{"id":1542,"date":"2008-07-25T18:29:21","date_gmt":"2008-07-25T16:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1542"},"modified":"2023-10-16T19:13:07","modified_gmt":"2023-10-16T17:13:07","slug":"lanima-secondo-la-qabbalah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1542","title":{"rendered":"L&#8217;Anima secondo la Qabbalah"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Fra tutti i problemi di cui si occupa la filosofia, quello della nostra essenza, e della sua immortalit\u00e0, non ha mai cessato di preoccupare l&#8217;umanit\u00e0. Dappertutto e in tutti i tempi, i sistemi e le dottrine su questo soggetto si sono avvicendati, con variet\u00e0 e contraddittoriet\u00e0, e la parola Anima \u00e8 servita a designare i pi\u00f9 svariati concetti di esistenza e le pi\u00f9 svariate sfumature di essere.<br \/>\nDi tutte queste dottrine, a volte antagoniste, incontestabilmente la pi\u00f9 antica e la pi\u00f9 vicina al vero \u00e8 quella della Qabbalah. Tramandata oralmente \u2013 come rivela il suo nome \u2013 essa risale all&#8217;origine della specie umana e, perci\u00f2, forse, in parte \u00e8 anche il prodotto di quella intelligenza non ancora offuscata, di quello spirito penetrante verso la verit\u00e0 che, secondo l&#8217;antica Tradizione, l&#8217;uomo possedeva nel suo stato primordiale.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>L&#8217;Anima secondo la Qabbalah<\/h3>\n<p align=\"left\">di C. De Leiningen<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>Estratto dalla comunicazione fatta alla Societ\u00e0 Psicologica di Monaco nella seduta del 5 marzo 1887 da C. De Leiningen <\/em><\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Fra tutti i problemi di cui si occupa la filosofia, quello della nostra essenza, e della sua immortalit\u00e0, non ha mai cessato di preoccupare l&#8217;umanit\u00e0. Dappertutto e in tutti i tempi, i sistemi e le dottrine su questo soggetto si sono avvicendati, con variet\u00e0 e contraddittoriet\u00e0, e la parola <em>Anima <\/em> \u00e8 servita a designare i pi\u00f9 svariati concetti di esistenza e le pi\u00f9 svariate sfumature di essere.<\/p>\n<p>Di tutte queste dottrine, a volte antagoniste, incontestabilmente la pi\u00f9 antica e la pi\u00f9 vicina al vero \u00e8 quella della Qabbalah. Tramandata oralmente \u2013 come rivela il suo nome \u2013 essa risale all&#8217;origine della specie umana e, perci\u00f2, forse, in parte \u00e8 anche il prodotto di quella intelligenza non ancora offuscata, di quello spirito penetrante verso la verit\u00e0 che, secondo l&#8217;antica Tradizione, l&#8217;uomo possedeva nel suo stato primordiale.<\/p>\n<p>Per quanto la natura sia un tutto complesso, secondo la Qabbalah, vi troviamo comunque tre aspetti apparentemente distinti: il corpo, l&#8217;anima e lo spirito (la massa, l&#8217;energia e il noumeno principiale). Essi si differenziano tra loro come il concreto, il particolare e l&#8217;universale, in modo che l&#8217;uno \u00e8 il riflesso dell&#8217;altro e ciascuno, anche in s\u00e9 stesso, offre questa triplice distinzione.<\/p>\n<p>Il primo aspetto, il corpo, con la sua triplice modalit\u00e0, nella Qabbalah prende il nome di <em>Nephesch<\/em>; il secondo, l&#8217;anima, sede della volont\u00e0-intelletto, che costituisce l&#8217;immagine dell&#8217;intero uomo, con la sua triplice espressione, si chiama <em>Ruach<\/em>; il terzo, lo spirito, con i suoi tre poteri, nella Qabbalah prende il nome di <em>Neshamah<\/em>.<\/p>\n<p>Come prima accennavamo, questi tre aspetti dell&#8217;uomo non sono completamente distinti e separati, ma sono l&#8217;uno dentro l&#8217;altro come i colori dello spettro, i quali, sebbene si susseguano, non possono essere distinti completamente perch\u00e9 fusi l&#8217;uno nell&#8217;altro. A partire dal corpo, dal potere pi\u00f9 basso di Nephesch e attraverso l&#8217;anima (<em>Ruach<\/em>) risalendo fino al pi\u00f9 alto grado dello spirito (<em>Neshamah<\/em>) si trovano tutte le gradazioni, come quando si passa dall&#8217;ombra alla luce attraverso la penombra.<\/p>\n<p>Inversamente, dalle parti pi\u00f9 elevate dello spirito fino a quelle fisiche grossolane, si percorrono tutte le sfumature di radiazione, come dalla luce si passa all&#8217;oscurit\u00e0 attraverso il crepuscolo. E soprattutto, grazie a questa unione interiore, a questa fusione degli aspetti, il numero Nove (la triplice modalit\u00e0 di ogni aspetto) si perde nell&#8217;Unit\u00e0 per produrre l&#8217;uomo, spirito vitale che unisce in s\u00e9 i due mondi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20236%20418'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignleft\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/qabbalah.gif\" width=\"236\" height=\"418\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"..