{"id":1555,"date":"2008-07-02T19:29:22","date_gmt":"2008-07-02T17:29:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1555"},"modified":"2023-10-01T00:52:38","modified_gmt":"2023-09-30T22:52:38","slug":"limmaginario-primitivo-che-non-e-mai-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1555","title":{"rendered":"L&#8217;immaginario primitivo che non \u00e8 mai passato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Qualche settimana fa, alcuni quotidiani hanno riportato la sensazionale scoperta di una delle ultime trib\u00f9 &#8220;primitive&#8221; dell&#8217;Amazzonia occidentale \u2013 al confine tra Per\u00f9 e Brasile \u2013 ancora sfuggite ad ogni forma di contatto con l&#8217;uomo bianco. Questa notizia \u00e8 stata poi rettificata da un esperto come Jos\u00e9 Meirelles del Funai brasiliano che ha dichiarato che gli &#8220;uomini rossi&#8221; sono noti dal 1910 anche se da allora hanno avuto pochissimi contatti con il cosiddetto mondo civilizzato.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>L&#8217;immaginario primitivo che non \u00e8 mai passato<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20340%20244'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/uomini_rossi.jpg\" width=\"340\" height=\"244\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/uomini_rossi.jpg\" width=\"340\" height=\"244\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"56%\">\n<p align=\"justify\">Qualche settimana fa, alcuni quotidiani hanno riportato la sensazionale scoperta di una delle ultime trib\u00f9 &#8220;primitive&#8221; dell&#8217;Amazzonia occidentale \u2013 al confine tra Per\u00f9 e Brasile \u2013 ancora sfuggite ad ogni forma di contatto con l&#8217;uomo bianco. Questa notizia \u00e8 stata poi rettificata da un esperto come Jos\u00e9 Meirelles del Funai brasiliano che ha dichiarato che gli &#8220;uomini rossi&#8221; sono noti dal 1910 anche se da allora hanno avuto pochissimi contatti con il cosiddetto mondo civilizzato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il reportage mostra la foto \u2013 davvero commovente \u2013 degli &#8220;uomini rossi&#8221; intenti a lanciare frecce contro gli elicotteri, scambiati per grossi uccelli.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Credo che quest&#8217;immagine, pi\u00f9 di ogni altra, possa assurgere a simbolo ed icona di quel lembo residuo del pianeta che ancora sfugge alla &#8220;globalizzazione&#8221;: le frecce scagliate contro gli elicotteri-uccelli! Se il pianeta si sta avviando ad essere progressivamente globalizzato \u2013 gi\u00e0 Kant aveva messo in evidenza come la superficie sferica e non discoidale della Terra avrebbe portato inevitabilmente all&#8217;esaurimento dell&#8217;eterogeneo, all&#8217;economizzazione del marginale, del confine \u2013 gli uomini dall&#8217;epidermide dipinta di rosso rappresentano la <em>r\u00e9sistance <\/em> localistica al pensiero unico, alla scomparsa della Differenza: si potrebbe aggiungere che, affievolitosi lo spirito di Seattle, l&#8217;istanza no-global, o alter-global, passa da quelle frecce, da quegli archi.<\/p>\n<p>Sono ormai da considerare superate le tesi di L\u00e9vy-Bruhl che individuavano nella mentalit\u00e0 primitiva un tipo di pensiero prelogico, prerazionale, alieno ai principi d&#8217;identit\u00e0 e non-contraddizione; con gli studi di Griaule sui Dogon finalmente si \u00e8 compreso come anche il pensiero &#8220;primitivo&#8221; si radica su una cosmogonia, su una teologia, seppure arcaica: in altre parole come dovevano essere abbandonati sia l&#8217;ideologismo rousseauiano del &#8220;buon&#8221; selvaggio indistintamente con-fuso nella Natura, sia il pregiudizio hegeliano del continente africano come luogo dell&#8217;infanzia dello Spirito.<\/p>\n<p>L&#8217;immaginario dell&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 affine a quello dell&#8217;uomo &#8220;primitivo&#8221;: non riattualizza soltanto mitologemi gnostici, ermetici o del paganesimo greco-romano, ma contiene anche elementi animistici o fondati sulla mistica del sacrificio cruento. Con questa nuova consapevolezza viene ad essere sconfessato un certo impianto proto-evoluzionista in voga nel tardo Ottocento con cui si pensava alla storia umana come ad un&#8217;unica ferrovia deterministicamente percorsa da medesime fermate e stazioni: animismo-politeismo-monoteismo. La storia non \u00e8 un binario di tappe &#8220;magnifiche e progressiste&#8221;: le civilt\u00e0 &#8220;primitive&#8221; hanno <em>gi\u00e0 <\/em> una loro storia, magari meno turbinosa di quella europea, ma che comunque possiede una propria dignit\u00e0 culturale. Dal canto suo il pensiero &#8220;primitivo&#8221; \u00e8 tutt&#8217;altro che eterogeneo da quello moderno. Gi\u00e0 Jung si \u00e8 accorto che dietro al &#8220;sentimento oceanico&#8221; di Freud, la fusione estatica con l&#8217;Altro (paesaggio naturale, opera d&#8217;arte, o oggetto sessuale) si ritrova la <em>partecipation mistique <\/em>descritta da L\u00e9vy-Bruhl. Con uno sguardo critico pi\u00f9 vicino al nostro tempo si deve ricordare come, a parte i fervidi ed interessanti sviluppi posteriori dell&#8217;etnopsichiatria contemporanea, le tesi edipiche di <em>Totem e tabu <\/em> risultano alquanto infondate: anche se a scusante di Freud si deve addurre l&#8217;insufficiente documentazione etnografica dell&#8217;epoca in cui il padre della psicoanalisi scriveva.