{"id":1604,"date":"2008-03-10T20:05:23","date_gmt":"2008-03-10T19:05:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1604"},"modified":"2023-09-29T20:25:30","modified_gmt":"2023-09-29T18:25:30","slug":"pitagora-ed-il-suo-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1604","title":{"rendered":"Pitagora ed il suo tempo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>1. Pitagora e il suo tempo \u2013 2.1. L&#8217;Ermetismo pitagorico &#8211; 2.2. L&#8217;Arte di Vivere &#8211; 3. Le influenze Pitagoriche &#8211; 4. Oggi <\/em><\/p>\n<p>Le citt\u00e0 ioniche hanno disposto, sin dall&#8217;VIII secolo (750) di un alfabeto nato a Mileto, ben adattato alla lingua \u201cgreca\u201d per leggere e scrivere. Questo alfabeto, nato dal fenicio dopo diversi brancolamenti, \u00e8 gi\u00e0 ampiamente diffuso nel VI secolo. Come per le citt\u00e0 ioniche, sono governate da oligarchie coperte da tiranni abbastanza liberali. Sono potute nascere, grazie a questo alfabeto, scuole d&#8217;insegnamento \u201claiche\u201d (al di fuori dei templi). La tentazione sar\u00e0 grande per i Maestri di scuola di scrivere libri per scambiare le loro idee e diffondere il loro sapere. Con il vocabolario povero in \u201castratto\u201d di cui dispongono, le parole non avranno sempre lo stesso senso. Questi Maestri erano chiamati Saggi (Sopho\u00ef), prima che Pitagora, per modestia, si dichiarasse \u201cAmico della Saggezza\u201d, in quanto la Saggezza come la Verit\u00e0 , sono divine.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Pitagora ed il suo tempo<\/h3>\n<p align=\"left\">di Gemile Lefran\u00e7ois<br \/>\ntraduzione di Rino Follien<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>Sommario<\/em>: <a href=\"#p1\">1. Pitagora e il suo tempo<\/a> \u2013 <a href=\"#p21\">2.1. L&#8217;Ermetismo pitagorico<\/a> &#8211; <a href=\"#p22\">2.2. L&#8217;Arte di Vivere<\/a> &#8211; <a href=\"#p3\">3. Le influenze Pitagoriche<\/a> &#8211; <a href=\"#p4\">4. Oggi<\/a><br \/>\n<a name=\"p1\"><\/a><\/p>\n<h4>1. Pitagora e il suo tempo<\/h4>\n<p><strong>1.1 &#8211; Il mondo antico mediterraneo <\/strong><\/p>\n<p>La navigazione, armata per il commercio o i raid militari, ha svolto un ruolo importante nel Mediterraneo, sin da terzo millennio. Sembra che Troia sia stata fondata prima del 2500 da audaci marinai, venuti dal Basso Danubio, parlanti un \u201cgreco proto-ionico\u201d che si \u00e8 esteso in Anatolia e nell&#8217;Egeo. Ma altri marinai del Mediterraneo Centrale e popolazioni scese attraverso l&#8217;Illiria nella Grecia Continentale parlavano una lingua veicolare analoga, un \u201cproto-greco\u201d dorico (?), forse di origine \u201cAtlantidea\u201d.<\/p>\n<p>Nel II millennio, la Bassa Valle del Nilo \u00e8 in contatto con questi \u201cPopoli del Mare\u201d chiamati Haou-Nebout (parlanti il greco) che sono talora amici come alleati mercenari, tal&#8217;altra nemici come pirati, talvolta in appoggio a raid venuti dall&#8217;Ovest attraverso la Libia o anche dall&#8217;Est. Si possono citare i seguenti esempi di alleanze del Basso Egitto con forze \u00ab greche \u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 con mercenari Haou-Nebout che il Tebano Ahmosis 1\u00b0, fondatore della 18\u00b0 dinastia, verso il 1590, conquista il Delta (Avaris) battendo il re (faraone) hyksos Apophis, di cui il Giuseppe biblico fu forse ministro. Ahmosis concludeva cos\u00ec la lotta intrapresa da suo padre, Kamosis, con l&#8217;aiuto di mercenari libici. Un testo indica Ahmosis, il Liberatore, esortante i suoi soggetti ad acclamare la sua sposa, la \u201cSignora degli Haou-Nebout\u201d.<\/p>\n<p>Questa 18\u00b0 dinastia termina con l&#8217;usurpatore Horemheb, un generale salito al potere dopo un periodo di disordini. Alla morte d&#8217;Horemheb (1315), i disordini riprendono fino al 1310, quando un capo di mercenari del Mediterraneo Centrale e della Libia, un \u201cLarthe\u201d etrusco-Z\u00e8thos 1\u00b0 (Seti 1\u00b0), fonda la 19\u00b0 dinastia (quella dei Ramsete). Dopo molteplici disordini dinastici, ed un lungo dominio assiro, un principe vassallo dell&#8217;Assiria, Psammetico, fonda la 26\u00b0 dinastia, detta Sa\u00eeta (650), facendo largo appello a mercenari della Ionia e della Caria (opliti detti \u201cUomini di Bronzo\u201d) per assumere il potere.<\/p>\n<p>Questo faraone crea persino un \u201ccorpo\u201d d&#8217;interpreti di Greco. In seguito ad una fallita guerra, in Libia, contro la colonia greca di Cirene, il faraone Apri\u00e8s \u00e8 detronizzato dal suo generale vinto, Amasis, che regner\u00e0 per 42 anni (568-526), con il concorso di mercenari e di marinai ionici. Alleato di Polycrate di Samos, la cui flotta \u00e8 molto potente, Amasis concede a dei Greci, nel 565, la \u201ccolonia\u201d di Naucratis accessibile dal mare e resiste alla spinta persiana di Ciro. In queste epoche, gli scambi culturali e religiosi non sono mancati tra il Mediterraneo \u00abgreco\u00bb e l&#8217;Egitto, anche se i \u201cnobili\u201d ed il sacerdozio egiziani \u201cdisprezzano\u201d i marinai ed i commercianti \u201cgreci\u201d per il loro modo di vivere \u201cimpuro\u201d (Erodoto). Apollo \u00e8 assimilato ad Osiride, Artemide ad Iside. Atena \u00e8 onorata con un tempio nel Delta.<\/p>\n<p><strong>1.2 &#8211; Il tempo di Pitagora <\/strong><\/p>\n<p>La filosofia greca \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata nei territori ionici d&#8217;Anatolia e del Dodecanneso, prima di emigrare, sotto la pressione dei soprusi dell&#8217;imperialismo Persiano, verso le Cicladi, la Grecia continentale (Atene) e la Magna Grecia (Italia del Sud e Sicilia). Dopo la lunga (10 anni) guerra di Troia (verso il 1300) che ha indebolito le citt\u00e0 Egee e l&#8217;Anatolia, si trovano, verso il 1200, tracce di importanti devastazioni attribuite, in parte, a migrazioni e raid di \u201cPopoli del Mare\u201d ed anche a catastrofi naturali (terremoti e tsunami), notevoli eruzioni e crolli in mare del vulcano di Thera-Santorino. Per tre o quattro secoli queste regioni sembrano archeologicamente vuote, come prive di Storia. Ma nell&#8217;VIII e VII secolo le citt\u00e0 d&#8217;Anatolia, supposte ricostituite da disparate popolazioni ed impoverite, sono diventate abbastanza ricche in uomini per fondare numerose \u201ccolonie\u201d sul Mar Nero e nel Mediterraneo Centrale da cui erano, in parte, nate.