{"id":1581,"date":"2008-04-27T18:01:22","date_gmt":"2008-04-27T16:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1581"},"modified":"2023-09-29T20:23:57","modified_gmt":"2023-09-29T18:23:57","slug":"la-persistenza-dellistinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1581","title":{"rendered":"La Persistenza dell&#8217;Istinto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Recensione al libro di Riccardo Roni<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;Opera al Rosso presenta l&#8217;opera prima del giovanissimo filosofo Riccardo Roni, <em>La Persistenza dell&#8217;istinto &#8211; Pulsioni vitali dell&#8217;esistenza<\/em>, per l&#8217;affinit\u00e0 dei concetti, la visione razionale e profetica assieme, l&#8217;auspicata apertura verso gli orizzonti infiniti, anche se ancora incerti e nebulosi, di un futuro possibile dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>La Persistenza dell&#8217;Istinto<\/h3>\n<p align=\"left\">di Vittorio Vanni<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><strong><em>Recensione al libro di Riccardo Roni <\/em><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;<em>Opera al Rosso <\/em> presenta l&#8217;opera prima del giovanissimo filosofo Riccardo Roni, <em>La Persistenza dell&#8217;istinto &#8211; Pulsioni vitali dell&#8217;esistenza<\/em>, per l&#8217;affinit\u00e0 dei concetti, la visione razionale e profetica assieme, l&#8217;auspicata apertura verso gli orizzonti infiniti, anche se ancora incerti e nebulosi, di un futuro possibile dell&#8217;umanit\u00e0. La finalizzazione dell&#8217;<em>Opera al Rosso <\/em> \u00e8 la ricerca di una forma evolutiva che possa superare il disagio e il dolore generazionale che impongono, nell&#8217;era attuale, i residui psicologici, morali e metafisici del \u2018900 \u2013 ma ancor pi\u00f9 degli ultimi due millenni \u2013 che sono epigonie obsolete, spettri insonni, nella spasmodica resistenza a una morte tanto certa quanto ancora in attesa delle esequie.<\/p>\n<p>Riccardo Roni presenta i precursori concettuali di quell&#8217;evoluzione che dall&#8217;attuale primate razionale che \u00e8 l&#8217;essere umano possa portarlo all&#8217;ultraumano, attraverso la liberazione dalle inibizioni, frustrazioni, pregiudizi che hanno prodotto il cristianesimo da una parte, e dall&#8217;altra quei figli degeneri dell&#8217;illuminismo che sono il positivismo e il materialismo. Il cristianesimo ha prodotto, nelle sue radici platoniche, la negazione del corpo umano come espressione &#8220;materiale&#8221; e quindi la repressione delle pulsioni istintive, l&#8217;inibizione del principio del piacere, la demonizzazione dell&#8217;individuo prometeico, ribelle all&#8217;Egli in nome dell&#8217;Io. Inoltre, ha prodotto la superfetazione dello &#8220;spirituale&#8221; che, per quanto negato dal Concilio di Nicea, ha infettato con la sua dicotomia dell&#8217;essere, l&#8217;unit\u00e0 assoluta dell&#8217;entit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>La grandezza di Nietzsche sta balzando sempre di pi\u00f9, nell&#8217;attuale estrema debolezza del pensiero filosofico e sociale. Galimberti, nel suo <em>L&#8217;ospite inquietante \u2013 Il nichilismo e i giovani<\/em>, afferma che il disagio delle giovani generazioni non \u00e8 psicologico ma culturale. Forse il nostro occidente, nei suoi estremi di una crassa ignoranza, a causa di una conoscenza minorata perch\u00e9 ultra specializzata, e di un sofisticatissimo languore intellettuale che ha perso ogni contatto con il reale e il sociale, non ha pi\u00f9 alcuna individuazione perch\u00e9 ne rifiuta pavidamente la contrapposizione che ne deriva inevitabilmente.