{"id":1595,"date":"2008-03-27T17:54:23","date_gmt":"2008-03-27T16:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1595"},"modified":"2023-09-29T20:25:10","modified_gmt":"2023-09-29T18:25:10","slug":"genealogia-dellimmaginazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1595","title":{"rendered":"Genealogia dell&#8217;immaginazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Prefazione al testo di A. D&#8217;Alonzo &#8220;Genealogia dell&#8217;immaginazione&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Antonio D&#8217;Alonzo, per i tipi dell&#8217;Editrice LUZ, ha scritto un lungo saggio su un argomento di notevole attualit\u00e0 nella storia del pensiero moderno. Il nuovo millennio ha perso le convinzioni, gli entusiasmi, gli impulsi del novecento, che vediamo come oggi un labirinto immenso e bellissimo dove l&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 riuscita a trovare n\u00e9 il centro n\u00e9 l&#8217;uscita. Il vaso di Pandora, pur aperto, non lascia ancora uscire lo zefiro primaverile della speranza. Ma il vento di Borea, nella sua hibrys generativa, spande un nuovo polline fecondante nuove ragioni e nuove emozioni.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Genealogia dell&#8217;immaginazione<\/h3>\n<p align=\"left\">di Vittorio Vanni<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><strong>Prefazione al testo di A. D&#8217;Alonzo<em> Genealogia dell&#8217;immaginazione <\/em> <\/strong><\/p>\n<p>Antonio D&#8217;Alonzo, per i tipi dell&#8217;Editrice LUZ, ha scritto un lungo saggio su un argomento di notevole attualit\u00e0 nella storia del pensiero moderno. Il nuovo millennio ha perso le convinzioni, gli entusiasmi, gli impulsi del novecento, che vediamo come oggi un labirinto immenso e bellissimo dove l&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 riuscita a trovare n\u00e9 il centro n\u00e9 l&#8217;uscita. Il vaso di Pandora, pur aperto, non lascia ancora uscire lo zefiro primaverile della speranza. Ma il vento di Borea, nella sua <em>hibrys <\/em> generativa, spande un nuovo polline fecondante nuove ragioni e nuove emozioni. La fisica coincide sempre di pi\u00f9 con la metafisica, l&#8217;immaginario collettivo di massa contempla paradigmi antichi e nuovissimi assieme, il pop-magic divampa fra il colto e l&#8217;incolto, la realt\u00e0 oggettiva e quella soggettiva si armonizzano e si conciliano, in una scienza che, sempre di pi\u00f9, unisce l&#8217;empirico all&#8217;onirico. L&#8217;usignolo della religione ha trovato la gabbia ormai aperta e canta nei cieli aperti il suo \u201ccanto libero\u201d. La superstizione e il dogma di teologie e ideologie obsolete tentano l&#8217;ultima difesa, arroccandosi in inutili fortezze dove le mura sono diroccate da tempo. L&#8217;umanit\u00e0 torna ai suoi problemi reali e irrisolti, la solitudine, la sofferenza e il male, l&#8217;assenza o la degenerazione dell&#8217;amore. Sappiamo ormai che non esistono teologie o ideologie che possano risolvere gli eterni problemi dell&#8217;umanit\u00e0. La scienza e la tecnica, eccezionali strumenti dell&#8217;ansia di conoscere, hanno gi\u00e0 superato la concezione materialista e positivista della storia, salvando la logica razionale, e armonizzandola con l&#8217;analogia dell&#8217;irrazionale o, meglio, del superrazionale. Nella sua Premessa, D&#8217;Alonzo scrive:<\/p>\n<p><em>\u201cSe, come ricorda Verdegger\u00e0, la tecnica \u00e8 il destino della storia occidentale e non un mero prodotto della societ\u00e0 moderna, a essa si devono porre le domande per procurarsi un \u00abnuovo\u00bb inizio. La tecnica non deve essere pensata come una malattia dello spirito moderno, ma piuttosto come un antidoto che possiede al proprio interno gli anticorpi per scardinare il nichilismo. Seguendo questa traiettoria non ha pi\u00f9 senso pensare la tecnica soltanto come un orizzonte autoreferenziale e sostanzialmente privo di significato. Al