{"id":1588,"date":"2008-04-17T10:56:22","date_gmt":"2008-04-17T08:56:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1588"},"modified":"2023-09-29T20:24:23","modified_gmt":"2023-09-29T18:24:23","slug":"simbolismo-del-fuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1588","title":{"rendered":"Simbolismo del fuoco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>\u201cIl fuoco \u00e8 eterno. Il fuoco \u00e8 intimo e universale. Vive nel nostro cuore. Vive in cielo. Sale dalle profondit\u00e0 della materia e si offre come l&#8217;amore. Vi ridiscende e cova, latente, come l&#8217;odio e la vendetta. Fra tutti i fenomeni \u00e8 l&#8217;unico cui possono essere veramente attribuiti valori contrari talmente netti come il bene ed il male.<br \/>\nBrilla in Paradiso. Brucia all&#8217;inferno. \u00c8 delizia e tortura. \u00c8 creazione e distruzione. Conforta il fanciullo seduto saggiamente dinanzi al focolare. Punisce severamente chi gioca troppo vicino alla sua fiamma.<br \/>\nD\u00e0 benessere ed incute rispetto. \u00c8 un dio tutelare e terribile, buono e cattivo. Pu\u00f2 contraddirsi e quindi \u00e8 uno dei principi di spiegazione dell&#8217;universo.\u201d (G. Bachelard 1999)<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Simbolismo del fuoco<\/h3>\n<p align=\"left\">di Neli Di Pisa<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>\u201cC&#8217;era una volta\u2026\u2026\u201d incalzavano i bambini: \u201cracconta, racconta&#8230;c&#8217;era una volta?\u2026..\u201d<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<p align=\"justify\">Con pazienza il Maestro riprese il racconto: \u201cDovete sapere, cari fanciulli che c&#8217;era una volta un ragazzo, giovane, curioso, spericolato, un poco avventato di nome Fetonte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Egli desiderava tantissimo una cosa sola: guidare almeno per una volta il carro di suo padre, il Sole. Helios, questo \u00e8 il suo nome nella tradizione greca, aveva promesso di esaudire qualsiasi richiesta del figlio e non sapeva come fare per dissuaderlo.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\">\n<p align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2086%20125'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/helios.jpg\" width=\"86\" height=\"125\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/helios.jpg\" width=\"86\" height=\"125\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Gli aveva parlato dei pericoli, dei rischi e di tutto ci\u00f2 che sarebbe potuto accadere, se non avesse avuto le debite attenzioni.<\/p>\n<p>Ma Fetonte insisteva ed il padre non seppe imporsi e dire \u201cno\u201d.<\/p>\n<p>Prevedeva infatti come sarebbe finita l&#8217;avventura, e fece del suo meglio per insegnare al capriccioso e cocciuto Fetonte come fronteggiare i pericoli in agguato ad ogni passo della via.<\/p>\n<p>E proprio come Helios temeva, Fetonte non riusc\u00ec a controllare i cavalli, usc\u00ec di strada creando una confusione incredibile: non una costellazione rimase al suo posto e la Terra venne arsa orribilmente.<\/p>\n<p>Si legge in Ovidio che Giove dovette intervenire poich\u00e9 i cieli erano in fiamme dall&#8217;uno all&#8217;altro polo e, se il fuoco li avesse consumati, l&#8217;universo stesso sarebbe caduto in polvere.<\/p>\n<p>In questo spaventoso cataclisma si pieg\u00f2 perfino l&#8217;asse che passa per il centro de cieli ruotanti.<\/p>\n<p>A stento il libico Atlante, puntellato sulle ginocchia, pot\u00e9 sostenere il firmamento delle stelle!<\/p>\n<p>Nel \u201cTimeo o Della Natura\u201d ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20136%2013'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/SdF1.gif\" width=\"136\" height=\"13\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/SdF1.gif\" width=\"136\" height=\"13\" \/><\/noscript>\u00a0 ) Platone parla di questo evento ed asserisce che tutto ci\u00f2 ha l&#8217;aria di una favola.