<\/p>\n<p>Occorre rilevare che le citt\u00e0 ioniche hanno disposto, sin dall&#8217;VIII secolo (750) di un alfabeto nato a Mileto, ben adattato alla lingua \u201cgreca\u201d per leggere e scrivere. Questo alfabeto, nato dal fenicio dopo diversi brancolamenti, \u00e8 gi\u00e0 ampiamente diffuso nel VI secolo. Come per le citt\u00e0 ioniche, sono governate da oligarchie coperte da tiranni abbastanza liberali. Sono potute nascere, grazie a questo alfabeto, scuole d&#8217;insegnamento \u201claiche\u201d (al di fuori dei templi). La tentazione sar\u00e0 grande per i Maestri di scuola di scrivere libri per scambiare le loro idee e diffondere il loro sapere. Con il vocabolario povero in \u201castratto\u201d di cui dispongono, le parole non avranno sempre lo stesso senso. Questi Maestri erano chiamati Saggi (Sopho\u00ef), prima che Pitagora, per modestia, si dichiarasse \u201cAmico della Saggezza\u201d, in quanto la Saggezza come la Verit\u00e0 , sono divine.<\/p>\n<p><strong>1.3 &#8211; La filosofia ionica <\/strong><\/p>\n<p>I filosofi pi\u00f9 significativi del tempo di Pitagora sono, come lui, ionici. Sono:<\/p>\n<p><em>Talete <\/em> (625-535), fenicio di Tiro emigrato a Mileto. Saggio leggendario di origine telide, discendente d&#8217;Agenore. Ha frequentato il Sacerdozio Egiziano ed avrebbe detto dell&#8217;Apollo di Didimo (Caria) che era il \u201cprotettore\u201d del popolo del Nilo. (Apollo non \u00e8 una parola di origine greca). In Talete, che non ha lasciato opere didattiche, ma massime ed aforismi, appare gi\u00e0 <em>Arch\u00e9<\/em>, nel senso di Potere dell&#8217;Uno, esercitato dallo Spirito (Nous).<\/p>\n<p><em>Anassimandro di Mileto <\/em> (610-546) \u2013 Allievo di Talete molto rinomato. Per lui nell&#8217;Apeiron (l&#8217;Indeterminato) che contiene Tutto, l&#8217;Arch\u00e9 \u00e8 il principio unico divino, ineffabile, che fa regnare l&#8217;Armonia e la Giustizia con la sua Intelligenza (Nous).<\/p>\n<p><em>Anassimene di Mileto <\/em> (580-529) \u2013 Allievo di Anassimandro ed amico di Pitagora \u2013 Per lui l&#8217;Apeiron \u00e8 chiamato Etere, spazio (infinito) dei \u201crespiri\u201d.<\/p>\n<p><em>Xenofane di Colophon <\/em> (576-484) \u2013 Rapsodo, allievo di Anassimandro emigrato in Sicilia \u2013 Per lui Dio non \u00e8 per nulla antropomorfo \u2013 Disapprova i sacrifici sanguinosi \u2013 Parla dell&#8217;Essere (nel senso di No\u00fbs) prima di Parmenide.<\/p>\n<p><em>Eraclito d&#8217;Efeso <\/em> (540-480) \u2013 della discendenza di Adroclide, fondatore di Efeso e maestri ereditari del Tempio della Citt\u00e0 \u2013 Deluso dalla sua Citt\u00e0, si dimette dalla carica sacerdotale per finire i suoi giorni molto modestamente. Ha conosciuto Anassimene e Pitagora \u2013 Ha scritto un libro depositato nel Tempio di Artemide \u2013 Per lui, \u201c La Legge Unica e Divina\u201d del Logos, detto anche l&#8217;Uno &#8211; (al neutro) o anche con la Cosa Saggia , anima e regge ogni Natura, in perpetuo rinnovamento.<\/p>\n<p><em>Anassagora di Clazomene <\/em> (498-428) \u2013 Allievo di Anassimene e pitagorico discreto \u2013 Emigrato ad Atene \u2013 Protetto da Pericle \u2013 \u00c8 stato il maestro di Socrate e di Euripide \u2013 Insiste sull&#8217;Intelligenza (No\u00fbs) o Spirito, che regge ed anima ogni spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti questi filosofi condividono, in comune con Pitagora, come vedremo, la credenza nella non-mortalit\u00e0 dello Spirito dell&#8217;uomo (per quanto ce ne sia) e, di conseguenza, nel Dio UNO (eterno) e nel Mondo degli Spiriti divini (non mortali).<\/p>\n<p><strong>1.4 &#8211; La Vita di Pitagora e la sua opera <\/strong><\/p>\n<p>Pitagora \u00e8 nato verso il 580, (o 590) nell&#8217;isola di Samo. Suo padre, di lontana origine fenicia (Tiro), passando per Vile di Lemnos, \u00e8 un agiato gioielliere. Il bambino, molto dotato, \u00e8 affidato ai migliori precettori del tempo, tra cui Pherecide di Syros, iniziato all&#8217;Orfismo, Anassimandro di Mileto, sapiente \u201cmatematico\u201d, ed anche Talete di Mileto che fu colpito dall&#8217;eccellenza dei suoi doni. Ebbe in seguito maestri fenici (Tiro, Sidone). Poi, dietro raccomandazione di Policrate (tiranno di Samo) presso il faraone del Basso-Egitto Amasis, Pitagora seguir\u00e0 la formazione scientifica ed iniziatica dei collegi sacerdotali di Heliopolis (e forse di Memphis).<\/p>\n<p>Infine Pitagora incontr\u00f2 dei \u201cmaghi\u201d Caldei (in Fenicia?) e fu ospite di Templi Greci, in particolare il Tempio di Apollo a Delo, prima di riguadagnare, dopo un&#8217;assenza di oltre 25 anni, la sua isola di Samo, dove la tirannia di Policrate si era indurita. Tent\u00f2, senza successo, di aprirvi una Scuola, prima di emigrare circa all&#8217;et\u00e0 di 40 anni, nel 540 (532 secondo certe fonti), in Magna Grecia (Italia del Sud). Vi cre\u00f2, a Crotone, una Scuola \u201claica\u201d di Saggezza diventata rapidamente famosa, il cui reclutamento, l&#8217;organizzazione e l&#8217;insegnamento sembrano ricalcati su quelli dei grandi Templi egizi.<\/p>\n<p>Si sa che questi Templi reclutavano, con massima cura giovani dotati intellettualmente e fisicamente per istruirli e formarli al fine di mantenere la loro autorit\u00e0 nelle tecniche, nelle arti, nella medicina e, naturalmente, nelle pratiche sacerdotali, in particolare la divinazione. L&#8217;Ordine Pitagorico di Crotone, aristocratico nel senso greco della parola, avr\u00e0 un&#8217;esistenza pubblica di breve durata perch\u00e9 non sar\u00e0 supportato dai movimenti \u201cdemocratici\u201d che hanno agitato a quell&#8217;epoca le citt\u00e0 della Magna Grecia e della Sicilia. Pitagora muore verso il 500, probabilmente ritirato a Metaponto. Dopo la morte di Pitagora l&#8217;Ordine ed i Cerchi pitagorici della Magna Grecia sono progressivamente indeboliti, attaccati e dispersi (450).