contrario, la tecnica diventa lo sfondo dove l&#8217;immaginazione pu\u00f2 cercare nuovi sentieri: a condizione che quest&#8217;ultima sia pensata come dimensione \u00abimmaginale\u00bb e non come mera r\u00eaverie priva di forza e contenuti. L&#8217;immaginazione diventa quindi il medium che, nell&#8217;era della tecnica, pu\u00f2 traghettare fuori dal nichilismo scavando nuovi percorsi. Si chiarisce, dunque, che cosa ci si possa aspettare da una genealogia dell&#8217;immaginazione: non una definizione dottrinale fissata una volta per sempre, ma un&#8217;idea-che-diviene aprendo nuove possibilit\u00e0, nuovi sentieri. Non una \u00abverit\u00e0\u00bb imperitura, ma una visione work in progress che si servir\u00e0 ancora dei materiali del passato, del rimosso e dell&#8217;impensato. In ogni caso difficilmente nuove avventure intellettuali o spirituali potranno prescindere dall&#8217;immaginazione e dall&#8217;invasivo sfondo tecnocentrico in cui siamo arenati e da cui occorre ripartire\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ma il progresso dell&#8217;umanit\u00e0, la sua evoluzione materica non coincide ancora con le necessit\u00e0 evolutive dell&#8217;essere umano verso l&#8217;ultra-uomo, e le sue inquietudini e sofferenze non sono diverse da quelle espresse quattromila anni fa dalla prima letteratura tramandataci. Quella felicit\u00e0, la cui ricerca fu affermata come un diritto dell&#8217;uomo dalla rivoluzione americana, non si trova nei sistemi religiosi o sociali, la cui imperfezione \u00e8 quella stessa dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La sapienzialit\u00e0 ebraica afferma che \u201csenza farina non vi \u00e8 Thor\u00e0\u201d. Il soddisfacimento dei bisogni essenziali \u00e8 indispensabile e la terra, nonostante che sia straziata e depauperata, sarebbe ancora sufficiente a nutrire e proteggere un&#8217;umanit\u00e0 equilibrata, cosciente, sapiente. Lentamente, la coscienza dell&#8217;uomo sapr\u00e0 rifiutare i bisogni artificiali che la logica del profitto impone, e la procreazione cosciente responsabile non far\u00e0 pi\u00f9 nascere schiavi destinati a produrre per il profitto altrui, e a consumare secondo le suggestioni imposte dal potere economico.<\/p>\n<p>La produzione oculata e mirata dei beni di consumo, la ridistribuzione del plus-valore ottenuto a ogni essere umano, la soddisfazione e la serenit\u00e0 che da ci\u00f2 deriver\u00e0, potr\u00e0 dare impulso alla ricerca dei valori interiori, ancor oggi prevaricatoriamente e pervicacemente affermati come concezioni spirituali legate a fattori religiosi, mentre in realt\u00e0 sono espressioni del pi\u00f9 atroce materialismo e aggressione sociale. L&#8217;evoluzione non potr\u00e0 eludere dalla trasformazione e tramutazione della psiche, in cui si sono aggrumati millenni di errori, inibizioni, frustrazioni, fino a che la liberazione dal dolore &#8211; autogeno o indotto che sia &#8211; la faccia coincidere con l&#8217;eterno <em>Nous, <\/em>l&#8217;Intelletto, che nella realt\u00e0 psichica \u00e8 la sintesi e la conciliazione dell&#8217;apollinea e razionale volont\u00e0 di potenza e il dionisiaco desiderio del piacere.<\/p>\n<p>La <em>Genealogia dell&#8217;Immaginazione <\/em> nell&#8217;analisi attraverso i tempi del potere catartico e creativo assieme dell&#8217;<em>immaginare<\/em>, porta fuoco e materia prima a quell&#8217;Opera al Rosso che \u00e8 l&#8217;apice di quelle trasmutazioni ermetiche necessarie all&#8217;evoluzione umana.