<\/p>\n<p>Gli istinti e i bisogni dell&#8217;umanit\u00e0, non pi\u00f9 guidati da una tradizione dolosamente \u2013 ma catarticamente \u2013 persa esplodono in forme criminali e crudeli, e ancora una morale obsoleta si indigna contro l&#8217;amore di s\u00e9, indispensabile all&#8217;amore per gli altri.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultrauomo gli istinti e i bisogni saranno accettati e coltivati quanto regolati. \u00c8 la repressione della naturalit\u00e0 istintuale che produce il male individuale e sociale, non la loro libera espressione, moderata dalla dignit\u00e0 innata della nostra discendenza animale. La legge naturale che ne deriva \u00e8 il fondamento di ogni etica. La spinta verso la riproduzione, la solidariet\u00e0 di specie, la protezione delle femmine e dei piccoli, l&#8217;aggressivit\u00e0 verso gli attacchi esterni, la difesa dei propri confini vitali, la violenza controllata per il predominio sociale e il possesso delle femmine, che mai arriva, nell&#8217;animale, all&#8217;assassinio e alla crudelt\u00e0, non sono precetti arbitrariamente imposti da un dio ignoto, ma dalle basi stesse psico-zoologiche che regolano il comportamento umano, comunque pervertito e lontano dagli stessi archetipi innati e naturali. Gli etologi, e in particolare Konrad Lorenz nel suo <em>Il cosiddetto male <\/em> hanno esaminato profondamente questi concetti, riportando alla realt\u00e0 la natura asacrale del comportamento umano.<\/p>\n<p>Giustamente Roni cita il Nietzsche dei <em> Frammenti Postumi <\/em> quando afferma:<\/p>\n<p><em>&#8220;<strong>Critica degli animali. <\/strong> Temo che gli animali vedano nell&#8217;uomo un essere loro uguale che ha perduto, in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale \u2013 vedono cio\u00e8 in lui l&#8217;animale che ride, l&#8217;animale che piange, l&#8217;animale infelice<\/em>.<em>&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Queste capacit\u00e0 di emozioni e sentimenti dell&#8217;uomo sono condivisi solo dai primati, e in parte da quegli animali umanizzati cosiddetti domestici. Ma la caratteristica tipicamente ed esclusivamente umana consiste nella genesi della morale, che nata per regolare il contesto collettivo della societ\u00e0, degenera nella costrizione e nel senso di colpa.<\/p>\n<p>La morale \u00e8 il costume generazionale transeunte, che interpreta nelle mutate condizioni del contingente l&#8217;eterna etica. La morale religiosa, e in particolare quella &#8220;degli schiavi&#8221;, come la definiva Nietzsche, tende a conservare le prescrizioni arcaiche delle origini, nell&#8217;illusione che queste siano utili a conservare il potere del controllo sociale di una data teocrazia.<\/p>\n<p>La tesi fondamentale di Riccardo Roni, che ne esamina le fonti, \u00e8 la necessit\u00e0 impellente delle nuove generazioni di liberarsi da ogni repressione autoritaria obsoleta e dalla negazione del principio di piacere, che nascono dalle necessit\u00e0 di ogni forma di potere di creare nei soggetti un senso di colpa, da cui essa sola ha il potere di condannare o assolvere.<\/p>\n<p>I metodi di questa liberazione derivano da alcuni concetti fondamentali:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 L&#8217;Io \u00e8 trasmutabile e quindi costruibile.<\/p>\n<p>\u2022 Il prezzo della trasmutazione attuale verso l&#8217;ultrauomo \u00e8 la solitudine intellettuale e l&#8217;emarginazione nei confronti della societ\u00e0 di massa e delle strutture di potere che la condizionano.