{"id":1522,"date":"2008-09-19T13:15:20","date_gmt":"2008-09-19T11:15:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1522"},"modified":"2023-10-16T19:12:25","modified_gmt":"2023-10-16T17:12:25","slug":"occidente-addio-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1522","title":{"rendered":"Occidente, addio \/1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>\u00c8 passato quasi un secolo da quando ne Il tramonto dell&#8217;Occidente Oswald Spengler vaticinava il lento crepuscolo della civilt\u00e0 occidentale. Il fulcro centrale del pensiero spengleriano era rintracciabile nell&#8217;equiparazione tra organismo biologico e Kultur: come l&#8217;organismo anche le culture nascono, si sviluppano, invecchiano e muoiono.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Occidente, addio \/1<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"53%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20390%20187'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/planisfero.jpg\" width=\"390\" height=\"187\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/planisfero.jpg\" width=\"390\" height=\"187\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"47%\">\n<p align=\"justify\">\u00c8 passato quasi un secolo da quando ne <em>Il tramonto dell&#8217;Occidente <\/em>Oswald Spengler vaticinava il lento crepuscolo della civilt\u00e0 occidentale. Il fulcro centrale del pensiero spengleriano era rintracciabile nell&#8217;equiparazione tra organismo biologico e Kultur: come l&#8217;organismo anche le culture nascono, si sviluppano, invecchiano e muoiono.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;Occidente al tempo in cui usciva l&#8217;opera \u2013 a dire dell&#8217;autore \u2013 viveva l&#8217;ingresso nella prima vecchiaia, il progressivo e declinante tramontare.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La previsione di Spengler si riferiva prevalentemente alla vecchia Europa borghese-cristiana, portatrice di valori conservatori e orientata a proporsi come modello di civilt\u00e0 nei confronti dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa. La vecchia Europa coloniale che sfruttava le terre del terzo mondo, ma anche educava e formava le nazioni asiatiche fondate sull&#8217;autoritarismo politico-religioso e quelle africane ritenute completamente estranee al rispetto dei diritti umani e alle pi\u00f9 elementari norme di <em>civilisation <\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;America wasp (<em>White Anglo-Saxon Protestant<\/em>) \u2013 nella corrente di pensiero nata dalle teorie spengleriane \u2013 era portatrice di una cultura barbaricamente improntata al mercantilismo capitalistico pi\u00f9 sfrenato, monopolio di una nazione priva di storia e di grandi beni artistici (naturalmente la storia americana non contemplava quella dei nativi, cos\u00ec come gli intellettuali europei hanno sempre sottovalutato l&#8217;arte americana). Ad un abitante del vecchio continente gli americani sembravano ignoranti ed impreparati a capire la cultura e l&#8217;arte europea, certamente potenti dal punto di vista economico ma fatui e privi di profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte del blocco ferro si trovava la \u00abvecchia\u00bb Russia, diventata Urss, con tutti i suoi paesi satelliti, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Polonia, Bulgaria. La vecchia \u00abMadre\u00bb Russia di tante indimenticabili pagine letterarie e musicali, nazione eurasiatica che tante volte aveva incrociato il destino di tanti stati europei. Da una parte il blocco atlantico, dall&#8217;altro quello sovietico: una dicotomia rassicurante nella sua brutale semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Nessuno fino a trenta anni fa avrebbe potuto pensare alla fine dell&#8217;Unione Sovietica e del patto di Varsavia, nessuno fino a diciotto anni fa avrebbe potuto mettere in discussione la plausibilit\u00e0 del nuovo secolo americano, il ruolo dell&#8217;America come unica superstite superpotenza mondiale. Si pensava che la storia fosse finita e con essa i grandi conflitti mondiali. Invece, nel giro di pochissimi anni l&#8217;orso russo \u00e8 tornato a fare sentire il peso dei suoi muscoli, mentre gli USA si avviano verso la recessione economica e la perdita definitiva del ruolo di gendarme e guida del panorama mondiale.