\/img_art\/qabbalah.gif\" width=\"236\" height=\"418\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"justify\">Ora, se tentiamo di rappresentare questa dottrina con uno schema, otteniamo la figura qui a lato riportata. Il cerchio <strong>a <\/strong> individua <em>Nephesch<\/em>, e i cerchi interni <strong>1, 2, 3 <\/strong> sono le sue modalit\u00e0 suddivise: <strong>1 <\/strong> corrisponde al corpo, la parte pi\u00f9 bassa e materiale nell&#8217;uomo; <strong>b <\/strong> \u00e8 <em>Ruach <\/em> (l&#8217;anima) e i cerchi interni <strong>4, 5, 6 <\/strong> sono le sue qualit\u00e0. Infine c&#8217;\u00e8 <em>Neshamah <\/em> (lo Spirito) con i gradi della sua essenza, <strong>7, 8, 9<\/strong>. Quanto al cerchio esterno <strong>10<\/strong>, questo ritrae la <em>totalit\u00e0 <\/em> dell&#8217;essere vivente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Consideriamo pi\u00f9 da vicino queste diverse parti fondamentali, iniziando da quella di grado inferiore, <em>Nephesch<\/em>. Questo \u00e8 il principio della vita, o forma dell&#8217;esistenza concreta, e costituisce la parte esteriore dell&#8217;uomo; in esso domina la passiva sensibilit\u00e0 per il mondo esterno, mentre troviamo una minore attivit\u00e0 ideale. <em>Nephesch <\/em> \u00e8 in diretta relazione con gli esseri concreti. Solo a causa dell&#8217;influenza di questi, egli produce una manifestazione vitale, per\u00f2 \u00e8 ugualmente attivo nel mondo esteriore perch\u00e9 fa emergere dalla sua esistenza materiale nuove forze vitali grazie alla sua potenza creatrice, s\u00ec da ridare ci\u00f2 che riceve.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo grado concreto costituisce un tutto armonico e in esso l&#8217;essere umano trova la sua esatta rappresentazione esteriore. Osservato come un tutto unico, questo aspetto vitale comprende, a sua volta, tre gradi che stanno tra loro come il concreto, il particolare e l&#8217;universale o come la materia plasmata, l&#8217;energia-forza plasmante e il principio, e che nello stesso tempo costituiscono gli organi nei quali e per i quali l&#8217;aspetto interiore, lo spirito, opera e si manifesta esteriormente.<\/p>\n<p>Questi tre gradi sono, dunque, sempre pi\u00f9 elevati e interni, e ognuno di essi possiede diverse sfumature.<\/p>\n<p>Le tre modalit\u00e0 di <em>Nephesch <\/em> sono disposte e agiscono nel modo che fra poco esporremo a causa delle tre divisioni di <em>Ruach<\/em>. Questo secondo elemento dell&#8217;essere umano, <em>Ruach <\/em> (l&#8217;anima), non \u00e8 cos\u00ec sensibile come <em>Nephesch <\/em> alle influenze del mondo esteriore; la passivit\u00e0 e l&#8217;attivit\u00e0 si trovano in proporzioni uguali; esso consiste piuttosto in un essere interno, ideale, nel quale tutto ci\u00f2 che la vita corporea e concreta manifesta esteriormente come quantitativo e materiale, si ritrova interiormente allo stato virtuale.<\/p>\n<p>Questo secondo elemento umano fluttua dunque tra l&#8217;attivit\u00e0 e la passivit\u00e0 o, meglio, l&#8217;introversione e l&#8217;estroversione; nelle sue funzioni, esso non appare chiaramente n\u00e9 come qualcosa di passivo ed esteriore n\u00e9 come qualcosa di attivo e interiore, ma come qualcosa di mutevole che dall&#8217;interno all&#8217;esterno si manifesta sia attivo che passivo e che, sebbene di natura ricettiva, d\u00e0. Da ci\u00f2 il perch\u00e9 l&#8217;intuizione e il concetto non coincidono esattamente nell&#8217;anima, bench\u00e9 non siano cos\u00ec nettamente separati da non confondersi facilmente l&#8217;una con l&#8217;altro. La modalit\u00e0 esistenziale di ciascun essere dipende esclusivamente dal grado pi\u00f9 o meno elevato della sua coesione con la natura e dalla maggiore o minore attivit\u00e0 o passivit\u00e0 che ne \u00e8 la conseguenza; l&#8217;appercezione dell&#8217;individuo \u00e8 in proporzione alla sua attivit\u00e0. Pi\u00f9 egli \u00e8 attivo interiormente, pi\u00f9 \u00e8 elevato e pi\u00f9 gli \u00e8 possibile indagare nelle intime profondit\u00e0 dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Questo <em>Ruach<\/em>, composto di forze che sono alla base dell&#8217;essere materiale oggettivo, gode anche della propriet\u00e0 di distinguersi da tutte le altre parti come un individuo speciale, di disporre di s\u00e9 stesso e manifestarsi al di fuori con un&#8217;azione libera e volontaria. Questa <em>anima <\/em> che rappresenta ugualmente il trono e l&#8217;organo dello spirito \u00e8, come abbiamo gi\u00e0 detto, anche l&#8217;immagine dell&#8217;intero uomo; come <em>Nephesch<\/em>, essa si compone di tre gradi dinamici che stanno, l&#8217;uno in rapporto all&#8217;altro, come il concreto, il particolare e l&#8217;universale o come la materia azionata, la forza-energia agente e il principio: in modo che esiste un&#8217;affinit\u00e0 non solo tra il concreto in <em>Ruach<\/em>, che \u00e8 il suo grado pi\u00f9 basso e pi\u00f9 esteriore (il cerchio 4 dello schema), e l&#8217;universale in <em>Nephesch<\/em>, che forma la sua sfera pi\u00f9 alta (cerchio 3), ma anche tra l&#8217;universale in <em>Ruach <\/em> (cerchio 6) e il concreto nello spirito (cerchio 7).