{"id":1573,"date":"2008-05-20T19:01:22","date_gmt":"2008-05-20T17:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1573"},"modified":"2023-09-29T20:22:49","modified_gmt":"2023-09-29T18:22:49","slug":"favole-e-simboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1573","title":{"rendered":"Favole e Simboli"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" title=\"L'Opera al Rosso\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" title=\"L'Opera al Rosso\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><em>Prefazione al testo&nbsp;<strong>Favole e Simboli<\/strong>&nbsp;di Eliphas L\u00e9vi&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le edizioni Luz hanno fortunosamente trovato una traduzione italiana delle Fables et Symboles di Eliphas L\u00e9vi, effettuata da Luigi Giuliani, per altro sconosciuto, in epoca imprecisata, ma sicuramente fra gli anni \u201830 e gli anni \u201860 del XX secolo. La traduzione di Giuliani, collazionata con il testo originale francese, \u00e8 nel complesso fedele e gradevole. La sua prefazione risente certamente delle cognizioni ed anche delle polemiche del suo tempo, ma \u00e8 stata mantenuta nella presente edizione sia per il rispetto del traduttore, che per trasmettere la testimonianza storica, perlomeno come &#8220;profumo&#8221; di un&#8217;epoca passata.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Favole e Simboli<\/h3>\n\n\n\n<p>di Vittorio Vanni &#8211; Prefazione al testo <em>Favole e Simboli<\/em> di Eliphas L\u00e9vi<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Le edizioni Luz hanno fortunosamente trovato una traduzione italiana delle <em>Fables et Symboles<\/em> di Eliphas L\u00e9vi, effettuata da Luigi Giuliani, per altro sconosciuto, in epoca imprecisata, ma sicuramente fra gli anni \u201830 e gli anni \u201860 del XX secolo. Il traduttore si dichiara membro della S.C.P.H.I, [sic], in realt\u00e0 S.P.H.C.I Fr+Tm+di Myriam, la famosa <em>Schola<\/em> a cui Giuliano Kremmerz (Ciro Formisano) dedic\u00f2 gran parte della sua vita. L\u2019opera originale si chiamava: <em>Philosophie occulte. 1\u00e9re serie. Fables et Symboles avec leur explication, ou sont r\u00e9vel\u00e9s les grands segrets du magnetism universel et des principles fondamentaux du grand oeuvre. Par Eliphas L\u00e9vi, pseudonime de l\u2019abb\u00e9 A.L.Constant<\/em>, Germer Bailli\u00e9re, Paris, 1862, ppgg.479 in 8\u00b0. La traduzione di Giuliani, collazionata con il testo originale francese, \u00e8 nel complesso fedele e gradevole, La sua prefazione risente certamente delle cognizioni ed anche delle polemiche del suo tempo, ma \u00e8 stata mantenuta nella presente edizione sia per il rispetto del traduttore, che per trasmettere la testimonianza storica, perlomeno come \u201cprofumo\u201d di un\u2019epoca passata.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"1\">Eliphas L\u00e9vi, per quanto la sua opera sia stata tradotta e diffusa dalle Edizioni At\u00e0nor ed ancor presente nelle librerie, \u00e8 stato un po\u2019 dimenticato, e soprattutto dimenticata la sua notevolissima influenza non soltanto sugli \u201coccultisti\u201d e gli \u201cesoteristi\u201d, ma anche sulla Massoneria, ad esempio, tramite Albert Pike, che con il suo <em>Morals and Dogma<\/em>, uno dei testi fondamentali della massoneria scozzese mondiale, ha trasmesso e ridiffuso le concezioni metafisiche di Eliphas fino alla nostra epoca. \u00c8 ben nota, inoltre la venerazione del Kremmerz [<a href=\"#ftn1\">1<\/a>] per questo autore, tanto che qualcuno dei suoi discepoli ipotizzava esserne la reincarnazione. L\u2019opera <em>Favole e Simboli<\/em> avrebbe anche un valore letterario che da solo ne giustificherebbe la pubblicazione ma, come in tutte le opere <em>L\u00e9viane<\/em>, la sapienzialit\u00e0 prevale.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, la rivelazione dei grandi segreti del magnetismo universale e dei principi fondamentali della grande opera \u00e8 una sorta di esagerazione ottocentesca ma, anche a chi \u00e8 stato svezzato dalla scabra e logica metafisica guenoniana, Eliphas L\u00e9vi sa dare risposte ben pi\u00f9 importanti di ci\u00f2 che si potrebbe credere nel \u201cgotico del XIX secolo\u201d, cos\u00ec come fu definito. Dal 1854 al 1875 il L\u00e9vi ha rappresentato la visione teosofica del mondo, codificando una metafisica fondata sulla dottrina analogica delle corrispondenze, nel modo in cui (1857) il martinista Baudelaire la espresse:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Corrispondenze &#8211; <em>di C. Baudelaire (da I Fiori del Male)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>La Natura \u00e8 un Tempio dove da pilastri viventi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>sortiscono talvolta confuse parole;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>l\u2019uomo cammina attraverso foreste di simboli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>che l\u2019osservano con sguardi consueti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Come prolungati echi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>che da lungi si confondono<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>in una tenebrosa e profonda unit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>vasta come la notte e la luminosit\u00e0,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>i profumi, i colori e i suoni tra di loro si rispondono.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Ci sono profumi freschi come la pelle degli infanti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>dolci come l\u2019oboe e verdi come prati<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>ed altri corrotti, ricchi e trionfanti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Altri hanno l\u2019espansione di cose infinite:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>il benzoino, l\u2019ambra, il muschio, e gli incensi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>che cantano il trasporto dello spirito e dei sensi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p id=\"2\">In un tempo in cui i figli degeneri dell\u2019illuminismo, il positivismo e il materialismo creavano nuovi miti e false speranze di un progresso tanto indeterminato quanto progressivo ed infinito, Eliphas L\u00e9vi tento di conciliare le scienze tradizionali con ci\u00f2 che chiam\u00f2, con un significativo neologismo \u201cscienze occulte\u201d. Dopo Barrett [<a href=\"#ftn2\">2<\/a>], con il suo <em>The Magus<\/em>, Eliphas L\u00e9vi restaur\u00f2 l\u2019antica arte simbolica, analogica ed eccentrica della magia, nella riaffermazione della estrema necessit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 al sogno, all\u2019emozione, allo stupefacente e al meraviglioso. Spiritualizz\u00f2 l\u2019esoterismo, togliendo al materialismo spiritistico voce e penetrazione nelle coscienze europee, in una Weltanschauung di vento e di fiamma dove lo spirito era tutt\u2019uno con la materia, ed i piani della vita e della morte non costituivano un\u2019aporia dell\u2019essere, ma coincidevano ancora con l\u2019Uno platonico, che tutto in s\u00e9 contiene. Lo spiritismo imperante imponeva una concezione dualistica, mentre in Eliphas il concetto dell\u2019emanazione produceva una miriade di enti intermediari fra dio e l\u2019uomo, con cui l\u2019umanit\u00e0 poteva comunicare ed assimilarsi nella sua ansia di indiamento. L\u2019amicizia del L\u00e9vi con Louis Lucas (1813-1861), martinista e compagno di Wronski [<a href=\"#ftn3\">3<\/a>], il grande matematico messianista, \u00e8 indicativa dell\u2019affinit\u00e0 del loro pensiero. Anche Papus fu allievo e grande ammiratore delle opere di <em>Louis Lucas,<\/em> alchimista e autore di opere di ermetismo, tanto da dedicargli il suo opuscolo <em>L\u2019Occultism Contemporain,<\/em> pubblicato nel 1887.