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"24%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20153%20110'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/atlantide.jpg\" width=\"153\" height=\"110\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/atlantide.jpg\" width=\"153\" height=\"110\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"76%\">\n<p align=\"justify\">Crizia di Callescro, uno degli amici presenti oltre a Socrate, a Timeo di Locri ed a Ermocrate di Siracusa, accenna ad un racconto udito, quando aveva dieci anni, dal suo nonno novantenne, a cui l&#8217;aveva narrato Solone, che a sua volta lo aveva appreso in Egitto da un sacerdote di Sais: il mito di Atlantide, gi\u00e0 dimenticato dai greci \u201cche sono eterni fanciulli\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Secondo l&#8217;antico racconto i vecchi ateniesi avevano, in un tempo ormai remoto di 9.000 anni, primeggiato per sapienza di leggi e per potenza guerriera, sconfiggendo il potente impero che aveva il suo centro nell&#8217;immensa isola Atlantide, che si trovava aldil\u00e0 delle colonne d&#8217;Ercole, e che un cataclisma mostruoso, di immane potenza, aveva poi inabissato nel mare cancellando cos\u00ec l&#8217;occasione, per gli Ateniesi, di ricordare il glorioso passato.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 scientifica per\u00f2 sarebbe, sempre secondo Platone, concludendo <em>\u201cUna deviazione dei corpi che ruotano in cielo attorno alla terra ed una distruzione, che avviene a lunghi intervalli di tempo, delle cose sulla terra in una grande conflagrazione.\u201d <\/em><\/p>\n<p>A questo punto i ragazzi, con gli occhi sbarrati, chiesero cosa fosse il Fuoco. Quale grande potere avesse da poter distruggere ogni cosa dal momento che loro lo conoscevano benevolo solo attraverso l&#8217;uso che se ne faceva tra le pareti domestiche.<\/p>\n<p>Il Maestro riprese, paziente, il suo racconto.<\/p>\n<p>Timeo parla dell&#8217;origine dell&#8217; universo. Distingue tra essere e divenire.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"65%\">\n<p align=\"justify\">Il primo immobile, attingibile dal puro pensiero, il secondo mutevole e percepibile con i sensi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Distingue una terza specie \u201cdifficile ed oscura\u201d ma necessaria alla creazione. La chiama \u201csubstrato\u201d, \u201cmadre\u201d, \u201csito\u201d, \u201caccoglitrice\u201d di ogni cosa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per essa il divenire usc\u00ec dal kaos, per essa si attu\u00f2 la genesi dei quattro corpi detti elementi, che in realt\u00e0 non sono che aggregati mutevoli della materia, composta di elementi pi\u00f9 semplici di forma triangolare: dal triangolo infatti si formano le figure stereometriche di cui si servirono gli dei per costruire i quattro corpi: il cubo per la terra, l&#8217;icosaedro regolare per l&#8217;acqua, l&#8217;ottaedro regolare per l&#8217;aria, il tetraedro regolare per il fuoco.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"35%\">\n<p align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20246%20228'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fuoco1.jpg\" width=\"246\" height=\"228\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fuoco1.jpg\" width=\"246\" height=\"228\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>II Fuoco \u00e8 dunque uno dei quattro elementi dell&#8217;universo<\/strong>.<\/p>\n<p>Per esistere ha bisogno della Terra cui si appoggia, dell&#8217;ossigeno dell&#8217;Aria per vivere.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;Acqua e la Terra lo possono spegnere, uccidere.<\/p>\n<p>La prima parola dei Veda \u00e8 \u201cagni\u201d, fuoco e sul sentiero spirituale si \u00e8 illuminati dal fuoco acceso nell&#8217;interiorit\u00e0, poich\u00e9 il fuoco \u00e8 luce e la luce \u00e8 fuoco.<\/p>\n<p>Le antiche tradizioni parlano di tre fuochi principali:<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 il fuoco solare nei cieli, situato nei pi\u00f9 elevati centri di coscienza. \u00c8 un fuoco che si autoalimenta e non ha bisogno di essere acceso.