<\/p>\n<p>Nello stesso modo in cui in <em>Ruach <\/em> e in <em>Nephesch <\/em> sono compresi tre gradi dinamici, questi hanno i loro tre corrispondenti anche nel mondo esteriore, come apparir\u00e0 pi\u00f9 chiaro col paragone tra Macrocosmo e Microcosmo. Ogni forma particolare di esistenza nell&#8217;uomo ha una vita propria nella sfera del mondo che le corrisponde, con la quale essa \u00e8 in rapporto di continui scambi, dando e ricevendo, per mezzo dei suoi sensi e dei suoi organi speciali. Inoltre, <em>Ruach<\/em>, a causa della sua parte concreta, ha bisogno di comunicare col piano concreto ad esso inferiore; allo stesso modo la parte universale gli conferisce una tendenza verso le parti universali che gli sono superiori.<\/p>\n<p><em>Nephesch <\/em> non potrebbe congiungersi a <em>Ruach <\/em> se non ci fosse qualche affinit\u00e0 tra di essi, n\u00e9 <em>Ruach <\/em> si congiungerebbe a <em>Nephesch <\/em> e a <em>Neshamah <\/em> per la stessa ragione. Cos\u00ec, da una parte, nel concreto che la precede, l&#8217;anima attinge la pienezza della sua realt\u00e0 oggettiva, e dall&#8217;altra, nell&#8217;universale che la domina, attinge l&#8217;interiorit\u00e0 pura, l&#8217;Idealit\u00e0 che si organizza da sola nella sua attivit\u00e0 indipendente.<\/p>\n<p>Dunque <em>Ruach <\/em> \u00e8 il legame tra l&#8217;Universale o Spirituale e il Concreto o Materiale, i quali uniscono nell&#8217;uomo il mondo interno intelligibile col mondo grossolano esterno; esso \u00e8, nello stesso tempo, il supporto e la sede della personalit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>L&#8217;anima, in questo modo, si, trova in un duplice rapporto coi suoi tre oggetti, cio\u00e8:<\/p>\n<p><strong>1) <\/strong> col concreto che le \u00e8 al di sotto;<\/p>\n<p><strong>2) <\/strong> col particolare che risponde alla sua natura e che le \u00e8 al di fuori;<\/p>\n<p><strong>3) <\/strong> con l&#8217;universale che le \u00e8 al di sopra.<\/p>\n<p>In essa, in due sensi contrari, avviene una circolazione di tre correnti frammischiate, perch\u00e9:<\/p>\n<p><strong>1) <\/strong> \u00e8 eccitata da <em>Nephesch <\/em> che le \u00e8 al di sotto e a sua volta essa agisce su questo ispirandolo;<\/p>\n<p><strong>2) <\/strong> si comporta anche attivamente e passivamente con l&#8217;esterno corrispondente alla sua natura, cio\u00e8 col particolare;<\/p>\n<p><strong>3) <\/strong> tale influenza che trasforma nel suo seno, dopo averla ricevuta o dal basso o dall&#8217;esterno, d\u00e0 ad essa il potere di elevarsi sufficientemente cos\u00ec da stimolare <em>Neshamah <\/em> nelle regioni superiori. Attraverso questa operazione attiva, le facolt\u00e0 superiori eccitate producono un&#8217;influenza vitale pi\u00f9 elevata, pi\u00f9 spirituale, che l&#8217;anima, ridivenendo passiva, riceve per trasmetterla all&#8217;esterno e al piano ad essa inferiore.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 a <em>Ruach<\/em>, bench\u00e9 abbia una forma di esistenza particolare, bench\u00e9 abbia un&#8217;esistenza propria, non \u00e8 affatto vero che il primo impulso della sua attivit\u00e0 vitale gli venga dall&#8217;eccitazione del corpo concreto che gli \u00e8 inferiore. E cos\u00ec anche il corpo, per uno scambio di azioni e di reazioni con l&#8217;anima, grazie alla sua impressionabilit\u00e0, ne \u00e8 penetrato, mentre essa stessa diviene come partecipante del corpo. In eguale maniera, l&#8217;anima, attraverso la sua unione con lo Spirito, ne \u00e8 riempita e ispirata.<\/p>\n<p>La terza parte fondamentale dell&#8217;essere umano, <em>Neshamah<\/em>, pu\u00f2 essere designata con la parola Spirito, nel senso in cui \u00e8 impiegata nel Nuovo Testamento. In essa la sensibilit\u00e0 passiva verso il mondo esterno non si ritrova pi\u00f9; l&#8217;attivit\u00e0 domina la recettivit\u00e0. Lo Spirito vive di vita propria e soltanto per l&#8217;universale, o per il mondo spirituale col quale si trova in rapporto, costante. Tuttavia, come <em>Ruach<\/em>, <em>Neshamah <\/em> non soltanto ha bisogno, in ragione della sua natura ideale, dell&#8217;Universale assoluto o Infinito divino, ma anche, a causa della sua reale e concreta espressione, di qualche relazione col particolare e col concreto che ad esso sono inferiori e dai quali se ne sente attratto.