<\/p>\n<p>Ma l&#8217;Ordine era rapidamente sciamato nel Mondo Greco ed in Italia. Il suo insegnamento (segreto) si \u00e8 perpetuato in cerchi chiusi, senza ricostituzione di Scuole di Saggezza, salvo forse a Roma, dove le persecuzioni contro i Pitagorici (Matematici), difensori della Repubblica e del Senato, furono numerose. Cicerone, il cui amico P. Nigidius Figulus animava una Confraternita pitagorica rinomata, poteva scrivere che a Roma \u201cnessuno era considerato come istruito se non era Pitagorico\u201d. N\u00e9 profeta, n\u00e9 sacerdote, ma sapiente e taumaturgo, Pitagora non \u00e8 portatore di una nuova rivelazione. \u00c8 iniziato ai riti e simboli dei Misteri che velano gli insegnamenti dei grandi Templi dove, ad un alto livello iniziatico, \u00e8 percepita la stessa metafisica e sono coronate le stesse virt\u00f9. Disponiamo di parecchie biografie di Pitagora tra cui quelle di Diogene Laerzio, di Giamblico e di Porfirio. Per quanto tardivi questi autori sono preziosi in quanto riprendono le fonti antiche, oggi scomparse.<\/p>\n<p>Pitagora ha scritto poco. Gli si attribuiscono dei Discorsi Sacri \u201cHiero\u00ef Logo\u00ef\u201d, di cui si ritrovano, qua e l\u00e0, dei frammenti. Il poema i \u201cVersi aurei\u201d, di 71 (o 73) versi attribuiti a Lisia, rifugiato a Tebe presso Epaminonda, pare costituito, per pi\u00f9 di 2\/3, da estratti autentici dei \u201cDiscorsi Sacri\u201d. Si conoscono parecchie traduzioni di questo poema, probabilmente restaurato nel III secolo, quelle di Andr\u00e9 Dacier, Custode dei Libri del Gabinetto del Re (Luigi XIV), di Fabre d&#8217;Olivet (1767-1825) e di Mario Meunier (1925). Disponiamo anche di lunghi Commentari dei \u201cVersi Aurei\u201d da parte di Hierocles (V secolo) e degli Esami dettagliati da parte di Fabre d&#8217;Olivet. Gli \u201cEsami\u201d di Fabre d&#8217;Olivet sono interessanti per la sua grande cultura e la sua acuta sensibilit\u00e0 all&#8217;Ermetismo pitagorico. Abbiamo 2 traduzioni dei Commentari di Hierocles, quella di Andr\u00e9 Dacier (verso il 1700) e quella di Mario Meunier. Hierocles ha conosciuto bene il neo-pitagorismo alessandrino. Egli pensa che i Versi Aurei siano un riassunto autentico dell&#8217;insegnamento pitagorico per \u201cl&#8217;esterno\u201d, la pratica delle virt\u00f9, e per \u201cl&#8217;interiore\u201d la conoscenza di s\u00e9 e, cos\u00ec, quella del divino. Oltre ai \u201cDiscorsi Sacri\u201d si attribuiscono a Pitagora numerosi aforismi (acousmata). Un&#8217;analisi dei Versi Aurei e degli Aforismi esce dal quadro di questo lavoro.<\/p>\n<p>Ritorniamo per un momento sulla Scuola di Saggezza di Crotone. Questa accoglieva degli auditori liberi, graditi, e l&#8217;Ordine Pitagorico propriamente detto \u00e8 formato da:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">Neofiti sottoposti ad un&#8217;istruzione preparatoria.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Scienziati (Mathematiko\u00ef o Physiko\u00ef), riceventi un&#8217;istruzione profana.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Venerabili (Sebastiko\u00ef), iniziati alle arti \u201csacre\u201d ed alla metafisica.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il loro segno emblematico \u00e8 il pentalfa.<\/p>\n<p>Certi Scienziati e Venerabili, i politiko\u00ef, sono formati ai problemi politici ed economici. Sotto il segno emblematico della Bilancia essi possono partecipare al governo delle citt\u00e0, a proprio nome. Tutti i membri dell&#8217;Ordine sono tenuti al segreto, cio\u00e8 che non possono rivelare n\u00e9 l&#8217;origine, n\u00e9 le circostanze d&#8217;acquisizione delle informazioni che sono loro pervenute dall&#8217;Ordine, pur potendone usare a titolo personale.<\/p>\n<p>La Saggezza pitagorica, il cui emblema \u00e8 una Y (maiuscola), comporta una branca metafisica, la destra ed una branca pratica, la sinistra, che viene consigliato di mantenere di eguale importanza. La parte metafisica \u00e8 l&#8217;Ermetismo, in rapporto col Sacro o col Divino. La parte pratica \u00e8 l&#8217;Arte di Vivere, in rapporto con la Natura.<br \/>\n<a name=\"p21\"><\/a><\/p>\n<h4>2.1. L&#8217;Ermetismo pitagorico<\/h4>\n<p>Sull&#8217;immortalit\u00e0 dello Spirito (No\u00fbs) l&#8217;Ermetismo antico distingue:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">il mondo manifestato, la Natura (Physis) dove ogni cosa nasce, vive e muore, in perenne rinnovamento;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">il mondo non manifestato, non-mortale, il Divino o Mondo degli Spiriti.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La base di questa metafisica \u00e8 la credenza fondamentale che una parte dell&#8217;uomo, chiamata suo Spirito (No\u00fbs), per quanto ne possieda al momento della sua morte fisica, non \u00e8 mortale.<\/p>\n<p>Questa credenza, molto antica, si \u00e8 incorporata dapprima in un culto degli antenati (familiari o tribali). L&#8217;esistenza, presso certi uomini, di capacit\u00e0 innate o di reminiscenze inesplicabili, come di altri fatti strani, confortano questa credenza. Se lo Spirito (No\u00fbs) dell&#8217;uomo \u00e8 non-mortale, pur proviene da qualche parte, chiamata Mondo Divino, dove ritorner\u00e0, qui o l\u00e0, modificato oppure no dopo la morte del corpo.