{"id":1579,"date":"2008-05-04T16:21:22","date_gmt":"2008-05-04T14:21:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1579"},"modified":"2023-11-04T10:36:22","modified_gmt":"2023-11-04T09:36:22","slug":"la-massoneria-europea-nella-restaurazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1579","title":{"rendered":"La Massoneria europea nella restaurazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=42\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MassSegreta_icon.jpg\" alt=\"Massoneria\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5127\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"88\" height=\"88\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MassSegreta_icon.jpg\" alt=\"Massoneria\" class=\"wp-image-5127\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La rivisitazione di un periodo molto importante non solo nella storia della Massoneria, ma in quella europea, deve avere una sua necessit\u00e0 legata all\u2019attualit\u00e0 del momento storico attuale, altrimenti avrebbe soltanto una valenza erudita e specialistica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">La Massoneria europea nella restaurazione<\/h3>\n\n\n\n<p>di Vittorio Vanni <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La massoneria e la restaurazione europea<\/h4>\n\n\n\n<p><strong><em>La Massoneria europea fra Martinisti, Cristosofi ed Illuminati<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La rivisitazione di un periodo molto importante non solo nella storia della Massoneria, ma in quella europea, deve avere una sua necessit\u00e0 legata all\u2019attualit\u00e0 del momento storico attuale, altrimenti avrebbe soltanto una valenza erudita e specialistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi viviamo oggi in una sorta di tentativo di restaurazione di una societ\u00e0 obsoleta precedente al quella che si pu\u00f2 definire la rivoluzione mancata del 1968. Il 1\u00b0 marzo del 1968 a Valle Giulia era presente una volont\u00e0 di rinnovamento di una societ\u00e0 bigotta ed immobile che non aveva artificiosi confini di destra\/sinistra. La pericolosit\u00e0 di questa rivolta, proprio per queste caratteristiche, era evidente e l\u2019establishement riusc\u00ec immediatamente a politicizzare la tensione evolutiva. Da parte si stabil\u00ec che la destra non poteva partecipare a fatti eversivi, dall\u2019altra la radicalizzazione delle Brigate Rosse incanal\u00f2 in modo criminale le spinte evolutive e spontanee della parte pi\u00f9 intelligente della sinistra italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtuttavia alcune conquiste civili si affermarono, e sono le stesse che in questo momento politico sono contestate dalla politica clericale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per coloro che non l\u2019hanno conosciuta: come era la societ\u00e0 prima di queste conquiste? Immaginiamo che non vi fossero ora queste leggi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Quanto all\u2019ordinamento penale italiano, la prima innovazione venne dalla Corte Costituzionale, la quale aveva sancito l\u2019incostituzionalit\u00e0 dell\u2019art. 559 c.p., che prevedeva la punizione del solo adulterio della moglie e non anche del marito e del concubinato del marito (sentenze n.126 del 19 dicembre 1968 e n.147 del 3 dicembre 1969, ma in precedenza, nel 1961 si era gi\u00e0 espressa in senso opposto). La prima sentenza era seguita, almeno temporalmente, ad un disegno di legge (n.4849, presentato alla Camera dei Deputati il 6 febbraio 1968) dell\u2019on. Oronzo Reale,<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019istituto del divorzio \u00e8 stato introdotto nell\u2019ordinamento giuridico italiano con la Legge n.898 del 1970. Tale normativa fu grandemente avversata da parte della componente cattolica della societ\u00e0 italiana (in particolar modo dalla gerarchia cattolica) la quale si batt\u00e9 per l\u2019indissolubilit\u00e0 del vincolo coniugale. Infatti, contro questa legge venne presentato un referendum abrogativo, votato il 12 e 13 maggio 1974, che vide la partecipazione dell\u201987.7% degli aventi diritto al voto. Il NO all\u2019abrogazione vinse con il 59.3% dei consensi.<\/li>\n\n\n\n<li>Prima del 1978, l\u2019interruzione volontaria di gravidanza (IVG), in qualsiasi sua forma, era considerata dal codice penale italiano un reato (art. 545 e segg. cod. pen., abrogati nel 1978).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ma le velleit\u00e0 di riportare indietro l\u2019evoluzione civile, sono sempre state sconfitte dalla storia del pensiero e da quella degli avvenimenti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La restaurazione europea (1815-1830)<\/h4>\n\n\n\n<p>Con la denominazione \u201cRestaurazione\u201d si intende un periodo della storia d\u2019Europa successivo alla sconfitta militare di Napoleone Bonaparte, subita a Waterloo il 18 giugno 1815. Nel Congresso di Vienna si tenta di azzerare il sistema politico e sociale costruito dall\u2019Imperatore fin dal 1796, e di ristabilire i principi dell\u2019Ancien R\u00e9gime. I principi sono ristabiliti sui loro troni, iniziando dal ritorno dei Borboni in Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questo tentativo di far indietreggiare l\u2019evoluzione sociale e politica europea, l\u2019Illuminismo era ormai penetrato anche nelle classi dirigenti che appoggiavano la restaurazione monarchica. Il giurisdizionalismo, cio\u00e8 la dottrina che intendeva far prevalere gli interessi dello stato su quelli religiosi, tipica dell\u2019assolutismo illuminato, gi\u00e0 precedente alla Rivoluzione francese, permaneva, in quanto ritenuta utile all\u2019interesse dei troni. Fu riaffermato il principio di legittimit\u00e0, monarchica, per cui i territori conquistati da Napoleone ritornavano ai sovrani, ignorando il principio della sovranit\u00e0 popolare affermato dalla Rivoluzione francese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Congresso di Vienna, tenuto dal 22 settembre 1814 al 10 giugno 1815, vede la predominanza delle quattro potenze che erano state sconfitte a suo tempo da Napoleone, e cio\u00e8 il regno di Prussia, l\u2019impero austriaco, quello zarista, oltre all\u2019Inghilterra e la Francia, rappresentata al Congresso dall\u2019eterno Talleyrand (1754-1838), che da ex rivoluzionario e bonapartista rappresentava ora Luigi XVIII di Borbone (1755-1824). Oltre alla ripresa dell\u2019antico potere monarchico, l\u2019atto pi\u00f9 importante del Congresso fu la cosiddetta Santa Alleanza che cercher\u00e0 di porre la basi di un sistema politico per lo pi\u00f9 improntato alla repressione feroce di ogni tendenza rivoluzionaria o comunque liberale, perseguitando i popoli europei per pi\u00f9 di trent\u2019anni, negando le tendenze delle autonomie nazionali, riaffermando il legittimismo dinastico e i privilegi della nobilt\u00e0. Questo principio produsse un ulteriore frazionamento politico dell\u2019Europa, che la politica di Napoleone aveva cercato di unificare.