{"id":1520,"date":"2008-09-30T18:59:20","date_gmt":"2008-09-30T16:59:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1520"},"modified":"2023-10-01T00:51:40","modified_gmt":"2023-09-30T22:51:40","slug":"la-prima-dea-nera-nella-grecia-arcaica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1520","title":{"rendered":"La Prima Dea Nera nella Grecia arcaica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Lo scrittore greco Pausania, dotto antiquario del II secolo d.C., dell&#8217;epoca degli imperatori Antonini, nel suo celeberrimo libro Viaggio in Grecia o Periegesi, riporta nell&#8217;VIII libro dedicato alla regione pi\u00f9 interna della penisola peloponnesiaca, l&#8217;Arcadia, abitata da gente che era considerata allora, e ancora oggi, la pi\u00f9 antica popolazione della Grecia, un curioso e interessantissimo culto relativo ad una dea dalle sembianze molto singolari, che sar\u00e0 oggetto di questa trattazione dalle molteplici implicazioni, sia storiche, mitologiche che di psicologia archetipica.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>La Prima <em>Dea Nera <\/em> nella Grecia arcaica<\/h3>\n<p align=\"left\">di Sidus<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><a name=\"1\"><\/a>Lo scrittore greco Pausania, dotto antiquario del II secolo d.C., dell&#8217;epoca degli imperatori Antonini, nel suo celeberrimo libro <em>Viaggio in Grecia <\/em> [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>] o Periegesi, riporta nell&#8217;VIII libro dedicato alla regione pi\u00f9 interna della penisola peloponnesiaca, l&#8217;Arcadia, abitata da gente che era considerata allora, e ancora oggi, la pi\u00f9 antica popolazione della Grecia, un curioso e interessantissimo culto relativo ad una dea dalle sembianze molto singolari, che sar\u00e0 oggetto di questa trattazione dalle molteplici implicazioni, sia storiche, mitologiche che di psicologia archetipica.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20355%20407'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Peloponneso.gif\" width=\"355\" height=\"407\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Peloponneso.gif\" width=\"355\" height=\"407\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Fig. 1: cartina geografica del Peloponneso con le indicazioni delle regioni geografiche di epoca classica <\/em><\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"39%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20267%20350'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Phigaleia.jpg\" width=\"267\" height=\"350\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Phigaleia.jpg\" width=\"267\" height=\"350\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"61%\">\n<p align=\"justify\">Lo scrittore ci racconta che esisteva, nella propaggine meridionale e occidentale della regione, una piccola citt\u00e0, <strong>Phigaleia<\/strong>, oggi facente parte del distretto dell&#8217;Elide al confine con la Messenia, a ridosso del costone orientale della profonda vallata del fiume Neda, unico fiume della Grecia con nome femminile, che deriva da una primitiva divinit\u00e0 delle acque. A Phigaleia si venerava una dea dal nome misterioso: Melaina, cio\u00e8 la Nera.<\/p>\n<p align=\"justify\">La sua arcaica statua lignea, ai tempi dello scrittore non pi\u00f9 visibile, \u00e8 stata comunque oggetto della curiosit\u00e0 del Periegeta, che, indagando con scrupolosa passione antiquaria (aveva interrogato le persone pi\u00f9 anziane del piccolo paese dell&#8217;Arcadia), ne aveva recuperato la memoria storica (fig.2) con la seguente descrizione: \u00abla dea sedeva su di un masso e tutto il resto del corpo, tranne che nella testa, aveva aspetto di donna, mentre la testa e la chioma erano di cavalla, e sopra la testa spuntavano figure di dragoni e di altre bestie. Vestiva un chitone lungo fino ai piedi e aveva nella mano destra un delfino e nella sinistra una colomba\u2026.Dicono di averla chiamata Melaina perch\u00e9 la Dea aveva una veste nera\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Fig. 2: \u00a0 Ricostruzione ipotetica della dea teriomorfa di Phigaleia <\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Lo scrittore in seguito racconta che la statua fu distrutta da un incendio e che gli abitanti non la ricostruirono. Successivamente (e qui riecheggia fortemente il mito di Demetra e Kore), per il fatto che non fu riedificata alcuna statua alla dea, una forte