<\/p>\n\n\n\n<p>Eliphas L\u00e9vi esprime un pensiero dialettico ancor oggi valido, certamente non simile a quello di Hegel n\u00e9, malgrado la sua <em>Filosofia della natura<\/em>, a quello dei presocratici. Si mostra, al contrario, esperto nell\u2019arte della maieutica e in quella della conciliazione dei contrari. Il suo spirito, pi\u00f9 \u201cmatematico\u201d che non si creda, \u00e8 aperto alla logica, senza essere incompatibile con l\u2019analogia simbolica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00e9vi insegna a diffidare dalle vie operative della magia, ma tuttavia il suo temperamento lo porta pi\u00f9 verso la sperimentazione magica che all\u2019approfondimento dell\u2019ermeneutica teosofica. La sua cosmologia e le sue applicazioni lo distolgono a volte dalla cosmogonia e dalla conseguente escatologia. Martinista, rimprovera a volte a Louis Claude de Saint-Martin di propendere per: \u201c<em>un misticismo passivo che contempla il Verbo anzich\u00e9 entrare nella vita attiva del Verbo che \u00e8 la virilit\u00e0 dell\u2019anima<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa opposizione al pensiero santmartiniano rimane comunque fluttuante. Invent\u00f2 il termine <em>occultismo<\/em>, che ebbe all\u2019epoca una certa fortuna, ma essendo poi sfruttato dal <em>ciarlatanismo<\/em>, divenne obsoleto e deteriore. L\u2019occultismo non si riferiva in realt\u00e0 alle astrazioni metafisiche dell\u2019esoterismo, ma alle sue applicazioni pratiche, alla ricerca delle conferme sull\u2019esistenza di vari e diversi piani dell\u2019essere, ai poteri psichici e paranormali, alle manifestazioni tangibili dell\u2019invisibile. La sua opera <em>Le Grande Arcane<\/em> permane come il testo base del moderno pensiero metafisico. Pubblicato da Chamuel e Papus, influenz\u00f2 tutti gli autori simbolisti e surrealisti, fino agli anni \u201830 del XX secolo, con Andr\u00e9 Breton. Le storie che compongono le <em>Fables et Symboles <\/em>sono un\u2019opera di grande bellezza letteraria e morale che necessitano comunque di un\u2019interpretazione anagogica, senza nulla levare alla piacevolezza estrema della lettura. Scopriremo che Eliphas L\u00e9vi, il mite agnello mistico e moralista \u00e8 in realt\u00e0 un mite leone sorridente, comprensivo ed immoralista verso i difetti umani, ma non contro l\u2019ipocrisia, la malafede, la prevaricazione di chi vuol imporre agli altri quelle virt\u00f9 che non professa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Favola IX &#8211; Il moralista e il poeta<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Il moralista<\/strong>: Se la favola \u00e8 impostura, non la si deve tollerare. Ad illuminare basta solo la fiamma della natura. Non dite che i vostri sogni, le vostre ingenue bugie ingannano il furore dei cattivi, troppo spesso anzi lo favoriscono. E tutti i veri savi han sempre disprezzato i cattivi e gli impostori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Poeta<\/strong>: La favola non \u00e8 impostura, l\u2019ombra \u00e8 necessaria al sole. I sogni son nella nostra natura che ci permette di dormire. Riceverete all\u2019infanzia i misteri della nascita senza offenderne la purezza? Il fanciullo dorme, Dio gli parla in sogno, la favola non \u00e8 bugia, ma \u00e8 l\u2019ombra della verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Moralista<\/strong>: Quando il sole inonda di luce vermiglia l\u2019oriente vermiglio perch\u00e9 prolungare il sonno del fanciullo che il giorno rischiara? Ch\u2019egli ignori e va bene, ma apprenda, che non sogni e comprenda, divertirlo \u00e8 tradirlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Poeta<\/strong>: Io mi affido all\u2019istinto delle madri, mi affido al cielo che dalla culla distacca le pene amare e a lei nasconde il sepolcro. La verit\u00e0 prematura, che si mostra, resta ignorata, occorre amarla. La speranza sar\u00e0 forse un\u2019impostura, ma proprio la natura ci consente di sperare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Moralista<\/strong>: Lavorate a liberare gli schiavi dall\u2019errore; il lavoro non \u00e8 speranza, ma conquistare delle felicit\u00e0. Che le severe realt\u00e0 sostituiscano le vostre chimere folli. Che cosa vi porta l\u2019onda del cielo? Esercitate l\u2019uomo alla saggezza e non ubriacatelo con vasi spalmati di miele.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Poeta<\/strong>: Prendeteci per quel che siamo. Diventati uomini i fanciulli non avranno pi\u00f9 paura dei diavoli, cos\u00ec come il giorno succede al mattino. Lasciateci ornare per i piccoli l\u2019immagine della verit\u00e0, restate tristi e trionfanti, ma lasciate fiorire per le madri la speranza delle soavi chimere, e le favole per i fanciulli.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa vi porta l\u2019onda del cielo? A questa domanda risposero, fra XIX e XX secolo artisti e letterati del simbolismo, del surrealismo, del decadentismo, da Baudelaire a D\u2019Annunzio, come la grandezza filosofica di Nietsche. Le severe realt\u00e0 del novecento hanno prodotto mostruosit\u00e0 e male, solo le soavi chimere rappresentano la salvezza dalla fatica e dal dolore. Il moralismo borghese, l\u2019etica pubblica che corrisponde spesso alla viziosit\u00e0 privata, l\u2019ipocrisia prevaricatrice di ogni tipo di potere uccide la speranza e il sogno. Nell\u2019irruzione ironica e selvaggia dell\u2019artista e del ribelle, della metafisica dirompente dalle scaturigini profonde del fiore dell\u2019intelletto neoplatonico, l\u2019uccellino rimasto nel vaso di Pandora vola ancora. Come nella favola XXV, la rondinella dice all\u2019aquila incatenata: \u201c<em>Non bisogna rassegnarsi alle catene quando le si possano spezzare<\/em>\u201d. Ma ognuna delle favole di Eliphas L\u00e9vi \u00e8 quell\u2019inno alla gioia che solo chi ha conosciuto il pi\u00f9 profondo dolore pu\u00f2 cantare. La saggezza mediocre e moderata ne \u00e8 bandita, la conoscenza non si trova nei vaselli della contrizione e della tristezza, ma nella gioia dionisiaca dei vasi spalmati di miele, anche se la consapevolezza indica che nella natura del miele vi \u00e8 anche amaro e fiele. Tutti i grandi iniziati hanno parlato attraverso le favole e i simboli. La storia non crea il mito, \u00e8 il mito che crea la storia, in quel piano pi\u00f9 reale del reale stesso, nelle intersecazioni fra tempo cronologico e tempo eonico, fra il loro percorso lineare e l\u2019eterno ritorno.