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 quello della superficie della terra e degli oceani, che viene acceso dalle forze del prana interne al calderone ombelicale. Tale fuoco dona vitalit\u00e0 ed impeto a vayu, l&#8217;onnipresente respiro di energia che si distribuisce sia nel nostro sistema fisico che in quello pi\u00f9 sottile.<\/p>\n<p>Il terzo, di cui parlano i testi antichi, \u00e8 quello al di sotto della superficie terrestre, assorbito all&#8217;interno di forme luminose come l&#8217;oro ed i gioielli risplendenti delle miniere.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;uomo si risveglia alla sua vera natura, questo risveglio \u00e8 chiamato \u201cfuoco\u201d e, guidato dalla luce della conoscenza, potr\u00e0 percepire la Realt\u00e0 assoluta dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p>\u201cIl fuoco \u00e8 eterno. Il fuoco \u00e8 intimo e universale. Vive nel nostro cuore. Vive in cielo. Sale dalle profondit\u00e0 della materia e si offre come l&#8217;amore. Vi ridiscende e cova, latente, come l&#8217;odio e la vendetta. Fra tutti i fenomeni \u00e8 l&#8217;unico cui possono essere veramente attribuiti valori contrari talmente netti come il bene ed il male.<\/p>\n<p>Brilla in Paradiso. Brucia all&#8217;inferno. \u00c8 delizia e tortura. \u00c8 creazione e distruzione. Conforta il fanciullo seduto saggiamente dinanzi al focolare. Punisce severamente chi gioca troppo vicino alla sua fiamma.<\/p>\n<p>D\u00e0 benessere ed incute rispetto. \u00c8 un dio tutelare e terribile, buono e cattivo. Pu\u00f2 contraddirsi e quindi \u00e8 uno dei principi di spiegazione dell&#8217;universo.\u201d (G. Bachelard 1999)<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Dai Catlo&#8217;ltq della Columbia Britannica si racconta che un uomo aveva una figlia che possedeva un arco ed una treccia meravigliosi, con cui poteva abbattere tutto quello che voleva. Ma era pigra e se ne stava sempre a dormire. Il padre un giorno si arrabbi\u00f2 e le disse di rendersi utile usando arco e freccia per colpire l&#8217;ombelico dell&#8217;oceano cos\u00ec da ottenere il fuoco.<\/p>\n<p>L&#8217;ombelico dell&#8217;oceano era un vasto gorgo in cui andavano alla deriva i bastoncini che, sfregati, davano il fuoco.<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cDavanti alle porte di Pohjola,<\/p>\n<p align=\"center\">sotto la soglia di Pohjola ricoperta di colore,<\/p>\n<p align=\"center\">l\u00e0 i pini rotolano con le loro radici,<\/p>\n<p align=\"center\">i pini cadono a capofitto nella strozza del gorgo\u201d<\/p>\n<p>(Vainamoinen, vecchio e verace, signore del canto magico finlandese, che con la barca di rame si spinge nel \u201cgozzo del Maelstrom\u201d<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"50%\">\n<p align=\"justify\">V\u00e4in\u00e4m\u00f6inen si tuffa:<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Negli abissi del mare, <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>nel mare fino in fondo, <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>fino alle viscere pi\u00f9 profonde della terra, <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>fino alle contrade pi\u00f9 profonde dei cieli, <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>fino alle porte della gran bocca della morte.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\">Oppure naviga:<em>Nella gola del Maelstrom, <\/em><\/p>\n<p><em>Nella bocca del Maelstrom, <\/em><\/p>\n<p><em>nella strozza del Maelstrom, <\/em><\/p>\n<p><em>nel gozzo del mostro del mare.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il vortice che inghiotte tutte le acque, il suo nome pi\u00f9 antico \u00e8 Eridu.)<\/p>\n<p>Tornando a noi cari ragazzi, riprese il Maestro, dopo questa piccola digressione, sappiate che in quei tempi gli uomini non possedevano ancora il fuoco.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"32%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20212%20239'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Prometeo1.jpg\" width=\"212\" height=\"239\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Prometeo1.jpg\" width=\"212\" height=\"239\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"68%\">\n<p align=\"justify\">La fanciulla dunque prese l&#8217;arco, colp\u00ec l&#8217;ombelico dell&#8217;oceano e gli arnesi per accendere il fuoco balzarono a riva.