carestia colp\u00ec la regione, per cui gli abitanti si rivolsero alla Pizia, la quale vaticin\u00f2 decadenza e rovina per tutti gli abitanti della zona se non si ripristinava il culto della sacra divinit\u00e0 femminile. Cos\u00ec infatti i culti della Dea furono ricostituiti e fu commissionata una statua bronzea al famoso scultore Onata di Micone che, in base a vecchi disegni, ricostru\u00ec le sembianze della Dea dopo una generazione dall&#8217;invasione della Grecia da parte di Serse (quindi circa nella met\u00e0 del V secolo a.C.), quattro secoli circa prima della nascita del nostro viaggiatore Pausania. Anche la statua bronzea comunque and\u00f2 completamente distrutta da un crollo della volta del tempio meno di un secolo prima del viaggio in Arcadia dello scrittore, ma il culto della Dea si conserv\u00f2.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Phigaleia \u00e8 una delle poche cittadine dell&#8217;Arcadia che non coni\u00f2 mai monete [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>], considerata quindi un centro minore come importanza politica e strategica. Il culto della Dea teriomorfa risale molto probabilmente agli albori della civilt\u00e0 egea, presumibilmente da collocare tra il primo e il secondo millennio avanti Cristo, sicuramente antecedente al medio evo ellenico. Un&#8217;intricata trama di rapporti mitico-culturali esiste tra la citt\u00e0 arcadica di Phigaleia e la citt\u00e0 di Thelpusa, sempre nella stessa regione, ma situata pi\u00f9 a settentrione a circa trenta chilometri [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]. Le due citt\u00e0, ma soprattutto Thelpusa, si collegano con un altro centro importante di culto e precisamente alla citt\u00e0 arcadica di Lycosoura, a una quindicina di chilometri a oriente di Philageia, ove esisteva un imponente santuario dedicato ad una dea dal nome altrettanto misterioso, Despina, che significa &#8220;La Signora&#8221;.<\/p>\n<p>Alla dea impronunciabile (esattamente come \u00e8 impronunciabile il tetragramma ebraico del nome di Adonai, <em>il Signore<\/em>), erano dedicati culti misterici i cui particolari non ci sono pervenuti (come accade di norma in tutti i contesti misterici arcaici), ma che con molta verosimiglianza facevano parte dell&#8217;ambito cultuale demetriaco o meglio del contesto pi\u00f9 arcaico del culto della Grande Dea, la cui ipostasi pi\u00f9 tardi si frazioner\u00e0 nelle varie divinit\u00e0 del pantheon femminile ellenico.<\/p>\n<p>Ritornando alla citt\u00e0 di Thelpusa, a settentrione di Phigaleia, qui esisteva un importante tempio dedicato a <em>Demetra Erinys<\/em>. La dea aveva ricevuto questo appellativo (che, in dialetto arcadico, ci riporta Pausania, significa &#8220;nutrita di collera&#8221;) per la violenza subita da un&#8217;altra divinit\u00e0 importante, il fratello del padre degli dei del Pantheon greco, Poseidone, che, invaghito di essa mentre era nella cerca disperata della figlia rapita da Ade (altro fratello di Zeus), si trasform\u00f2 in cavallo per potersi accoppiare con la dea, che si era camuffata in mezzo a una mandria di destrieri, assumendo le sembianze di puledra per potergli sfuggire. <a name=\"4\"><\/a>Nella importante citt\u00e0 arcadica di Mantinea, sita nella porzione pi\u00f9 orientale della regione, vi era un santuario oracolare sacro a Poseidone Ippio, cio\u00e8 a quella stessa divinit\u00e0 che si era congiunta con Demetra Erinni. Dall&#8217;unione delle due divinit\u00e0 teriomorfe era nata la Despoina, venerata nei misteri di Lycosoura [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>].<\/p>\n<p>Per ritornare alla citt\u00e0 di Phigaleia, oggetto della nostra trattazione, in una caverna in prossimit\u00e0 della citt\u00e0, sul monte Elaion, la Dea Melaina aveva la sua epifania ed era associata a Demetra con il nome di Demetra Melaina: questa dea dalla testa di cavalla (risulta evidente qui la commistione con il mito panellenico di Demetra-Core-Ade e quello di Demetra e Poseidone Ippio arcadico), si era ivi rinchiusa, come riporta Pausania, in segno di lutto per il doppio dolore causato dai due dei fratelli: lo stupro ad opera del dio del mare e la perdita della figlia ad opera di Ade, signore delle tenebre; quindi indossando, in segno di mestizia, l&#8217;abito nero, permaneva in questa spelonca per un lungo periodo di tempo.