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La vita di Eliphas L\u00e9vi<\/h4>\n\n\n\n<p><em>Alfonse-Louis Costant, detto Eliphas L\u00e9vi (1810 -1875)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alfonse-Louis Costant nacque l\u20198 febbraio 1810, al n. 5 della rue des Foss\u00e9s-Saint-Germain-des-Pr\u00e8s (diventata la via dell\u2019Ancienne Com\u00e9die) a Parigi. Suo padre faceva il calzolaio. Grazie all\u2019abate J. B. Hubault Malmaison che aveva organizzato nella sua parrocchia un collegio che dispensava gratuitamente le basi dell\u2019istruzione ai bambini poveri, fa i suoi primi studi, poi nel 1825 al piccolo seminario Saint-Nicolas du Chardonnet, diretto allora per l\u2019abate Fr\u00e9re-Colonna che gi\u00e0 forse l\u2019orient\u00f2 verso lo studio della magia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS1.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8680\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"87\" height=\"149\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8680\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Ad\u00e9le Allenbach<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 1830, avendo finito gli studi di retorica, pass\u00f2, secondo la regola, al seminario d\u2019Issy per finire i suoi due anni di filosofia. In questo stesso anno gli mor\u00ec il padre. Dopo Issy, finisce al seminario di Saint-Sulpice per gli studi di teologia. \u00c8 ordinato suddiacono ed \u00e8 tonsurato. Nel 1835, mentre insegna catechismo alle ragazze di Saint-Sulpice, la giovane Adele Allenbach gli \u00e8 affidata dalla madre, con la missione di \u201c<em>proteggerla in tutto e di istruirla come se fosse la figlia di un principe<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La madre d\u2019Ad\u00e9le era una fervente cattolica e sposa di un ufficiale svizzero, emigrato in Francia nel 1830 perch\u00e9 la religione della sua ragazza gli sembrava minacciata. Tutte e due vivevano in una gran miseria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane abate a poco a poco s\u2019innamor\u00f2 perdutamente della sua protetta. Ordinato diacono il 19 dicembre 1835, lascia il seminario nel giugno 1836 prima di ricevere il sacramento dell\u2019ordine; ma intanto la ragazza per la quale si era perso lo abbandon\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua vecchia madre, invalida, che aveva riposto tutte le speranze nella carriera ecclesiastica del figlio, fu abbattuta dal suo abbandono del seminario e si tolse la vita, alcune settimane pi\u00f9 tardi, asfissiandosi con le emanazioni del suo fornello a carbone.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS2.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8679\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"93\" height=\"121\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8679\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Flora Tristan<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>A. Constant pensa di entrare nella Trappa, ma i suoi amici lo distolgono. Trascorre un anno in un convitto presso Parigi poi accompagna un amico attore ambulante, chiamato Bailleul, in un giro in provincia.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"4\">Nel 1838, stringe amicizia con la socialista Flora Tristan [<a href=\"#ftn4\">4<\/a>], e collabora con Alfonso Esquiros, incontrato al seminario, ad una rivista parigina, <em>Les Belles Femmes,<\/em> che rivela al pubblico i suoi doni di disegnatore.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS3.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8678\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"92\" height=\"117\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8678\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Honor\u00e9 de Balzac<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p id=\"5\">Mentre frequentava i saloni letterari per la sua rivista, conobbe Honor\u00e9 de Balzac [<a href=\"#ftn5\">5<\/a>], allora in piena gloria, presso la Sig.ra di Girardin.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensando ancora ad accedere al sacerdozio, parte per l\u2019abbazia di Solesmes, molto risoluto a passarvi il resto dei suoi giorni. L\u2019abbazia possedeva una biblioteca di circa 20.000 volumi dalla quale attinse abbondantemente. Studia la dottrina dei vecchi gnostici, quella dei Padri della chiesa primitiva, i libri di Cassien e d\u2019altri asceti, gli scritti dei mistici e specialmente i libri di Madame de Guyon.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il soggiorno, fa uscire il suo primo lavoro:<em> Le Rosier de Mai<\/em> (1839). A causa di un disaccordo con l\u2019abate di Solesmes, A. Constant liber\u00f2 finalmente l\u2019abbazia della sua presenza, alla fine di un anno, senza un soldo.<\/p>\n\n\n\n<p>Intercedendo presso l\u2019arcivescovo di Parigi, un amico, Mgr. Affre finisce per ottenergli un misero posto di sorvegliante al collegio di Juilly. I suoi superiori lo maltrattano, e nel suo scoramento scrive, con grande scandalo del clero e dei benpensanti, La<em> Bible de la libert\u00e9<\/em> (1841). Il lavoro usc\u00ec il 13 febbraio a Versailles e fu ritirato dalla vendita immediatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un gran numero d\u2019esemplari fu per\u00f2 salvato ed il libro fu diffuso. L\u2019Abb\u00e9 Costant fu arrestato nei primi giorni del mese d\u2019aprile. Il processo avvenne il 11 maggio 1841, l\u2019abate fu condannato ad otto mesi di prigione e 300 Franchi di multa. Alla prigione di Saint-P\u00e9lagie, dove trascorre 11 mesi (non avendo verosimilmente di che pagare la multa&#8230;) ritrova il suo amico Esquiros e l\u2019abate di Lamennais.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i mezzi sono adoperati per farlo morire di dispiacere e di miseria. S\u2019intercettano le sue lettere per snaturarne il senso, lo si accusa di essere un venduto alla polizia, e deve subire, inoltre, l\u2019aggressivit\u00e0 di certi altri detenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerca nella lettura delle consolazioni, leggendo per la prima volta gli scritti di Swedenborg.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i suoi amici dell\u2019esterno non lo dimenticano. Una certa Madame Legrand, un\u2019amica molto ricca di Flora Tristan, gli fa portare un cibo pi\u00f9 vario per addolcire la terribile vita del prigioniero<\/p>\n\n\n\n<p>Alla sua uscita di galera, nell\u2019aprile 1842, riesce ad ottenere la commissione di un affresco per la chiesa di Choisy-le-Roy grazie al cappellano di Saint-P\u00e9lagie.