<\/p>\n<p>Nel 1991 s&#8217;infrange il sogno della perestroika di Mikhail Gorbaciov sotto i duri colpi della crisi economica e del nazionalismo interno. Le difficolt\u00e0 economiche disgregano l&#8217;impero sovietico e provocano la \u00abbalcanizzazione\u00bb di tutti quei paesi che fanno parte della \u00abSanta Madre\u00bb dal tempo degli Zar. Sul fronte interno si rimprovera a Gorbaciov \u2013 oltre alla balcanizzazione delle province dell&#8217;ex impero \u2013 anche la rinascita della Germania unificata, che si presenta pi\u00f9 forte che mai, come non era pi\u00f9 stata dai tempi del Terzo Reich. Gorbaciov si accorge che le forze controrivoluzionarie stanno per ordire un golpe e chiede aiuto ai paesi occidentali per modernizzare economicamente l&#8217;Urss, promettendo in cambio appalti industriali e forniture energetiche a prezzi favorevolissimi. In pratica si chiede all&#8217;Europa e all&#8217;America di apportare un nuovo piano Marshall per l&#8217;Unione Sovietica, ma \u2013 errore gravissimo \u2013 viene lasciato solo ed in balia dei vecchi apparati reazionari che cavalcano il malcontento diffuso.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Agosto del 1991, la vecchia nomenklatura sovietica rapisce Gorbaciov e tenta il colpo di stato: il leader della Perestroika si rifiuta di firmare la lettera di dimissioni. Il golpe fallisce, sale al potere il Presidente della Federazione Russa, Boris Eltsin, acclamato dalle democrazie occidentali, ma in realt\u00e0 alquanto limitato dal punto di vista intellettuale. Nel giro di pochissimo tempo, Eltsin avvia l&#8217;implosione definitiva dell&#8217;Urss e la separazione delle ex repubbliche sovietiche diventate indipendenti. Ma Eltsin fa di pi\u00f9: circondato da una corte di cattivi consiglieri (la \u00abfamiglia\u00bb) svende fabbriche, terreni e risorse naturali a privati che acquistano a prezzi vantaggiosissimi senza garantire la necessaria copertura economica e bancaria.<\/p>\n<p>L&#8217;Occidente non sta soltanto a guardare, ma attraverso le sue banche e societ\u00e0 di consulenza accelera e si rende correo del tracollo economico dell&#8217;ex impero sovietico. Da questa rapinosa svendita nascono i nuovi miliardari russi che hanno la prontezza di trovarsi al posto giusto nel momento giusto: la generazione degli Abramovich e dei nuovi padroni del vapore. Si crea presto una forbice economica tra la generazione dei nuovi miliardari \u2013 per lo pi\u00f9 uomini vicini agli apparati del Kgb e del vecchio Pcus \u2013 ed il popolo dei salariati e pensionati. Quando i deputati russi denunciano il propagarsi di questa economia mafiosa, Eltsin ordina l&#8217;assalto al parlamento, nato con le libere elezioni del 1989. L&#8217;Occidente ancora una volta tace, spianando la strada all&#8217;avvento di Vladimir Putin. Sotto Eltisn, il paese \u00e8 sull&#8217;orlo del collasso, l&#8217;Occidente abbandona la Russia a se stessa, ma la Santa Madre ha un territorio troppo esteso e ricco di idrocarburi per morire definitivamente. Con la \u00abcura Putin\u00bb la Russia inizia la sua rinascita, avallando un&#8217;idea della democrazia come potere dei ricchi, concezione che non a caso nell&#8217;UE trova emuli soprattutto nell&#8217;Italia berlusconiana. \u00c8 soprattutto per gli idrocarburi, forniti abbondantemente a tutta l&#8217;Ue, che la Russia diventa di nuovo una superpotenza. La difesa dell&#8217;Ossezia del Sud e dell&#8217;Abkhazia dall&#8217;aggressione georgiana, con la conseguente invasione territoriale di quest&#8217;ultima, dimostra che la Russia si sente pronta ad alzare la voce nei confronti dell&#8217;America e dell&#8217;Ue: specialmente dopo che, con la \u00abscusa\u00bb dello scudo spaziale antiterrorismo, Bush ha cercato di accerchiare la Russia facendo entrare anche Georgia ed Ucraina nella Nato. In ogni caso, la Russia ha un territorio immenso e, a differenza della Cina, scarsamente popolato: pu\u00f2 ridistribuire i redditi pro capite pi\u00f9 rapidamente ed effettuare cos\u00ec il sorpasso economico nei confronti dell&#8217;Occidente in tempi brevi.