<\/p>\n<p><strong>2.1.1 &#8211; Sul Dio Uno e la Creazione <\/strong><\/p>\n<p>La causa del Mondo divino e della Natura (vivente) \u00e8 attribuita ad un Principio Unico, il Dio Uno (o Theos), Padre di Tutto al quale \u00e8 spesso associato un Figlio, Demiurgo, rappresentante la volont\u00e0 creatrice del Dio Uno, suo Logos. L&#8217;insieme Dio-Logos \u00e8 al di fuori dello spazio e del tempo (fisico), quindi inconoscibile ed eterno, ineffabile. Governa la Natura secondo leggi immutabili. Queste leggi assicurano il Bene e l&#8217;Armonia nella Natura, dove la creazione \u00e8 continua, secondo ritmi \u2013 \u201cgenerazione-vita-morte\u201d, senza fine. La questione dell&#8217;origine e della fine dei Mondi, in altre parole dell&#8217;origine e della fine dei Tempi non ha senso poich\u00e9 la verit\u00e0 e la Vita che governano la Natura sono inesplicabili. La tesi di un big-bang originale, come la prospettiva di una spiritualizzazione globale della Natura che ritorna al Nulla originale, non interessano l&#8217;Ermetismo. Sarebbe meno insensato congetturare sull&#8217;asteroide che, un giorno, distrugger\u00e0 brutalmente la nostra terra, fenomeno minuscolo su scala astronomica e conforme alle leggi della Natura. Il Mondo Divino emanato dal Dio-Logos \u00e8 presentato, allegoricamente, come costituito da divinit\u00e0 a tre livelli:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">dalle divinit\u00e0 immortali occupanti le sfere celesti secondo il loro rango;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">dagli eroi (glorificati) o santi, non-mortali;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">dai da\u00efmons, angeli custodi o geni, non-mortali.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La ragione umana non ha accesso alla conoscenza delle strutture e delle leggi del Mondo Divino. \u00c8 tuttavia dato all&#8217;uomo, che ha potuto acquisire coscienza del proprio Spirito, un accesso al mondo divino attraverso la via (iniziatica) che lo collega al suo da\u00efmon (il suo angelo custode nel linguaggio cristiano). L&#8217;insieme \u201cDio Uno-Logos-Mondo Divino-Natura\u201d costituisce la Tetrade Sacra pitagorica, la Tetractys Sacra.<\/p>\n<p><strong>2.1.2 &#8211; Sull&#8217;uomo <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;uomo ha una triplice natura, corpo (Soma) anima (Psiche) e Spirito (No\u00fbs). Egli pu\u00f2 quindi vivere una triplice esistenza, animale (istintiva), animica (cosciente) e spirituale (intelligente, in senso greco). Queste 3 esistenze sono in qualche sorta integrate in una \u201cunit\u00e0 volitiva\u201d per costituire il famoso quaternario umano, la Tetractys umana. Il corpo \u00e8 mortale, l&#8217;anima anche, ma essa non svanisce totalmente sin dalla morte del corpo, mentre lo Spirito, separato dal corpo, raggiunge il Mondo Divino. L&#8217;Iniziato Virgilio scrive che dopo la morte il corpo va alla terra, i <em>manes <\/em> circonvolano, lo Spirito si allontana verso i Cieli.<\/p>\n<p>Ma niente \u00e8 cos\u00ec semplice. Il corpo fisico, accessibile direttamente ai nostri sensi (sensazioni) \u00e8 completato dal corpo eterico, non visibile, salvo eccezioni. L&#8217;aura umana, che pu\u00f2 essere vista da certe persone, \u00e8 comunemente percepita da degli animali, come i cani. L&#8217;anima, la cui parte bassa condivide col corpo la vita istintiva ( La Gana ), \u00e8, nella sua parte mediana, la sede delle passioni, dei sentimenti e del giudizio. Nella sua parte alta \u00e8 connessa allo Spirito con la coscienza morale e la ragione (Logos). Lo Spirito \u00e8 la fonte delle ispirazioni, della sagacit\u00e0 e dell&#8217;Intelligenza (parte alta dell&#8217;inconscio nel linguaggio di K.G. Jung). Ad un livello elevato di virt\u00f9 e di spiritualit\u00e0, una parte dell&#8217;anima alta \u00e8 supposta poter accompagnare lo Spirito nel Mondo Divino e produrre in caso di \u201crinascita\u201d un riaffiorare di ricordi di vita anteriore (anamnesia).<\/p>\n<p><strong>2.1.3 &#8211; Sul Mondo Divino <\/strong><\/p>\n<p>Il principio dell&#8217;unit\u00e0 assoluta di Dio, o del Dio-Logos, ineffabile, riconduce al solo Mondo Divino le rivelazioni religiose e le teologie. Secondo l&#8217;Ermetismo possono apparire sulla terra degli esseri dotati di capacit\u00e0 psichiche e spirituali fuori dal comune (sopranaturali), taumaturghi, profeti, teurghi. Se essi lasciano, dopo la loro morte corporea, un campo d&#8217;energia spirituale benefica sufficiente per riunire dei fedeli attorno alla loro memoria, sono considerati come degli avatar (incarnazione) d&#8217;un Essere Divino, classificato dio, eroe o da\u00efmon. Una Divinit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec nata nella memoria degli uomini dopo un&#8217;incarnazione sopranaturale.<\/p>\n<p>Andare oltre \u00e8 lasciare l&#8217;Ermetismo per una gnosi. Notare che nella teologia cristiana la Causa di Tutto, Dio-Logos, Padre e Figlio, forma, con la parte alta del Mondo Divino, chiamata Spirito Santo, la Triade delle 3 Ipostasi, la Trinit\u00e0 , sulla quale le Chiese Cristiane si sono divise, per ragioni umane, fino ad affermare talora la consustanzialit\u00e0 delle 3 Ipostasi, cosa che si richiama ad una teologia del Dio Uno, tal&#8217;altra una certa \u201cgerarchia trinitaria\u201d dove lo Spirito Santo rappresenta le Energie Divine a cui l&#8217;uomo pu\u00f2 sperare di accedere, al suo livello di iniziazione spirituale.<\/p>\n<p>La Chiesa cattolica romana \u00e8 del 1\u00b0 tipo. La Chiesa detta Johannita, che si ricongiunge al Prologo del Vangelo di San Giovanni, \u00e8 del 2\u00b0 tipo, pi\u00f9 vicina all&#8217;Ermetismo. I Cristiani ortodossi dicono, con Basilio: \u201cIl Padre si rivela attraverso il Figlio nello Spirito (Santo)\u201d. Come abbiamo detto, l&#8217;uomo \u00e8 \u201cad immagine di Dio\u201d, o piuttosto divino, solo nella misura in cui possiede lo Spirito (No\u00fbs).<\/p>\n<p>La trasmigrazione degli Spiriti (metempsicosi o palingenesi) \u00e8 una visione allegorica di una spirale di purificazioni spirituali, dopo la quale lo Spirito pu\u00f2 sfuggire ai cicli di rinascite (non necessariamente sul nostro globo) per diventare da\u00efmon, eroe e perfino dio, non-mortale o immortale. Questa visione, comune ai bramani, caldei, egiziani, pitagorici e celti (druidi) \u00e8 stata ripresa dalla chiesa cristiana primitiva impregnata d&#8217;Essenismo, in particolare da Origene. La trasmigrazione \u00e8 stata condannata, contemporaneamente alla pre-esistenza degli Spiriti, quando l&#8217;esoterismo cristiano ha cessato di essere tollerato, salvo il Johannismo.