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1843, abitando il presbiterio di Choisy, comincia la scrittura di <em>La M\u00e9re de Dieu<\/em>. La sua condotta \u00e8 cos\u00ec esemplare che Mgr Effrai decide di raccomandarlo a Mgr Olivier, vescovo d\u2019Evreux. Il vescovo \u00e8 pronto ad accogliere l\u2019abate purch\u00e9 cambi il suo nome con quello della madre, per evitare ogni scandalo in rapporto all\u2019affare de <em>La Bible de la Libert\u00e9<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec l\u2019abate Baucourt, parte per Evreux nel febbraio 1843. Le sue predicazioni incontrano un gran successo e suscitano molte gelosie tra i preti della diocesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mese di giugno il giornale <em>L\u2019Universe<\/em> annuncia la morte dell\u2019abate Costant, notizia smentita poi da <em>Le Popoulaire.<\/em> Il 22 luglio 1843 poi appare, nell\u2019<em>Eco de la Normandie,<\/em> un articolo intitolato <em>Le Nouvelle Lazare<\/em> che svela tutta la storia dell\u2019abate Baucourt: la sua identit\u00e0, il suo processo e la sua condanna. Obbligato ad uscire dal seminario, non \u00e8 dimenticato dal vescovo d\u2019Evreux che provvede alla sua sussistenza e cerca ancora di aiutarlo con un\u2019altra commissione di un affresco per un convento. Mgr Olivier \u00e8 per\u00f2 molto afflitto, purtroppo, dall\u2019uscita di <em>La M\u00e9re de Dieu<\/em> (1844), e alla fine del febbraio 1844, l\u2019abate torna a Parigi lasciando la sua pittura incompiuta.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS4.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8677\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"116\" height=\"122\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8677\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>L&#8217;arresto di Flora Tristan<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Rivede la sua amica Flora Tristan che morr\u00e0 poco tempo dopo, a Bordeaux.<\/p>\n\n\n\n<p>Esita molto, prima di pubblicare il manoscritto integrale di Flora Tristan, pensando che lo si riterrebbe responsabile. Pubblica solo il primo manoscritto completo sotto il titolo: <em>l\u2019Emancipation de la Femme ou Le Testament de la Paria<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019autunno 1844, Madame Legrand gli chiede di venire a Guitrancourt per finire l\u2019educazione dei suoi bambini. Rimane qui per un anno, poi torna a Parigi e fa uscire il suo manifesto pacifista, ispirato da Silvio Pellico: <em>La F\u00eate-Dieu ou le Triomphe de la Paix religieuse<\/em> (1845).<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto due movimenti gli suscitano profonde e lunghe meditazioni: il Sansimonismo ed il Fourierismo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa scuola San-Simonista, nonostante le sue qualit\u00e0 stimabili, mi ha sempre ispirato una viva repulsione. Hanno, della vera religione, tutto, eccettuato lo spirito di piet\u00e0; la loro donna libera mi fa orrore ed essi non possono comprendere la carit\u00e0 poich\u00e9 ignorano l\u2019amore. Sono freddi come l\u2019industrialismo, taglienti, despoti e calcolatori. Mi arrabbio quando li vedo toccare cos\u00ec vicino le nostre grandi verit\u00e0, che la loro aridit\u00e0 di cuore compromette e profana. Enfantine ha certamente delle idee notevoli ma \u00e8 pieno d\u2019egoismo e di fatuit\u00e0<\/em> \u201c &#8211; (Corrispondenza col barone Spedalieri)<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Fourier rivolt\u00f2 il sistema di Swedenborg, per creare sulla terra il paradiso delle attrazioni proporzionali ai destini. Era attratto dalle passioni sensuali alle quali prometteva un\u2019espansione integrale ed assoluta. Dio che \u00e8 la suprema ragione, segn\u00f2 di un sigillo terribile queste dottrine reiette: i discepoli di Fourier avevano cominciato con l\u2019assurdit\u00e0, finirono con la follia<\/em> .\u201c &#8211; &nbsp;(Storia della Magia, p.470)<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1845, nel <em>Livre des Larmes<\/em>, sviluppa per la prima volta delle nozioni esoterizzanti. Durante questo periodo compone anche delle canzoni ed illustr\u00f2 due volumi d\u2019Alexandre Dumas: <em>Louis XIV et son si\u00e9cle<\/em> e<em> Le Comte di Monte-Cristo<\/em>. Ad\u00e9le Allenbach, diventata attrice, viene a vederlo spesso. Conserv\u00f2 sempre la stessa ammirazione per il suo \u201cp\u00e9tite-p\u00e9re\u201d, cui accompagn\u00f2 la bara fino all\u2019ultima dimora.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS5.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8676\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"105\" height=\"146\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8676\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Eug\u00e9nie Chenevier<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>A. Constant abita per qualche tempo a Chantilly, poi riusc\u00ec a giungere a Parigi, al n. 10 della rue Saint-Lazare. Diventa l\u2019amico di Charles Fauvety ed i due uomini fondano, nel 1845, la rivista mensile: <em>La V\u00e9rit\u00e9 sur toutes choses,<\/em> che dur\u00f2 solamente quattro mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal suo ritorno d\u2019Evreux, ritornava frequentemente a Choisy-le-Roy dove aveva incontrato, nel 1843, M.me Eug\u00e9nie Chenevier, vicepreside dell\u2019istituzione Chandeau. Tra i convittori dell\u2019istituzione si trovava la giovane Marie-No\u00e9mi Cadiot con la quale Eug\u00e9nie aveva stretto amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS6.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8675\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"91\" height=\"132\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8675\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Alfonse Chevenier (1846-1916) Figlio di Eliphas L\u00e9vi<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quando le due ragazze uscivano la domenica, A. Constant le accompagnava, e tutti e tre passavano qualche bell\u2019ora. Eug\u00e9nie Chenevier accett\u00f2 di essere sua moglie davanti a Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Confidando nel suo futuro, si era data gi\u00e0 a lui ed aspettava un bambino. Questo figlio, Xavier Henri Alfonse Chenevier, che nacque il 29 settembre 1846 visse fino al 1916, ed ebbe anch\u2019egli un figlio, Pierre (per la linea d\u2019Eug\u00e9nie, la discendenza d\u2019Eliphas L\u00e9vi rappresenta oggi pi\u00f9 di 40 persone, alla sesta generazione).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS7.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8674\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"92\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8674\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Noemi Cadiot<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ma Marie-No\u00e9mi Cadiot s\u2019innamor\u00f2. Dopo avere intrattenuto una corrispondenza infiammata con A. Constant, scappa dalla casa paterna per andare a rifugiarsi nella mansarda di questo. Suo padre esige allora il matrimonio, sotto la minaccia di un\u2019accusa di corruzione di minore, perch\u00e9 la ragazza non aveva ancora 18 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Constant dovette rassegnarsi. La cerimonia civile accadde al municipio del X arrondissement, il 13 luglio 1846. La famiglia Cadiot non aveva voluto dotare No\u00e9mi, ed i due sposi erano talmente privi di risorse che fecero il loro primo pasto con qualche soldo di patatine fritte acquistate sul Pont- Neuf.