<\/p>\n<p>L&#8217;America \u00e8 tramortita dalla crisi dei mutui subprime e dal dollaro debole: troppi investimenti familiari affrettati senza le necessarie coperture economiche e bancarie. L&#8217;Ue \u00e8 una pseudo-comunit\u00e0 debole fin dalla nascita, priva di risorse energetiche proprie. L&#8217;Europa comunitaria che dipende interamente dai rubinetti di Gazprom, la potente fornitrice russa del gas europeo, non pu\u00f2 avere voce in capitolo per influenzare la politica internazionale: citando un vecchio slogan maoista, si potrebbe dire che l&#8217;Ue \u00e8 una tigre di carta. E l&#8217;Ue non dipende dalla Russia soltanto per il gas, ma anche per il petrolio. Se l&#8217;America \u00e8 in crisi, se l&#8217;Ue \u00e8 un progetto incompiuto, si capisce come l&#8217;Occidente si stia avviando definitivamente alla fase crepuscolare prevista da Spengler. Se fino ad ieri, il 90% delle risorse economiche ed energetiche erano nelle mani di una ristrettissima aristocrazia occidentale \u2013 il 10% della popolazione mondiale \u2013 adesso sembra arrivato il momento del grande rovesciamento da parte dei paesi emergenti \u00abBric\u00bb (Brasile, Russia, India, Cina) + il Messico.<\/p>\n<p>Prendiamo l&#8217;India. Ha una classe dirigente, politica ed industriale, molto giovane; al vertice di tante multinazionali si trovano managers indiani di vent&#8217;anni o poco pi\u00f9. \u00c8 senza dubbio una democrazia: votano tutti; il primo ministro \u00e8 una donna indiana di origini italiane. Alcuni ministri appartengono alle caste inferiori: una ministra addirittura a quella dei <em>dalit <\/em>, gli \u00abintoccabili\u00bb. Non sono fattori irrilevanti: la possibilit\u00e0 di avere un primo ministro donna \u00e8 ancora impensabile per certi paesi occidentali come dell&#8217;Italia. L&#8217;accesso alle universit\u00e0 ed ai posti di lavoro importanti sono regolati dalle quote che garantiscono per le caste inferiori, per i <em>dalit <\/em> ed i tribali. Le elezioni si svolgono regolarmente e secondo parametri democratici, nemmeno lontanamente paragonabili alla realt\u00e0 russa (pensiamo alla elezione di Medvedev) e cinese. Tuttavia, la nazione indiana non ha ancora il potere economico della Russia, n\u00e9 la forza produttiva della Cina. Il sistema castale, perno sul quale si regge il potere dei brahmani, ha ultimamente allargato le maglie, anche per l&#8217;influenza delle altre religioni presenti sul subcontinente indiano (in particolare, del buddismo, cristianesimo, islam), ma sussiste l&#8217;apharteid e la discriminazione razziale tra le diverse caste.<\/p>\n<p>L&#8217;apharteid non \u00e8 tanto un prodotto dello stato, quanto della societ\u00e0 civile: ancora oggi un numero imprecisato di donne <em>dalit <\/em> \u00e8 sottoposto a stupri e a violenze che restano impunite da parte dei maschi appartenenti alle caste ariane. La societ\u00e0 civile indiana non \u00e8 stabile, come dimostrano le violenze fondamentalistiche o nazionalistiche nei confronti dei missionari cristiani, in particolare dei protestanti evangelici che osano mettere in discussione il principio religioso della disuguaglianza. Se si mette in discussione che rinascere in una casta inferiore o superiore non sia frutto del caso ma del <em>karman <\/em>, si mina di colpo le fondamenta dell&#8217;induismo brahmanico. Se tutti gli uomini sono uguali dalla nascita tanto vale passare al cristianesimo dove tutti sono figli di Dio, o al buddhismo dove tutti possono raggiungere l&#8217;illuminazione. Ma non \u00e8 soltanto il fondamentalismo religioso \u2013 da notare che alcuni studiosi preferiscono parlare di nazionalismo ind\u00f9 in luogo del primo termine \u2013 a minare le basi della societ\u00e0 civile indiana.