{"id":1539,"date":"2008-08-01T17:57:21","date_gmt":"2008-08-01T15:57:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1539"},"modified":"2023-10-01T00:52:03","modified_gmt":"2023-09-30T22:52:03","slug":"immaginario-della-festa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1539","title":{"rendered":"Immaginario della Festa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Si tratta di capire \u2013 dopo avere enunciato le motivazioni sociologiche alla base del brodo di coltura dello \u00absballo\u00bb che interessano l&#8217;insicurezza liquida, la precariet\u00e0, l&#8217;assenza di modelli pedagogici alternativi a quelli televisivi, la contrazione su di un presente privo di senso \u2013 quali sono i significati ed i contenuti archetipici rimessi in moto, riattualizzati, dalla movida, dalla voglia di divertimento e trasgressione.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Immaginario della Festa<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em><strong>La movida del sabato sera o l&#8217;incontenibile riattualizzazione del dionisiaco <\/strong><\/em><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"59%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20411%20220'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tiamat.jpg\" width=\"411\" height=\"220\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tiamat.jpg\" width=\"411\" height=\"220\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"41%\">\n<p align=\"justify\">Sempre pi\u00f9 spesso la cronaca quotidiana testimonia la difficolt\u00e0 crescente per tamponare un fenomeno che, ogni sabato sera, brucia la vita dei giovani. Come un dio messicano, la cultura \u00abdello sballo\u00bb \u00e8 un moloch che periodicamente richiede il suo tributo di sangue e di vite spezzate nel fiore degli anni. Ogni luned\u00ec arriva puntuale il bollettino dei sabati di lacrime e sangue della \u00abQ generation\u00bb, di vite lasciate sull&#8217;asfalto, di famiglie distrutte e annichilite dal dolore.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ed ogni volta ricomincia il teatrino massmediatico delle inchieste giornalistiche senza fine, delle dichiarazioni politiche che annunciano nuovi giri di vite; come per esempio quello \u2013 ampiamente fallito \u2013 del sindaco di Londra che ha proibito il consumo di bevande alcoliche in metropolitana durante le ore notturne, con il risultato di fomentare un rave spontaneo e clamorosamente gremito, a base di birra e cocktail alcolici, tra i vagoni e le stazioni dell&#8217;underground.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi, le cronache si sono occupate del caso di una ragazza italiana uccisa durante una vacanza a Lloret de Mar, localit\u00e0 turistica della Costa Brava frequentatissima dai giovani per la movida e la vita notturna. L&#8217;assassino ha confessato di aver perduto il controllo, strafatto com&#8217;era di alcool, coca, spinelli e pasticche\u2026<\/p>\n<p>Sembra che la domanda \u2013 perturbante \u2013 che non si riesce a formulare con decisione non sia \u00abcome impedire che questo accada di nuovo\u00bb, ma piuttosto perch\u00e9 \u00abquesto accade\u00bb, perch\u00e9 i giovani non riescano a passare dei weekend divertenti senza strafarsi e sballare. Galimberti, nel suo recente saggio sul nichilismo, evidenzia molto bene come in una societ\u00e0 dove il presente appare schiacciato su se stesso ed il futuro si presenta come minaccia e non pi\u00f9 come promessa diventi quasi inevitabile ricercare lo stordimento di piaceri effimeri ed istantanei da bruciare nell&#8217;arco di una nottata; in un <em>carpe