta congiunzione degli opposti. Vediamolo:<\/p>\n<p align=\"justify\">I due assi discendenti si allontanano man mano che scendono. Il pendolo oscilla tra gli opposti. Il tempo di oscillazione \u00e8 maggiore sotto e minore man mano che si sale (idealizzando un pendolo con braccio minore). La parte pi\u00f9 bassa la chiameremo coscienza umana, e la parte dove gli assi si toccano la chiameremo coscienza divina. L&#8217;opposizione o dualit\u00e0 \u00e8 reale nel livello umano ma non nel livello divino. \u00c8 l&#8217;iniziato che deve eliminare l&#8217;opposizione col suo lavoro di introspezione, con la riflessione e la meditazione.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"27%\">\n<p align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20166%20214'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/pendolo.gif\" width=\"166\" height=\"214\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/pendolo.gif\" width=\"166\" height=\"214\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4>Il fuoco reintegratore<\/h4>\n<p>A sua volta l&#8217;Unit\u00e0 \u00e8 uno stato da raggiungere per tutto il genere umano e per tutto quello che \u00e8 uscito dal Suo seno. In alcune tradizioni il termine reintegrazione equivale a quello di restaurazione, e comprende quello di salvazione o quello di restaurazione.<\/p>\n<p>Il nome ebraico di Ges\u00f9 \u00e8 lo stesso del tetragrammaton IHVH pi\u00f9 la lettera ebraica Shin cos\u00ec inserita: IHShVH. Questo nome, IehoShvah, significa letteralmente &#8220;il Dio che salva&#8221;, per questo motivo si dice che Ges\u00f9 \u00e8 il salvatore. Altri termini come redenzione, riscatto e resurrezione, sono anche riferiti a quello di reintegrazione. Ognuno di questi termini pu\u00f2 prendere distinte sfumature a secondo che si trovino nell&#8217;Antico o nel Nuovo Testamento.<\/p>\n<p>L&#8217;iscrizione INRI della croce cattolica si interpreta in due forme distinte: per alcuni \u00e8 la sigla di Ges\u00f9 Nazareno Re degli Ebrei. Per l&#8217;alchimia ed il misticismo \u00e8 l&#8217;acronimo della frase latina La Natura si Rinnova con il Fuoco, (Ignea Natura Renovatur Invecta). \u00c8 il fuoco il mezzo con il quale Ges\u00f9 l&#8217;uomo si trasforma nel Cristo Cosmico.<\/p>\n<p>Quello che si allontan\u00f2 da Dio \u00e8 la coscienza ed \u00e8 la coscienza che bisogna restituire, perch\u00e9 non abbiamo smesso mai misticamente di appartenere alla mente cosmica. Essere uno con l&#8217;Unit\u00e0 \u00e8 la qualit\u00e0 o stato che sperimenta un essere umano che ha trasceso la sua coscienza. Questo espandere la coscienza fino a questo grado sommo, senza smettere di essere uomo, \u00e8 quello che ci mostra la figura del Cristo. Ogni umano che riesce a far questo fa anche ascendere tutto ci\u00f2 che lo circonda nel suo ambiente.<\/p>\n<p>La lettera ebraica Shin simbolizza il fuoco, cio\u00e8 la coscienza trasmutata. Jerusalem \u00e8 il crogiolo; il fuoco \u00e8 il trasmutatore. Questa purificazione nell&#8217;essere umano \u00e8 progressiva fino ad ottenere la coscienza di Unit\u00e0. Ges\u00f9 contiene la Shin, il fuoco, col risultato che il Messia \u00e8 il restauratore, ma ogni essere umano deve trasformarsi in Messia. Se diciamo che il Messia \u00e8 il Salvatore, stiamo dicendo la stessa cosa, cio\u00e8 il restauratore o reintegratore. La parola ebraica MesShiah, Messia, contiene, pertanto, la stessa idea del nome ebraico di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Sia nella tradizione ebraica che in quella cristiana, il fuoco \u00e8 come il restauratore o rinnovatore, cos\u00ec come \u00e8 anche il simbolo della presenza divina come possiamo osservare in Esodo 3.2 e 13.21, o in Genesi 15.17, o in Isaia 6, 6.7 e 48.10, o in Salmi 26.2, in Apocalisse 20.9, 10 e 14.15. Il fuoco come simbolo di liberazione o illuminazione l&#8217;abbiamo in Pentecoste, Act 2. 