<\/p>\n<p>Anche lo Spirito \u00e8 in doppio rapporto col suo triplice oggetto: verso il basso, verso l&#8217;esterno e verso l&#8217;alto; in esso avviene dunque, in due sensi contrari, una triplice corrente intrecciata, del tutto simile a quella descritta pi\u00f9 sopra per <em>Ruach<\/em>. <em>Neshamah <\/em> \u00e8 un essere puramente interiore, ma anche passivo e attivo nello stesso tempo, e <em>Nephesch<\/em>, col suo principio vitale il suo corpo, e <em>Ruach<\/em>, con le sue forze, rappresentano le sue immagini esteriori. Ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di quantitativo in <em>Nephesch <\/em> e di qualitativo in <em>Ruach <\/em> viene dallo Spirito, <em>Neshamah<\/em>, puramente interiore e ideale.<\/p>\n<p>Ora, siccome <em>Nephesch <\/em> e <em>Ruach <\/em> racchiudono tre gradi diversi di esistenza, o potenzialit\u00e0 di spiritualizzazione, in modo che ognuno \u00e8 un&#8217;immagine pi\u00f9 piccola dell&#8217;intero essere umano (vedere lo schema), cos\u00ec la Qabbalah distingue ancora tre gradi in <em>Neshamah<\/em>. \u00c8 particolarmente a questo elemento superiore che si applica ci\u00f2 che \u00e8 stato detto all&#8217;inizio, che le diverse forme di esistenza della costituzione umana non sono enti distinti, isolati, separati, ma, al contrario, sono frammischiati gli uni agli altri perch\u00e9 tutto qui si spiritualizza sempre pi\u00f9, sempre pi\u00f9 tende all&#8217;unit\u00e0.<\/p>\n<p>Delle tre forme superiori d&#8217;esistenza dell&#8217;uomo che sono riunite nella pi\u00f9 larga accezione della parola <em>Neshamah<\/em>, quella inferiore pu\u00f2 essere designata come il <em>Neshamah <\/em> propriamente detto. Essa ha ancora qualche affinit\u00e0 con gli elementi superiori di <em>Ruach<\/em>; consiste in una conoscenza interiore e attiva del qualitativo e quantitativo che sono ad essa inferiori. Il secondo potere di Neshamah, che \u00e8 l&#8217;ottavo elemento nell&#8217;uomo, \u00e8 chiamato, dalla Qabbalah, <em>Chajoth<\/em>.<\/p>\n<p>La sua essenza consiste nella conoscenza della forza interna superiore, intelligibile, che serve di base all&#8217;essere oggettivo manifestato e che, per conseguenza, non pu\u00f2 essere percepito n\u00e9 da <em>Ruach <\/em> n\u00e9 da <em>Nephesch <\/em> e non potrebbe essere riconosciuto da <em>Neshamah <\/em> propriamente detto. Il terzo potere di <em>Neshamah<\/em>, il nono e il pi\u00f9 elevato elemento nell&#8217;uomo, \u00e8 <em>Jechidad <\/em> (cio\u00e8 l&#8217;unit\u00e0 in se stessa), la sua propria essenza consiste nell&#8217;Unit\u00e0 fondamentale assoluta di tutte le variet\u00e0, dell&#8217;Uno assoluto originario.<\/p>\n<p>Ora questo rapporto, segnalato fin dall&#8217;inizio, di Concreto, di Particolare e di Universale che collega <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah <\/em> in modo che ciascuno offra l&#8217;immagine del tutto, si ritrova in questo quadro: primo grado di <em>Nephesch<\/em>, il corpo, il concreto nel concreto; secondo grado, il particolare nel concreto; terzo, l&#8217;universale nel concreto. Ugualmente in <em>Ruach<\/em>: primo potere, il concreto nel particolare; secondo, il particolare nel particolare; terzo, l&#8217;universale nel particolare.<\/p>\n<p>Infine in <em>Neshamah<\/em>: primo grado, il concreto nell&#8217;universale; secondo grado (<em>Chajoth<\/em>), il particolare nell&#8217;universale; terzo (<em>Jechidad<\/em>), l&#8217;universale nell&#8217;Unit\u00e0. \u00c9 cos\u00ec che si manifestano le diverse attivit\u00e0 e le virt\u00f9 di ciascuno di questi elementi dell&#8217;essere. L&#8217;anima (<em>Ruach<\/em>) ha senza dubbio una sua propria esistenza, ma tuttavia essa \u00e8 incapace di uno sviluppo indipendente senza la partecipazione della vita corporale (<em>Nephesch<\/em>), e cos\u00ec avviene nei confronti di <em>Neshamah<\/em>.<\/p>\n<p>Inoltre <em>Ruach <\/em> \u00e8 in un duplice rapporto con <em>Nephesch<\/em>: influenzato da questo, \u00e8 rivolto allo stesso tempo all&#8217;esterno per esercitare una libera reazione, in maniera che la concreta vita corporale possa partecipare allo sviluppo dell&#8217;anima. La stessa cosa avviene per lo Spirito in rapporto all&#8217;anima, ovvero per <em>Neshamah <\/em> in rapporto a <em>Ruach<\/em>; attraverso <em>Ruach <\/em> esso \u00e8 anche in duplice rapporto con <em>Nephesch<\/em>. Tuttavia <em>Neshamah <\/em> ha, inoltre, nella propria costituzione la <em>sorgente <\/em> della sua azione, mentre le azioni di <em>Ruach <\/em> e di <em>Nephesch <\/em> non sono che le emanazioni libere e viventi di <em>Neshamah<\/em>.