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il vecchio fu contento, accese un gran fuoco e, poich\u00e9 voleva tenerlo solo per s\u00e9, costru\u00ec una casa per proteggerlo con una serratura a scatto che avrebbe ucciso tutti gli intrusi che si fossero messi in testa di rubarlo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La gente sapeva che il vecchio possedeva il fuoco e <strong>Cervo <\/strong>decise di rubarlo per darlo anche a loro. Prese del legno resinoso, se lo infil\u00f2 tra i capelli e riusc\u00ec con uno stratagemma, <em>intonando canti e danzando<\/em>, ad impadronirsi del fuoco e a donarlo alla gente.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I Catlo&#8217;ltq raccontano cos\u00ec la storia di Prometeo.<\/p>\n<p>Ma devo dire di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nel mondo arcaico il cervo \u00e8 diffuso con gli stessi connotati.<\/p>\n<p>Impersona anche l&#8217;arcaico Prometeo-Kronos: \u201ctu che tutto consumi e di nuovo accresci\u2026 secondo l&#8217;infinito ordine dell&#8217;Eone, scaltro\u2026 dal consiglio tortuoso, venerabile Prometeo ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2097%2013'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/SdF2.gif\" width=\"97\" height=\"13\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/SdF2.gif\" width=\"97\" height=\"13\" \/><\/noscript>\u00a0 )\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;invocazione orfica a Kronos lo definisce \u201cvenerabile\u201d e lo accosta al nome di Titano Kronos.<\/p>\n<p>Lo scoliaste (= annotatore di testi classici) di Sofocle cita Polemone e Lisimachide, fonti oggi perdute, per spiegare che nell&#8217;Accademia c&#8217;era un altare su cui era raffigurato che \u201cPrometeo fu il primo ed il pi\u00f9 antico a tenere nella destra lo scettro; ma Efesto fu pi\u00f9 recente e il secondo\u201d.<\/p>\n<p>Per molto tempo il cervo \u00e8 stato il simbolo di Kronos.<\/p>\n<p>Nella tradizione dell&#8217;India egli \u00e8 Yama, Yama Agastya che, \u201cseguendo il corso dei grandi fiumi ha scoperto il cammino per molti\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cIn Xanadu Kubla Khan fece innalzare<\/p>\n<p align=\"center\">Di delizie una maestosa dimora:<\/p>\n<p align=\"center\">l\u00e0 dove scorreva l&#8217;Alph, il fiume sacro,<\/p>\n<p align=\"center\">per caverne insondabili dall&#8217;uomo<\/p>\n<p align=\"center\">fino ad un mare senza sole\u201d<\/p>\n<p align=\"center\">(Coleridge, Samuel Taylor Kubla Khan, \u201cVisione in un sogno\u201d)<\/p>\n<p>Gli Accadi formavano una unione di 65 popoli affratellati, pur essendo di etnie diverse. Il linguaggio \u201cakkadu\u201d, che adottarono per capirsi tra loro, era semplice, chiaro, conciso. Le radici di questa lingua erano legate agli Archetipi, cio\u00e8 funzioni del pensiero.<\/p>\n<p>L&#8217;archetipo 22.ma lettera dell&#8217;alfabeto ebraico \u201cTAU\u201d ha un suo codice ben preciso. La sua funzione \u00e8 <em>Reazione Ad Ogni Azione <\/em>, la sua forma \u00e8 la croce o il patibolo, il suo mito \u00e8 quello di Prometeo.<\/p>\n<p>Le 22 funzioni del Codice, che per l&#8217;origine si perdono nella notte dei tempi, sono poste tra loro in relazione ciclica. Da una si passa all&#8217;altra fino a che l&#8217;ultima, che \u00e8 questa <em>Funzione Del Reagire <\/em> (karma), invertendo ogni azione nell&#8217;infinito spazio, ci riporta al primo segno del Codice.<\/p>\n<p>Esiste una piccola statua al British Museum di Londra, che \u00e8 la copia di una antichissima statuetta. L&#8217;originale era in basalto nero di propriet\u00e0 di un esploratore di nome Fawcett.<\/p>\n<p>Rappresenta un sacerdote che regge sul petto una targa su cui sono incisi dei caratteri.<\/p>\n<p>\u00c8 la statuetta dell&#8217;\u201cEl Dorado\u201d che rappresenta Utnapstim (No\u00e8) che regge la tavola con le 22 Autiut dell&#8217;alfabeto di Atlantide.