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Tutta la storia, ma soprattutto quella del \u2018900, ha dimostrato che la violenza fisica, ideologica e metafisica, e l&#8217;obbedienza indotta che ne deriva, non produce che atrocit\u00e0 e caos. L&#8217;unica via d&#8217;uscita \u00e8 una paziente educazione dell&#8217;umanit\u00e0 alla libert\u00e0.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Ci\u00f2 che pu\u00f2 effettivamente far evolvere menti e coscienze \u00e8 la persuasione che deriva dal convincimento, dal contagio per interazione del fiore dell&#8217;intelletto, che \u00e8 ragione e intuizione istintuale assieme.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Lo strumento di tale evoluzione \u00e8 la creativit\u00e0, la facolt\u00e0 dell&#8217;intelletto di illuminazione istantanea e trasmutativa. L&#8217;Arte ha necessit\u00e0 della Scienza, ma questa ha bisogno di Arte.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Il metodo evolutivo \u00e8 graduale e progressivo, in quanto l&#8217;improvvisa illuminazione pu\u00f2 produrre componenti metafisiche dogmatiche e quindi negative.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 \u00c8 indispensabile, in questo ambito, la perdita di pregiudizi morali obsoleti e la liberazione degli istinti, per la creazione di nuovi costumi necessari ai tempi nuovi. Il ritorno alla naturalit\u00e0 delle sorgenti del desiderio produrr\u00e0 un nuovo ordine sociale e morale in cui la libert\u00e0 individuale si armonizzer\u00e0 con quella collettiva.<\/p>\n<p>La caratteristica fondamentale del saggio filosofico di Riccardo Roni \u00e8 la comparazione tra Freud, Marcuse e Adorno, come una sorta di filiera, e cerniera, fra Nietzsche e i suoi predecessori e le necessit\u00e0 delle attuali generazioni, alla ricerca delle fonti e delle conferme alle sue tesi.<\/p>\n<p>Ma niente pu\u00f2 esser meglio esemplificato che dall&#8217;affermazione dell&#8217;autore che:<\/p>\n<p><em>&#8220;[\u2026] la tirannide del divenire sull&#8217;essere va infranta se l&#8217;uomo vuole giungere a se stesso in modo estetico per divenire opera d&#8217;arte. Finch\u00e9 esista l&#8217;indomato e inconquistato fluire del tempo, come perdita senza senso \u2013 il rassegnato \u2018era una volta&#8217;\u2013 che non sar\u00e0 mai pi\u00f9, l&#8217;essere ha in s\u00e9 il seme di distruzione che fa degenerare il bene in male e il male in bene.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Il fluire del tempo ha un senso in s\u00e9 concluso, e nemmeno gli dei possano cambiare ci\u00f2 che \u00e8 successo. Ed \u00e8 il tempo ineluttabile e il fato, e non gli dei, che formano l&#8217;uomo. Goethe scrisse, nel suo <em>Prometeo<\/em>, che si ribella all&#8217;ingiustizia di Zeus e afferma la sua dignit\u00e0 di uomo che:<\/p>\n<p><em>&#8220;Il tempo onnipotente e l&#8217;eterno destino\/ i miei e i tuoi signori\/ mi hanno forgiato uomo.\/ Ti sei forse illuso\/ che io odiassi la vita\/ fuggissi nel deserto,\/ perch\u00e9 non tutti\/ i mattini della giovent\u00f9,\/ i sogni della fioritura,\/ non sono maturati?&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Nietzsche, e la sua futura e auspicabile attualit\u00e0, sono particolarmente esaminate nella <em>Persistenza <\/em><em>dell&#8217;istinto<\/em>. L&#8217;universo nietzschiano lo permette, nella sua interazione fra i principi opposti del mondo apollineo, la perfezione dell&#8217;intuizione, e quello dionisiaco, che \u00e8 la percezione del caos e quindi della perdita di ogni senso e certezza nel flusso incessante del divenire. Apollinea \u00e8 la volont\u00e0 di potenza, dionisiaca \u00e8 la volont\u00e0 di vita come sostanza irrazionale, o forse superrazionale, del mondo. In ci\u00f2 consiste la derivazione dell&#8217;estetica dalla civilt\u00e0 e dalla cultura, la necessit\u00e0 della creativit\u00e0 continua come lotta fra apollineo e dionisiaco. Ma anche la civilt\u00e0 e la cultura creano dei modelli di perfezione perduta che Nietzsche respinge, criticando ogni rapporto classicista o, peggio, tradizionale con il passato.