<\/p>\n<p><strong>2.1.4 &#8211; Sul bene ed il male <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Ermetismo ignora la dualit\u00e0 Bene-Male ed evita questo ostacolo affermando:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">la Potenza della Volont\u00e0, centrata sull&#8217;anima, d\u00e0 all&#8217;uomo il suo libero arbitrio di fronte alla Necessit\u00e0 del destino che non \u00e8 ineluttabile.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">L&#8217;uomo, come tutta la Natura , \u00e8 sottomesso alla Provvidenza divina che dispensa il Bene.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">La fonte dei mali (del corpo, come dell&#8217;anima) \u00e8 nelle vicissitudini inevitabili della vita, alle quali il Saggio sfugge meglio dell&#8217;insensato in quanto egli pu\u00f2, prima di agire, conoscere le conseguenze (necessarie) dei suoi atti.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Questa \u201cmetafisica\u201d non pu\u00f2 essere accettata, senza l&#8217;appoggio di una rivelazione religiosa, che da un uomo virtuoso avente delle conoscenze sufficienti. Questo \u201caristocratico\u201d, stupito osservando la Natura e la Vita , la cui profonda comprensione gli sfugge, sa che la Vita della Creazione (minerale, vegetale, animale) \u00e8 un miracolo permanente di una Provvidenza che identifica al Bene. L&#8217;idea che la Vita non sarebbe che la conseguenza naturale di azzardate scintille (di vita) \u00e8 pura follia.<\/p>\n<p><strong>2.1.5 &#8211; Sull&#8217;Armonia ed il Numero <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Armonia regna ovunque nell&#8217;Universo che, a causa di questo, \u00e8 designato come Cosmo. Il Cosmo \u00e8 retto, naturalmente, dalla proporzione geometrica (Analogia), dall&#8217;opposizione all&#8217;uguaglianza aritmetica. Nel <em>Gorgia<\/em>, Socrate, dopo aver ricordato a Calliaco che a dire dei saggi (pitagorici) \u201cil cielo, la terra, le divinit\u00e0 e gli uomini sono raggruppati in una comunit\u00e0 fatta di amicizia, di moderazione e di Giustizia\u201d, curiosamente lo prega di osservare che \u201cla proporzione geometrica ha una grande potenza presso gli dei e gli uomini\u201d. L&#8217;uguaglianza (aritmetica) tra gli uomini porta al disordine e all&#8217;ingiustizia. \u00c8 \u201cingiusto trattare egualmente degli ineguali\u201d. Vi \u00e8 \u201csimmetria\u201d (Symetria) l\u00e0 dove esistono delle proporzioni armoniche tra gli elementi di un insieme. Vi \u00e8 \u201csinfonia\u201d (Synphonia) l\u00e0 dove gli intervalli sono in proporzioni armoniche (in musica, in geometria, in architettura,\u2026.). I Pitagorici attribuiscono un grande valore alla musica \u201csolare\u201d (gamma naturale e lira a 7 corde), rigettando la musica \u201clunare\u201d (flauto dionisiaco). L&#8217;Armonizzazione \u00e8 anche la riduzione del diverso grazie ad una mediet\u00e0 (dualit\u00e0 unit\u00e0): accordo tra A e B attraverso la mediet\u00e0 di C come A\/C = C\/B \u2013 Proporzione aurea tra A e B quando A\/B = (A+B)\/A.<\/p>\n<p><strong>2.1.6 &#8211; Il Numero, Arithmos <\/strong><\/p>\n<p>Allo stesso modo che tutti i numeri aritmetici procedono da uno, tutte le cose e tutti gli Esseri che procedono dalla Monade (Dio-Logos) sono designati, per analogia, sotto il termine velato nascosto di Numero. Il Numero (con la N maiuscola), vicino all&#8217;idea platonica, ha valore di \u201ccodice genetico\u201d del Reale. \u00c8 difficile dire di pi\u00f9 al riguardo senza \u201cingarbugliare il Senso col discorso\u201d. Al di fuori dei sentieri della Saggezza arithmos \u00e8 stato applicato:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">a coppie simboliche come: Pari-dispari, compiuto-incompiuto, stesso-altro, fuoco-acqua, bianco-rosso, destra-sinistra, ecc\u2026;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">ad una aritmologia prolissa dei primi numeri;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">all&#8217;aritmetica, gi\u00e0 sviluppata nel VI secolo in Egitto e presso gli Ioni.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"p22\"><\/a><\/p>\n<h4>2.2. L&#8217;Arte di Vivere<\/h4>\n<p><strong>2.2.1 \u2013 Le Religioni <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Ermetismo, <em>stricto sensu<\/em>, riduce il \u201cSacro\u201d ad una relazione diretta ed \u201carida\u201d tra l&#8217;individuo e la frontiera del Mondo Divino. Non c&#8217;\u00e8 dunque affatto religione pitagorica propriamente detta, anche se Pitagora era vicino all&#8217;Orfismo, un pensiero religioso rifiutante i sacrifici cruenti e senza templi, impregnato di poesia e di musica, una distensione per lo Spirito. Ebbene, nell&#8217;antichit\u00e0, le citt\u00e0 sono poste sotto la protezione di divinit\u00e0 (dei o dee) emblematiche, onorate in Templi da un Sacerdozio che pratica, tra l&#8217;altro, la Divinazione.<\/p>\n<p>I poteri politici e religiosi sono ben distinti, ma partecipano insieme a liturgie, ai misteri e a sacrifici. Il Tempio principale della Citt\u00e0 \u00e8 obbligatoriamente interrogato dai poteri politici per sapere se la Divinit\u00e0 \u00e8 favorevole o sfavorevole ad un progetto. I capi militari sono perfino accompagnati da \u201cindovini\u201d. Non partecipare alla vita religiosa locale fa rischiare l&#8217;accusa di crimine spesso punito d&#8217;ostracismo o di morte poich\u00e9 indisponendo la divinit\u00e0, pu\u00f2 portare nocumento alla sicurezza della citt\u00e0, sempre in pericolo da raid nemici, da battaglie perse, da venti sfavorevoli o da tempeste. Pitagora consiglia di sacrificare, con prudenza e con fraternit\u00e0, agli dei locali, offrendo di preferenza prodotti naturali ed opere d&#8217;arte. La partecipazione ai Misteri \u00e8 raccomandata nella misura del possibile.