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo lo scandalo della <em>Bible de la libert\u00e9<\/em> (1841), s\u2019impediva A. Constant di esprimere il suo pensiero, rifiutando i suoi articoli nei giornali.<\/p>\n\n\n\n<p>Su istigazione di No\u00e9mi, si getta nella politica. Collabora particolarmente a <em>La D\u00e9mocratie Pacifique<\/em>, e scrive un libello virulento: <em>La Voix de la Famine.<\/em> Lo si condanna ancora ad un anno di prigione e 1000 Franchi di multa, il 3 febbraio 1847.<\/p>\n\n\n\n<p>Sua moglie chiede grazia per lei ed il bambino che porta, presso i ministeri ed ottiene finalmente, dopo sei mesi, la liberazione d\u2019Alfonse. La Sig.ra Constant partorisce nel settembre 1847 una bambina, Marie. La piccola Marie morr\u00e0 nel 1854 all\u2019et\u00e0 di sette anni, con grande disperazione d\u2019A. Constant che l\u2019adorava.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivoluzione di febbraio 1848 gli dona maggiore libert\u00e0, e comincia a dirigere una rivista rivoluzionaria: <em>Le Tribun du Peuple<\/em> che usc\u00ec solamente per quattro numeri, dal 16 al 30 marzo 1848.<\/p>\n\n\n\n<p>Fond\u00f2 poi coi suoi amici Esquiros e Le Gallois un club politico: il Club della Montagna, composto soprattutto di lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivano le giornate di giugno, e la loro insurrezione reazionaria per fare perire la Repubblica nascente. Il 23 giugno 1848 rischi\u00f2 d\u2019essere fatale ad A. Constant: si fucil\u00f2, credendo di avere a che fare con lui, un vinaio che gli somigliava all\u2019angolo della rue Saint-Martin e della rue de Arcis.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24, Mgr Affre, nel tentativo di acquietare gli insorti, ricevette una palla e mor\u00ec tre giorni pi\u00f9 tardi. A. Constant desiderava rappresentare il popolo all\u2019assemblea Nazionale, ma il suo tentativo fall\u00ec. In compenso il suo amico Esquiros fu eletto il 13 maggio 1849, ma i due uomini non si frequentarono pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Le Testament de la Libert\u00e9<\/em> (1848) che riassume le sue idee politiche, sar\u00e0 il suo ultimo lavoro del genere. A quest\u2019epoca, la Signora Constant che aveva gi\u00e0 pubblicato nella rivista di suo marito e frequentato il Club des Femmes di M.me Niboyet, era gi\u00e0 introdotta nel mondo intellettuale parigino. Scrive in <em>Le Tintamarre<\/em> e nel <em>Moniteur du Soir<\/em> dei romanzi d\u2019appendice letterari sotto lo pseudonimo di Claude Vignon (tratto da un romanzo di Balzac). \u00c8 un periodo di relativa spensieratezza per la coppia. No\u00e9mi prende lezioni dal celebre scultore Pradier, e, grazie a quest\u2019alta relazione, A. Constant ottiene due commissioni di quadri dal Ministero dell\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6\">Parallelamente, legge la <em>Kabbala Denud\u00e9e<\/em> di Knorr von Rosenroth, studia gli scritti di B\u00f6ehme, Saint-Martin [<a href=\"#ftn6\">6<\/a>] Swedenborg, Fabre d\u2019Olivet, Chaho, e G\u0153rres.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS8.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8673\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"96\" height=\"113\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8673\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>H. Wronski<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Alla fine del 1850, incontra l\u2019abate Migne, fondatore e direttore della libreria ecclesiastica di Montrouge che gli comanda per la sua collezione un dizionario della letteratura cristiana. Terminato nel 1851, il lavoro stupisce per la scienza profonda che rinchiude.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso quest\u2019epoca Constant incontra lo scienziato polacco Ho\u00ebn\u00e9 Wronski, la cui opera gli produce un\u2019impressione duratura e l\u2019orienta verso il pensiero matematico ed il messianismo napoleonico.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Comincia allora la redazione del<em> Dogma e Rituel de l\u2019Haute Magie<\/em>, prendendo lo pseudonimo d\u2019Eliphas L\u00e9vi, o Eliphas L\u00e9vi Zahed (traduzione in ebraico d\u2019Alfonse-Louis Costant).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>La fede \u00e8 solamente una superstizione ed una follia se non ha la ragione per base, e non si pu\u00f2 supporre ci\u00f2 che s\u2019ignora che per analogia con ci\u00f2 che si sa. Definire ci\u00f2 che non si sa, \u00e8 un\u2019ignoranza presuntuosa; affermare positivamente ci\u00f2 che s\u2019ignora, questo \u00e8 mentire<\/em>\u201d. (Dogma e Rituale dell\u2019Alta Magia).<\/p>\n\n\n\n<p>Eliphas L\u00e9vi ebbe un giorno la felicit\u00e0 di scoprire da un rigattiere il Prognom\u00e8tre di Wronski, macchina matematica-filosofica. Si supponeva che questa macchina permettesse di calcolare le probabilit\u00e0 dei fatti presenti, passati e a venire, per arrivare a determinare il valore di tutti gli immaginabili. Sembra che questa macchina sia oggi di propriet\u00e0 dei discendenti di Papus.<\/p>\n\n\n\n<p>La Sig.ra Constant, che aveva da qualche tempo per amante il marchese di Montferrier (cognato di Wronski) fugge un giorno, per non pi\u00f9 ritornare.<\/p>\n\n\n\n<p>Eliphas, profondamente ferito, si rimette al lavoro per tentare di sfuggire al dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella primavera 1854, va a Londra, incontra il Dr. Ashburner e Sir Edward Bulwer-Lytton, celebre autore di romanzi fantastici (<em>Zanoni<\/em>, il <em>Maestro Rosa-Croce<\/em>, gli <em>Ultimi giorni di Pompei<\/em>, <em>Una famiglia originale<\/em>, sono le sue opere pi\u00f9 conosciute) che gli diventa amico e lo fa ammettere in seno alla Societas Rosicruciana in Anglia, cerchio iniziatico molto esclusivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Incoraggiato da un\u2019amica di quest\u2019iniziato d\u2019alto grado, tenta una serie d\u2019evocazioni. Durante una di esse, la visione d\u2019Apollonio di Tiana gli appare e gli indica il luogo di Londra dove potrebbe trovare il suo <em>Nyctemeron<\/em> (cf. il racconto del soggiorno in <em>Dogma et Rituel de l\u2019Haute<\/em> <em>Magie<\/em>). Eliphas L\u00e9vi, tuttavia, si opporr\u00e0 sempre alle esperienze di magia. Quando pi\u00f9 tardi ebbe alcuni discepoli, fece loro promettere di non tentare mai la pi\u00f9 piccola esperienza e che occuparsi solamente della parte speculativa della filosofia occulta.<\/p>\n\n\n\n<p>M.le Eug\u00e9nie Chenevier era a Londra da alcuni anni, dove guadagnava faticosamente di che cosa sfamare il suo bambino. A. Constant le scrisse per chiedergli il suo perdono e l\u2019ottenne.