<\/p>\n<p>In D&#8217;Alonzo, una delle analisi della <em>Genesi <\/em> \u2013 fra Anima del Mondo ed Eros, definisce gi\u00e0 la tesi fondamentale che il potere dell&#8217;<em>immaginare <\/em> \u00e8 legato indissolubilmente all&#8217;Eros:<\/p>\n<p><em>\u201c[\u2026] Amore richiama bene l&#8217;idea di un superamento mistico degli opposti nel connubio dell&#8217;unione sessuale. Ma non soltanto. Eros, in quanto forza propulsiva che congiunge il soggetto desiderante all&#8217;oggetto desiderato, non \u00e8 soltanto orizzontale, limitato alla sola dimensione biologistico-evolutiva. L&#8217;oggetto del desiderio concerne anche qualit\u00e0 morali o beni spirituali, fino a configurarsi come anelito verso l&#8217;ente supremo dell&#8217;amore mistico, Dio. Eros possiede una dimensione orizzontale-terrena e una dimensione verticale-celeste. Ma l&#8217;atto di desiderare l&#8217;oggetto estrinseco al proprio S\u00e9 \u00e8 anche e soprattutto un atto d&#8217;immaginazione creatrice, oltre che di volont\u00e0. Amore non \u00e8 soltanto brama, ma immaginazione, elaborazione, costruzione. Mentre l&#8217;animale \u00e8 guidato dall&#8217;istinto dell&#8217;accoppiamento e si muove secondo codici di comportamento rigidamente determinati, l&#8217;uomo elabora culturalmente le pulsioni sessuali nell&#8217;erotismo, nella castit\u00e0 o nelle perversioni. L&#8217;amore umano \u00e8 cultura, non natura: inevitabile, dunque, che l&#8217;attrazione sessuale metta in movimento l&#8217;immaginazione. Per quanto riguarda l&#8217;Anima del Mondo, gi\u00e0 in nuce l&#8217;\u00abAnima\u00bb rimanda alla capacit\u00e0 di mediare tra la dimensione sensibile (il \u00abMondo\u00bb) e l&#8217;intelletto del neoplatonismo. Non a caso per Varrone (in Agostino, De Civ. Dei, VII, 14) l&#8217;Anima del Mondo \u00e8 simboleggiata da Zeus e da Nettuno. Il primo risiede nel regno superiore dell&#8217;etere, il secondo in quello inferiore delle acque. Nel neoplatonismo, l&#8217;Anima del Mondo assume da subito il ruolo di mediatrice tra l&#8217;alto e il basso, tra la prima ipostasi spirituale dell&#8217;intelletto e la mera negativit\u00e0 materiale. In molte tradizioni l&#8217;anima \u00e8 la potenza formatrice del corpo sottile o immaginale<\/em> <em>[\u2026]\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Eros, il pi\u00f9 antico degli Dei, \u00e8 nel contempo l&#8217;archetipo dell&#8217;<em>Anima Mundi <\/em> in un rapporto di affinit\u00e0 e unit\u00e0 fra l&#8217;<em>Amato <\/em> e l&#8217;<em>Amante <\/em>.<\/p>\n<p><em>\u201c[\u2026] Eros \u00e8 una forza trascendente, un desiderio di possesso del corpo dell&#8217;amato, che per\u00f2- utilizzando quest&#8217;ultimo come un medium- si rivela come una tensione continua verso un ordine superiore, verso l&#8217;idea del Bene. Nella tradizione platonica, l&#8217;Anima del Mondo \u00e8 un&#8217;immagine diurna contrapposta alla Madre Terra, immagine notturna. Lo stoicismo trasvaluta questa polarit\u00e0 elaborando una visione materialista e notturna dell&#8217;Anima del Mondo ed equiparandola al pneuma universale, al soffio immanente al cosmo, alla ragione seminale dell&#8217;universo . Nel platonismo il lato diurno dell&#8217;Anima del Mondo \u00e8 speculare al ruolo di mediatrice tra il mondo intelligibile e il mondo sensibile [\u2026]\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Eros illumina l&#8217;anima a discernere la verit\u00e0, \u00e8 il primo iniziatore ai Misteri, e induce a intravedere la Bellezza divina attraverso quella sensibile.<\/p>\n<p>Eros \u00e8 la <em>forza pi\u00f9 forte di ogni forza<\/em>, secondo il detto ermetico, l&#8217;energia primigenia e potentissima della vita, quella stessa del Mercurio filosofale degli alchimisti.<\/p>\n<p>\u00c8 a questa forza che attinge la sua facolt\u00e0 creatrice l&#8217;<em>in-maginare <\/em>. L&#8217;etimologia deriva da in-mag, una radicale indo-europea che esprime un&#8217;idea di grandezza (= magnus, magister) ma anche di <em>magia, <\/em> potenza che influisce sulla psiche propria e altrui, creando cos\u00ec il reale dall&#8217;<em>in-maginario<\/em>.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 un&#8217;antinomia fra il \u201cpotere\u201d immaginativo di Eros &#8211; soltanto potenziale &#8211; e la sua applicazione.