1, 4. Un&#8217;altra allusione l&#8217;abbiamo nel nome Seraphim, il quale proviene dal verbo ebraico &#8220;seraph&#8221; che significa bruciare. Che la meditazione in questo testo sia il fuoco che illumini la tua coscienza.<\/p>\n<h4>Gerusalemme del cielo e della terra<\/h4>\n<p>Le radici del nome Jerusalem, le troviamo nell&#8217;ebraico &#8220;Ur-Shalom&#8221;, posto o luogo della pace. \u00c8 nominata per la prima volta col nome di &#8220;Shalem&#8221;, secondo documenti ritrovati in Ebla (nel sud della Siria), che risalgono al III millennio a.C. Questa radice la troviamo anche nei testi di esecrazione egiziani del principio del secondo millennio col nome &#8220;Rushalimun&#8221;, nome che appare anche nelle lettere di Tel L&#8217;Amarna del secolo XIV a.C.<\/p>\n<p>In tutti i nomi appare la lettera ebraica Shin, simbolo del fuoco ed una delle tre lettere madri dell&#8217;alfabeto ebraico. Per questo motivo si dice che Jerusalem \u00e8 il crogiolo dove il fuoco deve raffinare la coscienza umana affinch\u00e9 riesca l&#8217;unione con l&#8217;Unit\u00e0. Detta unione \u00e8 famosa nel Cantico dei Cantici di Salomone, come l&#8217;unione del fidanzato e della fidanzata. Ma questo libro per noi \u00e8 molto complesso essendo pieno di simboli che non danno l&#8217;idea che l&#8217;autore trasmette, perci\u00f2 dobbiamo ricorrere alla &#8220;Fiamma&#8221; d&#8217;amore vivo di San Giovanni della Croce per conoscere il suo contenuto. Questo mistico spagnolo aveva il Cantico dei Cantici come libro di riferimento e pot\u00e8 approfondire il suo significato. San Giovanni della Croce nomina l&#8217;unione mistica come il matrimonio perfetto e sublime tra il marito e la moglie, rappresentando con essi l&#8217;anima nell&#8217;uomo e la sua gemella divina.<\/p>\n<p>In Isaia 31.9, Gerusalemme viene chiamata &#8220;forno di Dio&#8221; e si dice che il fuoco \u00e8 in Sion. Ma il posto \u00e8 stato profanato, dice Ezechiele, bench\u00e9 egli predica il suo ristabilimento ed una nuova alleanza, perch\u00e9 per riuscire nella reintegrazione con l&#8217;Unit\u00e0, si ha bisogno di un &#8220;luogo di pace&#8221; (Ur-shalom). Questa pace \u00e8 quella che fa riferimento alla Pace Profonda, un stato di comunione con l&#8217;Essere dove l&#8217;unione della Jerusalem celeste e la Jerusalem terrestre diviene una sola cosa, una sola idea o assenza della dualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Talmud dice che: &#8220;Israele \u00e8 l&#8217;asse del mondo ed il suo centro. Jerusalem si trova nel centro d&#8217;Israele. Il tempio sta nella met\u00e0 di Jerusalem. Il Sanctum Sanctorum sta nella met\u00e0 del tempio, l&#8217;Arca sta nella met\u00e0 del Sanctum Sanctorum; la roccia della fondazione sta di fronte al Sanctum Sanctorum&#8221;. Questa narrazione non va certo presa dal punto di vista geografico, ma \u00e8 vera da un punto di vista culturale, religioso e mistico.