diem<\/em> edonistico, fondato sullo stordimento ipnotico, in grado di assicurare un illusorio scioglimento delle inibizioni, un accrescimento della capacit\u00e0 di socializzazione e dallo spostamento della soglia di affaticamento psicofisico. Tra i giovanissimi emerge il bisogno di \u00absballare\u00bb inteso come una generica ricerca di stordimento e di superamento dei vincoli morali della coscienza \u00abdiurna\u00bb; un tentativo di oltrepassamento delle barriere censorie del Super-Io che conduce al regno \u00abnotturno\u00bb dell&#8217;Es, dove il giovane pu\u00f2 attualizzare quelle potenzialit\u00e0 latenti che la vita contemporanea narcotizza o rimuove nella camicia di forza sociale di cui parlava Nietzsche: una dimensione in cui coltivare l&#8217;eccesso e l&#8217;oltraggio come esperienza-limite, ma anche facolt\u00e0 pi\u00f9 confortanti e socialmente accettabili come la fantasia, l&#8217;intuizione. In una parola, l&#8217;immaginario, inteso come dimensione mediana e mediatrice (<em>Malakut<\/em>) tra il mondo dei sensi e le antinomie della ragione, le proiezioni soggettive e le antinomie oggettive, le strutture isomorfiche dei mitologemi e l&#8217;emisfero destro del cervello.<\/p>\n<p>Si tratta allora di capire \u2013 dopo avere enunciato le motivazioni sociologiche alla base del brodo di coltura dello \u00absballo\u00bb che interessano l&#8217;insicurezza liquida, la precariet\u00e0, l&#8217;assenza di modelli pedagogici alternativi a quelli televisivi, la contrazione su di un presente privo di senso \u2013 quali sono i significati ed i contenuti archetipici rimessi in moto, riattualizzati, dalla movida, dalla voglia di divertimento e trasgressione. Abbiamo gi\u00e0 visto in altri articoli come archetipi apparentemente rimossi possano riattualizzarsi ed irrompere all&#8217;improvviso nell&#8217;immaginario collettivo. In questo senso il cosiddetto \u00abprogresso\u00bb etico \u00e8 sempre e soltanto limitato alla sfera \u00abdiurna\u00bb della coscienza: nel profondo non siamo troppo differenti dagli uomini del neolitico, anche se questo non significa certamente disconoscere la storia. Ma l&#8217;uomo sar\u00e0 sempre destinato ad essere <em>homo religiosus<\/em>, anche tra mille anni: si tratta solamente di capire le modalit\u00e0 di declinazione del suo immaginario religioso. Premesso questo, passiamo ad analizzare, dal punto di vista fenomenologico, il significato della categoria storico-religiosa ed antropologica della \u00abfesta\u00bb.<\/p>\n<p>Mircea Eliade in <em>Il sacro ed il profano <\/em>ed <em>Il mito dell&#8217;eterno ritorno <\/em>ha scritto pagine importanti sulla ierofania della festa, come irruzione del tempo circolare, sacro, primordiale, all&#8217;interno del tempo rettilineo, quotidiano, profano. Naturalmente questo non significa che ogni tempo rettilineo sia \u00abprofano\u00bb, perch\u00e9 l&#8217;escatologismo giudaico-cristiano (ancora prima l&#8217;annalistica romana) si fonda su una progressione diacronica lineare, dove ogni attimo, ogni gesto, ogni azione acquista senso proprio nella proiezione orizzontale dell&#8217;anima che si progetta nell&#8217;attesa della Parusia, della <em>civitas dei <\/em>; escatologia dove il futuro \u00e8 dimensione messianica e soteriologica che irradia l&#8217;agire etico del <em>Dasein <\/em> nel tempo presente dell&#8217;Attesa, millenario spasmo ed anelito tra il \u00abmai pi\u00f9\u00bb e il \u00abnon ancora\u00bb. In fondo, come sostiene Derrida, ogni concezione lineare della storia \u00e8 gi\u00e0 metafisica; significa che il tempo cronologico, registrato dall&#8217;orologio (differente dalla \u00abdurata\u00bb bergsoniana) \u00e8 rettilineo proprio perch\u00e9 fondato sull&#8217;escatologia giudaico-cristiana, contrassegnato da un \u00abinizio\u00bb e da una \u00abfine\u00bb: \u00abdominio completo della natura\u00bb (positivismo), \u00absociet\u00e0 egalitaria\u00bb (utopismo).