<\/p>\n<p>Nella <em>Genesi <\/em> vi \u00e8 una rivisitazione del pensiero platonico che pu\u00f2 illustrare questa asincronia fra potenziale e potenziato:<\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>Quando arriva il suo turno di parlare, Socrate riporta il discorso con cui la sacerdotessa Diotima di Mantinea lo ha apparentemente confutato e istruito. Verosimilmente, come sostiene Giovanni Reale, si tratta di un artificio dialettico. Sotto la maschera di Diotima si nasconde il \u00abvero\u00bb Socrate che finge di confutare \u00abSocrate\u00bb: in realt\u00e0 una seconda maschera sotto cui si proietta la persona di Agatone con la sua concezione errata di Eros. In altre parole, il dialogo tra Diotima e Socrate \u00e8 un gioco di maschere sotto cui si cela la confutazione di Socrate (\u00abDiotima\u00bb) alla vuota arte retorica di Agatone (il \u00abSocrate\u00bb messo in difficolt\u00e0 dal discorso di \u00abDiotima\u00bb). La sacerdotessa di Mantinea ricorre alla sapienza misterica e arcana. Diotima distingue diversi gradi d&#8217;iniziazione: una fase \u00abpreliminare\u00bb ( m\u00fden ) e un \u00abguardare sopra\u00bb ( epopt\u00e9ia ) che richiama i misteri Eleusini e l&#8217;antica arte cara ad Apollo. Diotima presenta Eros come un demone &#8211; figlio di P\u00f3ros , \u00abrisorsa\u00bb, \u00abespediente\u00bb e di P\u00e8nia , \u00abpovert\u00e0\u00bb &#8211; che agisce da intermediario tra il mondo sensibile e quello intelligibile. P\u00e9nia simboleggia l&#8217;indeterminatezza, la materia indistinta, il chaos preformale, l&#8217;abisso senza fondo. P\u00f3ros al contrario \u00e8 figlio di M\u00e9tis , la vivacit\u00e0 e l&#8217;acutezza intellettuale. Eros \u00e8 desiderio del bene e del bello perch\u00e9 ne \u00e8 privo; per questo non pu\u00f2 essere considerato un dio, ma un demone che desidera ci\u00f2 di cui \u00e8 privo; mentre \u00e8 impossibile che un dio sia privo di bellezza o di bont\u00e0; inoltre proprio perch\u00e9 desidera le cose di cui \u00e8 carente, oltre a non essere un dio, non pu\u00f2 essere nemmeno bello e buono. Nel suo stato di carenza e di desiderio, Eros deve essere identificato con l&#8217;amante (il soggetto anelante), piuttosto che con l&#8217;amato (l&#8217;oggetto anelato) come erroneamente pensava Agatone. Eros \u00e8 desiderio di procreare nel Bello, a livello fisico e spirituale, anche se la priorit\u00e0 concerne il secondo tipo di generazione. Eros \u00e8 \u00ab <strong>coincidentia oppositorum <\/strong>, una sintesi instabile, un insieme di contrari solidali \u00bb: \u00e8 \u00ab filo-sofo \u00bb perch\u00e9 \u00e8 sempre in uno stato intermedio tra sapienza e stoltezza\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Si potrebbe definire Eros come il \u201cdesiderio del piacere\u201d. Come demone intermedio fra i mortali e gli dei superni, tramite fra l&#8217;umano e il divino, \u00e8 quindi filosofo, capace di far progredire dal mondo del contingente a quello delle essenze.<\/p>\n<p>Ma anche nel filosofo, il desiderio si deve tramutare in volont\u00e0 di potenza interiore, volont\u00e0 che \u00e8 l&#8217;unico tramite fra l&#8217;<em>Anima Mundi <\/em> &#8211; concetto che potremmo confrontare con quello junghiano di inconscio collettivo &#8211; e l&#8217;Uno, che \u00e8 principio primo, il Dio assoluto.<\/p>\n<p>Secondo le considerazioni di D&#8217;Alonzo, l&#8217;<em>Anima Mundi <\/em> \u00e8 ordine, armonia, equilibrio, che l&#8217;essere umano perde nel caos del contingente e ritrova quando si avvicina all&#8217;Eros, come via unica per il divino:<\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>Tuttavia, l&#8217;armonioso ordine introdotto dall&#8217;Anima del Mondo non deve essere confuso con l&#8217;Uno, con il Principio Primo, il Dio assoluto. L&#8217;Anima del Mondo non produce le teofanie, ma si limita a riceverle e a distribuirle su molteplici piani della manifestazione. Essa non deve quindi essere confusa con l&#8217;Uno. Molte volte nel platonismo, l&#8217;Anima del Mondo si