<\/p>\n<p>La lettera shin (Sh), come gi\u00e0 detto, sta nel nome Ur-Shalom (Jerusalem). Questa lettera si trova anche nei tre nomi che indicano l&#8217;anima: Neshamah, RuaSh e Nephesh. La troviamo anche in uno dei quattro nomi di uomo: Ish, radice che forma anche il nome ebraico di Ishrael. \u00c8 anche nel femminile di uomo Isha (donna). La troviamo anche nel nome ebraico di Ges\u00f9 (JehoShvah). La troviamo ancora nel primo sostantivo del primo versetto, del primo capitolo del primo libro della Bibbia, che in greco \u00e8 Genesi ma che \u00e8 BereShit in ebraico e si traduce &#8220;principio o inizio&#8221; in italiano. Ed abbiamo anche la Shin nel nome ebraico Messia (MesShiah). Shin, Sh, sta in tutti i nomi di Jerusalem, eccetto quando la citt\u00e0 \u00e8 nominata da stranieri. \u00c8 questa lettera quella che si imprime nel centro della fronte come segno, perch\u00e9 come dice il Sepher Yetzirah, &#8220;Dio lo fece regnare sul fuoco e lo cinse con una corona, combin\u00f2 una lettera con l&#8217;altra e con esse form\u00f2 il cielo nell&#8217;universo, il caldo nell&#8217;anno e la testa nell&#8217;anima: il maschile con Sham e la femminile con Shma.&#8221;<\/p>\n<p>Geremia vide la malvagit\u00e0 di Babilonia ed anche il ritorno degli ebrei in cattivit\u00e0, richiama in Jerusalem &#8220;la fidanzata del cielo&#8221;. Anche Ezechiele ha una visione sulla citt\u00e0 ricostruita. Zaccaria narra la restaurazione del Tempio di Salomone e vede il Messia entrare nella citt\u00e0 su un asinello, racconto che sar\u00e0 ripreso cinquecento anni pi\u00f9 tardi dagli evangelisti nel passo di Zaccaria. Siamo nel momento in cui inizia il Secondo Tempio, Israele ritorna dal fiume Kebar in Babilonia per innestare un germoglio in Gerusalemme. Disse Dio per bocca di Zaccaria riferendosi alle ossa: &#8220;Ecco io qui far\u00f2 mettere in voi lo Spirito e vivrete&#8230; e vi far\u00f2 riposare nella vostra terra&#8221;. Questa \u00e8 la promessa di restaurazione riferita non solo alla citt\u00e0 terrestre, bens\u00ec all&#8217;unione mistica dell&#8217;anima dell&#8217;uomo con la sua gemella divina, \u00e8 il cambiamento della coscienza in Unit\u00e0. C&#8217;\u00e8 molta documentazione in merito a questa unione: nei Salmi, nel <em>Cantico dei cantici <\/em>gi\u00e0 citato, nella <em>Fiamma d&#8217;amore viva <\/em>di San Giovanni della Croce e nelle <em>Nozze Chimiche <\/em>. \u00c8 il matrimonio dell&#8217;agnello. \u00c8 l&#8217;unione della terra e del cielo o di Dio e della Shej&#8217;inah. Questa unione \u00e8 rappresentata nel giudaismo dalla sua festivit\u00e0 pi\u00f9 importante che celebra 52 volte l&#8217;anno: lo Shabat, e che ancora oggi, i cabalisti di Safed (Siria) cantano mettendosi sotto il sole del venerd\u00ec dicendo: &#8220;Vieni mio caro, all&#8217;incontro con la fidanzata, riceviamo la faccia del sabato.&#8221;<\/p>\n<p>San Giovanni della croce nell&#8217;opera citata riferisce che detta fiamma d&#8217;amore viva \u00e8 il fuoco di Dio o Spirito che vive nell&#8217;anima dell&#8217;uomo ed accende il suo desiderio di unione. Questa anima purificata riceve il calore (gli embates) del fuoco come una carezza amorosa, o come dice l&#8217;autore: &#8220;Oh fiamma d&#8217;amore viva che teneramente ferisci! &#8220;. Che questo fuoco di Dio, questa shin (Sh) che tutti portiamo sulla fronte, sia ogni giorno attiva nei nostri pensieri.