{"id":1528,"date":"2008-08-31T18:38:20","date_gmt":"2008-08-31T16:38:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1528"},"modified":"2023-10-10T19:57:50","modified_gmt":"2023-10-10T17:57:50","slug":"infondatezza-del-presupposto-di-punizione-e-pena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1528","title":{"rendered":"Infondatezza del presupposto di punizione e pena"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=48\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il \u201cmale\u201d \u00e8 il capovolgimento del vero, del bello e del giusto. Ma, anche se invertito, nel male resta pur sempre un&#8217;impronta del vero, del giusto e del bello ch&#8217;esso ha distorti. Che possono essere restaurati, qualora la scintilla di vero, di giusto e di bello venisse vivificata, cos\u00ec che, nel frammento di male, tornerebbe a prevalere.<br \/>\nVivificare la scintilla riposta in ogni forma di vita \u00e8 il senso della: sacralizzazione degli elementi.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Infondatezza del presupposto di punizione e pena<\/h3>\n<p align=\"left\">di Athos A. Altomonte<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"27%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20180%20234'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Karma6.jpg\" width=\"180\" height=\"234\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Karma6.jpg\" width=\"180\" height=\"234\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"73%\">\n<p align=\"justify\">Il \u201cmale\u201d \u00e8 il capovolgimento del vero, del bello e del giusto. Ma, anche se invertito, nel male resta pur sempre un&#8217;impronta del vero, del giusto e del bello ch&#8217;esso ha distorti. Che possono essere restaurati, qualora la scintilla di vero, di giusto e di bello venisse vivificata, cos\u00ec che, nel frammento di male, tornerebbe a prevalere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Vivificare la scintilla riposta in ogni forma di vita \u00e8 il senso della<strong>: sacralizzazione degli elementi<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec, il male trova la propria catarsi nella rianimazione della sua matrice primigenia. E questo \u00e8 vero anche per la caduca fisicit\u00e0 umana, quando s&#8217;illumina della propria essenza interiore.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ogni deformazione <em>del vero, del bello e del giusto<\/em>, nella coscienza fisica pu\u00f2 risanarsi assecondando la spinta dell&#8217;orientamento interiore, che risponde alla volont\u00e0 dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Lo stesso orientamento che spinge all&#8217;equilibrio ogni forma e sostanza, anche universali, si manifesta nel microcosmo umano come <em>supremo senso d&#8217;equilibrio e giustizia<\/em>. Una forma <em>d&#8217;intelligenza <\/em><em>interiore <\/em> che nasce dal discernimento dell&#8217;Ego superiore e che risponde alla coscienza dell&#8217;anima. Perci\u00f2, quando la coscienza fisica reagisce <em> al loro richiamo silenzioso<\/em>, si raggiunge il completo allineamento della coscienza, in ogni sua parte.<\/p>\n<p>Questo fa insorgere nel percepente, quella tensione psichica che lo stimola a calcare la <strong>Via di mezzo <\/strong>(vedi articolo su<em> <a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1887\">La Via di Mezzo<\/a><\/em>).<\/p>\n<p>La <em>correzione <\/em> deve riportare <em>l&#8217;eccesso <\/em> entro i limiti del giusto e dell&#8217;equo. Con intelligenza e senza ricorrere ad attestazioni catechistiche che, in realt\u00e0, sono assai distanti dalla concretezza karmica. Difatti, non \u00e8 una convenzione morale affermare che nulla \u00e8 generato senza causa e che nulla appare senza provocare reazioni. Tanto che questa asserzione trova la sua prima applicazione nell&#8217;origine stessa della manifestazione, eterna e universale. E precisamente nella Causa prima che ha generato l&#8217;Opera cosmica, suggellando il legame tra la pi\u00f9 piccola creatura dell&#8217;universo e l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;origine. Un rapporto che attraverso il principio karmico, accomuna la Causa generante ad ogni espressione della propria universalit\u00e0 vivente.<\/p>\n<p><em>Ma l&#8217;universalit\u00e0 \u00e8 davvero limitata solo a questo universo<\/em>?<\/p>\n<p>Si \u00e8 sempre pensato ch&#8217;esistessero delle corrispondenze tra <em>simili maggiori <\/em> e <em>simili minori<\/em>. Sviluppando questo metro, si \u00e8 giunti a considerare la possibilit\u00e0 di una molteplicit\u00e0 di universi.<\/p>\n<p>Grandi corrispondenze uniscono \u00abl&#8217;alto al basso\u00bb collegando tra loro le entit\u00e0 maggiori che si riflettono, sostenendoli, nei pi\u00f9 minuscoli fenomeni dell&#8217;esistenza materiale.