manifesta sotto tre forme: come armonia e fonte d&#8217;armonia, come luce diafana simboleggiata da Helios-Sole, come legame richiamato dal potere attrattivo di Eros, il primo nato tra tutti gli dei. Il cristianesimo ha intravisto nell&#8217;Anima del Mondo il pericolo di una divinizzazione del mondo sensibile, una sacralizzazione neopagana della Natura, un&#8217;estetizzazione del corpo e del piacere. L&#8217;Anima del Mondo ha assunto le sembianze di un idolo fittizio, un survivals di quella Dea Madre faticosamente riplasmata nella figura di Maria Vergine. Soprattutto l&#8217;Anima del Mondo \u00e8 apparsa come un dio cosmico che richiede nuovi ditirambici encomi verso il mondo \u00abapparente\u00bb, il mondo sensibile, mentre il cristianesimo supponeva il disprezzo del mondo visibile a vantaggio dell&#8217;aldil\u00e0. L&#8217;ascetica cristiana ha spesso considerato il mondo generato dalla Caduta come un luogo d&#8217;esilio per l&#8217;anima personale, da abbandonare prima possibile. Non \u00e8 un caso che i primi martiri, con grande scandalo dei Greci e dei Romani, accettavano la sofferenza con gioia in vista della salvezza promessa da Dio: ricordiamo il \u00abprete asceta\u00bb delle indimenticabili pagine della Genealogia della Morale di Nietzsche\u201d. <\/em><\/p>\n<p>D&#8217;Alonzo, nella sua stringata e affascinante analisi dell&#8217;immaginazione e del suo potere creativo, rivaluta l&#8217;aspetto sacrale e metafisico della donna, negato, ridicolizzato, perseguitato da duemila anni di cristianesimo. \u00c8 il femminino eterno, la madre che non giudica, non condanna, ma esalta la gioia e il piacere, \u00e8 la Ninfa che nell&#8217;antro ama e ispira Numa, \u00e8 la parte della coppia sacra che nella grotta del Buontalenti a Boboli celebra il rito dell&#8217;eterna copula.<\/p>\n<p>\u00c8 la signora della vita e della morte, colei che non discrimina, dalle ricchezze inesauribili e della creazione continua. Nelle acque del sogno e dell&#8217;immaginazione, dona giovinezza eterna ed eterna felicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 la parte destra del cervello maschile, repressa e rinnegata con le sue componenti di intuitivit\u00e0, istintivit\u00e0, emozionalit\u00e0, vibrazione e sensibilit\u00e0 sottile.<\/p>\n<p>Ma <em>\u201cl&#8217;inganno satanico del mondo sensibile\u201d<\/em> ha pure la sua forza disgregante che porta verso il molteplice e quindi allontana dall&#8217;Uno.<\/p>\n<p><em>\u201cLos, il tempo, il principio maschile, genera Enitharmon, lo spazio, il polo femminile, che genera a sua volta una nuova forma maschile. \u00c8 iniziato il processo del concepimento terrestre perch\u00e9 il primo uomo mortale \u00e8 venuto alla luce. \u00abUrlante di Gelosia\u00bb perch\u00e9 aspira a quel senso di totalit\u00e0, a quel dimorare-presso-gli-dei che la Caduta ha allontanato: perch\u00e9 la reintegrazione possa avvenire, perch\u00e9 sia possibile superare le categorie dello spazio-tempo e riunirsi al divino, \u00e8 necessario potenziare la vis immaginativa e superare l&#8217;inganno satanico del mondo sensibile, le sue effimere lusinghe. I contrapposti \u00abenergia-ragione\u00bb, \u00abanima-corpo\u00bb, sono entrambi necessari, perch\u00e9 senza di essi non c&#8217;\u00e8 progresso: ma solo sul piano storico. Sul piano messianico, viceversa, le dicotomie devono essere superate in favore della facolt\u00e0 dell&#8217;immaginazione attiva e creatrice, la sola in grado di accelerare il compimento di quel processo che avverr\u00e0 comunque\u201d. <\/em><\/p>\n<p>D&#8217;Alonzo dimostra infine la sua capacit\u00e0 di sintesi, dopo un&#8217;ampia e geniale analisi, che transita in oltre tremila anni di storia del pensiero e delle sue concezioni metafisiche, nel capitolo <em>Metafisica e cibernetica. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPochissimi individui, oggi, mostrano interesse per la metafisica. Siamo ormai abituati a etichettare la metafisica come una sorta di pensiero inattuale, anacronistico, superato nella sua pretesa di universalizzare la \u00abverit\u00e0\u00bb. Nel postmoderno si pensa la ragione non pi\u00f9 come uno specchio capace di riflettere una presunta verit\u00e0 oggettiva, ipostatica, intelligibile, ma come &#8211; la definizione \u00e8 di Richard Rorty, filosofo statunitense recentemente scomparso &#8211; una \u00abrete\u00bb, uno strumento fallibile con cui a volte si riesce a catturare qualche significato, ma molte volte si rimane a bocca asciutta. La filosofia non pu\u00f2 pi\u00f9 ambire a rinverdire i fasti del passato, ma deve limitarsi a essere considerata una delle tante \u00abvoci\u00bb del mondo che articolano l&#8217;interpretazione, operando una scelta tra il presentare se stessa come una sorta di tuttologia dilettantesca o, viceversa, subordinando il suo ruolo e il suo antico prestigio al servizio ancillare nei confronti delle scienze umane, meglio qualificate per indagare con metodologie aggiornate le sfaccettature della societ\u00e0 o i comportamenti individuali\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Questa definizione pessimistica del ruolo della filosofia nel mondo contemporaneo, per quanto abbia una sua ragione d&#8217;essere nella caduta dei sistemi epistemologici che riflettono una schematicit\u00e0 dogmatica oggi superata, pu\u00f2 essere comunque superata nella considerazione che proprio il post-moderno riafferma la filosofia come pratica, forse ancillare, della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Se si considera, d&#8217;altro canto, l&#8217;esoterismo come un figlio scapestrato della metafisica, vediamo come &#8211; anche se in forme volgarizzanti &#8211; questa stia diventando un paradigma sempre pi\u00f9 pregnante della cultura di massa.<\/p>\n<p>Anche lo storicismo, che tende a un determinismo dialettico immanente alla storia stessa, e che considera il passato come una via irrimediabilmente chiusa, e il futuro da ci\u00f2 indotto ineludibile, \u00e8 al tramonto.<\/p>\n<p>Si apre oggi una via che oppone dialetticamente lo \u201cstorico\u201d al \u201cmetastorico\u201d, il tempo cronologico come una variabile temporale al tempo \u201ceonico\u201d o mitico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 stato non \u00e8 dato, ma \u00e8 reinterpretabile e trascendente ad ogni nuova generazione. Ci\u00f2 che sar\u00e0 non \u00e8 storicamente delimitabile, ed \u00e8 quindi superabile, in grado di riproporsi in forme nuove in una ragionevole eternit\u00e0, in una dialettica non esauribile e prevedibile.<\/p>\n<p>Se l&#8217;utopia di una nuova era, determinata dall&#8217;eterno ritorno di cicli cosmici non \u00e8 razionalmente probabile, \u00e8 comunque metafisicamente possibile.<\/p>\n<p>Si affaccia all&#8217;alba della nuova storia un&#8217;antichissima conoscenza: la realt\u00e0 oggettiva \u00e8 modificabile dalla volont\u00e0 di una moltitudine di realt\u00e0 soggettive volte a un unico fine.<\/p>\n<p>E la chiave di volta di questa volont\u00e0 evolutiva consiste nell&#8217;immaginazione creatrice, che Eros stimola e induce, quegli \u201ceroici furori\u201d che in Giordano Bruno possano muovere l&#8217;universo stesso. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prefazione al testo di A. D&#8217;Alonzo &#8220;Genealogia dell&#8217;immaginazione&#8221; Antonio D&#8217;Alonzo, per i tipi dell&#8217;Editrice LUZ, ha scritto un lungo saggio su un argomento di notevole attualit\u00e0 nella storia del pensiero moderno. Il nuovo millennio ha perso le convinzioni, gli entusiasmi, gli impulsi del novecento, che vediamo come oggi un labirinto immenso e bellissimo dove l&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 riuscita a trovare n\u00e9 il centro n\u00e9 l&#8217;uscita. Il vaso di Pandora, pur aperto, non lascia ancora uscire lo zefiro primaverile della speranza. 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