<\/p>\n<p>La credenza alle protezioni divine, in particolare alle divinazioni, non sembra molto profonda, a giudicare dai sarcasmi del teatro ateniese, con la libert\u00e0 concessa ai poeti. Ma la Divinit\u00e0 protettrice rimane, come un \u201cpalladium\u201d, un \u201cVessillo\u201d, l&#8217;emblema dell&#8217;unione amichevole (philia) dei cittadini di fronte al pericolo. In quanto alla divinazione, essa ha, quantomeno, le virt\u00f9 di essere un&#8217;assicurazione dei poteri (politici e militari) contro i rischi ed un freno contro le decisioni troppo affrettate. Nell&#8217;<em>Elena <\/em> di Euripide, il soldato (Socrate?) si beffa degli indovini davanti a Menelao e termina la sua tirata: \u201cIl vero indovino \u00e8 un giudizio retto e di coraggio\u201d.<\/p>\n<p><strong>2.2.2 \u2013 L&#8217;esame di coscienza <\/strong><\/p>\n<p>Il mezzo naturale d&#8217;accesso alla \u201cConoscenza di s\u00e9\u201d \u00e8 l&#8217;esame di coscienza obiettivo che, secondo i Versi Aurei, dev&#8217;essere praticato il mattino al risveglio e la sera prima del sonno. Non si tratta di meditare ma di passare in rivista le proprie attivit\u00e0 con lucidit\u00e0, cogli stessi occhi di quando si considerano gli altri, come in uno specchio. Lo scopo da raggiungere \u00e8 di essere pienamente se stesso rimanendo moderato (prudente e temperante) pur coltivando l&#8217;Amicizia e praticando la Giustizia.<\/p>\n<p>Il pitagorico, di espressione stoica, Marco Aurelio, nei suoi \u201cPropositi per me stesso\u201d ha cura di \u201cnon far altro che il suo Principio Direttore, (Hegemon o da\u00efmon) possa disapprovare\u201d e \u201cprega affinch\u00e9 il suo da\u00efmon rimanga retto\u201d. Questo riporta, sul piano spirituale, ad una ricerca esoterica del Senso, via praticabile senza rischio di \u201csbussolamento\u201d soltanto con un \u201caristocratico\u201d (in senso greco), colto e virtuoso. Come chiaramente ha detto Plotino la \u201cqualit\u00e0 del da\u00efmon \u00e8 variabile a seconda della condotta della vita\u201d. L&#8217;esame di coscienza obiettivo \u00e8 il principale mezzo di progresso spirituale, consigliato dall&#8217;Ermetismo pitagorico.<\/p>\n<p><strong>2.2.3 \u2013 Sull&#8217;Amore e l&#8217;Amicizia <\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;Amore Sacro <\/strong><\/p>\n<p>Per un Saggio, la coscienza che Dio porti un amore (Agap\u00e9, Philia) alle creature \u00e8 insensato. \u00c8 sufficiente che le sue leggi immutabili siano buone.<\/p>\n<p>L&#8217;Amore Sacro o Venerazione, sale dall&#8217;uomo verso Dio-Logos in comunione con le armonie della Provvidenza. Questa Venerazione si esprime in Inni. L&#8217;Inno a Dio del pitagorico Proclo \u00e8 stato a lungo attribuito a San Gregorio Nazianzeo. Gli Inni rivolti alle divinit\u00e0 sono delle preghiere.<\/p>\n<p>Un Saggio pu\u00f2 essere agnostico, deista o religioso.<\/p>\n<p>L&#8217;agnostico \u00e8 sensibile all&#8217;evidenza del carattere \u201cmiracoloso\u201d permanente della Vita ma si accontenta della sua relazione iniziatica \u201camichevole\u201d col suo da\u00efmon. Pochi uomini possono vivere fruttuosamente questa quasi-solitudine spirituale. Molti vanno alla sordit\u00e0 dell&#8217;ateismo o si perdono in idolatrie.<\/p>\n<p>Il deista si accontenta di contemplare la Natura e di gioirne. Estendendo l&#8217;Amore Sacro verso il basso, fino a quelle goccioline di rugiada, risplendenti dei colori dello spettro del sole del mattino \u2013 magro bottino.<\/p>\n<p>Il religioso partecipa alle liturgie e al culto (del suo ambiente) che rompono la sua solitudine spirituale senza incatenarsi ai dogmi.<\/p>\n<p>L\u2019amore profano, carnale, \u00e8 naturale, quindi legittimo, fintanto che favorisce la salute e la gioia di vivere. Nell\u2019amore profano animico, multiforme, i pitagorici scartano le passioni (malattie dell\u2019anima) e danno grande interesse ad una \u201cfonte benefica che (da sola) rompe l\u2019isolamento del saggio sulla terra\u201d.<\/p>\n<p><strong>2.2.4 \u2013 La Legge Naturale<\/strong><\/p>\n<p>Come non c\u2019\u00e8 che una fisica, non c\u2019\u00e8 che una metafisica che si pu\u00f2 chiamare Teologia (con la T maiuscola) e di cui c\u2019\u00e8 poco da dire. Il rinomato filosofo Boezio (482-524), un pitagorico (tanto celebre che fu beatificato sulla fede di testi apocrifi), diceva: \u201cCertamente non c\u2019\u00e8 che un solo Dio; ma possono esistere numerose divinit\u00e0, per partecipazione\u201d, con le loro proprie teologie. \u00c8 pi\u00f9 difficile, ma ragionevole, ammettere che la natura umana \u00e8 unica e quindi che una Legge Naturale \u00e8 adeguata per l\u2019uomo. L\u2019Arte di Vivere pitagorica non fa accezione di persona, ma preconizza, per il bene comune, il regno dell\u2019uguaglianza geometrica: per ciascuno, diritti e doveri \u201csecondo le proprie capacit\u00e0 reali; non secondo i propri meriti la cui misura \u00e8 troppo soggettiva\u201d.<br \/>\n<a name=\"p3\"><\/a><\/p>\n<h4>3. Le influenze Pitagoriche<\/h4>\n<p>Cosa ci resta di Pitagora? Ci vorrebbe un\u2019intera opera per preparare un quadro dei pitagorici conosciuti, pi\u00f9 o meno dichiarati, da 25 secoli. Ma alcuni nomi saranno sufficienti per giungere ad una conclusione.<\/p>\n<p><strong>3.1 &#8211; Su Socrate ed Euripide<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019epoca di Socrate (469-399), sarebbe stato pericoloso ad Atene, e quasi ovunque nel mondo mediterraneo, riferirsi apertamente all\u2019insegnamento pitagorico, tenuto in sonno o nascosto. Cos\u00ec, in Platone (428-349), quando Socrate evoca i \u201csaggi\u201d bisogna intendere \u201ci pitagorici\u201d. Platone afferma chiaramente, in una lettera a Dionigi di Siracusa, che non ha mai scritto nulla sulla dottrina \u201csegreta\u201d, riservata \u201calle persone colte\u201d, e che ha soltanto riferito al riguardo alcuni argomenti trattati da Socrate. L\u2019opera di Platone era ancora molto celebre per la sua qualit\u00e0 letteraria nel XVI secolo; ma il vero filosofo greco di cui si dissertava era Pitagora; ci si chiedeva, con insistenza se, s\u00ec o no egli \u201cavesse conosciuto bene il Padre, il Figlio e lo Spirito (Santo)\u201d.