<\/p>\n<p>Le 22 Autiut corrispondono alle 22 lettere dell&#8217;alfabeto ebraico.<\/p>\n<p>Prometeo, nell&#8217;antico mito, sal\u00ec al cielo a rubare la Vita eterna, cio\u00e8 il <em>fuoco divino <\/em>dell&#8217;<strong>Alef<\/strong>, che mai si consuma, per donarla all&#8217;Uomo. Ma l&#8217;Uomo con la sua vista sdoppiata, spezz\u00f2 in due parti quel dono.<\/p>\n<p>La Vita non tollera di essere divisa e reagisce attraverso il dolore ad ogni mutilazione.<\/p>\n<p>Questa funzione rappresenta quindi, la dolorosa reazione che si manifesta quando il flusso vitale, la grande pulsione, viene arrestato. Da questo squilibrio nascono la malattia e il dolore rappresentati dall&#8217;incatenamento di Prometeo alla roccia e dall&#8217;aquila che lo strazia. Di uguale significato \u00e8 la rappresentazione simbolica del patibolo e quella della croce di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Nel ciclo che si chiude, da questo segno sacro si passa, di nuovo, alla divina Alef.<\/p>\n<p>Tra i Fenici TAU si esprime con una<\/p>\n<p>In Ebraico <strong><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2019'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tau2.gif\" width=\"15\" height=\"19\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tau2.gif\" width=\"15\" height=\"19\" \/><\/noscript><\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;alfabeto di Atlantide: <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2053%2052'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tau1.gif\" width=\"53\" height=\"52\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tau1.gif\" width=\"53\" height=\"52\" \/><\/noscript>\u00a0 ad indicare il patibolo<\/p>\n<p>Prometeo ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2075%2014'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/SdF3.gif\" width=\"75\" height=\"14\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/SdF3.gif\" width=\"75\" height=\"14\" \/><\/noscript> ) \u00e8 un personaggio di misteriosa vastit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 il protettore degli uomini, un semidio una via di mezzo tra l&#8217;Arcangelo, strumento della potenza divina e Adamo, punito da Dio per aver voluto gustare il frutto dell&#8217;albero della conoscenza.<\/p>\n<p>Prometeo \u00e8 il protettore degli uomini, rappresenta il loro genio inventivo e le illimitate capacit\u00e0 speculative del loro ingegno.<\/p>\n<p>Non cerca la \u201csapienza\u201d, poich\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 sapiente di Giove, tanto da potergli preannunciare la fine, ma, attraverso la sapienza, vuole giungere all&#8217;essenza del divino e dell&#8217;eterno, al dominio del mondo dello spirito, simboleggiato dal fuoco.<\/p>\n<p>Prometeo non \u00e8 un uomo ma l&#8217;espressione universale del genio umano, che mai soddisfatto della meta raggiunta, sale di conquista in conquista e lotta contro i limiti imposti dal Fato.<\/p>\n<p>\u00c8 un ribelle e contiene tutta la maest\u00e0 di una ribellione che non potr\u00e0 mai essere vinta, perch\u00e9 \u00e8 la manifestazione essenziale della libert\u00e0 dello spirito umano, ma che non sar\u00e0 mai vincitrice perch\u00e9 non pu\u00f2 infrangere l&#8217;ordine delle cose, che pure comprende.<\/p>\n<p>\u201cIl Signore viene con il fuoco, i suoi carri sono come il turbine.\u201d (Isaia)<\/p>\n<p>Il fuoco \u00e8 davvero una parola-chiave, tuttavia non \u00e8 essenziale capire tutto ci\u00f2 che riguarda le diverse norme e misure, regole e regolamenti che devono essere procurati dagli dei o dagli eroi destinati ad aprire nuove vie.<\/p>\n<p align=\"center\">Come nubi che cambiano forma<\/p>\n<p align=\"center\">Cos\u00ec presto si muta anche il mondo,<\/p>\n<p align=\"center\">ogni cosa compiuta ritorna<\/p>\n<p align=\"center\">alle sue origini pi\u00f9 antiche.<\/p>\n<p align=\"center\">(Rilke: Die sonette an Orpheus)<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Frazer, antropologo, si muove alla ricerca di culti e simboli preistorici nel mondo classico. Afferma che esistono ragioni sotterranee per cui un mito greco improvvisamente emerge in piena luce fra le trib\u00f9 degli indiani di America miracolosamente conservato.