<\/p>\n<p>Una sorta di <strong><em>anello vitale<\/em><\/strong>, appartenente ad un unico progetto, frutto del movente di una stessa Causa. Una <strong><em>comunione geometrica <\/em><\/strong> sintetizza le correlazioni tra sistemi universali ed entit\u00e0 siderali, le nebulose alle galassie e queste alle proprie stelle ed ai loro sistemi planetari: sino alla pi\u00f9 piccola particella delle sfere d&#8217;esistenza minori, come quella della dimensione (spazio-tempo) umana e tutto ci\u00f2 che d&#8217;infinitesimale viva in essa e nelle sue dimensioni sottostanti.<\/p>\n<p>Ogni cosmogonia arcaica ed antica, seppur con simbolismi diversi, vela il senso di queste tesi. Che non nascevano dal nulla ma da un ragionamento e da una constatazione.<\/p>\n<p>Se &#8220;questo&#8221; universo finito \u00e8 in continua espansione, significa che all&#8217;esterno esiste uno spazio maggiore che gli permette di espandersi. E se il <em>&#8220;contenitore&#8221;<\/em> che <em>&#8220;contiene&#8221;<\/em> questo universo \u00e8 tanto pi\u00f9 grande, perch\u00e9 non accettare la tesi che il suo spazio (energetico) possa contenere pi\u00f9 universi?<\/p>\n<p>Nel suo procedere, questo grande complesso di relazioni tra simili maggiori (entit\u00e0 macrocosmiche) e simili minori (entit\u00e0 microcosmiche) elabora sempre nuovi e pi\u00f9 sofisticati equilibri per sostenerne la crescita.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 l&#8217;universo cresce con il moto delle grandi configurazioni energetiche e modifica incessantemente l&#8217;assetto dei suoi complessi equilibri energetici, per stabilizzare le forme gassose e materiali. Allora, per garantire la stabilit\u00e0 indispensabile al sostegno di ogni struttura e forma, occorre spostare da un punto all&#8217;altro gli squilibri degli assetti strutturali, che altrimenti non sosterrebbero la continua trasformazione a cui debbono sottostare.<\/p>\n<p>Ogni dislocazione energetica comporta scompensi nelle strutture e nelle forme che, per\u00f2, vengono sistematicamente compensati e risolti.<\/p>\n<p><em>Squilibrio e riassetto <\/em> caratterizzano le fasi di transizione del fenomeno, che si trasforma adattandosi al proprio percorso vitale. Anche nell&#8217;essere umano le trasformazioni avvengono per assecondare le qualit\u00e0 delle sue sostanze vitali. Infatti \u00e8 l&#8217;essenza energetica, la potenza che l&#8217;aspetto fenomenico riveste, a determinare le dimensioni dello spazio che occuper\u00e0 e la durata dalla sua comparsa.<\/p>\n<p>La regola vale per ogni genere di forma, e dalle combinazioni di <em>forma-spazio <\/em> e <em>tempo-persistenza <\/em> nascono combinazioni strutturali che sono pressoch\u00e9 infinite. Ma per quanto diverse, tutte le combinazioni hanno dei denominatori comuni. Il pi\u00f9 <em>appariscente <\/em> dei quali \u00e8 certamente <em>la ciclicit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ciclicamente tutto cambia e si trasforma<\/em><\/strong>. Nuove forme-temporali compaiono, si evolvono, si esauriscono e scompaiono, per poi riapparire ancora sotto forma diversa.<\/p>\n<p>La ciclicit\u00e0 regola ogni struttura vivente, da quelle universali a quelle temporanee necessarie ai processi di metamorfosi d&#8217;ogni essere vivente. In questo scenario, la vita della coscienza umana si pone in relazione con strutture fisiche mobili e sostanzialmente instabili.<\/p>\n<p>Anche la coscienza umana, come ogn&#8217;altra forma, tende a persistere e ad espandersi. Riproducendo il modello dell&#8217;Unit\u00e0 (nucleo di riferimento), che \u00e8 la sua origine e fonte della sua vita. Ma per seguire il proprio modello, una coscienza deve superare parecchi ostacoli, tutti di natura materiale. Per cui il concetto di <strong><em>merito e demerito <\/em><em>karmico <\/em><\/strong> rispecchia l&#8217;altalenare di una coscienza frapposta tra due forze. Una \u00e8 quella dell&#8217;identit\u00e0 originaria, la seconda quella della natura fisica che, per istinto di sopravvivenza, vorrebbe prevalere e mantenere integre tutte le sue caratteristiche materiali. Il conflitto genera fasi oscillanti che tendono, per\u00f2, a ritrovare un nuovo equilibrio e rientrare nella stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine pi\u00f9 prossima a rappresentare queste oscillazioni \u00e8 quella di un tono. Un tipo d&#8217;onda sonora chiamata sinusoide. Nonostante il moto ascendente (paragonabile al merito) e discendente (paragonabile al demerito) il sinusoide mantiene la stessa direzione sia nell&#8217;avanzamento orizzontale che nella crescita v erticale. Per questo il sinusoide \u00e8 il modello adottato per rappresentare l&#8217;avanzamento oscillante della coscienza, sia di quella individuale che di massa, senza cadere in risvolti pietistici e in idee di peccato (vedi nell&#8217;articolo: <em><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2063\">Uomo notturno e Uomo diurno<\/a> <\/em>il concetto diDis-orientamento e Ri-orientamento della coscienza fisica).