<\/p>\n<p>All&#8217;interno del subcontinente operano diversi gruppi guerriglieri di estrazione marxista come i maoisti naxalita che cercano di colpire i trasporti e la logistica per abbattere l&#8217;economia indiana e rovesciare il potere brahminico. Il nazionalismo ind\u00f9 \u00e8 fomentato soprattutto da il Rashtriya Swayamsevak Sangh (Associazione dei Volontari della Nazione, RSS), all&#8217;origine dell&#8217;associazione internazionale di propaganda dell&#8217;induismo Vishva Hindu Parishad (VHP) e del Bharatiya Janata Party (BJP), il partito di maggioranza relativa oggi all&#8217;opposizione. Nel 2004, il partito del Congresso guidato dall&#8217;indiana di origine italiana Sonia Ghandi ha riconquistato il potere sconfiggendo il BJP e riportando una grande vittoria per la democrazia del subcontinente. Ma Il Sangh Parivar che deriva dal RSS e di cui fanno parte il BJP e la VHP \u00e8 l&#8217;organizzazione che si occupa di difendere in modo aggressivo l&#8217;identit\u00e0 nazionale ind\u00f9.<\/p>\n<p>Gli eccidi di cristiani e musulmani sono il segnale che la democrazia indiana sta pericolosamente scricchiolando sotto la spinta nazionalistica. Inoltre, molto dipende anche dalla stabilit\u00e0 politica del vicino-rivale Pakistan, altro stato nell&#8217;area dotato dell&#8217;atomica oltre all&#8217;India. Il nuovo presidente pakistano riuscir\u00e0 a preservare il territorio da infiltrazioni talibaniche e qaidiste? Il Pakistan ha le armi atomiche: che cosa accadrebbe se Al- Q\u0101&#8217;ida o un gruppo jahdista se ne impadronisse?<\/p>\n<p>L&#8217;autentico spauracchio dell&#8217;Occidente \u00e8 tuttavia la Cina, sebbene il suo reddito e Pil pro-capite siano inferiori a quello americano, russo ed a quello italiano (da Limes 4\/08: reddito pro-capite americano: 44.070 dollari; cinese: 4.660 $; italiano: 28.970 $. Pil pro-capite americano: 45.000 $; italia: 30.000 $; Cina: 5.000 $; Russia: 15.000 $). Dunque per quanto riguarda il Pil, l&#8217;Impero di Mezzo \u00e8 molto lontano dall&#8217;avvicinarsi anche soltanto ad un paese dall&#8217;economia dissestata come l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>La Cina fa paura soprattutto perch\u00e9 ha una forza-lavoro di tipo \u00abasiatico\u00bb (senza diritti sindacali e con turni di lavoro inumani), con bassi costi, non rispetta le procedure ambientali, immette sul mercato prodotti prevalentemente copiati di scarsa qualit\u00e0 e di scarso valore commerciale. Senza il Made in China oggi molti americani ed europei troverebbero grandi difficolt\u00e0 nell&#8217;acquistare vestiti o generi alimentari. Con gli Usa in recessione e con la recessione ormai alle porte dell&#8217;Ue per mangiare o per vestirsi c&#8217;\u00e8 bisogno del Made in China. Inoltre, la Cina acquistando ingenti quantit\u00e0 di buoni del tesoro americani ha permesso agli Stati Uniti di continuare la disastrosa guerra irachena, fino al collasso economico a stelle e strisce. Cos\u00ec come \u00e8 vero che se gli Usa ancora non sono entrati del tutto in una nuova Grande Depressione come quella del 1929 \u00e8 proprio grazie alla copertura economica che la Terra di Mezzo continua ad assicurare alle banche americane. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"right\">(1-continua)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 passato quasi un secolo da quando ne Il tramonto dell&#8217;Occidente Oswald Spengler vaticinava il lento crepuscolo della civilt\u00e0 occidentale. 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