<\/p>\n<p>Parimenti <em>Neshamah <\/em> si trova, in una certa misura, nello stesso doppio rapporto con la Divinit\u00e0 perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 vitale di <em>Neshamah <\/em> \u00e8 gi\u00e0 in s\u00e9 un incitamento per la Divinit\u00e0 di intrattenere questo rapporto, di procurargli l&#8217;influenza necessaria alla sua sussistenza. Cos\u00ec lo Spirito o <em>Neshamah<\/em>, quale intermediario, e <em>Ruach <\/em> con <em>Nephesch <\/em> vanno ad attingere del tutto involontariamente all&#8217;eterna sorgente divina, facendo irradiare continuamente l&#8217;opera della loro vita verso l&#8217;alto, mentre la Divinit\u00e0 penetra costantemente in <em>Neshamah <\/em> e nella sua sfera per dare la vita ad esso, a <em>Ruach <\/em> e a <em>Nephesch<\/em>.<\/p>\n<p>Ora secondo la dottrina della Qabbalah, l&#8217;uomo, invece di vivere nella Divinit\u00e0 e di ricevere costantemente da lei l&#8217;influsso di cui ha bisogno, si \u00e8 immerso sempre pi\u00f9 nell&#8217;amore di s\u00e9 stesso e nel mondo dell&#8217;errore, dal momento della sua <em>caduta <\/em> o subito dopo, cos\u00ec da lasciare il suo centro eterno per la periferia. Questa discesa e l&#8217;allontanamento sempre maggiore dalla Divinit\u00e0 hanno avuto come conseguenza un decadimento dei poteri nella natura umana, e quindi nell&#8217;umanit\u00e0 intera. La scintilla divina sempre pi\u00f9 si \u00e8 oscurata nell&#8217;uomo, e <em>Neshamah <\/em> ha perso l&#8217;unione intima con Dio. Allo stesso modo <em>Ruach <\/em> si \u00e8 allontanato da <em>Neshamah <\/em> e <em>Nephesch <\/em> ha perso la sua intima unione con <em>Ruach<\/em>. A causa di questo decadimento generale e del rilassamento parziale dei legami tra gli elementi, la parte inferiore di <em>Nephesch<\/em>, che nell&#8217;uomo originariamente era un corpo luminoso, \u00e8 diventata il nostro corpo materiale; perci\u00f2 l&#8217;uomo \u00e8 stato assoggettato alla dissoluzione nelle tre parti principali della sua costituzione.<\/p>\n<p>Secondo la Qabbalah, la morte dell&#8217;uomo non \u00e8 che il passaggio a una nuova forma di esistenza. Egli \u00e8 chiamato a ritornare finalmente nel seno di Dio, ma questa riunione non gli \u00e8 possibile allo stato attuale a causa della materialit\u00e0 del suo corpo. Questo stato, come gli altri che compongono l&#8217;essere umano, deve dunque subire una purificazione necessaria per raggiungere quel grado di spiritualit\u00e0 richiesto dalla nuova vita.<\/p>\n<p><em>La Qabbalah distingue due cause che possono portare la morte<\/em>: la prima consiste nella diminuzione graduale o repentina <em>dell&#8217;influenza <\/em> continuamente esercitata dalla Divinit\u00e0 su <em>Neshamah <\/em> e su <em>Ruach <\/em> in modo che <em>Nephesch<\/em>, diminuendo la forza con la quale vitalizza il corpo grossolano, ne provoca la morte. Nel linguaggio dello Zohar essa potrebbe essere definita <em>la morte dall&#8217;alto o dall&#8217;interno all&#8217;esterno<\/em>.<\/p>\n<p>Invece, la seconda causa della morte potrebbe essere denominata <em>la morte dal basso, o dall&#8217;esterno all&#8217;interno<\/em>. Essa avviene quando il corpo, forma di esistenza inferiore ed esteriore, disorganizzandosi sotto l&#8217;influenza di qualche turbamento o qualche lesione, perde la duplice propriet\u00e0 di ricevere dall&#8217;alto e di esercitare l&#8217;influenza necessaria per stimolare <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah <\/em> a scendere fino ad esso.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 ciascuno dei tre gradi di esistenza dell&#8217;uomo nel corpo ha la sua sede particolare e la sua sfera d&#8217;azione corrispondenti al grado della sua spiritualit\u00e0, ed essendosi trovati tutti e tre legati a questo corpo in periodi diversi della vita, essi abbandonano il cadavere in momenti differenti e secondo un ordine inverso. Ne deriva che il processo della morte si estende per un periodo di tempo molto pi\u00f9 lungo di quanto si pensi comunemente.<\/p>\n<p><em>Neshamah<\/em>, che ha la sua sede nel cervello e che, nella sua qualit\u00e0 di principio di vita spirituale superiore si e unito per ultimo al corpo materiale (quest&#8217;unione ha inizio all&#8217;et\u00e0 della pubert\u00e0) \u00e8 il primo a lasciare il corpo; solitamente ancora prima del momento che noi indichiamo col nome di <em>morte<\/em>. Esso non lascia nella sua <em>Merkavah <\/em> che un&#8217;illuminazione, poich\u00e9 l&#8217;individualit\u00e0 umana, come si dice nell&#8217; <em>Esarah Maimoroth<\/em>, pu\u00f2 sussistere, anche senza presenza effettiva di Neshamah.