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"1\">Anche le antiche Repubbliche scompaiono. In Italia Venezia, Genova e Lucca sono annesse a regni e potentati, il regno di Sardegna viene restituito a Vittorio Emanuele I, che si annette la Liguria. I regni delle due Sicilie passano a Ferdinando I di Borbone, mentre Pio VI torna in possesso dello stato pontificio. La Santa Alleanza, su insistente proposta dello Zar, afferma un principio di collaborazione autocratica basato sulle comuni radici cristiane dell\u2019Europa [<a href=\"#ftn1\">1<\/a>]. Rifiutarono di aderire l\u2019Inghilterra, che non vedeva di buon occhio l\u2019ingerenza della Russia sul continente europeo, e lo Stato Pontificio che non poteva accettare legami con un sovrano ortodosso, un imperatore cattolico ed un sovrano protestante. L\u2019Austria tuttavia, essendo una nazione eterogenea con popoli con forti tendenze irredentistiche, fece accettare il principio che ogni stato era autorizzato ad intervenire nel territorio degli alleati contro ogni tendenza nazionalistica e rivoluzionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia cos\u00ec uno dei periodi pi\u00f9 oscuri dell\u2019et\u00e0 moderna europea. Nell\u2019Europa legittimista il papato ristabilisce l\u2019Ordine dei Gesuiti, impone che ogni attivit\u00e0 culturale fosse soggetta alla preventiva censura ecclesiastica, che delle opere messe all\u2019Indice fosse considerata illegale la stampa e la diffusione, che l\u2019istruzione fosse un monopolio assoluto delle scuole confessionali. Il tribunale dell\u2019Inquisizione viene ricostituito e oper\u00f2 fino al 1854.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"2\">Ma i tempi erano irrimediabilmente cambiati, e l\u2019Ancien R\u00e8gime non poteva essere risuscitato neanche da un potere oppressivo. I principi espressi dalla Rivoluzione francese erano ormai penetrati nel pensiero delle masse, ed il movimento politico rivoluzionario della borghesia trovava conferme ed appoggio dal sistema capitalistico industriale, ormai affermato e progressivo. Napoleone, nonostante il suo tradimento delle idee democratiche, aveva lasciato un sistema amministrativo e giuridico evoluto [<a href=\"#ftn2\">2<\/a>]. Il movimento letterario del Romanticismo diffondeva a tutti i livelli la prevalenza dell\u2019individualit\u00e0 e del sentimento su ogni moralismo religioso, ed il mito del ribelle e dell\u2019Uno.<\/p>\n\n\n\n<p>La Massoneria, dopo il periodo della cortigianeria imperiale, si occulta, formando una miriade, poco riconoscibile e sfuggente all\u2019occhio del potere autocratico, di piccoli gruppi rivoluzionari. \u00c8 il tempo in cui lo spirito ed il pensiero, fondamento primo dell\u2019Ordine, deve cedere all\u2019azione, poich\u00e9 senza libert\u00e0 esteriore non pu\u00f2 sussistere quella interiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la caduta dell\u2019Impero, in cui predomin\u00f2 una Massoneria cortigiana di Napoleone, la Massoneria si disperse. Le forze reazionarie avevano soffocato, ma non spento l\u2019incoercibile desiderio e volont\u00e0 di libert\u00e0 ed autodeterminazione dei popoli. Non erano pi\u00f9 i tempi in cui la serenit\u00e0 e la perfezione del Tempio Massonico potesse prevalere. Alla volta stellata delle Logge si sostituisce il tetto chiuso della baracca carbonara, in cui il pensiero e l\u2019azione non erano pi\u00f9 rivolti alla costruzione del Tempio interiore, ma al compito di \u201ccacciare i lupi dal bosco\u201d. I Buoni cugini, cos\u00ec si chiamarono i Carbonari, con evidente riferimento alla \u201cFratellanza Massonica avevano scopi politici ristretti e definiti. Questi scopi sono ben descritti da un sonetto declamato in una Vendita di Ascoli :<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Figli di Bruto il brando ormai scuotete<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Poich\u00e9 spunta nel ciel di sangue tinta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Stella, che batte il rio tiranno, il prete.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Oscure origini della carboneria<\/h4>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.triplov.com\/Venda_das_Raparigas\/carbonaria_italiana\/daniele_failli\/origini.htm\">http:\/\/www.triplov.com\/Venda_das_Raparigas\/carbonaria_italiana\/daniele_failli\/origini.htm<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>(paragrafi trovati al seguente indirizzo)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 stato ancora possibile stabilire, con precisione, dove, come e quando sorse la Carboneria, n\u00e9 si potr\u00e0 forse mai, visto le discrepanze delle pi\u00f9 autorevoli fonti storiche oggi note. Il capitolo sulle societ\u00e0 segrete di Paolo Giudici riporta che, secondo lo storico Giuseppe Ricciardi le origini della Carboneria sono persino poste nel XI secolo. Lo storico scrive:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Credesi fondatore di essa un Teobaldo, detto poi Santo, e meritevole di essere esaltato, siccome quegli che moriva da martire. Nacque in Francia Teobaldo nel 1017 nella citt\u00e0 di Provins. Fattosi prete in Italia, si ritrasse, indi a poco, in Svezia, provincia germanica, ove dicesi nata la setta, alla quale, morto Teobaldo, non vennero meno le forze, ma invece, si accostarono uomini di ogni ceto. Un catechismo, in forma di dialogo, fu compilato sin da quei tempi e, ad accrescere il numero dei proseliti, in un\u2019et\u00e0 di profonda superstizione, ogni cosa fu involta fra le dottrine e le pratiche del Cattolicismo; ma ci\u00f2 che fa la <strong>Carboneria<\/strong> degna di nota, anzi di somma lode, fin dai suoi principi fu questo, che ad essere accolto nel di lei seno condizione primaria ed indispensabile era una vita incontaminata. I buoni cugini, come si chiamavano fin da allora i Carbonari, eran tenuti strettissimamente ad esercitare l\u2019ospitabilit\u00e0 non solo verso i loro consettari, ma a pro di chiunque loro apparisse perseguitato dalla fortuna, col dargli oltre il letto il mangiare e il bere, cinque soldi ed un paio di scarpe. Ben presto le foreste della Germania, della Franca Contea, dell\u2019Ardesia, del Giuria furono piene di Carbonari, denominati cos\u00ec dalla professione esercitata dal maggior numero dei proseliti della setta, e le loro riunioni assunsero il nome di Vendite. A costituire le quali bastavano tre buoni cugini, undici a farle perfette. Affidabili e caritativi, in tempi tutt\u2019altro che caritativi ed affabili, i Carbonari facevansi voler bene e rispettare da tutti. E la setta dur\u00f2 in questi termini fino agli ultimi anni del secolo scorso, cio\u00e8 allo scoppiare della rivoluzione francese. La quale commoveva siffattamente i popoli tutti d\u2019Europa che ogni pi\u00f9 piccola associazione si mutava issofatto in politica: una tale trasformazione, che fu subita anche dalla Carboneria, ebbe luogo segnatamente in Italia, e in specie nel regno di Napoli, dove alcun ramo della setta esisteva da lungo tempo, anzi forse dal tempo in cui domin\u00f2 quivi la dinastia degli Svevi\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altri scrittori affermano l\u2019origine straniera della setta. Le testimonianze sono discordi sul luogo di nascita della Carboneria: chi la vuole francese, chi svizzera, chi magari tedesca come propaggine della Tungendbund, chi magari spagnola o polacca, chi italiana. Ma tutto porta a ritenere la nascita della Carboneria nel mezzogiornovisto la grande floridit\u00e0, e il veloce propagarsi in pochi anni per tutta l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 noto la Carboneria sorse dal seno della Massoneria, con riti, simboli e formule pressoch\u00e9 uguali e c\u2019\u00e8 chi sostiene che avesse origine nei monti Abruzzesi. A questo riguardo G. Pansa scrive nella Rivista <em>I sigilli segreti della Carboneria Abruzzese<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>il seme sparso durante l\u2019occupazione francese di Giuseppe Napoleone non fu per\u00f2 seme infecondo, si radic\u00f2 in Abruzzo la setta della Carboneria, ritenuta generalmente una riforma del massonismo, allo scopo di educare il popolo e di distruggere l\u2019influenza del regime borbonico, che mir\u00f2 poi al riscatto nazionale ed ebbe la