<\/p>\n<p>L&#8217;estetica, che Platone inserisce nelle sue categorie fondamentali del Bello, Buono e Giusto, non \u00e8 pi\u00f9 a esse interdipendente e immanente, ma esce in una dimensione trascendente e matura, in cui i valori non respingono affatto un rifiuto della spiritualit\u00e0 oggettiva, ma assumono una superiorit\u00e0 individuale legata al <em>se ipsum <\/em>dell&#8217;ultrauomo. Per quanto non vi sia in Nietzsche, come chiosa il Roni, &#8220;l&#8217;esaltazione esoterica del male&#8221; il bene consiste nel cammino dell&#8217;uomo verso l&#8217;ultrauomo, il male in tutto ci\u00f2 che vi si oppone. Per l&#8217;affermazione di questa tendenzialit\u00e0 evolutiva, era necessaria la &#8220;morte di dio&#8221; per la nascita e l&#8217;autoaffermazione dell&#8217;ultrauomo.<\/p>\n<p>In questo senso, la conoscenza ha valore solo in relazione a ci\u00f2 che si \u00e8 profondamente vissuto, soprattutto nell&#8217;abbandono degli schemi storici che la storia del pensiero vorrebbe imporre.<\/p>\n<p>Secondo la visione dionisiaca, la via del superamento \u00e8 una sorta di alienazione libera e cosciente dal concetto di realt\u00e0 esclusivamente oggettiva, in quanto la visione soggettiva comunque la modifica, nella volont\u00e0 e nell&#8217;ebbrezza di raggiungere ci\u00f2 che si \u00e8.<\/p>\n<p>Nel capitolo del <em>Disagio terapeutico<\/em>, Riccardo Roni indica nel superamento del principio di realt\u00e0 esclusivamente oggettiva la cura del malessere individuale e sociale dell&#8217;oggi, affermando che:<\/p>\n<p><em>&#8220;La potenza dell&#8217;istinto spinge la vita oltre i limiti imposti anche dalla stessa natura, collocando il soggetto umano in una posizione ermeneuticamente superiore a qualsiasi fatto registrabile secondo un atteggiamento di \u2018nefando positivismo&#8217;. L&#8217;uomo che vede gli oggetti in modo \u2018vigoroso, sovraccarico di forza&#8217;, agisce come se le cose rispecchiassero la sua potenza, sino a diventare i riflessi della sua perfezione. In questo atteggiamento particolare di fronte al mondo, l&#8217;istinto gode narcisisticamente di se stesso come perfezione. L&#8217;istinto spinge l&#8217;uomo a stabilire dei valori per rappresentare a se stesso il divenire con un senso. Per riuscire a comprendere il senso del valore che siamo soliti attribuire alla vita \u00e8 necessario assumere una posizione critica che ci ponga <strong>al di fuori <\/strong> del principio di realt\u00e0.<\/em><em>&#8220;<\/em><\/p>\n<p>Citando Nietzsche, <em>&#8220;si dovrebbe avere una posizione al <strong>di fuori <\/strong> della vita, e d&#8217;altro canto conoscerla tanto bene come l&#8217;ha conosciuta quel tale o quei molti o tutti coloro che l&#8217;hanno vissuta per poter toccare in generale il problema del <strong>valor <\/strong>e della vita.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>I sentimenti, le emozioni, i bisogni istintivi non vanno comunque accettati acriticamente. La libert\u00e0 non \u00e8 sregolatezza, la dignit\u00e0 non permette eccessive eccentricit\u00e0. La formazione evolutiva, che \u00e8 soprattutto un problema estetico, consiste nel dare uno stile a ci\u00f2 che si \u00e8. La volgarit\u00e0 e l&#8217;istrionismo demenziale della societ\u00e0 attuale, indotto dalla disperazione culturale di contro allo strapotere dei bisogni innaturali e corrotti, indotti dal controllo economico e politico delle masse producono la caduta dell&#8217;idea di Bellezza.