<\/p>\n<p>Ma il tempio \u00e8 stato profanato, la citt\u00e0 si \u00e8 prostituita. Ha rotto l&#8217;alleanza. Non ti sei ricordata della tua giovent\u00f9, dice Ezechiele a Gerusalemme, ma io ristabilir\u00f2 in te un&#8217;alleanza eterna. Questo pare si debba leggere come se lo Spirito fosse afflitto dall&#8217;anima dell&#8217;uomo che si allontana, e contemporaneamente, gli permette di stabilire con lui un nodo eterno. Anche questa idea la riporta Ezechiele (Ez.XVII) nell&#8217;allegoria dell&#8217;aquila, ma nel suo senso inverso: &#8220;L&#8217;aquila venne nel Libano e tagli\u00f2 la cima del cedro, strapp\u00f2 la punta pi\u00f9 alta dei suoi rami e la port\u00f2 ad un paese di mercanti&#8221;. I cedri del Libano che la Bibbia cita spesso, secondo lo Zohar (Libro dello Splendore) non sono alberi di legno. Altri autori dicono che cedro in ebraico \u00e8 &#8220;heretz&#8221; che vuole dire terra. Questa allegoria sembra descrivere il momento in cui l&#8217;anima divina entra nell&#8217;uomo mortale, cio\u00e8, quando l&#8217;anima si differenzia dalla carne, per cui, dice Geremia (XXIII, 22), berremo il calice amaro. Nel cristianesimo il calice \u00e8 il calice dell&#8217;alleanza, grazie all&#8217;azione di Ges\u00f9, il Cristo o Messia. Mentre nei racconti di cavalleria \u00e8 il Sacro Graal, una via che si percorre all&#8217;inverso, cio\u00e8, viaggiando dalla Gerusalemme terrestre fino alla Gerusalemme celeste.<\/p>\n<h4>L&#8217;incenso e l&#8217;Unit\u00e0<\/h4>\n<p>Negli scalini della Chiesa di Quetzaltenango, in Guatemala, si pu\u00f2 osservare come oggi i discendenti dei maya mescolano i loro riti ancestrali con quelli cattolici che hanno poi acquisito. In lingua quich\u00e9 continuano a recitare una serie di discorsi alla porta della chiesa mentre agitano alcuni rudimentali bracieri coi quali improvvisano enormi incensieri. Siccome sono vari indios quelli che partecipano allo stesso rito, la fumata che si forma \u00e8 impressionante. Il fumo bianco che si alza si confonde con lo spettacolo delle tende che riparano i negozi artigianali che ogni gioved\u00ec e domenica allestiscono un curioso mercato indigeno. Pi\u00f9 a nord, nella selva di Pet\u00e9n, dove Guatemala e Messico si confondono, si alzano gli osservatori dei templi di Tikal, citt\u00e0 guatemalteca, che insieme a Santa Rosa di Cop\u00e1n in Honduras e Chich\u00e9n Itza in Messico, costituisce il triangolo maya pi\u00f9 importante conosciuto.<\/p>\n<p>I maya di Tikal usavano il lattice del sapone come resina che garantiva la produzione del fuoco rituale per tutto l&#8217;anno. Questa resina brucia molto bene, ed aggiungendo dei profumi, si ottiene l&#8217;effetto incenso che conosciamo.<\/p>\n<p>La nostra tradizione occidentale racconta che i Re Magi portarono a Ges\u00f9 oro, incenso e mirra. Anche nei templi orientali si brucia incenso. Si brucia incenso davanti a Vishn\u00fa, davanti a Buddha, davanti alla Vergine, etc. perch\u00e9 si brucia incenso nelle chiese, nelle pagode, nei templi ed oratori privati?<\/p>\n<p>Nella tradizione ebraica, il profumo svolge un ruolo molto importante. Tanto nel <em>Cantico dei Cantici <\/em>come nei <em>Proverbi di Salomone<\/em>, come in innumerevoli Salmi, troviamo copiosi riferimenti ad odori, unguenti, balsami ed incenso come se il profumo rappresentasse un&#8217;importante attestato nella vita dell&#8217;Israele.