virt\u00f9 di non cedere alle lusinghe dei napoleonidi, che ne volevano trar vantaggio, e la forza e la costanza di resistere alla violenza di Antonio Capese Minutolo, principe di Canosa (1763-1838), ministro di polizia di Ferdinando I delle Due Sicilie, che voleva annientarla\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il principe di Canosa costitu\u00ec nel 1813 la setta segreta filoborbonica dei Calderari. Beniamino Costantini sul libro <em>Carbonari e preti in Abruzzo dal 1798 al 1860<\/em>, riporta:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cla Carboneria sorta con nobili scopi, presto degener\u00f2 e le vendite s\u2019inquinarono di spie e di facinorosi. Vi fu anzi un momento, in cui anche Ferdinando IV si fece carbonaro, poi Francesco I di Borbone; per\u00f2 con l\u2019unico intento di apportarvi il disordine e lo sfacelo. E difatti, accresciuto in modo straordinario il numero degli affiliati, furono stampati i catechismi dell\u2019associazione, divulgati i misteri e si giunse persino a vendere i diplomi al migliore offerente. Ma a paralizzare ancor pi\u00f9 l\u2019azione della Carboneria, fu dalla moglie di Ferdinando, Maria Carolina, promossa la setta dei \u201cCalderari\u201d, detta anche la \u201cCaroliniana\u201d, di cui fu organizzatore e capo supremo il principe di Canosa\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Costantini scrive inoltre: La Carboneria prese il nome dal \u201ccarbone\u201d il quale purifica l\u2019aria, e, quando arde nelle abitazioni, ne allontana le bestie feroci. \u201cPulire il bosco dai lupi\u201d significava, infatti, per i nostri carbonari liberare la patria da stranieri e da despoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il P. Dolce il nome di Carbonari, che era cos\u00ec evidentemente connesso<em> ai Charbonniers o ai Fendeurs<\/em> francesi, sarebbe dovuto \u201c<em>alla eventuale circostanza di essersi uniti i primi settari in un convento di frati detto di S. Carbone\u201d(!).<\/em> Per il P. Dolce la Carboneria o Lega Nera (come viene chiamata da Lui), \u00e8 sbocciata nel Mezzogiorno d\u2019Italia durante la spedizione di Russia o poco dopo, come pura diffusione delle Logge massoniche inglesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel rapporto del 1815 il Dolce dice che gli inglesi si giovarono degli Illuminati di Germania per creare oppositori a Napoleone. Con i regnanti e nei popoli suscitarono sentimenti di sdegno contro l\u2019autore del blocco continentale. Dove gli inglesi non trovavano dei monarchi, si rivolsero alle popolazioni per mezzo delle societ\u00e0 segrete, e si servirono degli Illuminati che non mancavano anche a Napoli, per organizzare le vendite carboniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Dolce non fu mai stanco di ripetere che il fermento carbonico, sfruttato dai preti e dai Borboni in Sicilia, era principalmente acuito dal machiavellismo britannico, dall\u2019onnipotenza della sterlina, con il richiamo alle costituzioni della Guelfia, concordate nell\u2019ottobre 1813. La Guelfia manifesta in quelle prime costituzioni un odio per Napoleone e la sua dinastia. La Guelfia viene indicata come lo \u201cspiritus rector\u201d della Carboneria, come il sinedrio \u201cd\u2019incogniti superiores\u201d cui la setta subordinata obbediva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Illuminismo napoletano era caratterizzato da una rete di logge massoniche, influenti nell\u2019Italia meridionale. Alcune di queste Logge praticavano il rito inglese, altre i rituali templari di stretta osservanza ma nel 1786 diverranno una filiazione degli Illuminati di Baviera (fonte pi\u00f9 importante \u00e8 il diario del viaggio in Italia del vescovo luterano danese M\u00fcnter, su istruzione degli Illuminati bavaresi e la corrispondenza successiva con illuminati italiani). Fulvio Bramato nel libro <em>Napoli Massonica nel Settecento<\/em> scrive:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>La tendenza al razionalismo politico e culturale si trasform\u00f2 in vera e propria deviazione dai principi basici della Massoneria, quando alcune logge accolsero e professarono idee nate al di fuori di esse. Alludiamo soprattutto a quelle de \u201cGli Illuminati di Baviera\u201d, un associazione segreta fondata il 1 maggio del 1778 ad Ingolstadt (Baviera) da Adam Weishaupt. Gli scopi del giurista bavarese e dei suoi seguaci erano molto diversi da quelli della Massoneria. Il Weishaupt cre\u00f2 l\u2019Ordine Illuminato con lo scopo di rovesciare e distruggere la societ\u00e0 del suo tempo, essendo il principale ostacolo dell\u2019umanit\u00e0 nel tentativo che stava compiendo di tornare alla perfezione primordiale. Dopo un inizio stentato, la setta bavarese riusc\u00ec a diffondersi, con la connivenza di alcuni massoni, in una loggia di Monaco e da qui a diffondere il suo messaggio in tutta Europa. Divulgatore in Italia della deviazione \u201cilluminata\u201d della Massoneria fu Friedrich M\u00fcnter, un giovane e colto pastore luterano\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altri storici sostengono che intorno al 1810, nel Regno di Napoli, alcuni ufficiali francesi dell\u2019esercito di Murat si staccarono dalla Massoneria dando vita alla Carboneria, un\u2019associazione segreta di tipo settario.<\/p>\n\n\n\n<p>Le origini della Carboneria vanno ricercate in Francia nella seconda met\u00e0 del 1700 (<em>Charbonniers<\/em>: societ\u00e0 dei <em>Buoni Cugini<\/em>), come strumento operativo e reazionario della pi\u00f9 famosa Filadelphia. I Filadelfi utilizzavano le forme associative dei <em>bons cousins charbonniers <\/em>per occultare il progetto politico repubblicano e un progetto militare di congiura anti-bonapartista, (attuato dal colonnello Oudet che poi fallir\u00e0 con le due congiure di Malet). Queste forme associative offriranno alla Carboneria il modello organizzativo piramidale delle cellule a cinque membri e del consiglio centrale ,\u201dAlta Vendita\u201d, senza comunicazione orizzontale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni Filadelfi francesi, funzionari e ufficiali massoni arrivati nel Regno di Napoli, insieme alle Logge napoletane illuminate, negli anni 1792-94, daranno vita ad una rete culturale-politica, producendo un\u2019organizzazione di oppositori al regime in nome degli ideali giacobini. L\u2019organizzazione giacobina napoletana era strutturata senza comunicazione orizzontale su quattro livelli: <em>elementari, deputati, elettorali, club centrale<\/em>. Tra i Filadelfi \u00e8 probabile che vi fosse Joseph Briot, ex seguace di Babeuf al quale molti storici attribuiscono la nascita della Carboneria.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di questi \u00e8 Oreste Dito, massimo studioso della Carboneria (\u00e8 l\u2019autore del libro \u201c<em>Massoneria Carboneria ed altre societ\u00e0 segrete nella storia del Risorgimento\u201d)<\/em>, che alla fine dell\u2019800, trattando di statuti carbonarici rilevati nei costituti del Maroncelli, (iniziato carbonaro a Napoli nel 1815), afferm\u00f2 la derivazione massonica di essi: \u201c\u2026<em>essendoci molto contatto fra le due sette, ed anche perch\u00e9 tra i compilatori degli Statuti Massonici, stampati in Napoli nel 1820, ma che risalgono al 1813, era il Briot, uno degli organizzatori della Carboneria in Italia\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019organizzazione dei Carbonari napoletani, strinse relazioni con gli inglesi per ricevere aiuti economici nella lotta contro il dominio Murat e del Bonaparte. Nonostante che le radici provengano dalla Francia e gli aiuti economici dall\u2019Inghilterra, la nascita della Carboneria \u00e8 da ricercarsi nel movimento giacobino napoletano (che a sua volta deriva dai Massoni illuminati). Nella <em>Rivista Pugliese<\/em> del 1897, 1904 il De Ninno ha pubblicato un materiale utile per la storia della Carboneria. Secondo lui la Carboneria sarebbe stata una \u201cMassoneria popolare\u201d o meglio anche una \u201cMassoneria trasportata dal campo dell\u2019idea in quello dell\u2019azione\u201d; la Carboneria \u201cmeglio rispondeva agli interessi della borghesia\u201d, al sentimento d\u2019indipendenza \u201cche nel Napoletano s\u2019era sviluppato sotto i Borboni\u201d. La Massoneria era diventata \u201calquanto barbogia\u201d e \u201cincomprensibile alla grandissima maggioranza\u201d, per questo l\u2019abbandono delle Logge, per le Vendite, alle quali molti massoni confluirono.