<\/p>\n<p>Recuperare tale concetto, urlare a squarciagola contro il Brutto, che \u00e8 una crociata contro tutto ci\u00f2 che ancora \u00e8 vitale, \u00e8 affermare il principio estetico della volont\u00e0 di vita e di potenza, sola strada che conduce all&#8217;ultrauomo.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;urlo contro il volgare, che indica ripulsa e rivolta, non pu\u00f2 essere che al di fuori del coro.<\/p>\n<p>I cosiddetti valori comuni, che si piangono come perduti, appartengono a una filiera che da Dio allo stato si sono contrapposti alle pulsioni individuali al desiderio e al piacere, proibizioni alle cui infrazioni si impone poi il senso di colpa, l&#8217;espiazione e l&#8217;assoluzione, dopo il pentimento e il ritorno all&#8217;obbedienza.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo nasce innocente, e se tale non muore, sar\u00e0 solo per aver fallito la sua volont\u00e0 di vita e di potenza.<\/p>\n<p>Riccardo Roni indica la soluzione nel riproporsi, provvisorio e transeunte, nel cammino verso l&#8217;ultrauomo, dei valori eterni e nuovi dell&#8217;affermazione della vita e della volont\u00e0:<\/p>\n<p><em>&#8220;<\/em><em>Il punto di vista dell&#8217;immoralista tenta un&#8217;impresa grandiosa: ingessa l&#8217;inevitabile all&#8217;interno di una visione onnicomprensiva del reale che, dando all&#8217;irragionevole una propria ragione da rintracciare entro precisi confini, scardinando un intero sistema di cause immaginarie, come l&#8217;idea superstiziosa dei cattivi spiriti nemici dell&#8217;uomo, permette a questo di recuperare una prospettiva a largo raggio sulla totalit\u00e0 dei fenomeni di cui fa esperienza. <\/em> [\u2026] <em>Mentre gli eroi religiosi, spirituali e morali sono impegnati a voler dimostrare, pi\u00f9 o meno consapevolmente, un ordine di valori dietro al quale si cela un istinto negativo e distruttore della vita, i personaggi alienati come l&#8217;adultera, il poeta ribelle o l&#8217;idiota sono invece espressione di quella &#8220;alienazione libera e consapevole delle forme di vita stabilite con cui la letteratura e le arti si opponevano a quelle stesse forme anche quando si apprestavano a ornarle. <\/em>[\u2026] <em>Il problema fondamentale consisterebbe dunque nel saper gestire il contrasto tra l&#8217;esigenza di un valore stabile, come il \u2018principium individuationis&#8217;, che \u00e8 un riflesso condizionato del principio di realt\u00e0, e la presenza di forti tensioni istintive (latenti) che sono la componente pi\u00f9 feconda e \u2018giovane&#8217;della soggettivit\u00e0 umana.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La conoscenza di s\u00e9, che \u00e8 il presupposto di qualsiasi opera evolutiva e trasmutativa dell&#8217;uomo verso l&#8217;ultrauomo non pu\u00f2 oggi esulare dalle riflessioni di Freud. Ci\u00f2 che vi \u00e8 nella profondit\u00e0 psichica dell&#8217;uomo, la sofferenza morale e patologica, l&#8217;inconscio, la rimozione, le pulsioni vitali, la vita sessuale, \u00e8 definito da questo gigante del pensiero come il lavoro psicoanalitico che si basa su:<\/p>\n<p><em>&#8220;ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 estraneo all&#8217;Io, il sintomo. Il sintomo deriva dal rimosso\u2026Dal sintomo la nostra strada ci condusse all&#8217;inconscio, alla vita pulsionale, alla sessualit\u00e0\u2026&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Le affinit\u00e0 concettuali di Freud al pensiero