<\/p>\n<p>In un istante il Gorgo emerge come portatore dei bastoncini da fuoco di Pramantha e di Texcatlipoca.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 si trovano nel vortice?<\/p>\n<p>Il mito ha una propria logica per rapportare questi bastoncini galleggianti al vortice cosmico. E questa logica continua a legare i temi di base: l&#8217;arco e la freccia della regalit\u00e0 celeste, l&#8217;arco e la freccia che prendono di mira Sirio, lo Sciacallo celeste, mentre la freccia egizia \u00e8 puntata sulla stella che \u00e8 sul capo della vacca Sothis, come si vede nella rappresentazione del cosiddetto \u201cZodiaco circolare\u201d di Dendera.<\/p>\n<p>Ancora Sirio.<\/p>\n<p>In India Sirio \u00e8 l&#8217;arciere stesso Tistrya e la sua freccia \u00e8 rappresentata dalle stelle della Cintura di Orione. Pare che anche Stella Maris sia Iside\/Sirio:<\/p>\n<p align=\"center\">Ave, maris stella<\/p>\n<p align=\"center\">Dei mater alma<\/p>\n<p align=\"center\">Atque semper virgo<\/p>\n<p align=\"center\">Felix caeli porta.<\/p>\n<p>Il <strong>canto <\/strong>e la <strong>danza <\/strong>del cervo sono legati in modo assai complesso con un tema protopitagorico, che appare in tutto il suo sviluppo in un altro racconto proveniente dal Nordovest americano.<\/p>\n<p>Il Figlio di Picchio, come si legge in un racconto proveniente dal Nordovest americano, prima di usare l&#8217;arco, <em>intona un canto, <\/em>e non appena trova la nota giusta, le frecce in volo si piantano l&#8217;una dentro l&#8217;altra e arrivano a formare il ponte di frecce fino al cielo.<\/p>\n<p>Frazer identifica questo tema con quello della scalata all&#8217;Olimpo nella Gigantomachia.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. Bench\u00e9 non si affermi esplicitamente che le \u201cporte cozzanti\u201d (gli equinozi in precessione) del vecchio proprietario del fuoco cessarono di cozzare, \u00e8 innegabile che il cervo, oltrepassando la porta al momento giusto, predestinato nella sua ricerca del \u201cfuoco\u201d, apr\u00ec un nuovo passaggio.<\/p>\n<p>Sui grandi temi l&#8217;immaginazione conserva una certa libert\u00e0.<\/p>\n<p>Come possiamo valutare l&#8217;inerte pigrizia della Figlia del Vecchio? Potrebbe essere questa Figlia il prototipo di Istar che \u201csommuove l&#8217;apsu davanti ad Ea\u201d?<\/p>\n<p>Le donne-arciere sono una specie rara e salta in mente di considerare il grande testo astronomico babilonese detto \u201cSerie Stella-aratro\u201d dove la Stella-aratro \u00e8 il Triangolo e con questo triangolo comincia la lista delle stelle della via di Anu.<\/p>\n<p>A proposito della costellazione dell&#8217;Arco si legge: \u201cL&#8217;alta divinit\u00e0 Istar. Figlia di Enlil\u201d.<\/p>\n<p>La costellazione dell&#8217;arco \u00e8 formata dalle stelle di Argo e del Cane Maggiore.<\/p>\n<p>La incontriamo ancora nell&#8217;Enuma Elis, il poema della creazione babilonese, dove viene designata come figlia di Anu e dove gioca un ruolo significativo quanto oscuro:<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cLa rete che egli aveva fatto videro gli dei suoi padri,<\/p>\n<p align=\"center\">videro l&#8217;arco, come era ben fatto,<\/p>\n<p align=\"center\">e lodarono l&#8217;opera che egli aveva compiuto&#8230;<\/p>\n<p align=\"center\">Lo sollev\u00f2 Anu nell&#8217;assemblea degli dei&#8230; E baci\u00f2 l&#8217;arco: \u00e8&#8230; mia figlia\u201d<\/p>\n<p>Nomin\u00f2 i nomi dell&#8217;arco come segue:<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cLungolegno \u00e8 il primo, il secondo&#8230; .<\/p>\n<p align=\"center\">Il suo terzo nome \u00e8 Stella-Arco in cielo.<\/p>\n<p align=\"center\">Fiss\u00f2 il suo posto\u201d.<\/p>\n<p>All&#8217;accadico Qastu corrisponde l&#8217;ebraico Keset: l&#8217;arco da guerra. E proprio questo arco da guerra viene posto dopo il diluvio quale segno del patto con No\u00e8.