<\/p>\n\n\n\n<p>La Carboneria si diffuse rapidamente in Italia, specialmente in Romagna, in Francia e in Spagna, e fu la principale causa di inquietudine dei governi fino al 1831. Gli appartenenti alla Carboneria \u2013 liberali e patrioti \u2013 erano soprattutto ufficiali, nobili, membri della borghesia illuminata e liberale, possidenti, commercianti, soldati, artigiani e intellettuali come scrittori, magistrati, avvocati, professionisti, giuristi, impiegati, studenti, vecchi giacobini, sacerdoti, ecc., che volevano instaurare regimi liberali e lottare per ottenere dai sovrani una Costituzione che sancisse i diritti dei cittadini. Lo scopo comune dei Carbonari era sostituire dappertutto le monarchie assolute con monarchie costituzionali; in Lombardia aspiravano alla liberazione dal dominio austriaco e all\u2019indipendenza, e in Romagna ambivano alla fine del potere temporale dei papi. L\u2019articolo di un giornale clandestino, il <strong><em>Quaragesimale Italiano, n.10<\/em> <\/strong>del 16 marzo 1819, riporta le riforme alle quali aspiravano ad esempio i Carbonari romagnoli:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAbbiano i principi italiani e i loro ministri in vista le massime principali oramai conosciute e reclamate da ogni nazione: garanzia della libert\u00e0 civile e personale; tolleranza di tutti i culti ed abolizione dell\u2019inquisizione; uguaglianza di tutti in faccia alla legge e per conseguenza abolizione di ogni privilegio e dei diritti feudali; rappresentanza nazionale liberamente eletta dal popolo, nella emanazione delle leggi e nella votazione delle imposte; libert\u00e0 di stampa; responsabilit\u00e0 dei ministri e degli impiegati subalterni; persistenza nell\u2019abolizione della tortura; miglioramento della pubblica istruzione; incoraggiamento all\u2019industria nazionale, protezione all\u2019agricoltura; eleggibilit\u00e0 di ogni cittadino a qualunque impiego, carica o dignit\u00e0, purch\u00e9 sia capace di sostenerli con decoro ed utile dello Stato\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In contrapposizione alle suddette aspirazioni Carbonare, il Papa Leone XII prima con la \u201cBolla Quo griaviora\u201d del 13 marzo 1823 scomunica la Massoneria, poi con la \u201cEcclesiam a Iesu Christo fundatam\u201d condanna la Carboneria, contro la quale attua un\u2019attivit\u00e0 persecutoria che viene esercitata in Romagna dal Cardinale Agostino Rivarola. Nel 1825 il Papa Leone XII indisse un nuovo Giubileo, quello che in realt\u00e0, non si era potuto celebrare nel 1800, viste le vicende legate al periodo napoleonico. Durante l\u2019Anno Santo, nonostante il clima religioso, a Roma venne eseguita la condanna a morte dei Carbonari Angelo Targhini, bresciano e del romagnolo Leonida Montanari, ghigliottinati in Piazza del Popolo con l\u2019accusa di cospirazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019organizzazione Carbonara era regolata rigidamente dall\u2019alto, il comportamento era ispirato alle regole della massima segretezza. Gli affiliati tenevano adunanze segretissime e si servivano del vocabolario cifrato, di un gergo per non destare sospetti nella polizia:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>il Carbone <\/strong>era l\u2019azione che alimentava il fuoco della libert\u00e0;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>la Baracca <\/strong>il locale dove si adunavano i Soci del Primo Grado;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>la Vendita<\/strong> erano le sezioni locali composte di 20 affiliati (equivale al nome di Loggia);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pagani <\/strong>i loro avversari;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>un Sole <\/strong>un giorno;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>una Luna <\/strong>un mese;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Vantaggi <\/strong>sono gli applausi;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tronco <\/strong>un tavolino;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ordoni <\/strong>le file dei Soci (nome forse derivato da Ordini);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lupi <\/strong>i persecutori della Societ\u00e0;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>un Pezzo Di Fornello <\/strong>una composizione qualunque;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Camera d\u2019Onore <\/strong>l\u2019unione del secondo grado;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Montagna <\/strong>l\u2019unione al terzo grado;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Teobaldo<\/strong> il protettore della Societ\u00e0 nei suoi due primi gradi;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Gran Maestro Dell\u2019Universo <\/strong>\u00e8 il nome che i Carbonari davano alla divinit\u00e0;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Reggente <\/strong>corrisponde al titolo di Venerabile fra i Massoni;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Patriarca <\/strong>era il capo, o Gran Maestro, della Societ\u00e0;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Assistente Primo e Secondo<\/strong> Dignitari corrispondente ai Sorveglianti delle Logge;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Battute <\/strong>sono le Batterie prese dalla Massoneria;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Liberare la Foresta dai Lupi<\/strong> significava liberare l\u2019Italia dallo straniero e il mondo dai tiranni.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Un misero mestiere del popolo come quello dei carbonari si prestava molto bene come camuffamento per i cospiratori politici, perch\u00e9 chi lo praticava doveva spostarsi di continuo dovunque ci fosse legname da trasformare in carbone. Inoltre si trattava di un\u2019attivit\u00e0 piuttosto diffusa in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni iscritto doveva possedere un fucile, una baionetta, 25 cartucce e versare nella cassa sociale una lira al mese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iniziazione alla Carboneria si compiva, come in tutte le sette, con veri e propri riti simbolici. Il Rituale dei Carbonari \u00e8 derivato dalla Massoneria. Essi chiamano la loro Societ\u00e0 <strong>L\u2019Ordine Carbonico<\/strong>. Il principio dell\u2019anno \u00e8 il Primo di marzo che si chiama <strong>Primo Sole della Prima Luna. <\/strong>Cos\u00ec gli altri mesi si chiamano: Secondo, Terzo, Quarto, ecc..