<\/p>\n<p>La dea madre Demetra assume quindi una forma teriomorfa adottata invano per sfuggire alle attenzioni della suprema divinit\u00e0 del mare, coprendosi ulteriormente di un velo nero che la caratterizzer\u00e0 e la contraddistinguer\u00e0 da tutte le altre divinit\u00e0. Al nascondimento in segno di lutto della dea segue il periodo rovinoso di carestia ed impoverimento della terra. Tutti gli dei imploravano che facesse ritorno con le sue messi ma ignoravano il luogo dove la divina si nascondeva. Il dio Pan la scopr\u00ec nella grotta e rifer\u00ec a Zeus che le mand\u00f2 subito le Moire le quali, con opera di persuasione, convinsero la dea ad abbandonare il lutto, uscire dall&#8217;antro e ripristinare l&#8217;equilibrio della natura senza alcuna contropartita (ci\u00f2 si discosta dal mito di Persefone e del suo ritorno stagionale dagli Inferi).<\/p>\n<p>I figalesi per riconoscenza istituirono il culto della dea che ha abbandonato il lutto, edificando uno spazio sacro ove venerare l&#8217;epifania della dea costruendole prima una statua lignea e successivamente una statua bronzea che ai tempi del periegeta erano andate entrambe distrutte. <a name=\"5\"><\/a>&#8220;L&#8217;aspetto teriomorfo, e gli attributi animali pertinenti ai tre regni, terrestre, acquatico e aereo, secondo la mitologa Sfameni Gasparri [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>], configurano l&#8217;immagine, di una signora (Despoina) degli animali, una personalit\u00e0 dall&#8217;ampia dimensione cosmica, connessa alla fertilit\u00e0 ctonia ma in termini diversi rispetto alla cerealicola Demetra panellenica&#8221;. Il culto, come riportato dallo scrittore ellenico, non prevedeva il sacrificio di alcuna vittima animale ma la deposizione &#8221; <em>sull&#8217;altare eretto davanti alla caverna di frutti degli alberi e tra gli altri quelli della vite, i favi delle api e le lane non ancora lavorate, ma ancora intrise di grasso. Una volta deposte le offerte sull&#8217;altare&#8221; <\/em> venivano cosparse di olio. <a name=\"6\"><\/a>Il rito veniva celebrato da una sacerdotessa e con lei dal pi\u00f9 giovane dei cosiddetti sacrificatori (cfr. pi\u00f9 sotto il rapporto tra Demetra e Dioniso) [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>]. Un boschetto sacro di querce circonda la grotta (contesto iniziatico e cultuale costante nelle religioni arcaiche \u2013 specie nella dionisiaca) con la presenza di una sorgente di acqua fredda ove l&#8217;acqua rappresenta la purificazione ma contiene anche valenze archetipiche che pi\u00f9 avanti analizzeremo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"21%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20131%20528'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Kore.jpg\" width=\"131\" height=\"528\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Kore.jpg\" width=\"131\" height=\"528\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"79%\">\n<p align=\"justify\"><a name=\"7\"><\/a>Per il noto studioso bavarese storico delle religioni e filologo Walter Burkert [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>], sarebbe possibile ricostruire dal mito della Dea Nera dalla testa equina il processo di formazione della figura di Demetra, con collegamenti che toccano le divinit\u00e0 sumerico-accadiche di Inanna-Ishtar e quello ittita di Telipinu, il dio che scompare. Equivalenza secondo M. Eliade [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>] della discesa agli inferi e del ritorno alla terra come in Dioniso, e che come conseguenza finale inaridisce la natura nelle sue molteplici manifestazioni, che viene in seguito risvegliato da una puntura di ape che lo far\u00e0 ritornare attivo ma collerico e che per calmarne l&#8217;ira, diverr\u00e0 oggetto di procedure magiche per poter alfine far ritrovare al mondo il suo equilibrio naturale.<\/p>\n<p align=\"justify\">La dea nera di Phigaleia, Demetra Melaina, riassume in s\u00e9 i simboli alchemici dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua e della terra: per ci\u00f2 che riguarda l&#8217;aria (il simbolo alchemico triangolare con apice verso l&#8217;alto), la colomba, tenuta nella mano sinistra era probabilmente poggiata sul cuore alla maniera delle rappresentazioni delle statuette fittili cultuali raffiguranti <a name=\"9\"><\/a>Kore-Persefone (fig.3), lato cardiaco dell&#8217;anima o <em>pneuma<\/em>, soffio divino, ma anche lato maschile secondo la tradizione cabalistica ebraica [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>], della