<\/p>\n<p>Non ci dovremmo infine congedare dall&#8217;\u201carcobaleno\u201d?<\/p>\n<p>Gli Aztechi consideravano Castore e Polluce i primi bastoncini da fuoco, quelli da cui l&#8217;umanit\u00e0 aveva imparato come produrre il fuoco per confricazione.<\/p>\n<p>Anche i Tasmaniani si ritenevano debitori a Castore e Polluce per il primo fuoco.<\/p>\n<p>Non va dimenticato che il cloruro equinoziale dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro passava attraverso i Gemelli (e il Sagittario), i bastoncini nei Gemelli rimano esattamente con il verso di una preghiera nuziale mongola, che dice:<\/p>\n<p>\u201cNacque il Fuoco, quando Cielo e Terra si separarono\u201d<\/p>\n<p>in altre parole, prima dell&#8217;allontanamento dell&#8217;eclittica dall&#8217;equatore, il \u201cfuoco\u201d esisteva: il primo venne acceso nell&#8217;Et\u00e0 aurea dei Gemelli&#8230;<\/p>\n<p>Del cosidetto dio del fuoco mesopotamico si afferma:<\/p>\n<p>\u201cGibil, l&#8217;eccelso eroe che Ea rese adorno di terribile splendore, che crebbe nel puro apsu, che in Eridu, il luogo dei fati, viene infallibilmente preparato, la cui luce giunge fino al cielo-balena come folgore la sua lingua fulgida. La luce di Gibil divampa come il giorno\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;epopea di Erra, testo edito e tradotto nel 1955 da Felix Gossmann, tratta di un fosco poema la cui ferocia corrisponde \u00a0 all&#8217;essenza del dio.<\/p>\n<p>Erra non \u00e8 altri che Marte.<\/p>\n<p>Le cinque tavole che ci conservano il poema parlano della minaccia portata da Erra alla pace del \u201cMondo\u201d.<\/p>\n<p>Nel corso di un provvisorio soggiorno di Marduk (Giove) agli inferi, Erra governa l&#8217;universo e distrugge numerose citt\u00e0, in particolare Babilonia, la citt\u00e0 di Marduk.<\/p>\n<p>Si potrebbe ancora continuare&#8230; ma va notato che tutte le avventure degli dei hanno luogo nel cielo come si pu\u00f2 dedurre dal fatto che il determinante cuneiforme per \u201cdio\u201d \u00e8 costituito da una stella.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 appunto con dei che abbiamo a che fare.<\/p>\n<p>\u00c8 passato il tempo.<\/p>\n<p>Con Erra diciamo: \u201cApri la via, mi metter\u00f2 in viaggio, i giorni sono terminati, il tempo stabilito passato\u201d.<\/p>\n<p>Le sfere dei pianeti narrano la gloria di Dio ed il firmamento proclama l&#8217;opera delle sue mani. Nel nostro mondo i pianeti svolgono un ruolo molto pi\u00f9 umile e quello che un tempo era l&#8217;\u201cOttavo\u201d, il \u201cFirmamento\u201d che tutto avvolgeva, si \u00e8 trasformato in uno spazio infinito brulicante di galassie, che si sottrae alla forza dell&#8217;immaginazione. Solamente Canopo, verso cui si ritiravano gli dei ed i re antichi al termine della loro era e che per i nostri antenati segnava il \u201cfondo del mare\u201d, svolge una funzione di grande rilievo: \u00e8 stella di orientamento per i razzi interplanetari.<\/p>\n<p>Ma prima che le antiche luci si spengano, ascoltiamo la dichiarazione esplicita sulla precessione che ci \u00e8 conservata dall&#8217;Epopea di Erra.<\/p>\n<p>Marduk dice ad Erra:<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cQuando mi alzai dal mio seggio e lasciai irrompere il diluvio,<\/p>\n<p align=\"center\">allora si scardin\u00f2 il giudizio della Terra e del Cielo&#8230; .<\/p>\n<p align=\"center\">Gli dei che tremavano, gli astri del cielo<\/p>\n<p align=\"center\">Mut\u00f2 la loro posizione e io li ricondussi indietro.\u201d<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20179%20144'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/goethe.jpg\" width=\"179\" height=\"144\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/goethe.jpg\" width=\"179\" height=\"144\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Prometeo <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(di Goethe -Trad. di G. Baioni) <\/em><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"50%\">\n<p align=\"center\">Copri il tuo cielo, Giove,<\/p>\n<p align=\"center\">col vapor delle nubi!