<\/p>\n<p>Misticamente il profumo dell&#8217;incenso \u00e8 un agente unificatore. Man mano che il corpo dell&#8217;incenso si brucia vediamo la trasformazione della materia. Vediamo come un grano di incenso si trasforma in fumo che ascende lasciando solamente il suo profumo. Una volta consumato il granello e scomparso il fumo, l&#8217;unica cosa che rimane \u00e8 un gradevole aroma. Questo aroma \u00e8 l&#8217;agente unificatore perch\u00e9 man mano che l&#8217;incenso si consuma, si tramuta anche la nostra coscienza. Se riusciamo a trasferire la coscienza su un piano mentale pi\u00f9 profondo, l&#8217;idea di unit\u00e0 non solo sar\u00e0 comunicata intellettualmente, ma sar\u00e0 sperimentata. Pertanto, il profumo pu\u00f2 essere un buon simbolo dell&#8217;idea di unit\u00e0 che possiamo esprimere su tre livelli:<\/p>\n<p>\u00c8 sinonimico di unione fraterna, cio\u00e8, il profumo \u00e8 un ponte di unione tra distinte persone riunite per un fine comune.<\/p>\n<p>\u00c8 anche simbolo di unione tra la parte esterna e la parte interna. L&#8217;unione della coscienza attraverso l&#8217;interiorizzazione.<\/p>\n<p>Il terzo aspetto \u00e8 quello che riguarda l&#8217;unione fra l&#8217;anima dell&#8217;uomo e l&#8217;Anima Universale o Dio, il cui ideale desidera raggiungere.<\/p>\n<p>Nella tradizione ebraica, questa unione mistica \u00e8 rappresentata dall&#8217;unione della shej&#8217;inah con il cielo, mentre San Giovanni della Croce dice la stessa cosa con l&#8217;unione dello sposo e della sposa. Il <em>Cantico dei Cantici <\/em>lo indica come l&#8217;unione del fidanzato e della fidanzata. Estraiamo i seguenti paragrafi da questo ultimo libro:<\/p>\n<p>4-6: &#8220;Prima che soffi la brezza del giorno, e fuggano le ombre, andr\u00f2 al monte della mirra, alla collina dell&#8217;incenso.&#8221;<\/p>\n<p>4-10 &#8220;che belli i tuoi amori, gemella mia, fidanzata! Come sono saporiti i tuoi amori! Pi\u00f9 che il vino! E le fragranze dei tuoi profumi, pi\u00f9 che tutti i balsami!&#8221;.<\/p>\n<p>4-12: &#8220;Orto sei chiuso gemella mia, fidanzata, orto chiuso, fronte segnata.&#8221;<\/p>\n<p>4:13: &#8220;i tuoi germogli un paradiso di melograni con frutti squisiti. Tuberosa e zafferano, canna aromatica e cannella, con tutti i tuoi alberi di incenso, mirra ed aloe, coi migliori balsami&#8221;. (4-14)<\/p>\n<p>4-15: &#8220;Fonte degli orti, pozzo di acque vive, correnti che fluiscono&#8221; del Libano.<\/p>\n<p>Possiamo dire che l&#8217;incenso \u00e8 il profumo di Dio. Il profumo ci ricorda il momento nel quale ci insuffl\u00f2 nel naso e ci fece un&#8217;anima vivente. Possiamo come mortali avere un simbolo migliore del profumo che ci ricorda il nostro stato di unit\u00e0 facendo sparire la nostra coscienza dall&#8217;esilio? L&#8217;amore divino del quale abbiamo parlato nei paragrafi precedenti, Salomone ci parla dell&#8217;unione della parte di Dio in esilio. Le allusioni a sorella, fidanzata, bella, etc., non dovrebbero interpretarsi come una relazione mondana. La poesia del libro contiene un eccelso senso mistico. Salomone \u00e8 famoso per la sua saggezza, tale saggio dovrebbe sapere che gli alberi ai quali ci si riferisce nei passaggi precedenti, 4-13 e 4-14, tali come melograni, tuberose, zafferano, canna aromatica, cannella, mirra ed aloe, non crescono insieme in Palestina n\u00e9 si danno insieme. Pertanto, l&#8217;unione di questi vegetali aromatici l&#8217;autore li utilizza come ricorso letterario per esprimere un simbolo che ci d\u00e0 l&#8217;idea di quello che ci vuole veramente dire. \u00c8 la stessa idea che troviamo in <em>Proverbi <\/em>ai versetti: 8-17 e 18 &#8220;Ho cosparso con mirra il mio letto, con aloe e cinnamomo. Ci siamo ubriacati d&#8217;amore fino al mattino, siamo stati solo noi due con le nostre carezze.