<\/p>\n<p>Peccato ed espiazione, merito e premio, sono nozioni troppo umane per trovare applicazione fuori dagli attributi materiali degli inventori, che soli possono temere e desiderare.<\/p>\n<p>Timori e desideri non possono raggiungere una struttura straordinaria come quella dell&#8217;anima. Perci\u00f2, sensazioni come &#8220;colpa o purezza&#8221; possono essere solo complementi della ragione fisica, perch\u00e9, unico aspetto ad essere strutturato attraverso consuetudini mentali che formano codici e canoni sempre parziali e relativi.<\/p>\n<p>Una visione pi\u00f9 dappresso, rivela che le oscillazioni di una coscienza senziente, sono la conseguenza di innesti con l&#8217;istinto e la passionalit\u00e0 della natura inferiore. Che finiscono per essere rafforzati dalla sordit\u00e0 intellettuale e dalla cecit\u00e0 spirituale di menti non ancora evolutesi.<\/p>\n<p>Le &#8220;cadute&#8221; di coscienza sono l&#8217;effetto di sragionamenti della mente che, seppur senziente, \u00e8 ancora frammischiata agli aspetti animaleschi della propria corporalit\u00e0. Questa mescolanza intensifica gli impulsi e le passioni della natura inferiore che si tenta di giustificare con elaborate congetture. Tentando l&#8217;impossibile, la mente cos\u00ec soggiogata, cerca di ragionare anche contro l&#8217;evidenza per rendere credibile anche il peggiore dei contegni. L&#8217;animalit\u00e0 della ragione non \u00e8 paragonabile alla sana istintualit\u00e0 dell&#8217;animale. Infatti l&#8217;animale agisce senza dolo, non l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Per correggere le deformazioni nel comportamento non bastano le censure, ma serve educare la mente a riconoscere l&#8217;equilibrio posto a monte dell&#8217;errore.<\/p>\n<p>L&#8217;equilibrio \u00e8 l&#8217;ideale di ogni mente evoluta che pur consapevole della propria imperfezione, tende al perfezionamento.<\/p>\n<p><em>Ma c&#8217;\u00e8 significato nel venerare una perfezione racchiusa in <strong>un&#8217;icona divina<\/strong><\/em><em>? <\/em><\/p>\n<p>Aspirare alla perfezione non \u00e8 di per s\u00e9 un merito, n\u00e9 pu\u00f2 esservi demerito nel non percepirne l&#8217;esistenza. Sentire o non sentire, ma anche volere o non volere sono solo sensazioni che, se non vengono realizzate, non producono n\u00e9 merito n\u00e9 demerito. Per acquisire i quali, allora, bisogna seguire un sistema di giudizio <em>che non abbia le sensazioni come metro di misura<\/em>.<\/p>\n<p>Ogni deformazione di una realt\u00e0 idealmente equilibrata \u00e8 data dalla <em>mancanza di corresponsione<\/em>.<\/p>\n<p>Il difetto di relazione tra elementi simili ma distanti (come Ego e personalit\u00e0), sfocia in una sostanziale incomunicabilit\u00e0 e incomprensione. Cos\u00ec che i simili restano separati in una presunta &#8220;autosufficienza&#8221;.<\/p>\n<p>La <em>presunzione<\/em>, per\u00f2, non basta. Se chi incorre nell&#8217;errore per leggerezza, impulsivit\u00e0 o sconsideratezza, avesse la chiara visione del peso, durata e costo ch&#8217;esso potr\u00e0 comportare in termini di difficolt\u00e0, danni e dolori, probabilmente, magari per puro calcolo, adotterebbe uno stile di comportamento diverso.<\/p>\n<p>Arriviamo, cos\u00ec, a considerare l&#8217;errore come effetto dell&#8217;incoscienza. Dell&#8217;annebbiamento emotivo che stordisce la ragione. Assagioli (psichiatra, fondatore della psicosintesi e autore di numerosa letteratura medica, terapeutica ed educativa &#8211; vedi <em><a href=\"Content-pa-showpage-pid-14.html\">scheda dell&#8217;Autore<\/a><\/em>) \u00e8 del parere che non esista punizione all&#8217;errore ma solo le sue conseguenze.<\/p>\n<p>I danni che insorgeranno dal delitto sono il suo costo ed il prezzo da scontare sar\u00e0 proporzionato al debito contratto. Questo significa che in termini di costo e di durata, la misura del debito sar\u00e0 proporzionato all&#8217;intensit\u00e0 del malfatto. E nonostante non vi sia altra pena oltre la risoluzione del debito, i suoi effetti, per\u00f2, potranno sembrare tanto ostili e ripugnanti da apparire alla stregua di un tormentoso castigo. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cmale\u201d \u00e8 il capovolgimento del vero, del bello e del giusto. 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