<\/p>\n<p>La festa al contrario \u00e8 rottura ontologica del tempo lineare, in quanto riattualizzazione degli eventi che si collocano in un tempo mitico, fantastico, extratemporale. Il ritorno dell&#8217;evento mitico all&#8217;interno della cronologia temporale determina la rottura di livello ontologico sulla freccia del divenire: \u00e8 la stessa accusa di spazializzazione del tempo che Heidegger rivolse alla metafisica aristotelica, ma in questo caso non interessa un sistema speculativo intellettuale, quanto una condizione dell&#8217;esperienza fenomenica. Nella fenomenologia dell&#8217;esperienza religiosa, la presenza di una chiesa, di un tempio, o di una moschea provocano la rottura ontologica dello spazio profano, desacralizzato; per il fedele la presenza di una chiesa all&#8217;interno di una strada cittadina contribuisce a rendere epistemologicamente differente quella via; l&#8217;edificio religioso sospende l&#8217;uniformit\u00e0 omogenea del tessuto urbanistico, crea una ierofania spaziale all&#8217;interno del territorio profano. Il tempio non \u00e8 soltanto una manifestazione spaziale del sacro all&#8217;interno dello spazio profano della citt\u00e0 secolarizzata, ma \u00e8 anche ritorno del tempo mitico, originario, assicurato dalla festa. La festa <em>ritorna <\/em> e rende possibile il ritorno dell&#8217;evento fondante, accaduto in <em>illo tempore<\/em>; a ritornare \u00e8 sempre lo stessa festivit\u00e0 natalizia \u00aboriginaria\u00bb, lo stesso tempo mitico e lo stesso contesto epifanico in cui \u00e8 nato il Figlio dell&#8217;Uomo: naturalmente, all&#8217;interno dell&#8217;edificio religioso e nell&#8217;immaginario del fedele. All&#8217;esterno della chiesa il tempo cronologico, lineare, continua indisturbato la sua corsa frenetica, come se niente fosse mai successo.<\/p>\n<p>La festa rende possibile la rottura qualitativa di livello nell&#8217;immaginario religioso contemporaneo dove coesistono e si alternano il tempo rettilineo e quello circolare; mentre per l&#8217;uomo delle civilt\u00e0 arcaiche o \u00abprimitive\u00bb esiste soltanto il tempo circolare mitico: ogni gesto \u00e8 teso alla riattualizzazione di un archetipo. Sennonch\u00e9 non si deve pensare che la coscienza dell&#8217;uomo profano, secolarizzato, sia preservata dal ritorno circolare del perturbante per eccellenza, il sacro. La differenza, rispetto all&#8217;uomo religioso e all&#8217;uomo primitivo, \u00e8 che nella coscienza laica il sacro ritorna sotto forma di archetipi sottoposti a un processo eufemizzante: il tempo mitico della festa ritorna lo stesso, ma privo dei significati originari che veicolavano l&#8217;evento. Continuando con l&#8217;esempio del Natale, nella coscienza profana, laica, la festa del 25 dicembre non \u00e8 pi\u00f9 carica dei significati soteriologici originari, ma \u00e8 comunque un evento che segna una discontinuit\u00e0 qualitativa con gli altri giorni del calendario: \u00e8 un&#8217;occasione per scambiarsi i doni e farsi gli auguri. L&#8217;archetipo della festa ritorna privo dei significati religiosi originari, ma ritorna. Lo stesso accade per le festivit\u00e0 pagane deculturalizzate e riattualizzate in un contesto religioso eterogeneo al politeismo originario. Da un punto di vista fenomenologico possiamo dire che nella festa ritorna il tempo primordiale che