&#8221;<\/p>\n<p>Tutto sembra indicare che l&#8217;unione mistica \u00e8 preceduta dal propagarsi di profumi. Alcune persone hanno riferito che prima della presenza psichica di qualche maestro, si percepisce un determinato profumo che non \u00e8 uguale a nessun altro gi\u00e0 conosciuto. Sappiamo per esperimenti realizzati che le vibrazioni psichiche sono captate a volte come profumi. Vuol dire che quando si realizza l&#8217;unione di due menti pensanti pu\u00f2 captarsi un aroma.<\/p>\n<p>Nel Cantico dei Cantici c&#8217;\u00e8 qualcosa in relazione col luogo dell&#8217;incontro o dell&#8217;unione tra l&#8217;anima dell&#8217;uomo e l&#8217;Anima Universale: &#8220;Mentre il re si trova seduto sul suo divano, la mia tuberosa esala la sua fragranza. Un sacchetto di mirra, oh mio amato, \u00e8 il mio dono per te\u2026 Che riposi sul mio seno: nella vigna di Engad\u00ed oh mio amato, c&#8217;\u00e8 un grappolo d&#8217;uva per me&#8221; (1.12).<\/p>\n<p>Engad\u00ed \u00e8 un&#8217;oasi dove crescono il balsamo e le palme. Nell&#8217;oasi o luogo di riposo in mezzo al deserto (indica la corrispondenza con le nostre faccende giornaliere in esilio) ed al nostro desiderio di riposo eterno, l&#8217;oasi. Questo posto \u00e8 quello che i mistici ebrei chiamano shabbat (sabato). Nello shabbat, il non tempo o eternit\u00e0 vi \u00e8 il luogo dell&#8217;unione.<\/p>\n<p>La mentalit\u00e0 ebraica non \u00e8 spaziale bens\u00ec temporanea, in modo che il luogo vuol dire il momento. Dal nostro posto durante il tragitto delle nostre vite guardiamo lontano questa oasi e fino a che il nostro desiderio di trovarla non sia vivo nelle nostre menti e cuori, non arriver\u00e0 il momento dell&#8217;unione.<\/p>\n<p>Nel frattempo bruciamo incenso ed aspiriamo il suo profumo come simbolo del desiderio sincero di raggiungere il momento dell&#8217;unione perfetta e sublime, mentre ci domandiamo dal nostro posto nella vita, man mano che il fumo ascende, come nel versetto 3.6 del <em>Cantico dei Cantici <\/em>&#8220;Che cosa \u00e8 ci\u00f2 che sale dal deserto come una colonna di fumo di mirra e di incenso&#8221; che contempliamo in silenzio, sommessamente, sentendo nei nostri cuori che questo \u00e8 il profumo di Dio. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;anima \u00e8 di natura triplice, due in opposizione ed una terza che media fra loro: Neshamah, Ruach e Nephesh. Se facciamo riferimento ai tre gradi dell&#8217;anima nella sua forma globale (normalmente lo troviamo scritto nella Bibbia con l&#8217;espressione &#8220;con tutta la tua anima&#8221;), cos\u00ec lo menziona Elia. Come svelare i misteri della Cabala \/5 di Anonimo &#8211; Traduzione da testo spagnolo a cura di Giuseppe Barbone Sull&#8217;Anima dell&#8217;uomo L&#8217;anima \u00e8 di natura triplice, due in opposizione ed una terza che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10953,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[75],"tags":[83],"class_list":["post-1517","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-studi-biblici","tag-qabbalah"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1517"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10952,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1517\/revisions\/10952"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}