saggezza\/istintualit\u00e0 (Hokmah) che permette di raggiungere le alte vette della conoscenza (secondo Eliade la colomba rappresenta il simbolo cosmologico dell&#8217;axis mundi). L&#8217;uccello, facente parte del corteo simbolico della Grande Madre e delle sue ipostasi successive (Kore, Artemide), \u00e8 da inserire anche nel contesto cultuale della religione misterica dionisiaca, che secondo recenti studi, era parte del pantheon di accompagnamento della Grande Dea. Come sostiene Mircea Elide [<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>], la divinit\u00e0 maschile che accompagna la Grande Dea nel culto della fertilit\u00e0 delle culture di Catal Huyuk e Hacilar (7000 a .C.), appare sotto la forma di un ragazzo, figlio o amante della dea [\u2026] col suo animale sacro: il Toro. Come inoltre sostiene l&#8217;Ingrill\u00ec [<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>] in una sua recente pubblicazione, Dioniso \u00e8 una divinit\u00e0 terrestre della vegetazione, un dio ctonio, come Demetra. Nella letteratura antica troviamo spesso la figura di Dioniso affiancata a quella di Demetra. Innegabilmente esiste una contiguit\u00e0 tra l&#8217;universo religioso dionisiaco e l&#8217;universo religioso demetriaco.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><em>Fig. 3: askoi votivo fittile di Kore che tiene una <\/em><\/strong><strong><em>colomba col braccio sx. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel corteo degli dei, raffigurato sul celebre vaso Fran\u00e7ois, Dioniso e Demetra seguono a piedi le altre divinit\u00e0 che incedono sul carro. Esse sono due divinit\u00e0 &#8220;aggiunte&#8221;, che non facevano parte del pantheon olimpico originario. In un certo senso \u00e8 normale che il dio della vita e la dea della fertilit\u00e0 presentino delle affinit\u00e0. Tuttavia fra le due religioni sembra esserci una relazione che va oltre l&#8217;affinit\u00e0. \u00c8 come se i due culti si richiamassero a un lontano sfondo comune. E questo sfondo comune potrebbe essere costituito da una religione sincretica demetriaco-dionisiaca, formatasi nella prima met\u00e0 del primo millennio a.C. in ambiente cretese e diffusa in tutta l&#8217;area egeo-anatolica, ma a Phigaleia non ancora sviluppata se non successivamente (IV secolo) con la cooptazione del ragazzo officiante &#8220;sacrificatore&#8221; a latere della Sacerdotessa.<\/p>\n<p>Demetra Melaina inoltre tiene sulla destra un delfino, rappresentazione simbolica diffusa nelle pitture murali a Cnossos, soprattutto nella sala della regina, collegato quindi al simbolo dell&#8217;acqua, del triangolo alchemico con il vertice verso il basso, simbolo femminile tenuto con la mano destra, che in accordo con la tradizione sephirotica ebraica, rappresenta anche qui il lato femminile (punitivo della Madre Terribile).<\/p>\n<p><a name=\"12\"><\/a>La testa della divinit\u00e0 di Phigaleia \u00e8 curiosamente e sorprendentemente di forma equina, epifania teriomorfica della dea della Terra che ci mette in relazione all&#8217;idea del movimento, del divenire cosmico [<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>], della energia pulsionale con doppia valenza: libera e pericolosa quando allo stato brado, frenata e controllata quando addomesticata, che riesce a riequilibrare aria e acqua come nel pantacolo martinista la croce al centro del sigillo di Salomone [<a href=\"#_ftn13\">13<\/a>], e come, secondo la psicologia archetipica junghiana, si viene ad attuare con il travagliato processo di individuazione che conduce al S\u00e9. Il cavallo \u00e8 simbolo dell&#8217;inconscio (come l&#8217;archetipo della Grande Madre) e ce lo dimostra il colore nero della veste, del lato oscuro, del regno delle tenebre, della energia vitale; \u00e8 inoltre rappresentazione della forza del desiderio e della libido e domarlo equivale a padroneggiare le pulsioni interiori. Risultanza della vittoria dello spirito arricchito sui sensi questa Dea ammonisce di padroneggiare con severit\u00e0 (lato destro) le pulsioni negative del profondo (lato inconscio), ma anche riequilibrarle afferrando e controllando con intuito e saggezza (mano sinistra cardiaca) gli slanci generosi verticali della mente che ne derivano da questa disposizione positiva. Dalla testa equina della Dea emergono per\u00f2 creature mostruose generate dalla mente inquieta e non in equilibrio: ma queste proiezioni negative sono allontanabili non attraverso esercizi cruenti, e qui sta tutta l&#8217;originalit\u00e0 di questo culto, ma attraverso l&#8217;offerta di semplici oggetti (i frutti della vite, la lana degli animali, il miele \u2013 simbolo junghiano del S\u00e9 \u2013 e riemerge per i primi due anche qui il mito di Dioniso) e quindi attraverso la riscoperta di quel <em>semplice<\/em>, che <em>dovrebbe <\/em> stare alla base dei rapporti umani e dei rapporti con la Natura, proponendosi in una nuova e pi\u00f9 moderna prospettiva religiosa ove viene preferito un offertorio che supera splendidamente l&#8217;arcaicit\u00e0 dei sacrifici animali.