ri-diventa presente; mentre da una prospettiva storico-religiosa non pu\u00f2 sfuggire come le strutture isomorfiche dell&#8217;immaginario contemporaneo continuino a reiterare gli archetipi ed i mitologemi delle epoche arcaiche. In altre parole, il bisogno di \u00absballo\u00bb \u00e8 il significante che veicola e reintroduce nell&#8217;et\u00e0 contemporanea la vecchia ierofania del tempo festivo: naturalmente, i due fattori possono essere invertiti fra loro senza che cambi il risultato (lo \u00absballo\u00bb come istanza causale della festa).<\/p>\n<p>In ogni caso, l&#8217;effetto non cambia. Nelle discoteche o nelle chiese, l&#8217;homo religiosus ha bisogno di ricreare un tempo alternativo, carico di senso ed in grado di sospendere la frenesia dettata dall&#8217;agenda del tempo cronologico.<\/p>\n<p>Naturalmente, vi sono delle differenze tra i modi di usufruire della sospensione del tempo ordinario, sospensione che \u00e8 la stessa essenza della festa. \u00c8 ovvio che una pacifica comunit\u00e0 di fedeli riunita in una sinagoga o in un monastero \u00e8 profondamente diversa dal popolo della movida serale. Tuttavia, il <em>bisogno <\/em> che muove entrambi i gruppi umani \u00e8 lo stesso: fuggire all&#8217;assenza di senso del tempo ordinario, ri-creare dei significati metatemporali all&#8217;azione quotidiana. Il tempo mitico della festa \u00e8 il quid qualitativo che dona senso e significato alla vita di tutti i giorni, proprio perch\u00e9 irrompe da \u00abfuori\u00bb come trascendens.<\/p>\n<p>Compariamo, ad esempio, la movida serale o il carnevale (specialmente quello brasiliano) con un&#8217;antica festa annuale babilonese: l&#8217;<em>Enuma Elish<\/em>. Il Poema della Creazione \u00e8 la riproduzione cosmogonica dell&#8217;inizio del tempo. All&#8217;inizio di ogni nuovo anno (durata totale dell&#8217;universo), Tiamat, il serpente primordiale (secondo alcuni mitologi espressione della Dea Madre originaria) ritorna per dissolvere l&#8217;ordine precedentemente fissato della creazione. L&#8217;ordine (Cosmos) \u00e8 di nuovo abolito e sospeso: dissoluzione riprodotta da orge erotiche ed abbondanti sacrifici di sangue. Durante il regno di Tiamat, il Caos impera ed ogni turpitudine \u00e8 permessa (sospensione tabu). Successivamente, Marduk, l&#8217;essere supremo, ritorna per sconfiggere Tiamat ed il suo fedele alleato Kingu. Dal corpo di Tiamat e dal sangue del demone Kingu si ricrea un nuovo Cosmo (mitologema di tipo \u00abdema\u00bb). Questa cerimonia avveniva invariabilmente all&#8217;inizio di ogni nuovo anno, tempo totale di durata dell&#8217;universo. A Babilonia erano riprodotte simbolicamente le vicende dell&#8217; <em>Enuma Elish<\/em>: <em>a<\/em>) con il tempo della trasgressione e dell&#8217;aberrazione (ritorno di Tiamat), <em>b<\/em>) con il ritorno all&#8217;ordine ed alla legge (vittoria di Marduk). Questa reiterazione serviva a purificare le colpe individuali e collettive degli abitanti: se ogni anno l&#8217;universo veniva ricreato di nuovo, le colpe accumulate erano \u00ablavate\u00bb via e la coscienza ritornava ad essere candida ed immacolata come quella di un neonato.<\/p>\n<p>Ritroviamo lo stesso mitologema presso gli Hittiti e gli Egizi; i Persiani celebravano il <em>Naur<\/em><em>\u014dz<\/em>, l&#8217;anno nuovo coincidente con la Creazione del Cosmo, attraverso un cerimoniale dove particolare enfasi era posta sul punto zero della cosmogonia, riprodotta da un&#8217;etica dell&#8217;eccesso e della trasgressione voluttuosa. L&#8217;estinzione dei fuochi nella tradizione nordica, il ritorno delle anime dei morti (Samhain celtico), i Saturnali romani: tutte queste feste celebrano un&#8217;estetica del Caos che trionfa provvisoriamente sull&#8217;ordine del Cosmo, prima della restaurazione della situazione iniziale, che sar\u00e0 di nuovo dissolta, e cos\u00ec via in un&#8217;alternanza infinita tra Caos e Cosmo. Anche nei calendari mesoamericani si celebravano dei sacrifici umani particolarmente efferati e cruenti per significare l&#8217;universo creato con il sangue degli dei.