<\/p>\n<p>Si sa che Socrate ha collaborato strettamente col teatro tragico del suo amico Euripide dove l\u2019Ermetismo \u00e8 talvolta svelato come in questo estratto \u201cCi\u00f2 che \u00e8 nato dalla carne ritorna alla terra, ma ci\u00f2 che \u00e8 germogliato da un seme etereo ritorna verso la volta celeste\u201d. Scritto verso il 425, questo \u00e8 vicino a Giovanni III \u2013 6.7. Con logica Socrate non parlava del Dio-Logos, ineffabile, ma soltanto dell\u2019Arte di Vivere, non senza ricordare, qua e l\u00e0, la non-mortalit\u00e0 dello Spirito. Il Maestro d\u2019eloquenza rinomato, Isocrate di Atene, osa scrivere, con malizia, dopo la morte di Socrate: \u201cAmmiriamo di pi\u00f9, oggi, un pitagorico quando tace che gli altri, anche i pi\u00f9 eloquenti, quando parlano\u201d. La Saggezza pitagorica ha una vocazione universale e Socrate oser\u00e0 dichiararsi \u201cCittadino del Mondo\u201d, pur essendo un vigoroso \u201coplita\u201d ateniese, temibile in combattimento. I pitagorici di espressione stoica moderata, sono molto vicini a Socrate. San Giustino (100-165), pitagorico cristiano ha detto che avrebbe volentieri canonizzato Socrate.<\/p>\n<p><strong>3.2 &#8211; Su Ammonio Sacca, Origene, Plotino<\/strong><\/p>\n<p><em>Ammonio Sacca<\/em>, l\u2019\u201cAlfiere Libico\u201d (o l\u2019\u201calfiere di Ammon\u201d), viveva ad Alessandria nella prima met\u00e0 del III secolo, contemporaneo di Clemente d\u2019Alessandria. Non ha lasciato opere scritte.<\/p>\n<p>Pitagorico e \u201cMaestro delle discipline filosofiche\u201d, molto colto, probabilmente taumaturgo e teurgo, il suo insegnamento segreto \u00e8 riservato ad un piccolo numero di allievi. Nella sua Storia Filosofica del Genere Umano, Fabre d\u2019Olivet qualifica Ammonio con \u201cteosofo al quale il Cristianesimo deve i suoi riti sacri e le sue forme\u201d. Due suoi allievi, Origene (cristiano) e Plotino (pitagorico) hanno lasciato importanti opere.<\/p>\n<p><em>Origene<\/em> (185-253), nel suo Trattato dei Principi, si sforza di ridurre le divergenze e stabilire delle convergenze tra l\u2019Ermetismo ed i testi biblici interpretati spesso come delle allegorie. Egli afferma chiaramente la preesistenza e la non-mortalit\u00e0 dello Spirito, nonch\u00e9 la \u201creincarnazione\u201d, che saranno rigettate dalle chiese cristiane quando l\u2019esoterismo cristiano, necessariamente riservato ad una \u201caristocrazia\u201d spirituale, sar\u00e0 escluso \u201cper ragioni umane\u201d.<\/p>\n<p><em>Plotino<\/em> (205-270), nato in una famiglia patrizia di Alessandria, molto dotato e moderato, si \u00e8 dedicato tardivamente alla filosofia ed ha seguito per 11 anni, dai 28 ai 39 anni, gli insegnamenti di Ammonio. Diventato maestro di una scuola celebre a Roma, probabilmente dopo la morte di Ammonio, ha lasciato un\u2019opera abbondante, le Enneadi, dove sono raccolti, spesso scritti, o riscritti, dal suo assistente Porfirio (o dagli allievi), i suoi insegnamenti per una ventina d\u2019anni. Questa opera, non dogmatica, disparata e ridondante, \u00e8 soprattutto ricca di commenti, a giornata, \u201cnello spirito di Ammonio\u201d, su testi greci, per lo pi\u00f9 di Platone o di commentatori delle sue opere. Plotino resiste alle tendenze gnostiche e teurgiche. N\u00e9 Origene, n\u00e9 Plotino hanno svelato espressamente le lezioni di Ammonio, conformemente alla regola pitagorica del Segreto. Ma, dato l\u2019orientamento ben diverso delle loro opere, si pu\u00f2 congetturare che ci\u00f2 che \u00e8 loro comune, \u00e8 proprio \u201cnello spirito di Ammonio\u201d, quindi pitagorico.<\/p>\n<p><strong>3.3 &#8211; Il Prologo del Vangelo di San Giovanni ed il Johannismo<\/strong><\/p>\n<p>Il Prologo del Vangelo di San Giovanni, scritto in greco (ellenistico) ad Efeso, nel I secolo, ha molto interessato e scombussolato. Si \u00e8 tradotto Arch\u00e9 con \u201cInizio\u201d o \u201cPrincipio\u201d, e Logos con \u201cParola\u201d o \u201cVerbo\u201d, per compiacere o non scioccare mentre il vocabolario della filosofia ionica invita ad una traduzione pi\u00f9 chiara. Arch\u00e9, per Talete ed Anassimandro \u00e8 un Potere non limitato, per non dire assoluto [come AL (arconte, monarchia, ecc\u2026). Logos greco] equivale all\u2019UNO per Eraclito. \u00c8 il Creatore che anima e regge tutta la Natura. Il versetto 5, tenuto conto delle analogie ed equivalenze tra le coppie di contrari Vita-Morte, Luce-Tenebre, Spirito-corpo (carne), pu\u00f2 leggersi come un\u2019affermazione della non-mortalit\u00e0 dello Spirito (Luce), che anima il corpo senza seguirlo nella morte. Questa trascrizione in chiaro non cambia il senso dei primi versetti del Prologo. Seguiti dalla testimonianza di Giovanni Battista (l\u2019Esseno) di cui esistevano dei discepoli ad Efeso (Atti 19). Ma il nostro modo di leggere ben raccorda il nascente cristianesimo alla metafisica ionica (pitagorica).<\/p>\n<p><strong>3.4 &#8211; Sant\u2019Ireneo (130-208)<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Smirne ed allievo di Policarpo che aveva ricevuto un insegnamento diretto da San Giovanni ad Efeso, Sant\u2019Ireneo riferisce, nella sua opera \u201cLa pseudo-gnosi smascherata\u201d, ci\u00f2 che aveva visto e conosciuto delle Chiese cristiane primitive dell\u2019Asia Minore. Secondo Ireneo, Dio, attraverso la sua mano che \u00e8 Logos, ha creato l\u2019uomo destinato a partecipare all\u2019immortalit\u00e0 ed incorruttibilit\u00e0 divine. L\u2019incarnazione \u00e8 la prova di questa volont\u00e0. Il Logos, creando continuamente, rivela l\u2019eternit\u00e0 di Dio. La realt\u00e0 divina comporta 3 Ipostasi \u201cgerarchizzate\u201d, Padre, Figlio, Spirito Santo. Questo \u00e8 conforme al Vangelo di San Giovanni dove il Figlio, Cristo incarnato, che agisce attraverso e per il Padre, annuncia che dopo il suo ritorno alla destra del Padre, i credenti riceveranno luce e protezione dallo Spirito di Verit\u00e0 (Paracleto o Spirito Santo). L\u2019analogia con l\u2019Ermetismo \u00e8 completa se lo Spirito Santo (Energie Divine) \u00e8 assimilato alla parte alta del Mondo Divino.