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante questo tempo, a Parigi, il suo amico Adolfo Desbarolles prende, assieme all\u2019ex-M.me Constant le decisioni necessarie e sistema gli affari personali del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritornato in Francia nell\u2019agosto 1854, Eliphas \u00e8 ospitato qualche tempo nel laboratorio di pittura del suo amico Desbarolles, che abita una modesta camera di studente al 1\u00b0 piano del n. 120 viale poi del Montparnasse, dove finisce il <em>Dogma et Rituel de l\u2019Haute Magie<\/em> che esce nel 1854 e nel 1856. Comincia allora il successo, ma non la fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1855, fonda, con Fauvety e Lemonnier, la <em>Revue Philosofique et Religeuse<\/em> che usciranno per tre anni e nella quale scrive di numerosi articoli sulla Cabbala.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbandonando un poco la filosofia occulta, si rimette a comporre delle canzoni. In una di esse paragona Napoleone III a Caligola, e ci\u00f2 gli valse ancora la prigione.<\/p>\n\n\n\n<p>In carcere, scrive un\u2019altra canzone dove spiega satiricamente che i giudici hanno commesso un errore, e che non ha paragonato mai nessuno a Caligola. Fa portare la canzone all\u2019imperatore, che lo perdona. Dall\u2019aprile al giugno 1856 pubblica delle canzoni nella Rivista <em>Le Mousquetaire,<\/em> d\u2019Alexandre Dumas, grazie a Desbarolles.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 3 gennaio 1857, un avvenimento insanguinato immerge Parigi nello stupore. L\u2019arcivescovo di Parigi, Monsignor Sibour \u00e8 assassinato da un prete sospeso <em>a divinis<\/em>, Louis Verger, mentre inaugurava la novena di Saint-Gen\u00e9vieve a Saint-Etienne-du-Mont.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due notti precedenti, Eliphas aveva fatto un sogno premonitore che si concludeva con le parole: <em>\u201cvieni a vedere tuo padre morire!\u201d<\/em>. Essendo suo padre morto da tempo, non comprese immediatamente il senso del sogno. Il 3 gennaio verso le quattro del pomeriggio, Eliphas si trovava tra i pellegrini che assistevano all\u2019ufficio nel corso del quale l\u2019arcivescovo doveva perire.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo pi\u00f9 tardi, leggendo la descrizione dell\u2019assassino nei giornali, si ricord\u00f2 di un prete pallido incontrato un anno prima, assieme a Desbarolles, dalla Sig.ra A. e che cercava lo scritto indecifrabile di Honorius. Questo episodio \u00e8 riferito in dettaglio in <em>La Cl\u00e9 des Grands Myst\u00e9rs<\/em> (1861).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tre anni passati nel Boulevard de Montparnasse, va ad alloggiare al n. 19 di Boulevard du Maine, verso il giugno 1857. Questa camera soleggiata, che decora mettendo a profitto i suoi talenti d\u2019artista, vedr\u00e0 i sette migliori anni della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1859, la pubblicazione dell\u2019<em>Histoire de la Magie<\/em> gli frutta 1000 Franchi, che \u00e8 una notevole somma per l\u2019epoca, e lo consacra attirandogli l\u2019attenzione della maggior parte degli esoteristi francesi (particolarmente Henri Delaage [che lo inizi\u00f2 al Martinismo nel 1860], Luca Desages, Paul Auguez, Jean-Marie Ragon, Henri Favre, e il Dr. Fernand Rozier, che si ritrover\u00e0 pi\u00f9 tardi a fianco di Papus). Conobbe anche il cartomante Edmond e l\u2019ipnotizzatore Cahagnet.<\/p>\n\n\n\n<p>Sollecitato dai suoi amici Fauvety e Caubet, si fa iniziare alla Massoneria il 14 marzo 1861, nella Loggia <em>Rose du Parfait Silence,<\/em> di cui Caubet era Venerabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Eliphas dichiara nel suo discorso di ricevimento:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Vengo a portare nel mezzo di voi le tradizioni perse, la conoscenza esatta dei vostri segni e dei vostri emblemi, e, di conseguenza, mostrarvi lo scopo per che la vostra associazione \u00e8 stata costituita&#8230;\u201d <\/em>(Caubet, <em>Souvenirs<\/em>, Parigi 1893).<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia avvenne in presenza di un gran numero di Fratelli cui tent\u00f2 di spiegare, con scarsi risultati, le analogie del simbolismo Massonico con la Cabbala.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, M.le Eug\u00e9nie Chenevier e suo figlio erano ritornati a Parigi, ed Eliphas gli fa sapere che desidera occuparsi del bambino. La madre cede a questo desiderio, ma un disaccordo sopraggiunge nel 1867 per questioni di denaro ed Eliphas non rivedr\u00e0 pi\u00f9 n\u00e9 la madre, n\u00e9 il figlio fino alla sua morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1861 pubblica <em>La Cl\u00e9 des Grands Myst\u00e9rs<\/em>, ultimo volume della trilogia cominciata con Histoire de la Magie e Dogma e Rituale de l\u2019Haute Magie. Il Maestro lavora molto, iniziando alle Scienze occulte degli eruditi che appartengono alla pi\u00f9 alta aristocrazia, ed anche il vescovo di Evreux, Mgr. Devoucoux, cui d\u00e0 di lezioni di Cabbala.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al denaro percepito in rimunerazione delle sue lezioni, vive in una relativa comodit\u00e0 materiale, arricchendo senza tregua la sua biblioteca. Con il conte Alexandre Branicki, ermetista, indovina alcune esperienze probanti della Grande Opera in un laboratorio installato nel castello di Beauregard, a Villeneuve-Saint-George.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo castello apparteneva alla vedova di Onore de Balzac ed Eliphas L\u00e9vi divent\u00f2 presto l\u2019amico del genero della Signora di Balzac, il conte Giorgio Mniszech.<\/p>\n\n\n\n<p>Il castello, saccheggiato dai prussiani nel 1870 \u00e8 oggi il municipio di Villeneuve-Saint-Georges. Nel maggio 1861, torna a Londra, assieme al conte Alexandre Branicki, per passare alcuni mesi vicino a Bulwer-Lytton, ormai a capo della Societas Rosicruciana in Anglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante questo secondo soggiorno, Eliphas L\u00e9vi rende parecchie volte visita ad Eugenio Vintras che gli aveva mandato, alcuni anni prima, due dei suoi discepoli per invitarlo a delle messe. Eliphas L\u00e9vi non lo considera come un profeta, ma come un medium singolare, un interessante argomento di studi, fino ad acquistargli anche il suo <em>Le Vangile \u00c9ternel<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel luglio 1861, il barone italiano N.J. Spedalieri aveva acquistato da un libraio di Marsiglia il <em>Dogma e Rituel dell\u2019Haute Magie<\/em> ed aveva deciso di mettersi in contatto con l\u2019autore. Ne segu\u00ec una corrispondenza di pi\u00f9 di 1000 lettere che durarono dal 24 ottobre 1861 al 14 febbraio 1874. \u00c8 un corso di Cabbala unico, preciso, pieno di figure esplicative e di aneddoti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS9.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8672\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"96\" height=\"138\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/FS9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8672\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Spedalieri<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Spedalieri, iniziato al Martinismo, fu uno dei pi\u00f9 importanti mecenati del professore di Scienze occulte. Ritornato a Parigi, Eliphas L\u00e9vi pubblica <em>Le Sorcier de Meudon<\/em>, dedicato a Madame de Balzac. Dal suo ritorno di Londra, assiste regolarmente alle tornate massoniche della Loggia <em>Rose du Parfait Silence<\/em>. Gli si conferisce il grado di Maestro il 21 agosto 1861.