<\/p>\n<p><a name=\"14\"><\/a>La dea infine si \u00e8 ritirata in un antro-spelonca, anche qui con forti valenze simboliche da ricollegare ai culti primitivi della Grande Madre [<a href=\"#_ftn14\">14<\/a>], ove la caverna rappresenta la proiezione simbolica dell&#8217;utero materno, dove lo stagno e l&#8217;acqua di sorgente esterni sono sempre rappresentazioni cultuali e simboliche inerenti al grande archetipo della Dea Infera, che, come abbiamo visto \u00e8 latrice di un messaggio positivo che, per sorte favorevole, grazie al dotto viaggiatore dell&#8217;epoca imperiale romana, \u00e8 giunto sino a noi. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Pausania, <em>Viaggio in Grecia<\/em>, Arcadia, Libro VIII, cap XLII, 2004 Ed BUR. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. D.R. Sear, <em>Greek Coins<\/em>, vol 1, Seaby 1975. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Sfameni Gasparro, in <em>Miti e Misteri. La fondazione mitica del rituale iniziatico in Grecia: il caso di Eleusi <\/em> (in <em>Il mito e il nuovo millennio<\/em>, a cura di Ortoleva e Testa, Moretti e Vitali Ed.,2006. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Pausania, <em>Viaggio in Grecia<\/em>, Arcadia, Libro VIII, 25, 4-7, 2004 Ed BUR. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Sfameni Gasparro, in <em>Miti e Misteri, pag 96-100, <\/em> a cura di Ortoleva e Testa, Moretti e Vitali Ed.,2006. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Pausania, <em>Viaggio in Grecia<\/em>, Arcadia, Libro VIII, cap XLII, 2004 Ed BUR. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>7. W. Burkert 1979, tr. it. pp.197-225. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>8. M. Eliade, <em>Storia delle Credenze e delle Idee Religiose<\/em>, libro 1, Sansoni, pag 160. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a>9. E. Shadmi, <em>Sefer Yetzir\u00e0, libro della formazione<\/em>, ATANOR ed. 1995. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a>10. M. Eliade, <em>Storia delle Credenze e delle Idee Religiose<\/em>, libro 1, Sansoni Ed. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a>11. F. Ingrill\u00ec, <em>I Cerbiatti di Dioniso<\/em>, pag 62-69, Ermes dei Parchi Ed. 2004. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a>12. C. Morel, <em>Dictionaire des symboles, mythes et croyances<\/em>, L&#8217;archipel Ed, 2004. (<a href=\"#12\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a>13. L.C. de Saint Martin, <em>I Numeri<\/em>, Ed Firenze Libri 2004, trad. O. La Pera, pag73. (<a href=\"#12\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a>14. E. Neumann, <em>La Grande Madre<\/em>, Casa Editrice Astrolabio1981, pag 30-64. (<a href=\"#14\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore greco Pausania, dotto antiquario del II secolo d.C., dell&#8217;epoca degli imperatori Antonini, nel suo celeberrimo libro Viaggio in Grecia o Periegesi, riporta nell&#8217;VIII libro dedicato alla regione pi\u00f9 interna della penisola peloponnesiaca, l&#8217;Arcadia, abitata da gente che era considerata allora, e ancora oggi, la pi\u00f9 antica popolazione della Grecia, un curioso e interessantissimo culto relativo ad una dea dalle sembianze molto singolari, che sar\u00e0 oggetto di questa trattazione dalle molteplici implicazioni, sia storiche, mitologiche che di psicologia archetipica. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6756,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[],"class_list":["post-1520","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-miti-e-simboli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1520"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9934,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1520\/revisions\/9934"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}