<\/p>\n\n\n\n<p>Il calendario Carbonico recupera elementi dal calendario giacobino di Romme e dalle feste decadarie, elementi presenti nella stessa simbologia, dei <em>quadri carbonici<\/em> (sole, luna, sette stelle, ecc.), che corrispondono ai tappeti di Loggia massonici. Nella Carboneria era in vigore il gradualismo, gi\u00e0 presente nella Loggia illuminata, quindi il programma dell\u2019associazione veniva svelato solo gradualmente all\u2019adepto dai superiori (quando era ritenuto degno di essere iniziato ai segreti). La Carboneria era divisa in quattro gradi: Apprendista, Maestro, Gran Maestro e Grande Eletto (anche questi termini derivano dall\u2019organizzazione corporativa del lavoro medievale dei liberi muratori e dalla Massoneria speculativa). In seguito vi saranno diverse riforme dei rituali e dei gradi, con l\u2019introduzione di altri gradi e con una diversa gerarchia di essi. Nell\u2019Italia meridionale i gradi da quattro arriveranno a nove, questo dovuto anche alle divergenze di programma politico.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I gradi carbonari<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>I grado: Apprendista<\/strong>. Il novizio \u201cpagano\u201d, smarritosi nel buio della foresta, va a cercare la luce nel Tempio della Virt\u00f9, dove con diffidenza viene accolto, quindi spogliato dei metalli e accompagnato nel gabinetto di riflessione, dove viene interrogato sulle ragioni della sua richiesta. In seguito viene condotto a fare i tre viaggi simbolici, sottoposto a prove tendenti ad intimorirlo e infine condotto a prestare il giuramento, con il quale si impegna a mantenere il segreto, a soccorrere ed aiutare i Cugini in difficolt\u00e0 e ad essere sempre a disposizione dell\u2019Ordine. A questo punto l\u2019iniziato pu\u00f2 assumere un nuovo nome scelto fra quelli della tradizione greco-romana oppure fra i simboli di lotta contro la tirannide, questo sia per celebrare la morte rituale che per agevolare la lotta politica clandestina. Attraverso questo rituale di morte rinascita e affratellamento simbolico, rituale iniziatico che non pu\u00f2 conoscere divisioni sociali o etniche, presenti solo nel mondo profano, si viene a far parte della famiglia Carbonarica, che \u00e8 una sola su tutta la terra, di cui gli affiliati si chiamano Cugini.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo grado, \u201capprendente carbonaro\u201d, le cerimonie rivelano una egemonia simbolica cattolica sia con parole sacre di impronta cristiana (quali <em>fede speranza carit\u00e0) sia con il culto dei Santi (in particolare San Teobaldo patrono dei carbonari), e inoltre con <\/em>la presenza di un filone culturale del <em>cristianesimo esoterico<\/em> (dalla storiografia sugli Illuminati di Baviera il mito di un cristianesimo giovanneo).<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo sostiene l\u2019esistenza di una iniziazione cristiana originaria, fondata su una rivelazione segreta di Ges\u00f9 trasmessa per via orale ai discepoli e, tramite loro a una catena di iniziati. Nel primo grado si professavano genericamente alcuni principi umanitari e attivit\u00e0 filantropiche, impostati sulla morale e sulla religione tradizionale. Nella Carboneria il processo di perfezionamento dell\u2019uomo che consegue alla morte rituale, adotta la simbologia della foresta con al centro la <em>carbonizzazione,<\/em> che significa combustione e trasformazione del legno attraverso il fuoco della fornace per purificarlo fino a divenire materiale combustibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Massoneria la simbologia dei costruttori di cattedrali invece, pone come punto centrale il tema della pietra grezza che deve essere sgrossata e squadrata. Nel rituale del primo grado viene utilizzato un linguaggio massonico con poche trasparenti sostituzioni: Apertura dei travagli = apertura dei lavori, cugini = fratelli, profano = pagano, pezzo di architettura = pezzo di fornello, ecc..<\/p>\n\n\n\n<p>La Carboneria non era un movimento di massa, anche se nel Sud era molto diffusa fra i ranghi dell\u2019esercito borbonico. La sua composizione sociale era minoritaria ed elitaria, come ben descrisse il Cardinal Castiglioni in una lettera a Pio VIII, alla fine del 1821:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSiamo circondati dalla mala genia massonica, che ci ha rubato quasi tutti gli impiegati e ci toglie la giovent\u00f9 di talento\u2026\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo i moti degli anni \u201820 del XIX secolo fallirono. Mazzini, che Massone e membro della Carboneria, ne individu\u00f2 il fondamentale difetto: la mancanza di collegamento con le masse popolari. Cos\u00ec la definiva:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cvasto e potente corpo, ma senza capo; associazione alla quale non erano mancate generose intenzioni, ma idee e priva, non del sentimento nazionale, ma di scienza e logica per ridurlo in atto.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per indirizzare meglio pensiero ed azione, cre\u00f2 la Giovane Italia, con soli due gradi, Iniziati ed Iniziatori. Non conosceva, come la Massoneria, profani ma soltanto nemici<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La massoneria europea ed il cristianesimo<\/h4>\n\n\n\n<p>Secondo il De Maistre, la deviazione storica della Massoneria nell\u2019abbandono della matrice cristiano-cattolica dell\u2019antica massoneria operativa. Il De Maistre, che, come tutti conoscono, fu uno degli ideologhi della Restaurazione europea, vedeva nella visione tollerante e cosmopolita della Massoneria un potente strumento di riunificazione delle varie sette cristiane.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua tesi era che la divisione del cristianesimo e la conseguente caduta di autorit\u00e0 del Papa aveva prodotto da una parte il dispotismo dei regnanti, meno legati all\u2019etica cattolica che all\u2019egoismo privato, e dall\u2019altra la reazione rivoluzionaria dei popoli. La proposta del De Maistre di una federazione teocratica dei regnanti attorno al Papa, di cui la Massoneria doveva farsi tramite, non teneva conto dell\u2019ormai irreversibile trasformazione della Massoneria, sempre pi\u00f9 lontana dall\u2019adeguamento exoterico ad una religione qualsiasi, e che si presentava ormai essa stessa come spiritualit\u00e0 exoterica rispetto ad un suo specifico esoterismo.<\/p>\n\n\n\n<p>La visione tradizionale, infatti, comportava un\u2019adesione ad un dato contesto religioso locale come base o supporto di un esoterismo che pur trascendendo qualsiasi inferiore connotato religioso, necessitava di un inquadramento etico-sociale, una forma esteriore racchiudente l\u2019essenza interiore. Tuttavia la stragrande maggioranza dei Fratelli era sinceramente cristiana e, nei paesi latini, cattolica. Nell\u2019Inghilterra del \u2018700 le Logge sfilavano la domenica mattina, con i loro paramenti, ed i Fratelli andavano tutti assieme alla Messa.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza alle funzioni religiose non era solo raccomandata, ma in alcuni casi obbligatoria. Le prime tendenze vagamente ereticizzanti nascono in Germania, con la prima grande Obbedienza Massonica ispirata al mito templare, la Stretta Osservanza Templare, che si stava diffondendo in tutta Europa, fino a preformare un predominio massonico tedesco. Il loro cristianesimo era dichiaratamente joannita, e cio\u00e8 il primato di Giovanni su Pietro, una valutazione del messaggio cristiano pi\u00f9 millenarista e metafisico, che contrastava con il primato del Papa.<\/p>\n\n\n\n<p>La reazione europea a questo concetto, guidata dalla Massoneria francese, si espresse nel Convento di Wilelmhsbad (1782) in cui il neotemplarismo massonico fu sconfessato in gran parte, e conflu\u00ec, in maniera minoritaria, nel Rito Scozzese Rettificato, il cui cristianesimo, in reazione all\u2019Illuminismo ed alla protorivoluzione montante sconfinava addirittura nel concetto teocratico. I massimi teorici di questa visione religiosa e cristiana della Massoneria furono Willermoz, De Maistre, e Fran Von Baader, tutti provenienti dall\u2019Ordine dei Cavalieri Massoni dell\u2019Universo Eletti Cohen, la cui radice giudaica cristiana influenzo potentemente le Massonerie latine.