nietzschiano sono fondamentalmente legate al concetto di entropia e al principio di conservazione dell&#8217;energia da questa indotta. Sono queste le elaborazioni fondamentali del principio del piacere (processo primario) e del principio di realt\u00e0 (processo primario). La realt\u00e0 soggettiva, in cui si attua il &#8220;ricordo storico&#8221; di un trauma psichico \u00e8 spesso inconscia e necessita di analisi per la sua rappresentazione. Nietzsche concorda affermando: <em>&#8220;Tutto ci\u00f2 che \u00e8 profondo ama la maschera&#8221;<\/em> (Al di l\u00e0 del bene e del male). L&#8217;estrazione del trauma come realt\u00e0 oggettiva e cosciente, se non lo elimina, lo priva tuttavia del suo contenuto di disagio e dolore, lo &#8220;normalizza&#8221; in un evento liberatorio dal complesso di colpa, pi\u00f9 forte nell&#8217;innocente che nel colpevole. Tutti i s\u00e9 rimossi, urlano allora impotenti, prima di divenire componenti domati della molteplicit\u00e0 dell&#8217;uno. In Nietzsche l&#8217;ultrauomo \u00e8 liberato &#8220;non pi\u00f9 soggetto&#8221; al suo senso di colpa e alle sue relative necessit\u00e0 di vendetta su s\u00e9 e sugli altri, non per impotente rassegnazione, ma per superamento, nell&#8217;equilibrio del suo rapporto con la realt\u00e0 soggettiva e quella oggettiva. L&#8217;ultrauomo non ha pi\u00f9 opposizioni fra il suo uno e il suo molteplice, accettando, e dominando quindi la sua molteplicit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;odierna umanit\u00e0, pur avendo in parte oltrepassato, ma solo ideologicamente, i meccanismi gerarchici di dominio del dio\/stato\/societ\u00e0, li riproduce in s\u00e9 e in questo consiste il suo disagio e la sua infelicit\u00e0. La dicotomia fra la propria realt\u00e0 psicologica soggettiva e la parziale evoluzione della realt\u00e0 sociale oggettiva lo rende incerto, affranto, debole, vacillante. Il superamento di tale <em>impasse <\/em> non pu\u00f2 che provenire che dall&#8217;allineamento fra la liberazione interiore dell&#8217;individuo con quella culturale e sociale, attraverso l&#8217;opera personale e collettiva volta alla <em>volont\u00e0 di potenza<\/em>, che non ha niente a che fare con la <em>volont\u00e0 di dominio<\/em>. Tutto ci\u00f2 che opprime l&#8217;umanit\u00e0 deriva da paradigmi morali con cui i deboli hanno cercato di condannare e disprezzare i forti.<\/p>\n<p>Ma non commettiamo l&#8217;errore di considerare il forte come la &#8220;belva bionda&#8221; delle degenerazioni razziste. Per Nietzsche i forti sono:<\/p>\n<p><em>&#8220;i pi\u00f9 moderati, quelli che non hanno bisogno di principi di fede estremi, quelli che non solo ammettano, ma anche amano una buona parte di caso, di assurdit\u00e0 [\u2026] gli uomini che sono <strong>sicuri della loro potenza <\/strong> e che rappresentano con consapevole orgoglio la forza <strong>raggiunta <\/strong> dall&#8217;uomo.&#8221;<\/em> (Frammenti postumi)<\/p>\n<p>In Roni, la volont\u00e0 di potenza si esplica nei nuovi valori da indicare, che sono: &#8220;quelli dell&#8217;<strong>uomo segreto <\/strong> che ha &#8216;rifiutato ogni patria e ogni riposo&#8217;, capace di indicare la nuova via del <strong>grande stile<\/strong>&#8221; <em>diventare <\/em><strong>Signore <\/strong>della propria felicit\u00e0 come della propria infelicit\u00e0 <strong>. <\/strong>&#8220;Ma l&#8217;elemento maggiormente distintivo risiede in particolare nel rifiuto della semplice conciliazione, puntando piuttosto verso il <strong> superamento <\/strong>al di sopra di ogni conciliazione, verso l&#8217;<strong>oltrepassamento <\/strong> che rappresenta l&#8217;essenza della volont\u00e0, in quanto volont\u00e0 di potenza.