<\/p>\n<p>Si tratta di rituali che possiedono l&#8217;indubbio vantaggio di scaricare le energie animali represse dei giovani: energie potenzialmente nocive nei confronti di una societ\u00e0 ormai tendenzialmente priva di riti di passaggio ufficiali, che non a caso si riproducono in forma eufemistica e desacralizzata. Riti che servono a scaricare le pulsioni distruttive e a purificare la coscienza da tutte le colpe accumulate (l&#8217;espiazione dell&#8217;Anno-Cosmo di cui abbiamo parlato). Non c&#8217;\u00e8 nulla da fare: i giovani della movida hanno bisogno di stordirsi per ritornare intruppati il luned\u00ec mattina nei luoghi di studio e lavoro; il problema \u00e8 stato affrontato nel Novecento da autori come Freud, Foucault, Bataille. Specialmente quest&#8217;ultimo ha mostrato come la <em>D\u00e9pense<\/em>, l&#8217;energia maledetta, non si scarica del tutto attraverso le normali funzioni biologiche della caccia, della nutrizione, della sessualit\u00e0: possono restare in circolo dei residui energetici da utilizzare attivamente attraverso le feste cruente, i sacrifici umani, le orge. Se non si scarica l&#8217;energia in eccesso, il pericolo \u00e8 che essa possa conflagrare nella guerra.<\/p>\n<p>Una delle colpe della nostra societ\u00e0 risiede nell&#8217;avere lasciato al marketing e all&#8217;industria culturale il monopolio dell&#8217;immaginario collettivo. I miti ed i simboli sono affidati prevalentemente all&#8217;entertainment massmediatico: la pubblicit\u00e0 regala notoriet\u00e0 a fenomeni musicali o televisivi, che come meteore sono destinati a ritornare presto nell&#8217;anonimato. In assenza di una pedagogia dell&#8217;immaginazione e dell&#8217;affettivit\u00e0, i giovani sono prigionieri di fatui miti creati a tavolino dall&#8217;industria culturale, ma che si coalizzano e si ordinano attorno alle strutture simboliche dell&#8217;homo religiosus. Cos\u00ec la movida e lo sballo notturno mettono in circolo energie incontrollabili che si ritorcono contro, finendo per distruggere colui che le ha liberate. La movida notturna \u2013 riattualizzazione delle arcaiche feste del caos \u2013 \u00e8 molto pi\u00f9 distruttiva di queste ultime, perch\u00e9 non si avvale di un controllo rituale per incanalare le energie destinate alla catarsi purificatrice. Il numero annuale delle vittime dello sballo del sabato sera \u00e8 enorme: ma senza feste o cerimonie rituali la <em>D\u00e9pense <\/em> \u00e8 affidata al caso; e questa \u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 negativa che ci ha lasciato il \u00absecolo breve\u00bb, cui dobbiamo porre rimedio. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta di capire \u2013 dopo avere enunciato le motivazioni sociologiche alla base del brodo di coltura dello \u00absballo\u00bb che interessano l&#8217;insicurezza liquida, la precariet\u00e0, l&#8217;assenza di modelli pedagogici alternativi a quelli televisivi, la contrazione su di un presente privo di senso \u2013 quali sono i significati ed i contenuti archetipici rimessi in moto, riattualizzati, dalla movida, dalla voglia di divertimento e trasgressione. 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