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">De Maistre<\/h4>\n\n\n\n<p>Joseph de Maistre (1753 -1821) massone e martinista, ha la curiosa caratteristica di essere oggi il caposcuola filosofico dei cattolici integralisti, i quali hanno, com\u2019\u00e8 noto una avversione profonda per tutto ci\u00f2 che \u00e8 massonico. La sua filosofia politica si pu\u00f2 definire teocratica, conservatrice e retriva, ma \u00e8 anche un punto di tensione, ma anche di incontro, fra il cristianesimo e la concezione esoterico-iniziatica. Fu discepolo di Louis Claude de Saint Martin, il \u201cPhilosophe Inconnu\u201d che ebbe vasta notoriet\u00e0 fra i suoi contemporanei ed anche su molti pensatori del novecento. Il paradosso consiste nell\u2019essere L.C. de Saint Martin, nel campo politico-sociale, un rivoluzionario ed un fautore della Rivoluzione francese. Ma questo paradosso \u00e8 paradigmatico nella Massoneria europea del tempo della Restaurazione, in quanto confine e limite fra il vecchio mondo e quello che emergeva nei tempi nuovi. Nelle <em>Memorie al Duca di Brunswick <\/em>(1782) vi \u00e8, da questo punto di vista, un\u2019affermazione illuminante:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cesiste una vera religione che ha ben pi\u00f9 di diciotto secoli nata il giorno in cui nacque il giorno\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista teologico, vi \u00e8 un superamento della \u201creligione cristiana\u201d, a favore di una religione naturale che comunque comprende la divinit\u00e0 del Cristo come compimento di una \u201creligiosit\u00e0\u201d non cattolica. In questo documento De Maistre afferma che l\u2019iniziazione massonica sia essenzialmente cristiana, e che questa sia radicalmente legata al primo cristianesimo, che alla luce della Rivelazione ha rinnovato ed ampliato la tradizione primordiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa affermazione sar\u00e0 poi rinnegata nell\u2019opera <em>Serate di S. Pietroburgo <\/em>(scritte fra 1809 e 1820):<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMentre i discepoli di Saint Martin, guidati dalla dottrina del loro maestro verso criteri di verit\u00e0, affrontano la traversata dei flutti a nuoto, io dormir\u00f2 in pace in questa barca [la Chiesa Romana] che veleggia felicemente fra scogli e tempeste da milleottocento anni.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il tradizionalismo del De Maistre, assunto poi in epoca moderna da R\u00e8ne Gu\u00e9non e Julius Evola \u00e8 qui nella sua forma \u201cpessimista\u201d in quanto reagisce all\u2019accettazione del concetto di progresso evolutivo costante e progressivo. La realt\u00e0 politica e sociale, in De Maistre, si trova nell\u2019esistenza e nella coesistenza di un \u201cordine\u201d della Provvidenza, che si contrappone alla violenza eversiva delle rivoluzioni. I diritti fondamentali dell\u2019umanit\u00e0 in questi termini non sono quelli affermati e garantiti dalla ragione, ma concessioni divine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne la vita ne il diritto sono di propriet\u00e0 dell\u2019uomo, che non ne pu\u00f2 disporre liberamente, ma deve affidarsi alla rivelazione ed alla gerarchia ecclesiastica che la traduce.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Louis Claude de Saint Martin<\/h4>\n\n\n\n<p>Nel l792, all\u2019apice della sua influenza, il Circolo Sociale di Parigi inizi\u00f2 a pubblicare i testi cripto-rivoluzionari del gran sacerdote del misticismo lionese Louis Claude de Saint Martin che aveva creduto di scoprire nel caos della rivoluzione la possibilit\u00e0 di edificare una nuova Gerusalemme, sulla base di forme e numeri pitagorici:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cun sole radioso si \u00e8 staccato dal firmamento per posarsi sopra Parigi, da cui diffonde una luce universale\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cL\u2019Uomo Nuovo pu\u00f2 cogliere quella luce contemplando i cerchi concentrici che convergono in un punto all\u2019interno della fiamma di una candela accesa; in questo modo, egli si reintegra con gli elementi primi, aria, terra, acqua\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNella misura in cui l\u2019uomo s\u00ec evolve in puro spirito, la democrazia rivoluzionaria diverr\u00e0 democrazia\u201d<\/em> (si veda: <em>Le Crocodile<\/em>, 1799, pp. 32 e 188 ed il finale del <em>Trait\u00e9 de la Reintegration\u2026<\/em> ,in R.Amadou, <em>Tr\u00e9sor Martiniste<\/em>,1969, pp.48 e 50).<\/p>\n\n\n\n<p>Dal Portrait, la previsione della Rivoluzione:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c[\u2026] la notte, vidi un grande animale gettato per terra dall\u2019alto, da un gran colpo di fulmine: vidi in seguito un altare che mi sembr\u00f2 cristiano e sul quale vidi molta gente passare e ripassare con precipitazione, come se volessero calpestarlo. Mi risvegliai con molta afflizione di ci\u00f2 che avevo visto, ed il seguito della mia vita mi ha insegnato che gli avvenimenti susseguitesi erano la conferma di questo sogno disgraziato.[\u2026] Fu l\u2019annunzio del rovesciamento della Chiesa\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 opportuno ricordare qui che una delle opere pi\u00f9 rivoluzionaria di Louis Claude Saint Martin, <em>Degli Errori e della Verit\u00e0<\/em>, fu pubblicata nelle stamperie del Palais Royal, a cura del Circolo prerivoluzionario di Bonneville e Marechal, comunitaristi pitagorici.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo testo scaten\u00f2 le ire dell\u2019abate Augustine Barru\u00e9l, gesuita, che cos\u00ec si scagli\u00f2 contro il Filosofo Incognito:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Io so quando costa il decifrare gli enigmi di quest\u2019opera tenebrosa; ma convien ben avere, per la verit\u00e0, la costanza che i seguaci hanno per la menzogna\u2026l\u2019eroe di questo codice il famoso Saint Martin si mostri all\u2019aperto; ed ipocrita di pari al suo maestro egli non sar\u00e0 pi\u00f9, che un vile copista delle inezie dello schiavo eresiarca, generalmente pi\u00f9 noto con il nome di Manete. Con tutti i suoi raggiri egli non conduce meno i suoi seguaci negli stessi sentieri, e loro inspira il medesimo odio agli altari del cristianesimo ed al trono de\u2019 sovrani, ed ancora d\u2019ogni governo politico<\/em>\u201d (<em>Storia del Giacobinismo, Massoneria ed Illuminati di Baviera<\/em>, Carmagnola, Oggero Editore, 1989, pg.41)<\/p>\n\n\n\n<p>Il De Saint-Martin \u00e8 nel contempo un cristosofo ed un Illuminato, e il suo sincero tentativo di mantenere nell\u2019ambito iniziatico un contesto cristico non solo distante dal cattolicesimo, ma suo fiero nemico, si aren\u00f2 di fronte alla feroce reazione clericale durante il periodo della Restaurazione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Franz Xavier Von Baader<\/h4>\n\n\n\n<p>Questo filosofo, molto noto nel paesi nordici lo \u00e8 molto meno nei paesi latini. Nato a Monaco nel 1765, in una famiglia cattolica. Studi\u00f2 medicina, ma la sua passione per la mineralogia lo port\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 di Freiberg, in Sassonia, ed ebbe per docente Werner. Novalis, uno dei precursori della letteratura romantica, ebbe lo stesso Werner per maestro, lo prese a modello per il Maestro del suo romanzo <em>I discepoli di Sais<\/em>,che precorse la moda della Massoneria \u201cegizia\u201d. Franz si rec\u00f2 per quattro anni in Inghilterra, per continuare i suoi studi, e tornato a Monaco, scopr\u00ec i testi di Jacob Boehme, il <em>Philosophes Teutonicus<\/em> continuatore ed epigono della mistica renana, teosofo e cristosofo, e di Louis Claude De Saint Martin, traduttore e commentatore dello stesso Boehme. Il suo cristianesimo, per quanto eterodosso, riposava comunque sulla rivelazione e sulla divinit\u00e0 del Cristo, anche se le sue predilezioni per Paracelso, Eurigene, Maister Echkart, e le dottrine gnostiche, emetiche e cabalistiche ne facevano un cristiano alquanto sospetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo personale credo come lui stesso scrive, riposava su:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa speranza di ogni cristiano si ripone sia alla Rivelazione futura, generale e personale, del Cristo (come giudice del mondo) e sulla Rivelazione interiore, secreta ed individuale (\u2026) Non \u00e8 cristiano colui che non crede sia all\u2019esistenza storica sia all\u2019esistenza mistica (segreta) del Cristo e non ne prova gioia.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impostazione tradizionalmente cristiana della Massoneria delle origini \u00e8 ormai in sofferenza. Da una parte si vuol continuare a credere nella \u201creligione\u201d cristiana cos\u00ec come i Padri l\u2019hanno affermata, ma dall\u2019altra \u00e8 ormai impossibile non rifarsi ad una \u201crivelazione\u201d personale ed individuale che sfugge a qualsiasi dogmatismo confessionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Von Baader influ\u00ec profondamente sul mondo cattolico della Restaurazione, ma fu comunque inviso alle gerarchie ecclesiastiche per la sua visione eccessivamente gnostica del cristianesimo, che espresse nella sua fondamentale opera <em>Filosofia Erotica, <\/em>la cui tesi fondamentale che affermava che solo la ricostituzione androgenetica avrebbe permesso la vera e definitiva Rivelazione cristica individuale. La sua filosofia era essenzialmente teistica, ma per Franz la conoscenza dell\u2019uomo \u00e8 la conoscenza di Dio, ma anche questa conoscenza \u00e8 un dono di Dio. La Teosofia di Von Baader \u00e8 quindi uno strumento di conoscenza inaccessibile all\u2019uomo senza l\u2019assenso divino.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Gli Illuminati<\/h4>\n\n\n\n<p>Di fronte al vecchio mondo massonico-cristiano, con le sue ambiguit\u00e0 e le sue incertezze, una nuova generazione si affacciava alle soglie del pensiero europeo attraverso l\u2019evoluzione intellettuale degli uomini della massoneria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il piano ideale e politico del mondo nuovo fu quello degli Illuminati.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la Massoneria esoterica forn\u00ec l\u2019ambiente d\u2019incubazione ed il vocabolario simbolico, fu l\u2019Illuminismo a garantirne il modello strutturale di fondo. Il piano organizzativo fu, infatti, mutuato dall\u2019ordine degli Illuminati di Baviera, un movimento occultista radicale e secolare, organizzato in una gerarchia segreta su tre livelli: chiesa, sinodo e areopago.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ordine degli Illuminati fu fondato il primo maggio 1776 da un professore di diritto canonico dell\u2019Universit\u00e0 d\u00ec Ingolstadt, in Baviera, Adam Weishaupt. L\u2019ordine era segreto e gerarchico, modellato su quello dei Gesuiti (la cui abolizione da parte del papato, nel 1773, pose fine al loro monopolio dell\u2019istruzione in Baviera). Il fine degli Illuminati era la guida di tutto il genere umano ad una nuova e perfetta morale, svincolata da ogni autorit\u00e0 politica e religiosa. Il nome derivava dal loro simbolo: un sole raggiante luce sul mondo profano. Uno dei rituali della cerchia centrale degli Aeropagiti comprendeva l\u2019accensione di una candela che simboleggiava la fonte solare d\u2019ogni illuminazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il culto zoroastriano-manicheo del fuoco era centrale nel simbolismo eclettico degli Illuminati.<\/p>\n\n\n\n<p>In nome della Tradizione i nomi delle citt\u00e0 furono cambiati: Ingolstadt divenne Eleusi, Monaco era Atene&#8230;lo pseudonimo di Weishaupt era Spartaco; gli altri membri avevano nomi d\u2019eroi greci o egiziani, ma c\u2019erano anche Tamerlano e Confucio!<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1777 Weishaupt entr\u00f2 in una Loggia massonica di Monaco; poi grazie all\u2019appoggio del barone Adolf von Knigge, uno dei capi dell\u2019ambiente occultista di Francoforte, l\u2019Ordine si propag\u00f2 in quasi tutte le Logge massoniche tedesche della \u201cStretta Osservanza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Weishaupt vedeva nella Massoneria un terreno d\u2019addestramento per gli Illuminati, un grado intermedio, dopo l\u2019ammissione nel suo Ordine, prima dell\u2019entrata nei suoi circoli pi\u00f9 segreti. Cos\u00ec si svilupp\u00f2 un sistema di tre classi successive, con i primi due gradi che incorporavano i tre gradi tradizionali della Massoneria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ordine fu ufficialmente disciolto nel 1785-1787 e Weishaupt fu esiliato a Gotha, ma l\u2019influenza della sua ideologia pervase l\u2019Europa: si pensi all\u2019opera del conte di Mirabeau, <em>La Monarchia prussiana sotto Federico il Grande <\/em>(1788), scritto in buona parte da Jakob Mauvillon, gi\u00e0 affiliato degli Illuminati, che diffuse l\u2019idea utopica \u201cdel miglioramento d\u2019ogni sistema di governo e legislazione\u201d (libro V, pag. 99-l00).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019influenza degli Illuminati si pu\u00f2 cogliere anche in Babeuf, nella prima esaustiva dichiarazione dei suoi obiettivi \u201ccomunisti\u201d (inizi 1795); anche il suo circolo s\u2019ispir\u00f2 alla dottrina dell\u2019ordine bavarese. Una recente scoperta getta poi nuova luce sulla vera finalit\u00e0 del Buonarroti. Sembra, infatti, che il cospiratore italiano fosse attivamente coinvolto nell\u2019Illuminismo bavarese (<em>Appendice politica a tutte le gazzette ed altri foglietti di novit\u00e0 ossia La Spezieria di Sondrio,<\/em> Giornale pubblicato a Sondrio, 1789. Vol. II, 1790. p.1<em>. <\/em>Museo del Risorgimento).<\/p>\n\n\n\n<p>La lunga storia dell\u2019organizzazione rivoluzionaria internazionale inizia con l\u2019esilio di un individuo solitario, Filippo Giuseppe Maria Lodovico Buonarroti. Uno sconosciuto fin quando, nel 1828, a sessantasette anni, pubblic\u00f2 la sua Cospirazione per l\u2019Eguaglianza, detta di Babeuf. Le vicende del Buonarroti sono note, ed esulano dalla nostra trattazione, pur tuttavia non possiamo ignorare questo notevole Fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>Amico di Robespierre, il 9 aprile 1794, assunse il comando rivoluzionario della citt\u00e0 d\u2019Oneglia, dopo una serie d\u2019alterne vicende, arresti e processi. Napoleone gli permise di far ritorno a Genova nel 1806 e l\u00ec rimase per i successivi 17 anni, eccezion fatta per quattordici mesi che trascorse a Grenoble fra il 1813 e il 1814. Egli fu il primo di una lunga stirpe di massoni rivoluzionari (culminante con Lenin) che elesse la Svizzera come sicura base di protezione rivoluzionaria. Qui Buonarroti cre\u00f2 due organizzazioni segrete per promuovere il movimento rivoluzionario internazionale: i Sublimi Maestri Perfetti ed il Mondo. Nessuna delle due organizzazioni forn\u00ec prova di grande consistenza ma gli sforzi del Buonarroti guidarono la resistenza antinapoleonica.