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito ad un lungo discorso sui Misteri dell\u2019iniziazione che pronunci\u00f2 il seguente mese, un Fratello, il professor Ganeval, avendo voluto presentare alcune osservazioni su ci\u00f2 che era stato appena detto, provoc\u00f2 le proteste di Eliphas L\u00e9vi che si ritir\u00f2 e non torn\u00f2 pi\u00f9 in Loggia.<\/p>\n\n\n\n<p>I tentativi di Caubet per farlo ritornare sulla sua decisione furono infruttuosi. La Loggia <em>Rose du Parfait Silence<\/em> sar\u00e0 messa in sonno nel 1885, ma forse non \u00e8 il caso di cercare, come Oswald Wirth, una relazione di causa ed effetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 agosto 1862 esce <em>Fables et simbols<\/em>, dove Eliphas L\u00e9vi analizza i simboli di Pitagora, dei Vangeli apocrifi del Talmud, etc&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune volte frequenta, in incognito, le riunioni spiritiche per documentarsi su un fenomeno che considerava deteriore. Pierre Christian, autore dello strano romanzo <em>L\u2019Homme Rouge de les Tuleries,<\/em> fu il vicino e l\u2019amico di Eliphas ed approfitt\u00f2 dei suoi colloqui e delle sue lezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1863 muore Louis Lucas, chimico iniziato ai segreti di Ermete, discepolo di Wronski ed amico di Eliphas. I suoi scritti contengono la prima sintesi scientifica che allea Scienza occulta e scienze sperimentali. Era l\u2019inventore di un apparecchio capace di misurare l\u2019equilibrio del magnetismo vitale, che chiamava il biom\u00e8tre. Quest\u2019apparecchio ha trovato una molto curiosa utilizzazione: fa parte dello stemma della facolt\u00e0 di scientologie (filosofia della scienza) della Sorbona!<\/p>\n\n\n\n<p>Il 15 maggio 1864, Eliphas trasloca in un tre locali al 2\u00b0 piano del n. 155 della rue de S\u00e8vres, la sua ultima casa. Nel 1865 esce <em>La Science des \u00c9sprits<\/em>, raccolta di scritti sul simbolismo dei Vangeli apocrifi, del Talmud, etc&#8230; (assolutamente niente a vedere con lo spiritismo).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019estate 1865, l\u2019editore Larousse gli chiede di scrivere alcuni articoli di Cabbala per il suo Grande Dizionario. Ne uscir\u00e0 un lavoro tanto splendido quanto di un valore storico contestabile,<em> Le Livre des Splendeurs<\/em> che tratta soprattutto della Cabbala dello Zohar e che uscir\u00e0 solamente dopo la sua morte.<\/p>\n\n\n\n<p>A quest\u2019epoca comincia a provare spesso dei dolori nevralgici alla testa che lo fanno soffrire molto. Durante l\u2019assedio di Parigi nel 1870, la sua vita fu di pi\u00f9 difficile perch\u00e9 essendo tagliate le comunicazioni con la provincia, non poteva ricevere pi\u00f9 sussidi da parte dei suoi allievi.<\/p>\n\n\n\n<p>La durezza del suo servizio come Guardia Nazionale nella Comune, produsse o evidenzi\u00f2 una malattia cardiaca. Una volta finita nel sangue la Comune, il Maestro, totalmente privo di risorse una volta di pi\u00f9, trova da una delle sue alunne, la Sig.ra Mary Gebhard che abitava ad Elberfeld in Germania, una lunga e calda ospitalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli avvenimenti gli ispirano alcuni pensieri che riunisce sotto il titolo <em>Le Portes de l\u2019avenir<\/em>. Al suo ritorno della Germania, apprende la morte della baronessa Spedalieri. La morte della moglie disper\u00f2 talmente il barone fino al materialismo e all\u2019ateismo, e producendo la rottura con il Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dicembre 1871, Eliphas L\u00e9vi finisce un altro manoscritto: <em>Le Grimoire Franco-Latomorum<\/em>, dedicato alla spiegazione dei riti della Massoneria.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019autunno 1872, la sua ex-moglie, scrittrice e scultrice oramai riconosciuta, si sposa col deputato di Marsiglia Maurice Rouvier, che diventer\u00e0 ministro del commercio.<\/p>\n\n\n\n<p>La salute di Eliphas continua a deteriorarsi. A causa della malattia cardiaca \u00e8 soggetto a svenimenti nel corso dei quali dice avere delle visioni estatiche. Durante l\u2019anno 1873, finisce il manoscritto del <em>Vangile de la Science<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre 1873, Judith Mend\u00e8s, figlia di Th\u00e9ophile Gautier, aveva avuto bisogno, per uno dei suoi romanzi orientali, d\u2019informazioni sulla Cabbala caldaica.<\/p>\n\n\n\n<p>La fama di Eliphas L\u00e9vi l\u2019aveva condotta dritto da lui che, invitato un giorno da suo padre, aveva predetto figlia, leggendole la mano, i suoi successi di giovane donna. Suo marito, Catullo Mend\u00e8s, present\u00f2 Eliphas allo scrittore Victor Hugo che conosceva ed apprezzava i lavori del Cabalista.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno 1874 fu molto doloroso: una bronchite abbastanza grave, dei soffocamenti ed una febbre persistente non gli lasciarono quasi nessun riposo. Le sue gambe ingrossarono poco a poco ed un tipo di elefantiasi si dichiar\u00f2 presto. Nel gennaio 1875, il Maestro finisce il suo ultimo manoscritto: <em>Le Cat\u00e9chisme de la Paix. <\/em>Il 31 maggio 1875, si spegne al n. 155 di rue de S\u00e8vres, all\u2019et\u00e0 di 65 anni. Lo s\u2019inum\u00f2 al cimitero di Ivry. Una semplice croce di legno segnava l\u2019area della sua tomba. Nel 1881, il suo corpo fu esumato ed i suoi resti collocati nella fossa comune. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p>Note<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn1\">1. Giuliano Kremmerz (1861-1930). La Schola kremmerziana \u00e8 stata presumibilmente basata sul Martinismo. Il suo ramo particolare discende da Eliphas L\u00e9vi, e si chiama \u201cMartinismo Napoletano\u201d. Kremmerz \u00e8 stato Martinista, ed amico di Papus. Molti Martinisti suppongono che Kremmerz abbia scambiato le sue iniziazioni con Papus. Secondo Andres Kibisa, (Centro Studi Andr\u00e9s Kibisa) sarebbe strano che non si fossero scambiate le proprie linee: <em>\u201cErano amici. Papus aveva necessit\u00e0 di rafforzare la sua principale linea di affiliazione, e Kremmerz era in possesso di una filiazione importante , Mi sembra molto strano se non scambiare le proprie linee di successione!\u201d.<\/em> Kibisa si riferisce anche a un altra filiazione martinista<em>,<\/em> la sola collegata direttamente a De Pasqually. Egli fa riferimento a Lucien Jean-Francois Maine (Tau Ogdoade Orfeo-I<em>)<\/em>, che era membro dell\u2019originale Tempio Cohen a Leogane, Haiti. Dopo la morte di De Pasqually si afferma che alcuni membri della Loggia, assieme a Massoni e Templari, abbiano fondato <em>\u201cLes Templiers Noires\u201d.