&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;uomo nuovo non cercher\u00e0 pi\u00f9 i rimedi contro l&#8217;angoscia del divenire, ma ne metter\u00e0 in discussione l&#8217;essenza stessa del divenire. L&#8217;ultrauomo non necessit\u00e0 di difese contro un divenire di cui mette in discussione la stessa esistenza. \u00c8 l&#8217;ultima liberazione, quella dalla fede nel divenire e dalla paura e dall&#8217;angoscia che ci\u00f2 ci produce.<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 di questa volont\u00e0 di liberazione si pu\u00f2 indicare anche in Marcuse. Roni cita il suo <em>Saggio sulla liberazione<\/em>, commentando che anche la storia, come strumento oppressivo <em>&#8220;<strong>pu\u00f2 entrare nei progetti dell&#8217;immaginazione <\/strong> sia dal lato della sensibilit\u00e0 sia da quello dalla ragione, perch\u00e9 il mondo dei sensi \u00e8 un mondo storico, e la ragione \u00e8 il dominio e l&#8217;interpretazione concettuale del mondo storico.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Marcuse, pur rimanendo legato in un certo modo al modello teoretico di Hegel e a quello marxista, la lezione di Freud sui meccanismi psicologici consci e inconsci della societ\u00e0 e sulla genesi istintuale della civilt\u00e0 produsse il saggio <em>Eros e civilt\u00e0 <\/em> in cui il superamento dell&#8217;ideologia marxista produsse una proposta positiva di una societ\u00e0 finalmente liberata dall&#8217;oppressione moralistica e sociale, sia dal liberalismo che dal collettivismo. In contrasto con Freud, che considerava inevitabile la repressione degli istinti sia nelle cellule sociali come la famiglia, o nelle istituzioni collettive, Marcuse tent\u00f2 di dimostrare la possibilit\u00e0 di equilibrare la libert\u00e0 individuale delle pulsioni vitali con l&#8217;esistenza di una societ\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>In questo quadro, l&#8217;importanza di Adorno, spesso citato da Roni, va vista nella sua affermazione rivoluzionaria che la societ\u00e0 nella sua totalit\u00e0 \u00e8 falsa, irrazionale, e nel suo rifiuto di costruire un sistema, attribuendo invece importanza a tutto ci\u00f2 che \u00e8 apparentemente secondario, eccentrico, negativo. La falsit\u00e0 della storia stessa consiste nel suo essere presentata come una rigida realt\u00e0 oggettiva, mentre \u00e8 formata da una miriade di molteplicit\u00e0 di storie soggettive.<\/p>\n<p>Lo stesso concetto in termini di fisica, fu espresso da Einstein, nella sua affermazione che la realt\u00e0 \u00e8 relativa, in quanto dipende dal punto di vista dell&#8217;osservatore.<\/p>\n<p>Ma ancor pi\u00f9 importante, nella creazione del cammino dell&#8217;ultrauomo, \u00e8 l&#8217;affermazione di Plank, in cui si ipotizza che la realt\u00e0 \u00e8 <strong>modificata <\/strong> dal punto di vista dell&#8217;osservatore.<\/p>\n<p>Secondo Remy Boyer, il filosofo dell&#8217;incoerismo, solo il superamento della dicotomia fra coerenza e incoerenza, espresso in modo particolare dalla creativit\u00e0 artistica, pu\u00f2 produrre la libert\u00e0 dalle tare secolari dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Di ci\u00f2 vi \u00e8 urgenza individuale, sociale, culturale, prima che si arrivi al caos totale, allo scontro fra nevrosi e psicosi intollerabili alla vita dell&#8217;umanit\u00e0. Se il deserto cresce, la forza della vita fa spuntare ovunque nuovi germogli, il vento e le api spanderanno comunque il polline della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma quali saranno i seminatori?