<\/p>\n<p align=\"center\">E la tua forza esercita,<\/p>\n<p align=\"center\">come il fanciullo che svetta cardi,<\/p>\n<p align=\"center\">sulle querce e sui monti!<\/p>\n<p align=\"center\">Che nulla puoi tu<\/p>\n<p align=\"center\">contro la mia terra,<\/p>\n<p align=\"center\">contro questa capanna,<\/p>\n<p align=\"center\">che non costruisti, contro il mio focolare,<\/p>\n<p align=\"center\">per la cui fiamma tu<\/p>\n<p align=\"center\">mi porti invidia.<\/p>\n<p align=\"center\">Io non conosco al mondo<\/p>\n<p align=\"center\">nulla di pi\u00f9 meschino di voi, o d\u00e8i.<\/p>\n<p align=\"center\">Miseramente nutrite<\/p>\n<p align=\"center\">d&#8217;oboli e preci<\/p>\n<p align=\"center\">la vostra maest\u00e0<\/p>\n<p align=\"center\">ed a stento vivreste,<\/p>\n<p align=\"center\">se bimbi e mendichi<\/p>\n<p align=\"center\">non fossero pieni<\/p>\n<p align=\"center\">di stolta speranza.<\/p>\n<p align=\"center\">Quando ero fanciullo<\/p>\n<p align=\"center\">e mi sentivo perduto,<\/p>\n<p align=\"center\">volgevo al sole gli occhi smarriti,<\/p>\n<p align=\"center\">quasi vi fosse lass\u00f9<\/p>\n<p align=\"center\">un orecchio che udisse il mio pianto,<\/p>\n<p align=\"center\">un cuore come il mio<\/p>\n<p align=\"center\">che avesse piet\u00e0 dell&#8217;oppresso.<\/p>\n<p align=\"center\">Chi mi aiut\u00f2<\/p>\n<p align=\"center\">contro la tracotanza dei Titani?<\/p>\n<p align=\"center\">\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"50%\">\n<p align=\"center\">Chi mi salv\u00f2 da morte,<\/p>\n<p align=\"center\">da schiavit\u00f9?<\/p>\n<p align=\"center\">Non hai tutto compiuto tu,<\/p>\n<p align=\"center\">sacro ardente cuore?<\/p>\n<p align=\"center\">E giovane e buono, ingannato,<\/p>\n<p align=\"center\">il tuo fervore di gratitudine<\/p>\n<p align=\"center\">rivolgevi a colui<\/p>\n<p align=\"center\">che dormiva lass\u00f9?<\/p>\n<p align=\"center\">Io renderti onore? E perch\u00e9?<\/p>\n<p align=\"center\">Hai mai lenito i dolori<\/p>\n<p align=\"center\">di me ch&#8217;ero afflitto?<\/p>\n<p align=\"center\">Hai mai calmato le lacrime<\/p>\n<p align=\"center\">di me ch&#8217;ero in angoscia?<\/p>\n<p align=\"center\">Non mi fecero uomo<\/p>\n<p align=\"center\">il tempo onnipotente<\/p>\n<p align=\"center\">e l&#8217;eterno destino,<\/p>\n<p align=\"center\">i miei e i tuoi padroni?<\/p>\n<p align=\"center\">Credevi tu forse<\/p>\n<p align=\"center\">Che avrei odiato la vita,<\/p>\n<p align=\"center\">che sarei fuggito nei deserti<\/p>\n<p align=\"center\">perch\u00e9 non tutti i sogni<\/p>\n<p align=\"center\">fiorirono della mia infanzia?<\/p>\n<p align=\"center\">Io sto qui e creo uomini<\/p>\n<p align=\"center\">a mia immagine e somiglianza,<\/p>\n<p align=\"center\">una stirpe simile a me,<\/p>\n<p align=\"center\">fatta per soffrire e per piangere,<\/p>\n<p align=\"center\">per godere e gioire<\/p>\n<p align=\"center\">e non curarsi di te,<\/p>\n<p align=\"center\">come me.<\/p>\n<p align=\"center\">(Autunno 1774) <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl fuoco \u00e8 eterno. Il fuoco \u00e8 intimo e universale. Vive nel nostro cuore. Vive in cielo. Sale dalle profondit\u00e0 della materia e si offre come l&#8217;amore. Vi ridiscende e cova, latente, come l&#8217;odio e la vendetta. Fra tutti i fenomeni \u00e8 l&#8217;unico cui possono essere veramente attribuiti valori contrari talmente netti come il bene ed il male. Brilla in Paradiso. Brucia all&#8217;inferno. \u00c8 delizia e tortura. \u00c8 creazione e distruzione. Conforta il fanciullo seduto saggiamente dinanzi al focolare. Punisce [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6675,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[93],"tags":[],"class_list":["post-1588","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lopera-al-rosso"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1588"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1588\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9852,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1588\/revisions\/9852"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}