<\/em> Jean-Maine trascorse qualche tempo a Parigi, dove conobbe Papus. <a href=\"#1\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn2\">2. L\u2019inizio del XVIII secolo, signific\u00f2 la fine di ogni serio studio di astrologia, alchimia e magia. Pochi coraggiosi, tra cui Francesco Barrett, continuarono gli studi sulle tradizioni occulte del Rinascimento. Si sa ben poco di Barrett. Sembra essere nato a Londra tra il 1770 e il 1780. Dopo Montgolfier, effettu\u00f2 delle ascensioni in pallone aereostatico fra l\u2019estate e l\u2019autunno del 1802, ma \u00e8 meglio conosciuto come l\u2019autore, o pi\u00f9 precisamente il compilatore, <em>del Mago.<\/em> Barrett inoltre sembra aver costituito una scuola di studi occulti. Il seguente annuncio appare in <em>Il Mago: <\/em>\u201c<em>L\u2019autore di questo lavoro rispettosamente informa coloro che sono curiosi negli studi di Arte e Natura, soprattutto occultismo, filosofia, chimica, astrologia, &amp; c. che, essendo stato instancabile nella sua ricerca in Scienze sublimi, di cui egli ha trattato in generale in questo libro, d\u00e0 lezioni private e istruzioni su una qualsiasi delle Scienze di cui sopra, nel corso delle quali far\u00e0 scoprire molti curiosi e rari esperimenti. Coloro che diventano studenti saranno avviati nelle operazioni di Filosofia naturale, Magia, Cabala, Chimica, Arte Talismanica, Filosofia Ermetica, Astrologia, Fisiognomica, &amp; c. Parimenti essi acquisiranno le conoscenze di Riti, Misteri, Cerimonie, e principi degli Antichi Filosofi, Magi, Cabalisti, Adepti &amp; c. &#8230; <\/em>\u201c <em>The Magus<\/em> Book II, page 140. <a href=\"#2\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn3\">3. Jozef Maria Ho\u00ebne-Wro\u0144ski <a href=\"http:\/\/209.85.135.104\/translate_c?hl=it&amp;u=http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/August_23&amp;prev=\/search%3Fq%3DWronski%26hl%3Dit%26sa%3DG\">(23 agosto<\/a> <a href=\"http:\/\/209.85.135.104\/translate_c?hl=it&amp;u=http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/1778&amp;prev=\/search%3Fq%3DWronski%26hl%3Dit%26sa%3DG\">1778<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/209.85.135.104\/translate_c?hl=it&amp;u=http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/August_8&amp;prev=\/search%3Fq%3DWronski%26hl%3Dit%26sa%3DG\">8 agosto<\/a> <a href=\"http:\/\/209.85.135.104\/translate_c?hl=it&amp;u=http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/1853&amp;prev=\/search%3Fq%3DWronski%26hl%3Dit%26sa%3DG\">1853)<\/a> <a href=\"http:\/\/209.85.135.104\/translate_c?hl=it&amp;u=http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/History_of_philosophy_in_Poland&amp;prev=\/search%3Fq%3DWronski%26hl%3Dit%26sa%3DG\/wiki\/History_of_philosophy_in_Poland\">filosofo<\/a> che ha lavorato in molti campi del sapere, non solo come filosofo, ma come matematico, fisico, inventore, giurista, economista. Il livello di Wro\u0144ski, i suoi risultati scientifici e accademici, e l\u2019ampiezza dei suoi obiettivi, lo collocano nel primo rango dei metafisici europei nei primi anni del <a href=\"http:\/\/209.85.135.104\/translate_c?hl=it&amp;u=http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/19th_century&amp;prev=\/search%3Fq%3DWronski%26hl%3Dit%26sa%3DG\">XIX secolo.<\/a> <a href=\"#2\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn4\">4. Flora Tristan, figlia naturale di una madre francese e di un padre aristocratico peruviano che, morto prematuramente, lascer\u00e0 la famiglia nella miseria. Flora lavorer\u00e0 come operaia di tipografia e si sposer\u00e0 con l\u2019incisore Andr\u00e9 Chazal, una catastrofe che la perseguiter\u00e0 tutta la vita. Fugge dall\u2019abitazione coniugale con i sue due bambini, fra cui Aline, la futura madre di Gauguin. Nel 1826 vive in Inghilterra come dama di compagnia e s\u2019inizia al sansimonismo. Nel 1833 s\u2019imbarca per il Per\u00f9, pensando di poter ricevere aiuto dalla famiglia di suo marito, senza alcun risultato. Tornata a Parigi, scrive e pubblica il suo primo articolo, <em>De la n\u00e9cessit\u00e9 de fair bon accueil aux femmes \u00e9trang\u00e8res<\/em>, nel quale afferma la necessita non solo di istruire le donne, ma anche della loro unione. Nuova lite con il marito. Nel 1837 ottiene <em>la separazione dal marito e pubblica poco dopo Les Peregrinations d\u2019une Paria,<\/em> racconto autobiografico. Suo marito, che ha tentato di ucciderla a colpi di pistola, \u00e8 condannato a vent\u2019anni di lavori forzati. Nell\u2019estate del 1839, in Inghilterra, pubblica <em>Les Promenades dans Londres<\/em>, che la pone in evidenza come scrittrice sociale. Nel 1843 decide di pubblicare <em>L\u2019Union ouvri\u00e8re<\/em>. Cinque anni prima del Manifesto del partito comunista, predica la \u201cnecessit\u00e0 della \u201c<em>union universelle des ouvriers e des ouvri\u00e8res<\/em>\u201d[\u2026] <em>che avrebbe per fine la costituzione di una classe operaia<\/em>\u201d: da allora fu ritenuta come una personalit\u00e0 del movimento socialista. Nel corso di un giro di conferenze attraverso la Francia, muore improvvisamente a Bordeaux.<br>La sua esperienza di \u201cParia\u201d ne form\u00f2 il pensiero sociale e quella con il marito l\u2019idea dell\u2019emancipazione della donna. Ma le difficolt\u00e0 a far accettare quest\u2019idea nel mondo operaio furono notevoli. Perch\u00e9 \u201c<em>l\u2019homme, le opprim\u00e9, peut opprimer un \u00eatre, qui est sa femme; [la femme] est la prol\u00e9taire du prol\u00e9tariat<\/em>.\u201d Rifiutandosi di separare la causa delle donne da quella del proletariato e di dissolvere la specificit\u00e0 della lotta contro l\u2019oppressione femminile nella pi\u00f9 generale lotta contro la societ\u00e0 capitalista. Flora, prima d\u2019Engels, Alexandra Kollonta\u0133 o Clara Zetkin, ha posto le basi dei principi del femminismo. <a href=\"#4\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn5\">5. Honor\u00e9 de Balzac fu iniziato al Martinismo da Henry Delaage e, probabilmente, al Compagnonaggio dei Devoirs. Descrisse le sue esperienze iniziatiche nei suoi romanzi filosofici, branca della <em>Com\u00e9die humaine (Histoire de treize Ferragus, ecc.), <\/em>ele sue riflessioni Martiniste in <em>Louis Lambert ou de l\u2019Art Royal<\/em> con chiari tratti autobiografici. <a href=\"#5\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn6\">6. Per quanto riguarda la filosofia politica di Louis Claude de Saint Martin cfr<em>.Seminario Filosofico per le scienze<\/em> <em>politiche e sociali<\/em> (Atti) a cura di Elena Cuomo, Il Sovrano Luminoso, fondamenti della filosofia politica di Louis Claude de Saint Martin, Grappichelli, Torino, 2000. <a href=\"#6\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" class=\"wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><\/noscript><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prefazione al testo&nbsp;Favole e Simboli&nbsp;di Eliphas L\u00e9vi&nbsp; Le edizioni Luz hanno fortunosamente trovato una traduzione italiana delle Fables et Symboles di Eliphas L\u00e9vi, effettuata da Luigi Giuliani, per altro sconosciuto, in epoca imprecisata, ma sicuramente fra gli anni \u201830 e gli anni \u201860 del XX secolo. 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