<\/p>\n<p>Secondo Roni:<\/p>\n<p><em>&#8220;Il filosofo che si accolla il peso e la responsabilit\u00e0 di creare nuove condizioni per una vincente affermazione della volont\u00e0 di potenza umana sembra comunque figurare come momento indispensabile per fronteggiare il clima di decadenza della morale e della societ\u00e0 borghese. Lo sperimentare \u00e8 affidato a <strong>nuovi filosofi<\/strong>, a spiriti liberi che solo in epoche dominate dal costume sono considerati nemici di dio, spregiatori delle verit\u00e0, ossessi, i quali dovranno tuttavia evitare di occupare quelle posizioni verticali verso cui gli atteggiamenti ereditari li sospingono. In quanto si attende la propria salvezza professionale dall&#8217;imposizione delle nuove dottrine di salvezza etica, la piccola borghesia \u00e8 predisposta a svolgere un ruolo di avanguardia, nelle lotte che hanno come posta in gioco tutto ci\u00f2 che riguarda l&#8217;arte di vivere e, in termini pi\u00f9 precisi, i rapporti fra i sessi e le generazioni, la riproduzione della famiglia e dei suoi valori. Essa si oppone, quasi in tutto, alla morale repressiva in declino, il cui conservatorismo religioso o politico nasce spesso dall&#8217;indignazione contro il presunto disordine morale e, soprattutto, contro il disordine dei costumi sessuali. Cos\u00ec, come la morale del dovere, basata sulla contrapposizione fra il piacere e il bene, induce a un sospetto generalizzato verso l&#8217;apprezzamento di ci\u00f2 che \u00e8 piacevole, alla paura del piacere e a un rapporto con il corpo fatto di <strong>riservatezza<\/strong>, di <strong>pudori <\/strong>, di <strong>ritegni<\/strong>, e che accusa di colpevolezza qualsiasi soddisfazione delle pulsioni proibite, la nuova etica contrappone una morale del <strong>dovere di piacere<\/strong>, che induce a vivere come un insuccesso, capace di minacciare la stima di se stessi, qualsiasi forma di incapacit\u00e0 di divertirsi.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Forse \u00e8 proprio il nostro tempo quello in cui pu\u00f2 rinascere la gioia dell&#8217;innocenza, il valore dell&#8217;amore per se stessi e per gli altri, la coscienza della bellezza della terra e dell&#8217;umanit\u00e0, la conoscenza che il divenire \u00e8 l&#8217;ennesima favola per imprigionare l&#8217;uomo nella sua gabbia di paura e di rimorso per ci\u00f2 che non \u00e8, mai, peccato.<\/p>\n<p>Nella successione del tempo del pensiero, Riccardo Roni lo insegna ancora. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione al libro di Riccardo Roni L&#8217;Opera al Rosso presenta l&#8217;opera prima del giovanissimo filosofo Riccardo Roni, La Persistenza dell&#8217;istinto &#8211; Pulsioni vitali dell&#8217;esistenza, per l&#8217;affinit\u00e0 dei concetti, la visione razionale e profetica assieme, l&#8217;auspicata apertura verso gli orizzonti infiniti, anche se ancora incerti e nebulosi, di un futuro possibile dell&#8217;umanit\u00e0. La Persistenza dell&#8217;Istinto di Vittorio Vanni Recensione al libro di Riccardo Roni L&#8217;Opera al Rosso presenta l&#8217;opera prima del giovanissimo filosofo Riccardo Roni, La Persistenza dell&#8217;istinto &#8211; Pulsioni vitali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6662,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[93],"tags":[],"class_list":["post-1581","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lopera-al-rosso"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1581"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9851,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1581\/revisions\/9851"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}