<\/p>\n<p>Prima del momento che a noi sembra quello della morte, la coscienza sale al grado pi\u00f9 elevato di <em>Ruach <\/em> da dove l&#8217;individuo scorge ci\u00f2 che nella vita era nascosto ai suoi occhi; spesso la sua vista penetra lo spazio e pu\u00f2 distinguere gli amici e i parenti defunti. Appena arriva l&#8217;istante critico, <em>Ruach <\/em> si espande in tutte le membra del corpo e prende congedo da loro. Poi tutta l&#8217;essenza spirituale dell&#8217;uomo si ritira nel cuore e l\u00e0 si mette al riparo dai <em>Masikim <\/em> [entit\u00e0 subconscie] che si precipitano sul cadavere, come una colomba inseguita si rifugia nel suo nido.<\/p>\n<p>La separazione di <em>Ruach <\/em> dal corpo \u00e8 sentita e <em>Ruach <\/em> o l&#8217;anima vivente fluttua, come dice l&#8217; <em>Ez-ha-Caiim<\/em>, tra le alte regioni spirituali, infinite (<em>Neshamah<\/em>) e quelle inferiori corporali, concrete (<em>Nephesch<\/em>), piegando ora verso l&#8217;una, ora verso l&#8217;altra, essa che, in quanto organo della volont\u00e0, costituisce l&#8217;individualit\u00e0 umana. La sua sede \u00e8 nel cuore, questo dunque \u00e8 come la radice della vita, \u00e8 il <em>Melekh<\/em>, Re, il punto centrale, la linea che unisce il cervello col fegato, e siccome \u00e8 in tale organo che l&#8217;attivit\u00e0 vitale si manifesta all&#8217;origine, \u00e8 anche in questo che finisce. Cos\u00ec al momento della morte <em>Ruach <\/em> sfugge e, secondo l&#8217;insegnamento del Talmud, esce dal cuore, attraverso la bocca, con l&#8217;ultimo respiro.<\/p>\n<p><em>Il Talmud distingue novecento specie di morti diverse. <\/em> La pi\u00f9 dolce \u00e8 denominata il <em>bacio<\/em>, la pi\u00f9 penosa \u00e8 quella nella quale il morente prova la sensazione di una spessa corda di capelli strappata dalla gola.<\/p>\n<p>Appena <em>Ruach <\/em> si \u00e8 separato, l&#8217;uomo sembra morto; tuttavia <em>Nephesch <\/em> abita ancora in lui. <em>Nephesch <\/em> \u00e8 l&#8217;anima della vita elementare nell&#8217;uomo e ha la sua sede nel fegato. Esso, in quanto potenza spirituale inferiore, possiede molta attrazione per il corpo separandosene per ultimo, come \u00e8 stato il primo a unirglisi. Tuttavia, dopo la separazione di <em>Ruach<\/em>, i <em>Masikim <\/em> prendono possesso del cadavere. Questa invasione, unita alla decomposizione del corpo, obbliga ben presto <em>Nephesch <\/em> a ritirarsi; tuttavia esso resta ancora a lungo vicino alla sua spoglia per piangerne la perdita. Di solito, soltanto quando sopraggiunge la putrefazione completa egli si eleva al di sopra della sfera terrestre.<\/p>\n<p>La disintegrazione dell&#8217;uomo, conseguente alla morte, non \u00e8 una separazione completa, perch\u00e9 ci\u00f2 che una volta \u00e8 stato un solo tutto non pu\u00f2 disgiungersi completamente; rimane sempre qualche rapporto tra le parti costitutive, di modo che sussiste un certo legame tra <em>Nephesch <\/em> e il suo stesso corpo gi\u00e0 putrefatto. Dopo che questo recipiente materiale esteriore \u00e8 scomparso con le sue forze vitali fisiche, resta ancora qualcosa del principio spirituale di <em>Nephesch<\/em>, qualcosa di imperituro che discende fino nella tomba, nelle ossa, come dice lo Zohar; \u00e8 ci\u00f2 che la Qabbalah chiama il <em>respiro delle ossa <\/em> o lo <em>spirito delle ossa<\/em>. Questo principio, imperituro, del corpo materiale che ne conserva completamente la forma e le pieghe (portamento), forma lo <em>Habal di Garmin<\/em>, che possiamo tradurre con <em>il corpo della resurrezione <\/em> (corpo sottile luminoso).<\/p>\n<p>Dopo che le diverse parti costitutive dell&#8217;uomo sono state separate dalla morte, ciascuna si reca nella sua sfera attirata dalla propria natura e costituzione; esse sono accompagnate dagli esseri a loro simili che gi\u00e0 circondavano il letto di morte. Siccome nell&#8217;Universo intero tutto \u00e8 nel tutto, ci\u00f2 che nasce, vive e perisce \u00e8 retto da una sola e identica legge; cos\u00ec il pi\u00f9 piccolo elemento \u00e8 la riproduzione del pi\u00f9 grande e gli stessi principi reggono ugualmente tutte le creature, dalla pi\u00f9 bassa alla pi\u00f9 spirituale, dai poteri pi\u00f9 elevati. L&#8217;Universo intero, che la Qabbalah chiama <em>Aziluth <\/em> e che comprende tutti i gradi, dalla materia pi\u00f9 grossolana fino alla pura spiritualit\u00e0 \u2013 l&#8217;Uno \u2013 si divide in tre mondi: <em>Assiah<\/em>, <em>Yetzirah <\/em> e <em>Briah<\/em>, corrispondenti alle tre divisioni fondamentali dell&#8217;uomo: <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah<\/em>.