<\/p>\n<p>Molti archetipi \u2013 o esseri extraumani puramente mitici o esistenti nel presente, per usare la classificazione di Brelich \u2013 abitano ancora l&#8217;immaginario surmoderno: pensiamo al trickster (vedi <em><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1957\">Il Trickster<\/a><\/em>), il buffone ordinatore\/demiurgo dell&#8217;ordine esistente; o all&#8217;eroe culturale che fonda il clan o la comunit\u00e0. Pensiamo ai numerosi tatuaggi tribali, i piercing, il branding e le scarificazioni: decorazioni corporali che si basano sull&#8217;idea del dolore come prova iniziatica da superare, magari ripetendo e riattualizzando le gesta primordiali del primo uomo o dell&#8217;eroe culturale.<\/p>\n<p>Anche le dinamiche \u00a0 aggregazionali cui sottendono gli ultras del calcio rispondono agli stessi meccanismi di &#8220;logica del beduino&#8221; dove ci si scontra tra bande appartenenti a squadre della stessa citt\u00e0, ci si coalizza contro tifosi &#8220;forestieri&#8221;, ci si unisce nello spirito nazionalistico del &#8220;sangue e del suolo&#8221; per la selezione nazionale contro fans di altre nazionali. La &#8220;logica del beduino&#8221; si presenta in gruppi di giovani devianti dove molto forte \u00e8 il richiamo nazionalistico, come negli ultras dei paesi slavi, tedeschi e britannici. In altri paesi come l&#8217;Italia l&#8217;elemento nazionalistico \u00e8 meno sviluppato e \u00a0 l&#8217;aggressivit\u00e0 si manifesta prevalentemente al primo livello delle microidentit\u00e0 legate ai quartieri o alle periferie.<\/p>\n<p>Anche nelle discoteche o nei rave si verificano delle pulsioni aggregazionali speculari, pi\u00f9 legate ad una sfrenatezza erotico-dionisiaca che a pulsioni distruttive (<em>thanatos<\/em>). Ho definito le pulsioni del &#8220;sabato sera&#8221; come erotico-dionisiache, ma niente vieta di collegarle a suggestioni di tipo sciamanico. In <em><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1595\">Genealogia dell&#8217;immaginazione<\/a> <\/em> (EdizioniLuz, Roma 2008) ho affrontato la questione dell&#8217;efficacia dello &#8220;sciamanismo metropolitano&#8221;; ma al di l\u00e0 di queste domande epistemologiche \u00e8 chiaro che dal punto di vista sociologico il fenomeno esiste ed \u00e8 diffuso, a prescindere da tutti i giudizi di merito che possiamo formulare: il miscuglio di droghe psicotrope o allucinogene, musica ipnotica ed assordante e danze frenetiche richiama un tipo di sciamanismo che \u00e8 tipico dei clan e delle trib\u00f9 subartiche. Che cosa pu\u00f2 assicurare il richiamo di simili revivals nella mentalit\u00e0 del giovane contemporaneo se non il persistere di un immaginario comune, condiviso, con il &#8220;primitivo&#8221;?<\/p>\n<p>Una civilt\u00e0 \u00e8 considerata &#8220;primitiva&#8221; quando non conosce la scrittura, la cereo agricoltura e l&#8217;aratro, non ha stratificazione sociale, presenta agglomerati numericamente limitati e non ha abitazioni solide o particolarmente elaborate, ecc. Perch\u00e9, dunque, il &#8220;primitivo&#8221; persiste come survivals nella psiche contemporanea? Una possibile risposta deve essere trovata nel fatto che ci\u00f2 che oggi viene definito come &#8220;psicosi&#8221; o &#8220;psicopatologia&#8221; \u00e8 una dimensione usuale dell&#8217;anima &#8220;primitiva&#8221;, specialmente quando essa si confronta con la manifestazione epifanica del <em>sacer<\/em>, del terrore che irrompe da una Natura avvertita come forza dirompente ed estranea, ma di cui si sente comunque parte. Questo non significa, per\u00f2, che ha ragione L\u00e9vy-Bruhl, ma piuttosto che l&#8217;immaginario presenta delle stratificazioni atemporali ed il processo filogenetico che porta alla formazione delle strutture culturali deve assicurare anche il ritorno, la &#8220;reintegrazione&#8221; nel punto d&#8217;origine, nello stadio ontologico primordiale. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa, alcuni quotidiani hanno riportato la sensazionale scoperta di una delle ultime trib\u00f9 &#8220;primitive&#8221; dell&#8217;Amazzonia occidentale \u2013 al confine tra Per\u00f9 e Brasile \u2013 ancora sfuggite ad ogni forma di contatto con l&#8217;uomo bianco. Questa notizia \u00e8 stata poi rettificata da un esperto come Jos\u00e9 Meirelles del Funai brasiliano che ha dichiarato che gli &#8220;uomini rossi&#8221; sono noti dal 1910 anche se da allora hanno avuto pochissimi contatti con il cosiddetto mondo civilizzato. 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