<\/p>\n<p>Sant\u2019Ireneo \u00e8 Johannita. Egli non \u00e8 Padre della Chiesa perch\u00e9 la sua posizione \u00e8 stata considerata da Roma come una innocente, ma reale, fonte di eresie. La posizione di Ario, sacerdote ascetico di Alessandria, \u00e8 analoga. Ma \u00e8 stata deformata diventando l\u2019Arianesimo.<\/p>\n<p><strong>3.5 &#8211; La Cavalleria del Tempio<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ascesi ed i pericoli costringono ad essere chiaro e diretto. Il Figlio, avendo riguadagnato la destra del Padre, \u00e8 diventato ineffabile, come Dio-Logos. Rimane lo Spirito Santo (Paracleto), designato anche dalla Sophia (Santa Sophia di Bisanzio) alla quale pu\u00f2 integrarsi la Santa Vergine. Il Tempio associa sempre nei suoi riti e nelle sue preghiere, \u201cDio e Nostra Signora\u201d, senza nominare lo Spirito Santo, n\u00e9 la Santa Vergine. \u00c8 chiaro che la Cavalleria del Tempio \u00e8 Johannita.<\/p>\n<p><strong>3.6 &#8211; Il neologismo \u201cVorsokratiker\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La filosofia tedesca, da Leibniz a Heidegger, ha alzato una diga contro la diffusione della Saggezza pitagorica forgiando il neologismo \u201cvorsokratiker\u201d per separare Ionici (e Pitagora), dal linguaggio sobrio, ed Ateniesi prolissi, Platone, Aristotele, ed altri\u2026 Questa separazione riporta alla disputa del Nominalismo e del Realismo. Mescolando Sacro e profano, il Nominalismo tedesco si ciba di lunghe formulazioni ingegnose, attorno a concetti come: l\u2019Essere, il Tempo, lo Spazio, l\u2019Esistenza, la <em>Chose<\/em>, la Sostanza, ecc\u2026 All\u2019opposto il Realista pitagorico, maestro della sua arte, pu\u00f2 \u201cpensare in potenza d\u2019agire\u201d. Come Pascal, egli non definisce alcuno dei concetti \u201cgenerali\u201d come essere, spazio, ecc\u2026 \u201cperch\u00e9 questi termini designano cos\u00ec naturalmente le cose che significano, a quelli che capiscono la lingua, che il chiarimento che se ne vorrebbe fare apporterebbe pi\u00f9 oscurit\u00e0 che istruzione\u201d. Come aveva detto Plotino a proposito del celebre Longino di Tiro, i nostri Tedeschi si comportano pi\u00f9 da \u201cfilologi che da filosofi\u201d.<br \/>\n<a name=\"p4\"><\/a><\/p>\n<h4>4. Oggi<\/h4>\n<p>Nelle sue encicliche, \u201cVeritatis Splendor\u201d e quella recente, \u201cFede e Ragione\u201d, il Papa Giovanni-Paolo II, senza dimenticare la sua responsabilit\u00e0 di capo della Chiesa romana, \u00e8 molto vicino alla Saggezza pitagorica. Questo mi fa ricordare una celebre opera del giudice rabbinico Baya Ibn Paq\u00fbda, scritta in arabo, verso l\u2019anno 1000, in Spagna. L\u2019autore vi distingue nettamente i doveri \u201cesteriori\u201d, di cui \u00e8 Giudice, e i doveri \u201cinteriori\u201d, quelli dello Spirito, di cui ciascuno \u00e8 giudice per se stesso, praticando l\u2019esame di coscienza. All\u2019epoca di Baya un libro non circolava che tra la gente \u201ccolta\u201d. Il suo libro non ha fatto scandalo. Ma cosa ne avverrebbe oggi? Si pu\u00f2, si deve, oggi, davanti ai media, parlare di Ermetismo (metafisica) e di Legge Naturale (Arte di Vivere)? L\u00e0 dove il \u201ccomune dei mortali\u201d che ha bisogno di \u201csacralizzare\u201d i momenti importanti della vita (morte compresa), si trova privato di partecipazione ai ritmi e ai riti della \u201cbuona religione\u201d della sua Tradizione. Tutto avviene, come se mancasse alla Cristianit\u00e0, erede, che lo voglia o meno, della Saggezza pitagorica, attraverso il canale dell\u2019Ermetismo Johannitico, un Ordine Interiore, riservato ai chierici ed ai laici \u201ccolti e di buona volont\u00e0\u201d. Se un tale Cerchio esiste, non l\u2019ho incontrato. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20349%20252'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-8666 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ekate.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"252\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8666 size-full\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ekate.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ekate.jpg 349w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ekate-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ekate-293x212.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>William Blake &#8211; Ekate<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Pitagora e il suo tempo \u2013 2.1. L&#8217;Ermetismo pitagorico &#8211; 2.2. L&#8217;Arte di Vivere &#8211; 3. Le influenze Pitagoriche &#8211; 4. Oggi Le citt\u00e0 ioniche hanno disposto, sin dall&#8217;VIII secolo (750) di un alfabeto nato a Mileto, ben adattato alla lingua \u201cgreca\u201d per leggere e scrivere. Questo alfabeto, nato dal fenicio dopo diversi brancolamenti, \u00e8 gi\u00e0 ampiamente diffuso nel VI secolo. Come per le citt\u00e0 ioniche, sono governate da oligarchie coperte da tiranni abbastanza liberali. Sono potute nascere, grazie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8670,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[93],"tags":[84],"class_list":["post-1604","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lopera-al-rosso","tag-ermetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1604"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1604\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9855,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1604\/revisions\/9855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8670"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}