<\/p>\n<p><em>Assiah <\/em> \u00e8 il mondo in cui noi ci muoviamo, tuttavia ci\u00f2 che di questo mondo percepiamo con i nostri sensi \u00e8 solo la sfera inferiore, la pi\u00f9 materiale, per il fatto che con gli organi sensoriali non percepiamo che i principi inferiori, i pi\u00f9 materiali dell&#8217;uomo, cio\u00e8 il suo corpo. Lo schema precedentemente proposto, dunque, \u00e8 uno schema dell&#8217;Universo e anche dell&#8217;uomo, perch\u00e9 secondo la Qabbalah il Microcosmo \u00e8 del tutto analogo al Macrocosmo; l&#8217;uomo \u00e8 l&#8217;immagine di Dio che si manifesta nell&#8217;Universo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dunque il cerchio <strong>a <\/strong> rappresenta il mondo <em>Assiah<\/em>, e le sfere <strong>1, 2, 3 <\/strong> corrispondono a quelle di <em>Nephesch<\/em>; <strong>b <\/strong> rappresenta il mondo <em>Yetzirah <\/em> analogo a <em>Ruach<\/em>, e <strong>4, 5, 6 <\/strong> ne sono i poteri.<\/p>\n<p>Infine il cerchio <strong>c <\/strong> raffigura il mondo <em>Briah<\/em>, le cui sfere <strong>7, 8, 9 <\/strong> raggiungono, come quelle di <em>Neshamah<\/em>, il pi\u00f9 alto potere della vita spirituale. Il cerchio <strong>10 <\/strong> \u00e8 l&#8217;immagine del Tutto- <em>Aziluth<\/em>, e rappresenta anche l&#8217;insieme della natura umana.<\/p>\n<p>I tre mondi che corrispondono, secondo la loro natura e il grado della loro spiritualit\u00e0, ai tre principi costitutivi dell&#8217;uomo, rappresentano anche i diversi soggiorni di questi principi. Il corpo, guaina pi\u00f9 materiale, rimane nella sfera inferiore del mondo Assiah, nella tomba; lo spirito delle ossa resta solo sepolto in esso, formando, come abbiamo detto, lo <em>Habal di Garmin<\/em>.<\/p>\n<p>Nella tomba \u00e8 in uno stato di oscuro letargo che, per il <em>Tsadd\u00eeq <\/em> (il Giusto), \u00e8 un dolce sonno; molti passi di Daniele e dei Salmi di Isaia vi fanno allusione. Poich\u00e9 lo <em>Habal di Garmin <\/em> conserva nella tomba una sensazione oscura, il riposo di coloro che dormono quest&#8217;ultimo sonno pu\u00f2 essere turbato in tutte le maniere. Ecco perch\u00e9 presso gli Ebrei era vietato sotterrare una accanto all&#8217;altra persone che, nella loro vita, erano state nemiche; o collocare un santo vicino a un criminale. Al contrario si aveva cura di seppellire insieme due persone che si erano amate, perch\u00e9 nella morte questo attaccamento potesse continuare ancora.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 grande turbamento per coloro che dormono nella tomba \u00e8 l&#8217;evocazione, poich\u00e9 quando <em>Nephesch <\/em> lascia la sepoltura, lo <em>spirito delle ossa <\/em> resta ancora attaccato al cadavere e pu\u00f2 essere evocato; ma questa evocazione raggiunge anche <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah<\/em>. Senza dubbio sono gi\u00e0 in soggiorni distinti ma rimangono anche, sotto certi rapporti, uniti l&#8217;uno all&#8217;altro, in maniera che uno risente di ci\u00f2 che provano gli altri. Ecco perch\u00e9 le Sacre Scritture vietavano di evocare i morti.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i nostri sensi non possono percepire che il cerchio pi\u00f9 basso, la sfera inferiore del mondo <em>Assiah<\/em>, solo il corpo grossolano dell&#8217;uomo \u00e8 visibile agli occhi fisici, corpo che anche dopo la morte resta nel dominio della sfera sensibile; le sfere superiori di <em>Assiah <\/em> non sono pi\u00f9 percepibili a noi, e allo stesso modo lo <em>Habal di Garmin <\/em> sfugge gi\u00e0 alla nostra percezione; anche lo Zohar dice <em>\u00ab\u2026 <\/em>s <em>e ci\u00f2 fosse permesso ai nostri occhi, potremmo vedere nella notte, quando viene lo Shabath, alla luna nuova o nei giorni di festa, i Diuknim (gli spettri) drizzarsi nelle tombe per lodare e glorificare il Signore <\/em><em>\u2026\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Le sfere superiori del mondo <em>Assiah <\/em> servono da soggiorno a <em>Nephesch<\/em>. Lo <em>Ez-ha-Chaiim <\/em> dipinge questo soggiorno come il Gan-Eden inferiore, <em>che nel mondo Assiah si estende a sud del paese Santo al di sopra dell&#8217;Equatore<\/em>.<\/p>\n<p>Il secondo principio dell&#8217;uomo, <em>Ruach<\/em>, trova nel mondo <em>Yetzirah <\/em> un soggiorno appropriato al suo grado di spiritualit\u00e0. E poich\u00e9 <em>Ruach<\/em>, che costituisce l&#8217;individualit\u00e0, \u00e8 il supporto e la sede della Volont\u00e0, \u00e8 in lui che risiede la forza produttiva e creatrice; cos\u00ec il mondo <em>Yetzirah <\/em> \u00e8, come lo designa il suo nome, il <strong><em>mundus formationis <\/em><\/strong>, il mondo della formazione. Infine, <em>Neshamah <\/em> risponde al mondo <em>Briah <\/em> che lo Zohar chiama <strong><em>il mondo del trono divino <\/em><\/strong>, e che comprende il pi\u00f9 alto grado della spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Come <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah <\/em> non sono forme completamente distinte di esistenza, ma al contrario procedono l&#8217;una dall&#8217;altra elevandosi in spiritualit\u00e0, cos\u00ec le sfere dei vari mondi si incatenano l&#8217;una all&#8217;altra e si elevano dal cerchio pi\u00f9 basso, pi\u00f9 materiale, del mondo <em>Assiah<\/em>, che \u00e8 percepibile ai nostri sensi, fino ai poteri pi\u00f9 elevati, pi\u00f9 immateriali del mondo <em>Briah<\/em>. Da ci\u00f2 si vede chiaramente che, bench\u00e9 <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah <\/em> soggiornino ciascuno nel mondo che loro conviene, essi restano uniti in un tutto unico. Specialmente a causa degli <em>Zelem<\/em>, questi rapporti intimi tra le parti sono resi possibili.