<\/p>\n\n\n\n<p>Le Logge massoniche di Ginevra costituirono l\u2019ambiente in cui il nostro cospiratore formul\u00f2 il suo primo programma. I Sublimi Maestri Perfetti, con tre livelli d\u2019affiliazione, furono derivavano dalla Massoneria. Lo scopo del Buonarroti era quello di promulgare su scala continentale la costituzione repubblicana rivoluzionaria dei 1793.<\/p>\n\n\n\n<p>Per far ci\u00f2, il suo colorito programma, farcito di simbologia massonica, tratteggi\u00f2 il prototipo dell\u2019organizzazione rivoluzionaria moderna. L\u2019organizzazione rivendicava una morale individuale particolare, una sorta di manicheismo rivoluzionario. Gli affiliati erano \u201cgli agenti del Bene contro il Male\u201d, della libert\u00e0 contro la tirannide, dell\u2019eguaglianza contro l\u2019egoismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene andasse oltre ogni modello massonico, l\u2019organizzazione del Buonarroti, fu chiaramente influenzata dai suoi cinque anni d\u2019immersione nell\u2019ambiente massonico di Ginevra, che gli trasmise, tra l\u2019altro, la metafora utilizzata dai rivoluzionari per giustificare la propria missione durante tutto il XIX secolo: quella dell\u2019architetto impegnato nell\u2019edificazione di una nuova e migliore struttura per la societ\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p>La Rivoluzione di Luglio del 1830 apr\u00ec la strada a quella del 1848. Da questa data i principi di libert\u00e0 e di liberazione che erano stati propri della Rivoluzione del 1789, furono riaffermati per sempre. Pur nell\u2019alternarsi delle fasi evolutive ed involutive nella storia dell\u2019umanit\u00e0 questi concetti permasero e permangono tutt\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo diventa responsabile del proprio destino e della propria vita, senza pi\u00f9 la soggezione ad un principio sacrale. La societ\u00e0 che l\u2019uomo si costruisce deriva dalla solidariet\u00e0 e dalla fratellanza fra gli uomini e non \u00e8 pi\u00f9 un dono di un piano superiore. La religiosit\u00e0 naturale di ognuno diviene un fatto personale ed intimo e nessuno pu\u00f2 arrogarsi il diritto di interpretarla in termini collettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non vi \u00e8 mai termine all\u2019oppressione, alla prevaricazione, alla superstizione indotta strumentalmente per crearsi un potere sugli altri. La libert\u00e0 necessita di una continua difesa generazionale, ed \u00e8 proprio il nostro momento storico che ne ha maggior necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni passo che l\u2019umanit\u00e0 ha effettuato verso la liberazione dall\u2019ignoranza e dal dolore ha visto poi una retrocessione involutiva. I rivoluzionari vittoriosi hanno sempre teso a mantenere il proprio potere personale o di gruppo diventando a loro volta conservatori, reazionari e tiranni. L\u2019azione tradizionale \u00e8 sempre stata attuata attraverso una continua critica d\u2019ogni deviazione personalistica del potere, che si ripresenta continuamente nella storia con cicli alterni d\u2019evoluzione-involuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai nostri giorni l\u2019involuzione \u00e8 rappresentata dal presentarsi di due forme apparentemente opposte di materialismo, la globalizzazione e l\u2019antiglobalizzazione. Il mondialismo, o globalizzazione, \u00e8 criticato soprattutto dal pensiero anti-moderno (o anti-capitalista), sia quello pi\u00f9 genericamente tradizionalista sia quello influenzato dall\u2019estrema destra o dall\u2019estrema sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo punto di vista, nonostante il ritardo, \u00e8 opportuno proporre un\u2019interpretazione massonica di tali problemi. La predominanza della cultura di sinistra nel pensiero occidentale non nasce da un\u2019effettiva produzione intellettuale orientata in tal senso, ma dalla \u201cinterpretazione\u201d di parte effettuata dagli intellettuali di quell\u2019area politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Una buona parte della filosofia degli ultimi cento anni, pur non avendo caratteri dialettico-materialisti, anzi in molti casi proponendo addirittura visioni completamente opposte, \u00e8 stata interpretata strumentalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Di contro alle critiche di parte, che disegnano una teoria cospiratoria alto-capitalistica producente disastrosi danni sociali alle classi medie, e medio basse, Popper affermava che la disoccupazione, la povert\u00e0, la degenerazione sociale era semplicemente il risultato:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cnon intenzionale di milioni di progetti umani indipendenti e diretti a tutt\u2019altro<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La visione tradizionale, intrinseca all\u2019esoterismo, potrebbe invece affermare che la storia \u00e8 solo il riflesso temporale di una metastoria che, come causa effettiva, produce degli effetti che spesso sfuggono all\u2019analisi puramente dialettica degli avvenimenti umani. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p>_________<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn1\">1. Metternich scrive, nelle sue<em> Memorie<\/em>, che la Santa Alleanza si fonda: \u201c[&#8230;] sulla medesima base della grande societ\u00e0 umana formatasi in seno al cristianesimo. Questa base non \u00e8 altro che il precetto formulato nel Libro per eccellenza: <em>non fare ad altri ci\u00f2 che non vuoi sia fatto a te<\/em>\u201d. <a href=\"#1\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn2\">2. Guido Astuti (1910-1980) ricorda che: \u201cla vera novit\u00e0 e originalit\u00e0 del C. N. [il Codice Napoleone] sta nel valore giuridico formale della codificazione, compiuta in attuazione di nuovi principi teorici, che la differenziano nettamente da tutte le precedenti compilazioni o consolidazioni legislative, determinando una radicale trasformazione del sistema delle fonti del diritto, e con essa l\u2019inizio di una nuova et\u00e0 nella storia della nostra civilt\u00e0 giuridica. Ad un ordinamento fondamentalmente consuetudinario e giurisprudenziale, quale era stato nei secoli il diritto civile, dai tempi di Roma fino a tutto il secolo XVIII, il codice sostituiva un ordinamento interamente legislativo, in cui la volont\u00e0 sovrana del legislatore si poneva come fonte di produzione unica, o almeno tendenzialmente esclusiva di fronte alla consuetudine e alla giurisprudenza; ad un sistema come quello del diritto comune, caratterizzato da una pluralit\u00e0 e gerarchia di fonti, quale si era venuto svolgendo nel pluralismo politico e nel particolarismo giuridico dei secoli di mezzo, sulla duplice base del privilegio e dell\u2019autonomia, succedeva il sistema del diritto codificato, costituito da un solo testo legale, contenente un complesso normativo unitario, sistematicamente ordinato e suddiviso in articoli, in cui materiali vecchi e nuovi, di diversa derivazione e natura, erano insieme rifusi ed uniformemente presentati con formule concise e precise, come parti organiche di un unico corpo\u201d. <a href=\"#2\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" class=\"wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><\/noscript><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rivisitazione di un periodo molto importante non solo nella storia della Massoneria, ma in quella europea, deve avere una sua necessit\u00e0 legata all\u2019attualit\u00e0 del momento storico attuale, altrimenti avrebbe soltanto una valenza erudita e specialistica. 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