<\/p>\n<p>Con il nome di <em>Zelem <\/em> la Qabbalah intende la figura, l&#8217;abito sotto il quale sussistono i diversi principi dell&#8217;uomo e attraverso il quale essi operano. <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah<\/em>, anche dopo che la morte ha distrutto il loro involucro corporale esteriore, conservano una certa forma che corrisponde alla sembianza dell&#8217;uomo originario. Questa forma, per mezzo della quale ogni parte persiste e opera nel suo mondo, \u00e8 possibile solo grazie allo Zelem; cos\u00ec \u00e8 detto nel Salmo XXIX, 7: <em>Essi sono dunque come nello Zelem (il fantasma)<\/em>.<\/p>\n<p>Secondo Luria, lo <em>Zelem<\/em>, per analogia con tutta la natura umana, si suddivide in tre parti: una luce interiore spirituale e due <em>Makifim <\/em> o luci avvolgenti. Ogni <em>Zelem <\/em> e i suoi <em>Makifim <\/em> corrispondono, nella loro natura, al carattere o al grado di spiritualit\u00e0 di ognuno dei principi ai quali essi appartengono. \u00c9 soltanto attraverso il loro <em>Zelem <\/em> che \u00e8 possibile a <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah <\/em> manifestarsi al di fuori. \u00c9 su di essi che riposa tutta l&#8217;esistenza corporale sulla terra, poich\u00e9 tutto l&#8217;influsso dall&#8217;alto sui sentimenti e sui sensi interni dell&#8217;uomo avviene per la mediazione di questi <em>Zelem<\/em>, suscettibili d&#8217;altronde di essere affievoliti o rinforzati.<\/p>\n<p>Il processo della morte si produce unicamente nei diversi <em>Zelem<\/em>, poich\u00e9 <em>Nephesch<\/em>, <em>Ruach <\/em> e <em>Neshamah <\/em> non sono modificati da essa. Cos\u00ec la Qabbalah dice che trenta giorni prima della morte, i <em>Makifim <\/em> si ritirano dapprima da <em>Neshamah<\/em>, per poi scomparire, successivamente, da <em>Ruach <\/em> e da <em>Nephesch<\/em>, in questo senso c&#8217;\u00e8 da comprendere che essi allora cessano di esercitare la loro forza; tuttavia, nello stesso istante in cui <em>Ruach <\/em> se ne va,<\/p>\n<p>essi si aggrappano, come dice la <em>Mishnath Chasidim<\/em>, al processo della vita <em>per sentire il gusto della morte<\/em>.<\/p>\n<p>Tuttavia bisogna guardare gli <em>Zelem<\/em> come esseri puramente magici; ecco perch\u00e9 lo <em>Zelem<\/em> dello stesso <em>Nephesch<\/em> non pu\u00f2 agire direttamente nel mondo della nostra percezione sensibile esterna. Ci\u00f2 che si offre a noi nell\u2019apparizione di persone morte \u00e8 il loro <em>Habal di Garmin<\/em> e la sottile materia aerea o eterea del mondo <em>Assiah<\/em> di cui si riveste lo <em>Zelem<\/em> di <em>Nephesch<\/em> per rendersi percettibile ai nostri sensi. Ci\u00f2 si applica a qualsiasi specie di apparizione, si tratti di un angelo, di un defunto o di uno spirito inferiore. Allora non \u00e8 lo <em>Zelem<\/em> stesso che possiamo vedere e percepire con i nostri occhi, ma solo una sua immagine che, costruita col <em>vapore<\/em> sottile del mondo esteriore, prende una forma capace di dissolversi immediatamente.<\/p>\n<p>Per quante variet\u00e0 offra la vita degli uomini sulla terra, altrettanto varia \u00e8 la loro sorte negli altri mondi; infatti, pi\u00f9 infrazioni alla legge divina sono state commesse quaggi\u00f9, pi\u00f9 bisogna subire purificazione nell\u2019altro mondo. Lo Zohar dice: <em>\u00ab\u2026la bellezza dello Zelem dell\u2019uomo pietoso dipende dalle buone opere che ha compiuto quaggi\u00f9<\/em>&#8230;\u00bb pi\u00f9 avanti: <em>\u00ab\u2026il peccato macchia lo Zelem di Nephesch\u00bb<\/em>. Luria dice anche: <em>\u00ab\u2026nell\u2019uomo pio questi Zelem sono puri e chiari, nel peccatore sono torbidi e oscuri\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 ogni mondo, per ognuno dei principi dell\u2019uomo, ha il suo Gan-Eden (Paradiso), il suo Nahar-Dinur (fiume di fuoco per la purificazione dell\u2019anima) e il suo Gei-Hinam, luogo di tormento; da ci\u00f2 anche la dottrina cristiana del paradiso, del purgatorio e dell\u2019inferno. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra tutti i problemi di cui si occupa la filosofia, quello della nostra essenza, e della sua immortalit\u00e0, non ha mai cessato di preoccupare l&#8217;umanit\u00e0. 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